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| QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 28-04-2026 |
GUDUCHI |
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| Dominio Eukaryota Regno Plantae Clade Angiosperme Clade Mesangiosperme Clade Eudicotiledoni Clade Basali Eudicotiledoni Ordine Ranunculales Famiglia Menispermaceae Sottofamiglia Menispermoideae Tribù Tinosporeae Genere Tinospora Specie Tinospora cordifolia |
Famiglia: Menispermacee |
| Amrita, Chinnodaka, Guduchi, Heart-leaved Moonseed, Indian Tinospora, Giloy |
| Cocculus Convolvulaceus DC., Menispermum Cordifolium Willd., Tinospora Cordifolia (Willd.) Hook.fil. & Thomson, Tinospora Cordifolia Var. Congesta Mujaffar, Yasin & Solanki, Tinospora Fosbergii Kundu |
| LIANA PERENNE LEGNOSA, FOGLIE ALTERNE, CUORIFORMI, MARGINI INTERI, FIORI PICCOLI GIALLO-VERDASTRI RIUNITI IN RACEMI, FRUTTI DRUPE ROTONDE ROSSE QUANDO MATURI |
| PRIMAVERA-ESTATE, MARZO APRILE MAGGIO GIUGNO LUGLIO. |
| COLORI OSSERVATI NEI FIORI |
| ________ GIALLO PALLIDO |
| ________ GIALLO VERDASTRO |
| ________ VERDE CHIARO |
| PIANTA RAMPICANTE ORIGINARIA DELL’INDIA E DI ALTRE REGIONI DEL SUD-EST ASIATICO, CRESCE IN FORESTE DECIDUE E SEMI-SECCHE, SPESSO SU ALBERI O CESPUGLI, PREDILIGE ZONE SOLEGGIATE CON TERRENO BEN DRENATO, RESISTENTE A SICCITÀ STAGIONALI |
| DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE |
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| ESTATE-INIZIO AUTUNNO, DA GIUGNO A SETTEMBRE |
| (Parti ricche in principi attivi) |
| FUSTO MATURO, RACCOLTO, ESSICCATO E TAGLIATO IN FRAMMENTI O SEZIONI CILINDRICHE |
| DEBOLE, ERBACEO, LEGGERMENTE AMARO, CON LIEVE NOTA TERROSA |
| AMARO INTENSO, LEGGERMENTE ASTRINGENTE, CON NOTA PERSISTENTE E TIPICA DELLE DROGHE AMARICANTI |
| TOSSICITÀ: RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO |
| Motivazione: dati clinici e osservazionali indicano buona tollerabilità alle dosi terapeutiche standard, ma sono riportati casi di epatotossicità associati a uso prolungato o non controllato e possibili effetti immunostimolanti indesiderati in condizioni autoimmuni; la sicurezza dipende da dosaggio, durata e condizioni individuali |
| EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE |
| Motivazione: per Tinospora cordifolia sono disponibili studi clinici controllati e studi osservazionali che documentano effetti immunomodulanti, antinfiammatori e ipoglicemizzanti, ma tali evidenze sono eterogenee, spesso limitate a specifici estratti e con qualità metodologica variabile; l’efficacia risulta quindi dipendente dalla forma estrattiva e dal contesto clinico, con evidenza clinica presente ma non conclusiva |
| Diterpenoidi: tinosporide, cordifolide, cordifol, cordifolioside A, cordifolioside B, columbina, isocolumbina, palmatoside C, tinosporaside Alcaloidi: berberina, magnoflorina, palmatina, jatrorrizina, tembetarina, colina Glicosidi: cordifoliosidi, tinosporaside, tinocordiside, cordioside, cordifoliside Polisaccaridi: arabinogalattani, glucani, polisaccaridi immunomodulanti ad alto peso molecolare Steroidi e fitosteroli: beta sitosterolo, stigmasterolo, ecdisteroidi Lattoni e composti amari: diterpeni lattonici amari, tinosporol, acido tinosporico Fenoli e composti fenolici: acido ferulico, acido p cumarico, acido caffeico Lignani: secoisolariciresinolo, liriodendrina Flavonoidi: quercetina, luteolina, apigenina Oli essenziali e componenti volatili: frazioni terpeniche minori non completamente caratterizzate Saponine: saponine triterpeniche in basse concentrazioni |
Bibliografia |
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata | ? | EPATOPROTETTORE ANTIEPATOTOSSICO DEL FEGATO |
| ++ | ANTIOSSIDANTE (PER STRESS OSSIDATIVO) |
| ++ | IMMUNOMODULANTE (SQUILIBRI IMMUNITARI) |
| + | ANTINFIAMMATORIO |
| + | IPOGLICEMIZZANTE E MODULANTE GLICEMIA |
Uso storico e nella tradizione | ? | DIABETE MELLITO |
| ? | DIABETE TIPO 2 |
| + | ADATTOGENO (ENERGETICO E SUPPORTO A STRESS) |
| + | FEBBRE E STATI FEBBRILI |
| + | TONICO GENERALE RINVIGORENTE |
| AVVERTENZE
