|
© I contenuti di questa pagina (escluse le immagini di pubblico dominio) sono di proprietà esclusiva dell'autore Alberto Tucci. Ne è vietata la copia, la riproduzione e l'utilizzo anche parziale in ogni forma. |
| QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 18-04-2026 |
TIMO VOLGARE |
LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO
| Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo) Regno: Plantae Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari) Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi) Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori) Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni) Sottoclasse: Asteridae Ordine: Lamiales Famiglia: Lamiaceae |
| Pepolino, Peperino, Piperella, Semirino, Aetherolum thymi, Thymi vulgaris herba, Garden thyme, Thym, Thyme, Common thyme, Thymien, Thymian, Jakoso, Pai-li-hsiang, Sa´tar |
| Thymus Collinus Salisb., Thymus Odoratus Tourn., Thymus Niger Tab., Thymum Durius Dod., Origanum Thymus Kuntze |
| PICCOLO ARBUSTO PERENNE CON FUSTI LEGNOSI ALLA BASE E RAMETTI ERBACEI ERETTI O PROSTRATI, DENSAMENTE FOGLIOSI. LE FOGLIE SONO PICCOLE, LINEARI-LANCEOLATE O OVATO-LANCEOLATE, SESSILI O BREVEMENTE PICCIOLATE, CON MARGINE REVOLUTO E RICOPERTE DI PELI GHIANDOLARI. I FIORI SONO PICCOLI, LABIATI, DI COLORE ROSA-LILLA, RIUNITI IN VERTICILLASTRI ALL'ASCELLA DELLE FOGLIE SUPERIORI, FORMANTI INFIORESCENZE SPICIFORMI TERMINALI. IL CALICE È TUBULOSO-CAMPANULATO CON CINQUE DENTI. LA COROLLA HA UN LABBRO SUPERIORE ERETTO E UN LABBRO INFERIORE TRILOBO. GLI STAMI SONO QUATTRO, DIDINAMI. L'OVARIO È SUPERO, BILOCULARE, CON UNO STILO GINOBASICO. IL FRUTTO È UN TETRACHENIO FORMATO DA QUATTRO PICCOLI ACHENI OVOIDALI |
| MAGGIO E LUGLIO (TARDA PRIMAVERA-INIZIO ESTATE), CON PICCHI IN GIUGNO, PRODUCENDO FIORI BIANCO-ROSATI O VIOLACEI RIUNITI IN SPIGHE TERMINALI |
| COLORI OSSERVATI NEI FIORI |
| ________ BIANCO |
| ________ LILLÀ |
| ________ LILLÀ CHIARO |
| ________ ROSA VIOLACEO |
| Originario del Mediterraneo occidentale fino al sud Italia. Cresce spontaneo in zone aride, pendii rocciosi, garighe e praterie assolate, su terreni calcarei e ben drenati, dal livello del mare fino a circa 800 metri di altitudine. Predilige esposizioni in pieno sole e tollera la siccità una volta stabilizzato. È una pianta perenne suffruticosa, che forma densi cespugli. Oggi è ampiamente coltivato in diverse regioni del mondo per uso culinario, medicinale e ornamentale. |
| DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE |
![]() |
| IN PIENA FIORITURA (GIUGNO-LUGLIO) PER MASSIMIZZARE LA CONCENTRAZIONE DI OLI ESSENZIALI, MA LE FOGLIE POSSONO ESSERE RACCOLTE DA PRIMAVERA A AUTUNNO |
| (Parti ricche in principi attivi) |
| SOMMITÀ FIORITE E LE FOGLIE, FRESCHE O ESSICCATE, RICCHE DI OLIO ESSENZIALE (TIMOLO, CARVACROLO), FLAVONOIDI E ACIDO ROSMARINICO |
| INTENSO, BALSAMICO E SPEZIATO, CON NOTE DOMINANTI DI TIMOLO E CARVACROLO, E SFUMATURE TERROSE E LEGNOSE |
| FORTEMENTE AROMATICO, LEGGERMENTE AMARO E PICCANTE, CON RETROGUSTO CALDO E PERSISTENTE DOVUTO AI FENOLI (TIMOLO) |
| TOSSICITÀ: RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO |
| Motivazione: dati tossicologici indicano sicurezza alle dosi terapeutiche delle preparazioni tradizionali e degli estratti standardizzati, mentre l’olio essenziale ricco in timolo e carvacrolo può risultare irritante e potenzialmente tossico se assunto impropriamente o a dosaggi elevati; evidenze derivate da studi tossicologici sperimentali e segnalazioni cliniche sull’uso degli oli essenziali |
| EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE |
| Motivazione: evidenze cliniche controllate e monografie regolatorie indicano efficacia per affezioni respiratorie solo per specifiche preparazioni standardizzate (estratti idroalcolici, sciroppi, combinazioni con altre droghe) mentre molte altre attività derivano da dati in vitro o in vivo; pertanto l’efficacia è documentata ma limitata a precise forme estrattive e modalità d’uso |
| Oli essenziali: timolo, carvacrolo, p-cimene, gamma-terpinene, linalolo, borneolo, terpinen-4-olo, alfa-terpineolo, 1,8-cineolo, mircene, sabinene, beta-cariofillene, ossido di cariofillene Polifenoli: acido rosmarinico, acido caffeico, acido ferulico, acido clorogenico, acido p-cumarico Flavonoidi: luteolina, apigenina, timonina, cirsimaritina, naringenina, eriodictiolo, quercetina Triterpeni: acido ursolico, acido oleanolico Tannini: tannini idrolizzabili, tannini condensati Acidi fenolici: acido protocatecuico, acido vanillico, acido siringico Monoterpeni non fenolici: alfa-pinene, beta-pinene, limonene, canfene Sesquiterpeni: beta-cariofillene, germacrene D, biciclogermacrene Saponine: saponine triterpeniche Composti amari: principi amari diterpenici in tracce Fitosteroli: beta-sitosterolo, stigmasterolo |
| *Note e Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni |
| Confermate da studi scientifici e clinici Esistono evidenze cliniche controllate e revisioni sistematiche sull’impiego di preparazioni contenenti Thymus vulgaris per il trattamento sintomatico della tosse produttiva e delle affezioni catarrali delle vie respiratorie superiori. Tali evidenze riguardano prevalentemente estratti standardizzati e formulazioni combinate con altre droghe (ad esempio con Hedera helix), con dimostrazione di effetto secretolitico ed espettorante. Studi clinici randomizzati e meta-analisi indicano una riduzione della frequenza della tosse e un miglioramento della clearance mucociliare. Non sono disponibili evidenze cliniche robuste per altre indicazioni sistemiche indipendenti dalla forma farmaceutica specifica. Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata Attività antimicrobica antibatterica e antisettica dimostrata in vitro su numerosi ceppi patogeni, attribuita principalmente a timolo e carvacrolo; evidenze da studi microbiologici sperimentali. Attività antimicotica documentata in vitro su lieviti e dermatofiti con evidenza consistente ma non confermata clinicamente. Attività antinfiammatoria osservata in modelli in vivo animali e in vitro tramite modulazione di mediatori pro-infiammatori. Attività antiossidante documentata in vitro e in modelli animali per la presenza di acidi fenolici e flavonoidi. Attività spasmolitica sulla muscolatura liscia gastrointestinale e bronchiale evidenziata in modelli animali e studi farmacologici ex vivo. Attività broncomodulante e secretolitica supportata da dati farmacologici e dall’uso fitoterapico consolidato. Attività antivirale riportata in vitro ma con evidenze limitate e non confermate clinicamente. Attività antiproliferativa e