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rev. 05-07-2018

ERBA MEDICA
Medicago sativa L.



LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO

CLASSIFICAZIONE

Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo)
Regno: Plantae
Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari)
Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi)
Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori)
Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni)
Sottoclasse: Rosidae
Ordine: Fabales
Famiglia: Fabaceae
Sottofamiglia: Papilionoideae
Tribù: Trifolieae

NOMI POPOLARI E INTERNAZIONALI
Alfa, alfa, Alfalfa, Lucerne, Luzerne cultivée, Blålusern

DISTRIBUZIONE

DESCRIZIONE BOTANICA
PIANTA ERBACEA PERENNE CON RADICI A FITTONE PROFONDE, FOGLIE SIMILI A QUELLE DEL TRIFOGLIO, ALTA FINO A 100 CM DI COLORE BLU-ROSSASTRO

FIORITURA O ANTESI
Aprile, Maggio, Giugno, Luglio, Agosto, Settembre, Primavera, Estate

COLORI OSSERVATI NEL FIORE
________ AZZURRO-VIOLETTO
________ BLU-VIOLACEO
________ FUCHSIA-SCURO


DROGA UTILIZZATA
PARTI AEREE

PRINCIPI ATTIVI
Proteine, calcio, potassio, fosforo, protidi, clorofilla, vitamine C, K, B, B2, B6, D, provitamina A, saponine, steroli, principi estrogeni, una cumarina, cerebrosidi (a struttura simile a quella del cervello umano), flavoni e isoflavoni, alcaloidi ecc.

TOSSICITÀ
BASSISSIMA

CONTROINDICAZIONI
SOGGETTI PREDISPOSTI A LUPUS

INTERAZIONI O INCOMPATIBILITÀ
ASSUNZIONE CONTEMPORANEA DI ALTRI FARMACI

EFFICACIA TERAPEUTICA
DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE

ORGANI INTERESSATI DALL'AZIONE FITOTERAPICA
BOCCA
BRONCHI E BRONCHIOLI
CAVO ORO-FARINGEO
DENTI
INTESTINO
MUSCOLATURA LISCIA
ORGANI DIGESTIVI
ORGANI E-O TESSUTI DI VARI DISTRETTI CORPOREI
ORGANI GUSTATIVI
PANCREAS
SANGUE
SENO - GHIANDOLE MAMMARIE
SISTEMA IMMUNITARIO
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (NEUROVEGETATIVO)
SISTEMA NERVOSO CENTRALE
TESSUTO CUTANEO
TESSUTO OSSEO
TUTTO IL CORPO
UTERO E OVAIE
VASI SANGUIGNI
VIE AEREE SUPERIORI
VIE RESPIRATORIE

PROPRIETÀ E INDICAZIONI
ooKALIMENTO
+++AVITAMINOSI
+++CARENZA DI SALI MINERALI E OLIGOELEMENTI
++ASTENIA O ESAURIMENTO E STRESS
++CONVALESCENZA (ASTENIA E STANCHEZZA)
++DEPERIMENTO ORGANICO (VEDI ANCHE ASTENIA)
++DIABETE MELLITO
++GLICEMIA (IPOGLICEMIZZANTE)
++LASSATIVO O PURGANTE
++STITICHEZZA O STIPSI
++TONICO GENERALE
+ALITOSI
+ALLATTAMENTO (GALATTOGOGO - GALATTOFORO)
+AROMATIZZANTE
+ASMA BRONCHIALE E BRONCOSPASMO
+BRONCODILATATORE ANTIASMATICO
+DERMATOSI
+DERMOPURIFICANTE DERMOPROTETTIVO
+INAPPETENZA E ANORESSIA
+RAFFREDDORE DA FIENO
+SPASMOLITICO VIE RESPIRATORIE
IMPIEGO ECOLOGICO AMBIENTALE
!!COLESTEROLO (IPERCOLESTEROLEMIA - IPERTRIGLICERIDEMIA - IPERLIPIDEMIA)
!!DIMAGRANTE
!!MENOPAUSA E CLIMATERIO (TURBE E DISTURBI VARI)
!!OBESITÀ E SOVRAPPESO
!!OSTEOPOROSI

ERBE SINERGICHE
AVENA
CIMICIFUGA
GINSENG
ORTICA
SALVIA OFFICINALE
TRIFOGLIO DEI PRATI

ESTRATTI
  • Erba medica Tisana
    Più tazze al giorno Infuso con 2 cucchiaini per tazza di acqua
  • Erba medica Tintura Madre
    Preparata dalla pianta intera fresca tit.alcol.55° Sconsigliato l´uso di estratti non titolati XL gtt 3 volte al giorno
  • Erba medica polvere titolata
    Titolo: contenuto in fibre Come integratore dietetico per diete ipolipemizzanti e dimagranti
  • Erba medica estratto secco titolato
    Titolo: contenuto in fitoestrogeni Come complemento nei disturbi della menopausa.

