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| QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 08-05-2026 |
DESMODIO |
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| Dominio Eukaryota Regno Plantae Clade Tracheophyta Clade Angiospermae Clade Eudicotyledones Clade Rosidae Ordine Fabales Famiglia Fabaceae Sottofamiglia Faboideae Tribù Desmodieae Genere Desmodium Specie Desmodium adscendens |
Famiglia: Fabaceae |
| Amor-de-brejo, Amor-de-velho, Amor-do-campo, Amor-rasteiro, Amores-do-campo, Carrapicho, Carrapicho-barba-de-boi, Carrapicho-beiço-de-boi, Desmodium, Epa-ile, Guba Di Sioto, Gubeso Sioto, Kouzen, Marmelada-de-cavalo, Nguba Nguba, Nguba Sioto, Strong Back Herb, Trèf Savann, Zarzabacoa Galana |
| Grona adscendens (Sw.) H.Ohashi & K.Ohashi, Hedysarum adscendens Sw. in Prodr. Veg. Ind. Occ.: 106 (1788), Meibomia adscendens (Sw.) Kuntze in Revis. Gen. Pl. 1: 195 (1891), Desmodium adscendens f. glabrescens Schindl. in Repert. Spec. Nov. Regni Veg. 21: 8 (1925), Desmodium adscendens var. robustum B.G.Schub. in Bull. Jard. Bot. État Bruxelles 22: 290 (1952), Desmodium adscendens var. trifoliastrum (Miq.) Schindl. in Candollea 6: 484 (1936), Desmodium arinense Hoehne in Relat. Commiss. Linhas Telegr. Estratég. Matto Grosso Amazonas 5(8): 74 (1919), Desmodium caespitosum (Poir.) DC. in Prodr. 2: 333 (1825), Desmodium coeruleum G.Don in Gen. Hist. 2: 293 (1832), Desmodium ellipticum Macfad. in Fl. Jamaica 1: 268 (1837), Desmodium glaucescens Miq. in Linnaea 18: 549 (1844), Desmodium obovatum Vogel in Linnaea 12: 106 (1838), Desmodium ovalifolium Guill. & Perr. in Fl. Seneg. Tent.: 208 (1832), Desmodium oxalidifolium Blume ex Miq. in Fl. Ned. Ind. 1(1): 249 (1855), not validly publ., Desmodium oxalidifolium G.Don in Gen. Hist. 2: 294 (1832), Desmodium racemiferum DC. in Prodr. 2: 331 (1825), Desmodium simplex G.Don in Gen. Hist. 2: 294 (1832), Desmodium thwaitesii Baker in J.D.Hooker, Fl. Brit. India 2: 169 (1876), Desmodium trifoliastrum Miq. in Fl. Ned. Ind. 1(1): 248 (1855), Desmodium vogelii Steud. in Nomencl. Bot., ed. 2, 1: 496 (1840), nom. superfl., Grona adscendens var. robusta (B.G.Schub.) H.Ohashi & K.Ohashi in J. Jap. Bot. 93: 108 (2018), Hedysarum ascendens Lindl. in Bot. Reg. 10: t. 815 (1824), orth. var., Hedysarum caespitosum Poir. in J.B.A.M.de Lamarck, Encycl. 6: 421 (1805), Hedysarum lindleyi Mart. in Ausw. Merkw. Pfl. 2: 25 (1830), Meibomia adscendens var. obovata (Vogel) Kuntze in Revis. Gen. Pl. 1: 195 (1891), Meibomia racemifera (DC.) Kuntze in Revis. Gen. Pl. 1: 198 (1891), Meibomia thwaitesii (Baker) Kuntze in Revis. Gen. Pl. 1: 198 (1891), Meibomia trifoliastra (Miq.) Kuntze in Revis. Gen. Pl. 1: 198 (1891) |
| PIANTA ERBACEA PERENNE O UN PICCOLO ARBUSTO, RAMPICANTE O ASCENDENTE, CHE PUÒ RAGGIUNGERE FINO A 100 CM DI ALTEZZA, CON FUSTI SPESSO RAMIFICATI ALLA BASE CHE POSSONO DIVENTARE LEGGERMENTE LEGNOSI E CHE TALVOLTA RADICANO AI NODI INFERIORI. LE FOGLIE SONO COMPOSTE, TRIFOLIATE (A TRE FOGLIOLINE), CON LA FOGLIOLINA TERMINALE SOLITAMENTE PIÙ GRANDE E DI FORMA ELLITTICO-OVATA. LA PAGINA SUPERIORE DELLE FOGLIE È GLABRA, MENTRE QUELLA INFERIORE È RICOPERTA DA UNA FINE PELURIA. I FIORI SONO PICCOLI, DI SIMMETRIA ZIGOMORFA (PAPILIONACEA, TIPICA DELLE FABACEAE), DI COLORE CHE VARIA DAL BIANCO AL LILLA O VIOLACEO, RAGGRUPPATI IN RACEMI O PANNOCCHIE TERMINALI. IL FRUTTO È UN LOMENTO (UN BACCELLO SEGMENTATO) PIATTO E ARTICOLATO, CHE SI DISARTICOLA IN SEGMENTI MONOSPERMI (CONTENENTI UN SOLO SEME), CARATTERISTICA CHE NE FACILITA L'ADESIONE A VESTITI E PELO DEGLI ANIMALI. LE PARTI AEREE (FOGLIE E FUSTI) SONO QUELLE UTILIZZATE A SCOPO MEDICINALE. |
