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QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 06-04-2026

SALVIA OFFICINALE
Salvia officinalis L.

BRONZO

TOSSICITÀ RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO


EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE


 !! 


LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO


CLASSIFICAZIONE BOTANICA...
Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo)
Regno: Plantae
Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari)
Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi)
Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori)
Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni)
Sottoclasse: Asteridae
Ordine: Lamiales
Famiglia: Lamiaceae
Sottofamiglia: Nepetoideae
Tribù: Mentheae
Sottotribù: Salviinae

SINONIMI DEL NOME VOLGARE...
Salvia domestica, Salvia maggiore, Erba sacra, Tè di Grecia, Selvia, Salvia bianca, Berggarten Sage, Common Sage, Garden Sage, Kitchen Sage, Sauge, Thé De La Grèce, Salvia Real, Chá-Da-Europa, Sálvia, Salva-Mansa, Echter Salbei, Franse Thee, Salie, Selft, Selve, Tuinsalie, Tesalvie, Marameeah, Maramiah, Marimih, Maryamiya, Miraamih, Salima, Salmya, Chaj Gradinski, Ljekovita Kadulja, Rohtosalvia, Ryytisalvia, Salbi, Alisfakia, Faskomilo, Marva, Orvosi Zsálya, Zsálya, Sa-Ru-Bi-A, Sarubia, Se--Zi, Sezi, Ggae-Ggocc, Kkae-Ggocch, Sa-Ru-Bi-A, Sarubia, Se-I-Ji, Seiji, Sel-Bi-Eo, Selbieo, Kadulja

SINONIMI DEL NOME BOTANICO...
Betonica Brachyodonta Klokov, 1960, Salvia Officinalis F. Lavandulifolia (Vahl) O.Bolòs & Vigo, Salvia Officinalis Var. Lavandulifolia (Vahl) Pau

DESCRIZIONE BOTANICA...
SUFFRUTICE PERENNE AROMATICO CON FUSTI LEGNOSI ALLA BASE E RAMIFICAZIONI ERBACEE ERETTE. LE FOGLIE SONO OPPOSTE, SESSILI O BREVEMENTE PICCIOLATE, DI FORMA OBLUNGA-LANCEOLATA, DI COLORE GRIGIO-VERDE O BIANCO-TOMENTOSE, CON MARGINE CRENATO O INTERO. I FIORI SONO LABIATI, DI COLORE BLU-VIOLETTO, ROSA O BIANCO, RIUNITI IN VERTICILLASTRI CHE FORMANO LUNGHE SPIGHE ALL'APICE DEI FUSTI. IL CALICE È TUBULARE-CAMPANULATO, BILABIATO, PERSISTENTE. LA COROLLA HA UN LABBRO SUPERIORE ERETTO O FALCATO E UN LABBRO INFERIORE TRILOBO CON IL LOBO MEDIANO PIÙ GRANDE. GLI STAMI SONO DUE, CON CONNETTIVO ALLUNGATO E UN BRACCIO FERTILE E UNO STERILE. L'OVARIO È SUPERO, TETRALOCULARE, CHE MATURA IN QUATTRO NUCULE OVOIDALI DI COLORE SCURO.

FIORITURA O ANTESI...
MAGGIO GIUGNO LUGLIO, TARDA PRIMAVERA-ESTATE

COLORI OSSERVATI NEI FIORI

________ AZZURRINO
________ BIANCO
________ BLU MODERATO
________ BLU SCURO DESATURATO
________ VIOLETTO PURO

HABITAT...
* Clima mediterraneo: Predilige climi temperati caldi, con estati secche e inverni miti. * Terreni aridi e calcarei: Cresce meglio in terreni ben drenati, sassosi o calcarei, tipici delle zone collinari e costiere. * Esposizione solare: Ama le posizioni soleggiate e riparate dal vento. * Macchia mediterranea: È una pianta tipica della macchia mediterranea, dove cresce insieme ad altre specie aromatiche come il rosmarino, il timo e il mirto. * Rupi e ghiaioni: Si trova spesso su rupi, ghiaioni e pendii aridi, dove le sue radici profonde le permettono di resistere alla siccità. * Prati e pascoli: Cresce anche in prati e pascoli aridi, soprattutto in zone collinari. Distribuzione geografica: * La salvia officinale è originaria del bacino del Mediterraneo orientale. * Oggi è diffusa in molte parti del mondo, soprattutto in zone con clima temperato. * In Italia, è presente soprattutto nelle regioni centro-meridionali, ma si trova anche allo stato spontaneizzato in altre zone. Coltivazione: * Grazie alla sua adattabilità, la salvia officinale può essere coltivata facilmente in giardini e orti. * Richiede poche cure e resiste bene alla siccità. * È importante assicurarsi che il terreno sia ben drenato e che la pianta sia esposta al sole per diverse ore al giorno.

DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE
© OpenStreetMap contributors, © OpenMapTiles, GBIF (CC BY-SA 2.0)





PERIODO BALSAMICO...
PRIMA O ALL'INIZIO DELLA FIORITURA (MAGGIO-GIUGNO), IN PRIMAVERA-INIZIO ESTATE

DROGA UTILIZZATA...
(Parti ricche in principi attivi)
FOGLIE (SALVIAE FOLIUM) O, MENO COMUNEMENTE, SOMMITÀ FIORITE

AROMI DELLA DROGA...
FORTE, AROMATICO, CARATTERISTICO, CANFORACEO

SAPORI DELLA DROGA...
AROMATICO, AMARO, LEGGERMENTE ASTRINGENTE, CANFORACEO, PUNGENTE

TOSSICITÀ:
RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO
Motivazione: I dati tossicologici indicano un profilo di sicurezza favorevole per foglia ed estratti a dosi terapeutiche, mentre l’olio essenziale presenta una tossicità significativa legata al contenuto di tujone (effetti neurotossici e convulsivanti documentati in studi clinici e casi clinici). Studi in vivo e dati farmacologici confermano la dose-dipendenza della tossicità. Pertanto la sicurezza varia in funzione della preparazione utilizzata.

EFFICACIA:
DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Studi clinici controllati e revisioni sistematiche su Salvia officinalis documentano effetti in ambiti specifici quali disturbi cognitivi lievi, iperidrosi e infiammazioni orofaringee, ma tali effetti risultano strettamente dipendenti dalla forma di estratto, dalla titolazione e dalla via di somministrazione (ad esempio estratti idroalcolici, estratti secchi standardizzati o preparazioni topiche). Le evidenze cliniche non sono uniformemente generalizzabili all’intera pianta o a tutte le preparazioni. Ulteriore supporto deriva da studi in vivo e in vitro su attività antiossidante e antinfiammatoria, ma con rilevanza clinica limitata alle forme specifiche studiate.

PRINCÍPI ATTIVI...
Olio essenziale: tujone alfa, tujone beta, canfora, cineolo uno otto, borneolo, linalolo, acetato di linalile, alfa pinene, beta pinene, camfene, limonene, cariofillene, ossido di cariofillene Diterpeni fenolici: acido carnosico, carnosolo, salvina Acidi fenolici: acido rosmarinico, acido caffeico, acido labiatico Flavonoidi: luteolina, apigenina, quercetina, cirsimaritina, cirsilione, eupafolina, genkwanina, ispidulina, salvigenina Triterpeni: acido ursolico, acido oleanolico Tannini: tannini catechici, tannini gallici Saponine: saponine triterpeniche Lignani: enterodiolo, enterolattone

PROPRIETÀ E INDICAZIONI REGISTRATE
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.

  • Confermate da studi scientifici e clinici*
  • ookANGINA FARINGEA
    ookANTIMICROBICO (USO ESTERNO)
    ookCOLLUTTORIO ASTRINGENTE ORO-FARINGEO
    ookDECLINO E DEFICIT COGNITIVO
    ookGENGIVITE
    ookINFIAMMAZIONI E IRRITAZIONI MUCOSE E CAVO ORALE
    ookNOOTROPO (DISORDINI COGNITIVI)
    ookSTOMATITE
    ookSUDORAZIONE PROFUSA O NOTTURNA
    +++CONDIMENTO O SPEZIA
    !!MENOPAUSA E CLIMATERIO (VAMPATE E DISTURBI VARI)

  • Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
  • +++ANTIMICROBICO ANTIBATTERICO ANTISETTICO
    +++ANTINFIAMMATORIO
    +++COLERETICO
    +++DIGESTIVO
    +++DISPEPSIA O CATTIVA DIGESTIONE
    +++FITOESTROGENICO
    +++IPOGLICEMIZZANTE E MODULANTE GLICEMIA
    +++IPOLIPIDEMIZZANTE (IPERCOLESTEROLEMIA, IPERTRIGLICERIDEMIA, IPERLIPIDEMIA)
    +++MODULATORE METABOLISMO LIPIDICO E GLICEMICO
    +++SPASMOLITICO ANTISPASMODICO

