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rev. 06-07-2018

GIN PENT
Gynostemma pentaphyllum (Thunb.) Makino



LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO

CLASSIFICAZIONE

Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo)
Regno: Plantae
Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari)
Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi)
Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori)
Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni)
Sottoclasse: Rosidae
Ordine: Cucurbitales
Famiglia: Cucurbitaceae
Sottofamiglia: Zanonioideae
Sottotribù: Gomphogyninae

NOMI POPOLARI E INTERNAZIONALI
Ginostemma, Twisting-vine orchid, Five-leaf ginseng, Poor man's ginseng, Miracle grass, Fairy herb, Sweet tea vine, Gospel herb, Southern Ginseng, Cipó-doce, Jiaogulan, Xiancao, Amachazuru, Dungkulcha, Sencauw, Zan tong

HABITAT
Cina, India, sud Est asiatico, Corea e Giappone. Necessita di clima temperato, terreno ben drenato e molto sole.

DESCRIZIONE BOTANICA
PIANTA DIOICA RAMPICANTE CON VITICCI, PERENNE MA DI BREVE DURATA, COLTIVATA COME PIANTA ANNUALE. FOGLIE SEGHETTATE RACCOLTE IN GRUPPI DI 5 O, MENO COMUNEMENTE, DI 3 O DI 7. NONOSTANTE SIA UNA CUCURBITACEA I SUOI FRUTTI NON SONO SIMILI A QUELLI DELLA ZUCCA O DELLA ZUCCHINA.

COLORI OSSERVATI NEL FIORE
________ BIANCO-SPORCO
________ BIANCO-VERDASTRO


PRINCIPI ATTIVI
Flavonoidi, saponine triterpeniche (gypenosidi), ampelopsina

ERBA ALTERNATIVA
CODONOPSIS

TOSSICITÀ
NESSUNA

CONTROINDICAZIONI
COME PER LE ALTRE CUCURBITACEE ANCHE NEL GIN PENT È PRESENTE LA CUCURBITACINA, SOSTANZA AMARA CHE HA ATTIVITÀ CITOTOSSICA NEI MAMMIFERI. TUTTAVIA QUESTA PIANTA NON MOSTRA TOSSICITÀ1-2

1 Attawish A, Chivapat S, Phadungpat S, Bansiddhi J, Techadamrongsin Y, Mitrijit O, Chaorai B, Chavalittumrong P (September 2004). "Chronic toxicity of Gynostemma pentaphyllum". Fitoterapia 75 (6): 539-51.
2 Choi HS, Park MS, Kim SH, Hwang BY, Lee CK, Lee MK (2010). "Neuroprotective effects of herbal ethanol extracts from Gynostemma pentaphyllum in the 6-hydroxydopamine-lesioned rat model of Parkinson's disease" (PDF). Molecules 15 (4): 2814–24.

ORGANI INTERESSATI DALL'AZIONE FITOTERAPICA
CELLULE
CUORE
FEGATO
ORGANI E-O TESSUTI DI VARI DISTRETTI CORPOREI
PANCREAS
SANGUE
SISTEMA CIRCOLATORIO
SISTEMA IMMUNITARIO
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (NEUROVEGETATIVO)
SISTEMA NERVOSO CENTRALE
STOMACO
TUTTO IL CORPO
VASI SANGUIGNI
VASI SANGUIGNI PERIFERICI

PROPRIETÀ E INDICAZIONI
ooKADATTOGENO
+++ASTENIA O ESAURIMENTO E STRESS
++ANTIOSSIDANTE
++CARDIOVASCOLARE
++COLESTEROLO (IPERCOLESTEROLEMIA - IPERTRIGLICERIDEMIA - IPERLIPIDEMIA)
++DIABETE MELLITO
++EPATOPROTETTORE ANTIEPATOTOSSICO DEL FEGATO
++GLICEMIA (IPOGLICEMIZZANTE)
++IMMUNOSTIMOLANTE IMMUNOMODULANTE
++INFIAMMAZIONI
++NORMALIZZANTE IL METABOLISMO GLICEMICO
++PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI
++STEATOSI EPATICA (NON ALCOLICA)
++TUMORE MALIGNO o CANCRO
+GASTROPROTETTORE
+IPERTENSIONE ARTERIOSA (IPOTENSIVO)
+VASODILATATORE PERIFERICO
!!ANTITUMORALE [CHEMIOTERAPICO-SIMILE]
!!IMMUNODEFICIENZA SECONDARIA O INSUFFICIENZA IMMUNITARIA E MALATTIE AUTOIMMUNI

Proprietà antitumorali per Gynostemma pentaphyllum (Thunb.) Makino

ERBE SINERGICHE
CODONOPSIS
GINSENG

NOTE DI FITOTERAPIA
A seguito di ricerche su piante che potessero sostituire lo zucchero, il Dr. Takemoto scoprì che nel G. pentaphyllum vi erano quattro saponine identiche a quelle del Panax ginseng nonché altre diciassette saponine simili. Successivamente furono identificate nella pianta ben 82 saponine (Gypenosidi) rispetto ai 28 (Ginsenosidi) contenuti nel Panax ginseng.

