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| QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 30-04-2026 |
LINO |
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| Dominio Eukaryota Regno Plantae Clade Angiosperme Clade Mesangiosperme Clade Eudicotiledoni Clade Rosidi Clade Malvidi Ordine Malpighiales Famiglia Linaceae Genere Linum Specie Linum usitatissimum |
Famiglia: Linaceae |
| Lino Mazzese, Lino Usuale, Endabé, Entati, Common Flax, Brown-Seeded Flax, Cultivated Flax, Flaxseed, Linseed, Lin Commun, Lin Oléagineux, Lin Textile, Talba, Telba, Yama, Ya Ma, Malsag, Kuitupellava, Oeljypellava, Pellava, Echter Lein, Flachs, Gemeiner Flachs, Saatlein, Tisii, Linho, Aliviraaii, Keten |
| Linum angustifolium subsp. usitatissimum (L.) Rouy, Linum arvense Neck., Linum crepitans (Boenn.) Dumort., Linum dehiscens subsp. crepitans (Boenn.) Vavilov & Elladi, Linum grandiflorum Rchb., Linum hohenackeri Boiss., Linum humile f. coimbricum Elladi, Linum humile f. coimbricum Elladi ex Rothm., Linum humile f. vaccaeorum Elladi, Linum humile f. vaccaeorum Elladi ex Rothm., Linum humile subsp. crepitans (Boenn.) Rothm., Linum humile subsp. transiens Elladi, Linum humile subsp. transiens Elladi ex Rothm., Linum indehiscens (Neilr.) Vavilov & Elladi, Linum monadelphum Mart., Linum monadelphum Rchb., Linum moroderorum Pau, Linum mucronatum Gilib., Linum reuteri Boiss. & Hausskn., Linum sativum Hasselq., Linum trinervium B.Heyne, Linum trinervium B.Heyne ex Roth, Linum usitatissimum f. humile (Mill.) Pers., Linum usitatissimum f. usitatissimum, Linum usitatissimum subsp. crepitans (Boenn.) Elladi, Linum usitatissimum subsp. crepitans Schübl. & G.Martens, Linum usitatissimum subsp. humile (Mill.) Chernom., Linum usitatissimum subsp. humile (Mill.) Hartm., Linum usitatissimum subsp. hyemale (Gentner) Bertsch, Linum usitatissimum subsp. intermedium Chernom., Linum usitatissimum subsp. latifolium (L.) Stank., Linum usitatissimum subsp. mediterraneum Vavilov & Elladi, Linum usitatissimum subsp. transitorium Vavilov & Elladi, Linum usitatissimum subsp. vulgare Schübl. & G.Martens, Linum usitatissimum var. crepitans Boenn., Linum usitatissimum var. crepitans W.D.J.Koch, Linum usitatissimum var. glabriseptum Rothm., Linum usitatissimum var. hirsutiseptum Rothm., Linum usitatissimum var. humile (Mill.) Pers., Linum usitatissimum var. indehiscens Jess., Linum usitatissimum var. indehiscens Neilr., Linum usitatissimum var. multicaule Schur, Linum usitatissimum var. multicaule Schur ex Hegi, Linum usitatissimum var. reuteri (Boiss. & Hausskn.) P.H.Davis, Linum usitatissimum var. sativum (L.) Pohl, Linum usitatissimum var. vulgare Boenn., Linum usitatissimum var. vulgare Schübl. & G.Martens, Linum usitatissimum var. vulgare Schübl. & G.Martens ex W.D.J.Koch, Linum utile Salisb. |
| ERBACEA ANNUALE ERETTA ALTA FINO A 1 METRO CON FUSTI SOTTILI CILINDRICI GLABRI O LEGGERMENTE PRUINOSI. FOGLIE ALTERNE SESSILI LINEARI O LANCEOLATE STRETTE VERDE GLAUCO. FIORI ERMAFRODITI ATTINOMORFI AZZURRI O BIANCHI IN CIME SCORPIOIDI CHE SI RADDRIZZANO. CALICE GAMOSEPALO CON CINQUE SEPALI LIBERI CADUCHI. COROLLA CON CINQUE PETALI LIBERI OBOVATO-CUNEATI CADUCHI. ANDROCEO CON CINQUE STAMI ALTERNATI AI PETALI CON FILAMENTI SALDATI ALLA BASE E ANTERE GIALLE. GINECEO SUPERO PENTACARPELLARE CON STILI CINQUE FILIFORMI E STIGMI CAPITATI. FRUTTO CAPSULA GLOBOSA DEISCENTE IN CINQUE VALVE CONTENENTE NUMEROSI SEMI APPIATTITI OVALI LISCI BRUNO-LUCIDI. |
