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rev. 04-07-2018

CIMICIFUGA
Cimicifuga racemosa (Nutt.) Bart.



LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO

CLASSIFICAZIONE

Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo)
Regno: Plantae
Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari)
Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi)
Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori)
Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni)
Sottoclasse: Magnoliidae
Ordine: Ranunculales
Famiglia: Ranunculaceae

NOMI POPOLARI E INTERNAZIONALI
Black Snackeroot, Black bugbane, Black cohosh, Sqaw root, Rattleroot, Actée à grappes, Herbe aux punaises, Macrotys, Traubensilberkerze, Wanzenkraut

SINONIMI DEL NOME BOTANICO
Actaea racemosa L., Actaea monogyna Walt., Cimicifuga serpentaria Pursh., Macrotys actaeoides Shmaltz.

HABITAT
Originaria e spontanea in America del Nord-est. Cresce in boschi misti, prati, terreni montuosi e luoghi umidi da 0 a 1500 m.

DESCRIZIONE BOTANICA
PIANTA ERBACEA PERENNE ALTA CON RIZOMA NODOSO E FIORI BIANCHI RIUNITI IN RACEMI

FIORITURA O ANTESI
Luglio, Agosto, Settembre, Estate, Inizio Autunno

COLORI OSSERVATI NEL FIORE
________ BIANCO


DROGA UTILIZZATA
RADICI E RIZOMA

PRINCIPI ATTIVI
Glicosidi triterpenici, formonometina, alcaloidi, acidi grassi, acido salicilico, tannini cimicifugina o macrotina (resina), racemosina, sostanze estrogene, glicoside cardioattivo, oligoelementi.

ODORE
POCO GRADEVOLE

TOSSICITÀ
BASSA

CONTROINDICAZIONI
PER L'USO DEL PRODOTTO E PER LA DURATA DELLA SUA ASSUNZIONE È NECESSARIO CONSULTARE IL MEDICO SPECIALMENTE IN CASO DI PATOLOGIE CARDIACHE E SOGGETTI TRATTATI CON DIGITALICI E ATROPINA. EVITARE L'USO IN GRAVIDANZA IN QUANTO DILATA I VASI UTERINI E NELLE DISFUNZIONI O MALATTIE EPATICHE.