  • Uso storico e nella tradizione
  • ookINFEZIONI CAVO OROFARINGEO
    ookLARINGITE E RAUCEDINE
    +++ALLATTAMENTO (ANTIGALATTOGOGO)
    +++CONSERVANTE ALIMENTARE NATURALE
    ++ACIDITÀ (IPERCLORIDRIA O IPERSECREZIONE GASTRICA ANCHE CON REFLUSSO)
    ++AMENORREA E IPOMENORREA
    ++ANTIACIDO (ANTISECRETIVO GASTRICO PARASIMPATICOLITICO)
    ++ANTIOSSIDANTE (PER STRESS OSSIDATIVO)
    ++COLAGOGO
    ++DIABETE MELLITO
    ++EMMENAGOGO
    ++FARINGITE E RINOFARINGITE
    ++FITOCOSMETICO
    ++INSUFFICIENZA EPATOBILIARE E INTOSSICAZIONE DEL FEGATO
    ++NEUROTONICO - TONICO NERVINO - TONICO CEREBRALE
    ++SEBORREA
    +AFRODISIACO
    +ATONIA GASTRICA
    +CATARRO VIE RESPIRATORIE (ANCHE CON TOSSE)
    +CIRROSI EPATICA
    +DIGESTIVO EUPEPTICO AMARO PURO
    +EMORRAGIE (EMOSTATICO)
    +EPATITE
    +EPATOPROTETTORE ANTIEPATOTOSSICO DEL FEGATO
    +ESPETTORANTE FLUIDIFICANTE DEL CATARRO MUCOLITICO
    +IMPOTENZA SESSUALE
    +SANGUINAMENTO GENGIVALE O EMORRAGIE
    +SPASMI E DOLORI SPASMODICI DI VARIA NATURA
    +SPASMOLITICO GASTRO-ENTERICO


    *Note e Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni

  • European Medicines Agency, Assessment report on Salvia officinalis L. folium, EMA Committee on Herbal Medicinal Products, 2016
  • European Medicines Agency, Community herbal monograph on Salvia officinalis L. folium, EMA, 2016
  • Hamidpour R., Hamidpour S., Hamidpour M., Shahlari M., Chemistry, pharmacology, and medicinal property of sage (Salvia officinalis L.), Journal of Traditional and Complementary Medicine, 2014
  • Perry N., Bollen C., Perry E., Ballard C., Salvia for dementia therapy: review of pharmacological activity and pilot tolerability clinical trial, Pharmacology Biochemistry and Behavior, 2003
  • Lopresti A.L., Salvia (Sage): A Review of its Potential Cognitive-Enhancing and Protective Effects, Drugs in R&D, 2017


  • *NOTE DI FITOTERAPIA...
    Attività nel trattamento dell’iperidrosi con indicazione nella sudorazione eccessiva. Studi clinici controllati e osservazionali documentano una riduzione significativa della sudorazione con estratti di Salvia officinalis, in particolare in contesti di iperidrosi e sintomi vasomotori della menopausa; le evidenze sono supportate da monografie ufficiali ma con limitazioni metodologiche. Attività nel trattamento delle infiammazioni orofaringee con indicazione in gengiviti, stomatiti e faringiti. Studi clinici controllati e osservazionali su preparazioni topiche (collutori, gargarismi) mostrano effetti antinfiammatori e antisettici locali; evidenze coerenti ma limitate alla via topica. Attività sul decadimento cognitivo lieve con indicazione in disturbi della memoria e attenzione. Studi clinici randomizzati e revisioni indicano miglioramenti modesti ma significativi con estratti specifici; risultati non generalizzabili a tutte le preparazioni e necessità di ulteriori conferme. Attività nel controllo dei sintomi della menopausa con indicazione su vampate di calore. Studi clinici controllati mostrano una riduzione della frequenza e intensità delle vampate con estratti standardizzati; evidenze moderate e dipendenti dalla formulazione. Attività antiossidante con possibile indicazione nella protezione da stress ossidativo. Evidenze in vitro e in vivo animale su composti fenolici come acido rosmarinico e diterpeni. Attività antinfiammatoria con possibile applicazione in condizioni infiammatorie. Evidenze in vitro e in vivo animale su modulazione di mediatori infiammatori. Attività antimicrobica con possibile indicazione nelle infezioni lievi. Evidenze in vitro su batteri e funghi; rilevanza clinica limitata. Attività ipoglicemizzante con possibile indicazione nel metabolismo glucidico. Evidenze in vivo animale e studi clinici preliminari non conclusivi. Attività ipolipidemizzante con possibile indicazione nelle dislipidemie. Evidenze in vivo animale e studi clinici limitati. Attività estrogenica lieve con possibile indicazione nei disturbi ormonali. Evidenze in vitro e in vivo animale; rilevanza clinica non definita. Attività coleretica e digestiva con possibile indicazione in dispepsia. Evidenze farmacologiche e uso tradizionale supportato da dati sperimentali. Attività antispasmodica con possibile indicazione nei disturbi gastrointestinali. Evidenze in vitro e in vivo animale.