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati) POSSIBILE EPATOTOSSICITÀ IDIOSINCRATICA O IMMUNOMEDIATA. EVIDENZA DERIVATA DA CASE SERIES CLINICHE E STUDI OSSERVAZIONALI CHE RIPORTANO EPATITE ACUTA ASSOCIATA ALL’USO DELLA PIANTA, CON MECCANISMO NON COMPLETAMENTE CHIARITO MA VEROSIMILMENTE IMMUNOLOGICO; RICHIEDE MONITORAGGIO DELLA FUNZIONALITÀ EPATICA IN USO PROLUNGATO. RISCHIO DI ESACERBAZIONE DI PATOLOGIE AUTOIMMUNI. EVIDENZA BASATA SU STUDI IN VITRO E IN VIVO CHE DIMOSTRANO ATTIVITÀ IMMUNOSTIMOLANTE SIGNIFICATIVA, CON PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DI AGGRAVAMENTO DI CONDIZIONI AUTOIMMUNI; DATI CLINICI DIRETTI LIMITATI MA COERENTI CON IL MECCANISMO D’AZIONE. INTERAZIONE CON FARMACI IMMUNOSOPPRESSORI. EVIDENZA FARMACOLOGICA INDIRETTA SUPPORTATA DA STUDI SPERIMENTALI CHE INDICANO MODULAZIONE DEL SISTEMA IMMUNITARIO; POSSIBILE RIDUZIONE DELL’EFFICACIA TERAPEUTICA DEI FARMACI IMMUNOSOPPRESSIVI. POSSIBILE EFFETTO IPOGLICEMIZZANTE. EVIDENZA DA STUDI IN VIVO SU MODELLI ANIMALI E LIMITATI STUDI CLINICI PRELIMINARI; RICHIEDE CAUTELA NEI SOGGETTI IN TERAPIA ANTIDIABETICA PER RISCHIO DI EFFETTO ADDITIVO. VARIABILITÀ QUALITATIVA DEGLI ESTRATTI. EVIDENZA DA STUDI FARMACOGNOSTICI E SEGNALAZIONI CLINICHE CHE EVIDENZIANO DIFFERENZE NELLA COMPOSIZIONE E NELLA SICUREZZA TRA PREPARAZIONI COMMERCIALI; RILEVANZA CLINICA NELLA GESTIONE DEL RISCHIO. |
| CONTROINDICAZIONI
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni) PER TINOSPORA CORDIFOLIA NON ESISTONO CONTROINDICAZIONI ASSOLUTE UNIVERSALMENTE RICONOSCIUTE BASATE SU STUDI CLINICI CONTROLLATI; TUTTAVIA, SONO DOCUMENTATI IN LETTERATURA CLINICA E FARMACOVIGILANZA CASI DI EPATOTOSSICITÀ ASSOCIATI ALL’ASSUNZIONE DELLA SPECIE, PER CUI L’USO È CONTROINDICATO IN SOGGETTI CON PATOLOGIA EPATICA ATTIVA O PREGRESSA DOCUMENTATA, SULLA BASE DI EVIDENZE CLINICHE OSSERVAZIONALI E CASE REPORTS CON NESSO TEMPORALE E PLAUSIBILITÀ BIOLOGICA. |
| (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche) |
| EPATOTOSSICI |
| IMMUNOMODULANTI |
| IMMUNOSOPPRESSORI |
| IPOGLICEMIZZANTI E ANTIDIABETICI |
| (Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica) |
| BASILICO SANTO |
| CURCUMA |
| EMBLICA |
| LIQUIRIZIA |
| NEEM |
| WITHANIA |
| Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di GUDUCHI basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Per Tinospora cordifolia le preparazioni fitoterapiche disponibili derivano principalmente dal fusto, con estratti caratterizzati da diterpenoidi, alcaloidi e polisaccaridi. A differenza di altre droghe, non esiste un marker universalmente accettato correlato direttamente all’effetto clinico, pertanto la standardizzazione è spesso multiparametrica o riferita a composti indicatori. Estratto secco standardizzato Ottenuto per estrazione idroalcolica del fusto e successiva essiccazione, generalmente con rapporti droga/estratto compresi tra 5:1 e 10:1. Alcuni preparati sono titolati in diterpenoidi totali o marker specifici come tinosporaside o cordifoliosidi, ma non esiste un titolo universalmente validato correlato a un effetto terapeutico definito. Le dosi utilizzate negli studi clinici preliminari e nella pratica fitoterapica si collocano generalmente tra 300 e 600 mg di estratto secco al giorno, suddivisi in due somministrazioni. La variabilità tra preparati limita la standardizzazione posologica rigorosa. Estratto idroalcolico fluido Preparazione liquida con rapporto droga/estratto tipicamente 1:1 o 1:2 in etanolo al 30–60%. La concentrazione in principi attivi dipende fortemente dal processo estrattivo e dalla qualità della materia prima. La posologia usuale si colloca tra 2 e 5 ml al giorno, suddivisi in una o due somministrazioni. L’uso richiede cautela per la scarsa standardizzazione e la variabilità interprodotto. Estratto molle Forma concentrata intermedia tra estratto fluido ed estratto secco, ottenuta per evaporazione parziale del solvente. Può essere standardizzato in marker fitochimici, ma senza correlazione clinica definita. La posologia è generalmente espressa in equivalenti di estratto secco, con dosi giornaliere comprese tra 300 e 600 mg equivalenti. Polvere di fusto essiccato (capsule o compresse) Preparazione tradizionale ottenuta per micronizzazione del fusto. Non standardizzata, con contenuto variabile di composti attivi. Le dosi comunemente utilizzate sono comprese tra 1 e 3 g al giorno, suddivise in più somministrazioni. L’assenza