citotossica osservata esclusivamente in vitro su linee cellulari tumorali, senza conferma in vivo clinica. Uso storico e nella tradizione Impiego tradizionale come rimedio per tosse, bronchiti e raffreddore con uso sotto forma di infusi e preparazioni balsamiche. Utilizzo come antisettico del cavo orale e per gargarismi in caso di infiammazioni orofaringee. Uso digestivo e carminativo per dispepsie e meteorismo. Applicazioni topiche per affezioni cutanee minori e come agente detergente e purificante. Impiego come aromatizzante alimentare e spezia con funzione conservante empirica. |
| CONTROINDICAZIONI
(Le controindicazioni richiedono evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni) IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA A THYMUS VULGARIS O AI SUOI COMPONENTI, IN PARTICOLARE AI FENOLI MONOTERPENICI COME TIMOLO E CARVACROLO; EVIDENZA CLINICA E FARMACOLOGICA DERIVATA DA SEGNALAZIONI DI REAZIONI ALLERGICHE DA CONTATTO E DA INGESTIONE DOCUMENTATE PER LA SPECIE. |
| AVVERTENZE
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati) USO DELL’OLIO ESSENZIALE PER VIA ORALE NON RACCOMANDATO SENZA SUPERVISIONE SPECIALISTICA PER POTENZIALE IRRITAZIONE GASTROINTESTINALE E NEUROTOSSICITÀ A DOSI ELEVATE; EVIDENZA DA STUDI TOSSICOLOGICI SPERIMENTALI E DATI CLINICI SU OLI ESSENZIALI RICCHI IN TIMOLO. APPLICAZIONE TOPICA DELL’OLIO ESSENZIALE DA DILUIRE ADEGUATAMENTE PER EVITARE DERMATITI IRRITATIVE; EVIDENZA CLINICA E OSSERVAZIONALE SU REAZIONI CUTANEE CORRELATE AI MONOTERPENI FENOLICI. POSSIBILE INTERAZIONE CON FARMACI METABOLIZZATI DA SISTEMI ENZIMATICI EPATICI CON MODULAZIONE ENZIMATICA OSSERVATA IN VITRO; EVIDENZA LIMITATA A STUDI SPERIMENTALI, SENZA CONFERMA CLINICA ROBUSTA. USO IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO DA LIMITARE ALLE PREPARAZIONI ALIMENTARI PER INSUFFICIENZA DI DATI CLINICI SPECIFICI SULLA SICUREZZA A DOSAGGI TERAPEUTICI; EVIDENZA BASATA SU ASSENZA DI STUDI CLINICI DIRETTI. USO PROLUNGATO O AD ALTE DOSI DI ESTRATTI CONCENTRATI DA EVITARE PER POSSIBILE IRRITAZIONE DELLE MUCOSE GASTROINTESTINALI; EVIDENZA FARMACOLOGICA E TOSSICOLOGICA SPERIMENTALE. |
| (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche) |
| ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE |
| IRRITANTI GASTROINTESTINALI |
| OLI ESSENZIALI AD ALTO CONTENUTO DI CHETONI O FENOLI |
| SOSTANZE IRRITANTI CUTANEE (ES. PEPERONCINO) |
| STIMOLANTI DEL SNC |
| (Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica) |
| ALTEA |
| EDERA HELIX |
| EUCALIPTO |
| LIQUIRIZIA |
| MALVA |
| PIANTAGGINE LANCEOLATA |
| SAMBUCO |
| TIGLIO OFFICINALE |
| Estratto secco titolato di Thymus vulgaris L. ottenuto per estrazione idroalcolica delle sommità fiorite e successiva evaporazione del solvente fino a polvere standardizzata. Le specifiche farmacopoeiche e industriali prevedono titolazioni in composti fenolici espressi come timolo generalmente comprese tra 10 e 20 percento oppure rapporti droga estratto da 5:1 a 10:1. Il contenuto di timolo negli estratti è inferiore rispetto all’olio essenziale ma rappresenta il principale marker di attività. La posologia tipica negli integratori è compresa tra 150 e 300 mg di estratto secco per somministrazione fino a 2 o 3 volte al giorno, modulata in base alla titolazione e alla formulazione farmaceutica.