| PREVALENTEMENTE TRA LA PRIMAVERA E L'ESTATE (O INIZIO AUTUNNO) NELLE REGIONI TROPICALI E SUBTROPICALI, TIPICAMENTE NEI MESI DI MAGGIO GIUGNO LUGLIO ADOSTO SETTEMBRE OTTOBRE NOVEMBRE |
| COLORI OSSERVATI NEI FIORI |
| ________ BIANCO |
| ________ GIALLOGNOLO |
| ________ ROSA VIOLACEO |
| ________ ROSATO |
| ORIGINARIO E AMPIAMENTE DISTRIBUITO IN AMERICA CENTRALE E MERIDIONALE (COMPRESA LA FORESTA PLUVIALE AMAZZONICA DEL PERÙ) E NELL'AFRICA OCCIDENTALE. IL SUO HABITAT TIPICO È COSTITUITO DA LUOGHI CARATTERIZZATI DA CLIMA CALDO E UMIDO. PREDILIGE LE ZONE DI VEGETAZIONE SECONDARIA, LE RADURE FORESTALI APERTE, I PASCOLI, I BORDI DELLE STRADE, I TERRENI INCOLTI E LE COLLINE APERTE. SI TROVA SPESSO IN POSIZIONI OMBREGGIATE E UMIDE, COME LUNGO LE RIVE DEI TORRENTI E SUI BORDI DELLE RISAIE. LA PIANTA CRESCE GENERALMENTE A UN'ALTITUDINE COMPRESA TRA I 200 E I 1000 METRI. TENDE AD ADATTARSI BENE AI TERRENI ARGILLOSI SABBIOSI UMIDI, SPESSO AGENDO COME "ERBACCIA" O PIANTA INFESTANTE IN ALCUNE PIANTAGIONI COME QUELLE DI CAFFÈ E CACAO. |
| DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE |
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| AGOSTO, SETTEMBRE, TARDA ESTATE - INIZIO AUTUNNO (NELL'EMISFERO NORD, QUANDO C'È LA TRANSIZIONE TRA LA STAGIONE DELLE PIOGGE E QUELLA SECCA NELLE AREE DI ORIGINE) |
| (Parti ricche in principi attivi) |
| PARTI AEREE, CHE COMPRENDONO PRINCIPALMENTE LE FOGLIE E I FUSTI (O STELI) |
| LEGGERMENTE AROMATICO, DEBOLMENTE ACIDO O INODORE |
| CARATTERISTICO, LIEVEMENTE DOLCE, PREVALENTEMENTE DEBOLMENTE ASTRINGENTE |
| TOSSICITÀ: BASSISSIMA |
| Motivazione: i dati tossicologici disponibili sulla specie indicano una buona tollerabilità alle dosi fitoterapiche tradizionali e negli estratti standardizzati utilizzati negli studi. Non risultano effetti tossici maggiori documentati nell’uso corretto; le evidenze disponibili derivano principalmente da studi preclinici, osservazioni cliniche e pratica etnofarmacologica. |
| EFFICACIA: BUONA |
| Motivazione: Desmodium adscendens è supportata da studi scientifici per le sue proprietà epatoprotettive e antiasmatiche, con evidenze cliniche e precliniche che ne confermano l’efficacia in patologie epatiche e respiratorie specifiche. |
| Flavonoidi: vitexina, isovitexina, schaftoside, isoschaftoside, orientina, isoorientina, luteolina, apigenina, quercetina, rutina, kaempferolo Saponine triterpeniche: deidrosoyasaponina uno, soyasaponina uno, soyasaponina tre, saponine oleananiche Alcaloidi: indolici in tracce, alcaloidi non completamente caratterizzati Triterpeni: acido oleanolico, acido ursolico, lupeolo Fitosteroli: beta-sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo Acidi fenolici: acido caffeico, acido clorogenico, acido ferulico, acido p-cumarico Tannini: tannini condensati, proantocianidine Polisaccaridi: mucillagini, polisaccaridi eterogenei immunomodulanti Aminoacidi: acido gamma amminobutirrico, arginina, prolina Lipidi e acidi grassi: acido linoleico, acido oleico, acido palmitico Minerali e oligoelementi: potassio, calcio, magnesio, ferro, zinco Proteine e peptidi: glicoproteine vegetali, peptidi bioattivi Cumarine: cumarine semplici in basse concentrazioni |
Bibliografia |
