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    Scheda completa della pianta medicinale

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QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 18-04-2026

TIMO VOLGARE
Thymus vulgaris L.

BRONZO

TOSSICITÀ RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO


EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE


 !! 


LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO


CLASSIFICAZIONE BOTANICA...
Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo)
Regno: Plantae
Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari)
Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi)
Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori)
Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni)
Sottoclasse: Asteridae
Ordine: Lamiales
Famiglia: Lamiaceae

SINONIMI DEL NOME VOLGARE...
Pepolino, Peperino, Piperella, Semirino, Aetherolum thymi, Thymi vulgaris herba, Garden thyme, Thym, Thyme, Common thyme, Thymien, Thymian, Jakoso, Pai-li-hsiang, Sa´tar

SINONIMI DEL NOME BOTANICO...
Thymus Collinus Salisb., Thymus Odoratus Tourn., Thymus Niger Tab., Thymum Durius Dod., Origanum Thymus Kuntze

DESCRIZIONE BOTANICA...
PICCOLO ARBUSTO PERENNE CON FUSTI LEGNOSI ALLA BASE E RAMETTI ERBACEI ERETTI O PROSTRATI, DENSAMENTE FOGLIOSI. LE FOGLIE SONO PICCOLE, LINEARI-LANCEOLATE O OVATO-LANCEOLATE, SESSILI O BREVEMENTE PICCIOLATE, CON MARGINE REVOLUTO E RICOPERTE DI PELI GHIANDOLARI. I FIORI SONO PICCOLI, LABIATI, DI COLORE ROSA-LILLA, RIUNITI IN VERTICILLASTRI ALL'ASCELLA DELLE FOGLIE SUPERIORI, FORMANTI INFIORESCENZE SPICIFORMI TERMINALI. IL CALICE È TUBULOSO-CAMPANULATO CON CINQUE DENTI. LA COROLLA HA UN LABBRO SUPERIORE ERETTO E UN LABBRO INFERIORE TRILOBO. GLI STAMI SONO QUATTRO, DIDINAMI. L'OVARIO È SUPERO, BILOCULARE, CON UNO STILO GINOBASICO. IL FRUTTO È UN TETRACHENIO FORMATO DA QUATTRO PICCOLI ACHENI OVOIDALI

FIORITURA O ANTESI...
MAGGIO E LUGLIO (TARDA PRIMAVERA-INIZIO ESTATE), CON PICCHI IN GIUGNO, PRODUCENDO FIORI BIANCO-ROSATI O VIOLACEI RIUNITI IN SPIGHE TERMINALI

COLORI OSSERVATI NEI FIORI

________ BIANCO
________ LILLÀ
________ LILLÀ CHIARO
________ ROSA VIOLACEO

HABITAT...
Originario del Mediterraneo occidentale fino al sud Italia. Cresce spontaneo in zone aride, pendii rocciosi, garighe e praterie assolate, su terreni calcarei e ben drenati, dal livello del mare fino a circa 800 metri di altitudine. Predilige esposizioni in pieno sole e tollera la siccità una volta stabilizzato. È una pianta perenne suffruticosa, che forma densi cespugli. Oggi è ampiamente coltivato in diverse regioni del mondo per uso culinario, medicinale e ornamentale.

DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE
© OpenStreetMap contributors, © OpenMapTiles, GBIF (CC BY-SA 2.0)

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PERIODO BALSAMICO...
IN PIENA FIORITURA (GIUGNO-LUGLIO) PER MASSIMIZZARE LA CONCENTRAZIONE DI OLI ESSENZIALI, MA LE FOGLIE POSSONO ESSERE RACCOLTE DA PRIMAVERA A AUTUNNO

DROGA UTILIZZATA...
(Parti ricche in principi attivi)
SOMMITÀ FIORITE E LE FOGLIE, FRESCHE O ESSICCATE, RICCHE DI OLIO ESSENZIALE (TIMOLO, CARVACROLO), FLAVONOIDI E ACIDO ROSMARINICO

