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| QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 18-03-2026 |
FARFARA |
LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO
| Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo) Regno: Plantae Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari) Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi) Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori) Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni) Sottoclasse: Asteridae Ordine: Asterales Famiglia: Asteraceae Sottofamiglia: Asteroideae Tribù: Senecioneae Sottotribù: Tussilagininae |
| Tussilagine, Tossilaggine comune, Farfaro, Coltsfoot, Farfaria, Tussilagem, Casco de cavalo, Dove-dock, Dummy Weed, Fieldhove, Foalfloor, Foal´s foot, Hall foot, Hogweed, Asse´s foot, Bull-foot, Clatter-Clogs, Clay weed, Clayt, Colt, Coltsfoot herb, Unha-de-asno, Huflattich, Podbjal |
| Cineraria Farfara (L.) Bernh., Farfara Radiata Gilib., Petasites Farfara (L.) Baill., Tussilago Alpestris Hegetschw., Tussilago Farfara F. Pallida Hyl., Tussilago Farfara Var. Duplicatolobatum Murr, Tussilago Farfara Var. Spinulifolia Elías, Tussilago Farfara Var. Spinulifolia Elías Ex Sennen, Tussilago Farfara Var. Tubulosa Günther, Grab. & Wimm., Tussilago Generalis E.H.L.Krause, Tussilago Radiata Gilib., Tussilago Ruderalis Salisb., Tussilago Rupestris Wall., Tussilago Umbertina Borbás, Tussilago Vulgaris Hill, Tussilago Vulgaris Lam. |
| PIANTA ERBACEA PERENNE CON UN RIZOMA STRISCIANTE E SQUAMOSO. LE FOGLIE BASALI COMPAIONO DOPO LA FIORITURA, SONO LUNGAMENTE PICCIOLATE, A FORMA DI CUORE O RENIFORMI, CON MARGINE DENTATO E PAGINA INFERIORE DENSAMENTE TOMENTOSA DI BIANCO. I FIORI SONO GIALLI, RIUNITI IN UN SINGOLO CAPOLINO SU UNO SCAPO ERETTO, SQUAMOSO E LANOSO, CHE COMPARE IN PRIMAVERA PRIMA DELLE FOGLIE. IL CAPOLINO È COMPOSTO DA FIORI LIGULATI ESTERNI FEMMINILI E FIORI TUBULOSI CENTRALI ERMAFRODITI. IL FRUTTO È UN ACHENIO CON UN PAPPO BIANCO E SETOSO CHE NE FAVORISCE LA DISPERSIONE ANEMOCORA. |
| FINE INVERNO-INIZIO PRIMAVERA (FEBBRAIO MARZO APRILE) |
| COLORI OSSERVATI NEI FIORI |
| ________ GIALLO |
| ________ GIALLO CHIARISSIMO |
| ________ GIALLO DORATO |
| Predilige habitat umidi e disturbati, come bordi di strade, scarpate, rive di corsi d'acqua, terreni argillosi umidi, siti di scavo e aree incolte. Si adatta a una vasta gamma di tipi di suolo, ma prospera particolarmente su quelli argillosi e limosi, spesso ricchi di minerali e con una buona ritenzione idrica. È una specie pioniera che colonizza rapidamente aree denudate. La sua distribuzione è ampia in Europa, Asia temperata e Nord Africa, ed è stata introdotta anche in Nord America. Cresce tipicamente dal livello del mare fino a quote montane, preferendo esposizioni soleggiate o parzialmente ombreggiate. La sua capacità di diffondersi tramite rizomi sotterranei contribuisce alla sua presenza in habitat eterogenei. |
| DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE |
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| PRIMAVERA (MARZO-MAGGIO) PER I FIORI, ESTATE (GIUGNO-LUGLIO) PER LE FOGLIE |
| (Parti ricche in principi attivi) |
| FOGLIE (FARFARAE FOLIUM) E FIORI (FARFARAE FLOS) ESSICCATI |
| FIORI - MIELE VEGETALE; FOGLIE - ERBACEO CON NOTE AMARE |
| MUCILLAGINOSO-DOLCE (FIORI), AMAROGNOLO-ASTRINGENTE (FOGLIE) |
| TOSSICITÀ: MEDIA |
| Motivazione: Contiene alcaloidi pirrolizidinici epatotossici; l’uso corretto (dosi limitate, preparazioni depurate) riduce i rischi, ma l’assunzione prolungata o non controllata può causare danni al fegato e altri effetti avversi significativi. |
| EFFICACIA: BUONA |
| Motivazione: Tussilago farfara presenta attività espettorante, emolliente e antinfiammatoria supportata da studi in vitro e su modelli animali, oltre a un uso fitoterapico consolidato nelle affezioni respiratorie, ma l’assenza di studi clinici robusti e le limitazioni legate alla sicurezza ne riducono il livello di evidenza |
