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    Scheda completa della pianta medicinale

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QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 13-05-2026

PICRORHIZA
Picrorhiza kurroa Royle ex Benth

Medaglia di bronzo

TOSSICITÀ BASSA


EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE


 !! 


LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO


CLASSIFICAZIONE BOTANICA...
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Viridiplantae
Clade Streptophyta
Clade Embryophyta
Clade Tracheophyta
Clade Spermatophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Asteridae
Ordine Lamiales
Famiglia Plantaginaceae
Genere Picrorhiza
Specie Picrorhiza kurroa

Famiglia: Plantaginaceae

SINONIMI DEL NOME VOLGARE...
Kutki, Katuki, Kutuka, Kuru, Karvi, Kadugurohini, Katurohini, Tikta, Picrorrhiza, Bitterwort, Hellebore, Indian Gentian, Kali Kutki, Kutaki, Kutki Root, Picrorhiza Root, Gentian Dell'himalaya, Hu Huang Lian

SINONIMI DEL NOME BOTANICO...
Picrorhiza Kurrooa Royle, Picrorhiza Lindleyana (Wall.) Steud., Picrorhiza Lindleyana (Wall.) Wettst., Valeriana Lindleyana Wall., Veronica Lindleyana Wall.

DESCRIZIONE BOTANICA...
ERBA PERENNE CHE CRESCE TRA 3000 E 5000 M CON RIZOMA STRISCIANTE, LEGNOSO, AMARO, E FUSTI ERETTI, SEMPLICI, GLABRI O POCO PUBESCENTI. FOGLIE BASALI LUNGAMENTE PICCIOLATE, OVATE O OBLANCEOLATE, DENTATE O CRENATE; FOGLIE CAULINE RIDOTTE, SESSILI. FIORI ERMAFRODITI, PICCOLI, TUBULARI-CAMPANULATI, DI COLORE BLU O PORPORA, RIUNITI IN SPIGHE O RACEMI DENSI ALL'APICE DEL FUSTO. CALICE DI CINQUE SEPALI LINEARI O LANCEOLATI. COROLLA CON TUBO BREVE E CINQUE LOBI PATENTI. ANDROCEO CON QUATTRO STAMI DIDINAMI INCLUSI NELLA COROLLA. GINECEO CON OVARIO SUPERO BILOCULARE, STILO FILIFORME E STIGMA BILOBO. FRUTTO È UNA CAPSULA OVOIDE O OBLUNGA DEISCENTE PER VALVE, CONTENENTE NUMEROSI PICCOLI SEMI.

FIORITURA O ANTESI...
LUGLIO-AGOSTO (PIENA ESTATE), CON PICCOLI FIORI BIANCHI O BLU PALLIDO RIUNITI IN SPIGHE

COLORI OSSERVATI NEI FIORI

________ BIANCO SPORCO
________ LILLÀ CHIARO
________ ROSATO

HABITAT...
Originaria delle regioni alpine dell'Himalaya, che si trova in India, Nepal, Tibet e Pakistan. Il suo habitat tipico comprende praterie alpine umide, pascoli di alta montagna, pendii rocciosi e zone con vegetazione rada, generalmente ad altitudini comprese tra i 3000 e i 5000 metri sul livello del mare. Predilige suoli ben drenati, ricchi di humus e con una buona disponibilità di umidità, spesso in prossimità di sorgenti o ruscelli di montagna. Cresce in climi freddi e umidi, caratteristici delle alte quote himalayane, con inverni nevosi ed estati fresche e piovose. La sua sopravvivenza è legata a queste specifiche condizioni ambientali di alta montagna.

DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE
© OpenStreetMap contributors, © OpenMapTiles, GBIF (CC BY-SA 2.0)

ANNUNCIO PUBBLICITARIO



PERIODO BALSAMICO...
AUTUNNO (SETTEMBRE-OTTOBRE), QUANDO IL RIZOMA RAGGIUNGE LA MASSIMA CONCENTRAZIONE DI PRINCIPI ATTIVI (CUCURBITACINE E PICROSIDE)

DROGA UTILIZZATA...
(Parti ricche in principi attivi)
RIZOMA ESSICCATO, RICCO DI IRIDOIDI (PICROSIDE I E II), CUCURBITACINE E FENOLI

AROMI DELLA DROGA...
INTENSAMENTE AMARO E TERROSO, CON NOTE MUSCHIATE E LIEVEMENTE RESINOSE

SAPORI DELLA DROGA...
ESTREMAMENTE AMARO E PERSISTENTE, CON RETROGUSTO ASTRINGENTE E LEGGERMENTE PICCANTE

TOSSICITÀ:
BASSA
Motivazione: gli studi tossicologici disponibili e l’uso fitoterapico tradizionale indicano generalmente buona tollerabilità alle dosi terapeutiche appropriate. Gli effetti indesiderati documentati risultano prevalentemente gastrointestinali lievi, come aumento della motilità intestinale o diarrea. Mancano tuttavia studi clinici tossicologici estesi e dati completi di sicurezza a lungo termine.

EFFICACIA:
DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: le evidenze più consistenti riguardano estratti standardizzati ricchi in picroside I, picroside II e kutkoside, soprattutto per attività epatoprotettiva e antinfiammatoria. Sono disponibili studi clinici limitati, non sempre controllati o metodologicamente omogenei, insieme a numerosi studi in vivo e revisioni farmacologiche coerenti. L’efficacia riportata dipende fortemente dalla standardizzazione dell’estratto, dalla parte utilizzata della pianta e dal dosaggio.

PRINCÍPI ATTIVI...
Glicosidi Iridoidi: picroside I, picroside II, kutkoside, picroside III, picroside IV, minecoside, veronicoside, aucubina, catalpolo Feniletanoidi Glicosidici: acteoside, apioside, androsina, vanillina glicosidata Cucurbitacine E Triterpeni: cucurbitacina B, cucurbitacina D, cucurbitacina R, momordicoside, betulina, acido betulinico Flavonoidi: apigenina, luteolina, kaempferolo, quercetina, isoramnetina, rutina Fenoli E Acidi Fenolici: acido caffeico, acido ferulico, acido vanillico, acido protocatecuico, acido cinnamico Fitosteroli: beta-sitosterolo, daucosterolo, stigmasterolo, campesterolo Xantoni: mangiferina Alcaloidi: kutkina alcaloidica in tracce, mannitolo azotato Glicosidi Amari: kutkina, miscela di picroside I e kutkoside Polisaccaridi: arabinogalattani, pectine, mucopolisaccaridi vegetali Acidi Organici: acido tartarico, acido malico Sali Minerali E Oligoelementi: potassio, calcio, magnesio, ferro, zinco Amminoacidi E Composti Azotati: alanina, glicina, serina

Bibliografia
  • Anonymous, The Ayurvedic Pharmacopoeia of India Part I Volume II, Government of India Ministry of Health and Family Welfare, 2001
  • Barnes J., Anderson L.A., Phillipson J.D., Herbal Medicines, Pharmaceutical Press, 2007
  • Basu K., Ogra R.K., Singh B., Sarin R., Sharma R., Hepatoprotective Activity of Kutkin the Iridoid Fraction of Picrorhiza kurroa, Indian Journal of Experimental Biology, 1996
  • Chander R., Kapoor N.K., Dhawan B.N., Picroliv Picroside I and Kutkoside from Picrorhiza kurroa are Scavengers of Superoxide Anions, Biochemical Pharmacology, 1992
  • Dwivedi Y., Rastogi R., Garg N.K., Dhawan B.N., Picroliv from Picrorhiza kurroa Protects Against Oxidative Stress in Liver, Planta Medica, 1993
  • Ghosal S., Sharma P.V., Srivastava R.S., Chemical Constituents of Picrorhiza kurroa Royle ex Benth, Part I Isolation and Structure of Kutkin and Kutkoside, Journal of Pharmaceutical Sciences, 1978
  • Govindarajan R., Vijayakumar M., Pushpangadan P., Antioxidant Approach to Disease Management and the Role of Picrorhiza kurroa Royle ex Benth, Journal of Ethnopharmacology, 2005
  • Kumar V., Van Staden J., A Review of the Phytochemistry and Pharmacology of Picrorhiza kurroa Royle ex Benth, Journal of Ethnopharmacology, 2016
  • Nadkarni K.M., Indian Materia Medica Volume I, Popular Prakashan, 2009
  • Rastogi R.P., Mehrotra B.N., Compendium of Indian Medicinal Plants Volume 2, Central Drug Research Institute and National Institute of Science Communication, 1993

