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    Scheda completa della pianta medicinale

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QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 14-04-2026

CARDO MARIANO
Silybum marianum (L.) Gaertn.

ARGENTO

TOSSICITÀ BASSISSIMA


EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE


 !! 


LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO


CLASSIFICAZIONE BOTANICA...
Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo)
Regno: Plantae
Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari)
Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi)
Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori)
Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni)
Sottoclasse: Asteridae
Ordine: Asterales
Famiglia: Asteraceae
Sottofamiglia: Carduoideae
Tribù: Cardueae
Sottotribù: Carduinae

SINONIMI DEL NOME VOLGARE...
Cardo di S. Maria, Cardo lattato, Gardo santo, Latte di Maria, Card d´le maccie, Cardo asinino, Cardo macchiato, Cardo Santa Maria, Erba del latte, Carduni, Cocas, Battilana, Cardalana, Maganazzi, Mianu, Brentedda, Cardu tuva, Cima de cardu, Milk thistle, Blessed milk-thistle, St. Mary´ thistle, Holy thistle, Lady´s thistle, Variegated thistle, Chardon marie, Kenguel seed

SINONIMI DEL NOME BOTANICO...
Carduus Lactifolius Stokes, Carduus Mariae Crantz, Carduus Marianus L., Carduus Versicolor Salisb., Carthamus Maculatus (Scop.) Lam., Centaurea Dalmatica Fraas, Cirsium Maculatum Scop., Mariacantha Maculosa Bubani, Mariana Lactea Hill, Mariana Mariana (L.) Hill, Marianus Marianus (L.) Hill, Silybum Intermedium Willk., Silybum Leucanthum Jord. & Fourr., Silybum Maculatum (Scop.) Moench, Silybum Mariae (Crantz) A.Gray, Silybum Mariae Var. Unicolor Gray, Silybum Marianum Subsp. Anatolicum Meriçli, Silybum Marianum Var. Albiflorum Eig, Silybum Marianum Var. Longispinum Lamotte, Silybum Marianum Var. Marianum, Silybum Pygmaeum Cass.

DESCRIZIONE BOTANICA...
PIANTA ERBACEA BIENNALE ALTA FINO A 120 CM, GLABRA MA RICCA DI SPINE CON GRANDE ROSA DI FOGLIE BASALI MACCHIATE DI BIANCO, PICCIOLATE, DIVISE IN LOBI MUNITI DI UNA SPINA ALL'APICE. GRANDI CAPOLINI SOLITARI DI 6 CM FORMATI DA FIORI TUBULOSI PURPUREI CHE PRODUCONO ACHENI CON PAPPO SETOLOSO E BIANCO.

FIORITURA O ANTESI...
MAGGIO, GIUGNO, LUGLIO, AGOSTO, PRIMAVERA, ESTATE

COLORI OSSERVATI NEI FIORI

________ VIOLETTO

HABITAT...
Originario della regione mediterranea, ma si è ampiamente naturalizzato in molte altre parti del mondo, tra cui Nord e Sud America, Australia e Nuova Zelanda. Cresce tipicamente in luoghi asciutti e soleggiati, spesso in terreni disturbati o marginali come bordi di strade, campi incolti, pascoli secchi, discariche e aree ruderali. Predilige suoli ben drenati, da argillosi a sabbiosi, e tollera condizioni di suolo povero e secco. Si adatta a climi temperati e mediterranei, con estati calde e secche e inverni miti. La si può trovare dal livello del mare fino a circa 600 metri di altitudine. La sua capacità di prosperare in condizioni difficili e di produrre un gran numero di semi ne favorisce la diffusione in nuovi ambienti.

DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE
© OpenStreetMap contributors, © OpenMapTiles, GBIF (CC BY-SA 2.0)

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PERIODO BALSAMICO...
SEMI (FRUTTI) A FINE ESTATE (AGOSTO-SETTEMBRE) E FOGLIE IN PRIMAVERA

DROGA UTILIZZATA...
(Parti ricche in principi attivi)
FRUTTI MATURI ESSICCATI (SPESSO CHIAMATI IMPROPRIAMENTE "SEMI") E FOGLIE

AROMI DELLA DROGA...
I FRUTTI APPENA MACINATI HANNO UN AROMA CHE VIENE DESCRITTO COME GRADEVOLMENTE SIMILE A QUELLO DEL CACAO; FOGLIE: ERBACEE-AMARE, CON LIEVE NOTA LATTEA