  • NOTE DI FITOTERAPIA
    Le indicazioni fitoterapeutiche con esiti riscontrabili riguardano solo gli estratti titolati e sono per: riduzione di colesterolo - diete dimagranti - disturbi della menopausa - osteoporosi.


    Sorveglianza alle reazioni avverse
    PIANTA SEGNALATA



      PIANTA MELLIFERA

    CARATTERISTICHE DEL MIELE
    Miele monoflora di colore da ambra chiaro a ambra nel miele liquido; da beige chiaro a nocciola quando cristallizzato. Odore non particolarmente caratteristico; non molto fine, pungente, vegetale, di erba e fieno, di fermenti lattici, di cantina, di cera d'api fusa. Aroma non particolarmente caratteristico; vegetale, di vino nuovo, di cera d'api fusa.
    [Di: Marco Accorti, Roberto Colombo, Gian Luigi Marcazzan, Livia Persano Oddo, Maria Lucia Piana, Maria Gioia Piazza, Patrizio Pulcini, Anna Gloria Sabatini]
    Tratto da: api.entecra.it - Consiglio per la ricerca e sperimentazione in agricoltura

    La raccolta di miele di erba medica risulta abbondante, monoflora di colore bianco che cristallizza irregolarmente. Per il polline la produzione risulta scarsa.

    FITOALIMURGIA (uso in cucina)
    Germogli crudi:
     • in insalate miste con altri germogli
     • spalmati con gli altri ingredienti su crostini e tartine
     • macinati con olive, capperi e prezzemolo come salsa

    Evitare il consumo dei semi non germogliati in quanto potrebbero procurare problemi come stati di anemia, e riduzione di globuli bianchi e piastrine.

    UTILE DA SAPERE
    PIANTE AD AZIONE FITOESTROGENICA E ANTIANDROGENA
    In virtù della loro azione estrogenica alcune piante si dimostrano efficaci nell'impiego terapeutico per le turbe legate a un'insufficienza ovarica, per sindromi deficitarie dopo isterectomia e ovariectomia, per turbe mestruali della pubertà e per alcune manifestazioni fastidiose che caratterizzano la manifestazioni funzionali della menopausa come vampate di calore, turbe dell'umore, secchezza della mucosa vaginale, ecc. e per la sindrome premestruale.
    Alcuni inconvenienti, come per es. le vampate, hanno una stretta relazione con l'ormone ipofisario; altri invece, come prurito, infiammazione pelvica e secchezza vaginale, sono relativi alla caduta del tasso ematico di estrogeni e possono migliorare con l'utilizzo di queste piante. In questi casi la fitoterapia rappresenta una terapia attiva e/o complementare alla terapia ormonale classica.
    Le piante estrogeniche e progesterone-like sono: Angelica, Aletris, Erba medica, Salvia, Luppolo, Ginseng, Alchemilla, Verbena, Salsapariglia, Soia, Kudzu, Cimicifuga; l'Ortica ha azione antiandrogena e la Cimicifuga è attiva sulla secrezione dell'ormone ipofisario. L'Agnocasto aumenta la produzione dell'ormone luteinizzante, inibisce il rilascio dell'ormone che stimola il follicolo, portando ad uno spostamento del rapporto a favore degli estrogeni rispetto ai gestageni, producendo effetti ormonali utilizzati contro disturbi connessi alla menopausa; inoltre, sperimentalmente, inibisce la secrezione della prolattina, risultando efficace sia nella sindrome premestruale che nella iperprolattinemia.
    Tratto da: Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"; A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"; Fabio Firenzuoli "Le 100 erbe della salute"

