|
© I contenuti di questa pagina (escluse le immagini di pubblico dominio) sono di proprietà esclusiva dell'autore Alberto Tucci. Ne è vietata la copia, la riproduzione e l'utilizzo anche parziale in ogni forma. |
| QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 13-05-2026 |
PICRORHIZA |
LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO
| Dominio Eukaryota Regno Plantae Clade Viridiplantae Clade Streptophyta Clade Embryophyta Clade Tracheophyta Clade Spermatophyta Clade Angiospermae Clade Mesangiospermae Clade Eudicotyledones Clade Asteridae Ordine Lamiales Famiglia Plantaginaceae Genere Picrorhiza Specie Picrorhiza kurroa |
Famiglia: Plantaginaceae |
| Kutki, Katuki, Kutuka, Kuru, Karvi, Kadugurohini, Katurohini, Tikta, Picrorrhiza, Bitterwort, Hellebore, Indian Gentian, Kali Kutki, Kutaki, Kutki Root, Picrorhiza Root, Gentian Dell'himalaya, Hu Huang Lian |
| Picrorhiza Kurrooa Royle, Picrorhiza Lindleyana (Wall.) Steud., Picrorhiza Lindleyana (Wall.) Wettst., Valeriana Lindleyana Wall., Veronica Lindleyana Wall. |
| ERBA PERENNE CHE CRESCE TRA 3000 E 5000 M CON RIZOMA STRISCIANTE, LEGNOSO, AMARO, E FUSTI ERETTI, SEMPLICI, GLABRI O POCO PUBESCENTI. FOGLIE BASALI LUNGAMENTE PICCIOLATE, OVATE O OBLANCEOLATE, DENTATE O CRENATE; FOGLIE CAULINE RIDOTTE, SESSILI. FIORI ERMAFRODITI, PICCOLI, TUBULARI-CAMPANULATI, DI COLORE BLU O PORPORA, RIUNITI IN SPIGHE O RACEMI DENSI ALL'APICE DEL FUSTO. CALICE DI CINQUE SEPALI LINEARI O LANCEOLATI. COROLLA CON TUBO BREVE E CINQUE LOBI PATENTI. ANDROCEO CON QUATTRO STAMI DIDINAMI INCLUSI NELLA COROLLA. GINECEO CON OVARIO SUPERO BILOCULARE, STILO FILIFORME E STIGMA BILOBO. FRUTTO È UNA CAPSULA OVOIDE O OBLUNGA DEISCENTE PER VALVE, CONTENENTE NUMEROSI PICCOLI SEMI. |
| LUGLIO-AGOSTO (PIENA ESTATE), CON PICCOLI FIORI BIANCHI O BLU PALLIDO RIUNITI IN SPIGHE |
| COLORI OSSERVATI NEI FIORI |
| ________ BIANCO SPORCO |
| ________ LILLÀ CHIARO |
| ________ ROSATO |
| Originaria delle regioni alpine dell'Himalaya, che si trova in India, Nepal, Tibet e Pakistan. Il suo habitat tipico comprende praterie alpine umide, pascoli di alta montagna, pendii rocciosi e zone con vegetazione rada, generalmente ad altitudini comprese tra i 3000 e i 5000 metri sul livello del mare. Predilige suoli ben drenati, ricchi di humus e con una buona disponibilità di umidità, spesso in prossimità di sorgenti o ruscelli di montagna. Cresce in climi freddi e umidi, caratteristici delle alte quote himalayane, con inverni nevosi ed estati fresche e piovose. La sua sopravvivenza è legata a queste specifiche condizioni ambientali di alta montagna. |
| DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE |
![]() |
| AUTUNNO (SETTEMBRE-OTTOBRE), QUANDO IL RIZOMA RAGGIUNGE LA MASSIMA CONCENTRAZIONE DI PRINCIPI ATTIVI (CUCURBITACINE E PICROSIDE) |
| (Parti ricche in principi attivi) |
| RIZOMA ESSICCATO, RICCO DI IRIDOIDI (PICROSIDE I E II), CUCURBITACINE E FENOLI |
| INTENSAMENTE AMARO E TERROSO, CON NOTE MUSCHIATE E LIEVEMENTE RESINOSE |
| ESTREMAMENTE AMARO E PERSISTENTE, CON RETROGUSTO ASTRINGENTE E LEGGERMENTE PICCANTE |
| TOSSICITÀ: BASSA |
| Motivazione: gli studi tossicologici disponibili e l’uso fitoterapico tradizionale indicano generalmente buona tollerabilità alle dosi terapeutiche appropriate. Gli effetti indesiderati documentati risultano prevalentemente gastrointestinali lievi, come aumento della motilità intestinale o diarrea. Mancano tuttavia studi clinici tossicologici estesi e dati completi di sicurezza a lungo termine. |
| EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE |
