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| QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 06-04-2026 |
SALVIA OFFICINALE |
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| Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo) Regno: Plantae Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari) Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi) Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori) Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni) Sottoclasse: Asteridae Ordine: Lamiales Famiglia: Lamiaceae Sottofamiglia: Nepetoideae Tribù: Mentheae Sottotribù: Salviinae |
| Salvia domestica, Salvia maggiore, Erba sacra, Tè di Grecia, Selvia, Salvia bianca, Berggarten Sage, Common Sage, Garden Sage, Kitchen Sage, Sauge, Thé De La Grèce, Salvia Real, Chá-Da-Europa, Sálvia, Salva-Mansa, Echter Salbei, Franse Thee, Salie, Selft, Selve, Tuinsalie, Tesalvie, Marameeah, Maramiah, Marimih, Maryamiya, Miraamih, Salima, Salmya, Chaj Gradinski, Ljekovita Kadulja, Rohtosalvia, Ryytisalvia, Salbi, Alisfakia, Faskomilo, Marva, Orvosi Zsálya, Zsálya, Sa-Ru-Bi-A, Sarubia, Se--Zi, Sezi, Ggae-Ggocc, Kkae-Ggocch, Sa-Ru-Bi-A, Sarubia, Se-I-Ji, Seiji, Sel-Bi-Eo, Selbieo, Kadulja |
| Betonica Brachyodonta Klokov, 1960, Salvia Officinalis F. Lavandulifolia (Vahl) O.Bolòs & Vigo, Salvia Officinalis Var. Lavandulifolia (Vahl) Pau |
| SUFFRUTICE PERENNE AROMATICO CON FUSTI LEGNOSI ALLA BASE E RAMIFICAZIONI ERBACEE ERETTE. LE FOGLIE SONO OPPOSTE, SESSILI O BREVEMENTE PICCIOLATE, DI FORMA OBLUNGA-LANCEOLATA, DI COLORE GRIGIO-VERDE O BIANCO-TOMENTOSE, CON MARGINE CRENATO O INTERO. I FIORI SONO LABIATI, DI COLORE BLU-VIOLETTO, ROSA O BIANCO, RIUNITI IN VERTICILLASTRI CHE FORMANO LUNGHE SPIGHE ALL'APICE DEI FUSTI. IL CALICE È TUBULARE-CAMPANULATO, BILABIATO, PERSISTENTE. LA COROLLA HA UN LABBRO SUPERIORE ERETTO O FALCATO E UN LABBRO INFERIORE TRILOBO CON IL LOBO MEDIANO PIÙ GRANDE. GLI STAMI SONO DUE, CON CONNETTIVO ALLUNGATO E UN BRACCIO FERTILE E UNO STERILE. L'OVARIO È SUPERO, TETRALOCULARE, CHE MATURA IN QUATTRO NUCULE OVOIDALI DI COLORE SCURO. |
| MAGGIO GIUGNO LUGLIO, TARDA PRIMAVERA-ESTATE |
| COLORI OSSERVATI NEI FIORI |
| ________ AZZURRINO |
| ________ BIANCO |
| ________ BLU MODERATO |
| ________ BLU SCURO DESATURATO |
| ________ VIOLETTO PURO |
| * Clima mediterraneo: Predilige climi temperati caldi, con estati secche e inverni miti. * Terreni aridi e calcarei: Cresce meglio in terreni ben drenati, sassosi o calcarei, tipici delle zone collinari e costiere. * Esposizione solare: Ama le posizioni soleggiate e riparate dal vento. * Macchia mediterranea: È una pianta tipica della macchia mediterranea, dove cresce insieme ad altre specie aromatiche come il rosmarino, il timo e il mirto. * Rupi e ghiaioni: Si trova spesso su rupi, ghiaioni e pendii aridi, dove le sue radici profonde le permettono di resistere alla siccità. * Prati e pascoli: Cresce anche in prati e pascoli aridi, soprattutto in zone collinari. Distribuzione geografica: * La salvia officinale è originaria del bacino del Mediterraneo orientale. * Oggi è diffusa in molte parti del mondo, soprattutto in zone con clima temperato. * In Italia, è presente soprattutto nelle regioni centro-meridionali, ma si trova anche allo stato spontaneizzato in altre zone. Coltivazione: * Grazie alla sua adattabilità, la salvia officinale può essere coltivata facilmente in giardini e orti. * Richiede poche cure e resiste bene alla siccità. * È importante assicurarsi che il terreno sia ben drenato e che la pianta sia esposta al sole per diverse ore al giorno. |
| DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE |
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| PRIMA O ALL'INIZIO DELLA FIORITURA (MAGGIO-GIUGNO), IN PRIMAVERA-INIZIO ESTATE |
| (Parti ricche in principi attivi) |
| FOGLIE (SALVIAE FOLIUM) O, MENO COMUNEMENTE, SOMMITÀ FIORITE |
| FORTE, AROMATICO, CARATTERISTICO, CANFORACEO |
| AROMATICO, AMARO, LEGGERMENTE ASTRINGENTE, CANFORACEO, PUNGENTE |
| TOSSICITÀ: RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO |
| Motivazione: I dati tossicologici indicano un profilo di sicurezza favorevole per foglia ed estratti a dosi terapeutiche, mentre l’olio essenziale presenta una tossicità significativa legata al contenuto di tujone (effetti neurotossici e convulsivanti documentati in studi clinici e casi clinici). Studi in vivo e dati farmacologici confermano la dose-dipendenza della tossicità. Pertanto la sicurezza varia in funzione della preparazione utilizzata. |
| EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE |
| Motivazione: Studi clinici controllati e revisioni sistematiche su Salvia officinalis documentano effetti in ambiti specifici quali disturbi cognitivi lievi, iperidrosi e infiammazioni orofaringee, ma tali effetti risultano strettamente dipendenti dalla forma di estratto, dalla titolazione e dalla via di somministrazione (ad esempio estratti idroalcolici, estratti secchi standardizzati o preparazioni topiche). Le evidenze cliniche non sono uniformemente generalizzabili all’intera pianta o a tutte le preparazioni. Ulteriore supporto deriva da studi in vivo e in vitro su attività antiossidante e antinfiammatoria, ma con rilevanza clinica limitata alle forme specifiche studiate. |
| Olio essenziale: tujone alfa, tujone beta, canfora, cineolo uno otto, borneolo, linalolo, acetato di linalile, alfa pinene, beta pinene, camfene, limonene, cariofillene, ossido di cariofillene Diterpeni fenolici: acido carnosico, carnosolo, salvina Acidi fenolici: acido rosmarinico, acido caffeico, acido labiatico Flavonoidi: luteolina, apigenina, quercetina, cirsimaritina, cirsilione, eupafolina, genkwanina, ispidulina, salvigenina Triterpeni: acido ursolico, acido oleanolico Tannini: tannini catechici, tannini gallici Saponine: saponine triterpeniche Lignani: enterodiolo, enterolattone |
| *Note e Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni |
| Attività nel trattamento dell’iperidrosi con indicazione nella sudorazione eccessiva. Studi clinici controllati e osservazionali documentano una riduzione significativa della sudorazione con estratti di Salvia officinalis, in particolare in contesti di iperidrosi e sintomi vasomotori della menopausa; le evidenze sono supportate da monografie ufficiali ma con limitazioni metodologiche. Attività nel trattamento delle infiammazioni orofaringee con indicazione in gengiviti, stomatiti e faringiti. Studi clinici controllati e osservazionali su preparazioni topiche (collutori, gargarismi) mostrano effetti antinfiammatori e antisettici locali; evidenze coerenti ma limitate alla via topica. Attività sul decadimento cognitivo lieve con indicazione in disturbi della memoria e attenzione. Studi clinici randomizzati e revisioni indicano miglioramenti modesti ma significativi con estratti specifici; risultati non generalizzabili a tutte le preparazioni e necessità di ulteriori conferme. Attività nel controllo