PIANTA MELLIFERA PRIMARIA o MONOFLORALE...| Pianta mellifera, anche se non tra le principali. Viene visitata dalle api, che raccolgono nettare e polline dai suoi fiori.
Miele di bistorta (se monoflora, raro):
Colore: Ambrato chiaro con riflessi dorati.
Aroma: Delicato, floreale, con note erbacee leggere.
Sapore: Dolce ma non stucchevole, con un retrogusto leggermente vegetale e una punta di astringenza (influenza dei tannini).
Cristallizzazione: Media, tende a diventare cremoso nel tempo.
Note:
Essendo una pianta diffusa in zone umide e prati montani, il miele di bistorta puro è raro e spesso si trova in mieli millefiori alpini o di alta quota.
Non ci sono studi specifici sulle proprietà di questo miele, ma erediterebbe parzialmente alcuni composti bioattivi (es. polifenoli) dalla pianta. |
USO ALIMENTARE...| Ha un uso culinario tradizionale, soprattutto in alcune regioni d'Europa, dove giovani foglie e rizomi vengono utilizzati in preparazioni alimentari. Ecco i principali impieghi:
Foglie giovani
In insalata: Le foglie tenere, raccolte in primavera prima della fioritura, possono essere consumate crude in insalate miste. Hanno un sapore leggermente acidulo e astringente (simile a quello degli spinaci selvatici).
Cotte: Lessate o saltate in padella come verdura, spesso mescolate con altre erbe per mitigare l’astringenza.
Zuppe e minestre: Usate in ricette tradizionali, ad esempio nella "green soup" dei Paesi Baltici.
Rizoma
Essiccato e macinato: In passato, nei periodi di carestia, il rizoma essiccato e polverizzato veniva aggiunto alla farina per fare pane o polente (soprattutto in Russia e Scandinavia). Ricco di amido, ma dal sapore terroso e tannico.
Decotto: Usato come bevanda nelle zone alpine, a volte fermentato per ottenere una sorta di "birra" rustica.
Germogli: Cotti come gli asparagi selvatici, ma con un retrogusto più amarognolo.
Fiori:Decorazione commestibile per piatti estivi (dal sapore neutro).
Avvertenze
Moderazione: L’alto contenuto di tannini può rendere le parti della pianta sgradevoli o irritanti se consumate in eccesso.
Solo piante giovani: Foglie e germogli diventano troppo fibrosi e astringenti con la maturazione.
Esempi storici
In Inghilterra, le foglie erano usate per avvolgere burro o formaggi ("Pudding Grass").
In Siberia, il rizoma era considerato un alimento di sopravvivenza durante l’inverno. |
Vedi anche Ricette con erbe officinali e
Ricette vegetariane
NOTE VARIE E STORICHE...| Il nome storico “bistorta” deriva dalla caratteristica forma del rizoma, fortemente contorto e ripiegato su sé stesso, dal latino bis torta, cioè “due volte ritorto”.
Per secoli la specie è stata una delle principali droghe tanniche della medicina popolare europea, soprattutto nelle regioni montane e rurali dove veniva raccolta spontaneamente nei prati umidi e nei pascoli alpini.
Nella medicina medievale europea il rizoma era considerato uno dei più potenti rimedi astringenti vegetali disponibili per trattare diarree, dissenterie e sanguinamenti minori.
La specie compare in numerosi erbari rinascimentali e farmacopee storiche europee, spesso classificata nel genere Polygonum come Polygonum bistorta L., denominazione rimasta molto diffusa fino all’epoca moderna.
In alcune aree della Gran Bretagna settentrionale le giovani foglie venivano utilizzate tradizionalmente nella preparazione del “Easter Ledger Pudding”, una pietanza erbacea pasquale preparata con avena, uova e piante spontanee primaverili.
I giovani germogli e le foglie erano occasionalmente consumati anche in Scandinavia e nelle regioni alpine come verdura cotta durante i periodi di scarsità alimentare.
L’elevato contenuto di tannini del rizoma lo rese storicamente importante anche per usi non medicinali, inclusa la concia artigianale delle pelli e la preparazione di coloranti vegetali.
In molte tradizioni popolari europee la pianta era associata simbolicamente alla capacità di “fermare” flussi corporei e sanguinamenti, riflettendo la teoria umorale e l’osservazione empirica delle sue proprietà astringenti.
La specie è tipica di ambienti freschi e umidi e costituisce spesso elemento floristico caratteristico di prati montani tradizionali ricchi di biodiversità.