| Mucillagini: polisaccaridi acidi eterogenei, arabinogalattani, rhamnogalatturonani, Flavonoidi: quercetina, kaempferolo, isoquercitrina, rutina, Iperoside, Acidi fenolici: acido caffeico, acido clorogenico, acido ferulico, acido gallico, Sesquiterpeni: tussilagone, isotussilagone, faradiolo, Triterpeni: beta amirina, alfa amirina, fitosteroli, Steroli: beta sitosterolo, stigmasterolo, Campesterolo, Alcaloidi pirrolizidinici: senkirkina, senecionina, tussilagina, Composti volatili: alcoli alifatici, aldeidi, chetoni, tannini |
Bibliografia |
| PROPRIETÀ E INDICAZIONI REGISTRATE Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico. | |
| ook | ANTIOSSIDANTE (PER STRESS OSSIDATIVO) |
| ook | ESPETTORANTE FLUIDIFICANTE DEL CATARRO MUCOLITICO |
| ook | INFIAMMAZIONI E IRRITAZIONI VIE RESPIRATORIE |
| +++ | ANTINFIAMMATORIO |
| +++ | INFEZIONI VIE RESPIRATORIE |
| +++ | TUSSIFUGO E SEDATIVO DELLA TOSSE |
| ++ | ANTIMICROBICO ANTIBATTERICO ANTISETTICO |
| ++ | ANTITABAGICO TABAGISMO |
| ++ | BRONCHITE O AFFEZIONI BRONCHIALI |
| ++ | CICATRIZZANTE O VULNERARIO |
| ++ | DERMOPURIFICANTE DERMOPROTETTIVO ANTI-AGING (USO ESTERNO) |
| ++ | INFIAMMAZIONI CUTANEE E DERMATITI (USO TOPICO) |
| ++ | IRRITAZIONI CUTANEE DA PIAGHE FERITE ABRASIONI E SCREPOLATURE (USO TOPICO) |
| ++ | LESIONI CUTANEE - PIAGHE FERITE ABRASIONI E SCREPOLATURE (USO TOPICO) |
| ++ | TRACHEITE |
| + | EMOLLIENTE IDRATANTE EDULCENTE |
| + | SEBORREA |
| GLI ALCALOIDI PIRROLIZZIDINICI HANNO ATTIVITÀ EPATOTOSSICA-GENOTOSSICA E CARCINOGENICA PERTANTO LA DURATA DI UTILIZZO NON DEVE SUPERARE LE 4-6 SETTIMANE L'ANNO Non sono disponibili studi clinici controllati, meta analisi o revisioni sistematiche di alta qualità che confermino in modo definitivo le proprietà terapeutiche di Tussilago farfara L.; le monografie ufficiali riconoscono l’uso tradizionale ma non una validazione clinica secondo standard moderni Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata Attività emolliente e demulcente con indicazione nella tosse secca e irritativa supportata da uso fitoterapico tradizionale consolidato e dalla presenza di mucillagini; evidenze indirette farmacologiche coerenti ma assenza di studi clinici controllati Attività antinfiammatoria con indicazione nelle infiammazioni delle vie respiratorie supportata da studi in vitro e in vivo su modelli animali che mostrano modulazione di mediatori infiammatori Attività antitussiva con indicazione nel controllo del riflesso della tosse supportata da studi sperimentali su modelli animali e da uso tradizionale documentato Attività antimicrobica con indicazione nelle infezioni respiratorie lievi supportata da studi in vitro su estratti della pianta contro diversi microrganismi Attività antiossidante con indicazione nello stress ossidativo supportata da studi in vitro su composti fenolici e flavonoidi presenti nella specie I dati disponibili sono principalmente preclinici o derivati da uso tradizionale documentato e non raggiungono il livello di evidenza clinica |
| SORVEGLIANZA ALLE REAZIONI AVVERSE QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI. |
| CONTROINDICAZIONI
(Le controindicazioni richiedono evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni) GRAVIDANZA, ALLATTAMENTO, EPATOPATIE, USO PROLUNGATO (>2 SETTIMANE), BAMBINI SOTTO I 12 ANNI, IPERSENSIBILITÀ ALLE ASTERACEAE |
| AVVERTENZE
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati) USARE SOLO ESTRATTI CERTIFICATI PRIVI DI ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI, EVITARE PREPARAZIONI DOMESTICHE CON PIANTA GREZZA, LIMITARE L'USO A 7 GIORNI CONSECUTIVI, MONITORARE LA FUNZIONALITà EPATICA IN CASO DI TERAPIE PROLUNGATE, NON ASSOCIARE AD ALTRI EPATOTOSSICI (ES. PARACETAMOLO), PREFERIRE FORMULAZIONI IN SCIROPPO O ESTRATTI SECCHI STANDARDIZZATI |
| (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche) |
| ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI |
| ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE |
| EPATOTOSSICI |
| FARMACI EPATOMETABOLIZZATI (CYP450) |
| (Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica) |
| ALTEA |
| MALVA |
| PIANTAGGINE LANCEOLATA |
| TIGLIO OFFICINALE |
| TIMO VOLGARE |
| * Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento come per es. nel Tè (verde o nero). Consultare sempre un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni in base al quadro clinico individuale. |
| (Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse) |
| SENECIONE |
| Estratti fluidi sono disponibili con rapporto droga estratto generalmente 1:1. La posologia tipica varia tra 1 e 2 ml per dose, fino a due somministrazioni al giorno, diluiti in acqua, con attenzione alla qualità dell’estratto e al contenuto di alcaloidi
Tinture madri idroalcoliche rappresentano una forma concentrata con buona estrazione dei principi attivi. La posologia abituale è di 20–30 gocce per dose, una o due volte al giorno, preferibilmente per cicli brevi e sotto controllo, data la presenza di composti potenzialmente epatotossici
Estratti secchi titolati sono disponibili in preparazioni controllate, spesso standardizzate per contenuto in mucillagini o flavonoidi e con livelli ridotti o assenti di alcaloidi pirrolizidinici. I dosaggi si collocano generalmente tra 200 e 400 mg al giorno, suddivisi in una o due somministrazioni
Capsule e compresse contenenti polvere di foglia essiccata vengono utilizzate come integratori, con dosaggi indicativi di 300–600 mg al giorno, suddivisi in una o due assunzioni, sempre per periodi limitati
Sciroppi fitoterapici rappresentano una forma particolarmente adatta per l’uso nelle affezioni respiratorie, spesso in associazione con altre piante emollienti. Il dosaggio varia generalmente da 5 a 10 ml due volte al giorno, in funzione della concentrazione del preparato
Preparazioni omeopatiche a base di Tussilago farfara sono utilizzate sotto forma di tintura madre o diluizioni come D4, D6, D12 o equivalenti centesimali. La posologia segue i criteri omeopatici, con somministrazioni ripetute nella fase acuta e riduzione progressiva con il miglioramento dei sintomi
Bibliografia
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| (Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso) |
| Tisana emolliente e antitussiva con Tussilago farfara, Althaea officinalis e Malva sylvestris. Questa combinazione è indicata per tosse secca e irritativa grazie all’elevato contenuto in mucillagini. Si utilizzano 1 g di tussilago, 1 g di altea e 1 g di malva in 200 ml di acqua calda, con infusione di 10 minuti e assunzione una o due volte al giorno per periodi brevi
Tisana espettorante e balsamica con Tussilago farfara, Thymus vulgaris e Plantago lanceolata. L’associazione è indicata nelle affezioni delle vie respiratorie con muco e tosse produttiva. Si impiegano 1 g di tussilago, 1 g di timo e 1 g di piantaggine in 200 ml di acqua, con infusione di 10 minuti e assunzione fino a due volte al giorno
Tisana lenitiva per gola irritata con Tussilago farfara, Glycyrrhiza glabra e Tilia cordata. Questa formulazione è adatta per raucedine e irritazione delle mucose. Si utilizzano 1 g di tussilago, 0,5 g di liquirizia e 1 g di tiglio in 200 ml di acqua calda, con infusione di 10 minuti, una o due volte al giorno
Tisana antinfiammatoria respiratoria con Tussilago farfara, Verbascum thapsus e Sambucus nigra. L’associazione è impiegata nelle bronchiti lievi e nelle infezioni delle vie aeree superiori. Si utilizzano 1 g di tussilago, 1 g di verbasco e 1 g di sambuco in 200 ml di acqua, con infusione di 10–15 minuti e assunzione una o due volte al giorno
Tisana semplice di Tussilago farfara come monocomponente viene preparata con 1–1,5 g di foglie essiccate in 200 ml di acqua calda, con infusione di circa 10 minuti, fino a una o due somministrazioni giornaliere per periodi limitati, preferendo preparazioni certificate a basso contenuto di alcaloidi pirrolizidinici
Formulazione per uso topico con Tussilago farfara e Calendula officinalis viene preparata con 3 g di tussilago e 2 g di calendula in 250 ml di acqua, lasciata raffreddare e utilizzata per impacchi su cute integra per effetti lenitivi e calmanti
Bibliografia
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PIANTA MELLIFERA...
APPROFONDIMENTO SU ALCALOIDI...
NOTE VARIE E STORICHE...
Ricerche di articoli scientifici su Tussilago Farfara L. |