    CONTROINDICAZIONI
    GRAVIDANZA (EVIDENZE FARMACOLOGICHE E DATI CLINICI INDICANO POSSIBILE EFFETTO UTEROTONICO E RISCHIO LEGATO AL TUJONE), ALLATTAMENTO (EVIDENZE CLINICHE E OSSERVAZIONALI INDICANO RIDUZIONE DELLA LATTAZIONE), EPILESSIA O PREDISPOSIZIONE CONVULSIVA (EVIDENZE FARMACOLOGICHE E CLINICHE PER EFFETTO NEUROTOSSICO DEL TUJONE, SOPRATTUTTO NELL’OLIO ESSENZIALE)

    AVVERTENZE
    USO DI OLIO ESSENZIALE PER VIA ORALE (EVIDENZE CLINICHE E TOSSICOLOGICHE INDICANO RISCHIO DI NEUROTOSSICITÀ E CONVULSIONI DOSE-DIPENDENTI), USO PROLUNGATO O AD ALTE DOSI DI ESTRATTI NON STANDARDIZZATI (EVIDENZE FARMACOLOGICHE PER ACCUMULO DI TUJONE), CAUTELA IN PAZIENTI CON DISTURBI NEUROLOGICI (PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA SUPPORTATA DA DATI SU TUJONE), POSSIBILE INTERAZIONE CON FARMACI ANTICONVULSIVANTI (PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA E DATI IN VITRO), POSSIBILE EFFETTO IPOGLICEMIZZANTE (EVIDENZE IN VIVO ANIMALE E LIMITATI DATI CLINICI), POSSIBILE ATTIVITÀ ESTROGENICA LIEVE (EVIDENZE IN VITRO E IN VIVO ANIMALE, RILEVANZA CLINICA NON DEFINITA), USO IN BAMBINI NON ADEGUATAMENTE STUDIATO (ASSENZA DI DATI CLINICI DIRETTI), VARIABILITÀ DEL CONTENUTO IN TUJONE TRA CHEMOTIPI E PREPARAZIONI (EVIDENZE FARMACOGNOSTICHE E FARMACOLOGICHE), SICUREZZA LIMITATA ALLE DOSI E FORME RACCOMANDATE NELLE MONOGRAFIE UFFICIALI (LIMITE DELLE EVIDENZE)

    INCOMPATIBILITÀ...
    (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
    ANTICONVULSIVANTI
    ESTROGENI
    IPOKALIEMIZZANTI
    MODULATORI ORMONALI
    SEDATIVI DEL SNC

    ERBE SINERGICHE *...

    * Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento come per es. nel Tè (verde o nero).
    Consultare sempre un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni in base al quadro clinico individuale.

    ERBE ANTAGONISTE *...
    (Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
    IPERICO

    ORGANI UMANI...

    ESTRATTI STANDARDIZZATI E INTEGRATORI...
    Estratto secco di foglia di Salvia officinalis L. Preparazione ottenuta per estrazione idroalcolica e successiva essiccazione, talvolta standardizzata in acidi fenolici totali o acido rosmarinico. Impiegata per uso sistemico o locale. La posologia generalmente utilizzata nelle monografie e negli studi clinici varia da 300 a 600 mg al giorno di estratto secco, suddivisi in due o tre somministrazioni, in funzione della titolazione. Estratto fluido di Salvia officinalis L. (rapporto droga estratto generalmente 1:1 o 1:2) Preparazione liquida ottenuta mediante estrazione idroalcolica della foglia. La posologia tipica è compresa tra 1 e 3 ml fino a tre volte al giorno. Utilizzato sia per uso interno sia come base per preparazioni topiche diluite. Tintura madre di Salvia officinalis L. (rapporto droga estratto circa 1:5) Preparazione idroalcolica tradizionale. La posologia usuale è compresa tra 2 e 6 ml al giorno suddivisi in due o tre somministrazioni. Può essere impiegata anche per gargarismi previa diluizione. Olio essenziale di Salvia officinalis L. Preparazione ottenuta per distillazione in corrente di vapore delle foglie. Utilizzato prevalentemente per via esterna o aromatica. L’uso orale è fortemente limitato per la presenza di tujone. In ambito fitoterapico si impiegano dosi molto basse e controllate, generalmente non superiori a 0,05–0,15 ml al giorno sotto supervisione qualificata; uso interno non raccomandato senza controllo specialistico. Estratti molli o nebulizzati standardizzati Preparazioni intermedie tra estratto fluido ed estratto secco, talvolta standardizzate in acido rosmarinico o frazioni fenoliche. La posologia dipende dal grado di concentrazione, generalmente equivalente a 300–600 mg al giorno di estratto secco. Integratori combinati standardizzati contenenti Salvia officinalis L. Formulazioni polierbali o nutraceutiche con estratti titolati, spesso associati ad altre piante per disturbi menopausali, cognitivi o digestivi. La posologia varia in base alla quantità di estratto di Salvia officinalis, generalmente equivalente a 100–400 mg al giorno di estratto secco. Preparazioni omeopatiche (Salvia officinalis L.) Disponibili in diluizioni decimali o centesimali come D6, D12, 5CH, 9CH. Non esistono evidenze cliniche scientificamente valide a supporto dell’efficacia. La posologia segue la pratica omeopatica, tipicamente 3–5 granuli una o più volte al giorno a seconda della diluizione.
  • European Medicines Agency, Assessment report on Salvia officinalis L. folium, EMA Committee on Herbal Medicinal Products, 2016
  • European Medicines Agency, Community herbal monograph on Salvia officinalis L. folium, EMA, 2016
  • Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, Medpharm Scientific Publishers, 2004
  • Bruneton J., Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, Lavoisier Publishing, 1999
  • Blumenthal M., The Complete German Commission E Monographs, American Botanical Council, 1998