| Motivazione: le evidenze più consistenti riguardano estratti standardizzati ricchi in picroside I, picroside II e kutkoside, soprattutto per attività epatoprotettiva e antinfiammatoria. Sono disponibili studi clinici limitati, non sempre controllati o metodologicamente omogenei, insieme a numerosi studi in vivo e revisioni farmacologiche coerenti. L’efficacia riportata dipende fortemente dalla standardizzazione dell’estratto, dalla parte utilizzata della pianta e dal dosaggio. |
| Glicosidi Iridoidi: picroside I, picroside II, kutkoside, picroside III, picroside IV, minecoside, veronicoside, aucubina, catalpolo Feniletanoidi Glicosidici: acteoside, apioside, androsina, vanillina glicosidata Cucurbitacine E Triterpeni: cucurbitacina B, cucurbitacina D, cucurbitacina R, momordicoside, betulina, acido betulinico Flavonoidi: apigenina, luteolina, kaempferolo, quercetina, isoramnetina, rutina Fenoli E Acidi Fenolici: acido caffeico, acido ferulico, acido vanillico, acido protocatecuico, acido cinnamico Fitosteroli: beta-sitosterolo, daucosterolo, stigmasterolo, campesterolo Xantoni: mangiferina Alcaloidi: kutkina alcaloidica in tracce, mannitolo azotato Glicosidi Amari: kutkina, miscela di picroside I e kutkoside Polisaccaridi: arabinogalattani, pectine, mucopolisaccaridi vegetali Acidi Organici: acido tartarico, acido malico Sali Minerali E Oligoelementi: potassio, calcio, magnesio, ferro, zinco Amminoacidi E Composti Azotati: alanina, glicina, serina |
Bibliografia |
| PROPRIETÀ E INDICAZIONI REGISTRATE Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico. | |
| ook | EPATOPROTETTORE ANTIEPATOTOSSICO DEL FEGATO |
| ++ | ANTINFIAMMATORIO |
| ++ | ANTIOSSIDANTE (PER STRESS OSSIDATIVO) |
| ++ | EPATOBILIARE FUNZIONALE |
| ++ | IDROCOLERETICO |
| ++ | IMMUNOMODULANTE (SQUILIBRI IMMUNITARI) |
| + | ANTIMICROBICO (USO ESTERNO) |
| + | ANTIMICROBICO ANTIBATTERICO ANTISETTICO |
| + | IPOGLICEMIZZANTE E MODULANTE GLICEMIA |
| + | NEFROPROTETTORE |
| !! | ANTITUMORALE (ATTIVITÀ IN VITRO) |
| !! | ANTITUMORALE E CITOTOSSICO |
| ? | ALLERGIE APPARATO RESPIRATORIO |
| ? | ASMA BRONCHIALE E BRONCOSPASMO |
| ? | DIABETE TIPO 2 |
| ? | FEBBRE E STATI FEBBRILI |
| ? | STEATOSI EPATICA (NON ALCOLICA) |
| + | EPATITE |
| + | INSUFFICIENZA EPATOBILIARE E INTOSSICAZIONE DEL FEGATO |
| + | ITTERO |
| Confermate da studi scientifici e clinici Sono disponibili studi clinici controllati e revisioni cliniche limitate riguardanti estratti standardizzati di Picrorhiza kurroa nel supporto delle epatopatie funzionali e del danno epatico. Gli studi riportano miglioramenti di parametri biochimici epatici in alcune forme di sofferenza epatica non grave, ma il numero di trial clinici è ridotto, con campioni limitati ed eterogeneità metodologica. L’evidenza clinica risulta pertanto moderata e circoscritta principalmente all’attività epatoprotettiva. Sono stati pubblicati studi clinici preliminari e osservazionali relativi all’uso complementare nella steatosi epatica e in alcuni disturbi epatobiliari, ma i dati non sono sufficienti per formulare conclusioni definitive di efficacia clinica standardizzata. Non risultano disponibili meta-analisi robuste o ampie revisioni sistematiche cliniche che confermino in modo definitivo efficacia terapeutica generalizzabile nelle altre indicazioni tradizionali attribuite alla specie. Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata Attività epatoprotettiva e antiepatotossica documentata in numerosi modelli animali di tossicità epatica indotta da tetracloruro di carbonio, paracetamolo, alcol, galattosamina e altri agenti epatolesivi. Gli effetti sono stati associati principalmente ai glicosidi iridoidi picroside I, picroside II e kutkoside. Evidenza prevalentemente in vivo animale e farmacologica sperimentale. Attività antinfiammatoria dimostrata in modelli animali e cellulari mediante riduzione di mediatori proinfiammatori e stress ossidativo. Evidenza in vitro e in vivo