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| QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 12-05-2026 |
CRESPINO |
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| Dominio Eukaryota Regno Plantae Clade Viridiplantae Clade Streptophyta Clade Embryophyta Clade Tracheophyta Clade Spermatophyta Clade Angiospermae Clade Mesangiospermae Clade Eudicotyledones Clade Core Eudicotyledones Ordo Ranunculales Familia Berberidaceae Genus Berberis Species Berberis vulgaris |
Famiglia: Berberidaceae |
| Spina Cristi, Bacca Itter, Ambarbaris, Spin Acid, Spinaut, Berberi, Common Barberry, Oregon Grape, Trailing Mahonia, Epine Vinette, Ruostehappomarja, Almindelig Berberis, Berberiss, Vanlig Berberis, Surtorn, Berberis, Uva-espim, Piprage, Jaundice Berry, Zeresht. |
| Berberis Angulizans G.Nicholson, Berberis Bigelowii Schrad., Berberis Calliobotrys Bien. Ex Aitch., Berberis Lycium K.Koch, Berberis Vulgaris F. Vulgaris, Berberis Vulgaris Var. Asperma DC., 1821, Berberis Vulgaris Var. Purpurea Bertin, Berberis Vulgaris Var. Purpurea Bertin Ex Jacques & Herincq, Berberis Vulgaris Var. Sulcata Ahrendt |
| ARBUSTO DECIDUO SPINESCENTE ALTO FINO A 3 METRI, CON RAMI ERETTI E ARCUATI. LE FOGLIE SONO PICCOLE, OBOVATE O ELLITTICHE, CON MARGINE DENTATO-SPINULOSO, RIUNITE IN FASCETTI LUNGO I RAMI. LE SPINE SONO TRASFORMAZIONI FOGLIARI TRIFORCATE. I FIORI SONO ERMAFRODITI, PICCOLI, DI COLORE GIALLO VIVO, PENDULI, RIUNITI IN RACEMI ALLUNGATI. IL FRUTTO È UNA BACCA OBLUNGA O ELLISSOIDALE, DI COLORE ROSSO BRILLANTE A MATURAZIONE, CONTENENTE NUMEROSI SEMI. IL LEGNO È GIALLO E LE RADICI SONO GIALLE INTERNAMENTE. |
| APRILE MAGGIO GIUGNO (PRIMAVERA), CON GRAPPOLI DI FIORI GIALLI PENDULI |
| COLORI OSSERVATI NEI FIORI |
| ________ GIALLO |
| ________ GIALLO CHIARISSIMO |
| ________ GIALLO VERDE |
| ________ GIALLOGNOLO |
| Cresce tipicamente ai margini di boschi, in siepi, scarpate, zone rocciose e pascoli cespugliosi, prediligendo terreni ben drenati, calcarei o argillosi, e con esposizione sia al sole che alla mezz'ombra. Si adatta a climi temperati e si trova in gran parte dell'Europa, dell'Asia occidentale e del Nord Africa. In Italia è diffuso soprattutto nelle regioni settentrionali e centrali, in ambiente collinare e montano fino a circa 1500 metri di altitudine. La sua capacità di propagarsi sia per seme che per via vegetativa tramite polloni contribuisce alla sua diffusione in diversi tipi di habitat. |
| DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE |
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| AUTUNNO (SETTEMBRE-OTTOBRE) PER LE RADICI, ESTATE (GIUGNO-LUGLIO) PER LA CORTECCIA |
| (Parti ricche in principi attivi) |
| RADICE (RADIX BERBERIDIS), CORTECCIA DEL FUSTO (CORTEX BERBERIDIS), E FRUTTI (FRUCTUS BERBERIDIS) |
| LEGGERMENTE TERROSO E LEGNOSO (RADICE), CON NOTE AMAROGNOLE E TANNICHE |
| INTENSAMENTE AMARO E ASTRINGENTE (RADICE/CORTECCIA), FRUTTI ACIDULI E RINFRESCANTI |
| TOSSICITÀ: RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO |
| Motivazione: I frutti maturi mostrano generalmente buona tollerabilità alimentare e fitoterapica, mentre corteccia, radice ed estratti ricchi di alcaloidi protoberberinici possono determinare reazioni avverse gastrointestinali, interazioni farmacologiche e potenziale tossicità cardiovascolare o neurologica a dosaggi elevati. Sono documentati effetti uterotonici e rischio in gravidanza e nei neonati correlati alla berberina. I dati tossicologici derivano da studi clinici, farmacologici e sperimentali diretti sulla specie e sui suoi estratti standardizzati. |
| EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE |
| Motivazione: Le evidenze disponibili sulla specie Berberis vulgaris L. mostrano attività farmacologiche e cliniche principalmente correlate a specifici estratti standardizzati ricchi in berberina o a preparazioni definite della corteccia radicale e dei frutti. Sono disponibili studi clinici controllati e revisioni sistematiche soprattutto su parametri metabolici, glicemici e lipidici, ma l’efficacia varia significativamente in funzione della parte vegetale utilizzata, del contenuto in alcaloidi isoquinolinici e della formulazione. Le evidenze comprendono studi clinici, studi in vivo animali e dati farmacologici coerenti. |
| Alcaloidi isoquinolinici protoberberinici: berberina, berbamina, palmatina, jatrorrizina, columbamina, ossiberberina, berberrubina, epiberberina, isotetrandrina Alcaloidi benzilisochinolinici e bisbenzilisochinolinici: oxyacantina, berbina, magnoflorina, reticulina, isotetrandrina Antociani: cianidina-3-glucoside, cianidina-3-rutinoside, delfinidina, pelargonidina, malvidina Flavonoidi: quercetina, rutina, iperoside, isoquercitrina, kaempferolo, luteolina, apigenina Acidi fenolici: acido clorogenico, acido caffeico, acido ferulico, acido gallico, acido protocatecuico, acido p-cumarico, acido sinapico Tannini: tannini condensati, proantocianidine, catechina, epicatechina Vitamine: vitamina C acido ascorbico, vitamina E tocoferolo, carotenoidi provitamina A Carotenoidi: luteina, zeaxantina, beta-carotene Acidi organici: acido malico, acido citrico, acido tartarico Pectine e polisaccaridi: pectine, mucillagini, polisaccaridi acidi Fitosteroli: beta-sitosterolo, campesterolo, stigmasterolo Lignani: pinoresinolo, secoisolariciresinolo Saponine: saponine triterpeniche in tracce Composti volatili aromatici: linalolo, esanale, benzaldeide, alcoli terpenici Sali minerali e oligoelementi: potassio, calcio, magnesio, ferro, zinco, manganese |
Bibliografia |
| SORVEGLIANZA ALLE REAZIONI AVVERSE PIANTA SEGNALATA |
| AVVERTENZE
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati) L’USO PROLUNGATO O AD ALTE DOSI DI ESTRATTI RICCHI IN BERBERINA RICHIEDE MONITORAGGIO DELLA FUNZIONALITÀ EPATICA. EVIDENZA DERIVATA DA SEGNALAZIONI CLINICHE, FARMACOVIGILANZA E STUDI OSSERVAZIONALI RELATIVI A PREPARAZIONI DI BERBERIS VULGARIS L. POSSIBILI INTERAZIONI FARMACOCINETICHE CON FARMACI METABOLIZZATI DA ISOENZIMI CYP3A4, CYP2D6, CYP2C9 E GLICOPROTEINA P. EVIDENZA DERIVATA DA STUDI IN VITRO E FARMACOLOGICI SU ESTRATTI DELLA SPECIE CONTENENTI BERBERINA. POSSIBILE POTENZIAMENTO DELL’EFFETTO DI FARMACI IPOGLICEMIZZANTI E IPOLIPEMIZZANTI. EVIDENZA SUPPORTATA DA STUDI CLINICI E FARMACOLOGICI SU ESTRATTI STANDARDIZZATI DELLA SPECIE. POSSIBILE COMPARSA DI DISTURBI GASTROINTESTINALI DOSE-DIPENDENTI COMPRENDENTI NAUSEA, CRAMPI ADDOMINALI, DIARREA O STIPSI. EVIDENZA DOCUMENTATA IN STUDI CLINICI E OSSERVAZIONALI SU PREPARAZIONI CONTENENTI BERBERINA DA BERBERIS VULGARIS L. L’USO CONTEMPORANEO CON ALTRI AGENTI COLERETICI O COLECISTOCINETICI RICHIEDE CAUTELA PER POSSIBILE INCREMENTO DELLA MOTILITÀ BILIARE. EVIDENZA FARMACOLOGICA SPERIMENTALE DIRETTA SULLA SPECIE. I DATI CLINICI DISPONIBILI RISULTANO ETEROGENEI PER QUALITÀ METODOLOGICA, STANDARDIZZAZIONE DEGLI ESTRATTI E CONTENUTO IN ALCALOIDI, LIMITANDO L’ESTRAPOLAZIONE UNIFORME DEI PROFILI DI SICUREZZA A TUTTE LE PREPARAZIONI FITOTERAPICHE DELLA SPECIE. |