| MAGGIO, GIUGNO, LUGLIO, AGOSTO, PRIMAVERA, ESTATE |
| COLORI OSSERVATI NEI FIORI |
| ________ AZZURRO CHIARO |
| ________ BIANCO |
| ________ BLU MORBIDO |
| Originaria della regione che si estende dalla Turchia all'Iran, ma è stata ampiamente coltivata fin dall'antichità e la sua origine selvatica precisa è incerta. Oggi è coltivato in regioni temperate di tutto il mondo come coltura alimentare e per la fibra. Habitat coltivato: Predilige climi temperati freschi e umidi durante la stagione di crescita, ma necessita di un periodo caldo e secco per la maturazione dei semi e la raccolta della fibra. Richiede pieno sole per una crescita ottimale. Si adatta a diversi tipi di suolo, ma preferisce quelli ben drenati, moderatamente fertili e ricchi di humus, come i terreni limosi o argillosi-limosi. Non predilige terreni molto argillosi, ghiaiosi o sabbiosi secchi. Necessita di una umidità adeguata durante la crescita, con precipitazioni ben distribuite o irrigazione, ma non tollera i ristagni idrici. È una coltura che viene spesso inserita in rotazioni colturali e non dovrebbe essere ripiantata sullo stesso terreno per diversi anni per evitare l'affaticamento del suolo e la diffusione di parassiti e malattie. Habitat naturalizzato (raro): In alcune regioni in cui è stato coltivato, il lino può occasionalmente sfuggire alla coltivazione e naturalizzarsi in aree disturbate come bordi stradali, campi abbandonati e discariche, ma raramente forma popolazioni selvatiche persistenti e significative. In sintesi, il lino è principalmente una pianta coltivata che richiede condizioni specifiche di clima, suolo e umidità per una produzione ottimale di fibra e semi. Sebbene possa occasionalmente comparire al di fuori delle coltivazioni, non è considerato una specie con un habitat naturale esteso al di fuori della sua regione d'origine. |
| DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE |
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| ESTATE (GIUGNO-LUGLIO), DURANTE LA PIENA FIORITURA |
| (Parti ricche in principi attivi) |
| SEMI INTERI O MACINATI (SEMEN LINI), OCCASIONALMENTE OLIO ESTRATTO A FREDDO |
| LEGGERMENTE ERBACEO, TERROSO, CON NOTE OLEOSE E TENUI DI PAGLIA FRESCA |
| DOLCIASTRO-MUCILLAGINOSO, LEGGERMENTE NOCCIOLATO, CON RETROGUSTO AMAROGNOLO |
| TOSSICITÀ: BASSA |
| Motivazione: i semi di lino sono generalmente sicuri a dosaggi terapeutici con effetti indesiderati lievi e prevedibili come distensione addominale o aumento della peristalsi, legati al contenuto in fibre; la presenza di glicosidi cianogenetici è documentata ma non clinicamente rilevante alle dosi usuali e con adeguata assunzione di acqua, mentre eventi avversi gravi sono rari e associati a uso improprio o eccessivo, come indicato da dati tossicologici e monografie ufficiali |
| EFFICACIA: CONFERMATA DA EVIDENZE SCIENTIFICHE |
| Motivazione: esistono studi clinici controllati e revisioni sistematiche su Linum usitatissimum che dimostrano effetti terapeutici specifici, in particolare come lassativo di massa grazie alle mucillagini (riconosciuto anche da monografie ufficiali EMA ed ESCOP), e come modulatore del metabolismo lipidico e glicemico con evidenze cliniche su semi e derivati ricchi in fibre e acidi grassi; ulteriori studi clinici supportano effetti su costipazione, dislipidemie e fattori di rischio cardiovascolare |
