PIANTA MELLIFERA PRIMARIA o MONOFLORALE...| Come tutte le Apiacee anche l'Aneto è frequentata dalle api, tuttavia è molto difficile reperire un miele monoflora con prevalenza di Aneto.
Ricco di enzimi e minerali, tradizionalmente usato per lievi disturbi digestivi.
Colore: Ambrato chiaro con riflessi verdognoli.
Aroma: Delicato, floreale, con note fresche e lievemente speziate (ricorda il finocchio).
Sapore: Dolce ma fresco, con un retrogusto erbaceo e una punta di anice.
Cristallizzazione: Rapida, fine e cremosa.
Non confondere con il miele di finocchio, dal sapore più intenso |
USO ALIMENTARE...| Anethum graveolens L., comunemente noto come aneto, è una pianta aromatica utilizzata sia fresca sia essiccata, con un profilo organolettico caratterizzato da note erbacee, leggermente anisate e fresche dovute principalmente alla presenza di carvone e limonene.
Le foglie fresche sono la parte più utilizzata in cucina e vengono impiegate prevalentemente a crudo o aggiunte a fine cottura per preservarne l’aroma volatile. Sono tradizionalmente abbinate a pesce, in particolare salmone e aringhe, ma anche a crostacei, uova, patate e salse a base di yogurt o panna acida. L’aneto è un ingrediente distintivo della cucina nordica e dell’Europa orientale, dove viene utilizzato per aromatizzare piatti freddi e marinature.
I semi hanno un aroma più intenso e caldo rispetto alle foglie e vengono utilizzati come spezia, soprattutto in preparazioni sottaceto, conserve e prodotti da forno. Sono frequentemente impiegati nella preparazione di cetrioli fermentati o in salamoia, dove contribuiscono sia al profilo aromatico sia a una lieve azione antimicrobica dovuta ai composti volatili.
L’aneto viene utilizzato anche per aromatizzare aceti, oli e bevande, sfruttando la solubilità dei suoi componenti aromatici in matrici lipidiche e idroalcoliche. In alcune tradizioni culinarie è impiegato nella preparazione di liquori digestivi o vini aromatizzati.
Dal punto di vista tecnologico alimentare, l’aneto svolge anche una funzione aromatizzante e conservante naturale grazie alla presenza di composti fenolici e terpenici con attività antiossidante e antimicrobica, sebbene tali effetti siano modesti nelle normali concentrazioni culinarie.
L’impiego culinario è generalmente sicuro alle dosi alimentari e si colloca al confine tra alimento e spezia funzionale, con possibili benefici digestivi legati all’azione carminativa tradizionalmente riconosciuta. |
Vedi anche Ricette con erbe officinali e
Ricette vegetariane
APPROFONDIMENTO SU DROGHE AD AZIONE CARMINATIVA...
| DROGHE AD AZIONE CARMINATIVA
Nelle varie affezioni dell'apparato gastrointestinale possono formarsi dei gas che vengono eliminati per le vie naturali (bocca e ano). La formazione dei gas è provocata da cibi flatulenti (castagne, legumi, ecc.), da dispepsie fermentative o putrefattive, da atonia gastrica e intestinale con conseguente ristagno dei gas. La formazione e l'accumulo di gas nello stomaco o nell'intestino vengono chiamate, quindi, flatulenza o meteorismo.
L'azione delle droghe carminative è purificatrice sugli umori intestinali e funziona sostanzialmente in base a due meccanismi:
a) per assorbimento dei gas (carbone vegetale, argilla ventilata);
b) per stimolazione del tono e della contrattilità dell'intestino, in modo da favorire l'espulsione dei gas (droghe eupeptiche). A questo si aggiunge anche una maggiore produzione della secrezione gastrica.Vi sono poi droghe ricche in oli essenziali appartenenti alla Ombrellifere che hanno azione carminativa e antisettica, che combattono gli agenti della putrefazione e fermentazione eliminando o attenuando la causa della formazione dei gas (Anice, Finocchio, Coriandolo, Cumino, Aneto, Carvi).
[Tratto da: Marzio Pedretti "L'erborista moderno"] |
NOTE VARIE E STORICHE...| Il nome Anethum deriva dal greco antico “anethon”, termine utilizzato per indicare piante aromatiche dal profumo penetrante, mentre “graveolens” in latino significa “dall’odore intenso”, a sottolineare la marcata componente aromatica della specie.
L’aneto era già noto e utilizzato nell’antico Egitto, dove sono stati ritrovati resti della pianta in tombe risalenti a oltre 3000 anni fa, probabilmente impiegato sia come pianta medicinale sia come aromatizzante.
Nella medicina greco-romana era considerato utile per favorire la digestione e ridurre i disturbi intestinali; autori come Dioscoride e Plinio il Vecchio ne descrivevano l’uso come carminativo e calmante dei dolori addominali.
Nel Medioevo europeo l’aneto veniva coltivato nei monasteri e utilizzato sia in ambito culinario sia fitoterapico, ed era anche associato a pratiche simboliche e protettive, ritenuto capace di allontanare influenze negative e spiriti maligni.
In alcune tradizioni popolari nordiche veniva inserito nelle culle dei neonati per favorire il sonno e proteggere dai disturbi, riflettendo una credenza legata alle sue proprietà calmanti attribuite empiricamente.
Durante l’epoca romana e successivamente nel Rinascimento, i semi di aneto erano talvolta masticati per migliorare l’alito, anticipando un uso che oggi trova una parziale spiegazione nelle proprietà aromatiche e antimicrobiche dei suoi componenti volatili.