  • PROPRIETÀ E INDICAZIONI REGISTRATE
    Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.

  • Confermate da studi scientifici e clinici*
  • ookEPATOPROTETTORE ANTIEPATOTOSSICO DEL FEGATO

  • Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
  • ++ANTINFIAMMATORIO
    ++ANTIOSSIDANTE (PER STRESS OSSIDATIVO)
    ++EPATOBILIARE FUNZIONALE
    ++IDROCOLERETICO
    ++IMMUNOMODULANTE (SQUILIBRI IMMUNITARI)
    +ANTIMICROBICO (USO ESTERNO)
    +ANTIMICROBICO ANTIBATTERICO ANTISETTICO
    +IPOGLICEMIZZANTE E MODULANTE GLICEMIA
    +NEFROPROTETTORE
    !!ANTITUMORALE (ATTIVITÀ IN VITRO)
    !!ANTITUMORALE E CITOTOSSICO

  • Uso storico e nella tradizione
  • ?ALLERGIE APPARATO RESPIRATORIO
    ?ASMA BRONCHIALE E BRONCOSPASMO
    ?DIABETE TIPO 2
    ?FEBBRE E STATI FEBBRILI
    ?STEATOSI EPATICA (NON ALCOLICA)
    +EPATITE
    +INSUFFICIENZA EPATOBILIARE E INTOSSICAZIONE DEL FEGATO
    +ITTERO

    *NOTE RELATIVE A PROPRIETÀ E INDICAZIONI
    Confermate da studi scientifici e clinici Sono disponibili studi clinici controllati e revisioni cliniche limitate riguardanti estratti standardizzati di Picrorhiza kurroa nel supporto delle epatopatie funzionali e del danno epatico. Gli studi riportano miglioramenti di parametri biochimici epatici in alcune forme di sofferenza epatica non grave, ma il numero di trial clinici è ridotto, con campioni limitati ed eterogeneità metodologica. L’evidenza clinica risulta pertanto moderata e circoscritta principalmente all’attività epatoprotettiva. Sono stati pubblicati studi clinici preliminari e osservazionali relativi all’uso complementare nella steatosi epatica e in alcuni disturbi epatobiliari, ma i dati non sono sufficienti per formulare conclusioni definitive di efficacia clinica standardizzata. Non risultano disponibili meta-analisi robuste o ampie revisioni sistematiche cliniche che confermino in modo definitivo efficacia terapeutica generalizzabile nelle altre indicazioni tradizionali attribuite alla specie. Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata Attività epatoprotettiva e antiepatotossica documentata in numerosi modelli animali di tossicità epatica indotta da tetracloruro di carbonio, paracetamolo, alcol, galattosamina e altri agenti epatolesivi. Gli effetti sono stati associati principalmente ai glicosidi iridoidi picroside I, picroside II e kutkoside. Evidenza prevalentemente in vivo animale e farmacologica sperimentale. Attività antinfiammatoria dimostrata in modelli animali e cellulari mediante riduzione di mediatori proinfiammatori e stress ossidativo. Evidenza in vitro e in vivo animale coerente ma non confermata clinicamente in modo definitivo. Attività immunomodulante supportata da studi sperimentali su cellule immunitarie e modelli animali, con modulazione di citochine e risposta immunitaria. Mancano conferme cliniche solide. Attività antiossidante documentata in vitro e in vivo tramite riduzione della perossidazione lipidica e incremento di sistemi antiossidanti endogeni. Evidenza sperimentale consistente ma non sufficiente per attribuire indicazioni cliniche autonome. Attività ipoglicemizzante e modulante metabolica osservata in modelli animali diabetici con riduzione della glicemia e miglioramento di parametri lipidici. I dati clinici risultano insufficienti. Attività nefroprotettiva riportata in modelli sperimentali di nefrotossicità e stress ossidativo renale. Evidenza limitata a studi animali. Attività antiallergica e antiasmatica osservata in modelli sperimentali con riduzione di mediatori infiammatori e iperreattività bronchiale. Mancano conferme cliniche adeguate. Attività antimicrobica e antivirale dimostrata prevalentemente in vitro contro alcuni batteri e virus, inclusi studi preliminari su virus epatotropi. L’evidenza non consente indicazioni terapeutiche cliniche validate. Attività antitumorale e antiproliferativa documentata esclusivamente in vitro e in modelli animali su alcune linee cellulari tumorali. Le evidenze sono preliminari e non supportano impiego oncologico clinico. Attività gastroprotettiva osservata in modelli animali di ulcerazione gastrica e stress ossidativo gastrointestinale. Mancano dati clinici sufficienti. Uso storico e nella tradizione Nella medicina ayurvedica Picrorhiza kurroa è stata tradizionalmente impiegata come rimedio epatobiliare, depurativo, febbrifugo, antiasmatico e digestivo amaro. Sono documentati usi etnomedici tradizionali nelle disfunzioni epatiche, nell’ittero, nelle febbri ricorrenti, nei disturbi gastrointestinali, nelle allergie e nei disturbi respiratori. Nella tradizione himalayana e ayurvedica è stata utilizzata anche come coadiuvante nelle affezioni cutanee, nelle infiammazioni croniche e nei disturbi metabolici, senza validazione clinica conclusiva.