  • TISANE E FORMULAZIONI CASALINGHE...
    (Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
    Infuso di Salvia officinalis L. Si utilizzano 1,5–3 g di foglie essiccate in 150–200 ml di acqua calda, lasciando in infusione per 10–15 minuti. Assunzione fino a due o tre volte al giorno. Questa preparazione è supportata da monografie ufficiali per uso interno nelle dispepsie lievi e per ridurre la sudorazione, e per uso topico nel cavo orale. Decotto leggero di Salvia officinalis L. Si impiegano 2–4 g di foglie essiccate in 200 ml di acqua, portando a ebollizione e lasciando sobbollire per 5–10 minuti. Assunzione una o due volte al giorno. Il decotto non è la forma più comune per questa specie ma consente una maggiore estrazione di componenti polari; evidenze farmacologiche supportano l’attività antinfiammatoria e astringente. Infuso combinato con Matricaria chamomilla (uso orofaringeo e digestivo) Salvia officinalis 1,5 g e Matricaria chamomilla 1,5 g in 200 ml di acqua calda, infusione per 10 minuti. Utilizzato due volte al giorno per gargarismi o assunto per via orale. L’associazione è supportata da evidenze cliniche e farmacologiche per attività antinfiammatoria e lenitiva delle mucose. Infuso combinato con Thymus vulgaris (affezioni del cavo orale e vie respiratorie superiori) Salvia officinalis 1,5 g e Thymus vulgaris 1–1,5 g in 200 ml di acqua, infusione per 10 minuti. Utilizzato per gargarismi o come bevanda una o due volte al giorno. L’associazione è supportata da dati clinici per uso topico e da evidenze in vitro per attività antimicrobica. Infuso combinato con Mentha piperita (disturbi digestivi) Salvia officinalis 1,5 g e Mentha piperita 1,5 g in 200 ml di acqua, infusione per 10 minuti. Assunzione dopo i pasti fino a due volte al giorno. L’associazione è supportata da evidenze farmacologiche e da uso fitoterapico documentato per effetti carminativi e antispasmodici. Infuso combinato con Achillea millefolium (disturbi digestivi e sudorazione) Salvia officinalis 1,5 g e Achillea millefolium 1,5 g in 200 ml di acqua, infusione per 10 minuti. Assunzione una o due volte al giorno. L’associazione è supportata da uso tradizionale e da evidenze farmacologiche coerenti su attività amaricante e regolatrice della sudorazione. Formulazione con Salvia officinalis per uso topico orale Preparazione con 2–3 g di foglie in 100 ml di acqua calda, utilizzata come infuso concentrato per sciacqui e gargarismi due o tre volte al giorno. Supportata da evidenze cliniche e monografie ufficiali per stomatiti e gengiviti.
  • European Medicines Agency, Assessment report on Salvia officinalis L. folium, EMA Committee on Herbal Medicinal Products, 2016
  • European Medicines Agency, Community herbal monograph on Salvia officinalis L. folium, EMA, 2016
  • Blumenthal M., The Complete German Commission E Monographs, American Botanical Council, 1998
  • Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, Medpharm Scientific Publishers, 2004
  • Bruneton J., Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, Lavoisier Publishing, 1999

