Scheda completa dell'erba

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SALVIA OFFICINALE
Salvia officinalis L.



LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO

CLASSIFICAZIONE

Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo)
Regno: Plantae
Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari)
Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi)
Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori)
Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni)
Sottoclasse: Asteridae
Ordine: Lamiales
Famiglia: Lamiaceae
Sottofamiglia: Nepetoideae
Tribù: Mentheae
Sottotribù: Salviinae

NOMI POPOLARI E INTERNAZIONALI
Salvia domestica, Salvia maggiore, Erba sacra, Tè di Grecia, Selvia, Salvia bianca, Berggarten Sage, Common Sage, Garden Sage, Kitchen Sage, Sauge, Thé De La Grèce, Salvia Real, Chá-Da-Europa, Sálvia, Salva-Mansa, Echter Salbei, Franse Thee, Salie, Selft, Selve, Tuinsalie, Tesalvie, Marameeah, Maramiah, Marimih, Maryamiya, Miraamih, Salima, Salmya, Chaj Gradinski, Ljekovita Kadulja, Rohtosalvia, Ryytisalvia, Salbi, Alisfakia, Faskomilo, Marva, Orvosi Zsálya, Zsálya, Sa-Ru-Bi-A, Sarubia, Se--Zi, Sezi, Ggae-Ggocc, Kkae-Ggocch, Sa-Ru-Bi-A, Sarubia, Se-I-Ji, Seiji, Sel-Bi-Eo, Selbieo, Kadulja

SINONIMI DEL NOME BOTANICO
Salvia major Bauh., Salvia latifolia I.B. Ray

DESCRIZIONE BOTANICA
SUFFRUTICE SEMPREVERDE CON FUSTO LEGNOSO ALTO FINO A 80 CM

FIORITURA O ANTESI
Marzo, Aprile, Maggio, Fine Inverno, Primavera

COLORI OSSERVATI NEL FIORE
________ AZZURRINO
________ AZZURRO-VIOLETTO
________ BIANCO
________ BLU-VIOLACEO
________ VIOLA


PERIODO BALSAMICO
Giugno, Fine Primavera, Inizio Estate

DROGA UTILIZZATA
FOGLIE- SOMMITÀ FIORITE

ERBA ALTERNATIVA
SALVIA SCLAREA

SAPORE
AMAROGNOLO

TOSSICITÀ
BASSA

CONTROINDICAZIONI
LA TOSSICITÀ DELL´OLIO ESSENZIALE DI SALVIA È ALTA-DOPPIA DI QUELLA DELL´ OE DI ASSENZIO. LA DOSE DI G 0-25 SAREBBE SUFFICIENTE AD UCCIDERE UN CANE DI 5 KG. NON ASSUMERE IN GRAVIDANZA-ALLATTAMENTO O INSUFFICIENZA RENALE O PERIODI PROLUNGATI.

EFFICACIA TERAPEUTICA
DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE

ORGANI INTERESSATI DALL'AZIONE FITOTERAPICA
BOCCA
BRONCHI E BRONCHIOLI
CAVO ORO-FARINGEO
CELLULE
CERVELLO
CISTIFELLEA E VIE BILIARI
ESOFAGO
FARINGE E VIE AEREE SUPERIORI
FEGATO
FEGATO E VIE BILIARI
GENGIVE
GHIANDOLE SEBACEE
GHIANDOLE SUDORIFERE
GOLA
INTESTINO
LARINGE
MUCOSE NASALI
ORGANI DIGESTIVI
ORGANI E-O TESSUTI DI VARI DISTRETTI CORPOREI
ORGANI EMUNTORI
ORGANI GUSTATIVI
ORGANI SESSUALI E RIPRODUTTIVI
ORGANI VOCALI
PANCREAS
SANGUE
SENI PARANASALI
SENO - GHIANDOLE MAMMARIE
SISTEMA CIRCOLATORIO
SISTEMA ENDOCRINO
SISTEMA IMMUNITARIO
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (NEUROVEGETATIVO)
SISTEMA NERVOSO CENTRALE
SISTEMA NERVOSO ENTERICO
STOMACO
TESSUTO CUTANEO
TUBO GASTRO-ENTERICO
UTERO
UTERO E OVAIE
VASI SANGUIGNI
VIE RESPIRATORIE