SAPORI DELLA DROGA...
FRUTTI: LEGGERMENTE AMARO E OLEOSO. AL PALATO, SI PERCEPISCE UNA NOTA AMARICANTE TIPICA DI MOLTI PRINCIPI ATTIVI VEGETALI, ACCOMPAGNATA DA UNA SENSAZIONE OLEOSA DATA DALL'ALTO CONTENUTO DI ACIDI GRASSI. FOGLIE: AMARO-ASTRINGENTI, CON RETROGUSTO TANNICO

TOSSICITÀ:
BASSISSIMA
Motivazione: dati clinici e farmacovigilanza indicano un profilo di sicurezza elevato alle dosi terapeutiche con effetti avversi rari e lievi, prevalentemente gastrointestinali; assenza di tossicità significativa documentata in studi clinici e preclinici sulla specie

EFFICACIA:
DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: studi clinici randomizzati e revisioni sistematiche mostrano effetti epatoprotettivi e antiossidanti della silimarina, ma l’efficacia è eterogenea, dipendente da estratti standardizzati, biodisponibilità e indicazione clinica; evidenza clinica presente ma non uniforme né conclusiva per tutte le patologie epatiche

PRINCÍPI ATTIVI...
Flavonolignani (complesso silimarina): silibina (miscela di silibina A e silibina B), isosilibina (isosilibina A e isosilibina B), silicristina, isosilicristina, silidianina, deidrosilibina, deidrosilicristina Flavonoidi: taxifolina, quercetina, kaempferolo, apigenina, naringenina, eriodictiolo, crisoeriolo Acidi fenolici e derivati fenilpropanoidi: acido caffeico, acido ferulico, acido p-cumarico, alcol coniferilico Fitosteroli: beta-sitosterolo, campesterolo, stigmasterolo Acidi grassi e lipidi: acido linoleico, acido oleico, acido palmitico, acido stearico Tocoferoli: alfa-tocoferolo, gamma-tocoferolo Polisaccaridi e zuccheri: arabinosio, ramnosio, xilosio, glucosio Proteine e frazioni azotate: proteine di riserva

PROPRIETÀ E INDICAZIONI REGISTRATE
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.

  • Confermate da studi scientifici e clinici*
  • +DISPEPSIA O CATTIVA DIGESTIONE
    !!DIABETE TIPO 2
    !!EPATOPROTETTORE ANTIEPATOTOSSICO DEL FEGATO
    !!INFIAMMAZIONI E IRRITAZIONI VIE EPATICHE E BILIARI
    !!IPOGLICEMIZZANTE E MODULANTE GLICEMIA
    !!IPOLIPIDEMIZZANTE (IPERCOLESTEROLEMIA, IPERTRIGLICERIDEMIA, IPERLIPIDEMIA)

  • Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
  • ++ANTINFIAMMATORIO
    ++ANTIOSSIDANTE (PER STRESS OSSIDATIVO)
    +ANTITUMORALE (ATTIVITÀ IN VITRO)
    +NEFROPROTETTORE
    +NEUROPROTETTIVO NEUROTROFICO E ANTI-AGING
    +SINDROME METABOLICA

  • Uso storico e nella tradizione
  • ?ASTENIA O ESAURIMENTO E STRESS
    ?CIRROSI EPATICA
    ?DEPURATIVO DRENANTE
    ?EPATITE
    ?ITTERO
    ++ALIMENTO NUTRACEUTICO
    +AMARO TONICO
    +COLAGOGO
    +COLERETICO
    +DIGESTIVO
    +DIGESTIVO EUPEPTICO STOMACHICO
    +INSUFFICIENZA EPATOBILIARE E INTOSSICAZIONE DEL FEGATO
    +STEATOSI EPATICA (NON ALCOLICA)


    *Note e Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni

  • European Medicines Agency, Assessment report on Silybum marianum, 2018
  • European Medicines Agency, Community herbal monograph on Silybum marianum, 2018
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Silybum marianum, 2004
  • Abenavoli Ludovico et al., Milk thistle in liver diseases past present future, 2010
  • Bijak Michal, Silybin a Major Bioactive Component of Milk Thistle Chemistry Bioavailability and Metabolism, 2017
  • Polyak Stephen J et al., Milk thistle for the treatment of liver disease, 2013


