PIANTA MELLIFERA PRIMARIA o MONOFLORALE...| Pianta mellifera, visitata dalle api nelle regioni tropicali/subtropicali durante la fioritura (inverno-primavera).
Miele di aloe vera:
Colore: Ambrato chiaro con riflessi verdognoli.
Aroma: Delicato, floreale, con note vegetali leggere (ricorda il gel fresco).
Sapore: Dolce ma fresco, con retrogusto leggermente erbaceo e una punta acidula.
Cristallizzazione: Molto lenta, fine.
Proprietà: Ricco di enzimi e antiossidanti, tradizionalmente usato per lievi infiammazioni orofaringee.
Nota: Prodotto rarissimo, tipico delle zone aride (es. Canarie, Sudafrica). L’aroma è meno intenso rispetto al gel, ma più complesso. |
USO ALIMENTARE...| Il gel interno della foglia di Aloe vera depurato dalla frazione giallastra esterna contenente antrachinoni viene utilizzato in ambito alimentare come ingrediente idratante e leggermente addensante. È impiegato soprattutto in bevande funzionali, succhi vegetali, yogurt, dessert, gelatine e preparazioni nutraceutiche.
Nella cucina tradizionale di alcune aree tropicali e subtropicali il gel viene consumato fresco dopo accurata pulizia della foglia e ripetuto lavaggio per eliminare aloina e lattice irritante. Può essere tagliato a cubetti e aggiunto a macedonie, smoothie, bevande fredde o preparazioni dolci.
In ambito gastronomico industriale il gel stabilizzato viene utilizzato come ingrediente tecnologico per migliorare viscosità, umidità e conservabilità di alcuni alimenti e bevande. È presente anche in formulazioni fermentate e bevande funzionali a base vegetale.
L’Aloe vera viene talvolta associata a succhi agrumati, miele, zenzero o cetriolo per attenuarne il gusto vegetale leggermente amarognolo e mucillaginoso.
L’uso culinario sicuro richiede esclusivamente il gel interno decolorato e purificato, con contenuto molto basso o assente di derivati idrossiantracenici come aloina ed emodina. Il lattice fogliare non è considerato appropriato per uso alimentare continuativo a causa degli effetti lassativi e del profilo tossicologico sfavorevole.
In cucina il gel può essere sottoposto a breve cottura oppure consumato crudo, ma temperature elevate e trattamenti prolungati possono alterare parte dei polisaccaridi e delle componenti bioattive più sensibili. |
Vedi anche Ricette con erbe officinali e
Ricette vegetariane
APPROFONDIMENTO SU DROGHE LASSATIVE E PURGANTI...
| DROGHE LASSATIVE E PURGANTI
Trascurando le alterazioni dell'intestino che ostacolano meccanicamente la progressione del bolo fecale (tumori, processi cicatriziali, ecc.), vi possono essere stitichezze primitive dovute a una alterata motilità intestinale di natura nervosa o muscolare; in questo caso può aversi una stitichezza atonica quando la muscolatura ha diminuito il tono e la forza delle contrazioni, mentre si ha una stitichezza spastica quando l'ipertono della muscolatura determina contrazioni spastiche della stessa.Altra forma di stipsi è causata dalla scarsa produzione di idrogeno solforato che è un eccitante fisiologico della peristalsi.
Il trattamento terapeutico dovrà essere coadiuvato da vita attiva e movimentata e da dieta povera di carne ma ricca di frutta, verdure e fibre.
In base al meccanismo d'azione delle droghe lassative si avranno:
a) Droghe antrachinoniche che favoriscono lo svuotamento dell'intestino stimolando prevalentemente la muscolatura dell'intestino crasso.
I componenti principali di queste droghe contenute in Senna, Frangula, Aloe, Cascara sagrada, Rabarbaro, Poligono giapponese e Spincervino sono glicosidi derivati dall'antracene. La loro metabolizzazione in agliconi (più attivi) avviene nel colon: qui si ha una rimozione dello zucchero ed i prodotti ottenuti stimolano ulteriormente la motilità aumentando anche il peristaltismo e la produzione di muco. L'azione lassativa che inizia a livello dell'intestino crasso con inibizione del riassorbimento dell'acqua e degli elettroliti, si manifesta dopo 8-12 ore. Gli effetti collaterali sono: colorazione delle urine, passaggio nel latte materno, pseudomelanosi reversibile del colon, perdita di elettroliti per l'uso prolungato o diarrea severa con coliche per sovradosaggio.