AVVERTENZE
CIMICIFUGA RACEMOSA IN MENOPAUSA E' FORSE LA PIANTA DI CUI OGGI PIÙ SI PARLA A LIVELLO INTERNAZIONALE, FINO A IERI CONSIDERATA SICURA ED EFFICACE PER IL TRATTAMENTO DEI DISTURBI DA MENOPAUSA, OGGI RITENUTA INVECE SOLTANTO NON SICURA PER UN DOCUMENTO DELL' EMEA (HMPC - COMMITTEE ON HERBAL MEDICINAL PRODUCTS, 269259/2006) CON IL QUALE SI ALLERTANO LE AUTORITÀ SANITARIE NAZIONALI SUI RISCHI DI EPATOTOSSICITÀ. SI TRATTA IN REALTÀ DI UNA PIANTA MEDICINALE UTILIZZATA IN TUTTO IL MONDO FIN DAL 1950, E LA SUA SICUREZZA È BEN DOCUMENTATA. A) LETTERATURA LA MONOGRAFIA DELL'OMS SULLA CIMICIFUGA RACEMOSA (2004) TRA GLI EFFETTI AVVERSI RIPORTA UNICAMENTE DISTURBI MINORI GASTROINTESTINALI E CEFALEA. ASSENTI IN LETTERATURA DATI SPERIMENTALI SULL'ATTIVITÀ CITOTOSSICA E/O EPATOTOSSICA DELLA CIMICIFUGA O DI SUOI COSTITUENTI CHIMICI. NIH: IN CIRCA 2000 PAZIENTI ARRUOLATI NEI CLINICAL TRIALS NON CI SONO MAI STATE REAZIONI EPATOTOSSICHE [WORKSHOP ON THE SAFETY OF BLACK COHOSH IN CLINICAL STUDIES, NATIONAL INSTITUTES OF HEALTH , BETHESDA, MARYLAND, NOVEMBER 22, 2004.] DATI RECENTI DI LETTERATURA BASATI SU CLINICAL TRIAS CONDOTTI SU PIÙ DI 3.800 DONNE, CONFERMANO LA EFFICACIA NEL CONTROLLO DELLA SINTOMATOLOGIA CLIMATERICA, E LA SICUREZZA DEL PRODOTTO. (OSMERS R. ET AL. OBSTET. GYNECOL. 2005; 105: 1074-83). UNA RECENTISSIMA REVIEW [MAHADY G. BLACK COHOSH. REVIEW OF THE CLINICL DATA FOR SAFETY AND EFFICACY IN MENOAUSAL SYMPTOMS. TREAT. ENDOCRINOL. 2005; 4 (3): 177-184] CONFERMA CHE LA PIANTA PUÒ ESSERE USATA PER IL TRATTAMENTO DEI SINTOMI LEGATI AL CLIMATERIO, COME VAMPATE DI CALORE, SUDORAZIONI, INSONNIA ED ANSIA, E CHE PER I POCHI CASI DI EPATOTOSSICITÀ RIPORTATI NON È STATA DIMOSTRATA LA DIRETTA ASSOCIAZIONE CON L'INGESTIONE DI CIMICIFUGA. IL PROFILO FARMACOCINETICO DELLA CIMICIFUGA NON È STATO ANCORA BEN INVESTIGATO, MA I SUPPLEMENTI CON QUESTA PIANTA PRESENTANO UN BUON PROFILO DI SICUREZZA E SI MOSTRANO EFFICACI NEL RIDURRE I SINTOMI MINORI DEL CLIMATERIO. [COLLEEN O LEE. CLIN J ONCOL NURS. 2005; 9: 5, 628-629] B) DATI DI CONSUMO EUROPEI INOLTRE NELLA SOLA EUROPA CIRCA 1,5 MILIONI DI DONNE HANNO UTILIZZATO PRODOTTI A BASE DI CIMICIFUGA, PIANTA PRESENTE SUL MERCATO EUROPEO DA OLTRE DIECI ANNI. IN ITALIA SOLO NELL'ULTIMO ANNO SONO STATE CALCOLATE CIRCA 100.000 DONNE CHE NE ABBIANO FATTO USO, PERALTRO, DATO DI UN CERTO RILIEVO, SENZA MAI ALCUNA SEGNALAZIONE DI EFFETTI COLLATERALI O TOSSICI. 3) DOCUMENTO EMEA: DALL'ESAME DEL DOCUMENTO EMERGE CHE: IN OLTRE 10 ANNI C'È STATA 1 SOLA SEGNALAZIONE IN TUTTA EUROPA, TRA TUTTE QUELLE PERVENUTE (34 CASI ESAMINATI), GIUDICATA 'POSSIBILE', OLTRE TTUTTO CON GRAVI CARENZE INFORMATIVE ANCHE SULLO STESSO PRODOTTO. GLI ALTRI TRE CASI INVECE SONO STATI ESTRAPOLATI DALLA LETTERATURA INTERNAZIONALE (NON DATI EUROPEI) (SU UN TOTALE DI 8 CASE REPORT) SONO STATI CONSIDERATI POTENZIALMENTE CORRELABILI ALL'ASSUNZIONE DI CIMICIFUGA, MA: A) IN PRIMO CASO ERA UN' EPATITE AUTOIMMUNE IN UNA PAZIENTE GIÀ AFFETTA DA POLIMIOSITE; B) IL SECONDO, ABBASTANZA CLAMOROSO, FU OSSERVATO IN UN REPARTO DI MEDICINA DELL'UNIVERSITÀ DELLO UTAH (USA), PRESENTATO COME "EPATITE FULMINANTE DA CIMICIFUGA", IN REALTÀ ERA UNA PAZIENTE CHE FACEVA USO DI VARI FARMACI OLTRE A PARACETAMOLO E ALCOOL (SOSTANZE BEN CONOSCIUTE PROPRIO PER LA LORO TOSSICITÀ EPATICA); C) LA DONNA DEL TERZO CASO IN VECE ASSUMEVA REGOLARMENTE VINO, PSEUDOEFEDRINA (DECONGESTIONANTE NASALE) ED IBUPROFEN, ED AVEVA ASSUNTO ERITROMICINA PRIMA DEL DANNO EPATICO. OGNI COMMENTO È SUPERFLUO. (FONTE: NEWSLETTER ANMFIT)

EFFICACIA TERAPEUTICA
CONFERMATA

ORGANI INTERESSATI DALL'AZIONE FITOTERAPICA
BRONCHI E BRONCHIOLI
CAVO ORO-FARINGEO
CUORE
FARINGE E VIE AEREE SUPERIORI
GOLA
NERVI E TRONCHI NERVOSI
ORGANI E-O TESSUTI DI VARI DISTRETTI CORPOREI
ORGANI SESSUALI E RIPRODUTTIVI
ORGANI UDITIVI
OSSA - CARTILAGINI - ARTICOLAZIONI
SISTEMA CIRCOLATORIO
SISTEMA ENDOCRINO
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (NEUROVEGETATIVO)
SISTEMA NERVOSO CENTRALE
SISTEMA NERVOSO ENTERICO
TESSUTO OSSEO
TESTA
TUTTO IL CORPO
UTERO
UTERO E OVAIE
VASI SANGUIGNI
VIE RESPIRATORIE
VIE URINARIE

