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Il miele deriva prevalentemente dal nettare dei fiori di Tamarindus indica. Può risultare monoflorale in zone con forte presenza della specie, più spesso è millefiori a dominanza di tamarindo. Colore scuro, talvolta con riflessi rossastri scurire con il tempo Intenso e caldo Note fruttate e leggermente caramellate Sfumature che ricordano frutta matura e melassa Sapore Dolce moderato, meno stucchevole rispetto ad altri mieli tropicali Retrogusto leggermente acidulo, caratteristico e distintivo Persistenza aromatica media-lunga Cristallizzazione Lenta o molto lenta Spesso rimane fluido a lungo per l’elevato contenuto in fruttosio Caratteristiche compositive Il miele di tamarindo presenta: Buona presenza di zuccheri semplici Contenuto interessante di composti fenolici Attività antiossidante moderata, tipica dei mieli scuri Acidità leggermente superiore alla media, in linea con il profilo botanico della pianta Usi tradizionali e alimentari Consumato come dolcificante naturale Impiegato nella cucina locale per salse agrodolci e marinature Utilizzato nella tradizione come lenitivo per la gola Apprezzato come miele da degustazione per il profilo aromatico particolare Disponibilità È un miele raro nei mercati europei, più diffuso: In India Sud-Est asiatico Africa orientale Caraibi Spesso commercializzato localmente o destinato all’autoconsumo. Nota distintiva Il miele di tamarindo è apprezzato per la sua firma gustativa acidula, che richiama in modo elegante il profilo del frutto, pur mantenendo la dolcezza tipica del miele. È considerato un prodotto di nicchia della apicoltura tropicale.


Il miele di tarassaco si produce allo stato uniflorale soprattutto nelle zone collinari e di bassa montagna che circondano la pianura padana, sia alpine che appenniniche (Friuli, Trentino, Veneto, Lombardia, Piemonte ed Emilia).
Colore ambrato con riflessi gialli nel miele liquido; crema o giallo quando cristallizzato; beige con riflessi rosati se miscelato a salice o con toni più spenti se miscelato a crucifere o fruttiferi. Il colore giallo più vivo è indice di maggiore purezza. Odore molto caratteristico; pungente, penetrante, acuto, volgare, ammoniacale, di stalla, di piedi, di botte, di vino cotto, di marsala, di aceto, dei fiori della pianta essiccati. Sapore poco o normalmente dolce; normalmente acido; amaro non percettibile o leggero; a volte rinfrescante; astringente. Aroma molto caratteristico; simile all'odore ma più fine; ammoniacale, di infuso di camomilla, di spezie fresche, di caramella agli oli essenziali, di rancido.
Produzione abbondante di polline di colore arancione.
[Di: Marco Accorti, Roberto Colombo, Gian Luigi Marcazzan, Livia Persano Oddo, Maria Lucia Piana, Maria Gioia Piazza, Patrizio Pulcini, Anna Gloria Sabatini]
Tratto da: api.entecra.it - Consiglio per la ricerca e sperimentazione in agricoltura


Sebbene Camellia sinensis (la pianta del tè) non sia tra le principali piante mellifere, le sue fiori bianchi e profumati possono essere visitati dalle api, producendo un miele raro e particolare, soprattutto in regioni dove la coltivazione del tè è estesa (es. Cina, Giappone, India settentrionale). Caratteristiche del Miele di Tè Verde 1. Aspetto e Profilo Organolettico Colore: Ambrato chiaro con riflessi dorati (simile al miele di acacia, ma più intenso). Aroma: Delicato, floreale, con note erbacee e un leggero sentore di foglia di tè. Sapore: Dolce ma non stucchevole, con un retrogusto leggermente tannico (simile al tè verde leggero). Consistenza: Liquido e liscio, cristallizza lentamente.


Il miele derivato da Leptospermum polygalifolium (simile al miele di Manuka - Leptospermum scoparium J.R.Forst. & G.Forst.) contiene composti fenolici e metilgliossale (MGO), che conferiscono attività antibatterica e capacità di stimolare la rigenerazione tissutale.