  • *NOTE DI FITOTERAPIA...
    Confermate da studi scientifici e clinici Attività epatoprotettiva in epatopatie tossiche e metaboliche, con miglioramento di parametri biochimici epatici, supportata da studi clinici randomizzati e revisioni sistematiche su estratti standardizzati di silimarina; evidenza eterogenea e dipendente da dose e biodisponibilità. Attività antiossidante sistemica con riduzione dello stress ossidativo e modulazione dei biomarcatori ossidativi, documentata in studi clinici controllati su popolazioni con patologie epatiche e metaboliche. Attività di supporto nella dispepsia e nei disturbi epatobiliari funzionali, con miglioramento sintomatologico in studi clinici osservazionali e controllati. Attività ipoglicemizzante nel diabete mellito di tipo 2, con riduzione della glicemia e dell’emoglobina glicata in studi clinici randomizzati; risultati non uniformi e dipendenti dal contesto terapeutico. Attività ipolipidemizzante con riduzione di colesterolo totale e LDL in studi clinici, spesso come endpoint secondario; evidenza presente ma non sempre consistente. Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata Attività epatoprotettiva e rigenerativa epatica con stabilizzazione delle membrane degli epatociti e stimolazione della sintesi proteica, supportata da studi in vitro e in vivo su modelli animali. Attività antifibrotica epatica con inibizione dell’attivazione delle cellule stellate epatiche, documentata in studi in vitro e in vivo animale. Attività antiinfiammatoria con modulazione di citochine e mediatori infiammatori, supportata da studi in vitro e modelli animali. Attività antiossidante diretta e indiretta con incremento delle difese endogene (glutatione), evidenza da studi in vitro e in vivo animale. Attività nefroprotettiva in modelli di tossicità renale, evidenza in vivo animale. Attività cardioprotettiva e antiaterosclerotica, evidenza da studi in vitro e in vivo animale; dati clinici limitati. Attività antitumorale con effetti antiproliferativi e proapoptotici su linee cellulari tumorali, evidenza esclusivamente in vitro e in modelli animali. Il cardo mariano è noto principalmente per i suoi effetti protettivi e rigenerativi sul fegato. Il complesso di flavonolignani noto come silimarina (costituito da silibina, isosilibina, silicristina e silidianina) agisce stabilizzando le membrane degli epatociti, impedendo l'ingresso di tossine e stimolando la rigenerazione cellulare attraverso l'aumento della sintesi proteica e l'attivazione della RNA polimerasi. Studi clinici supportano il suo uso come coadiuvante in caso di danno epatico indotto da sostanze tossiche (come alcol, farmaci epatotossici come il paracetamolo e tossine ambientali), steatosi epatica non alcolica (NAFLD) e cirrosi. Nell'epatite virale limita il danno parenchimale proteggendo le membrane epatocitarie dall´aggancio dell'agente virale sui recettori situati all'esterno delle membrane e abbassa i livelli di transaminasi. L'uso endovenoso della silibina è riconosciuto come antidoto nell'avvelenamento da Amanita phalloides. La silimarina e i suoi componenti, in particolare la silibina, esercitano un'azione antiossidante diretta, neutralizzando i radicali liberi, e indiretta, aumentando i livelli intracellulari di glutatione, superossido dismutasi (SOD) e catalasi. Inoltre, modulano la risposta infiammatoria inibendo il fattore di trascrizione NF-κB e la sintesi di prostaglandine e leucotrieni. Queste proprietà sono utili nel supportare il trattamento di condizioni infiammatorie croniche del fegato e di altre infiammazioni sistemiche. Diversi studi clinici hanno dimostrato che l'integrazione con silimarina può migliorare il controllo glicemico nei pazienti con diabete mellito di tipo 2, riducendo la glicemia a digiuno, l'emoglobina glicata (HbA1c) e l'insulino-resistenza. Parallelamente, si osservano miglioramenti nel profilo lipidico, con riduzioni del colesterolo totale, delle LDL, dei trigliceridi e un lieve aumento delle HDL. Questi effetti sono attribuiti alle proprietà antiossidanti e antinfiammatorie che migliorano la funzionalità epatica e il metabolismo energetico. Studi preclinici (in vitro e su modelli animali) hanno evidenziato che la silimarina e la silibina possono inibire la proliferazione di cellule tumorali (in particolare di prostata, colon, seno, pelle e fegato) attraverso meccanismi come l'induzione dell'apoptosi, l'arresto del ciclo cellulare (fase G1/S), l'inibizione dell'angiogenesi e la modulazione di vie di segnalazione come NF-κB. Tuttavia, le evidenze cliniche sull'uomo sono ancora limitate e non conclusive, necessitando di ulteriori studi per confermarne l'efficacia terapeutica diretta. L'applicazione topica e orale di estratti di cardo mariano ha mostrato benefici in diverse condizioni dermatologiche. Grazie alle proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e fotoprotettive, la silimarina può proteggere la pelle dai danni dei raggi UV, riducendo il rischio di fotoinvecchiamento e di carcinogenesi cutanea. Studi preliminari suggeriscono un potentiale beneficio nel trattamento dell'acne, del melasma e della vitiligine, spesso in associazione con altre terapie. Alcuni studi preliminari indicano possibili effetti neuroprotettivi, ipotensivi e di supporto nella sindrome metabolica. Un piccolo studio clinico ha anche suggerito un potentiale beneficio nella riduzione delle vampate di calore in menopausa.
    SORVEGLIANZA ALLE REAZIONI AVVERSE
    PIANTA SEGNALATA