| Lignani: secoisolariciresinolo diglucoside, matairesinolo, pinoresinolo, lariciresinolo Mucillagini: arabinoxilani, ramnogalatturonani, galattosio, arabinosio, xilosio, acido galatturonico Lipidi: acido alfa linolenico, acido linoleico, acido oleico, acido palmitico, acido stearico Proteine: albumine, globuline, frazioni ricche in arginina e glutammina Fibre alimentari: cellulosa, emicellulose, lignina Composti fenolici: acido ferulico, acido p cumarico, acido caffeico, acido sinapico Fitosteroli: beta sitosterolo, campesterolo, stigmasterolo Glicosidi cianogenetici: linamarina, lotaustralina, linustatina, neolinustatina Tocoferoli: gamma tocoferolo, alfa tocoferolo, delta tocoferolo Flavonoidi: apigenina, luteolina, kaempferolo Fosfolipidi: fosfatidilcolina, fosfatidiletanolamina Peptidi bioattivi: peptidi derivati da idrolisi proteica con attività antiossidante |
Bibliografia |
| SORVEGLIANZA ALLE REAZIONI AVVERSE PIANTA SEGNALATA |
| AVVERTENZE
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati) L’ASSUNZIONE DEVE AVVENIRE CON ADEGUATA QUANTITÀ DI ACQUA PER EVITARE FENOMENI DI RIGONFIAMENTO E POSSIBILE OSTRUZIONE ESOFAGEA O INTESTINALE, EVIDENZA SUPPORTATA DA DATI CLINICI E FARMACOLOGICI SUI LASSATIVI DI MASSA. I SEMI DI LINO POSSONO RIDURRE L’ASSORBIMENTO DI FARMACI ASSUNTI CONTEMPORANEAMENTE PER EFFETTO MECCANICO DELLE MUCILLAGINI, EVIDENZA SUPPORTATA DA STUDI FARMACOCINETICI E PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DOCUMENTATA; SI RACCOMANDA DISTANZIAMENTO TEMPORALE. È DOCUMENTATO UN EFFETTO IPOGLICEMIZZANTE LIEVE, CON POSSIBILI INTERAZIONI ADDITIVE CON FARMACI ANTIDIABETICI, EVIDENZA DERIVATA DA STUDI CLINICI E OSSERVAZIONALI SULLA SPECIE. È DOCUMENTATA UNA POSSIBILE AZIONE IPOLIPEMIZZANTE E MODULANTE IL METABOLISMO LIPIDICO, CON RILEVANZA CLINICA IN PAZIENTI IN TERAPIA IPOLIPEMIZZANTE, EVIDENZA DA STUDI CLINICI CONTROLLATI. LA PRESENZA DI GLICOSIDI CIANOGENETICI COMPORTA UN RISCHIO TEORICO DI LIBERAZIONE DI ACIDO CIANIDRICO, MA ALLE DOSI TERAPEUTICHE E CON PREPARAZIONE CORRETTA TALE RISCHIO È CONSIDERATO TRASCURABILE, EVIDENZA FARMACOLOGICA E TOSSICOLOGICA SU SEMI DI LINO. I LIGNANI PRESENTI POSSONO ESERCITARE EFFETTI ESTROGENO-SIMILI DEBOLI, CON PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DOCUMENTATA; LA RILEVANZA CLINICA RIMANE LIMITATA E NON CONCLUSIVA. I DATI SULL’USO IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO SONO INSUFFICIENTI PER DEFINIRE UN PROFILO DI SICUREZZA COMPLETO, EVIDENZA DERIVANTE DA ASSENZA DI STUDI CLINICI SPECIFICI SULLA SPECIE. |
| CONTROINDICAZIONI
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni) LINUM USITATISSIMUM È CONTROINDICATO IN PRESENZA DI OCCLUSIONE INTESTINALE, ILEO PARALITICO, STENOSI ESOFAGEE O GASTROINTESTINALI E CONDIZIONI PATOLOGICHE CHE COMPORTANO RESTRINGIMENTO DEL LUME INTESTINALE, SULLA BASE DI DATI FARMACOLOGICI E CLINICI RELATIVI ALL’EFFETTO ESPANSIVO DELLE MUCILLAGINI E AL RISCHIO DOCUMENTATO DI OSTRUZIONE. È CONTROINDICATO NEI PAZIENTI CON DISFAGIA O DIFFICOLTÀ DI DEGLUTIZIONE DOCUMENTATA, PER RISCHIO DI IMPACCAMENTO ESOFAGEO RIPORTATO IN LETTERATURA CLINICA. È CONTROINDICATO IN CASO DI DOLORE ADDOMINALE ACUTO DI ORIGINE NON DIAGNOSTICATA, IN QUANTO I LASSATIVI DI MASSA POSSONO MASCHERARE CONDIZIONI PATOLOGICHE SOTTOSTANTI, EVIDENZA SUPPORTATA DA MONOGRAFIE UFFICIALI E LINEE GUIDA FARMACOLOGICHE SUI SEMI MUCILLAGINOSI. |