| CONTROINDICAZIONI
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni) CONTROINDICATA IN GRAVIDANZA PER LA PRESENZA DI ALCALOIDI ISOQUINOLINICI, IN PARTICOLARE BERBERINA, ASSOCIATI AD ATTIVITÀ UTEROTONICA E POTENZIALE EMBRIOTOSSICO DOCUMENTATO IN STUDI FARMACOLOGICI E TOSSICOLOGICI. CONTROINDICATA DURANTE L’ALLATTAMENTO E NEI NEONATI, SPECIALMENTE IN PRESENZA DI ITTERO NEONATALE O DEFICIT DI GLUCOSIO-6-FOSFATO DEIDROGENASI, PER IL RISCHIO DOCUMENTATO DI INCREMENTO DELLA BILIRUBINA LIBERA CORRELATO ALLA BERBERINA. CONTROINDICATA IN PAZIENTI CON IPERSENSIBILITÀ DOCUMENTATA VERSO BERBERIS VULGARIS L. O VERSO ALCALOIDI PROTOBERBERINICI DELLA SPECIE. CONTROINDICATA IN PRESENZA DI GRAVE INSUFFICIENZA EPATICA O EPATOPATIE ATTIVE PER LA DOCUMENTATA POSSIBILITÀ DI ALTERAZIONI EPATICHE ASSOCIATE A ESTRATTI CONTENENTI BERBERINA E ALTRI ALCALOIDI ISOQUINOLINICI. CONTROINDICATA IN CASO DI OSTRUZIONE BILIARE COMPLETA O COLESTASI OSTRUTTIVA GRAVE PER L’ATTIVITÀ COLERETICA FARMACOLOGICAMENTE DOCUMENTATA. OBBLIGATORIA LA PRESCRIZIONE DEL MEDICO. RISULTA PERICOLOSO SUPERARE LE DOSI MEDIE INDICATE. LA BERBERINA PUÒ CAUSARE DEPRESSIONE RESPIRATORIA E CARDIACA FINO ALL'ARRESTO CARDIACO O PARALISI RESPIRATORIA |
| (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche) |
| ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI |
| ANTICOAGULANTI (POTENZIAMENTO) |
| ANTIDIABETICI ORALI (POTENZIAMENTO) |
| ASPIRINA |
| CICLOSPORINA |
| COLERETICI E COLECISTOCINETICI |
| DEPRESSIVI DEL SNC |
| DIGOSSINA |
| EPATOTOSSICI |
| FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP2C9 |
| FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP2D6 |
| FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP3A4 |
| FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP3A4/CYP2C9 |
| FARMACI PER DIABETICI |
| IMMUNOSOPPRESSORI |
| INSULINA (POTENZIAMENTO) |
| MACROLIDI |
| METFORMINA |
| PARACETAMOLO |
| SEDATIVI DEL SNC |
| STATINE |
| (Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica) |
| CARDO MARIANO |
| CURCUMA |
| * Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento come per es. nel Tè (verde o nero). Consultare sempre un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni in base al quadro clinico individuale. |
| Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di CRESPINO basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Estratto secco nebulizzato di corteccia della radice o della radice titolato in alcaloidi totali espressi come berberina non inferiore all’8-12%. Gli estratti utilizzati in fitoterapia metabolica ed epatobiliare sono generalmente standardizzati in berberina al 5-20% oppure in alcaloidi isoquinolinici totali. La posologia abitualmente documentata corrisponde a 200-500 mg di estratto secco da una a tre volte al giorno, equivalenti indicativamente a 10-150 mg/die di berberina totale a seconda della titolazione. Gli impieghi maggiormente documentati riguardano supporto epatobiliare, dispepsie funzionali, modulazione glicemica e supporto metabolico. Estratto fluido idroalcolico da corteccia della radice con rapporto droga/estratto variabile tra 1:1 e 1:2 in etanolo 45-70%. La posologia fitoterapica tradizionale documentata è di 1-4 mL fino a tre volte al giorno, preferibilmente prima dei pasti. Gli estratti fluidi sono utilizzati soprattutto in formulazioni amare-toniche, digestive e coleretiche. Tintura madre fitoterapica da corteccia della radice o radice fresca con rapporto droga/solvente generalmente 1:5 o 