    *Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni
  • Dwivedi Yogesh, Rastogi Ram Bihari, Mehrotra Bal Mukund, Picroliv from Picrorhiza kurroa as a hepatoprotective agent, 1991
  • Rajkumar Venkatadri, Guha Ganesan, Kumar Rakesh Appasamy, Mathew Lazar, Therapeutic potential of Picrorhiza kurroa in liver diseases, 2011
  • Rastogi Ram Bihari, Dhawan Bina Nanda, Experimental evaluation of Picroliv as hepatoprotective agent, 1982
  • Singh Govind, Bani Sudhir, Gupta B D, Banerjee Subhash Chandra, Anti-inflammatory activity of Picrorhiza kurroa extracts, 1993
  • Saraswat Bhawna, Visen Poonam K S, Patnaik G K, Dhawan Bina Nanda, Ex vivo and in vivo investigations of picroliv from Picrorhiza kurroa in hepatic injury, 1999
  • Rathee Deepa, Thanki Mayur, Rathee Sandeep, Anandjiwala Shailesh, Antioxidant and hepatoprotective activity of Picrorhiza kurroa, 2009
  • Govindarajan R, Vijayakumar M, Pushpangadan P, Antioxidant approach to disease management and the role of Picrorhiza kurroa, 2005
  • Nabi Suhail Ahmad, Rashid Imtiyaz, Shah Ajaz Ahmad, Therapeutic and pharmacological potential of Picrorhiza kurroa: a review, 2021
  • Indian Council of Medical Research, Quality Standards of Indian Medicinal Plants: Picrorhiza kurroa, 2008
  • Khare C P, Indian Medicinal Plants: An Illustrated Dictionary, 2007


  • AVVERTENZE (Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)

