PIANTA MELLIFERA PRIMARIA o MONOFLORALE...| Salix alba L. è una delle specie mellifere arboree più importanti delle regioni temperate europee per l'apicoltura primaverile. La sua fioritura molto precoce fornisce abbondanti quantità di nettare e soprattutto di polline, risultando fondamentale per la ripresa primaverile delle colonie di api dopo l'inverno. Nonostante l'elevato valore apistico, il miele monoflora di salice è raro.
Il miele di salice monoflora viene prodotto soltanto in particolari condizioni ambientali, quando estese popolazioni di salici fioriscono in modo uniforme e vi è una limitata presenza contemporanea di altre essenze nettarifere. Per questo motivo è reperibile quasi esclusivamente in alcune aree dell'Europa settentrionale e orientale e molto raramente raggiunge il mercato come miele uniflorale certificato.
Il colore è generalmente molto chiaro allo stato liquido, dal giallo paglierino al giallo dorato tenue, mentre dopo la cristallizzazione assume tonalità crema o beige chiaro.
L'aroma è delicato, floreale e vegetale, con leggere note erbacee e legnose, talvolta accompagnate da sfumature di corteccia fresca e germogli primaverili.
Il sapore è dolce ma poco persistente, moderatamente floreale, con una lieve componente vegetale e una leggera nota amarognola finale attribuibile ai composti fenolici presenti nel nettare.
La cristallizzazione è generalmente piuttosto rapida e porta alla formazione di una massa fine e cremosa, costituita da cristalli di piccole dimensioni.
Dal punto di vista compositivo non sono state identificate caratteristiche chimiche sufficientemente distintive rispetto ad altri mieli primaverili, né sono disponibili evidenze che il miele contenga quantità farmacologicamente rilevanti di salicina o di altri derivati salicilici della corteccia. Pertanto al miele di salice non possono essere attribuite le proprietà fitoterapiche della droga vegetale di Salix alba.
Nella maggior parte delle produzioni europee il nettare di Salix alba contribuisce comunque alla composizione di mieli millefiori primaverili, ai quali conferisce una parte delle caratteristiche organolettiche senza rappresentarne l'unica origine botanica. |
APPROFONDIMENTO SU PIANTE PER LE DISFUNZIONI SESSUALI...
| PIANTE PER LE DISFUNZIONI SESSUALI
Ma cos'è un afrodisiaco?...
A questa domanda, secondo una ricerca condotta in Francia nel 1990, la maggior parte degli uomini ha risposto che le sostanze afrodisiache servono ad aumentare la perfomance sessuale, mentre per la maggior parte delle donne servono ad aumentare il desiderio. Qualcuno infine pensa che aumentino il piacere. Anche se differenti, ciò che accomuna queste risposte è la ricerca del plus jouir. La pianta ideale per il suo potere afrodisiaco sarebbe quindi quella in grado di favorire il ciclo dell'amore: desiderio, seduzione e realizzazione del piacere. Il desiderio, ad esempio, è risvegliato in noi attraverso i sensi, e l'olfatto indubbiamente gioca un ruolo molto importante. Molte sostanze, da sempre considerate come afrodisiache, lo sono innanzitutto per il loro odore: pepe, tabacco, vaniglia, ylang-ylang, zenzero, zafferano, vetiver, cannella, geranio.
Fra le piante che sono considerate afrodisiache per eccellenza meritano di essere segnalate: Eleuterococco, Damiana, Ginseng, Catuaba, Suma, Epimedium, Salvia, Rosmarino, Santoreggia, Menta, Guaranà, Tribolo, Zenzero, ecc.
Per l'azione antiastenica, infine, si ricordano: alghe (Fucus, Laminarie), bevande eccitanti (Caffè, Tè, Mate), bevande toniche come la Rosa cherokee, cereali, frutta fresca, frutta secca, verdure (Carota, Cicoria, Crescione, Spinaci) ecc. La fitoterapia pertanto, anche se non in chiave miracolistica, può offrire un valido ausilio, con un miglioramento notevole dei sintomi, soprattutto se inserita in una strategia di trattamento più generale. Le piante da sole infatti non sono in grado di migliorare la sessualità di una coppia che ha occultato la propria seduzione o che, comunque, non riesce più a comunicare: per entrare nel ciclo del piacere, infatti, bisogna poter comunicare".