1:10 in etanolo 45-70%. Le preparazioni commerciali vengono impiegate in dosaggi medi di 20-50 gocce una-tre volte al giorno. L’uso prolungato richiede cautela per la presenza di alcaloidi protoberberinici. Estratti secchi standardizzati ad alto contenuto di berberina ottenuti da Berberis vulgaris L. e utilizzati in integratori metabolici. I prodotti disponibili sul mercato riportano comunemente una standardizzazione al 85-97% di berberina purificata, benché tale standardizzazione riguardi spesso il fitocomplesso arricchito e non la droga integrale. I dosaggi studiati in ambito clinico e osservazionale variano generalmente tra 500 e 1500 mg/die suddivisi in due o tre somministrazioni. Estratto secco combinato con altre droghe amare o metaboliche quali Cynara scolymus L., Taraxacum officinale F.H.Wigg., Silybum marianum (L.) Gaertn. o Gymnema sylvestre (Retz.) R.Br. ex Sm. Le preparazioni combinate utilizzano generalmente estratti di Berberis vulgaris standardizzati in berberina al 5-10% con dosaggi medi di 100-300 mg per somministrazione. L’evidenza clinica diretta sulla specie in associazione rimane limitata e spesso non separabile da quella sulla berberina isolata. Preparazioni omeopatiche di Berberis vulgaris L. ottenute prevalentemente dalla corteccia della radice fresca secondo le farmacopee omeopatiche europee. Sono disponibili tintura madre omeopatica, diluizioni hahnemanniane e korsakoviane, granulati e gocce orali nelle potenze D, CH e LM. Gli impieghi omeopatici tradizionali riguardano soprattutto apparato urinario, dolori lombari irradiati e disturbi epatobiliari secondo i criteri della medicina omeopatica, senza conferma clinica scientifica specifica di efficacia. |
| Tisane, composizioni e preparazioni di CRESPINO basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Decotto epatobiliare tradizionale con corteccia di radice di Berberis vulgaris L. 1-2 g, foglie di Cynara scolymus L. 3 g e radice di Taraxacum officinale F.H.Wigg. 2 g in 250 mL di acqua. Bollire per 10-15 minuti e filtrare. Assumere una tazza una o due volte al giorno dopo i pasti principali. La formulazione è tradizionalmente impiegata come supporto digestivo, coleretico e nelle dispepsie funzionali con componente biliare. Infuso digestivo-amaro con frutti essiccati di Berberis vulgaris L. 2-3 g, semi di Foeniculum vulgare Mill. 1,5 g e foglie di Melissa officinalis L. 1,5 g in 200 mL di acqua calda. Lasciare in infusione 10 minuti. Assumere dopo i pasti principali. La combinazione è utilizzata nella fitoterapia tradizionale per meteorismo, digestione lenta e spasmi gastrointestinali lievi. Decotto metabolico con corteccia di radice di Berberis vulgaris L. 1 g, frutti di Vaccinium myrtillus L. 2 g e foglie di Olea europaea L. 1,5 g in 300 mL di acqua. Bollire per circa 10 minuti e filtrare. Utilizzare una volta al giorno per periodi limitati e sotto supervisione professionale nei soggetti con alterazioni metaboliche o glicemiche lievi. L’associazione si basa su dati farmacologici e clinici parziali riguardanti il controllo glicemico e lipidico. Infuso epatoprotettivo con Berberis vulgaris L. frutti 2 g, Silybum marianum (L.) Gaertn. semi triturati 3 g e Rosmarinus officinalis L. foglie 1 g in 250 mL di acqua calda. Infondere 15 minuti. Assumere una tazza al giorno dopo il pasto principale. La formulazione è utilizzata tradizionalmente per supporto epatobiliare e digestivo; le evidenze cliniche sono principalmente riferite alle droghe associate. Tisana