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rev. 04-07-2018

ANGELICA
Angelica Archangelica L.



LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO

CLASSIFICAZIONE

Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo)
Regno: Plantae
Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari)
Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi)
Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori)
Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni)
Sottoclasse: Rosidae
Ordine: Apiales
Famiglia: Apiaceae

NOMI POPOLARI E INTERNAZIONALI
Arcangelica, Angelica di Boemia, Erba degli angeli, Bragosse, Canoti, Lucanta, Zaccarìa, Finocchione, Bracalà, Angelica acquatica, Imperatoria, Angelique, Angelika, Garden angelica, Archangel, Aunt Jericho, Plante angelique, Angelikapflanze, European angelica, Raiz do Espirito Santo

SINONIMI DEL NOME BOTANICO
Archangelica officinalis Hoffm.

HABITAT
In tutta Europa. Frequente in zone umide, lungo le rive dei corsi d'acqua, nei boschi, su terreni leggeri ricchi di nutrienti. Per la coltivazione richiede terra ben concimata e abbondante.

DISTRIBUZIONE

DESCRIZIONE BOTANICA
PIANTA ERBACEA BIENNALE O PERENNE CON FUSTO GROSSO, ROSSICCIO E VUOTO, OMBRELLE GRANDI, COMPATTE CON MOLTI RAGGI E FIORI VERDASTRI, RIZOMA GRANDE- ALTA FINO A 2 M.

FIORITURA O ANTESI
Giugno, Luglio, Agosto, Fine Primavera, Estate

COLORI OSSERVATI NEL FIORE
________ BIANCO
________ VERDE
________ VERDE-CHIARO


PERIODO BALSAMICO
Ottobre, Novembre, Dicembre, Alla fioritura, Autunno, Inizio Inverno

DROGA UTILIZZATA
RIZOMA E RADICE RACCOLTE NELL´AUTUNNO SUCCESSIVO AL TRAPIANTO / FRUTTI [SEMI]

PRINCIPI ATTIVI
Olio essenziale, acidi clorogenico e caffeico, acido angelico, agelicina, umbelliferone, xantotossina, bergaptene, arcangelicina (ed altre cumarine), flavanone arcangelone

SAPORE
AMARO-AROMATICO

TOSSICITÀ
MEDIA

CONTROINDICAZIONI
AD ALTE DOSI È ABORTIVA. L´OLIO ESSENZIALE DI ANGELICA HA AZIONE ECCITO-DEPRESSIVA, STUPEFACENTE (DIPENDE DALLE DOSI). PER LA PRESENZA DI FUROCUMARINE È BENE EVITARE ESPOSIZIONI SOLARI PROLUNGATE DURANTE IL TRATTAMENTO. EVITARE IN CASO DI ULCERA GASTRICA O DUODENALE E NEL DIABETE.

AVVERTENZE
GLI EFFETTI FOTOTOSSICI SONO RELATIVI AGLI ESTRATTI DEI SEMI E NON ALLE RADICI CHE HANNO PROPRIETÀ ANTIFUNGINE. NON VA MISCHIATA AD ALTRE ERBE CONTENENTI SOSTANZE "AMARE". È FOTOSENSIBILIZZANTE. PER L´USO COME DIGESTIVO OCCORRE LA PRESCRIZIONE MEDICA.

INTERAZIONI O INCOMPATIBILITÀ
FARMACI ANTINFIAMMATORI NON STEROIDEI (FANS)
FARMACI CORTISONICI
WARFARIN

EFFICACIA TERAPEUTICA
DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE

ORGANI INTERESSATI DALL'AZIONE FITOTERAPICA
BOCCA
BRONCHI E BRONCHIOLI
CAVO ORO-FARINGEO
CERVELLO
CISTIFELLEA E VIE BILIARI
FEGATO E VIE BILIARI
INTESTINO
INTESTINO CRASSO
MUCOSA ORALE E LINGUA
MUCOSE
ORGANI DIGESTIVI
ORGANI E-O TESSUTI DI VARI DISTRETTI CORPOREI
ORGANI EMUNTORI
ORGANI GUSTATIVI
SISTEMA ENDOCRINO
SISTEMA IMMUNITARIO
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (NEUROVEGETATIVO)
SISTEMA NERVOSO CENTRALE
SISTEMA NERVOSO ENTERICO
STOMACO
TESSUTO CUTANEO
TUBO GASTRO-ENTERICO
TUTTO IL CORPO
UTERO
UTERO E OVAIE
VAGINA
VIE RESPIRATORIE