| Confermate da studi scientifici e clinici Non sono disponibili revisioni sistematiche, meta-analisi o studi clinici controllati di elevata qualità metodologica sufficienti a confermare in modo definitivo indicazioni terapeutiche standardizzate per Desmodium adscendens (Sw.) DC. Le evidenze cliniche disponibili risultano limitate, eterogenee, spesso osservazionali o non controllate, prevalentemente relative all’impiego epatoprotettivo e broncospasmolitico. Sono stati pubblicati piccoli studi clinici osservazionali e studi aperti riguardanti il supporto funzionale epatico in soggetti con alterazioni biochimiche epatiche o esposizione a farmaci epatotossici, ma la qualità metodologica non consente conclusioni definitive né validazione clinica piena. Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata Attività epatoprotettiva e antiepatotossica. Supportata da studi in vivo su modelli animali di epatotossicità sperimentale e da dati osservazionali fitoterapici. Estratti acquosi ed etanolici hanno mostrato riduzione del danno epatocellulare, modulazione delle transaminasi e protezione nei confronti di tossici epatici sperimentali. I dati clinici disponibili restano preliminari. Attività broncodilatatrice e spasmolitica respiratoria. Supportata da studi farmacologici in vitro e in vivo su muscolatura liscia bronchiale. Sono stati descritti effetti di rilassamento della muscolatura bronchiale e modulazione della contrattilità respiratoria. L’uso tradizionale nell’asma e nel broncospasmo è coerente con tali dati sperimentali, ma le evidenze cliniche controllate sono insufficienti. Attività antiallergica e modulatrice dell’iperreattività bronchiale. Alcuni studi sperimentali hanno evidenziato riduzione della degranulazione mastocitaria e modulazione di mediatori coinvolti nelle risposte allergiche. Le evidenze derivano prevalentemente da modelli animali e studi in vitro. Attività antinfiammatoria. Documentata in modelli sperimentali mediante riduzione di mediatori proinfiammatori e modulazione dell’infiammazione tessutale. Le evidenze cliniche risultano limitate o assenti. Attività antiossidante. Estratti della specie hanno mostrato attività scavenger verso specie reattive dell’ossigeno e riduzione dello stress ossidativo in sistemi sperimentali in vitro. Non esistono conferme cliniche robuste. Attività miorilassante sulla muscolatura liscia. Alcuni studi farmacologici sperimentali suggeriscono effetti calcio-antagonisti e rilassanti su fibre muscolari lisce, in particolare bronchiali. Evidenze esclusivamente precliniche. Attività immunomodulante. Sono presenti dati preliminari in vitro relativi alla modulazione di citochine e mediatori immunitari. Le evidenze sono ancora insufficienti per attribuire indicazioni terapeutiche validate. Attività ipoglicemizzante. Alcuni modelli animali hanno mostrato effetti di riduzione glicemica e miglioramento di parametri metabolici. Mancano conferme cliniche adeguate e i dati disponibili sono preliminari. Uso storico e nella tradizione Nella medicina tradizionale dell’Africa occidentale la specie è stata impiegata per asma, broncospasmo e disturbi respiratori cronici. L’uso etnomedicinale comprende preparazioni per affezioni epatiche, ittero e stati considerati compatibili con insufficienza funzionale del fegato. Sono documentati impieghi tradizionali per dolori muscolari, crampi, spasmi e condizioni infiammatorie. In alcuni contesti etnobotanici è stata utilizzata come tonico generale e rimedio empirico per stati debilitativi. Usi tradizionali minori comprendono impieghi in disturbi gastrointestinali, reazioni allergiche e stati febbrili, senza validazione clinica specifica. |
| AVVERTENZE