animale coerente ma non confermata clinicamente in modo definitivo. Attività immunomodulante supportata da studi sperimentali su cellule immunitarie e modelli animali, con modulazione di citochine e risposta immunitaria. Mancano conferme cliniche solide. Attività antiossidante documentata in vitro e in vivo tramite riduzione della perossidazione lipidica e incremento di sistemi antiossidanti endogeni. Evidenza sperimentale consistente ma non sufficiente per attribuire indicazioni cliniche autonome. Attività ipoglicemizzante e modulante metabolica osservata in modelli animali diabetici con riduzione della glicemia e miglioramento di parametri lipidici. I dati clinici risultano insufficienti. Attività nefroprotettiva riportata in modelli sperimentali di nefrotossicità e stress ossidativo renale. Evidenza limitata a studi animali. Attività antiallergica e antiasmatica osservata in modelli sperimentali con riduzione di mediatori infiammatori e iperreattività bronchiale. Mancano conferme cliniche adeguate. Attività antimicrobica e antivirale dimostrata prevalentemente in vitro contro alcuni batteri e virus, inclusi studi preliminari su virus epatotropi. L’evidenza non consente indicazioni terapeutiche cliniche validate. Attività antitumorale e antiproliferativa documentata esclusivamente in vitro e in modelli animali su alcune linee cellulari tumorali. Le evidenze sono preliminari e non supportano impiego oncologico clinico. Attività gastroprotettiva osservata in modelli animali di ulcerazione gastrica e stress ossidativo gastrointestinale. Mancano dati clinici sufficienti. Uso storico e nella tradizione Nella medicina ayurvedica Picrorhiza kurroa è stata tradizionalmente impiegata come rimedio epatobiliare, depurativo, febbrifugo, antiasmatico e digestivo amaro. Sono documentati usi etnomedici tradizionali nelle disfunzioni epatiche, nell’ittero, nelle febbri ricorrenti, nei disturbi gastrointestinali, nelle allergie e nei disturbi respiratori. Nella tradizione himalayana e ayurvedica è stata utilizzata anche come coadiuvante nelle affezioni cutanee, nelle infiammazioni croniche e nei disturbi metabolici, senza validazione clinica conclusiva. |
| AVVERTENZE
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati) L’USO CONCOMITANTE CON FARMACI IMMUNOMODULANTI O IMMUNOSOPPRESSORI RICHIEDE CAUTELA. STUDI SPERIMENTALI IN VITRO E IN VIVO SUGGERISCONO ATTIVITÀ IMMUNOMODULANTE DELLA SPECIE, MA MANCANO STUDI CLINICI DI INTERAZIONE FARMACOLOGICA. È RACCOMANDATA PRUDENZA NEI SOGGETTI IN TERAPIA IPOGLICEMIZZANTE. STUDI ANIMALI E DATI FARMACOLOGICI SPERIMENTALI INDICANO POSSIBILE RIDUZIONE DELLA GLICEMIA CON ALCUNI ESTRATTI STANDARDIZZATI. L’IMPIEGO DURANTE GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO NON È ADEGUATAMENTE DOCUMENTATO DA STUDI CLINICI DI SICUREZZA SPECIFICI SULLA SPECIE. L’ASSENZA DI DATI SUFFICIENTI GIUSTIFICA UN APPROCCIO PRUDENZIALE. DOSI ELEVATE POSSONO DETERMINARE DISTURBI GASTROINTESTINALI, SOPRATTUTTO DIARREA, CRAMPI ADDOMINALI O AUMENTATA FREQUENZA EVACUATIVA. L’EVIDENZA DERIVA DA OSSERVAZIONI CLINICHE LIMITATE E DALLA FARMACOLOGIA DEGLI IRIDOIDI AMARI CONTENUTI NELLA RADICE. LA QUALITÀ E LA STANDARDIZZAZIONE DEGLI ESTRATTI INFLUENZANO SIGNIFICATIVAMENTE IL PROFILO FARMACOLOGICO DELLA SPECIE. GLI EFFETTI RIPORTATI IN LETTERATURA SONO PRINCIPALMENTE ASSOCIATI A PREPARAZIONI STANDARDIZZATE CONTENENTI PICROSIDE I, PICROSIDE II E KUTKOSIDE; L’EXTRAPOLAZIONE AD ALTRI ESTRATTI NON STANDARDIZZATI PRESENTA LIMITI METODOLOGICI. |
| CONTROINDICAZIONI