    L’USO CONCOMITANTE CON FARMACI IMMUNOMODULANTI O IMMUNOSOPPRESSORI RICHIEDE CAUTELA. STUDI SPERIMENTALI IN VITRO E IN VIVO SUGGERISCONO ATTIVITÀ IMMUNOMODULANTE DELLA SPECIE, MA MANCANO STUDI CLINICI DI INTERAZIONE FARMACOLOGICA. È RACCOMANDATA PRUDENZA NEI SOGGETTI IN TERAPIA IPOGLICEMIZZANTE. STUDI ANIMALI E DATI FARMACOLOGICI SPERIMENTALI INDICANO POSSIBILE RIDUZIONE DELLA GLICEMIA CON ALCUNI ESTRATTI STANDARDIZZATI. L’IMPIEGO DURANTE GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO NON È ADEGUATAMENTE DOCUMENTATO DA STUDI CLINICI DI SICUREZZA SPECIFICI SULLA SPECIE. L’ASSENZA DI DATI SUFFICIENTI GIUSTIFICA UN APPROCCIO PRUDENZIALE. DOSI ELEVATE POSSONO DETERMINARE DISTURBI GASTROINTESTINALI, SOPRATTUTTO DIARREA, CRAMPI ADDOMINALI O AUMENTATA FREQUENZA EVACUATIVA. L’EVIDENZA DERIVA DA OSSERVAZIONI CLINICHE LIMITATE E DALLA FARMACOLOGIA DEGLI IRIDOIDI AMARI CONTENUTI NELLA RADICE. LA QUALITÀ E LA STANDARDIZZAZIONE DEGLI ESTRATTI INFLUENZANO SIGNIFICATIVAMENTE IL PROFILO FARMACOLOGICO DELLA SPECIE. GLI EFFETTI RIPORTATI IN LETTERATURA SONO PRINCIPALMENTE ASSOCIATI A PREPARAZIONI STANDARDIZZATE CONTENENTI PICROSIDE I, PICROSIDE II E KUTKOSIDE; L’EXTRAPOLAZIONE AD ALTRI ESTRATTI NON STANDARDIZZATI PRESENTA LIMITI METODOLOGICI.

    CONTROINDICAZIONI (Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)

    IPERSENSIBILITÀ DOCUMENTATA O SOSPETTA VERSO PICRORHIZA KURROA O PREPARAZIONI CONTENENTI LA SPECIE COSTITUISCE CONTROINDICAZIONE ALL’USO. LA PRESENZA DI DIARREA ATTIVA O SINDROMI GASTROINTESTINALI IPERCINETICHE RAPPRESENTA UNA CONTROINDICAZIONE PRATICA FITOTERAPICA SUPPORTATA DA DATI FARMACOLOGICI E OSSERVAZIONI D’USO, PER IL POSSIBILE INCREMENTO DELLA MOTILITÀ INTESTINALE ASSOCIATO AGLI ESTRATTI RICCHI IN IRIDOIDI AMARI.


    INCOMPATIBILITÀ...
    (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
    ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
    ANTIDIABETICI ORALI (POTENZIAMENTO)
    ANTIPERTENSIVI
    CHEMIOTERAPICI
    CICLOSPORINA
    CORTICOSTEROIDI
    CORTISONICI
    EPATOTOSSICI
    FARMACI EPATOMETABOLIZZATI (CYP450)
    FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP3A4
    FARMACI PER DIABETICI
    IMMUNOMODULANTI
    IMMUNOSOPPRESSORI
    IMMUNOSTIMOLANTI
    INDUTTORI ENZIMATICI (ES. CARBAMAZEPINA, RIFAMPICINA)
    INIBITORI DEL CYP
    INSULINA
    INSULINA (POTENZIAMENTO)
    IPOGLICEMIZZANTI (POTENZIAMENTO)
    IPOGLICEMIZZANTI E ANTIDIABETICI
    LASSATIVI FORTI O PURGANTI
    METFORMINA
    MODULANTI SISTEMA IMMUNITARIO
    PREDNISONE
    STEROIDI
    TINTURE ALCOOLICHE

    ERBE SINERGICHE *...
    (Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
    ANDROGRAPHIS
    CARDO MARIANO
    CURCUMA
    GUDUCHI
    LIQUIRIZIA
    PHYLLANTHUS
    PUNARNAVA
    TERMINALIA

    * Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento come per es. nel Tè (verde o nero).
    Consultare sempre un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni in base al quadro clinico individuale.

    ERBE ANTAGONISTE *...
    (Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
    SENNA

    ORGANI UMANI...