Estratto fluido o liquido di Thymus vulgaris L. ottenuto mediante macerazione o percolazione con solventi idroalcolici. Si tratta di una preparazione più vicina al fitocomplesso originario, con contenuto variabile di monoterpeni fenolici e flavonoidi. Le monografie europee descrivono l’impiego di estratti liquidi anche in associazione con altre droghe espettoranti, con dosaggi equivalenti a circa 0.4–1.2 g di estratto liquido per singola somministrazione, ripetuta più volte al giorno nei preparati medicinali per la tosse.
Estratto molle di Thymus vulgaris L. ottenuto mediante concentrazione parziale dell’estratto liquido fino a consistenza semisolida. Viene impiegato in formulazioni farmaceutiche orali e topiche, con standardizzazione indiretta sul contenuto di olio essenziale. I dosaggi sono generalmente espressi come equivalenti di droga o come quantità di estratto molle compresa tra circa 100 e 300 mg per dose, in funzione della concentrazione del principio attivo e della presenza di associazioni fitoterapiche.
Olio essenziale di Thymus vulgaris L. ottenuto per distillazione in corrente di vapore delle sommità fiorite fresche. È la forma più concentrata in composti attivi, con contenuto di timolo tipicamente compreso tra circa 37 e 55 percento secondo standard farmacopoeici, associato a carvacrolo e altri monoterpeni. Viene utilizzato per via orale in preparazioni titolate, per uso topico o inalatorio. Nei prodotti regolati l’impiego orale è limitato e controllato, mentre per uso esterno o inalatorio sono riportate concentrazioni molto basse, ad esempio 0.007–0.025 percento in preparazioni balneoterapiche.
Tintura madre di Thymus vulgaris L. preparata con solvente idroalcolico a titolo definito secondo farmacopee nazionali. Rappresenta una preparazione tradizionale standardizzabile solo indirettamente, con contenuto variabile di timolo e flavonoidi. La posologia usuale negli adulti è compresa tra 20 e 40 gocce fino a tre volte al giorno, equivalenti a circa 1–2 ml per dose, in funzione del titolo alcolico e del rapporto droga solvente.
Preparazioni galeniche solide in capsule o compresse contenenti estratti standardizzati di Thymus vulgaris L. titolati in timolo o in olio essenziale totale. Le formulazioni più utilizzate prevedono dosaggi giornalieri complessivi compresi tra 300 e 900 mg di estratto secco equivalente, oppure dosi inferiori se altamente titolate in componenti fenolici, spesso in associazione con altre droghe espettoranti.
Preparazioni omeopatiche di Thymus vulgaris L. ottenute a partire dalla tintura madre e successivamente diluite e dinamizzate secondo metodiche omeopatiche. Le diluizioni più comuni sono basse o medie, come D1, D2, D3 o CH, senza una standardizzazione in principi attivi e senza correlazione diretta tra dose e contenuto fitochimico. L’impiego è basato su principi omeopatici e non su farmacologia quantitativa.
|
| (Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso) |
| Infuso di Thymus vulgaris L. per uso respiratorio ottenuto con 1.5–2 g di sommità fiorite essiccate in 150 ml di acqua bollente, lasciando in infusione per 10 minuti. Assunzione fino a 3 volte al giorno. Questa preparazione è coerente con le monografie europee per il trattamento sintomatico della tosse produttiva e delle affezioni catarrali delle vie respiratorie superiori.
Infuso combinato con Thymus vulgaris L. e Hedera helix L. costituito da 1.5 g di timo e 0.5–1 g di foglie di edera in 150 ml di acqua bollente, infusione di 10 minuti. Assunzione 2–3 volte al giorno. L’associazione è coerente con dati clinici su combinazioni espettoranti e broncosecretolitiche, con attività sinergica sul rilascio di muco e sulla fluidificazione delle secrezioni bronchiali.
Infuso digestivo con Thymus vulgaris L. e Matricaria chamomilla L. preparato con 1 g di timo e 1–2 g di capolini di camomilla in 150 ml di acqua bollente, infusione per 10 minuti. Assunzione dopo i pasti principali fino a 3 volte al giorno. La combinazione sfrutta attività spasmolitica e carminativa documentata per entrambe le specie, con indicazione nelle dispepsie funzionali e nel meteorismo.
