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| QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 24-05-2026 |
EQUISETO |
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| Dominio Eukaryota Regno Plantae Clade Tracheophyta Clade Monilophyta Clade Equisetidae Ordine Equisetales Famiglia Equisetaceae Genere Equisetum Specie Equisetum arvense |
Famiglia: Equisetaceae |
| Coda cavallina, Codone, Coda equina, Sprela, Horsetail, Prèle, Running clubmoss, Shenjincao, Scouring rush, Muzei, Horsetail, Field horsetail, Shavegrass, Grande prêle, Zinnkraut, åkerfräken, åkersnelle, Ager-padderokke, Peltokorte, Klóelfting |
| Equisetum Arvense Subsp. Boreale (Bong.) Tolm., Equisetum Arvense Subsp. Debile (Rchb.) Holub, Equisetum Arvense Subsp. Pratense (Ehrh.) Rothm., Equisetum Arvense Var. Alpestre Wahlenb., Equisetum Arvense Var. Arvense, Equisetum Arvense Var. Boreale Bong., Equisetum Arvense Var. Campestre Bluff & Fingerh., Equisetum Arvense Var. Collinum Ehrh. Ex Hoffm., Equisetum Arvense Var. Debile Rchb., Equisetum Arvense Var. Decumbens G.Mey., Equisetum Arvense Var. Diffusum Velen., Equisetum Arvense Var. Elongatum Roth, Equisetum Arvense Var. Fertile Milde, Equisetum Arvense Var. Hiemale Rupr., Equisetum Arvense Var. Humile Dumort., Equisetum Arvense Var. Maximum Milde, Equisetum Arvense Var. Minus Milde, Equisetum Arvense Var. Montanum Milde, Equisetum Arvense Var. Nemorosum Rothm., Equisetum Arvense Var. Nudum Milde, Equisetum Arvense Var. Pratense Ehrh., Equisetum Arvense Var. Ramosum Wahlenb., Equisetum Arvense Var. Riparium Fr., Equisetum Arvense Var. Serotinum Fr., Equisetum Arvense Var. Silvaticum Milde, Equisetum Arvense Var. Strictum (Hoffm.) Rothm., Equisetum Boreale Bong., Equisetum Debile Roxb. Ex Vaucher, Equisetum Elongatum Willd. Ex Weber & D.Mohr, Equisetum Pratense Ehrh., Equisetum Strictum Lam. |
| PRESENTA DUE TIPI DI FUSTI: FUSTI FERTILI PRIMAVERILI NON RAMIFICATI, DI COLORE BRUNO-ROSSASTRO, ALTI 10-25 CM, CON VERTICILLI DI SQUAME DENTATE E UN CONO SPORANGIFERO APICALE; E FUSTI STERILI ESTIVI VERDI, RAMIFICATI A VERTICILLI, ALTI FINO A 50 CM, CON FUSTI SECONDARI ERETTI E SOTTILI. LE FOGLIE SONO RIDOTTE A PICCOLE SQUAME SALDATE A FORMARE GUAINE ATTORNO AI NODI DEI FUSTI. LA FOTOSINTESI È SVOLTA DAI FUSTI VERDI. NON PRODUCE FIORI NÉ SEMI, MA SI RIPRODUCE TRAMITE SPORE RILASCIATE DAI CONI SPORANGIFERI E VEGETATIVAMENTE TRAMITE RIZOMI SOTTERRANEI. I FUSTI SONO CAVI E SEGMENTATI, CON SILICE CHE CONFERISCE LORO RUVIDEZZA. |
| PRODUCE CONI SPORIFERI (STROBILI) ALL'APICE DEI FUSTI FERTILI, CHE RILASCIANO SPORE (SIMILI ALLE FELCI) CHE COMPAIONO IN TARDA INVERNO/INIZIO PRIMAVERA (DA FEBBRAIO AD APRILE, A SECONDA DEL CLIMA), SUI FUSTI FERTILI BRUNI E NON FOTOSINTETICI. |
| Si adatta a una vasta gamma di habitat umidi e disturbati. Si trova frequentemente in terreni argillosi e umidi, ma cresce anche in suoli sabbiosi, ghiaiosi e acidi. È comune in campi coltivati, prati, bordi stradali, ferrovie, fossi, rive di fiumi e laghi, paludi e zone umide in generale. Predilige l'esposizione al pieno sole o alla mezz'ombra e si diffonde rapidamente tramite rizomi sotterranei, formando spesso estese colonie. È una specie cosmopolita, presente in gran parte dell'emisfero settentrionale, dalle regioni temperate a quelle boreali, e si adatta a diverse altitudini, dalle pianure fino alle zone montane. La sua capacità di tollerare condizioni di umidità variabile e suoli poveri contribuisce alla sua ampia distribuzione. |
| DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE |
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| MAGGIO-AGOSTO (RACCOLTA FUSTI STERILI IN PIENA VEGETAZIONE) |
| (Parti ricche in principi attivi) |
| FUSTI STERILI |
| ERBACEO FRESCO, CON NOTE MINERALI E LIEVEMENTE TERROSE |
| LEGGERMENTE AMARO, ASTRINGENTE, CON RETROGUSTO METALLICO |
| TOSSICITÀ: BASSA |
