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| QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 25-04-2026 |
ARTIGLIO DEL DIAVOLO |
LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO
| Dominio Eukaryota Regno Plantae Clade Angiosperme Clade Eudicotiledoni Clade Asteridi Ordine Lamiales Famiglia Pedaliaceae Genere Harpagophytum Specie Harpagophytum procumbens (Burch.) DC. |
Famiglia: Pedaliaceae |
| Arpagofito, Woodspider, Devil´s claw, Grapple plant, Wood spider, Griffe du diable, Veld spider, Sengaparile, Legatapitsi, Leeudoring, Wolwedoring, Kloudoring, Duiwelsdoring, Bobbejaanklou, Veld spinnekop |
| Harpagophytum Procumbens (Burch.) DC Ex Meisn. Subsp. Procumbens, Harpagophytum Procumbens (Burch.) DC Ex Meisn. Subsp. Transvaalense Ihlenf. & HEK Hartmann |
| ERBACEA PERENNE CON FUSTI STRISCIANTI E RAMIFICATI. FOGLIE OPPOSTE, PROFONDAMENTE LOBATE, CON 3-5 LOBI DENTATI. FIORI SOLITARI O IN CIME ASCELLARI, CON COROLLA TUBOLARE IMBUTIFORME, DI COLORE VIOLA-ROSSASTRO. FRUTTO È UNA CAPSULA LEGNOSA CON ROBUSTI UNCINI RICURVI, CONTENENTE NUMEROSI SEMI. LA RADICE TUBEROSA È LA PARTE UTILIZZATA. |
| GIUGNO, LUGLIO, AGOSTO, SETTEMBRE, FINE PRIMAVERA, ESTATE |
| COLORI OSSERVATI NEI FIORI |
| ________ FUCHSIA |
| ________ PORPORA |
| ________ ROSSO |
| Harpagophytum procumbens subsp. procumbens si trova nella maggior parte della Namibia, ad eccezione delle parti più settentrionali, nordorientali e occidentali, del Botswana e del Sudafrica. Nel secondo cresce nelle province del Nord-Ovest, dello stato libero occidentale e del Capo Nord. La sottospecie il transvaalense si trova solo nell'estremo nord della provincia di Limpopo. L'artiglio del diavolo cresce principalmente nel bioma della savana ed è associato principalmente con sabbia secca sulla profonda sabbia del Kalahari. Di solito occupa pianure, basi di dune e interduniti. I terreni sono generalmente sabbiosi ma possono essere rocciosi. Sono generalmente poveri di nutrienti, spesso con calce. Le piante possono probabilmente resistere al gelo poiché sono geofite, essendo dormienti in inverno. La distribuzione è spesso irregolare. |
| DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE |
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| STAGIONE SECCA (MAGGIO-AGOSTO), QUANDO LE RADICI SECONDARIE RAGGIUNGONO LA MASSIMA CONCENTRAZIONE DI ARPAGOSIDE. RACCOLTA OTTIMALE DOPO 3-4 ANNI DI CRESCITA, IN AREE DESERTICHE DELL'AFRICA MERIDIONALE. |
| (Parti ricche in principi attivi) |
| RADICI SECONDARIE TUBERIZZATE |
| TERROSO, LEGNOSO E LIEVEMENTE AMARO, CON NOTE TANNICHE E UN CARATTERISTICO SENTORE MUSCHIATO |
| INTENSAMENTE AMARO E ASTRINGENTE, CON NOTE LEGNOSE E TERROSE, SEGUITO DA UNA PERSISTENTE SENSAZIONE TANNICA IN BOCCA. |
| TOSSICITÀ: BASSA |
| Motivazione: L’uso corretto di Harpagophytum procumbens secondo dosaggi standardizzati è generalmente sicuro. Eventuali effetti collaterali sono rari e di solito lievi, comprendendo disturbi gastrointestinali o reazioni cutanee minori. Non sono noti effetti gravi o letali nell’ambito dell’uso appropriato. |
| EFFICACIA: CONFERMATA DA EVIDENZE SCIENTIFICHE |