AROMI DELLA DROGA...
INTENSO, BALSAMICO E SPEZIATO, CON NOTE DOMINANTI DI TIMOLO E CARVACROLO, E SFUMATURE TERROSE E LEGNOSE

SAPORI DELLA DROGA...
FORTEMENTE AROMATICO, LEGGERMENTE AMARO E PICCANTE, CON RETROGUSTO CALDO E PERSISTENTE DOVUTO AI FENOLI (TIMOLO)

TOSSICITÀ:
RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO
Motivazione: dati tossicologici indicano sicurezza alle dosi terapeutiche delle preparazioni tradizionali e degli estratti standardizzati, mentre l’olio essenziale ricco in timolo e carvacrolo può risultare irritante e potenzialmente tossico se assunto impropriamente o a dosaggi elevati; evidenze derivate da studi tossicologici sperimentali e segnalazioni cliniche sull’uso degli oli essenziali

EFFICACIA:
DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: evidenze cliniche controllate e monografie regolatorie indicano efficacia per affezioni respiratorie solo per specifiche preparazioni standardizzate (estratti idroalcolici, sciroppi, combinazioni con altre droghe) mentre molte altre attività derivano da dati in vitro o in vivo; pertanto l’efficacia è documentata ma limitata a precise forme estrattive e modalità d’uso

PRINCÍPI ATTIVI...
Oli essenziali: timolo, carvacrolo, p-cimene, gamma-terpinene, linalolo, borneolo, terpinen-4-olo, alfa-terpineolo, 1,8-cineolo, mircene, sabinene, beta-cariofillene, ossido di cariofillene Polifenoli: acido rosmarinico, acido caffeico, acido ferulico, acido clorogenico, acido p-cumarico Flavonoidi: luteolina, apigenina, timonina, cirsimaritina, naringenina, eriodictiolo, quercetina Triterpeni: acido ursolico, acido oleanolico Tannini: tannini idrolizzabili, tannini condensati Acidi fenolici: acido protocatecuico, acido vanillico, acido siringico Monoterpeni non fenolici: alfa-pinene, beta-pinene, limonene, canfene Sesquiterpeni: beta-cariofillene, germacrene D, biciclogermacrene Saponine: saponine triterpeniche Composti amari: principi amari diterpenici in tracce Fitosteroli: beta-sitosterolo, stigmasterolo

PROPRIETÀ E INDICAZIONI REGISTRATE
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.

  • Confermate da studi scientifici e clinici*
  • !!ESPETTORANTE FLUIDIFICANTE DEL CATARRO MUCOLITICO
    !!TUSSIFUGO E SEDATIVO DELLA TOSSE

  • Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
  • ++ANTIMICOTICO ANTIFUNGINO (MICOSI)
    ++ANTIMICROBICO ANTIBATTERICO ANTISETTICO
    ++ANTINFIAMMATORIO
    ++ANTIOSSIDANTE (PER STRESS OSSIDATIVO)
    ++CARMINATIVO ANTIFERMENTATIVO
    ++DIGESTIVO
    ++DISPEPSIA O CATTIVA DIGESTIONE
    ++METEORISMO FLATULENZA E FERMENTAZIONI INTESTINALI
    ++SPASMOLITICO ANTISPASMODICO
    +ANTIVIRALE