PROPRIETÀ E INDICAZIONI
?ASTENIA O ESAURIMENTO E STRESS
?NEUROTONICO - TONICO NERVINO - TONICO CEREBRALE
?SIMPATICOMIMETICO
+++ALIMENTO
+++AROMATIZZANTE
+++DIGESTIVO EUPEPTICO AROMATICO
+++DISBIOSI INTESTINALE
+++EMMENAGOGO
++ANALGESICO (GASTRICO)
++CANDIDOSI O MONILIASI
++CARMINATIVO - ANTIFERMENTATIVO
++DISMENORREA E OLIGOMENORREA
++DISPEPSIA O CATTIVA DIGESTIONE
++FOTOTOSSICO FOTOSENSIBILIZZANTE
++GASTRALGIA O MAL DI STOMACO
++IMMUNODEFICIENZA SECONDARIA O INSUFFICIENZA IMMUNITARIA E MALATTIE AUTOIMMUNI
++IMMUNOSTIMOLANTE IMMUNOMODULANTE
++INAPPETENZA E ANORESSIA
++METEORISMO FLATULENZA E FERMENTAZIONI INTESTINALI
++MICOSI
++SPASMOLITICO ANTISPASMODICO
++SPASMOLITICO INTESTINALE
+CATARRO VIE RESPIRATORIE
+COLERETICO
+COLITE
+DIARREA
+DIARREA (ANTIDIARROICO ASTRINGENTE)
+DISPNEA
+ECCITO-STUPEFACENTE
+ESPETTORANTE FLUIDIFICANTE DEL CATARRO MUCOLITICO
+EUPNEICO
+STUPEFACENTE

ERBE ANTAGONISTE
IPERICO

ERBE SINERGICHE
AGRIMONIA
ANICE VERDE
ASSENZIO ROMANO
CAMEDRIO
CARDO BENEDETTO
CARVI
CATARIA
CIMICIFUGA
ERBA MEDICA
ESCOLZIA
FINOCCHIO
FUMARIA
GENZIANA
GINSENG
MELISSA
ORTICA
SALICE
SALVIA OFFICINALE

TISANE O COMPOSIZIONI
TISANA DIGESTIVA AROMATICA
TISANA MESTRUAZIONI IRREGOLARI

Vino di Arcangelica
In un litro di vino rosso far macerare per una settimana grammi 30 di radice essiccata e spezzettata di Angelica archangelica. Agitare almeno una volta al giorno, indi filtrare. Consumarne un bicchierino da marsala durante i pasti principali.
Si consiglia di sentire il proprio medico prima di assumere questo preparato e di evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di bevande alcoliche.
[Tratto da: I Vini Medicinali - Eraclio Fiorani, Roberto Fedecostante - Edizioni CHI-NI Macerata]

NOTE DI FITOTERAPIA
Sono stati osservati ´in vitro´ effetti calcio-antagonisti e cardiovascolari della Angelica sinensis Diels (Angelica cinese o Danggui) inoltre può interferire con warfarin aumentando il rischio di sanguinamento.


Sorveglianza alle reazioni avverse
PIANTA SEGNALATA



FITOALIMURGIA (uso in cucina)
Foglie più tenere:
 • in minestre e minestroni
 • in insalate miste
Germogli:
 • come verdure bollite
Radici ridotte in polvere:
 • in purè o pastella per fritture
Frutti:
 • aromatizzanti
Piccioli delle foglie:
 • canditi.

Anche Angelica sylvestris L. può essere preparata nello stesso modo in alimentazione.

UTILE DA SAPERE
PIANTE AD AZIONE FITOESTROGENICA E ANTIANDROGENA
In virtù della loro azione estrogenica alcune piante si dimostrano efficaci nell'impiego terapeutico per le turbe legate a un'insufficienza ovarica, per sindromi deficitarie dopo isterectomia e ovariectomia, per turbe mestruali della pubertà e per alcune manifestazioni fastidiose che caratterizzano la manifestazioni funzionali della menopausa come vampate di calore, turbe dell'umore, secchezza della mucosa vaginale, ecc. e per la sindrome premestruale.
Alcuni inconvenienti, come per es. le vampate, hanno una stretta relazione con l'ormone ipofisario; altri invece, come prurito, infiammazione pelvica e secchezza vaginale, sono relativi alla caduta del tasso ematico di estrogeni e possono migliorare con l'utilizzo di queste piante. In questi casi la fitoterapia rappresenta una terapia attiva e/o complementare alla terapia ormonale classica.
Le piante estrogeniche e progesterone-like sono: Angelica, Aletris, Erba medica, Salvia, Luppolo, Ginseng, Alchemilla, Verbena, Salsapariglia, Soia, Kudzu, Cimicifuga; l'Ortica ha azione antiandrogena e la Cimicifuga è attiva sulla secrezione dell'ormone ipofisario. L'Agnocasto aumenta la produzione dell'ormone luteinizzante, inibisce il rilascio dell'ormone che stimola il follicolo, portando ad uno spostamento del rapporto a favore degli estrogeni rispetto ai gestageni, producendo effetti ormonali utilizzati contro disturbi connessi alla menopausa; inoltre, sperimentalmente, inibisce la secrezione della prolattina, risultando efficace sia nella sindrome premestruale che nella iperprolattinemia.
Tratto da: Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"; A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"; Fabio Firenzuoli "Le 100 erbe della salute"