    CONTROINDICAZIONI (Le controindicazioni richiedono evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)

    IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA A SILYBUM MARIANUM O AI SUOI COSTITUENTI, DOCUMENTATA IN AMBITO CLINICO E FARMACOVIGILANZA CON REAZIONI ALLERGICHE RARE MA RIPORTATE; TALE CONTROINDICAZIONE È RICONOSCIUTA NELLE MONOGRAFIE REGOLATORIE UFFICIALI.

    AVVERTENZE (Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)

    POSSIBILE INTERAZIONE FARMACOCINETICA MEDIATA DALL’INIBIZIONE DI ISOENZIMI DEL CITOCROMO P450 (IN PARTICOLARE CYP3A4, CYP2C9) E DI TRASPORTATORI COME P-GLICOPROTEINA, EVIDENZA DERIVANTE DA STUDI IN VITRO E CONFERMATA PARZIALMENTE DA STUDI CLINICI CON RISULTATI NON SEMPRE CONCORDANTI; RILEVANZA CLINICA VARIABILE E DIPENDENTE DAL DOSAGGIO E DALLA FORMULAZIONE DELLA SILIMARINA. MODULAZIONE DELLA GLICEMIA CON POTENZIALE EFFETTO IPOGLICEMIZZANTE, EVIDENZA DA STUDI CLINICI E IN VIVO SU PAZIENTI DIABETICI; NECESSARIA CAUTELA IN ASSOCIAZIONE CON FARMACI ANTIDIABETICI PER POSSIBILE EFFETTO ADDITIVO. EFFETTI ESTROGENO-SIMILI DEBOLI ATTRIBUITI A COMPONENTI DELLA SILIMARINA, EVIDENZA PRINCIPALMENTE IN VITRO; SIGNIFICATO CLINICO NON CHIARAMENTE DEFINITO MA RILEVANTE IN SOGGETTI CON PATOLOGIE ORMONO-DIPENDENTI. POSSIBILI DISTURBI GASTROINTESTINALI LIEVI (NAUSEA, DIARREA, DISPEPSIA) DOCUMENTATI IN STUDI CLINICI; GENERALMENTE TRANSITORI E DOSE-DIPENDENTI. LIMITATE EVIDENZE CLINICHE IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO, CON DATI INSUFFICIENTI PER DEFINIRE SICUREZZA D’USO; INDICAZIONE DERIVANTE DA ASSENZA DI STUDI CONTROLLATI PIUTTOSTO CHE DA SEGNALAZIONI DI TOSSICITÀ.


    INCOMPATIBILITÀ...
    (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
    ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
    ANTICOAGULANTI
    ANTIDIABETICI ORALI (POTENZIAMENTO)
    CONTRACCETTIVI ORALI
    ESTROGENI
    FARMACI EPATOMETABOLIZZATI (CYP450)
    FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP2C9
    FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP3A4
    FARMACI ORMONALI (TAMOXIFENE, TERAPIE ESTROGENICHE)
    INSULINA (POTENZIAMENTO)

    ERBE SINERGICHE *...
    (Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
    CARCIOFO
    CURCUMA
    FUMARIA
    LIQUIRIZIA
    SCHISANDRA
    TARASSACO

    * Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento come per es. nel Tè (verde o nero).
    Consultare sempre un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni in base al quadro clinico individuale.