  • Uso storico e nella tradizione
  • NDLEBBRA
    ?CROHN (MORBO)
    ?DIURETICO ANTISETTICO ANTIPUTRIDO
    ?IDROCOLERETICO
    ?OTITE E OTALGIE
    +++AROMATIZZANTE
    +++CONDIMENTO O SPEZIA
    ++AFTE
    ++ALITOSI
    ++BRONCHITE O AFFEZIONI BRONCHIALI
    ++CATARRO VIE RESPIRATORIE (ANCHE CON TOSSE)
    ++COLLUTTORIO BATTERIOSTATICO ORO-FARINGEO
    ++FARINGITE E RINOFARINGITE
    ++INFEZIONI VIE RESPIRATORIE
    ++INFIAMMAZIONI CUTANEE E DERMATITI (USO TOPICO)
    ++INFIAMMAZIONI E IRRITAZIONI MUCOSE E CAVO ORALE
    ++LARINGITE E RAUCEDINE
    ++TONSILLITE
    +ACNE (DEPURATIVO)
    +ASCESSO E FLEMMONE
    +ASMA BRONCHIALE E BRONCOSPASMO
    +CANDIDOSI O MONILIASI
    +DERMOPURIFICANTE DERMOPROTETTIVO ANTI-AGING (USO ESTERNO)
    +FORUNCOLOSI
    +INFEZIONI BATTERICHE
    +INFEZIONI GASTROINTESTINALI
    +SINUSITE E RINOSINUSITE
    +SPASMI E DOLORI SPASMODICI DI VARIA NATURA
    +SPASMOLITICO VIE RESPIRATORIE
    +TONICO GENERALE RINVIGORENTE


    *Note e Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni

  • European Medicines Agency, Community herbal monograph on Thymus vulgaris L Thymus zygis L herba, 2013
  • European Medicines Agency, Assessment report on Thymus vulgaris L Thymus zygis L herba, 2013
  • European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products Thymi herba, 2019
  • World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants Herba Thymi, 1999
  • Kemmerich B, Evaluation of a fixed combination of thyme and ivy leaf extracts in patients with acute bronchitis a randomized double blind placebo controlled trial, Arzneimittel Forschung, 2006
  • Kemmerich B, Efficacy and tolerability of a fluid extract combination of thyme herb and ivy leaves and matched placebo in adults suffering from acute bronchitis with productive cough, Arzneimittel Forschung, 2007
  • Salehi B et al, Thymus vulgaris L chemical composition pharmacological effects and safety a review, Phytotherapy Research, 2018


  • *NOTE DI FITOTERAPIA...
    Confermate da studi scientifici e clinici Esistono evidenze cliniche controllate e revisioni sistematiche sull’impiego di preparazioni contenenti Thymus vulgaris per il trattamento sintomatico della tosse produttiva e delle affezioni catarrali delle vie respiratorie superiori. Tali evidenze riguardano prevalentemente estratti standardizzati e formulazioni combinate con altre droghe (ad esempio con Hedera helix), con dimostrazione di effetto secretolitico ed espettorante. Studi clinici randomizzati e meta-analisi indicano una riduzione della frequenza della tosse e un miglioramento della clearance mucociliare. Non sono disponibili evidenze cliniche robuste per altre indicazioni sistemiche indipendenti dalla forma farmaceutica specifica. Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata Attività antimicrobica antibatterica e antisettica dimostrata in vitro su numerosi ceppi patogeni, attribuita principalmente a timolo e carvacrolo; evidenze da studi microbiologici sperimentali. Attività antimicotica documentata in vitro su lieviti e dermatofiti con evidenza consistente ma non confermata clinicamente. Attività antinfiammatoria osservata in modelli in vivo animali e in vitro tramite modulazione di mediatori pro-infiammatori. Attività antiossidante documentata in vitro e in modelli animali per la presenza di acidi fenolici e flavonoidi. Attività spasmolitica sulla muscolatura liscia gastrointestinale e bronchiale evidenziata in modelli animali e studi farmacologici ex vivo. Attività broncomodulante e secretolitica supportata da dati farmacologici e dall’uso fitoterapico consolidato. Attività antivirale riportata in vitro ma con evidenze limitate e non confermate clinicamente. Attività antiproliferativa e citotossica osservata esclusivamente in vitro su linee cellulari tumorali, senza conferma in vivo clinica. Uso storico e nella tradizione Impiego tradizionale come rimedio per tosse, bronchiti e raffreddore con uso sotto forma di infusi e preparazioni balsamiche. Utilizzo come antisettico del cavo orale e per gargarismi in caso di infiammazioni orofaringee. Uso digestivo e carminativo per dispepsie e meteorismo. Applicazioni topiche per affezioni cutanee minori e come agente detergente e purificante. Impiego come aromatizzante alimentare e spezia con funzione conservante empirica.