Ma ora classifichiamo le piante afrodisiache in:
a) afrodisiaci spinali sacrali, quando stimolano il centro parasimpatico sacrale che controlla il meccanismo dell'erezione (Damiana, Ginseng, Yohimbehe, Noce vomica);
b) afrodisiaci riflessogeni genito-urinari, quando agiscono con azione irritante delle vie urinarie e genitali che, per riflesso, esercitano una esaltazione del centro dell'erezione (Echinacea);
c) afrodisiaci encefalici o psicogeni, quando agiscono sui centri nervosi encafalici provocando lo stimolo dell'appetito sessuale (gli eccitanti del sistema nervoso centrale).
Gli anafrodisiaci che, invece, calmano un appetito sessuale troppo intenso ed eccessivo, sintomo anch'esso di squilibrio della sfera sessuale, sono: Salice bianco, Ninfea, Luppolo e Lattuga virosa.
[Tratto da:
[Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"]
[A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"]
[Marzio Pedretti "L'erborista moderno"] |
NOTE VARIE E STORICHE...| Salix alba L. rappresenta una delle fonti storiche più rilevanti per lo sviluppo della farmacologia moderna, poiché dalla corteccia di salice furono isolati nel XIX secolo i salicilati che portarono alla sintesi dell’acido acetilsalicilico. Questo passaggio segna uno dei primi esempi documentati di transizione dalla fitoterapia empirica alla farmacologia chimica industriale.
L’uso del salice come rimedio contro il dolore e la febbre è attestato già nella medicina ippocratica, dove veniva impiegato sotto forma di decotto della corteccia. Anche nella medicina tradizionale cinese e nelle pratiche popolari europee medievali il salice era considerato un rimedio principale per stati febbrili e dolori articolari, dimostrando una convergenza etnobotanica significativa.
Nel XVIII secolo il reverendo Edward Stone descrisse formalmente l’efficacia della corteccia di salice nel trattamento della febbre, anticipando di fatto l’introduzione dei salicilati nella medicina scientifica. Questo contributo è considerato uno dei primi esempi di osservazione clinica sistematica su una pianta medicinale.
Dal punto di vista ecologico, le specie del genere Salix sono fondamentali negli ecosistemi ripariali, contribuendo alla stabilizzazione del suolo e alla prevenzione dell’erosione. La loro rapida crescita e capacità di radicazione le rendono piante chiave nei progetti di ingegneria naturalistica e recupero ambientale.
La corteccia di salice contiene un fitocomplesso più ampio rispetto ai soli salicilati, comprendente flavonoidi e polifenoli che contribuiscono all’attività complessiva. Questo aspetto è spesso citato per spiegare le differenze tra l’effetto della droga vegetale e quello dell’acido acetilsalicilico sintetico, in termini di tollerabilità e profilo farmacodinamico.
Nella simbologia culturale europea il salice è associato a concetti di flessibilità e resilienza, ma anche a malinconia e lutto, come evidenziato nella letteratura e nell’arte. Questa valenza simbolica ha accompagnato l’uso medicinale della pianta, soprattutto nelle tradizioni popolari dove la dimensione terapeutica e quella simbolica risultano strettamente intrecciate. |
Ricerche di articoli scientifici su Salix alba L.