| Motivazione: Harpagophytum procumbens (Burch.) DC., noto come artiglio del diavolo, è ampiamente studiato per le sue proprietà antinfiammatorie e analgesiche, in particolare per il trattamento dei dolori articolari e muscolari, come lombalgia e osteoartrosi. Numerosi studi clinici e revisioni sistematiche confermano l’efficacia degli estratti standardizzati della radice nella riduzione del dolore e dell’infiammazione, rendendo l’attività terapeutica supportata da evidenze scientifiche solide. |
| Iridoidi: arpagoside, arpagide, procumbide, 8 para cumaroil arpagide Fenilpropanoidi e derivati fenolici: acido caffeico, acido clorogenico, acido cinnamico, acteoside, isoacteoside Flavonoidi: kaempferolo, luteolina, apigenina Fitosteroli: beta sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo Triterpeni: acido oleanolico, acido ursolico Acidi organici: acido malico, acido citrico Zuccheri e polisaccaridi: glucosio, fruttosio, saccarosio, mucillagini |
Bibliografia |
| PROPRIETÀ E INDICAZIONI REGISTRATE Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico. | |
| ook | ANALGESICO ANTALGICO ANTINOCICETTIVO |
| ook | ANTINFIAMMATORIO |
| ook | ARTROSI OSTEOARTROSI E DOLORI ARTICOLARI |
| ook | LOMBALGIA CRONICA |
| ++ | INFIAMMAZIONI E DOLORI OSTEOARTICOLARI |
| ++ | REUMATISMI E DOLORI REUMATICI |
| + | ARTRITE |
| + | DIGESTIVO |
| + | DISPEPSIA O CATTIVA DIGESTIONE |
| ? | DIABETE MELLITO |
| + | ARTRITE REUMATOIDE O REUMATISMO CRONICO PRIMARIO |
| + | DIGESTIVO EUPEPTICO AMARO PURO |
| + | PERIARTRITE |
| + | TENDINITE E FIBROMIALGIA |
| Confermate da studi scientifici e clinici Attività analgesica e antinfiammatoria nel dolore lombare aspecifico documentata da studi clinici randomizzati controllati e revisioni sistematiche che mostrano una riduzione significativa del dolore e miglioramento della funzionalità con estratti standardizzati in arpagoside; l’efficacia risulta dipendente dal dosaggio e dal titolo dell’estratto. Attività nel trattamento sintomatico dell’osteoartrosi, in particolare a carico di ginocchio e anca, supportata da studi clinici controllati e studi osservazionali comparativi che evidenziano riduzione del dolore e miglioramento della mobilità con preparati standardizzati; evidenza moderata ma coerente. Attività nel dolore muscoloscheletrico cronico documentata da studi clinici e revisioni sistematiche con effetti benefici su dolore e qualità della vita, con risultati comparabili a farmaci antinfiammatori non steroidei in alcuni studi; l’efficacia è limitata a estratti specifici e condizioni ben definite. Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata Attività antinfiammatoria dimostrata in vitro e in modelli animali attraverso inibizione di mediatori proinfiammatori e modulazione di vie enzimatiche coinvolte nell’infiammazione; evidenza coerente ma non sempre direttamente trasferibile all’uomo. Attività analgesica evidenziata in modelli animali con riduzione della percezione nocicettiva; dati preclinici supportano l’uso clinico ma non lo sostituiscono. Attività antiossidante documentata in vitro con capacità di neutralizzazione di specie reattive dell’ossigeno; rilevanza clinica non definita. Attività spasmolitica su muscolatura liscia osservata in studi in vitro; evidenza preliminare senza conferme cliniche dirette. Attività ipoglicemizzante osservata in modelli animali con riduzione dei livelli glicemici; dati limitati