PROPRIETÀ E INDICAZIONI
ooKMENOPAUSA E CLIMATERIO (TURBE E DISTURBI VARI)
?ARTROSI E OSTEOARTROSI
?REUMATISMI E DOLORI REUMATICI
+++ESTROGENI (FITOESTROGENICO)
+++SEDATIVO O CALMANTE SISTEMA NERVOSO CENTRALE
++ACUFENE
++ANSIA E AGITAZIONE NERVOSA
++ANTIANDROGENICO
++BRONCHITE O AFFEZIONI BRONCHIALI
++CATARRO VIE RESPIRATORIE
++ERETISMO CARDIACO
++ESPETTORANTE FLUIDIFICANTE DEL CATARRO MUCOLITICO
++RONZIO AURICOLARE
++VERTIGINI
+COLLUTTORIO ORO-FARINGEO
+DISTONIE NEUROVEGETATIVE
+EMORRAGIE (VIE URINARIE)
+EQUILIBRATORE SISTEMA NERVOSO AUTONOMO
+FARINGITE E RINOFARINGITE
+INTOSSICAZIONE DA MORSO DI SERPENTI
+IPERTENSIONE ARTERIOSA (IPOTENSIVO)
+NEVRALGIE
+OSSITOCICO O OXITOCICO
+OSTEOPOROSI
+VASOCOSTRITTORE

ERBE SINERGICHE
ALCHEMILLA
BIANCOSPINO
COTONE
ERBA MEDICA
GINSENG
LUPPOLO
ORTICA
SALSAPARIGLIA
SOIA
VERBENA OFFICINALE

ESTRATTI
  • Cimicifuga Tisana
    Decotto al 0.3-2%
  • Cimicifuga Estratto Secco
    4 mg per capsula[Protrarre la cura per 3 mesi] 1 cps mattina e sera
  • Cimicifuga Tintura Madre
    Preparata dal rizoma essiccato tit.alcol.65° XX gtt 2-3 volte al giorno
  • Cimicifuga Estratto standardizzato
    Standard: 2.5% in triterpeni 2 volte al giorno 40 mg

  • TISANE O COMPOSIZIONI
    TISANA MENOPAUSA (DISTURBI)

    NOTE DI FITOTERAPIA
    Gli estratti di Cimicifuga presentano attività fitoestrogenica. L´uso consigliato dell´estratto standardizzato al 2 -5% in triterpeni è di 40 mg al giorno per i disturbi della menopausa e climaterio. L´estratto fluido e la tintura - invece - non offrono garanzie sulla costanza dei principi attivi.


    Sorveglianza alle reazioni avverse
    PIANTA SEGNALATA



    UTILE DA SAPERE
    PIANTE AD AZIONE FITOESTROGENICA E ANTIANDROGENA
    In virtù della loro azione estrogenica alcune piante si dimostrano efficaci nell'impiego terapeutico per le turbe legate a un'insufficienza ovarica, per sindromi deficitarie dopo isterectomia e ovariectomia, per turbe mestruali della pubertà e per alcune manifestazioni fastidiose che caratterizzano la manifestazioni funzionali della menopausa come vampate di calore, turbe dell'umore, secchezza della mucosa vaginale, ecc. e per la sindrome premestruale.
    Alcuni inconvenienti, come per es. le vampate, hanno una stretta relazione con l'ormone ipofisario; altri invece, come prurito, infiammazione pelvica e secchezza vaginale, sono relativi alla caduta del tasso ematico di estrogeni e possono migliorare con l'utilizzo di queste piante. In questi casi la fitoterapia rappresenta una terapia attiva e/o complementare alla terapia ormonale classica.
    Le piante estrogeniche e progesterone-like sono: Angelica, Aletris, Erba medica, Salvia, Luppolo, Ginseng, Alchemilla, Verbena, Salsapariglia, Soia, Kudzu, Cimicifuga; l'Ortica ha azione antiandrogena e la Cimicifuga è attiva sulla secrezione dell'ormone ipofisario. L'Agnocasto aumenta la produzione dell'ormone luteinizzante, inibisce il rilascio dell'ormone che stimola il follicolo, portando ad uno spostamento del rapporto a favore degli estrogeni rispetto ai gestageni, producendo effetti ormonali utilizzati contro disturbi connessi alla menopausa; inoltre, sperimentalmente, inibisce la secrezione della prolattina, risultando efficace sia nella sindrome premestruale che nella iperprolattinemia.
    Tratto da: Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"; A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"; Fabio Firenzuoli "Le 100 erbe della salute"