astringente intestinale con frutti di Berberis vulgaris L. 2 g, corteccia di Quercus robur L. 0,5 g e foglie di Rubus fruticosus L. 2 g in 250 mL di acqua. Infondere 10 minuti. Utilizzare occasionalmente in caso di diarrea lieve non complicata. L’impiego prolungato non è raccomandato per l’elevato contenuto di tannini. Preparazione tradizionale per affezioni delle vie urinarie con Berberis vulgaris L. corteccia 1 g, Orthosiphon aristatus (Blume) Miq. 2 g e Solidago virgaurea L. 2 g in 300 mL di acqua. Decotto leggero di 10 minuti. Assumere una tazza una volta al giorno per brevi periodi. L’uso deriva dalla fitoterapia tradizionale e da dati sperimentali parziali sulla funzione urinaria e sull’attività antimicrobica. Infuso tonico-amaro con frutti di Berberis vulgaris L. 2 g, Gentiana lutea L. 0,5 g e Achillea millefolium L. 1,5 g in 200 mL di acqua calda. Infondere 8-10 minuti. Assumere prima dei pasti in caso di iporessia e digestione lenta. La formulazione sfrutta l’azione amara e stomachica delle droghe associate. Sciroppo erboristico tradizionale con succo concentrato di frutti di Berberis vulgaris L., miele e piccole quantità di Zingiber officinale Roscoe. Utilizzato tradizionalmente come bevanda acidula rinfrescante e coadiuvante digestivo. Le preparazioni moderne impiegano generalmente 5-10 mL diluiti in acqua una o due volte al giorno. Preparazione topica tradizionale con decotto concentrato di corteccia di Berberis vulgaris L. associato a Calendula officinalis L. e Hamamelis virginiana L. per lavaggi cutanei astringenti. L’impiego tradizionale riguarda irritazioni cutanee superficiali e dermopurificazione; le evidenze cliniche specifiche sulla specie rimangono limitate. |
| Vini, elisir, amari, tinture di CRESPINO
Una preparazione alcolica tradizionale che utilizza Berberis vulgaris L. è il vino di crespino o un liquore aromatizzato con i suoi frutti. Le bacche rosse, acidule e ricche di acidi organici possono essere impiegate per conferire sapore, colore e profilo aromatico caratteristico alla bevanda. Secondo riferimenti storici si otteneva un vino di barberry facendo macerare i frutti maturi con vino o alcol, sfruttando la loro acidità e colore per ottenere un succedaneo del vino locale nelle regioni dove la vite non cresceva facilmente . Una versione più specifica, descritta anche in contesti popolari di liquori aromatizzati, prevede di mettere in macerazione i frutti di Berberis vulgaris in grappa o altro distillato chiaro. In questo caso si utilizza un rapporto di frutti a 1 litro di grappa, lasciando macerare in un contenitore chiuso per un periodo di circa tre mesi finché l’alcol non assume il caratteristico colore rosso-ramato. Una volta pronta, la bevanda viene filtrata e servita fresca, spesso diluita con acqua fredda, ghiaccio e una fetta di limone come rinfrescante estivo . L’uso di tali preparazioni alcoliche è tradizionale e gastronomico, finalizzato alla valorizzazione del sapore acidulo dei frutti di crespino più che a scopi terapeutici. La fermentazione o la macerazione alcolica trasformano il profilo sensoriale rendendo la bevanda piacevole e tipica di contesti regionali storici . Bibliografia |
| Consultare il proprio medico prima di assumere queste bevande ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol |
USO ALIMENTARE...
Vedi anche Ricette con erbe officinali e Ricette vegetariane APPROFONDIMENTO SU ALCALOIDI...
NOTE VARIE E STORICHE...
Ricerche di articoli scientifici su Berberis vulgaris L. |