  • ELISIR AMARI VINI (alcolici)...
    Vino medicinale di Salvia officinalis L. Preparazione tradizionale documentata nella farmacopea europea e nella tradizione erboristica mediterranea. Si utilizzano 20–30 g di foglie essiccate di Salvia officinalis in 1 litro di vino bianco a gradazione moderata. La macerazione avviene a temperatura ambiente per 7–10 giorni in recipiente chiuso, con agitazione periodica, seguita da filtrazione. L’assunzione tradizionale è di 20–50 ml una o due volte al giorno prima dei pasti. L’uso è indicato nella tradizione per disturbi digestivi, stati di debolezza e come tonico generale. Le evidenze scientifiche sono limitate e di tipo etnobotanico e farmacologico indiretto. Tintura vinosa di Salvia officinalis L. Preparazione idroalcolica ottenuta utilizzando vino ad alta gradazione o vino fortificato. Si impiegano 1 parte di droga secca e 5 parti di vino, con macerazione per 10–14 giorni. Dopo filtrazione si ottiene una preparazione più concentrata rispetto al vino medicinale. La posologia tradizionale è di 10–20 ml al giorno. Utilizzata storicamente per affezioni digestive e come coadiuvante nelle infiammazioni del cavo orale. Le evidenze sono di tipo tradizionale, con supporto farmacologico sui costituenti estratti. Liquore erboristico a base di Salvia officinalis L. Preparazione tradizionale domestica e officinale. Si utilizzano 30–50 g di foglie fresche o essiccate in 500–700 ml di alcol etilico alimentare diluito o in miscela con vino, con macerazione di 2–3 settimane. Dopo filtrazione si può aggiungere una modesta quantità di zucchero. L’assunzione è limitata a piccole dosi di 10–20 ml al giorno. L’uso è principalmente digestivo e aromatico. Non esistono evidenze cliniche dirette su questa preparazione, ma solo dati etnobotanici e farmacologici indiretti. Nel complesso, le preparazioni alcoliche di Salvia officinalis sono ben documentate nella tradizione europea ma non rappresentano forme clinicamente validate secondo criteri moderni. L’uso deve considerare il contenuto in tujone e l’apporto alcolico.
  • European Medicines Agency, Assessment report on Salvia officinalis L. folium, EMA Committee on Herbal Medicinal Products, 2016
  • Blumenthal M., The Complete German Commission E Monographs, American Botanical Council, 1998
  • Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, Medpharm Scientific Publishers, 2004
  • Bruneton J., Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, Lavoisier Publishing, 1999
  • Fournier P., Le Livre des Plantes Médicinales et Vénéneuses de France, 1948
  • Consultare il proprio medico prima di assumere queste bevande ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol

    Vedi sul web gli studi sulle proprietà antitumorali per Salvia officinalis L.




    USO ALIMENTARE...
    Salvia officinalis L. è una delle specie aromatiche più rilevanti nella tradizione culinaria mediterranea, utilizzata principalmente per le foglie fresche o essiccate. Il profilo aromatico è intenso, caldo e leggermente amarognolo, con note balsamiche dovute alla presenza di oli essenziali, in particolare tujone, cineolo e canfora. In ambito gastronomico viene impiegata come aromatizzante per carni, soprattutto carni bianche e suine, e per preparazioni a base di fegato. È tradizionalmente associata a piatti ricchi di grassi per la sua capacità di bilanciare il sapore e facilitare la digestione, coerentemente con le sue proprietà coleretiche e carminative documentate farmacologicamente. Un uso tipico è nella preparazione del burro aromatizzato, come nel condimento per paste fresche e gnocchi, dove le foglie vengono brevemente rosolate nel burro per liberare i composti volatili liposolubili. La stabilità aromatica della pianta consente anche l’impiego in cotture prolungate, come arrosti e stufati. Le foglie possono essere utilizzate anche in frittura, spesso in pastella, oppure per aromatizzare oli e aceti. In alcune tradizioni regionali sono impiegate nella preparazione di liquori e digestivi, oltre che in prodotti da forno salati. L’uso alimentare è generalmente sicuro alle dosi culinarie, ma deve essere moderato in considerazione del contenuto in tujone, soprattutto evitando l’impiego eccessivo o concentrato, in linea con le valutazioni tossicologiche disponibili.