dei sintomi della menopausa con indicazione su vampate di calore. Studi clinici controllati mostrano una riduzione della frequenza e intensità delle vampate con estratti standardizzati; evidenze moderate e dipendenti dalla formulazione. Attività antiossidante con possibile indicazione nella protezione da stress ossidativo. Evidenze in vitro e in vivo animale su composti fenolici come acido rosmarinico e diterpeni. Attività antinfiammatoria con possibile applicazione in condizioni infiammatorie. Evidenze in vitro e in vivo animale su modulazione di mediatori infiammatori. Attività antimicrobica con possibile indicazione nelle infezioni lievi. Evidenze in vitro su batteri e funghi; rilevanza clinica limitata. Attività ipoglicemizzante con possibile indicazione nel metabolismo glucidico. Evidenze in vivo animale e studi clinici preliminari non conclusivi. Attività ipolipidemizzante con possibile indicazione nelle dislipidemie. Evidenze in vivo animale e studi clinici limitati. Attività estrogenica lieve con possibile indicazione nei disturbi ormonali. Evidenze in vitro e in vivo animale; rilevanza clinica non definita. Attività coleretica e digestiva con possibile indicazione in dispepsia. Evidenze farmacologiche e uso tradizionale supportato da dati sperimentali. Attività antispasmodica con possibile indicazione nei disturbi gastrointestinali. Evidenze in vitro e in vivo animale. |
| CONTROINDICAZIONI GRAVIDANZA (EVIDENZE FARMACOLOGICHE E DATI CLINICI INDICANO POSSIBILE EFFETTO UTEROTONICO E RISCHIO LEGATO AL TUJONE), ALLATTAMENTO (EVIDENZE CLINICHE E OSSERVAZIONALI INDICANO RIDUZIONE DELLA LATTAZIONE), EPILESSIA O PREDISPOSIZIONE CONVULSIVA (EVIDENZE FARMACOLOGICHE E CLINICHE PER EFFETTO NEUROTOSSICO DEL TUJONE, SOPRATTUTTO NELL’OLIO ESSENZIALE) |
| AVVERTENZE USO DI OLIO ESSENZIALE PER VIA ORALE (EVIDENZE CLINICHE E TOSSICOLOGICHE INDICANO RISCHIO DI NEUROTOSSICITÀ E CONVULSIONI DOSE-DIPENDENTI), USO PROLUNGATO O AD ALTE DOSI DI ESTRATTI NON STANDARDIZZATI (EVIDENZE FARMACOLOGICHE PER ACCUMULO DI TUJONE), CAUTELA IN PAZIENTI CON DISTURBI NEUROLOGICI (PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA SUPPORTATA DA DATI SU TUJONE), POSSIBILE INTERAZIONE CON FARMACI ANTICONVULSIVANTI (PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA E DATI IN VITRO), POSSIBILE EFFETTO IPOGLICEMIZZANTE (EVIDENZE IN VIVO ANIMALE E LIMITATI DATI CLINICI), POSSIBILE ATTIVITÀ ESTROGENICA LIEVE (EVIDENZE IN VITRO E IN VIVO ANIMALE, RILEVANZA CLINICA NON DEFINITA), USO IN BAMBINI NON ADEGUATAMENTE STUDIATO (ASSENZA DI DATI CLINICI DIRETTI), VARIABILITÀ DEL CONTENUTO IN TUJONE TRA CHEMOTIPI E PREPARAZIONI (EVIDENZE FARMACOGNOSTICHE E FARMACOLOGICHE), SICUREZZA LIMITATA ALLE DOSI E FORME RACCOMANDATE NELLE MONOGRAFIE UFFICIALI (LIMITE DELLE EVIDENZE) |
| (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche) |
| ANTICONVULSIVANTI |
| ESTROGENI |
| IPOKALIEMIZZANTI |
| MODULATORI ORMONALI |
| SEDATIVI DEL SNC |
| (Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica) |
| ACHILLEA MILLEFOGLIE |
| CAMOMILLA MATRICARIA |
| ECHINACEA |
| MALVA |
| MENTA PIPERITA |
| ROSMARINO |
| TIMO VOLGARE |
| * Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento come per es. nel Tè (verde o nero). Consultare sempre un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni in base al quadro clinico individuale. |
| (Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse) |
| IPERICO |
| Estratto secco di foglia di Salvia officinalis L.