    ERBE ANTAGONISTE *...
    (Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
    GINKGO BILOBA
    GINSENG
    IPERICO

    ORGANI UMANI...

    ESTRATTI STANDARDIZZATI E INTEGRATORI...
    Estratti secchi standardizzati titolati in silimarina Preparazioni solide (capsule o compresse) contenenti estratti secchi di frutto con rapporto droga/estratto variabile (DER circa 20–70:1 o 30–40:1) e solventi come etanolo o acetone, titolati generalmente al 60–80% in silimarina, considerata il marker farmacologicamente rilevante. La posologia clinicamente documentata corrisponde a circa 140 mg di silimarina per dose, 2–3 volte al giorno, per un totale giornaliero di circa 280–420 mg, con variabilità legata alla biodisponibilità e alla standardizzazione dell’estratto. Nei prodotti conformi a monografia EMA, una singola dose può corrispondere a estratti contenenti circa 108 mg di silimarina, somministrati tre volte al giorno. Estratti secchi ad alta concentrazione o formulazioni avanzate (complessi fosfolipidici) Preparazioni standardizzate ad alto contenuto di silibina o complessi silibina-fosfatidilcolina (fitosoma o silipide) finalizzati ad aumentare la biodisponibilità orale. Il titolo rimane espresso in silimarina o silibina equivalente, generalmente 60–80% o standardizzato sul contenuto di silibina. La posologia, a parità di principio attivo, può essere ridotta rispetto agli estratti convenzionali per l’aumentata biodisponibilità, con schemi clinici che utilizzano circa 200–400 mg/die equivalenti di silimarina, suddivisi in due somministrazioni. Le evidenze cliniche indicano una forte dipendenza dell’efficacia dalla forma farmaceutica e dalla biodisponibilità. Polvere micronizzata o droga polverizzata in capsule Preparazioni contenenti polvere di frutto senza estrazione selettiva, non sempre standardizzate ma talvolta titolate indirettamente in silimarina. La posologia tradizionale e documentata in ambito regolatorio prevede dosi singole di 300–600 mg, 2–3 volte al giorno, fino a circa 1800 mg/die di droga polverizzata. L’efficacia è considerata inferiore rispetto agli estratti standardizzati per la minore concentrazione e biodisponibilità dei flavonolignani. Estratti fluidi e tinture idroalcoliche standardizzate Preparazioni liquide ottenute per estrazione idroalcolica, con contenuto variabile di silimarina generalmente compreso tra 70 e 80% della frazione estrattiva nei prodotti standardizzati. La posologia è meno uniforme rispetto agli estratti secchi a causa della variabilità del titolo; l’equivalenza terapeutica viene riferita alla quantità di silimarina assunta, che dovrebbe rientrare nel range clinico di circa 200–400 mg/die. La variabilità del contenuto in silimarina rappresenta un limite documentato alla riproducibilità degli effetti. Preparazioni farmaceutiche a base di silibina (uso clinico specialistico) Formulazioni purificate o semisintetiche contenenti silibina o derivati (ad esempio sali o complessi per uso endovenoso), impiegate in ambito ospedaliero per intossicazioni epatotossiche. I dosaggi sono significativamente superiori e specifici per contesti clinici acuti e non sovrapponibili all’uso fitoterapico standard. La standardizzazione è elevata e riferita alla silibina pura. Preparazioni omeopatiche Preparazioni ottenute da tintura madre di Silybum marianum diluita secondo metodiche omeopatiche (diluizioni centesimali o decimali). Non esiste un titolo in silimarina rilevante dal punto di vista farmacologico né una posologia riconducibile a effetti fitoterapici dose-dipendenti. L’uso rientra esclusivamente nell’ambito omeopatico e non è supportato da evidenze farmacologiche dirette sulla specie.
  • European Medicines Agency, European Union herbal monograph on Silybum marianum L. Gaertn. fructus, 2018
  • European Medicines Agency, Assessment report on Silybum marianum L. Gaertn. fructus, 2018
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Silybum marianum, 2004
  • Abenavoli Ludovico et al., Milk thistle in liver diseases past present future, 2010
  • Bijak Michal et al., Silybin a major bioactive component of milk thistle chemistry bioavailability and metabolism, 2017
  • Ball Karen R, Kowdley Kris V, Milk thistle and its derivatives in liver disease, 2005