    Vedi anche Pagina erbe alimentari


    APPROFONDIMENTO SU PIANTE AD AZIONE FITOESTROGENICA E ANTIANDROGENA...
    PIANTE AD AZIONE FITOESTROGENICA E ANTIANDROGENA In virtù della loro azione estrogenica alcune piante si dimostrano efficaci nell'impiego terapeutico per le turbe legate a un'insufficienza ovarica, per sindromi deficitarie dopo isterectomia e ovariectomia, per turbe mestruali della pubertà e per alcune manifestazioni fastidiose che caratterizzano la manifestazioni funzionali della menopausa come vampate di calore, turbe dell'umore, secchezza della mucosa vaginale, ecc. e per la sindrome premestruale. Alcuni inconvenienti, come per es. le vampate, hanno una stretta relazione con l'ormone ipofisario; altri invece, come prurito, infiammazione pelvica e secchezza vaginale, sono relativi alla caduta del tasso ematico di estrogeni e possono migliorare con l'utilizzo di queste piante. In questi casi la fitoterapia rappresenta una terapia attiva e/o complementare alla terapia ormonale classica. Le piante estrogeniche e progesterone-like sono: Angelica, Aletris, Erba medica, Salvia, Luppolo, Ginseng, Alchemilla, Verbena, Salsapariglia, Soia, Kudzu, Cimicifuga; l'Ortica ha azione antiandrogena e la Cimicifuga è attiva sulla secrezione dell'ormone ipofisario. L'Agnocasto aumenta la produzione dell'ormone luteinizzante, inibisce il rilascio dell'ormone che stimola il follicolo, portando ad uno spostamento del rapporto a favore degli estrogeni rispetto ai gestageni, producendo effetti ormonali utilizzati contro disturbi connessi alla menopausa; inoltre, sperimentalmente, inibisce la secrezione della prolattina, risultando efficace sia nella sindrome premestruale che nella iperprolattinemia. Tratto da: Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"; A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"; Fabio Firenzuoli "Le 100 erbe della salute" Fitoestrogeni e trattamenti ormonali: legami pericolosi Il ricorso ai fitoestrogeni va evitato nelle donne con tumore della mammella e affette da deprivazione ormonale da ormonoterapia. Le donne con carcinoma della mammella positivo per i recettori degli estrogeni devono evitare di ricorrere ai fitoestrogeni nel tentativo di ridurre gli effetti da deprivazione ormonale causati dalla ormonoterapia in atto. Il 70% circa dei carcinomi della mammella esprime recettori per gli estrogeni. Questo dato è alla base della terapia adiuvante con farmaci che riducono la stimolazione di questi recettori quali il tamoxifene e derivati e gli inibitori delle aromatasi. L'ormonoterapia di per sé causa però numerosi effetti collaterali da deprivazione ormonale. I sintomi meno tollerati sono la secchezza delle mucose e la sindrome vasomotoria (le cosiddette vampate), oltre alle manifestazioni legate al lungo trattamento (artralgie, tipicamente causate dagli inibitori delle aromatasi, osteoporosi, ipertensione, alterazioni del metabolismo lipidico). Nelle donne in menopausa, è diventata popolare l'assunzione di integratori alimentari, contenenti principalmente derivati della soia o del trifoglio rosso, nell'ipotesi che abbiano un'azione di contrasto sui sintomi della menopausa. Gli estratti di queste piante contengono infatti fitoestrogeni, e in particolare isoflavoni (genisteina, daidzeina e gliciteina dalla soia e biocanina A e formononetina dal trifoglio), sostanze che hanno una blanda azione sia estrogenica sia antiestrogenica. Queste caratteristiche hanno suggerito la loro indicazione anche alle donne in trattamento con tamoxifene o inibitori dell'aromatasi, suscitando allarme negli oncologi che ritengono tale pratica incongrua e rischiosa. Negli animali di laboratorio si è infatti dimostrato uno stimolo dose-dipendente da fitoestrogeni nella crescita di cellule tumorali umane della mammella estrogeno-sensibili (CMF-7) [1]. In modelli analoghi risulta anche abrogata la prevenzione del tamoxifene alla crescita tumorale [2]. A seguito della diffusione di tale pratica sono stati condotti due studi per verificare l'efficacia di integratori a base di soia (90-150 mg/die di isoflavoni) in pazienti sintomatiche per deprivazione ormonale (vampate diurne e notturne) [3,4]. Le pazienti, trattate per carcinoma della mammella e molte in trattamento con tamoxifene o raloxifene, sono state randomizzate in doppio cieco a ricevere il trattamento con isoflavoni o placebo. In nessuno dei due studi si sono rilevate differenze statisticamente significative nella sintomatologia, anche quando stratificate a ricevere tamoxifene. Per cui gli isoflavoni non sembrano ridurre la sintomatologia legata alla terapia ormonale e potrebbero invece avere un'attività di stimolo sulla crescita tumorale. Secondo alcuni lavori scientifici, le popolazioni asiatiche sarebbero meno esposte al rischio di carcinoma della mammella per l'elevata ingestione di derivati della soia: questa osservazione è di difficile interpretazione epidemiologica e non può essere trasferita alle popolazioni occidentali né ad altri effetti ormonali degli isoflavoni [5,6]. Tali sostanze, quindi, vanno utilizzate con molta cautela da parte delle donne con carcinoma della mammella e solo se con recettori ormonali negativi. I medici che hanno pazienti in trattamento con tamoxifene o inibitori delle aromatasi dovrebbero vigilare e sconsigliare l'uso di prodotti a elevato titolo di fitoestrogeni, anche perché molti degli integratori alimentari in commercio rimandano a siti Internet nei quali sono rivendicati effetti terapeutici non dimostrati, sostenuti con letteratura di parte o mal interpretata. Bibliografia: J Nutr 2001;131:2957-62. Cancer Res 2005;65:879-86. J Clin Oncol 2002;15:1449-55. J Clin Oncol 2000;18:1068-74. J Epidemiol 2010;20:83-9. Nutr J 2008;7:17. CDI Palozzo A.C., Falci C., Zovato S. Istituto Oncologico Veneto IRCCS Fitoestrogeni ed iperplasia dell'endometrio. (Prescrire International 2006; 15: 62-3) I fitoestrogeni sono estratti di piante medicinali capaci di interagire con i recettori per gli estrogeni (1). Quattro trial clinici randomizzati di breve durata (in linea di massima di scarsa qualità metodologica) hanno valutato gli effetti di alte dosi di fitoestrogeni della soia (50-100 mg/die di isoflavoni) verso placebo in donne in post-menopausa. Pur in presenza di risultati contrastanti, questi trial sembrano suggerire un leggero effetto preventivo sulle vampate di calore (al meglio, circa 2 episodi evitati a settimana). Poche sono però le conoscenze sui rischi connessi con l'uso prolungato di alte dosi di fitoestrogeni, soprattutto per quanto riguarda il rischio di tromboembolismo e di neoplasie a carico della mammella e dell'endometrio (effetti noti degli estrogeni). Un trial randomizzato in doppio-cieco, condotto in Italia, ha valutato l'impatto a lungo termine dei fitoestrogeni sull'endometrio (2). Questo è stato il primo trial volto a stabilire gli effetti a lungo termine dei fitoestrogeni. Sono state reclutate 376 donne in post-menopausa non isterectomizzate e randomizzate in un gruppo trattato con un prodotto a base di soia contenente 150 mg/die di isoflavone ed in un gruppo placebo. Le donne sono state sottoposte a biopsia dell'endometrio al momento dell'arruolamento, dopo 30 mesi e dopo 5 anni di trattamento. La biopsia dopo 5 anni è stata eseguita in 319 donne. È stata riscontrata iperplasia dell'endometrio nel 3.8% delle donne trattate con il prodotto a base di soia, ma in nessuna delle donne del gruppo placebo (p