    ESTRATTI...
    Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di PICRORHIZA
    basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Estratto secco standardizzato di rizoma di Picrorhiza kurroa titolato in glicosidi iridoidi totali, principalmente picroside I e kutkoside. I preparati fitoterapici maggiormente studiati utilizzano titolazioni comprese tra il 4% e il 15% di kutkin o picrosidi totali. La posologia più documentata negli studi clinici e farmacologici varia generalmente da 200 mg a 1500 mg al giorno suddivisi in due o tre somministrazioni, in funzione della concentrazione dell’estratto e dell’indicazione epatobiliare o metabolica. Estratto idroalcolico standardizzato di rizoma con rapporto droga/estratto variabile da 5:1 a 10:1, utilizzato soprattutto nelle formulazioni epatoprotettive ayurvediche e fitoterapiche moderne. Gli estratti maggiormente studiati sono standardizzati al contenuto di picroside I e picroside II. Le dosi comunemente impiegate oscillano tra 250 mg e 1000 mg al giorno. Estratto nebulizzato o atomizzato di rizoma, impiegato negli integratori epatobiliari e antiossidanti. In genere viene standardizzato a non meno del 4% di iridoidi totali. La posologia media documentata è compresa tra 300 mg e 800 mg al giorno. Estratto acquoso concentrato essiccato di rizoma utilizzato nella medicina ayurvedica e negli integratori combinati per supporto epatico e immunomodulante. I dosaggi tradizionali modernizzati equivalgono generalmente a 500 mg–2 g al giorno di estratto secco equivalente. Polvere micronizzata di rizoma essiccato utilizzata in capsule o compresse fitoterapiche. Le dosi tradizionalmente impiegate e riportate nella pratica ayurvedica moderna variano tra 1 g e 6 g al giorno suddivisi in più assunzioni. Preparazioni fitocomplesse ayurvediche contenenti Picrorhiza kurroa in associazione con Boerhavia diffusa, Phyllanthus niruri, Andrographis paniculata o Tinospora cordifolia per supporto epatobiliare e metabolico. In tali formulazioni la quota giornaliera di Picrorhiza kurroa corrisponde frequentemente a 200–1000 mg di estratto standardizzato. Tintura madre di rizoma fresco o essiccato con rapporto generalmente 1:5 o 1:10 in etanolo a gradazione moderata. Le dosi tradizionalmente utilizzate nella pratica fitoterapica risultano comprese tra 1 ml e 4 ml al giorno suddivisi in più somministrazioni. I dati clinici specifici sulle tinture sono limitati rispetto agli estratti standardizzati. Preparazioni omeopatiche derivate da Picrorhiza kurroa disponibili soprattutto come tintura madre omeopatica e diluizioni basse o medie quali D3, D6, D12, CH5 e CH9. L’impiego è basato prevalentemente sulla tradizione omeopatica e non dispone di conferme cliniche robuste specifiche sulla specie.
  • Dwivedi Yogesh, Rastogi Ram Bihari, Mehrotra Bal Mukund, Picroliv from Picrorhiza kurroa as a hepatoprotective agent, 1991
  • Rajkumar Venkatadri, Guha Ganesan, Kumar Rakesh Appasamy, Mathew Lazar, Therapeutic potential of Picrorhiza kurroa in liver diseases, 2011
  • Saraswat Bhawna, Visen Poonam K S, Patnaik G K, Dhawan Bina Nanda, Protective effects of picroliv against oxidative stress and liver injury, 1999
  • Govindarajan R, Vijayakumar M, Pushpangadan P, Antioxidant approach to disease management and the role of Picrorhiza kurroa, 2005
  • Indian Council of Medical Research, Quality Standards of Indian Medicinal Plants: Picrorhiza kurroa, 2008
  • Khare C P, Indian Medicinal Plants: An Illustrated Dictionary, 2007
  • Nabi Suhail Ahmad, Rashid Imtiyaz, Shah Ajaz Ahmad, Therapeutic and pharmacological potential of Picrorhiza kurroa: a review, 2021
  • Anonymous, The Ayurvedic Pharmacopoeia of India Part I Volume VI, 2008
  • Singh Govind, Bani Sudhir, Gupta B D, Banerjee Subhash Chandra, Anti-inflammatory activity of Picrorhiza kurroa extracts, 1993
  • Rastogi Ram Bihari, Dhawan Bina Nanda, Experimental and clinical evaluation of Picroliv, 1986