| (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche) |
| ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI |
| ANTICOAGULANTI (POTENZIAMENTO) |
| ANTIDIABETICI ORALI (POTENZIAMENTO) |
| ASPIRINA |
| FARMACI AD ASSUNZIONE PROLUNGATA |
| FARMACI PER OS (RIDUCE ASSORBIMENTO) |
| FARMACI PER TIROIDE (LEVOTIROXINA) |
| FIBRE VEGETALI (QUANTITÀ ELEVATE) |
| INSULINA (POTENZIAMENTO) |
| INTEGRATORI DI MINERALI (ASSUNTI CONTEMPORANEAMENTE) |
| ORMONI TIROIDEI |
| (Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica) |
| ALTEA |
| MALVA |
| PIANTAGGINE MAGGIORE |
| PSILLIO |
| * Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento come per es. nel Tè (verde o nero). Consultare sempre un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni in base al quadro clinico individuale. |
| (Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse) |
| CASCARA SAGRADA |
| FRANGULA |
| SENNA |
| Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di LINO basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Estratto secco standardizzato di semi di lino titolato in lignani totali espressi come secoisolariciresinolo diglucoside. I prodotti disponibili riportano generalmente titoli compresi tra il 20 e il 40 percento di lignani totali, con dosaggi clinicamente studiati compresi tra 100 e 600 milligrammi al giorno di lignani, equivalenti a circa 300–600 milligrammi di estratto standardizzato, suddivisi in una o due somministrazioni giornaliere. L’impiego è correlato soprattutto alla modulazione metabolica e ormonale. Olio di semi di lino spremuto a freddo titolato in acido alfa linolenico. Il contenuto standardizzato di acidi grassi omega 3 è generalmente superiore al 50 percento in acido alfa linolenico. Le formulazioni includono olio liquido e capsule molli da 500 a 1000 milligrammi. La posologia utilizzata negli studi varia da 1 a 3 grammi al giorno di olio fino a 1–2 cucchiai al giorno, corrispondenti a circa 1–2 grammi di acido alfa linolenico. Semi di lino micronizzati o polvere standardizzata non titolata ma con contenuto definito di mucillagini e fibre solubili. Anche se non sempre formalmente titolati, i preparati commerciali possono garantire un contenuto minimo di fibra solubile superiore al 20 percento. Le dosi utilizzate negli studi clinici variano da 5 a 50 grammi al giorno, con effetti documentati soprattutto su funzione intestinale e parametri metabolici a dosaggi di circa 30 grammi al giorno per almeno 12 settimane. Estratto fluido o tintura madre di semi di lino non standardizzata. La concentrazione in principi attivi è variabile e non esistono titolazioni farmacologicamente validate per questa forma. L’impiego è meno supportato da evidenze rispetto alle forme standardizzate e la posologia è generalmente adattata alla concentrazione estrattiva, tipicamente nell’ordine di alcuni millilitri al giorno suddivisi in più somministrazioni, senza parametri di standardizzazione clinicamente consolidati. Preparazioni omeopatiche da Linum usitatissimum. Disponibili sotto forma di diluizioni centesimali o decimali, generalmente dalla bassa alla media diluizione. Non esistono indicazioni di titolo né correlazioni tra concentrazione e attività farmacologica secondo criteri fitoterapici. La posologia segue i criteri della pratica omeopatica e non è correlabile a dosaggi farmacologici misurabili. |