Il nettare di tiglio è notevolmente aromatico: per questo anche mieli non del tutto puri di questa essenza sono già fortemente caratterizzati dal punto di vista organolettico e ciò può essere la causa della variabilità dei diversi lotti di miele uniflorale.
Colore da ambra chiaro a ambra, con riflessi giallo-verdi nei mieli più puri, quando liquido; da avorio a beige quando cristallizzato. Odore molto caratteristico; fresco, mentolato, balsamico, di farmacia o medicinale, ricorda il profumo della tisana di fiori di tiglio. Sapore normalmente dolce; normalmente acido; amaro non percettibile o leggero; può essere leggermente astringente. Aroma molto caratteristico; fresco, di mentolo e canfora, di tipo medicinale; di noce fresca; di erbe officinali.
[Di: Marco Accorti, Roberto Colombo, Gian Luigi Marcazzan, Livia Persano Oddo, Maria Lucia Piana, Maria Gioia Piazza, Patrizio Pulcini, Anna Gloria Sabatini]
Tratto da: api.entecra.it - Consiglio per la ricerca e sperimentazione in agricoltura


Thymus serpyllum L. var. (timo selvatico) è considerata una pianta nettarifera e mellifera di pregio, soprattutto negli ambienti montani e collinari dove cresce spontanea in modo estensivo. Non sempre consente produzioni monoflorali abbondanti, ma contribuisce in modo significativo alla qualità dei mieli di territorio e, in annate favorevoli, può dare origine a miele prevalentemente o totalmente di timo selvatico. Il miele di Thymus serpyllum presenta caratteristiche organolettiche molto ricercate. Il colore è generalmente ambra chiaro tendente all’oro, talvolta con riflessi leggermente ambrati più intensi quando il miele è fresco. Con la cristallizzazione, che avviene in modo naturale e variabile, il colore diventa più chiaro e opaco. Dal punto di vista aromatico, è un miele intenso e complesso. Il profumo richiama nettamente le note aromatiche del timo, con sentori erbacei, balsamici e lievemente speziati. Possono essere percepite sfumature calde, resinose e talvolta floreali, soprattutto nei mieli provenienti da pascoli naturali ricchi di biodiversità. Il sapore è deciso ma equilibrato. In bocca risulta dolce con una marcata componente aromatica, leggermente piccante o speziata sul finale, senza risultare aggressivo. La persistenza gustativa è medio-lunga, con ritorni balsamici e vegetali che lo distinguono nettamente dai mieli più neutri. La cristallizzazione è generalmente fine o medio-fine, non troppo rapida, e dipende dalla composizione zuccherina e dalle condizioni ambientali. Nei mieli di timo selvatico di alta quota, la cristallizzazione può essere più lenta rispetto a mieli di pianura. Tradizionalmente, il miele di timo selvatico è apprezzato non solo come alimento ma anche come miele funzionale, utilizzato per il benessere delle vie respiratorie, della gola e dell’apparato digerente. È spesso impiegato sciolto in bevande calde, assunto al cucchiaio nei periodi freddi o utilizzato come dolcificante naturale in tisane a base di piante aromatiche. Dal punto di vista apistico, il timo selvatico è considerato una specie di grande interesse mellifero per la qualità del nettare piuttosto che per la quantità. Il miele che ne deriva è quindi spesso raro, locale e di alto valore, soprattutto quando ottenuto in ambienti naturali poco antropizzati.


Miele monoflora di colore da ambra chiaro a ambra quando liquido; da beige a nocciola quando cristallizzato. Odore caratteristico; florale e speziato allo stesso tempo, di fiori secchi e di fiori di magnolia, di erbe aromatiche, dei fiori strofinati, di chiodi di garofano; di plastica bruciata; di matita da disegno, di legno di cedro, di vin brulé, di marsala. Aroma caratteristico; di timolo, di farmacia, di medicinale, di erbe aromatiche non del tutto essiccate, di plastica, di matita.
[Di: Marco Accorti, Roberto Colombo, Gian Luigi Marcazzan, Livia Persano Oddo, Maria Lucia Piana, Maria Gioia Piazza, Patrizio Pulcini, Anna Gloria Sabatini]
Tratto da: api.entecra.it - Consiglio per la ricerca e sperimentazione in agricoltura