  • TISANE...
    Tisane, composizioni e preparazioni di PICRORHIZA
    basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Decotto epatobiliare tradizionale con Picrorhiza kurroa e Boerhavia diffusa. Utilizzare 1 g di rizoma di Picrorhiza kurroa e 2 g di radice di Boerhavia diffusa in 250 ml di acqua. Bollire per 10–15 minuti e filtrare. Assumere una o due volte al giorno dopo i pasti per supporto epatico e drenaggio biliare. La combinazione è documentata nella pratica ayurvedica e supportata da studi farmacologici su attività epatoprotettiva e antiossidante. Infuso digestivo-amaro con Picrorhiza kurroa e Zingiber officinale. Utilizzare 500 mg di rizoma polverizzato di Picrorhiza kurroa e 1–2 g di rizoma di zenzero in 200 ml di acqua calda in infusione per 10 minuti. Assumere prima dei pasti principali per dispepsia iposecretiva e supporto epatobiliare. Le evidenze disponibili riguardano soprattutto attività digestive, coleretiche e antinfiammatorie. Decotto epatoprotettivo con Picrorhiza kurroa, Phyllanthus niruri e Tinospora cordifolia. Utilizzare 1 g di Picrorhiza kurroa, 2 g di Phyllanthus niruri e 2 g di Tinospora cordifolia in 300 ml di acqua. Ridurre a circa 150 ml mediante lieve ebollizione per 15 minuti. Somministrare una volta al giorno in protocolli fitoterapici tradizionali di supporto epatico e metabolico. La formulazione deriva dalla medicina ayurvedica con supporto sperimentale per effetti epatoprotettivi e immunomodulanti. Infuso metabolico con Picrorhiza kurroa e Gymnema sylvestre. Utilizzare 500 mg di Picrorhiza kurroa e 1,5 g di foglie di Gymnema sylvestre in 200 ml di acqua calda per 10 minuti. Assumere una volta al giorno durante i pasti in soggetti con alterazioni metaboliche e glicemiche lievi. Le evidenze disponibili sono prevalentemente sperimentali e cliniche indirette per la regolazione metabolica. Decotto epatorenale con Picrorhiza kurroa, Taraxacum officinale e Silybum marianum. Utilizzare 1 g di Picrorhiza kurroa, 2 g di radice di tarassaco e 2 g di frutti di cardo mariano frantumati in 300 ml di acqua. Far sobbollire 15 minuti e filtrare. Utilizzare una volta al giorno per cicli brevi di supporto epatobiliare e digestivo. L’associazione è coerente con dati farmacologici su protezione epatica, secrezione biliare e attività antiossidante. Formulazione ayurvedica tradizionale in polvere con Picrorhiza kurroa, Andrographis paniculata e Azadirachta indica. Utilizzare quantità equivalenti delle tre droghe polverizzate per una dose totale giornaliera compresa tra 2 g e 4 g suddivisa in due somministrazioni dopo i pasti. L’impiego tradizionale riguarda stati infiammatori epatici, dismetabolismi e condizioni cutanee associate a disfunzione epatica. Le evidenze disponibili sono principalmente sperimentali e fitoterapiche tradizionali documentate. Infuso amaro-tonico con Picrorhiza kurroa e Gentiana lutea. Utilizzare 300–500 mg di Picrorhiza kurroa con 1 g di radice di genziana in 200 ml di acqua calda lasciata in infusione per 5–8 minuti. Assumere prima dei pasti principali in caso di iporessia e dispepsia funzionale. La formulazione sfrutta il contenuto in principi amari e le attività eupeptiche documentate.
  • Anonymous, The Ayurvedic Pharmacopoeia of India Part I Volume VI, 2008
  • Khare C P, Indian Medicinal Plants: An Illustrated Dictionary, 2007
  • Govindarajan R, Vijayakumar M, Pushpangadan P, Antioxidant approach to disease management and the role of Picrorhiza kurroa, 2005
  • Rajkumar Venkatadri, Guha Ganesan, Kumar Rakesh Appasamy, Mathew Lazar, Therapeutic potential of Picrorhiza kurroa in liver diseases, 2011
  • Saraswat Bhawna, Visen Poonam K S, Patnaik G K, Dhawan Bina Nanda, Protective effects of picroliv against oxidative stress and liver injury, 1999
  • Dwivedi Yogesh, Rastogi Ram Bihari, Mehrotra Bal Mukund, Picroliv from Picrorhiza kurroa as a hepatoprotective agent, 1991
  • Mukherjee Pulok K, Quality Control and Evaluation of Herbal Drugs, 2019
  • Singh Govind, Bani Sudhir, Gupta B D, Banerjee Subhash Chandra, Anti-inflammatory activity of Picrorhiza kurroa extracts, 1993
  • Patwardhan Bhushan, Ayurveda and integrative medicine: riding a tiger, 2010
  • WHO, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 2007