Decotto leggero di Thymus vulgaris L. per uso orale ottenuto con 2 g di droga in 200 ml di acqua, portata a ebollizione e mantenuta per 5 minuti, seguito da riposo di 10 minuti. Assunzione fino a 2 volte al giorno. Questa modalità è meno utilizzata rispetto all’infuso ma consente un’estrazione più completa dei componenti idrosolubili mantenendo un profilo di sicurezza adeguato.
Preparazione per gargarismi e sciacqui orofaringei con Thymus vulgaris L. utilizzando 2–3 g di droga in 150 ml di acqua bollente, infusione di 10–15 minuti e successivo raffreddamento. Utilizzo 2–3 volte al giorno. Indicata per mucose orofaringee irritate o in presenza di carica microbica superficiale, sulla base di evidenze farmacologiche antimicrobiche locali.
Infuso combinato per affezioni respiratorie con Thymus vulgaris L., Plantago lanceolata L. e Althaea officinalis L. costituito da 1 g di timo, 1 g di piantaggine e 1 g di altea in 200 ml di acqua bollente, infusione per 10–15 minuti. Assunzione fino a 3 volte al giorno. La combinazione associa attività antimicrobica e secretolitica del timo con effetto emolliente e protettivo delle mucillagini delle altre specie.
Preparazione erboristica per inalazione con Thymus vulgaris L. ottenuta aggiungendo 2–3 g di droga in acqua calda e inalando i vapori per 5–10 minuti. Utilizzo 1–2 volte al giorno. Questa modalità sfrutta la volatilità dei componenti dell’olio essenziale con effetto balsamico e decongestionante delle vie respiratorie superiori.
Infuso combinato con Thymus vulgaris L. e Salvia officinalis L. per uso orofaringeo preparato con 1 g di ciascuna droga in 150 ml di acqua bollente, infusione per 10 minuti. Utilizzo come bevanda o per gargarismi fino a 2–3 volte al giorno. L’associazione è coerente con attività antisettica e antinfiammatoria locale documentata a livello farmacologico.
|
| Vino medicato di Thymus vulgaris L. preparato mediante macerazione di 20–30 grammi di sommità fiorite essiccate in 1 litro di vino bianco a gradazione moderata per 7–10 giorni, con agitazione quotidiana e successiva filtrazione. Assunzione tradizionale di circa 50 millilitri una o due volte al giorno dopo i pasti, come coadiuvante digestivo e balsamico nelle affezioni respiratorie lievi.
Tintura vinosa aromatica con Thymus vulgaris L. ottenuta per macerazione di 10–20 grammi di droga in 1 litro di vino liquoroso o vino fortificato per 10–14 giorni, eventualmente associata a piccole quantità di Foeniculum vulgare Mill. o Citrus limon L. per migliorare il profilo organolettico. Assunzione in piccole quantità, circa 30–50 millilitri al giorno, con finalità digestive e carminative.
Liquore aromatico al timo preparato mediante macerazione di 10 grammi di sommità fiorite in 500 millilitri di etanolo alimentare diluito al 40–50 percento per 7 giorni, seguito da aggiunta di sciroppo zuccherino e diluizione fino a volume finale di circa 1 litro. Assunzione occasionale in quantità di 10–20 millilitri come digestivo aromatico, con uso tradizionale più alimentare che fitoterapico.
|
| Consultare il proprio medico prima di assumere queste bevande ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol |
PIANTA MELLIFERA...
USO ALIMENTARE...
Vedi anche Ricette con erbe officinali e Ricette vegetariane APPROFONDIMENTO SU ESSENZE GERMICIDE MAGGIORI...
NOTE VARIE E STORICHE...
BIBLIOGRAFIA, WEBLIOGRAFIA E ARTICOLI SCIENTIFICI SUL WEB (Vedi anche i riferimenti nelle singole sezioni) Prova le ricerche di articoli scientifici su Thymus vulgaris L. |