PROPRIETÀ E INDICAZIONI
ooKINFEZIONI (CAVO OROFARINGEO)
ooKINFIAMMAZIONI (CAVO ORALE)
ooKLARINGITE E RAUCEDINE
+++ALLATTAMENTO (ANTIGALATTOGOGO)
+++COLERETICO
+++CONDIMENTO O SPEZIA
+++CONSERVANTE NATURALE
+++ESTROGENI (FITOESTROGENICO)
+++SUDORAZIONE PROFUSA O NOTTURNA
++ACIDITÀ (IPERCLORIDRIA O IPERSECREZIONE GASTRICA ANCHE CON REFLUSSO)
++AMENORREA E IPOMENORREA
++ANTIACIDO (ANTISECRETIVO GASTRICO PARASIMPATICOLITICO)
++ANTIOSSIDANTE
++ANTISETTICO
++COLAGOGO
++COLESTEROLO (IPERCOLESTEROLEMIA - IPERTRIGLICERIDEMIA - IPERLIPIDEMIA)
++COLLUTTORIO ASTRINGENTE ORO-FARINGEO
++COSMETICO
++DIABETE MELLITO
++EMMENAGOGO
++FARINGITE E RINOFARINGITE
++GLICEMIA (IPOGLICEMIZZANTE)
++INSUFFICIENZA EPATOBILIARE E INTOSSICAZIONE DEL FEGATO
++MENOPAUSA E CLIMATERIO (TURBE E DISTURBI VARI)
++NEUROTONICO - TONICO NERVINO - TONICO CEREBRALE
++SEBORREA
+AFRODISIACO
+ATONIA GASTRICA
+CATARRO VIE RESPIRATORIE
+CIRROSI EPATICA
+DIGESTIVO EUPEPTICO AMARO PURO
+DISPEPSIA O CATTIVA DIGESTIONE
+EMORRAGIE
+EMORRAGIE (GENGIVALI)
+EPATITE
+EPATOPROTETTORE ANTIEPATOTOSSICO DEL FEGATO
+ESPETTORANTE FLUIDIFICANTE DEL CATARRO MUCOLITICO
+IMPOTENZA SESSUALE
+SPASMI E DOLORI SPASMODICI DI VARIA NATURA
+SPASMOLITICO TUBO GASTRO-ENTERICO

Proprietà antitumorali per Salvia officinalis L.

ERBE ANTAGONISTE
ORTHOSIPHON

ERBE SINERGICHE
ANGELICA
CIMICIFUGA
GINSENG
LAVANDA
LUPPOLO
MENTA PIPERITA
MIRRA
ORTICA
ROSMARINO
SALICE
SALVIA SCLAREA
SCORDIO
TIMO VOLGARE
TORMENTILLA

ESTRATTI
  • Salvia Tisana
    infuso di 1 cucchiaino per tazza di acqua bollente oppure decotto al 3% 2-3 tazze al giorno
  • Salvia Tintura Madre
    Preparata dalla parte aerea fresca tit.alcol.55° XXV gtt 3 volte al giorno