e non confermati da studi clinici. Uso storico e nella tradizione Impiego tradizionale nelle popolazioni dell’Africa australe per il trattamento di dolori articolari, reumatismi e disturbi muscolari, documentato etnobotanicamente senza validazione clinica originaria. Uso come digestivo e stimolante dell’appetito nella medicina tradizionale, basato su osservazioni empiriche non supportate da studi clinici specifici. Impiego in disturbi gastrointestinali lievi e condizioni febbrili nella tradizione locale, senza evidenze farmacologiche o cliniche dirette sulla specie che ne confermino l’efficacia. |
| SORVEGLIANZA ALLE REAZIONI AVVERSE PIANTA SEGNALATA IN FITOSORVEGLIANZA |
| CONTROINDICAZIONI
(Le controindicazioni richiedono evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni) ULCERA PEPTICA GASTRICA O DUODENALE DOCUMENTATA, IN QUANTO STUDI FARMACOLOGICI E OSSERVAZIONI CLINICHE INDICANO UN AUMENTO DELLA SECREZIONE ACIDA GASTRICA ASSOCIATO AGLI ESTRATTI DI HARPAGOPHYTUM PROCUMBENS. IPERSENSIBILITÀ NOTA ALLA SPECIE, RIPORTATA IN LETTERATURA CLINICA E FARMACOVIGILANZA CON REAZIONI ALLERGICHE OCCASIONALI. |
| AVVERTENZE
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati) POSSIBILE INTERAZIONE CON FARMACI ANTICOAGULANTI E ANTIAGGREGANTI, SULLA BASE DI EVIDENZE IN VITRO E SEGNALAZIONI CLINICHE LIMITATE CHE SUGGERISCONO UN POTENZIALE EFFETTO MODULANTE SULL’AGGREGAZIONE PIASTRINICA; I DATI CLINICI SONO LIMITATI E NON CONCLUSIVI. POSSIBILE INTERAZIONE CON FARMACI ANTIARITMICI E CARDIOVASCOLARI, DERIVATA DA PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA E DA SEGNALAZIONI ISOLATE DI EFFETTI SULLA FREQUENZA CARDIACA; EVIDENZA LIMITATA E NON CONFERMATA DA STUDI CLINICI CONTROLLATI. USO IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO NON ADEGUATAMENTE STUDIATO; L’ASSENZA DI DATI CLINICI DIRETTI SULLA SICUREZZA IMPONE UN APPROCCIO PRUDENZIALE BASATO SU MANCANZA DI EVIDENZE PIUTTOSTO CHE SU DATI DI RISCHIO DOCUMENTATO. POSSIBILE COMPARSA DI EFFETTI GASTROINTESTINALI QUALI NAUSEA, DIARREA O DOLORE ADDOMINALE, DOCUMENTATI IN STUDI CLINICI E OSSERVAZIONALI; GENERALMENTE DI ENTITÀ LIEVE E DOSE DIPENDENTE. VARIABILITÀ DEL CONTENUTO IN ARPAGOSIDE TRA PREPARAZIONI COMMERCIALI CON POSSIBILE IMPATTO SU EFFICACIA E SICUREZZA; EVIDENZA DERIVATA DA STUDI DI QUALITÀ E STANDARDIZZAZIONE DEI FITOTERAPICI. |
| (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche) |
| ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE |
| ANTIACIDI GASTRICI |
| ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI |
| ANTIARITMICI |
| ANTICOAGULANTI (POTENZIAMENTO) |
| ANTIPERTENSIVI |
| ANTIULCERA |
| CARDIOVASCOLARI (ANCHE IPOTENSIVI) |
| FANS (FARMACI ANTINFIAMMATORI NON STEROIDEI) |
| IPOGLICEMIZZANTI E ANTIDIABETICI |
| Estratto secco titolato da radice secondaria tuberizzata
Preparazione ottenuta per estrazione acquosa o idroalcolica (rapporto droga/estratto variabile tipicamente 1,5–10:1). Gli estratti clinicamente rilevanti sono standardizzati in arpagoside. Il titolo minimo efficace documentato è compreso tra 50 e 100 mg/die di arpagoside totale. Posologia usuale corrispondente: 600–1200 mg/die di estratto secco standardizzato, fino a 2400 mg/die nei protocolli per lombalgia, suddivisi in 2–3 somministrazioni.