  • TISANE E FORMULAZIONI CASALINGHE...
    (Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
    Infuso semplice di Silybum marianum per supporto digestivo ed epatobiliare Si utilizza la droga comminuta del frutto in dose singola di 3–5 g in circa 100 ml di acqua bollente, lasciando in infusione per 10–15 minuti e filtrando prima dell’assunzione. La posologia tradizionale validata a livello regolatorio prevede 2–3 somministrazioni giornaliere prima dei pasti. L’indicazione è limitata al supporto della funzione epatica e al sollievo di dispepsia e senso di pienezza, basata su uso tradizionale documentato e plausibilità farmacologica. La bassa estrazione acquosa dei flavonolignani rappresenta un limite rilevante dell’infusione rispetto agli estratti standardizzati. Infuso combinato epatobiliare con Taraxacum officinale e Cynara scolymus Composizione indicativa: Silybum marianum frutti 2 g, Taraxacum officinale radice 2 g, Cynara scolymus foglie 1,5 g. Preparazione mediante infusione in 150 ml di acqua bollente per 10–15 minuti. Assunzione 2 volte al giorno prima dei pasti. L’associazione si basa su uso fitoterapico consolidato per disturbi digestivi e biliari con razionale farmacologico complementare tra coleretici e amari. L’evidenza rimane di tipo tradizionale con supporto farmacologico, senza conferme cliniche robuste per la combinazione. Decotto leggero combinato epatoprotettivo con Curcuma longa e Glycyrrhiza glabra Composizione indicativa: Silybum marianum frutti leggermente triturati 3 g, Curcuma longa rizoma 1 g, Glycyrrhiza glabra radice 1 g. Preparazione mediante ebollizione per 10 minuti seguita da infusione per ulteriori 10 minuti. Assunzione 1–2 volte al giorno. La presenza di curcuminoidi e saponine triterpeniche introduce un razionale farmacologico di tipo antiossidante e antiinfiammatorio supportato da studi in vitro e in vivo, mentre l’effetto complessivo rimane non standardizzato e dipendente dalla biodisponibilità. Infuso digestivo amaro con Foeniculum vulgare e Mentha piperita Composizione indicativa: Silybum marianum frutti 2 g, Foeniculum vulgare semi 1,5 g, Mentha piperita foglie 1 g. Infusione in 150 ml di acqua bollente per 10 minuti, 2–3 volte al giorno dopo i pasti. L’associazione è coerente con l’uso tradizionale per dispepsia, meteorismo e disturbi digestivi funzionali. L’effetto è attribuibile alla combinazione di amari e carminativi, con evidenze principalmente tradizionali e farmacologiche indirette. Infuso epatometabolico con Camellia sinensis e Rosmarinus officinalis Composizione indicativa: Silybum marianum frutti 2 g, Camellia sinensis foglie 1 g, Rosmarinus officinalis foglie 1 g. Infusione in 150 ml di acqua bollente per 8–10 minuti. Assunzione 1–2 volte al giorno. Il razionale è basato sull’associazione tra flavonolignani, catechine e diterpeni con attività antiossidante e metabolica documentata in studi sperimentali, con dati clinici limitati e non specifici per la combinazione. Infuso depurativo tradizionale con Urtica dioica e Betula pendula Composizione indicativa: Silybum marianum frutti 2 g, Urtica dioica foglie 2 g, Betula pendula foglie 1,5 g. Infusione in 200 ml di acqua bollente per 10–15 minuti, 2 volte al giorno. L’utilizzo rientra nella tradizione fitoterapica depurativa e drenante con evidenza esclusivamente etnobotanica e farmacologica indiretta, senza conferme cliniche per l’associazione.
  • European Medicines Agency, European Union herbal monograph on Silybum marianum L. Gaertn. fructus, 2018
  • European Medicines Agency, Assessment report on Silybum marianum L. Gaertn. fructus, 2018
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Silybum marianum, 2004
  • Tamayo Carmen, Diamond Suzanne, Review of clinical trials evaluating safety and efficacy of milk thistle Silybum marianum, 2007
  • Abenavoli Ludovico et al., Milk thistle in liver diseases past present future, 2010
  • Bijak Michal et al., Silybin a major bioactive component of milk thistle chemistry bioavailability and metabolism, 2017

  • ELISIR AMARI VINI (alcolici)...
    Vino di Cardo mariano Versare in un litro di vino bollente 25 g di radice di Cardo mariano. Quando il vino è freddo filtrare e conservare in vetro scuro al fresco. Un bicchierino da Marsala prima dei due pasti principali. Controindicato nelle epatopatie in quanto bevanda alcolica.[Tratto da: I Vini Medicinali - Eraclio Fiorani, Roberto Fedecostante - Edizioni CHI-NI Macerata]
    Consultare il proprio medico prima di assumere queste bevande ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol

    Vedi sul web gli studi sulle proprietà antitumorali per Silybum marianum (L.) Gaertn.