    Fitoestrogeni e trattamenti ormonali: legami pericolosi Il ricorso ai fitoestrogeni va evitato nelle donne con tumore della mammella e affette da deprivazione ormonale da ormonoterapia
    Le donne con carcinoma della mammella positivo per i recettori degli estrogeni devono evitare di ricorrere ai fitoestrogeni nel tentativo di ridurre gli effetti da deprivazione ormonale causati dalla ormonoterapia in atto. Il 70% circa dei carcinomi della mammella esprime recettori per gli estrogeni. Questo dato è alla base della terapia adiuvante con farmaci che riducono la stimolazione di questi recettori quali il tamoxifene e derivati e gli inibitori delle aromatasi. L'ormonoterapia di per sé causa però numerosi effetti collaterali da deprivazione ormonale. I sintomi meno tollerati sono la secchezza delle mucose e la sindrome vasomotoria (le cosiddette vampate), oltre alle manifestazioni legate al lungo trattamento (artralgie, tipicamente causate dagli inibitori delle aromatasi, osteoporosi, ipertensione, alterazioni del metabolismo lipidico). Nelle donne in menopausa, è diventata popolare l'assunzione di integratori alimentari, contenenti principalmente derivati della soia o del trifoglio rosso, nell'ipotesi che abbiano un'azione di contrasto sui sintomi della menopausa. Gli estratti di queste piante contengono infatti fitoestrogeni, e in particolare isoflavoni (genisteina, daidzeina e gliciteina dalla soia e biocanina A e formononetina dal trifoglio), sostanze che hanno una blanda azione sia estrogenica sia antiestrogenica. Queste caratteristiche hanno suggerito la loro indicazione anche alle donne in trattamento con tamoxifene o inibitori dell'aromatasi, suscitando allarme negli oncologi che ritengono tale pratica incongrua e rischiosa. Negli animali di laboratorio si è infatti dimostrato uno stimolo dose-dipendente da fitoestrogeni nella crescita di cellule tumorali umane della mammella estrogeno-sensibili (CMF-7) [1]. In modelli analoghi risulta anche abrogata la prevenzione del tamoxifene alla crescita tumorale [2]. A seguito della diffusione di tale pratica sono stati condotti due studi per verificare l'efficacia di integratori a base di soia (90-150 mg/die di isoflavoni) in pazienti sintomatiche per deprivazione ormonale (vampate diurne e notturne) [3,4]. Le pazienti, trattate per carcinoma della mammella e molte in trattamento con tamoxifene o raloxifene, sono state randomizzate in doppio cieco a ricevere il trattamento con isoflavoni o placebo. In nessuno dei due studi si sono rilevate differenze statisticamente significative nella sintomatologia, anche quando stratificate a ricevere tamoxifene. Per cui gli isoflavoni non sembrano ridurre la sintomatologia legata alla terapia ormonale e potrebbero invece avere un'attività di stimolo sulla crescita tumorale. Secondo alcuni lavori scientifici, le popolazioni asiatiche sarebbero meno esposte al rischio di carcinoma della mammella per l'elevata ingestione di derivati della soia: questa osservazione è di difficile interpretazione epidemiologica e non può essere trasferita alle popolazioni occidentali né ad altri effetti ormonali degli isoflavoni [5,6]. Tali sostanze, quindi, vanno utilizzate con molta cautela da parte delle donne con carcinoma della mammella e solo se con recettori ormonali negativi. I medici che hanno pazienti in trattamento con tamoxifene o inibitori delle aromatasi dovrebbero vigilare e sconsigliare l'uso di prodotti a elevato titolo di fitoestrogeni, anche perché molti degli integratori alimentari in commercio rimandano a siti Internet nei quali sono rivendicati effetti terapeutici non dimostrati, sostenuti con letteratura di parte o mal interpretata.
    Bibliografia: ? J Nutr 2001;131:2957-62. ? Cancer Res 2005;65:879-86. ? J Clin Oncol 2002;15:1449-55. ? J Clin Oncol 2000;18:1068-74. ? J Epidemiol 2010;20:83-9. ? Nutr J 2008;7:17. CDI #nnn# ? Palozzo A.C., Falci C., Zovato S. Istituto Oncologico Veneto IRCCS

    ANNOTAZIONI
    L´erba medica è una delle piante più studiate.



    BIBLIOGRAFIA E ARTICOLI SCIENTIFICI SUL WEB

       

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