Estratto secco nebulizzato (dry extract standardizzato)
Forma industriale conforme a monografie europee con diversi solventi (acqua o etanolo 30–90%) e rapporti di estrazione variabili (1,5–12:1). Utilizzato in compresse o capsule gastroresistenti per migliorare la biodisponibilità. Titolazione richiesta: contenuto standardizzato in arpagoside tale da garantire almeno 50 mg/die. Posologia sovrapponibile agli estratti secchi convenzionali, generalmente 2–3 somministrazioni giornaliere.
Estratto fluido idroalcolico (1:1 o equivalenti)
Preparazione liquida con solvente idroalcolico (circa 30% etanolo). Utilizzata principalmente per indicazioni digestive o come forma alternativa nei disturbi osteoarticolari lievi. Posologia tipica: 0,5–1 ml tre volte al giorno, con adattamento in funzione della concentrazione e del contenuto in arpagoside.
Tintura madre (rapporto droga/solvente circa 1:5, etanolo circa 25%)
Preparazione tradizionale fitoterapica con minore standardizzazione del contenuto in principi attivi. Utilizzata prevalentemente per supporto digestivo e amaro-tonico. Posologia tipica: 1–2 ml fino a tre volte al giorno, con variabilità significativa legata alla qualità estrattiva.
Polvere micronizzata di radice (capsule o compresse)
Forma solida contenente droga polverizzata non estratta. L’efficacia clinica è documentata quando la dose giornaliera apporta circa 60 mg di arpagoside. Posologia usuale: quantità di polvere equivalente a tale contenuto, suddivisa in più somministrazioni giornaliere.
Preparazioni topiche (gel o creme standardizzate)
Forme semisolide contenenti estratti di Harpagophytum procumbens per applicazione locale in ambito osteoarticolare. Non esiste una standardizzazione clinica universalmente definita del titolo in arpagoside né una posologia sistemica, l’uso è locale e sintomatico con evidenze limitate.
Preparazioni omeopatiche
Derivate dalla radice secondo farmacotecnica omeopatica (tintura madre e successive diluizioni come D1–D6 o superiori). Non esiste un titolo in arpagoside rilevante né una correlazione dose-effetto farmacologica. Posologia variabile secondo schema omeopatico individuale, priva di standardizzazione farmacognostica e di evidenza clinica diretta sulla specie.
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| (Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso) |
| Decotto semplice di radice di Harpagophytum procumbens
Si utilizza droga tagliata fine della radice secondaria in quantità di 4,5 g in circa 500 ml di acqua, portata a ebollizione e successivamente lasciata in macerazione prolungata fino a diverse ore secondo monografia europea, con assunzione frazionata in tre dosi giornaliere. Questa modalità riflette l’uso tradizionale riconosciuto per dolori articolari lievi e disturbi digestivi, con durata limitata del trattamento.
Decotto concentrato per uso osteoarticolare
Preparazione con 4–5 g di radice in 250 ml di acqua, bollitura per circa 10–15 minuti e successiva infusione prolungata. Assunzione due o tre volte al giorno. Tale concentrazione consente un apporto più elevato di iridoidi totali, coerente con i dosaggi giornalieri equivalenti a estratti secchi compresi tra 600 mg e 2,4 g utilizzati negli studi e nelle monografie EMA.
Infuso amaro-tonico digestivo con Harpagophytum procumbens e Gentiana lutea
Miscela costituita da Harpagophytum procumbens radice 50% e Gentiana lutea radice 50%. Preparazione con circa 1,5–2 g di miscela in 250 ml di acqua calda con infusione prolungata. Assunzione prima dei pasti. La combinazione è coerente con l’uso tradizionale per dispepsia e perdita di appetito, con sinergia farmacologica tra iridoidi amari e secoiridoidi.
Decotto antinfiammatorio articolare con Harpagophytum procumbens e Salix alba
Miscela composta da Harpagophytum procumbens radice 60% e Salix alba corteccia 40%. Preparazione mediante decozione di 5 g totali in 500 ml di acqua con assunzione suddivisa durante la giornata. L’associazione è coerente con dati clinici disponibili sulle due droghe singolarmente per dolore osteoarticolare, mantenendo un profilo posologico compatibile con le monografie europee.