    CONTROINDICAZIONI (Le controindicazioni richiedono evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)

    IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA A THYMUS VULGARIS O AI SUOI COMPONENTI, IN PARTICOLARE AI FENOLI MONOTERPENICI COME TIMOLO E CARVACROLO; EVIDENZA CLINICA E FARMACOLOGICA DERIVATA DA SEGNALAZIONI DI REAZIONI ALLERGICHE DA CONTATTO E DA INGESTIONE DOCUMENTATE PER LA SPECIE.

    AVVERTENZE (Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)

    USO DELL’OLIO ESSENZIALE PER VIA ORALE NON RACCOMANDATO SENZA SUPERVISIONE SPECIALISTICA PER POTENZIALE IRRITAZIONE GASTROINTESTINALE E NEUROTOSSICITÀ A DOSI ELEVATE; EVIDENZA DA STUDI TOSSICOLOGICI SPERIMENTALI E DATI CLINICI SU OLI ESSENZIALI RICCHI IN TIMOLO. APPLICAZIONE TOPICA DELL’OLIO ESSENZIALE DA DILUIRE ADEGUATAMENTE PER EVITARE DERMATITI IRRITATIVE; EVIDENZA CLINICA E OSSERVAZIONALE SU REAZIONI CUTANEE CORRELATE AI MONOTERPENI FENOLICI. POSSIBILE INTERAZIONE CON FARMACI METABOLIZZATI DA SISTEMI ENZIMATICI EPATICI CON MODULAZIONE ENZIMATICA OSSERVATA IN VITRO; EVIDENZA LIMITATA A STUDI SPERIMENTALI, SENZA CONFERMA CLINICA ROBUSTA. USO IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO DA LIMITARE ALLE PREPARAZIONI ALIMENTARI PER INSUFFICIENZA DI DATI CLINICI SPECIFICI SULLA SICUREZZA A DOSAGGI TERAPEUTICI; EVIDENZA BASATA SU ASSENZA DI STUDI CLINICI DIRETTI. USO PROLUNGATO O AD ALTE DOSI DI ESTRATTI CONCENTRATI DA EVITARE PER POSSIBILE IRRITAZIONE DELLE MUCOSE GASTROINTESTINALI; EVIDENZA FARMACOLOGICA E TOSSICOLOGICA SPERIMENTALE.


    INCOMPATIBILITÀ...
    (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
    ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
    IRRITANTI GASTROINTESTINALI
    OLI ESSENZIALI AD ALTO CONTENUTO DI CHETONI O FENOLI
    SOSTANZE IRRITANTI CUTANEE (ES. PEPERONCINO)
    STIMOLANTI DEL SNC

    ERBE SINERGICHE *...

    ORGANI UMANI...