Bibliografia relativa a principi attivi| European Medicines Agency, European Union Herbal Monograph on Salix Cortex, 2017World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 1, 1999European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, edizione più recenteMax Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004Norman R. Farnsworth, Biological and Phytochemical Screening of Plants, 1988Ivan Stoševski, Phytochemical Profile and Biological Activity of Salix Species, 2021Ikhlas A. Khan, Abourashed Ehab A., Leung's Encyclopedia of Common Natural Ingredients Used in Food, Drugs and Cosmetics, 2010James A. Duke, Handbook of Medicinal Herbs, 2002 |
Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni| European Medicines Agency. European Union Herbal Monograph on Salix cortex. 2017.ESCOP. ESCOP Monographs. Salicis Cortex. Second Edition. 2003.World Health Organization. WHO Monographs on Selected Medicinal Plants. Volume 1. Salix cortex. 1999.Chrubasik S, Kunzel O, Model A, Conradt C, Black A. Treatment of low back pain with a herbal or synthetic anti-rheumatic: a randomized controlled study. 2001.Chrubasik S, Eisenberg E, Balan E, Weinberger T, Luzzati R, Conradt C. Treatment of osteoarthritis and low back pain with willow bark extract: a review of randomized controlled trials. 2000.Shara M, Stohs S. Efficacy and safety of white willow bark for the treatment of pain and inflammation. Journal of Clinical Pharmacy and Therapeutics. 2015.Vlachojannis J, Magora F, Chrubasik S. Willow species and aspirin: different mechanism of actions. Phytotherapy Research. 2011.Nahrstedt A, Schmidt M, Jaggi R, Metz J, Khayyal M. Willow bark extract: the contribution of polyphenols to the overall effect. Wiener Medizinische Wochenschrift. 2007. |
Bibliografia relativa a estratti e integratori| European Medicines Agency. European Union Herbal Monograph on Salix cortex. 2017.ESCOP. Salicis Cortex. ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products. Second Edition. Supplement. 2009.World Health Organization. WHO Monographs on Selected Medicinal Plants. Volume 2. 2002.Blumenthal M. The Complete German Commission E Monographs. Therapeutic Guide to Herbal Medicines. 1998.Chrubasik S, Roufogalis B D, Wagner H, Chrubasik G. A Comprehensive Review on the Willow Bark. Phytotherapy Research. 2007.Shara M, Stohs S J. Efficacy and Safety of White Willow Bark for the Treatment of Pain and Inflammation. Phytotherapy Research. 2015.Wichtl M. Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals. Third Edition. 2004.Barnes J, Anderson L A, Phillipson J D. Herbal Medicines. Third Edition. 2007. |
Bibliografia relativa a tisane e composizioni| European Medicines Agency. European Union Herbal Monograph on Salix cortex. 2017.ESCOP. Salicis Cortex. ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products. Second Edition. Supplement. 2009.World Health Organization. WHO Monographs on Selected Medicinal Plants. Volume 2. 2002.Blumenthal M. The Complete German Commission E Monographs. Therapeutic Guide to Herbal Medicines. 1998.Chrubasik S, Roufogalis B. D., Wagner H., Chrubasik G. A Comprehensive Review on the Willow Bark. Phytotherapy Research. 2007.European Medicines Agency. European Union Herbal Monograph on Harpagophytum procumbens DC. and Harpagophytum zeyheri Decne. 2016.European Medicines Agency. European Union Herbal Monograph on Filipendula ulmaria L. Maxim. 2014.European Medicines Agency. European Union Herbal Monograph on Sambucus nigra L., flos. 2014.European Medicines Agency. European Union Herbal Monograph on Melissa officinalis L., folium. 2013.European Medicines Agency. European Union Herbal Monograph on Matricaria chamomilla L., flos. 2015.European Medicines Agency. European Union Herbal Monograph on Boswellia serrata Roxb. ex Colebr. 2023. |
Bibliografia relativa a preparazioni alcoliche| European Medicines Agency, Assessment report on Salix alba L. cortex, 2017World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2 Salix cortex, 2002European Scientific Cooperative on Phytotherapy, Salicis cortex monograph, 2003Ulbricht C et al., An evidence-based systematic review of willow bark Salix spp., Journal of Dietary Supplements, 2010Shara M, Stohs SJ, Efficacy and safety of white willow bark for the treatment of pain and inflammation, Phytotherapy Research, 2015 |
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