Preparazione ottenuta per estrazione idroalcolica e successiva essiccazione, talvolta standardizzata in acidi fenolici totali o acido rosmarinico. Impiegata per uso sistemico o locale. La posologia generalmente utilizzata nelle monografie e negli studi clinici varia da 300 a 600 mg al giorno di estratto secco, suddivisi in due o tre somministrazioni, in funzione della titolazione.
Estratto fluido di Salvia officinalis L. (rapporto droga estratto generalmente 1:1 o 1:2)
Preparazione liquida ottenuta mediante estrazione idroalcolica della foglia. La posologia tipica è compresa tra 1 e 3 ml fino a tre volte al giorno. Utilizzato sia per uso interno sia come base per preparazioni topiche diluite.
Tintura madre di Salvia officinalis L. (rapporto droga estratto circa 1:5)
Preparazione idroalcolica tradizionale. La posologia usuale è compresa tra 2 e 6 ml al giorno suddivisi in due o tre somministrazioni. Può essere impiegata anche per gargarismi previa diluizione.
Olio essenziale di Salvia officinalis L.
Preparazione ottenuta per distillazione in corrente di vapore delle foglie. Utilizzato prevalentemente per via esterna o aromatica. L’uso orale è fortemente limitato per la presenza di tujone. In ambito fitoterapico si impiegano dosi molto basse e controllate, generalmente non superiori a 0,05–0,15 ml al giorno sotto supervisione qualificata; uso interno non raccomandato senza controllo specialistico.
Estratti molli o nebulizzati standardizzati
Preparazioni intermedie tra estratto fluido ed estratto secco, talvolta standardizzate in acido rosmarinico o frazioni fenoliche. La posologia dipende dal grado di concentrazione, generalmente equivalente a 300–600 mg al giorno di estratto secco.
Integratori combinati standardizzati contenenti Salvia officinalis L.
Formulazioni polierbali o nutraceutiche con estratti titolati, spesso associati ad altre piante per disturbi menopausali, cognitivi o digestivi. La posologia varia in base alla quantità di estratto di Salvia officinalis, generalmente equivalente a 100–400 mg al giorno di estratto secco.
Preparazioni omeopatiche (Salvia officinalis L.)
Disponibili in diluizioni decimali o centesimali come D6, D12, 5CH, 9CH. Non esistono evidenze cliniche scientificamente valide a supporto dell’efficacia. La posologia segue la pratica omeopatica, tipicamente 3–5 granuli una o più volte al giorno a seconda della diluizione.
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| (Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso) |
| Infuso di Salvia officinalis L.
Si utilizzano 1,5–3 g di foglie essiccate in 150–200 ml di acqua calda, lasciando in infusione per 10–15 minuti. Assunzione fino a due o tre volte al giorno. Questa preparazione è supportata da monografie ufficiali per uso interno nelle dispepsie lievi e per ridurre la sudorazione, e per uso topico nel cavo orale.
Decotto leggero di Salvia officinalis L.
Si impiegano 2–4 g di foglie essiccate in 200 ml di acqua, portando a ebollizione e lasciando sobbollire per 5–10 minuti. Assunzione una o due volte al giorno. Il decotto non è la forma più comune per questa specie ma consente una maggiore estrazione di componenti polari; evidenze farmacologiche supportano l’attività antinfiammatoria e astringente.
Infuso combinato con Matricaria chamomilla (uso orofaringeo e digestivo)
Salvia officinalis 1,5 g e Matricaria chamomilla 1,5 g in 200 ml di acqua calda, infusione per 10 minuti. Utilizzato due volte al giorno per gargarismi o assunto per via orale. L’associazione è supportata da evidenze cliniche e farmacologiche per attività antinfiammatoria e lenitiva delle mucose.