Le revisioni tassonomiche moderne hanno trasferito la specie dal genere Polygonum al genere Bistorta sulla base di dati morfologici e filogenetici, rendendo Bistorta officinalis Delarbre il nome attualmente accettato nella maggior parte dei database botanici contemporanei. |
Ricerche di articoli scientifici su Bistorta officinalis Delarbre
Bibliografia relativa a principi attivi| Duke James A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002Gruenwald Joerg, Brendler Thomas, Jaenicke Christof, PDR for Herbal Medicines, 2004European Medicines Agency, Assessment Report on Herbal Substances Containing Tannins, 2013Wink Michael, Biochemistry of Plant Secondary Metabolism Annual Plant Reviews, 2010Harborne Jeffrey B., Williams Christine A., Advances in Flavonoid Research Since 1992, Phytochemistry, 2000Lin Liang, Harnly James M., Phenolic Component Profiles of Mustard Greens Turnip Greens and Other Brassica Vegetables, Journal of Agricultural and Food Chemistry, 2010Pignatti Sandro, Flora d’Italia, 2017Tutin Thomas G., Flora Europaea Volume 1, 1964Bruneton Jean, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004 |
Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni| Duke James A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002Gruenwald Joerg, Brendler Thomas, Jaenicke Christof, PDR for Herbal Medicines, 2004European Medicines Agency, Assessment Report on Herbal Substances Containing Tannins, 2013Wink Michael, Biochemistry of Plant Secondary Metabolism Annual Plant Reviews, 2010Harborne Jeffrey B., Williams Christine A., Advances in Flavonoid Research Since 1992, Phytochemistry, 2000Pignatti Sandro, Flora d’Italia, 2017Tutin Thomas G., Flora Europaea Volume 1, 1964Bruneton Jean, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004Blumenthal Mark, The Complete German Commission E Monographs Therapeutic Guide to Herbal Medicines, 1998 |
Bibliografia relativa a estratti e integratori| Duke James A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002Gruenwald Joerg, Brendler Thomas, Jaenicke Christof, PDR for Herbal Medicines, 2004Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004Bruneton Jean, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999European Medicines Agency, Assessment Report on Herbal Substances Containing Tannins, 2013Blumenthal Mark, The Complete German Commission E Monographs Therapeutic Guide to Herbal Medicines, 1998Bauer I., Rimbach G., Nevermann S., Neuhauser C., Schwarzinger B., Schwarzinger C., Weghuber J., Luersen K., In-vitro Antidiabetic Activity of a Bistorta officinalis Delarbre Root Extract can not be Confirmed in the In-vivo Models Hen’s Egg Test and Drosophila melanogaster, Journal of Physiology and Pharmacology, 2023Wink Michael, Biochemistry of Plant Secondary Metabolism Annual Plant Reviews, 2010Pignatti Sandro, Flora d’Italia, 2017Tutin Thomas G., Flora Europaea Volume 1, 1964 |
Bibliografia relativa a tisane e composizioni| Duke James A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002Gruenwald Joerg, Brendler Thomas, Jaenicke Christof, PDR for Herbal Medicines, 2004European Medicines Agency, Assessment Report on Herbal Substances Containing Tannins, 2013Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004Bruneton Jean, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999Blumenthal Mark, The Complete German Commission E Monographs Therapeutic Guide to Herbal Medicines, 1998Wink Michael, Biochemistry of Plant Secondary Metabolism Annual Plant Reviews, 2010Pignatti Sandro, Flora d’Italia, 2017Tutin Thomas G., Flora Europaea Volume 1, 1964Bauer I., Rimbach G., Nevermann S., Neuhauser C., Schwarzinger B., Schwarzinger C., Weghuber J., Luersen K., In-vitro Antidiabetic Activity of a Bistorta officinalis Delarbre Root Extract can not be Confirmed in the In-vivo Models Hen’s Egg Test and Drosophila melanogaster, Journal of Physiology and Pharmacology, 2023 |
Bibliografia relativa a preparazioni alcoliche| Duke James A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002Gruenwald Joerg, Brendler Thomas, Jaenicke Christof, PDR for Herbal Medicines, 2004Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004Bruneton Jean, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999European Medicines Agency, Assessment Report on Herbal Substances Containing Tannins, 2013Blumenthal Mark, The Complete German Commission E Monographs Therapeutic Guide to Herbal Medicines, 1998Pignatti Sandro, Flora d’Italia, 2017Tutin Thomas G., Flora Europaea Volume 1, 1964Allen David E., Hatfield Gabrielle, Medicinal Plants in Folk Tradition An Ethnobotany of Britain and Ireland, 2004Grieve Maud, A Modern Herbal, 1931 |
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