Fitoestrogeni e trattamenti ormonali: legami pericolosi Il ricorso ai fitoestrogeni va evitato nelle donne con tumore della mammella e affette da deprivazione ormonale da ormonoterapia
Le donne con carcinoma della mammella positivo per i recettori degli estrogeni devono evitare di ricorrere ai fitoestrogeni nel tentativo di ridurre gli effetti da deprivazione ormonale causati dalla ormonoterapia in atto. Il 70% circa dei carcinomi della mammella esprime recettori per gli estrogeni. Questo dato è alla base della terapia adiuvante con farmaci che riducono la stimolazione di questi recettori quali il tamoxifene e derivati e gli inibitori delle aromatasi. L'ormonoterapia di per sé causa però numerosi effetti collaterali da deprivazione ormonale. I sintomi meno tollerati sono la secchezza delle mucose e la sindrome vasomotoria (le cosiddette vampate), oltre alle manifestazioni legate al lungo trattamento (artralgie, tipicamente causate dagli inibitori delle aromatasi, osteoporosi, ipertensione, alterazioni del metabolismo lipidico). Nelle donne in menopausa, è diventata popolare l'assunzione di integratori alimentari, contenenti principalmente derivati della soia o del trifoglio rosso, nell'ipotesi che abbiano un'azione di contrasto sui sintomi della menopausa. Gli estratti di queste piante contengono infatti fitoestrogeni, e in particolare isoflavoni (genisteina, daidzeina e gliciteina dalla soia e biocanina A e formononetina dal trifoglio), sostanze che hanno una blanda azione sia estrogenica sia antiestrogenica. Queste caratteristiche hanno suggerito la loro indicazione anche alle donne in trattamento con tamoxifene o inibitori dell'aromatasi, suscitando allarme negli oncologi che ritengono tale pratica incongrua e rischiosa. Negli animali di laboratorio si è infatti dimostrato uno stimolo dose-dipendente da fitoestrogeni nella crescita di cellule tumorali umane della mammella estrogeno-sensibili (CMF-7) [1]. In modelli analoghi risulta anche abrogata la prevenzione del tamoxifene alla crescita tumorale [2]. A seguito della diffusione di tale pratica sono stati condotti due studi per verificare l'efficacia di integratori a base di soia (90-150 mg/die di isoflavoni) in pazienti sintomatiche per deprivazione ormonale (vampate diurne e notturne) [3,4]. Le pazienti, trattate per carcinoma della mammella e molte in trattamento con tamoxifene o raloxifene, sono state randomizzate in doppio cieco a ricevere il trattamento con isoflavoni o placebo. In nessuno dei due studi si sono rilevate differenze statisticamente significative nella sintomatologia, anche quando stratificate a ricevere tamoxifene. Per cui gli isoflavoni non sembrano ridurre la sintomatologia legata alla terapia ormonale e potrebbero invece avere un'attività di stimolo sulla crescita tumorale. Secondo alcuni lavori scientifici, le popolazioni asiatiche sarebbero meno esposte al rischio di carcinoma della mammella per l'elevata ingestione di derivati della soia: questa osservazione è di difficile interpretazione epidemiologica e non può essere trasferita alle popolazioni occidentali né ad altri effetti ormonali degli isoflavoni [5,6]. Tali sostanze, quindi, vanno utilizzate con molta cautela da parte delle donne con carcinoma della mammella e solo se con recettori ormonali negativi. I medici che hanno pazienti in trattamento con tamoxifene o inibitori delle aromatasi dovrebbero vigilare e sconsigliare l'uso di prodotti a elevato titolo di fitoestrogeni, anche perché molti degli integratori alimentari in commercio rimandano a siti Internet nei quali sono rivendicati effetti terapeutici non dimostrati, sostenuti con letteratura di parte o mal interpretata.
Bibliografia: ? J Nutr 2001;131:2957-62. ? Cancer Res 2005;65:879-86. ? J Clin Oncol 2002;15:1449-55. ? J Clin Oncol 2000;18:1068-74. ? J Epidemiol 2010;20:83-9. ? Nutr J 2008;7:17. CDI #nnn# ? Palozzo A.C., Falci C., Zovato S. Istituto Oncologico Veneto IRCCS

ANNOTAZIONI
In Cina questa pianta viene utilizzata da diversi millenni contro le affezioni dell´apparato femminile. Da noi vengono usate anche l´Angelica silvestris e var. montana - ma sono meno apprezzate. L´Angelica rientra nella composizione della famosa ´Acqua di Melissa´ - viene inoltre candita ed utilizzata fresca (foglie) per insalate. Deve essere conservata bene perché le radici sono igroscopiche e molto appetibili per gli insetti!



BIBLIOGRAFIA E ARTICOLI SCIENTIFICI SUL WEB

   

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Angelica archangelica - Sverige


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