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati) POSSIBILE POTENZIAMENTO DELL’EFFETTO IPOGLICEMIZZANTE IN SOGGETTI TRATTATI CON FARMACI ANTIDIABETICI O INSULINA. EVIDENZA BASATA SU STUDI FARMACOLOGICI IN VIVO E OSSERVAZIONI FITOTERAPICHE RELATIVE ALL’ATTIVITÀ MODULANTE SUL METABOLISMO GLUCIDICO. POSSIBILE INTERFERENZA CON FARMACI EPATOMETABOLIZZATI. EVIDENZA BASATA SU PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DERIVANTE DALL’ATTIVITÀ EPATOPROTETTIVA E DALLA MODULAZIONE ENZIMATICA OSSERVATA IN STUDI SPERIMENTALI PRECLINICI. USARE CAUTELA IN SOGGETTI CON ALLERGIE NOTE ALLE FABACEAE. EVIDENZA BASATA SU PLAUSIBILITÀ ALLERGOLOGICA E SEGNALAZIONI FITOTERAPICHE GENERALI RELATIVE ALLA FAMIGLIA BOTANICA, NON SU STUDI CLINICI SPECIFICI DELLA SPECIE. I DATI DI SICUREZZA IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO SONO INSUFFICIENTI. EVIDENZA BASATA SULL’ASSENZA DI STUDI CLINICI SPECIFICI E DI DATI TOSSICOLOGICI RIPRODUTTIVI ADEGUATI. L’IMPIEGO PROLUNGATO AD ALTE DOSI NON È SUFFICIENTEMENTE STUDIATO. EVIDENZA BASATA SULLA LIMITATA DISPONIBILITÀ DI STUDI TOSSICOLOGICI CRONICI DIRETTI SULLA SPECIE. |
| CONTROINDICAZIONI
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni) NON SONO DISPONIBILI CONTROINDICAZIONI CLINICAMENTE VALIDATE SPECIFICHE E UNIVERSALMENTE RICONOSCIUTE PER DESMODIUM ADSCENDENS (SW.) DC. BASATE SU STUDI CLINICI CONTROLLATI DIRETTI SULLA SPECIE. |
| (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche) |
| ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE |
| ANTIDIABETICI ORALI (POTENZIAMENTO) |
| EPATOTOSSICI |
| FARMACI EPATOMETABOLIZZATI (CYP450) |
| INSULINA (POTENZIAMENTO) |
| IPOGLICEMIZZANTI E ANTIDIABETICI |
| (Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica) |
| CARDO MARIANO |
| Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di DESMODIO basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Estratto secco nebulizzato e titolato di parte aerea Preparazione fitoterapica più utilizzata in ambito europeo per supporto epatobiliare e respiratorio. Gli estratti commerciali risultano generalmente standardizzati in flavonoidi totali oppure in saponine triterpeniche, ma non esiste una monografia farmacopoeica internazionale con titolo univoco ufficiale validato. Nella pratica fitoterapica documentata vengono impiegati estratti con rapporto droga/estratto compreso tra 4:1 e 10:1 e titolazione minima orientativa in flavonoidi totali non inferiore allo 0,5–1,0 percento. Posologia comunemente utilizzata negli integratori: 300–1000 mg al giorno suddivisi in 2–3 assunzioni. Estratto secco standardizzato ad alta concentrazione Utilizzato soprattutto in formulazioni epatoprotettive e detossificanti associate ad altre droghe epatobiliari. Alcuni preparati commerciali standardizzano il contenuto in vitexina e isovitexina oppure in saponine totali. Le dosi impiegate nella pratica clinica osservazionale e fitoterapica sono generalmente comprese tra 200 e 600 mg due volte al giorno. Mancano tuttavia standard terapeutici universalmente riconosciuti e validati da studi clinici controllati. Estratto idroalcolico fluido Preparazione tradizionale ottenuta da parte aerea fresca o essiccata in soluzione idroetanolica. Utilizzata principalmente in fitoterapia francofona e africana occidentale per supporto epatico e broncospastico. Rapporto estrattivo frequentemente compreso tra 1:1 e 1:2. Posologia tradizionalmente utilizzata: 2–5 ml da una a tre volte al giorno, equivalenti a circa 1–6 g di droga vegetale. Tintura madre Preparazione idroalcolica utilizzata in fitoterapia tradizionale e talvolta in associazione ad