| Motivazione: Alle dosi fitoterapiche corrette Equisetum arvense L. mostra generalmente buona tollerabilità documentata da monografie ufficiali, studi tossicologici e uso tradizionale consolidato. La specie contiene tuttavia tiaminasi e tracce alcaloidiche documentate, con possibile rischio di riduzione della vitamina B1 in uso prolungato o ad alte dosi. Sono inoltre riportati rischi legati a contaminazione ambientale o confusione botanica con specie tossiche del genere Equisetum. Gli effetti indesiderati documentati risultano generalmente lievi e prevalentemente gastrointestinali o correlati all’attività diuretica. |
| EFFICACIA: BUONA |
| Motivazione: Equisetum arvense L. possiede un uso fitoterapico consolidato come diuretico lieve e coadiuvante remineralizzante supportato da monografie ufficiali, studi farmacologici in vivo, dati sperimentali coerenti e alcuni studi clinici preliminari specifici sulla specie. Le evidenze cliniche disponibili risultano tuttavia limitate, eterogenee e insufficienti per classificare la specie come confermata da solide evidenze cliniche controllate o revisioni sistematiche definitive. |
| Sali minerali e composti silicici: silice, acido monosilicico, silicati solubili, potassio, calcio, magnesio, manganese, ferro Flavonoidi: isoquercitrina, quercetina, kaempferolo, apigenina, luteolina, equisetrina, glicitina, rutina Saponine: equisetonina, saponine triterpeniche Acidi fenolici: acido caffeico, acido ferulico, acido p-cumarico, acido gallico, acido protocatecuico Alcaloidi: nicotina, palustrina, palustridina Fitosteroli: beta-sitosterolo, campesterolo, isofucosterolo Tannini: tannini catechici, tannini condensati Acidi organici: acido malico, acido aconitico, acido ossalico, acido silicico Composti triterpenici: acido ursolico, acido oleanolico Vitamine: vitamina C, carotenoidi, tracce di vitamina E Polifenoli: derivati flavonolici, composti fenolici ossidrilati Glicosidi flavonici: derivati della quercetina, derivati del kaempferolo Composti volatili: esaidrofarnesil acetone, fitolo, derivati aromatici volatili Enzimi: tiaminasi Polisaccaridi: mucillagini, emicellulose vegetali Clorofille e pigmenti: clorofilla A, clorofilla B, xantofille Amminoacidi: alanina, glicina, acido glutammico |
Bibliografia |
| AVVERTENZE
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati) L’USO PROLUNGATO O AD ALTE DOSI PUÒ TEORICAMENTE FAVORIRE RIDUZIONE DEI LIVELLI DI TIAMINA PER LA PRESENZA DOCUMENTATA DELL’ENZIMA TIAMINASI NELLA SPECIE. EVIDENZA FARMACOLOGICA E FITOCHIMICA DIRETTA. L’ATTIVITÀ DIURETICA DELLA SPECIE PUÒ AUMENTARE LA PERDITA URINARIA DI ELETTROLITI SOPRATTUTTO IN SOGGETTI PREDISPOSTI O IN ASSOCIAZIONE CON ALTRI DIURETICI. EVIDENZA FARMACOLOGICA E OSSERVAZIONALE. LA SPECIE PRESENTA CAPACITÀ BIOACCUMULATIVA DI METALLI PESANTI E CONTAMINANTI AMBIENTALI; LA QUALITÀ FARMACOGNOSTICA DELLA DROGA DEVE QUINDI ESSERE RIGOROSAMENTE CONTROLLATA. EVIDENZA FITOECOLOGICA E ANALITICA DIRETTA. SONO DOCUMENTATI RISCHI TOSSICOLOGICI DERIVANTI DALLA CONFUSIONE BOTANICA CON ALTRE SPECIE DI EQUISETUM PIÙ RICCHE IN ALCALOIDI TOSSICI. EVIDENZA FARMACOGNOSTICA E TOSSICOLOGICA CONSOLIDATA. LE PREPARAZIONI FITOTERAPICHE DEVONO PROVENIRE DA ESTRATTI STANDARDIZZATI E CONTROLLATI PER CONTENUTO ALCALOIDICO E ATTIVITÀ ENZIMATICA RESIDUA DELLA TIAMINASI. EVIDENZA FARMACOGNOSTICA E TECNOLOGICA. L’IMPIEGO DURANTE GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO NON DISPONE DI DATI CLINICI SUFFICIENTI SPECIFICI SULLA SPECIE; L’USO PROLUNGATO NON È RACCOMANDATO IN ASSENZA DI SUPERVISIONE PROFESSIONALE. EVIDENZA CLINICA INSUFFICIENTE. IN SOGGETTI CON TERAPIA DIURETICA O SQUILIBRI ELETTROLITICI PREESISTENTI È RACCOMANDATA CAUTELA PER POSSIBILE EFFETTO ADDITIVO SULLA DIURESI. EVIDENZA FARMACOLOGICA PLAUSIBILE E OSSERVAZIONALE. |
| CONTROINDICAZIONI