Infuso per disturbi digestivi con Harpagophytum procumbens e Foeniculum vulgare
Miscela costituita da Harpagophytum procumbens radice 40% e Foeniculum vulgare frutti 60%. Preparazione con 2 g in 200–250 ml di acqua calda con infusione prolungata. Assunzione dopo i pasti. L’associazione riflette l’uso tradizionale riconosciuto per flatulenza e dispepsia, con integrazione tra azione amara e carminativa.
Decotto reumatico complesso con Harpagophytum procumbens, Ribes nigrum e Urtica dioica
Miscela composta da Harpagophytum procumbens radice 50%, Ribes nigrum foglie 25% e Urtica dioica foglie 25%. Preparazione mediante decozione di 5–6 g totali in 500 ml di acqua. Assunzione in due o tre somministrazioni giornaliere. La combinazione è utilizzata in fitoterapia clinica per supporto nei dolori cronici articolari, con coerenza farmacologica tra attività antinfiammatorie documentate a livello sperimentale e clinico per le singole droghe.
Preparazione combinata per dispepsia e inappetenza con Harpagophytum procumbens e Taraxacum officinale
Miscela con Harpagophytum procumbens radice 50% e Taraxacum officinale radice 50%. Preparazione in decozione leggera con circa 2–3 g totali in 250 ml di acqua. Assunzione prima dei pasti principali. La formulazione è coerente con l’indicazione tradizionale riconosciuta per disturbi digestivi lievi e perdita di appetito.
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| Macerato alcolico tradizionale (tipo tintura o vino medicinale adattato)
Preparazione ottenuta per macerazione della radice essiccata e frammentata in soluzione idroalcolica o vino ad alta gradazione. Una formulazione tecnicamente coerente prevede circa 20–30 g di radice in 1 litro di vino bianco secco o soluzione idroalcolica al 15–20% vol., con macerazione per 10–15 giorni in ambiente protetto dalla luce e agitazione periodica, seguita da filtrazione. L’uso è assimilabile a quello degli amari digestivi, con somministrazione di 10–20 ml prima dei pasti. Questa preparazione è giustificata dalla solubilità degli iridoidi in ambiente idroalcolico e dall’uso tradizionale come amaro-tonico digestivo, pur non essendo formalmente standardizzata nelle monografie EMA.
Tintura madre idroalcolica
Preparazione farmacopoeica ottenuta per estrazione etanolica delle radici tuberizzate secondo rapporti droga/solvente tipici 1:5. La macerazione avviene per diversi giorni con successiva filtrazione. Posologia usuale: 1–2 ml fino a tre volte al giorno. Questa forma è riconosciuta nelle farmacopee e nelle monografie come preparazione tradizionale per disturbi digestivi e dolore muscoloscheletrico.
Tintura spagirica alcolica
Preparazione più complessa basata su macerazione e fermentazione della droga in alcol seguita da calcinazione e reintegrazione della frazione minerale. Il processo prevede macerazione per circa 28 giorni a temperatura controllata, separazione del liquido, combustione del residuo vegetale e successiva reincorporazione delle ceneri nella soluzione alcolica con ulteriore maturazione. L’uso è sovrapponibile alle tinture convenzionali, con indicazioni per disturbi articolari e digestivi. La presenza di tali preparazioni è documentata a livello analitico e commerciale, con mantenimento dell’attività biologica nel tempo.
Estratto idroalcolico liquido
Preparazione ottenuta con etanolo o miscele idroalcoliche variabili, utilizzata sia come prodotto finito sia come base per formulazioni liquide. Le evidenze cliniche indicano che gli estratti acquosi e idroalcolici sono le forme più studiate, con attività dipendente dal contenuto in arpagoside.
In sintesi, mentre il vino medicinale non è formalizzato per questa specie, l’impiego di matrici alcoliche è farmacognosticamente corretto e documentato, con equivalenti funzionali nelle tinture e nei macerati idroalcolici, che rappresentano le forme tradizionali e scientificamente più coerenti.
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| Consultare il proprio medico prima di assumere queste bevande ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol |
NOTE VARIE E STORICHE...
Ricerche di articoli scientifici su Harpagophytum procumbens (Burch.) DC. |