    Fitoestrogeni e trattamenti ormonali: legami pericolosi Il ricorso ai fitoestrogeni va evitato nelle donne con tumore della mammella e affette da deprivazione ormonale da ormonoterapia
    Le donne con carcinoma della mammella positivo per i recettori degli estrogeni devono evitare di ricorrere ai fitoestrogeni nel tentativo di ridurre gli effetti da deprivazione ormonale causati dalla ormonoterapia in atto. Il 70% circa dei carcinomi della mammella esprime recettori per gli estrogeni. Questo dato è alla base della terapia adiuvante con farmaci che riducono la stimolazione di questi recettori quali il tamoxifene e derivati e gli inibitori delle aromatasi. L'ormonoterapia di per sé causa però numerosi effetti collaterali da deprivazione ormonale. I sintomi meno tollerati sono la secchezza delle mucose e la sindrome vasomotoria (le cosiddette vampate), oltre alle manifestazioni legate al lungo trattamento (artralgie, tipicamente causate dagli inibitori delle aromatasi, osteoporosi, ipertensione, alterazioni del metabolismo lipidico). Nelle donne in menopausa, è diventata popolare l'assunzione di integratori alimentari, contenenti principalmente derivati della soia o del trifoglio rosso, nell'ipotesi che abbiano un'azione di contrasto sui sintomi della menopausa. Gli estratti di queste piante contengono infatti fitoestrogeni, e in particolare isoflavoni (genisteina, daidzeina e gliciteina dalla soia e biocanina A e formononetina dal trifoglio), sostanze che hanno una blanda azione sia estrogenica sia antiestrogenica. Queste caratteristiche hanno suggerito la loro indicazione anche alle donne in trattamento con tamoxifene o inibitori dell'aromatasi, suscitando allarme negli oncologi che ritengono tale pratica incongrua e rischiosa. Negli animali di laboratorio si è infatti dimostrato uno stimolo dose-dipendente da fitoestrogeni nella crescita di cellule tumorali umane della mammella estrogeno-sensibili (CMF-7) [1]. In modelli analoghi risulta anche abrogata la prevenzione del tamoxifene alla crescita tumorale [2]. A seguito della diffusione di tale pratica sono stati condotti due studi per verificare l'efficacia di integratori a base di soia (90-150 mg/die di isoflavoni) in pazienti sintomatiche per deprivazione ormonale (vampate diurne e notturne) [3,4]. Le pazienti, trattate per carcinoma della mammella e molte in trattamento con tamoxifene o raloxifene, sono state randomizzate in doppio cieco a ricevere il trattamento con isoflavoni o placebo. In nessuno dei due studi si sono rilevate differenze statisticamente significative nella sintomatologia, anche quando stratificate a ricevere tamoxifene. Per cui gli isoflavoni non sembrano ridurre la sintomatologia legata alla terapia ormonale e potrebbero invece avere un'attività di stimolo sulla crescita tumorale. Secondo alcuni lavori scientifici, le popolazioni asiatiche sarebbero meno esposte al rischio di carcinoma della mammella per l'elevata ingestione di derivati della soia: questa osservazione è di difficile interpretazione epidemiologica e non può essere trasferita alle popolazioni occidentali né ad altri effetti ormonali degli isoflavoni [5,6]. Tali sostanze, quindi, vanno utilizzate con molta cautela da parte delle donne con carcinoma della mammella e solo se con recettori ormonali negativi. I medici che hanno pazienti in trattamento con tamoxifene o inibitori delle aromatasi dovrebbero vigilare e sconsigliare l'uso di prodotti a elevato titolo di fitoestrogeni, anche perché molti degli integratori alimentari in commercio rimandano a siti Internet nei quali sono rivendicati effetti terapeutici non dimostrati, sostenuti con letteratura di parte o mal interpretata.
    Bibliografia: ? J Nutr 2001;131:2957-62. ? Cancer Res 2005;65:879-86. ? J Clin Oncol 2002;15:1449-55. ? J Clin Oncol 2000;18:1068-74. ? J Epidemiol 2010;20:83-9. ? Nutr J 2008;7:17. CDI #nnn# ? Palozzo A.C., Falci C., Zovato S. Istituto Oncologico Veneto IRCCS

    ANNOTAZIONI
    Si pensava - anticamente - che fosse utile ad allontanare le cimici grazie al suo forte odore, era usata anche contro il morso dei serpenti. Inoltre una caratteristica attirò l´attenzione degli studiosi: la droga agiva meglio e con costanza sulle donne che sugli uomini.



    BIBLIOGRAFIA E ARTICOLI SCIENTIFICI SUL WEB

       

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