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni) CONTROINDICATA IN PRESENZA DI EDEMA CONSEGUENTE A INSUFFICIENZA CARDIACA O INSUFFICIENZA RENALE GRAVE QUANDO È RICHIESTA RESTRIZIONE DELL’APPORTO IDRICO, SECONDO LE MONOGRAFIE UFFICIALI FITOTERAPICHE RELATIVE ALL’USO DIURETICO DELLA SPECIE. CONTROINDICATA IN CASO DI IPERSENSIBILITÀ DOCUMENTATA A EQUISETUM ARVENSE L. O AI COMPONENTI DELLA DROGA VEGETALE. CONTROINDICATA IN PREPARAZIONI FITOTERAPICHE NON CONTROLLATE O OTTENUTE DA MATERIALE BOTANICO NON CORRETTAMENTE IDENTIFICATO, PER IL RISCHIO DOCUMENTATO DI CONTAMINAZIONE O SOSTITUZIONE CON SPECIE TOSSICHE DEL GENERE EQUISETUM CONTENENTI CONCENTRAZIONI PIÙ ELEVATE DI ALCALOIDI E TIAMINASI. |
| (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche) |
| ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE |
| DIGITALICI |
| DIURETICI FORTI E DI SINTESI |
| IPOKALIEMIZZANTI |
| LITIO (A FORTE INTEGRAZIONE) |
| * Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento come per es. nel Tè (verde o nero). Consultare sempre un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni in base al quadro clinico individuale. |
| (Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse) |
| LIQUIRIZIA |
| Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di EQUISETO basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Estratto secco nebulizzato di Equisetum arvense L. ottenuto dalle parti sterili aeree, generalmente titolato in silice totale o derivati silicici. I preparati fitoterapici più diffusi riportano titolazioni variabili comprese indicativamente tra 5% e 15% di silice totale. Utilizzato soprattutto come coadiuvante diuretico lieve e remineralizzante. Le posologie comunemente impiegate negli integratori standardizzati oscillano tra 300 mg e 900 mg al giorno suddivisi in due o tre somministrazioni. Estratto secco idroalcolico standardizzato in flavonoidi totali e silice biodisponibile. Utilizzato principalmente in formulazioni per trofismo connettivale, fragilità ungueale e supporto osteoarticolare. I dosaggi comunemente presenti nelle formulazioni commerciali risultano compresi tra 200 mg e 800 mg al giorno di estratto standardizzato. Estratto fluido idroalcolico con rapporto droga/estratto variabile secondo farmacopea e produttore. Tradizionalmente impiegato come diuretico vegetale lieve e coadiuvante drenante. La posologia tradizionalmente riportata varia generalmente da 1 mL a 4 mL al giorno suddivisi in più somministrazioni. Tintura madre di Equisetum arvense L. ottenuta dalle parti aeree sterili fresche o essiccate mediante estrazione idroalcolica. Utilizzata tradizionalmente come preparazione diuretica e remineralizzante. I dosaggi comunemente riportati nella pratica fitoterapica risultano compresi tra 20 e 50 gocce una-due volte al giorno diluite in acqua. Polvere micronizzata della droga essiccata standardizzata per contenuto minerale e siliceo. Utilizzata soprattutto in formulazioni nutraceutiche dedicate a unghie, capelli e metabolismo osseo. I dosaggi commerciali più comuni oscillano tra 500 mg e 3 g al giorno. Capsule o compresse fitoterapiche multicomponente contenenti Equisetum arvense L. associato a minerali, collagene, zinco o biotina. La standardizzazione viene generalmente effettuata sul contenuto di silice o flavonoidi totali. L’efficacia clinica specifica dell’associazione rimane spesso difficile da attribuire esclusivamente alla specie. Estratti glicolici e liposomiali destinati all’uso dermocosmetico e tricologico. Utilizzati soprattutto in preparazioni topiche per capelli fragili, cute seborroica e prodotti dermofunzionali remineralizzanti. Le concentrazioni commerciali risultano eterogenee e non standardizzate clinicamente. Estratti acquosi concentrati liofilizzati impiegati in formulazioni fitoterapiche drenanti e remineralizzanti. I preparati disponibili presentano ampia variabilità fitochimica e mancano standard terapeutici universalmente validati. Preparazioni omeopatiche di Equisetum arvense L. disponibili in diluizioni decimali e centesimali ottenute dalla pianta fresca o dalla tintura madre. L’uso omeopatico tradizionale riguarda soprattutto disturbi urinari funzionali e irritativi. Non sono disponibili evidenze cliniche robuste che ne confermino l’efficacia secondo criteri evidence-based. Estratti secchi titolati a basso contenuto di tiaminasi ottenuti mediante processi tecnologici di inattivazione enzimatica. Tali preparazioni vengono preferite nelle formulazioni fitoterapiche moderne per ridurre il rischio teorico di riduzione della vitamina B1 in uso prolungato. |