    ESTRATTI STANDARDIZZATI E INTEGRATORI...
    Estratto secco titolato di Thymus vulgaris L. ottenuto per estrazione idroalcolica delle sommità fiorite e successiva evaporazione del solvente fino a polvere standardizzata. Le specifiche farmacopoeiche e industriali prevedono titolazioni in composti fenolici espressi come timolo generalmente comprese tra 10 e 20 percento oppure rapporti droga estratto da 5:1 a 10:1. Il contenuto di timolo negli estratti è inferiore rispetto all’olio essenziale ma rappresenta il principale marker di attività. La posologia tipica negli integratori è compresa tra 150 e 300 mg di estratto secco per somministrazione fino a 2 o 3 volte al giorno, modulata in base alla titolazione e alla formulazione farmaceutica. Estratto fluido o liquido di Thymus vulgaris L. ottenuto mediante macerazione o percolazione con solventi idroalcolici. Si tratta di una preparazione più vicina al fitocomplesso originario, con contenuto variabile di monoterpeni fenolici e flavonoidi. Le monografie europee descrivono l’impiego di estratti liquidi anche in associazione con altre droghe espettoranti, con dosaggi equivalenti a circa 0.4–1.2 g di estratto liquido per singola somministrazione, ripetuta più volte al giorno nei preparati medicinali per la tosse. Estratto molle di Thymus vulgaris L. ottenuto mediante concentrazione parziale dell’estratto liquido fino a consistenza semisolida. Viene impiegato in formulazioni farmaceutiche orali e topiche, con standardizzazione indiretta sul contenuto di olio essenziale. I dosaggi sono generalmente espressi come equivalenti di droga o come quantità di estratto molle compresa tra circa 100 e 300 mg per dose, in funzione della concentrazione del principio attivo e della presenza di associazioni fitoterapiche. Olio essenziale di Thymus vulgaris L. ottenuto per distillazione in corrente di vapore delle sommità fiorite fresche. È la forma più concentrata in composti attivi, con contenuto di timolo tipicamente compreso tra circa 37 e 55 percento secondo standard farmacopoeici, associato a carvacrolo e altri monoterpeni. Viene utilizzato per via orale in preparazioni titolate, per uso topico o inalatorio. Nei prodotti regolati l’impiego orale è limitato e controllato, mentre per uso esterno o inalatorio sono riportate concentrazioni molto basse, ad esempio 0.007–0.025 percento in preparazioni balneoterapiche. Tintura madre di Thymus vulgaris L. preparata con solvente idroalcolico a titolo definito secondo farmacopee nazionali. Rappresenta una preparazione tradizionale standardizzabile solo indirettamente, con contenuto variabile di timolo e flavonoidi. La posologia usuale negli adulti è compresa tra 20 e 40 gocce fino a tre volte al giorno, equivalenti a circa 1–2 ml per dose, in funzione del titolo alcolico e del rapporto droga solvente. Preparazioni galeniche solide in capsule o compresse contenenti estratti standardizzati di Thymus vulgaris L. titolati in timolo o in olio essenziale totale. Le formulazioni più utilizzate prevedono dosaggi giornalieri complessivi compresi tra 300 e 900 mg di estratto secco equivalente, oppure dosi inferiori se altamente titolate in componenti fenolici, spesso in associazione con altre droghe espettoranti. Preparazioni omeopatiche di Thymus vulgaris L. ottenute a partire dalla tintura madre e successivamente diluite e dinamizzate secondo metodiche omeopatiche. Le diluizioni più comuni sono basse o medie, come D1, D2, D3 o CH, senza una standardizzazione in principi attivi e senza correlazione diretta tra dose e contenuto fitochimico. L’impiego è basato su principi omeopatici e non su farmacologia quantitativa.
  • European Medicines Agency, Community herbal monograph on Thymus vulgaris L Thymus zygis L herba, 2013
  • European Medicines Agency, Assessment report on Thymus vulgaris L Thymus zygis L herba, 2013
  • European Medicines Agency, Community herbal monograph on Thymus vulgaris L Thymus zygis L aetheroleum, 2009
  • European Pharmacopoeia Commission, European Pharmacopoeia Monograph Thymi herba, 2020
  • European Pharmacopoeia Commission, European Pharmacopoeia Monograph Thymi aetheroleum, 2020
  • World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants Herba Thymi, 1999
  • Blumenthal M Busse WR Goldberg A et al, The Complete German Commission E Monographs Therapeutic Guide to Herbal Medicines, 1998
  • ESCOP, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products Thymi herba, 2019
  • Stahl-Biskup E Saez F, Thyme The Genus Thymus Medicinal and Aromatic Plants Industrial Profiles, 2002