altre piante epatoprotettrici. Solitamente preparata con rapporto droga/solvente 1:10 in etanolo a gradazione intermedia. Posologia empirica comunemente riportata: 30–80 gocce da una a tre volte al giorno diluite in acqua. Capsule o compresse fitoterapiche combinate Disponibili soprattutto in formulazioni per supporto epatico, stress ossidativo epatobiliare e funzionalità respiratoria. Il Desmodium adscendens viene frequentemente associato a Silybum marianum, Cynara scolymus o Phyllanthus species. I dosaggi effettivi di estratto secco di Desmodium adscendens presenti nei prodotti commerciali variano generalmente tra 150 e 500 mg per unità posologica. Preparazioni omeopatiche Disponibili principalmente come tintura madre omeopatica, diluizioni centesimali e decimali. Le preparazioni più reperibili comprendono TM, 4 CH, 5 CH, 7 CH e 9 CH. L’impiego è basato esclusivamente su principi omeopatici e non su evidenze cliniche farmacologiche dirette validate per la specie. Le posologie dipendono dall’indirizzo omeopatico adottato e non risultano standardizzate scientificamente. |
| Tisane, composizioni e preparazioni di DESMODIO basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Infuso epatoprotettivo e drenante epatobiliare Desmodium adscendens parte aerea 2 g Cardo mariano frutti 2 g Carciofo foglie 1,5 g Rosmarino foglie 0,5 g Infondere in 250 ml di acqua calda per 10–15 minuti in recipiente coperto. Assumere 1–2 volte al giorno dopo i pasti principali. Formulazione utilizzata tradizionalmente per supporto epatico e funzionalità biliare con razionale fitoterapico basato su attività antiossidante ed epatoprotettiva documentata. Decotto epatobiliare intensivo Desmodium adscendens parte aerea 3 g Tarassaco radice 2 g Curcuma rizoma 1 g Liquirizia radice 0,5 g Far sobbollire delicatamente in 300 ml di acqua per circa 10 minuti e lasciare riposare altri 10 minuti. Assumere una tazza una o due volte al giorno lontano dai pasti. Preparazione utilizzata in ambito erboristico per supporto della funzione epatica e digestiva. Infuso respiratorio balsamico Desmodium adscendens parte aerea 2 g Drosera rotundifolia erba 0,5 g Timo foglie e sommità 1 g Altea radice 1 g Infondere in 250 ml di acqua per 10 minuti. Assumere fino a due volte al giorno. Formulazione tradizionalmente impiegata per irritazione respiratoria, tosse spastica e supporto broncospasmolitico. Tisana per iperreattività bronchiale Desmodium adscendens parte aerea 2 g Perilla frutescens foglie 1,5 g Ribes nero foglie 1 g Piantaggine foglie 1 g Infondere in 250 ml di acqua calda per circa 12 minuti. Assumere una o due tazze al giorno. Utilizzo fitoterapico orientato al supporto respiratorio e alla modulazione dell’iperreattività bronchiale. Estratto erboristico combinato epatoprotettivo Desmodium adscendens estratto secco 300 mg Silybum marianum estratto secco titolato in silimarina 200 mg Schisandra chinensis estratto secco 100 mg Assumere una o due volte al giorno durante i pasti. Associazione frequentemente impiegata nella pratica fitoterapica per supporto metabolico ed epatobiliare. Preparazione liquida tonico-digestiva Tintura madre di Desmodium adscendens 40 gocce Tintura madre di Cynara scolymus 30 gocce Tintura madre di Rosmarinus officinalis 20 gocce Diluire in poca acqua e assumere prima dei pasti principali fino a due volte al giorno. Utilizzo tradizionale in caso di digestione lenta e sovraccarico epatobiliare funzionale. |
NOTE VARIE E STORICHE...
Ricerche di articoli scientifici su Desmodium adscendens (Sw.) DC. |