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    PIANTA MELLIFERA...
    Silybum marianum (L.) Gaertn. è una specie mellifera visitata dalle api per la produzione di nettare e polline, tuttavia non è generalmente considerata una fonte primaria per la produzione di miele monoflora riconosciuto in ambito apistico. Il miele derivato prevalentemente da questa specie non è standardizzato né codificato nelle principali classificazioni melissopalinologiche, e risulta quindi raro e difficilmente identificabile come monoflorale puro.

    USO ALIMENTARE...
    Silybum marianum (L.) Gaertn. presenta un utilizzo alimentare tradizionale, soprattutto nelle regioni mediterranee, dove è considerato una pianta spontanea commestibile appartenente al gruppo delle “erbe di campo”. Le parti edibili comprendono principalmente le foglie giovani private delle spine, i piccioli, i fusti e le infiorescenze immature, con un impiego culinario che ricorda quello di altre Asteraceae come il carciofo. Le foglie giovani vengono consumate previa rimozione delle spine marginali e della nervatura centrale più coriacea, quindi lessate o cotte in padella. Il sapore è amarognolo ma meno intenso rispetto ad altre piante amare, e risulta gradevole in preparazioni miste con altre verdure spontanee. Possono essere utilizzate anche in minestre, zuppe rustiche o ripieni. I piccioli fogliari e i giovani fusti, opportunamente pelati per eliminare la parte fibrosa esterna, vengono impiegati come ortaggio. Possono essere bolliti e conditi con olio e limone oppure gratinati, con caratteristiche organolettiche simili al cardo o al sedano, ma con una nota leggermente amaricante. Le infiorescenze immature, raccolte prima della completa fioritura, possono essere cucinate in modo analogo ai piccoli carciofi, anche se risultano generalmente meno sviluppate e più spinose. Dopo adeguata pulizia, vengono lessate o stufate e utilizzate in piatti tradizionali locali. I semi, pur essendo la parte fitoterapicamente più rilevante, non hanno un impiego alimentare diffuso diretto, ma possono essere talvolta utilizzati tostati e macinati come surrogato del caffè, con un gusto leggermente amaro e tostato. Nel complesso, l’uso culinario della pianta è legato a tradizioni locali e alla raccolta spontanea, con un valore gastronomico secondario rispetto ad altre specie affini ma comunque significativo in contesti etnobotanici e di cucina tradizionale.

    Vedi anche Ricette con erbe officinali e Ricette vegetariane


    APPROFONDIMENTO SU DROGHE ATTIVE SUL FEGATO...
    DROGHE ATTIVE SUL FEGATO Le varie patologie del fegato e della cistifellea portano a una insufficiente produzione o alterato rilascio di bile o alla formazione di calcoli nelle vie biliari oppure a una sofferenza delle cellule epatiche. Le droghe attive sui meccanismi biliari e sul fegato vengono chiamate a) Coleretici, se producono un aumento del succo biliare e si suddividono in:- Coleretici veri, se aumentano la secrezione dei costituenti biliari (Carciofo, Curcuma, Combreto, Calendula, Melanzana, Enula, Tarassaco);- Idrocoleretici, se aumentano la secrezione del componente acquoso biliare aumentando la fluidità (Lavanda, Menta, Melissa, Timo). b) Colaghoghi, se accelerano il deflusso dal fegato alla cistifellea o da questa nell'intestino e possono essere suddivise in:- Fluidificanti della bile, se accelerano il deflusso abbassandone la viscosità (Boldo);- Colecistocinetici, se aumentano l'escrezione della bile stimolando le contrazioni della cistifellea (Boldo, Carciofo, Rabarbaro, Tuorlo d'uovo, Olio d'oliva). c) Protettivi o detossicanti del fegato, se contribuiscono a normalizzare la struttura delle biomembrane dell'epatocita, migliorandone la funzione (Cardo mariano, Melanzana, Rosmarino). d) Preventivi della calcolisi biliare o epatica e da impiegarsi per l'espulsione di piccoli calcoli (microlitiasi).I calcoli possono formarsi nella cistifellea (calcolosi biliare colecistica) o, più raramente, nei condotti biliari (calcolosi biliare epatica). Il sintomo caratteristico è la colica prodotta dalle contrazioni attraverso le quali l'organismo tenta di eliminare il calcolo spingendolo nell'intestino. Le erbe utili ad azione colagoga-coleretica e fluidificante sono: Boldo, Combreto, Carciofo. Anche e soprattutto l'olio d'oliva, assunto a digiuno a dose di 1-4 cucchiai, è utile alla espulsione di piccoli calcoli. Attenzione, comunque a questo tipo di automedicazione perché in questa patologia, molto spesso è più utile non 'smuovere' il calcolo che potrebbe andare ad ostruire le vie biliari procurando una situazione risolvibile solo con trattamento chirurgico di urgenza. [Tratto da: Marzio Pedretti "L'erborista moderno"]