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni) IPERSENSIBILITÀ DOCUMENTATA O SOSPETTA VERSO PICRORHIZA KURROA O PREPARAZIONI CONTENENTI LA SPECIE COSTITUISCE CONTROINDICAZIONE ALL’USO. LA PRESENZA DI DIARREA ATTIVA O SINDROMI GASTROINTESTINALI IPERCINETICHE RAPPRESENTA UNA CONTROINDICAZIONE PRATICA FITOTERAPICA SUPPORTATA DA DATI FARMACOLOGICI E OSSERVAZIONI D’USO, PER IL POSSIBILE INCREMENTO DELLA MOTILITÀ INTESTINALE ASSOCIATO AGLI ESTRATTI RICCHI IN IRIDOIDI AMARI. |
| (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche) |
| ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE |
| ANTIDIABETICI ORALI (POTENZIAMENTO) |
| ANTIPERTENSIVI |
| CHEMIOTERAPICI |
| CICLOSPORINA |
| CORTICOSTEROIDI |
| CORTISONICI |
| EPATOTOSSICI |
| FARMACI EPATOMETABOLIZZATI (CYP450) |
| FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP3A4 |
| FARMACI PER DIABETICI |
| IMMUNOMODULANTI |
| IMMUNOSOPPRESSORI |
| IMMUNOSTIMOLANTI |
| INDUTTORI ENZIMATICI (ES. CARBAMAZEPINA, RIFAMPICINA) |
| INIBITORI DEL CYP |
| INSULINA |
| INSULINA (POTENZIAMENTO) |
| IPOGLICEMIZZANTI (POTENZIAMENTO) |
| IPOGLICEMIZZANTI E ANTIDIABETICI |
| LASSATIVI FORTI O PURGANTI |
| METFORMINA |
| MODULANTI SISTEMA IMMUNITARIO |
| PREDNISONE |
| STEROIDI |
| TINTURE ALCOOLICHE |
| (Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica) |
| ANDROGRAPHIS |
| CARDO MARIANO |
| CURCUMA |
| GUDUCHI |
| LIQUIRIZIA |
| PHYLLANTHUS |
| PUNARNAVA |
| TERMINALIA |
| * Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento come per es. nel Tè (verde o nero). Consultare sempre un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni in base al quadro clinico individuale. |
| (Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse) |
| SENNA |
| Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di PICRORHIZA basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Estratto secco standardizzato di rizoma di Picrorhiza kurroa titolato in glicosidi iridoidi totali, principalmente picroside I e kutkoside. I preparati fitoterapici maggiormente studiati utilizzano titolazioni comprese tra il 4% e il 15% di kutkin o picrosidi totali. La posologia più documentata negli studi clinici e farmacologici varia generalmente da 200 mg a 1500 mg al giorno suddivisi in due o tre somministrazioni, in funzione della concentrazione dell’estratto e dell’indicazione epatobiliare o metabolica. Estratto idroalcolico standardizzato di rizoma con rapporto droga/estratto variabile da 5:1 a 10:1, utilizzato soprattutto nelle formulazioni epatoprotettive ayurvediche e fitoterapiche moderne. Gli estratti maggiormente studiati sono standardizzati al contenuto di picroside I e picroside II. Le dosi comunemente impiegate oscillano tra 250 mg e 1000 mg al giorno. Estratto nebulizzato o atomizzato di rizoma, impiegato negli integratori epatobiliari e antiossidanti. In genere viene standardizzato a non meno del 4% di iridoidi totali. La posologia media documentata è compresa tra 300 mg e 800 mg al giorno. Estratto acquoso concentrato essiccato di rizoma utilizzato nella medicina ayurvedica e negli integratori combinati per supporto epatico e immunomodulante. I dosaggi tradizionali modernizzati equivalgono generalmente a 500 mg–2 g al giorno di estratto secco equivalente. Polvere micronizzata di rizoma essiccato utilizzata in capsule o compresse fitoterapiche. Le dosi tradizionalmente impiegate e riportate nella pratica ayurvedica moderna variano tra 1 g e 6 g al giorno suddivisi in più assunzioni. Preparazioni fitocomplesse ayurvediche contenenti Picrorhiza kurroa in associazione con Boerhavia diffusa, Phyllanthus niruri, Andrographis paniculata o Tinospora cordifolia per supporto epatobiliare e metabolico. In tali formulazioni la quota giornaliera di Picrorhiza kurroa corrisponde frequentemente a 200–1000 mg di estratto standardizzato. Tintura madre di rizoma fresco o essiccato con rapporto generalmente 1:5 o 1:10 in etanolo a gradazione moderata. Le dosi tradizionalmente utilizzate nella pratica fitoterapica risultano comprese tra 1 ml e 4 ml al giorno suddivisi in più somministrazioni. I dati clinici specifici sulle tinture sono limitati rispetto agli estratti standardizzati. Preparazioni omeopatiche derivate da Picrorhiza kurroa disponibili soprattutto come tintura madre omeopatica e diluizioni basse o medie quali D3, D6, D12, CH5 e CH9. L’impiego è basato prevalentemente sulla tradizione omeopatica e non dispone di conferme cliniche robuste specifiche sulla specie. |