Il suo interesse mellifero è secondario e complementare, ma reale, soprattutto in contesti rurali o naturali dove è presente in estensioni significative. Produce nettare e polline accessibili alle api La fioritura è tardiva (fine estate–inizio autunno), periodo in cui molte altre essenze mellifere scarseggiano È quindi utile come risorsa di sostegno per le colonie prima dell’inverno Le api la visitano soprattutto in condizioni di clima caldo e secco Il miele derivato dal topinambur è raro e quasi sempre monofloreale solo in contesti molto specifici; più spesso entra a far parte di mieli poliflorali tardo-estivi. Colore Giallo dorato intenso allo stato liquido Tende a schiarire leggermente dopo la cristallizzazione Aroma Delicato, floreale Con note vegetali erbacee Talvolta lievi sentori terrosi o di fieno secco, coerenti con la pianta Sapore Dolce moderato, non stucchevole Retrogusto morbido e leggermente vegetale Meno intenso rispetto al miele di girasole comune (Helianthus annuus) Cristallizzazione Media–rapida Cristalli fini o medi Tendenza a una consistenza cremosa se correttamente lavorato


Il miele prodotto dalle api che visitano il tormentilla presenta alcune caratteristiche peculiari: Colore: tende a essere chiaro‑ambrato, con riflessi dorati, a seconda della proporzione di altre fonti di nettare disponibili nell’area. Consistenza: mediamente denso, cristallizza con tempi variabili in base alla stagione e alla composizione dei carboidrati. Aroma e sapore: ha un profumo delicato e leggermente erbaceo, con note floreali molto sottili; il gusto è dolce ma con retrogusto leggermente amarognolo, attribuibile ai tannini e ai composti fenolici presenti nella pianta. Proprietà: come miele da erbe astringenti, può avere un moderato effetto lenitivo sulle mucose orali e digestive, e un potenziale antiossidante derivante dai polifenoli della pianta. In generale, il miele di tormentilla non è prodotto in grandi quantità commerciali, ma può essere raccolto in piccole partite dai prati spontanei, risultando apprezzato per il suo profilo aromatico particolare e per l’interesse fitoterapico derivante dai composti fenolici contenuti nel nettare della pianta.


Non esiste un miele monofloreale specifico prodotto esclusivamente da Tribulus terrestris L. Il miele che si può ottenere da questa pianta è un miele millefiori, in cui il nettare di Tribulus terrestris L. si mescola con quello di altre piante presenti nella zona.


Il miele di trifoglio rosso è relativamente raro come monoflora. La struttura profonda della corolla rende il nettare poco accessibile alle api con ligula corta; di conseguenza la bottinatura avviene soprattutto da parte di bombi e di api con apparato boccale più lungo. Per questo motivo il miele di Trifolium pratense si ritrova più spesso in mieli millefiori di prato o di pascolo, piuttosto che come miele monobotanico puro. Dal punto di vista organolettico, quando presente in quota significativa: il colore è chiaro, variabile dal giallo molto pallido all’ambra chiara; l’aroma è delicato, floreale, con note erbacee fresche e leggere sfumature di fieno o fiori di campo; il sapore è dolce e morbido, poco persistente, privo di amarezza o acidità marcata; la cristallizzazione è rapida e fine, con consistenza cremosa quando correttamente lavorato. Dal punto di vista nutrizionale e funzionale, il miele derivante da aree ricche di trifoglio rosso: è generalmente ricco di zuccheri semplici facilmente assimilabili; presenta un contenuto moderato di polifenoli e composti antiossidanti, tipici dei mieli di prato; viene tradizionalmente apprezzato per il suo profilo lenitivo e riequilibrante, soprattutto come miele da uso quotidiano.


Considerata una pianta mellifera, anche se il nettare disponibile è relativamente scarso e poco accessibile alle api comuni a causa della struttura delle corolle. Per questo motivo, il miele monoflora puro è raro, mentre la pianta contribuisce principalmente a mieli millefiori di palude o di prati umidi. Caratteristiche del miele di Menyanthes trifoliata Aspetto e colore: chiaro o giallo paglierino, talvolta con sfumature ambrate; cristallizzazione lenta e fine. Aroma: delicato, floreale con note erbacee e leggermente amare; la presenza di Menyanthes trifoliata conferisce una sottile nota amarognola caratteristica, più evidente in mieli provenienti da torbiere. Sapore: dolce ma con retrogusto leggermente amarognolo, morbido e poco persistente; non aggressivo come altri mieli amari (ad esempio genziana o assenzio). Cristallizzazione: lenta, con grana fine; può risultare cremoso se lavorato correttamente.