Nella cultura anglosassone medievale l’aneto era chiamato anche “dill”, dal verbo norreno “dylla” che significa “calmare” o “lenire”, in riferimento al suo uso tradizionale per attenuare coliche e disturbi digestivi, in particolare nei bambini.
In alcune tradizioni europee era considerato anche un simbolo di prosperità e veniva talvolta utilizzato nei rituali matrimoniali o domestici come pianta di buon auspicio. |
Ricerche di articoli scientifici su Anethum graveolens L.
Bibliografia relativa a principi attivi| European Medicines Agency, Assessment report on Anethum graveolens L., fructus, 2013 World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 2, 2002 Blumenthal M., Busse W.R., Goldberg A., Gruenwald J., Hall T., Riggins C.W., Rister R.S., The Complete German Commission E Monographs: Therapeutic Guide to Herbal Medicines, 1998 Jana S., Shekhawat G.S., Anethum graveolens: An Indian traditional medicinal herb and spice, Pharmacognosy Reviews, 2010 Singh G., Maurya S., de Lampasona M.P., Catalan C.A.N., Chemical constituents, antimicrobial and antioxidant potentials of Anethum graveolens L. essential oil, Journal of Food Science, 2005 Duke J.A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002 Rather M.A., Dar B.A., Sofi S.N., Bhat B.A., Qurishi M.A., Foeniculum vulgare: A comprehensive review of its traditional use, phytochemistry, pharmacology, and safety, Arabian Journal of Chemistry, 2016 |
Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni| European Medicines Agency, Assessment report on Anethum graveolens L., fructus, 2013 World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 2, 2002 Jana S., Shekhawat G.S., Anethum graveolens: An Indian traditional medicinal herb and spice, Pharmacognosy Reviews, 2010 Hajhashemi V., Abbasi N., Hypolipidemic activity of Anethum graveolens in rats, Phytotherapy Research, 2008 Madani H., Mahmoodabadi M.K., Vahdati A., Effects of hydroalcoholic extract of Anethum graveolens on lipid profile and glucose in diabetic rats, Iranian Journal of Pharmaceutical Research, 2013 Dahiya P., Purkayastha S., Phytochemical screening and antimicrobial activity of some medicinal plants against multi-drug resistant bacteria from clinical isolates, Indian Journal of Pharmaceutical Sciences, 2012 Singh G., Maurya S., de Lampasona M.P., Catalan C.A.N., Chemical constituents, antimicrobial and antioxidant potentials of Anethum graveolens L. essential oil, Journal of Food Science, 2005 |
Bibliografia relativa a estratti e integratori| European Medicines Agency, Assessment report on Anethum graveolens L., fructus, 2013 World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 2, 2002 Sadeghi M., Kabiri S., Amerizadeh A., Heshmat-Ghahdarijani K., Masoumi G., Teimouri-Jervekani Z., Amirpour A., Anethum graveolens L. effect on human lipid profile: an updated systematic review, Current Problems in Cardiology, 2022 Destek S., Demirbolat İ., Yabacı A., Kalemoglu M., Kartal M., Ersoy E.Y., Gul V.O., Kayıran Z., Aysan M.E., Randomized placebo controlled clinical study of dill (Anethum graveolens L.), Journal of Medicinal Food, 2025 Milenković L., Ilić Z.S., Stanojević L., Danilović B., Šunić L., Kevrešan Ž., Stanojević J., Cvetković D., Chemical composition and bioactivity of dill seed essential oil, Plants, 2024 Naseri M., Mojab F., Khodadoost M., Kamalinejad M., Davati A., Choopani R., Hasheminejad A., Bararpoor Z., Shariatpanahi S., Emtiazy M., Anti-inflammatory activity of oil-based dill extract, Iranian Journal of Pharmaceutical Research, 2012 |
Bibliografia relativa a tisane e composizioni| European Medicines Agency, Assessment report on Anethum graveolens L., fructus, 2013 World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 2, 2002 Jana S., Shekhawat G.S., Anethum graveolens: An Indian traditional medicinal herb and spice, Pharmacognosy Reviews, 2010 Hajhashemi V., Abbasi N., Hypolipidemic activity of Anethum graveolens in rats, Phytotherapy Research, 2008 Madani H., Mahmoodabadi M.K., Vahdati A., Effects of hydroalcoholic extract of Anethum graveolens on lipid profile and glucose in diabetic rats, Iranian Journal of Pharmaceutical Research, 2013 Singh G., Maurya S., de Lampasona M.P., Catalan C.A.N., Chemical constituents, antimicrobial and antioxidant potentials of Anethum graveolens L. essential oil, Journal of Food Science, 2005 McGee H., On Food and Cooking: The Science and Lore of the Kitchen, 2004 |
Bibliografia relativa a preparazioni alcoliche| European Medicines Agency, Assessment report on Anethum graveolens L., fructus, 2013 World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 2, 2002 Jana S., Shekhawat G.S., Anethum graveolens: An Indian traditional medicinal herb and spice, Pharmacognosy Reviews, 2010 Singh G., Maurya S., de Lampasona M.P., Catalan C.A.N., Chemical constituents and biological activities of Anethum graveolens L. essential oil, Journal of Food Science, 2005 Hajhashemi V., Abbasi N., Hypolipidemic activity of Anethum graveolens in rats, Phytotherapy Research, 2008 Madani H., Mahmoodabadi M.K., Vahdati A., Effects of Anethum graveolens on lipid profile and glucose, Iranian Journal of Pharmaceutical Research, 2013 |
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