di titolazione limita la prevedibilità dell’effetto. Estratti acquosi concentrati industriali Preparati ottenuti mediante estrazione acquosa seguita da concentrazione e talvolta essiccazione spray dried. Ricchi in polisaccaridi immunomodulanti ad alto peso molecolare. Non esiste un titolo standard universalmente accettato; le dosi impiegate sono generalmente sovrapponibili a quelle degli estratti secchi. Formulazioni standardizzate multicomponente La specie è frequentemente impiegata in formulazioni polierbali standardizzate secondo sistemi tradizionali. In questi casi la titolazione è riferita al complesso fitoterapico e non consente attribuzione specifica dell’effetto a Tinospora cordifolia. Le evidenze cliniche disponibili sono spesso relative a tali combinazioni e non alla monoterapia. Preparazioni omeopatiche Sono disponibili preparazioni denominate Tinospora cordifolia o Guduchi, ottenute da tintura madre e successive diluizioni. Le potenze variano da basse a medio-alte. Non esistono evidenze scientifiche farmacologiche che supportino un effetto dose-dipendente riconducibile ai principi attivi della pianta in tali preparazioni. Considerazioni generali L’assenza di standardizzazione universalmente accettata e la variabilità fitochimica rappresentano un limite rilevante nella definizione di titoli efficaci e posologie ottimali. Gli studi clinici disponibili utilizzano preparati eterogenei, rendendo difficile la comparazione dei risultati e l’estrapolazione di schemi posologici definitivi. Bibliografia |
| Tisane, composizioni e preparazioni di GUDUCHI basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Decotto semplice di Tinospora cordifolia Si utilizzano 3–6 g di fusto essiccato e frammentato in 200–300 ml di acqua, portando a ebollizione e mantenendo per 10–15 minuti, quindi filtrando. L’assunzione è generalmente una o due volte al giorno. Questa preparazione è quella più coerente con l’uso tradizionale e consente l’estrazione di polisaccaridi immunomodulanti e composti amari. Infuso di Tinospora cordifolia e Curcuma longa Si impiegano 2–3 g di Tinospora cordifolia e 1–2 g di Curcuma longa in 200 ml di acqua calda, con infusione di 10 minuti. La combinazione è utilizzata per supporto antinfiammatorio e antiossidante, con razionale farmacologico basato su attività complementari documentate in studi preclinici. L’assunzione è una volta al giorno. Decotto composto con Tinospora cordifolia e Withania somnifera Si utilizzano 3 g di Tinospora cordifolia e 2–3 g di Withania somnifera in 250 ml di acqua, con ebollizione per 10–15 minuti. La formulazione è coerente con uso tradizionale adattogeno, con supporto da studi in vivo su modelli animali. L’assunzione è una volta al giorno in cicli limitati. Infuso con Tinospora cordifolia e Ocimum sanctum Si impiegano 2–3 g di Tinospora cordifolia e 1–2 g di Ocimum sanctum in 200 ml di acqua a 90 °C, infusione 8–10 minuti. La combinazione è utilizzata nel contesto tradizionale per supporto immunitario e nelle infezioni lievi delle vie respiratorie, con evidenze prevalentemente in vitro e in vivo animale. Decotto con Tinospora cordifolia e Azadirachta indica Si utilizzano 2–3 g di Tinospora cordifolia e 1–2 g di Azadirachta indica in 250 ml di acqua, ebollizione per 10 minuti. La preparazione è utilizzata tradizionalmente per condizioni metaboliche e infiammatorie, con supporto farmacologico preclinico ma senza validazione clinica robusta. Infuso con Tinospora cordifolia e Zingiber officinale Si impiegano 2 g di Tinospora cordifolia e 1 g di Zingiber officinale in 200 ml di acqua calda, infusione 10 minuti. L’associazione è utilizzata per migliorare la tollerabilità gastrointestinale e come supporto digestivo, con razionale farmacologico documentato per lo zenzero. Considerazioni di sicurezza Le preparazioni acquose presentano variabilità significativa nella concentrazione dei principi attivi. L’uso deve essere limitato nel tempo e modulato in base alla tollerabilità individuale. Particolare cautela è richiesta in soggetti con patologie epatiche, disturbi autoimmuni o in terapia ipoglicemizzante. Bibliografia |
NOTE VARIE E STORICHE...
Ricerche di articoli scientifici su Tinospora cordifolia (Willd.) Miers |