  • TISANE O COMPOSIZIONI
    GARGARISMI FARINGITE E MAL DI GOLA

    Elisir di Salvia
    Macerare per 10 giorni in un litro di marsala 70 g di foglie essiccate di Salvia e 10 g di bucce di Arancio amaro. Agitare almeno una volta al giorno ed alla fine filtrare accuratamente. Aggiungere al filtrato 50 g di alcol alimentare e 300 g di sciroppo semplice (200 g di zucchero in 100 g di acqua). Far riposare tutto per 24 ore e filtrare nuovamente. Consumarne un bicchierino da liquore dopo i due pasti principali.
    Si consiglia di sentire il proprio medico prima di assumere questo preparato e di evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di bevande alcoliche.
    [Tratto da: I Vini Medicinali - Eraclio Fiorani, Roberto Fedecostante - Edizioni CHI-NI Macerata]
    Vino di Salvia
    In un litro di buon vino bianco o rosso far macerare per 5 giorni grammi 30 di foglie di Salvia. Filtrare accuratamente. Se ne prendano due o tre bicchierini da liquore al giorno, dopo i pasti.
    Si consiglia di sentire il proprio medico prima di assumere questo preparato e di evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di bevande alcoliche.
    [Tratto da: I Vini Medicinali - Eraclio Fiorani, Roberto Fedecostante - Edizioni CHI-NI Macerata]

    NOTE DI FITOTERAPIA
    Le forme utilizzabili in fitoterapia sono i decotti e gli estratti idroalcolici dotati di una buona attività disinfettante ma sono indicati solo per l´uso esterno.

      PIANTA MELLIFERA

    UTILE DA SAPERE
    PIANTE AD AZIONE FITOESTROGENICA E ANTIANDROGENA
    In virtù della loro azione estrogenica alcune piante si dimostrano efficaci nell'impiego terapeutico per le turbe legate a un'insufficienza ovarica, per sindromi deficitarie dopo isterectomia e ovariectomia, per turbe mestruali della pubertà e per alcune manifestazioni fastidiose che caratterizzano la manifestazioni funzionali della menopausa come vampate di calore, turbe dell'umore, secchezza della mucosa vaginale, ecc. e per la sindrome premestruale.
    Alcuni inconvenienti, come per es. le vampate, hanno una stretta relazione con l'ormone ipofisario; altri invece, come prurito, infiammazione pelvica e secchezza vaginale, sono relativi alla caduta del tasso ematico di estrogeni e possono migliorare con l'utilizzo di queste piante. In questi casi la fitoterapia rappresenta una terapia attiva e/o complementare alla terapia ormonale classica.
    Le piante estrogeniche e progesterone-like sono: Angelica, Aletris, Erba medica, Salvia, Luppolo, Ginseng, Alchemilla, Verbena, Salsapariglia, Soia, Kudzu, Cimicifuga; l'Ortica ha azione antiandrogena e la Cimicifuga è attiva sulla secrezione dell'ormone ipofisario. L'Agnocasto aumenta la produzione dell'ormone luteinizzante, inibisce il rilascio dell'ormone che stimola il follicolo, portando ad uno spostamento del rapporto a favore degli estrogeni rispetto ai gestageni, producendo effetti ormonali utilizzati contro disturbi connessi alla menopausa; inoltre, sperimentalmente, inibisce la secrezione della prolattina, risultando efficace sia nella sindrome premestruale che nella iperprolattinemia.
    Tratto da: Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"; A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"; Fabio Firenzuoli "Le 100 erbe della salute"