    NOTE VARIE E STORICHE...
    Il nome "marianum" ha radici in leggende medievali cristiane. Si credeva che le caratteristiche venature bianche sulle foglie fossero state prodotte dal latte della Vergine Maria. Secondo la tradizione, queste macchie apparvero quando Maria, durante la fuga in Egitto, allattò Gesù e alcune gocce del suo latte caddero sulle foglie del cardo. Questo legame con la figura mariana ha influenzato anche altri nomi comuni come "Cardo di Santa Maria" o "Cardo mariano". Il cardo mariano vanta una storia millenaria che risale all'epoca greco-romana. Fonti antiche menzionano questa pianta per il suo aspetto spinoso e le sue proprietà. Nel Medioevo, era studiata e coltivata nei monasteri, che fungevano da centri di ricerca botanica. Tradizionalmente, i semi erano utilizzati per trattare disturbi epatici, come l'ittero e i calcoli biliari, e come rimedio per i morsi di serpente. Il complesso di flavonolignani noto come silimarina fu isolato per la prima volta dai semi nel 1968. Questo estratto, che include composti come la silibina, è diventato il principale componente attivo studiato per le sue proprietà epatoprotettive e antiossidanti. Nonostante secoli di uso tradizionale, la ricerca clinica moderna continua a esplorarne le applicazioni, incluso il potenziale ruolo nella terapia antitumorale e nella gestione della sindrome metabolica. Tossicità per il bestiame: Sebbene benefico per l'uomo, il cardo mariano può essere tossico per bestiame come bovini e ovini a causa del suo contenuto di nitrati, che può causare metaemoglobinemia e deprivazione di ossigeno. Caratteristiche Botaniche Uniche: I semi (acheni) sono dotati di un pappo setoloso che facilita la dispersione tramite il vento. Inoltre, le formiche sono attratte dagli oli presenti nei semi e contribuiscono alla loro dispersione (mirmecoria). Il cardo mariano è più di una semplice pianta medicinale; è un simbolo di resilienza e adattamento. Dalle leggende medievali alle moderne applicazioni in fitoterapia e oltre, il suo percorso riflette l'evoluzione delle conoscenze botaniche e delle pratiche curative. La sua presenza in testi antichi e il suo ruolo continuo nella ricerca scientifica ne fanno un ponte tra passato e futuro.



    BIBLIOGRAFIA, WEBLIOGRAFIA E ARTICOLI SCIENTIFICI SUL WEB
    (Vedi anche i riferimenti nelle singole sezioni)


  • European Medicines Agency, Assessment report on Silybum marianum, 2018
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Silybum marianum, 2004
  • Bijak Michal, Silybin a Major Bioactive Component of Milk Thistle Chemistry Bioavailability and Metabolism, 2017
  • Abenavoli Ludovico et al., Milk thistle in liver diseases past present future, 2010
  • Lattanzio Vincenzo et al., Milk thistle and silymarin as hepatoprotective agents, 2013


  • Prova le ricerche di articoli scientifici su Silybum marianum (L.) Gaertn.



    Img AI realizzata da erbeofficinali.org con ChatGPT
    Autore: erbeofficinali.org

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    Per gentile concessione dell
    Autore: Maurizio Trenchi

    © erbeofficinali.org (CC BY-SA 3.0)
    Autore: A.Tucci

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