  • ANNUNCIO PUBBLICITARIO


    NOTE VARIE E STORICHE...
    Picrorhiza è soggetta a raccolta intensiva e a sovrasfruttamento; per questo motivo è stata inserita in allegati internazionali per il controllo del commercio e oggi è considerata a rischio in molte aree. La raccolta indiscriminata (soprattutto l’estrazione del rizoma intero) ha ridotto drasticamente popolazioni selvatiche in molte regioni. La specie è stata inserita nelle misure di controllo del commercio internazionale per prodotti selvatici e sono nati progetti locali per la coltivazione sostenibile e per certificazioni “etiche”/organiche finalizzate a ridurre la pressione sulla flora selvatica. Alcune ONG e fondazioni himalayane hanno avviato protocolli di coltivazione ed empowerment delle comunità locali. In commercio e nella pratica tradizionale talvolta si usano o si vendono specie affini (per es. Picrorhiza scrophulariiflora) come materiale di rimpiazzo o miscele, con possibili variazioni di contenuto chimico. Questo ha implicazioni per efficacia, sicurezza e per la tutela delle specie autoctone. Kutki è considerata “preziosa” nelle regioni montane: il suo rizoma era e in parte è ancora merce di scambio tra villaggi e mercati regionali. La raccolta tradizionale coinvolgeva tecniche locali di sbucciatura e talvolta conoscenze tramandate per cercare di non compromettere del tutto la pianta, ma il mercato moderno spesso ha favorito l’uprooting totale. Negli ultimi decenni la pianta ha attirato l’attenzione della farmacologia per i potenziali effetti epatoprotettivi, antiossidanti e antinfiammatori; tuttavia l’interesse scientifico è avvenuto di pari passo con preoccupazioni sulla conservazione e sulla necessità di stabilire coltivazione sostenibile e protocolli di raccolta. Vive in nicchie alpine estreme, con fioriture spesso brevi e condizioni ambientali dure: questo la rende interessante per studi ecologici su adattamento a quote elevate e per bioprospezione di composti secondari tipici di piante d’alta quota. Al contempo la richiesta commerciale mette in evidenza il contrasto tra valore medico-culturale e fragilità ecologica. L’indicazione “Royle ex Benth” riflette la prassi botanica: Royle (botanico esploratore e collezionista del XIX secolo) raccolse/descrisse il materiale e Bentham (George Bentham) formalizzò la pubblicazione del nome. Questo rimanda alle prime esplorazioni botaniche coloniali dell’Himalaya e alle relative pubblicazioni tassonomiche dell’epoca.


    Ricerche di articoli scientifici su Picrorhiza kurroa Royle ex Benth

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    Autore: erbeofficinali.org

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    Altre Foto e Immagini di PICRORHIZA