L'uso cronico di antranoidi può essere responsabile di pigmentazione della mucosa del colon (melanosis coli), alterazione del quadro elettrolitico e dell'equilibrio acido-base, colon dilatato con pseudo-restringimenti per alterazione del plesso nervoso intramurale, aggravamento della stitichezza, colon irritabile, rischio di degenerazione neoplastica e interazioni con altri farmaci.
b) Droghe che favoriscono lo svuotamento dell'intestino stimolando prevalentemente la muscolatura dell'intestino tenue e parte del crasso (Olio di Ricino).
c) Purganti meccanici che favoriscono lo svuotamento dell'intestino aumentando il volume fecale (Agar-agar, Psillio, Lino semi, Carragenina);
d) Purganti osmotici (zuccherini) che richiamano nell'intestino acqua dal sangue (Manna, Lattosio, Prugne, Tamarindo, Cassia fistula in canna, Pesco).
e) Purganti oleosi che favoriscono la progressione delle feci essendo lubrificanti dell'intestino (Olio di oliva, Olio di lino, Olio di mandorle dolci).
Tratto da: Marzio Pedretti "L'erborista moderno";
[Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali";]
[Fabio Firenzuoli "Le 100 erbe della salute".] |
NOTE VARIE E STORICHE...| Aloe vera è una delle piante medicinali più anticamente documentate nella storia umana e compare in testi medici dell’antico Egitto, della tradizione greco-romana, araba e asiatica. In diversi papiri egizi veniva descritta come pianta associata alla conservazione del corpo e alla cura della pelle.
Nel mondo ellenistico e romano era apprezzata soprattutto per l’uso dermatologico e digestivo. Dioscoride e Plinio il Vecchio descrissero preparazioni a base di aloe per ferite, irritazioni cutanee e disturbi intestinali.
Nel Medioevo la droga essiccata ottenuta dal lattice fogliare rappresentava una delle sostanze lassative più commerciate lungo le rotte arabe e mediterranee. L’aloe era considerata una droga preziosa e facilmente conservabile durante i lunghi trasporti.
Il nome “Aloe” deriva probabilmente da termini semitici o arabi collegati al significato di “sostanza amara e brillante”, mentre “vera” fu attribuito successivamente per distinguerla come specie ritenuta autentica o di maggiore pregio medicinale.
La specie è stata storicamente coltivata in regioni aride e subtropicali grazie alla sua straordinaria capacità di immagazzinare acqua nei tessuti fogliari succulenti. Questa caratteristica ne ha favorito anche il valore simbolico come pianta di resistenza e longevità.
Nel XX secolo Aloe vera acquisì grande popolarità internazionale nei cosmetici e nei prodotti nutraceutici, soprattutto dopo la diffusione di tecniche industriali per stabilizzare il gel fresco evitando la rapida degradazione enzimatica.
Esiste una lunga controversia commerciale e scientifica sulla qualità dei prodotti a base di Aloe vera, poiché molte preparazioni storiche contenevano quantità variabili di aloina e derivati antrachinonici, oggi considerati problematici dal punto di vista tossicologico se assunti cronicamente.
In ambito ornamentale Aloe vera viene frequentemente coltivata in vaso come pianta domestica grazie alla sua rusticità e alla capacità di tollerare lunghi periodi di siccità.
Nonostante il nome comune “Aloe vera”, gran parte della letteratura storica e commerciale utilizza anche il sinonimo Aloe barbadensis Miller, ancora molto diffuso nell’industria alimentare e cosmetica.
È una delle piante medicinali più studiate al mondo
È presente in: cosmetici, integratori, prodotti dermatologici
Paradossalmente, è più famosa oggi per l’uso cosmetico che per quello farmacologico tradizionale. |
Ricerche di articoli scientifici su Aloe vera (L.) Burm.f.