    Fitoestrogeni e trattamenti ormonali: legami pericolosi Il ricorso ai fitoestrogeni va evitato nelle donne con tumore della mammella e affette da deprivazione ormonale da ormonoterapia
    Le donne con carcinoma della mammella positivo per i recettori degli estrogeni devono evitare di ricorrere ai fitoestrogeni nel tentativo di ridurre gli effetti da deprivazione ormonale causati dalla ormonoterapia in atto. Il 70% circa dei carcinomi della mammella esprime recettori per gli estrogeni. Questo dato è alla base della terapia adiuvante con farmaci che riducono la stimolazione di questi recettori quali il tamoxifene e derivati e gli inibitori delle aromatasi. L'ormonoterapia di per sé causa però numerosi effetti collaterali da deprivazione ormonale. I sintomi meno tollerati sono la secchezza delle mucose e la sindrome vasomotoria (le cosiddette vampate), oltre alle manifestazioni legate al lungo trattamento (artralgie, tipicamente causate dagli inibitori delle aromatasi, osteoporosi, ipertensione, alterazioni del metabolismo lipidico). Nelle donne in menopausa, è diventata popolare l'assunzione di integratori alimentari, contenenti principalmente derivati della soia o del trifoglio rosso, nell'ipotesi che abbiano un'azione di contrasto sui sintomi della menopausa. Gli estratti di queste piante contengono infatti fitoestrogeni, e in particolare isoflavoni (genisteina, daidzeina e gliciteina dalla soia e biocanina A e formononetina dal trifoglio), sostanze che hanno una blanda azione sia estrogenica sia antiestrogenica. Queste caratteristiche hanno suggerito la loro indicazione anche alle donne in trattamento con tamoxifene o inibitori dell'aromatasi, suscitando allarme negli oncologi che ritengono tale pratica incongrua e rischiosa. Negli animali di laboratorio si è infatti dimostrato uno stimolo dose-dipendente da fitoestrogeni nella crescita di cellule tumorali umane della mammella estrogeno-sensibili (CMF-7) [1]. In modelli analoghi risulta anche abrogata la prevenzione del tamoxifene alla crescita tumorale [2]. A seguito della diffusione di tale pratica sono stati condotti due studi per verificare l'efficacia di integratori a base di soia (90-150 mg/die di isoflavoni) in pazienti sintomatiche per deprivazione ormonale (vampate diurne e notturne) [3,4]. Le pazienti, trattate per carcinoma della mammella e molte in trattamento con tamoxifene o raloxifene, sono state randomizzate in doppio cieco a ricevere il trattamento con isoflavoni o placebo. In nessuno dei due studi si sono rilevate differenze statisticamente significative nella sintomatologia, anche quando stratificate a ricevere tamoxifene. Per cui gli isoflavoni non sembrano ridurre la sintomatologia legata alla terapia ormonale e potrebbero invece avere un'attività di stimolo sulla crescita tumorale. Secondo alcuni lavori scientifici, le popolazioni asiatiche sarebbero meno esposte al rischio di carcinoma della mammella per l'elevata ingestione di derivati della soia: questa osservazione è di difficile interpretazione epidemiologica e non può essere trasferita alle popolazioni occidentali né ad altri effetti ormonali degli isoflavoni [5,6]. Tali sostanze, quindi, vanno utilizzate con molta cautela da parte delle donne con carcinoma della mammella e solo se con recettori ormonali negativi. I medici che hanno pazienti in trattamento con tamoxifene o inibitori delle aromatasi dovrebbero vigilare e sconsigliare l'uso di prodotti a elevato titolo di fitoestrogeni, anche perché molti degli integratori alimentari in commercio rimandano a siti Internet nei quali sono rivendicati effetti terapeutici non dimostrati, sostenuti con letteratura di parte o mal interpretata.
    Bibliografia: ? J Nutr 2001;131:2957-62. ? Cancer Res 2005;65:879-86. ? J Clin Oncol 2002;15:1449-55. ? J Clin Oncol 2000;18:1068-74. ? J Epidemiol 2010;20:83-9. ? Nutr J 2008;7:17. CDI #nnn# ? Palozzo A.C., Falci C., Zovato S. Istituto Oncologico Veneto IRCCS

    ANNOTAZIONI
    La Salvia rientrava tra le erbe che gli antichi Egizi usavano per l'imbalsamazione ma la consideravano utile anche a dare fertilità alle donne. I Greci invece impedivano agli atleti di assumerla durante le gare sportive, per evitare l'effetto "doping".



    BIBLIOGRAFIA E ARTICOLI SCIENTIFICI SUL WEB

       



    Hermann Adolph Köhler (1834-1879)

    Autore: A.Tucci

    Autore: A.Tucci

    Autore: A.Tucci

    Autore: A.Tucci


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