  • TISANE E FORMULAZIONI CASALINGHE...
    (Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
    Infuso di Thymus vulgaris L. per uso respiratorio ottenuto con 1.5–2 g di sommità fiorite essiccate in 150 ml di acqua bollente, lasciando in infusione per 10 minuti. Assunzione fino a 3 volte al giorno. Questa preparazione è coerente con le monografie europee per il trattamento sintomatico della tosse produttiva e delle affezioni catarrali delle vie respiratorie superiori. Infuso combinato con Thymus vulgaris L. e Hedera helix L. costituito da 1.5 g di timo e 0.5–1 g di foglie di edera in 150 ml di acqua bollente, infusione di 10 minuti. Assunzione 2–3 volte al giorno. L’associazione è coerente con dati clinici su combinazioni espettoranti e broncosecretolitiche, con attività sinergica sul rilascio di muco e sulla fluidificazione delle secrezioni bronchiali. Infuso digestivo con Thymus vulgaris L. e Matricaria chamomilla L. preparato con 1 g di timo e 1–2 g di capolini di camomilla in 150 ml di acqua bollente, infusione per 10 minuti. Assunzione dopo i pasti principali fino a 3 volte al giorno. La combinazione sfrutta attività spasmolitica e carminativa documentata per entrambe le specie, con indicazione nelle dispepsie funzionali e nel meteorismo. Decotto leggero di Thymus vulgaris L. per uso orale ottenuto con 2 g di droga in 200 ml di acqua, portata a ebollizione e mantenuta per 5 minuti, seguito da riposo di 10 minuti. Assunzione fino a 2 volte al giorno. Questa modalità è meno utilizzata rispetto all’infuso ma consente un’estrazione più completa dei componenti idrosolubili mantenendo un profilo di sicurezza adeguato. Preparazione per gargarismi e sciacqui orofaringei con Thymus vulgaris L. utilizzando 2–3 g di droga in 150 ml di acqua bollente, infusione di 10–15 minuti e successivo raffreddamento. Utilizzo 2–3 volte al giorno. Indicata per mucose orofaringee irritate o in presenza di carica microbica superficiale, sulla base di evidenze farmacologiche antimicrobiche locali. Infuso combinato per affezioni respiratorie con Thymus vulgaris L., Plantago lanceolata L. e Althaea officinalis L. costituito da 1 g di timo, 1 g di piantaggine e 1 g di altea in 200 ml di acqua bollente, infusione per 10–15 minuti. Assunzione fino a 3 volte al giorno. La combinazione associa attività antimicrobica e secretolitica del timo con effetto emolliente e protettivo delle mucillagini delle altre specie. Preparazione erboristica per inalazione con Thymus vulgaris L. ottenuta aggiungendo 2–3 g di droga in acqua calda e inalando i vapori per 5–10 minuti. Utilizzo 1–2 volte al giorno. Questa modalità sfrutta la volatilità dei componenti dell’olio essenziale con effetto balsamico e decongestionante delle vie respiratorie superiori. Infuso combinato con Thymus vulgaris L. e Salvia officinalis L. per uso orofaringeo preparato con 1 g di ciascuna droga in 150 ml di acqua bollente, infusione per 10 minuti. Utilizzo come bevanda o per gargarismi fino a 2–3 volte al giorno. L’associazione è coerente con attività antisettica e antinfiammatoria locale documentata a livello farmacologico.
  • European Medicines Agency, Community herbal monograph on Thymus vulgaris L Thymus zygis L herba, 2013
  • European Medicines Agency, Assessment report on Thymus vulgaris L Thymus zygis L herba, 2013
  • European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products Thymi herba, 2019
  • World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants Herba Thymi, 1999
  • Blumenthal M Busse WR Goldberg A et al, The Complete German Commission E Monographs Therapeutic Guide to Herbal Medicines, 1998
  • Wichtl M, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
  • Stahl-Biskup E Saez F, Thyme The Genus Thymus Medicinal and Aromatic Plants Industrial Profiles, 2002