Bibliografia relativa a principi attivi| World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 1, 1999European Medicines Agency, Assessment Report on Aloe barbadensis Miller and Aloe ferox Miller, 2016Hamman Josias H., Composition and Applications of Aloe vera Leaf Gel, Molecules, 2008Surjushe Amar, Vasani Resham, Saple D. G., Aloe vera A Short Review, Indian Journal of Dermatology, 2008Eshun Kojo, He Qingdong, Aloe vera A Valuable Ingredient for the Food Pharmaceutical and Cosmetic Industries, Critical Reviews in Food Science and Nutrition, 2004Reynolds Tom, Dweck Anthony C., Aloe vera Leaf Gel A Review Update, Journal of Ethnopharmacology, 1999Ni Yuting, Turner Derek, Yates Keith M., Tizard Ian, Isolation and Characterization of Structural Components of Aloe vera L. Leaf Pulp, International Immunopharmacology, 2004Ulbricht Catherine, Armstrong Jenifer, Basch Ethan, Aloe vera Monograph, Journal of Herbal Pharmacotherapy, 2007Sánchez-Machado D. I., López-Cervantes J., Sendón R., Sanches-Silva A., Aloe vera A Functional Ingredient for Foods, Critical Reviews in Food Science and Nutrition, 2017Femenia Antoni, Sánchez Ester S., Simal Susana, Rosselló Carmen, Compositional Features of Polysaccharides from Aloe vera Leaf Gel, Carbohydrate Polymers, 1999 |
Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni| World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 1, 1999European Medicines Agency, Assessment Report on Aloe barbadensis Miller and Aloe ferox Miller, 2016Hamman Josias H., Composition and Applications of Aloe vera Leaf Gel, Molecules, 2008Surjushe Amar, Vasani Resham, Saple D. G., Aloe vera A Short Review, Indian Journal of Dermatology, 2008Eshun Kojo, He Qingdong, Aloe vera A Valuable Ingredient for the Food Pharmaceutical and Cosmetic Industries, Critical Reviews in Food Science and Nutrition, 2004Reynolds Tom, Dweck Anthony C., Aloe vera Leaf Gel A Review Update, Journal of Ethnopharmacology, 1999Ulbricht Catherine, Armstrong Jenifer, Basch Ethan, Aloe vera Monograph, Journal of Herbal Pharmacotherapy, 2007Langmead Lisa, Feakins Roger M., Goldthorpe Sarah, Holt Hannah, Tsironi Elisabeth, De Silva Anita, Jewell Derek P., Rampton David S., Randomized Double Blind Controlled Trial of Oral Aloe vera Gel for Active Ulcerative Colitis, Alimentary Pharmacology and Therapeutics, 2004Huseini H. F., Kianbakht S., Hajiaghaee R., Dabaghian F. H., Anti Hyperglycemic and Anti Hypercholesterolemic Effects of Aloe vera Leaf Gel in Hyperlipidemic Type 2 Diabetic Patients, Planta Medica, 2012Sánchez-Machado D. I., López-Cervantes J., Sendón R., Sanches-Silva A., Aloe vera A Functional Ingredient for Foods, Critical Reviews in Food Science and Nutrition, 2017 |
Bibliografia relativa a estratti e integratori| World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 1, 1999European Medicines Agency, Assessment Report on Aloe barbadensis Miller and Aloe ferox Miller, 2016Catherine Ulbricht, Jenifer Armstrong, Ethan Basch, Aloe vera Monograph, Journal of Herbal Pharmacotherapy, 2007Josias H. Hamman, Composition and Applications of Aloe vera Leaf Gel, Molecules, 2008Amar Surjushe, Resham Vasani, D. G. Saple, Aloe vera A Short Review, Indian Journal of Dermatology, 2008Kojo Eshun, Qingdong He, Aloe vera A Valuable Ingredient for the Food Pharmaceutical and Cosmetic Industries, Critical Reviews in Food Science and Nutrition, 2004Tom Reynolds, Anthony C. Dweck, Aloe vera Leaf Gel A Review Update, Journal of Ethnopharmacology, 1999Xuan Guo, Jie Mei, Aloe vera A Review of Toxicity and Adverse Clinical Effects, Journal of Environmental Science and Health Part C, 2016European Food Safety Authority, Safety of Hydroxyanthracene Derivatives for Use in Food, EFSA Journal, 2018Yuting Ni, Derek Turner, Keith M. Yates, Ian Tizard, Isolation and Characterization of Structural Components of Aloe vera L. Leaf Pulp, International Immunopharmacology, 2004 |
Bibliografia relativa a tisane e composizioni| World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 1, 1999European Medicines Agency, Assessment Report on Aloe barbadensis Miller and Aloe ferox Miller, 2016Josias H. Hamman, Composition and Applications of Aloe vera Leaf Gel, Molecules, 2008Tom Reynolds, Anthony C. Dweck, Aloe vera Leaf Gel A Review Update, Journal of Ethnopharmacology, 1999Kojo Eshun, Qingdong He, Aloe vera A Valuable Ingredient for the Food Pharmaceutical and Cosmetic Industries, Critical Reviews in Food Science and Nutrition, 2004Amar Surjushe, Resham Vasani, D. G. Saple, Aloe vera A Short Review, Indian Journal of Dermatology, 2008Catherine Ulbricht, Jenifer Armstrong, Ethan Basch, Aloe vera Monograph, Journal of Herbal Pharmacotherapy, 2007European Food Safety Authority, Safety of Hydroxyanthracene Derivatives for Use in Food, EFSA Journal, 2018D. I. Sánchez-Machado, J. López-Cervantes, R. Sendón, A. Sanches-Silva, Aloe vera A Functional Ingredient for Foods, Critical Reviews in Food Science and Nutrition, 2017Antoni Femenia, Ester S. Sánchez, Susana Simal, Carmen Rosselló, Compositional Features of Polysaccharides from Aloe vera Leaf Gel, Carbohydrate Polymers, 1999 |
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