Infuso combinato con Thymus vulgaris (affezioni del cavo orale e vie respiratorie superiori)
Salvia officinalis 1,5 g e Thymus vulgaris 1–1,5 g in 200 ml di acqua, infusione per 10 minuti. Utilizzato per gargarismi o come bevanda una o due volte al giorno. L’associazione è supportata da dati clinici per uso topico e da evidenze in vitro per attività antimicrobica.
Infuso combinato con Mentha piperita (disturbi digestivi)
Salvia officinalis 1,5 g e Mentha piperita 1,5 g in 200 ml di acqua, infusione per 10 minuti. Assunzione dopo i pasti fino a due volte al giorno. L’associazione è supportata da evidenze farmacologiche e da uso fitoterapico documentato per effetti carminativi e antispasmodici.
Infuso combinato con Achillea millefolium (disturbi digestivi e sudorazione)
Salvia officinalis 1,5 g e Achillea millefolium 1,5 g in 200 ml di acqua, infusione per 10 minuti. Assunzione una o due volte al giorno. L’associazione è supportata da uso tradizionale e da evidenze farmacologiche coerenti su attività amaricante e regolatrice della sudorazione.
Formulazione con Salvia officinalis per uso topico orale
Preparazione con 2–3 g di foglie in 100 ml di acqua calda, utilizzata come infuso concentrato per sciacqui e gargarismi due o tre volte al giorno. Supportata da evidenze cliniche e monografie ufficiali per stomatiti e gengiviti.
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| Vino medicinale di Salvia officinalis L.
Preparazione tradizionale documentata nella farmacopea europea e nella tradizione erboristica mediterranea. Si utilizzano 20–30 g di foglie essiccate di Salvia officinalis in 1 litro di vino bianco a gradazione moderata. La macerazione avviene a temperatura ambiente per 7–10 giorni in recipiente chiuso, con agitazione periodica, seguita da filtrazione. L’assunzione tradizionale è di 20–50 ml una o due volte al giorno prima dei pasti. L’uso è indicato nella tradizione per disturbi digestivi, stati di debolezza e come tonico generale. Le evidenze scientifiche sono limitate e di tipo etnobotanico e farmacologico indiretto.
Tintura vinosa di Salvia officinalis L.
Preparazione idroalcolica ottenuta utilizzando vino ad alta gradazione o vino fortificato. Si impiegano 1 parte di droga secca e 5 parti di vino, con macerazione per 10–14 giorni. Dopo filtrazione si ottiene una preparazione più concentrata rispetto al vino medicinale. La posologia tradizionale è di 10–20 ml al giorno. Utilizzata storicamente per affezioni digestive e come coadiuvante nelle infiammazioni del cavo orale. Le evidenze sono di tipo tradizionale, con supporto farmacologico sui costituenti estratti.
Liquore erboristico a base di Salvia officinalis L.
Preparazione tradizionale domestica e officinale. Si utilizzano 30–50 g di foglie fresche o essiccate in 500–700 ml di alcol etilico alimentare diluito o in miscela con vino, con macerazione di 2–3 settimane. Dopo filtrazione si può aggiungere una modesta quantità di zucchero. L’assunzione è limitata a piccole dosi di 10–20 ml al giorno. L’uso è principalmente digestivo e aromatico. Non esistono evidenze cliniche dirette su questa preparazione, ma solo dati etnobotanici e farmacologici indiretti.
Nel complesso, le preparazioni alcoliche di Salvia officinalis sono ben documentate nella tradizione europea ma non rappresentano forme clinicamente validate secondo criteri moderni. L’uso deve considerare il contenuto in tujone e l’apporto alcolico.
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| Consultare il proprio medico prima di assumere queste bevande ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol |
| Vedi sul web gli studi sulle proprietà antitumorali per Salvia officinalis L. |
USO ALIMENTARE...
Vedi anche Pagina erbe alimentari APPROFONDIMENTO SU PIANTE AD AZIONE FITOESTROGENICA E ANTIANDROGENA...
NOTE VARIE E STORICHE...
BIBLIOGRAFIA, WEBLIOGRAFIA E ARTICOLI SCIENTIFICI SUL WEB (Vedi anche i riferimenti nelle singole sezioni) Prova le ricerche di articoli scientifici su Salvia officinalis L. |