| Tisane, composizioni e preparazioni di EQUISETO basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Infuso semplice di Equisetum arvense L. ottenuto con 2–3 g di droga essiccata in 150–200 mL di acqua calda, lasciando in infusione per 10–15 minuti. Tradizionalmente utilizzato come coadiuvante diuretico lieve e remineralizzante. Si impiegano generalmente 2–3 somministrazioni al giorno per periodi limitati. Decotto leggero di Equisetum arvense L. preparato con 5–10 g di parti sterili essiccate in 250 mL di acqua, con ebollizione moderata di circa 10–20 minuti. Utilizzato soprattutto nella tradizione fitoterapica per favorire l’apporto di composti silicici e flavonoidi. Il decotto risulta preferibile rispetto all’infuso per la maggiore estrazione della frazione minerale silicea. Tisana diuretica con Equisetum arvense L. 30%, Betula pendula Roth 30%, Taraxacum officinale F.H.Wigg. 20%, Hieracium pilosella L. 20%. Preparazione mediante infusione di 2–4 g della miscela in 200 mL di acqua per 10 minuti. Utilizzata tradizionalmente come coadiuvante nel drenaggio urinario lieve e nella ritenzione idrica funzionale. Formulazione remineralizzante con Equisetum arvense L. 40%, Urtica dioica L. 30%, Avena sativa L. 20%, Rosa canina L. 10%. Impiego tradizionale come supporto nutraceutico per capelli fragili, unghie deboli e trofismo connettivale. Dose giornaliera tradizionalmente compresa tra 2 e 5 g della miscela essiccata in infusione. Tisana osteoarticolare con Equisetum arvense L. 35%, Harpagophytum procumbens (Burch.) DC. ex Meisn. 25%, Salix alba L. 20%, Urtica dioica L. 20%. Utilizzata nella tradizione fitoterapica come coadiuvante in disturbi osteoarticolari lievi. Le evidenze risultano principalmente farmacologiche e tradizionali, non cliniche definitive sulla miscela. Decotto dermofunzionale per uso esterno con Equisetum arvense L. 50%, Calendula officinalis L. 25%, Matricaria chamomilla L. 25%. Preparato mediante ebollizione di 10 g della miscela in 500 mL di acqua per circa 15 minuti. Tradizionalmente utilizzato per impacchi topici lenitivi, riepitelizzanti e astringenti. Miscela drenante con Equisetum arvense L. 30%, Orthosiphon aristatus (Blume) Miq. 30%, Solidago virgaurea L. 20%, Betula pendula Roth 20%. Utilizzata tradizionalmente come supporto fitoterapico drenante e urinario. L’impiego deve rimanere limitato nel tempo e richiede cautela nei soggetti predisposti a squilibri elettrolitici. Preparazione tricologica tradizionale per risciacqui con decotto di Equisetum arvense L. associato a Rosmarinus officinalis L. e Urtica dioica L. Utilizzata nella tradizione cosmetico-erboristica come coadiuvante del trofismo del cuoio capelluto e della fragilità del fusto pilifero. Le evidenze disponibili risultano prevalentemente tradizionali e osservazionali. Tisana remineralizzante semplice con Equisetum arvense L. e Avena sativa L. in parti uguali, preparata per infusione prolungata. Utilizzata nella pratica erboristica tradizionale come supporto nutrizionale minerale e tonico leggero. Formulazione fitoterapica depurativa tradizionale con Equisetum arvense L. 25%, Arctostaphylos uva-ursi (L.) Spreng. 25%, Solidago virgaurea L. 25%, Betula pendula Roth 25%. Utilizzata storicamente come coadiuvante delle funzionalità urinarie. L’uso deve essere limitato e prudente in presenza di patologie renali o terapie diuretiche concomitanti. |
USO ALIMENTARE...
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NOTE VARIE E STORICHE...
Ricerche di articoli scientifici su Equisetum arvense L. |