  • ELISIR AMARI VINI (alcolici)...
    Vino medicato di Thymus vulgaris L. preparato mediante macerazione di 20–30 grammi di sommità fiorite essiccate in 1 litro di vino bianco a gradazione moderata per 7–10 giorni, con agitazione quotidiana e successiva filtrazione. Assunzione tradizionale di circa 50 millilitri una o due volte al giorno dopo i pasti, come coadiuvante digestivo e balsamico nelle affezioni respiratorie lievi. Tintura vinosa aromatica con Thymus vulgaris L. ottenuta per macerazione di 10–20 grammi di droga in 1 litro di vino liquoroso o vino fortificato per 10–14 giorni, eventualmente associata a piccole quantità di Foeniculum vulgare Mill. o Citrus limon L. per migliorare il profilo organolettico. Assunzione in piccole quantità, circa 30–50 millilitri al giorno, con finalità digestive e carminative. Liquore aromatico al timo preparato mediante macerazione di 10 grammi di sommità fiorite in 500 millilitri di etanolo alimentare diluito al 40–50 percento per 7 giorni, seguito da aggiunta di sciroppo zuccherino e diluizione fino a volume finale di circa 1 litro. Assunzione occasionale in quantità di 10–20 millilitri come digestivo aromatico, con uso tradizionale più alimentare che fitoterapico.
  • European Medicines Agency, Assessment report on Thymus vulgaris L. and Thymus zygis L., herba, 2013
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
  • ESCOP, Monographs on the Medicinal Uses of Plant Drugs, Thymi herba, 2003
  • Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
  • Blumenthal M., The Complete German Commission E Monographs, 1998
  • Consultare il proprio medico prima di assumere queste bevande ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol

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    PIANTA MELLIFERA...
    Thymus vulgaris L. è una pianta mellifera di elevato interesse apistico e, in condizioni ambientali favorevoli e con sufficiente predominanza floristica, può contribuire alla produzione di miele a prevalenza di timo, anche se il miele strettamente monoflora è relativamente raro e più tipico di specie affini del genere Thymus in aree mediterranee aride. Il miele derivato dal timo presenta generalmente colore variabile dall’ambra chiaro all’ambra scuro con riflessi rossastri, tendente a scurire con il tempo. La cristallizzazione è da media a lenta e può risultare fine o leggermente granulosa a seconda della composizione zuccherina. Dal punto di vista organolettico è caratterizzato da aroma intenso, caldo e persistente con note aromatiche erbacee, leggermente balsamiche e speziate. Il sapore è deciso, dolce ma con una componente leggermente pungente e talvolta lievemente amara nel retrogusto. Il profilo chimico riflette la presenza di composti volatili derivati dai monoterpeni della pianta, con caratteristiche che contribuiscono alle proprietà sensoriali e a una attività antimicrobica documentata in studi sperimentali, sebbene tali effetti non siano utilizzati come indicazione terapeutica diretta del miele. La produzione di miele a prevalenza di Thymus vulgaris dipende fortemente da condizioni climatiche secche e soleggiate, tipiche di ambienti mediterranei, e dalla densità delle popolazioni vegetali, rendendo questo miele meno comune rispetto ad altri mieli monoflora più diffusi.

    USO ALIMENTARE...
    Thymus vulgaris L. è una delle erbe aromatiche più utilizzate nella cucina mediterranea, impiegata sia fresca sia essiccata per il suo aroma intenso, caldo e leggermente balsamico, con note speziate e lievemente amare che resistono bene alla cottura prolungata. Viene comunemente utilizzato per aromatizzare carni, in particolare arrosti, selvaggina e pollame, dove contribuisce a migliorare la digeribilità e a bilanciare i sapori grassi, oltre a essere impiegato nella preparazione di marinature insieme ad altre erbe e spezie. È ampiamente impiegato nella cucina a base di pesce e verdure, in particolare in piatti al forno o in umido, e rappresenta un ingrediente tipico di miscele aromatiche tradizionali come il bouquet garni e le erbe di Provenza. Il timo è utilizzato anche per insaporire legumi e zuppe, contribuendo sia al profilo organolettico sia alla riduzione della sensazione di gonfiore associata a tali alimenti, grazie alla sua azione carminativa tradizionalmente riconosciuta. Può essere impiegato nella preparazione di oli aromatici e aceti aromatizzati, ottenuti per macerazione della pianta in olio o aceto, utilizzati come condimento per insalate e piatti freddi. In alcune tradizioni gastronomiche viene utilizzato anche in preparazioni dolci o liquori aromatici, sebbene il suo impiego principale rimanga legato a piatti salati, dove la sua stabilità aromatica lo rende particolarmente versatile in cucina.