    NOTE VARIE E STORICHE...
    Salvia officinalis L. deve il proprio nome al latino salvus e salvare, a indicare il valore medicinale attribuito alla pianta già in epoca romana, dove era considerata una panacea per numerosi disturbi e raccolta con rituali specifici che ne sottolineavano l’importanza simbolica e terapeutica. La Salvia rientrava tra le erbe che gli antichi Egizi usavano per l'imbalsamazione ma la consideravano utile anche a dare fertilità alle donne. I Greci invece impedivano agli atleti di assumerla durante le gare sportive, per evitare l'effetto "doping" (che non possiede). Nel Medioevo europeo era una delle piante fondamentali negli horti dei monasteri e nei giardini dei semplici, tanto che la Scuola Medica Salernitana la citava con il celebre aforisma “Cur moriatur homo cui salvia crescit in horto”, evidenziandone il ruolo centrale nella medicina tradizionale. Durante il Rinascimento la salvia era considerata non solo un rimedio medicinale ma anche un simbolo di longevità e saggezza, spesso associata a pratiche preventive più che curative, in linea con una visione proto-igienica della salute. In alcune tradizioni europee era attribuito alla pianta anche un valore protettivo e rituale, venendo utilizzata per purificazioni domestiche o come amuleto contro influssi negativi, riflettendo un intreccio tra uso medicinale e credenze popolari. Dal punto di vista storico-commerciale, la salvia era oggetto di scambi tra Europa e Asia, e in alcune fonti viene riportato che mercanti cinesi fossero disposti a scambiare tè con salvia europea, a testimonianza della sua reputazione internazionale. In ambito scientifico moderno, Salvia officinalis è stata una delle specie modello nello studio degli oli essenziali e dei loro effetti sul sistema nervoso centrale, contribuendo allo sviluppo della farmacognosia contemporanea.



    BIBLIOGRAFIA, WEBLIOGRAFIA E ARTICOLI SCIENTIFICI SUL WEB
    (Vedi anche i riferimenti nelle singole sezioni)


  • Zhou L., Zuo Z., Chow M.S.S., Danshen: an overview of its chemistry, pharmacology, pharmacokinetics, and clinical use, Journal of Clinical Pharmacology, 2005
  • European Medicines Agency, Salvia officinalis L. folium monograph, EMA, 2016
  • Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, Medpharm Scientific Publishers, 2004
  • Bruneton J., Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, Lavoisier Publishing, 1999
  • Perry N., Medicinal Plants and Herbal Medicines, Pharmaceutical Press, 2006


  • Prova le ricerche di articoli scientifici su Salvia officinalis L.



    Img AI realizzata da erbeofficinali.org con ChatGPT
    Autore: erbeofficinali.org

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    Hermann Adolph Köhler (1834-1879)
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    © erbeofficinali.org (CC BY-SA 3.0)
    Autore: A.Tucci

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