| Tisane, composizioni e preparazioni di PICRORHIZA basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Decotto epatobiliare tradizionale con Picrorhiza kurroa e Boerhavia diffusa. Utilizzare 1 g di rizoma di Picrorhiza kurroa e 2 g di radice di Boerhavia diffusa in 250 ml di acqua. Bollire per 10–15 minuti e filtrare. Assumere una o due volte al giorno dopo i pasti per supporto epatico e drenaggio biliare. La combinazione è documentata nella pratica ayurvedica e supportata da studi farmacologici su attività epatoprotettiva e antiossidante. Infuso digestivo-amaro con Picrorhiza kurroa e Zingiber officinale. Utilizzare 500 mg di rizoma polverizzato di Picrorhiza kurroa e 1–2 g di rizoma di zenzero in 200 ml di acqua calda in infusione per 10 minuti. Assumere prima dei pasti principali per dispepsia iposecretiva e supporto epatobiliare. Le evidenze disponibili riguardano soprattutto attività digestive, coleretiche e antinfiammatorie. Decotto epatoprotettivo con Picrorhiza kurroa, Phyllanthus niruri e Tinospora cordifolia. Utilizzare 1 g di Picrorhiza kurroa, 2 g di Phyllanthus niruri e 2 g di Tinospora cordifolia in 300 ml di acqua. Ridurre a circa 150 ml mediante lieve ebollizione per 15 minuti. Somministrare una volta al giorno in protocolli fitoterapici tradizionali di supporto epatico e metabolico. La formulazione deriva dalla medicina ayurvedica con supporto sperimentale per effetti epatoprotettivi e immunomodulanti. Infuso metabolico con Picrorhiza kurroa e Gymnema sylvestre. Utilizzare 500 mg di Picrorhiza kurroa e 1,5 g di foglie di Gymnema sylvestre in 200 ml di acqua calda per 10 minuti. Assumere una volta al giorno durante i pasti in soggetti con alterazioni metaboliche e glicemiche lievi. Le evidenze disponibili sono prevalentemente sperimentali e cliniche indirette per la regolazione metabolica. Decotto epatorenale con Picrorhiza kurroa, Taraxacum officinale e Silybum marianum. Utilizzare 1 g di Picrorhiza kurroa, 2 g di radice di tarassaco e 2 g di frutti di cardo mariano frantumati in 300 ml di acqua. Far sobbollire 15 minuti e filtrare. Utilizzare una volta al giorno per cicli brevi di supporto epatobiliare e digestivo. L’associazione è coerente con dati farmacologici su protezione epatica, secrezione biliare e attività antiossidante. Formulazione ayurvedica tradizionale in polvere con Picrorhiza kurroa, Andrographis paniculata e Azadirachta indica. Utilizzare quantità equivalenti delle tre droghe polverizzate per una dose totale giornaliera compresa tra 2 g e 4 g suddivisa in due somministrazioni dopo i pasti. L’impiego tradizionale riguarda stati infiammatori epatici, dismetabolismi e condizioni cutanee associate a disfunzione epatica. Le evidenze disponibili sono principalmente sperimentali e fitoterapiche tradizionali documentate. Infuso amaro-tonico con Picrorhiza kurroa e Gentiana lutea. Utilizzare 300–500 mg di Picrorhiza kurroa con 1 g di radice di genziana in 200 ml di acqua calda lasciata in infusione per 5–8 minuti. Assumere prima dei pasti principali in caso di iporessia e dispepsia funzionale. La formulazione sfrutta il contenuto in principi amari e le attività eupeptiche documentate. |
NOTE VARIE E STORICHE...
Ricerche di articoli scientifici su Picrorhiza kurroa Royle ex Benth |