    Vedi anche Ricette con erbe officinali e Ricette vegetariane


    APPROFONDIMENTO SU ESSENZE GERMICIDE MAGGIORI...
    ESSENZE GERMICIDE MAGGIORI Le essenze la cui azione antibatterica è notevole e costante sia nei confronti di germi gramnegativi che grampositivi che verso i miceti, vengono chiamate "essenze germicide maggiori". La loro azione battericida è potente su qualunque "terreno" e su qualunque germe patogeno o meno. Sono le seguenti: Origano di Spagna (Thymus capitatus Hoff.), Santoreggia, Cannella di Ceylon, Timo, Garofano chiodi. L'indice aromatico o I.A. di una essenza rappresenta il potere germicida riferito a un olio essenziale ideale (100%). Le essenze germicide maggiori hanno un I.A. che va dallo 0,44 del OE di Pino al 0,84 del OE di Origano di Spagna. [Tratto da: Paul Belaiche - "L'Aromatogramma"]


    NOTE VARIE E STORICHE...
    Thymus vulgaris L. è noto fin dall’antichità come pianta simbolica associata a forza e coraggio, tanto che nell’antica Grecia veniva bruciato come incenso nei templi e utilizzato nei bagni rituali per infondere vigore. Il nome Timo in egiziano è riferita a una pianta usata nel lavaggio (antisettico) delle salme da imbalsamare. In Marocco e Tunisia viene utilizzato il decotto di Timo in olio di Oliva per piaghe e ferite. Nel mondo romano il timo era impiegato sia come aromatizzante alimentare sia come agente purificante, e veniva aggiunto al vino e ai formaggi per migliorarne la conservazione e il sapore. Durante il Medioevo europeo il timo era considerato una pianta protettiva e veniva spesso posto sotto i cuscini o cucito negli abiti dei cavalieri come simbolo di valore e auspicio di successo in battaglia. Una curiosità etimologica riguarda il nome “Thymus”, che deriva dal greco “thymos”, termine associato al respiro, all’anima e al principio vitale, riflettendo il legame storico tra questa pianta e le funzioni respiratorie. Nel Rinascimento il timo era utilizzato anche come conservante naturale grazie alle sue proprietà antimicrobiche empiricamente osservate, anticipando l’interesse moderno per i suoi composti bioattivi. In apicoltura il timo è considerato una delle piante aromatiche più pregiate per la produzione di miele di alta qualità, particolarmente apprezzato nelle regioni mediterranee per il suo aroma intenso e persistente.



    BIBLIOGRAFIA, WEBLIOGRAFIA E ARTICOLI SCIENTIFICI SUL WEB
    (Vedi anche i riferimenti nelle singole sezioni)


  • European Medicines Agency, Assessment report on Thymus vulgaris L Thymus zygis L herba, 2013
  • European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products Thymi herba, 2019
  • World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants Herba Thymi, 1999
  • Stahl-Biskup E, Sáez F, Thyme The Genus Thymus, 2002
  • Hudaib M, Speroni E, Di Pietra AM, Cavrini V, GC MS evaluation of thyme essential oil composition and variations, Journal of Pharmaceutical and Biomedical Analysis, 2002
  • Ložienė K, Venskutonis PR, Influence of environmental and genetic factors on the stability of essential oil composition of Thymus vulgaris, Biochemical Systematics and Ecology, 2005
  • Salehi B et al, Thymus vulgaris L chemical composition and pharmacological effects a review, Phytotherapy Research, 2018
  • Miguel MG, Antioxidant and anti inflammatory activities of essential oils a review with focus on Thymus species, Molecules, 2010


  • Prova le ricerche di articoli scientifici su Thymus vulgaris L.



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    Autore: erbeofficinali.org

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    Hermann Adolph Köhler (1834-1879)
    Thymus vulgaris

    © erbeofficinali.org (CC BY-SA 3.0)
    Autore: A.Tucci

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