| Tisane, composizioni e preparazioni di LINO basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Infuso mucillaginoso semplice di semi di lino ottenuto con semi interi o leggermente frantumati. Si impiegano 5–10 grammi di semi in 150–200 millilitri di acqua calda lasciati in infusione per 10–15 minuti senza bollitura prolungata per preservare le mucillagini. La preparazione sviluppa un gel vischioso ricco in polisaccaridi idrofili con effetto demulcente su mucose gastrointestinali e respiratorie. L’assunzione è generalmente di una o due volte al giorno, preferibilmente lontano da altri farmaci per evitare interferenze di assorbimento. Decotto leggero di semi di lino per estrazione più completa delle mucillagini. Si utilizzano 10 grammi di semi in 250 millilitri di acqua portata a ebollizione per 5–10 minuti con successivo raffreddamento e filtrazione. Questa forma produce una matrice più viscosa rispetto all’infuso e viene utilizzata per azione emolliente intestinale e modulazione del transito. La posologia tipica è una somministrazione fino a due volte al giorno, con adeguata idratazione associata. Tisana combinata con Plantago ovata e Malva sylvestris per azione sinergica sulle mucose intestinali. Si impiegano semi di lino 5 grammi, semi di Plantago 3 grammi e foglie o fiori di Malva 2 grammi in 200 millilitri di acqua calda, lasciando in infusione per 10–15 minuti. La combinazione aumenta il contenuto complessivo di mucillagini e fibre solubili con effetto lassativo meccanico e protettivo della mucosa. L’assunzione è generalmente serale, una volta al giorno. Decotto associato a Glycyrrhiza glabra per protezione gastrica. Si utilizzano 5 grammi di semi di lino e 1–2 grammi di radice di liquirizia in 200–250 millilitri di acqua con ebollizione breve di 5 minuti. La presenza di mucillagini e saponine triterpeniche contribuisce a un effetto filmogeno e lenitivo sulla mucosa gastrica. L’assunzione è indicata una o due volte al giorno in contesti di irritazione gastrica lieve. Infuso con Althaea officinalis e Matricaria chamomilla per affezioni delle mucose digestive e respiratorie. Si impiegano 5 grammi di semi di lino, 2 grammi di radice di altea e 1–2 grammi di capolini di camomilla in 200 millilitri di acqua calda, senza ebollizione prolungata. L’effetto sinergico combina mucillagini ad azione emolliente con flavonoidi antinfiammatori. La somministrazione è una o due volte al giorno. Preparazione mucillaginosa a freddo mediante macerazione di semi di lino. Si utilizzano 10 grammi di semi in 200 millilitri di acqua a temperatura ambiente per 6–8 ore. Si ottiene una soluzione altamente viscosa con elevata concentrazione di polisaccaridi solubili, utile per effetto meccanico lassativo e modulazione del transito intestinale. L’assunzione è singola giornaliera, preferibilmente al mattino. Tisana combinata con Foeniculum vulgare e Mentha piperita per disturbi funzionali gastrointestinali. Si impiegano 5 grammi di semi di lino, 1–2 grammi di finocchio e 1 grammo di menta in 200 millilitri di acqua calda. Questa formulazione associa effetto emolliente e regolatore del transito a attività carminativa e antispasmodica, con assunzione una o due volte al giorno. |
USO ALIMENTARE...
Vedi anche Ricette con erbe officinali e Ricette vegetariane APPROFONDIMENTO SU LE MUCILLAGINI...
NOTE VARIE E STORICHE...
Ricerche di articoli scientifici su Linum usitatissimum L. |