Per l'industria degli integratori la Gynostemma pentaphyllum è una fonte importante di ampelopsina dalla quale vengono preparati composti ad effetto epatoprotettivo come cura in caso di sbornia.



UTILE DA SAPERE
PIANTE ADATTOGENE ED IMMUNOSTIMOLANTI

Presso tutte le culture e nelle medicine tradizionali di ogni angolo del globo troviamo delle piante adattogene, cioè delle specie vegetali in grado di aumentare la resistenza dell'organismo a stress endogeni ed esogeni, migliorando la performance fisica e mentale, in risposta a stimoli di natura fisica, chimica e biologica. Il termine adattogeno viene infatti dal vocabolo latino adaptare e da quello greco genes (prodotto da) e fu coniato nel 1947 dallo scienziato russo N.V. Lazarev; nel 1969 Brekhman e Dardymov stabilirono dei criteri specifici affinché una droga vegetale possa definirsi adattogena.
L'effetto di queste piante si affianca alla risposta fisiologica che già di per sé l'organismo mette in opera quando soggetto ad uno stimolo che ne turbi l'equilibrio biologico, al fine di ristabilire prontamente l'omeostasi; tali risposte sono di carattere prevalentemente ormonale, cioè con effetti transitori, ma esistono anche vere e proprie modificazioni funzionali o morfologiche che si generano nelle persone sottoposte frequentemente a stress (per es. negli atleti sottoposti a molte ore di allenamento quotidiano) o che si sono evolute in alcune etnie nel corso di milioni di anni in risposta all'ambiente (per es.: la variazione del colore della pelle in funzione dell'esposizione ai raggi solari o le maggiori dimensioni della gabbia toracica delle popolazioni andine, costrette a vivere sopra i 4000 mt, dove l'ossigeno scarseggia).
Le piante adattogene non corrispondono a nessuna categoria della farmacologia classica e meno ancora hanno corrispettivi nei farmaci di sintesi: nella maggior parte dei casi, infatti, esse sono aspecifiche, agendo su differenti organi o tessuti bersaglio e provocando, nell'insieme, una risposta adattogena; ciò è dovuto al fatto che il fitocomplesso spesso si compone di principi attivi di svariata natura chimica, che sono però sinergici. Il meccanismo d'azione delle droghe adattogene è generalmente assai complicato e non sempre ancor ben compreso.
Molte droghe adattogene hanno anche azione antimicrobica ed immunostimolante, in tal modo contribuendo a migliorare le difese dell'organismo contro agenti eziologici esterni; altre hanno dimostrato di avere interessanti e promettenti effetti antitumorali, su cui la ricerca sta ora indagando.
Altre ancora hanno azione prevalentemente nootropa (dal Greco noos=mente, e tropein=sorvegliare), cioè migliorano la performance mentale e l'umore; alla classe delle droghe nootrope appartengono tutte le piante contenenti metilxantine (caffeina e derivati), che sono più propriamente degli stimolanti e che saranno oggetto di una scheda a parte.
Infine sono state incluse in questa scheda delle piante meramente immunostimolanti dato che, funzionalmente, sono simili a quelle adattogene, ovvero servono ad aiutare l'organismo a sviluppare una linea difensiva contro gli attacchi esterni.
Proprio per la loro caratteristica di migliorare le risposte dell'organismo, l'utilizzo di droghe adattogene non è necessariamente circoscritto a stati patologici, ma rientra piuttosto nel campo del benessere e della prevenzione (alcune risultano per esempio assai utili per aiutare a prevenire, durante la stagione invernale, le malattie da raffreddamento). Naturalmente sono anche molto utili negli stati di convalescenza ed in generale di astenia.

Tratto da EPO S.r.l. ISTITUTO FARMOCHIMICO FITOTERAPICO

ANNOTAZIONI
Fino a poco tempo fa era una pianta localmente nota ed utilizzata principalmente nelle regioni montuose della Cina meridionale e nel nord del Vietnam. E' chiamata "erba dell'immortalità" dagli abitanti locali perché la gente in Provincia di Guizhou, dove le tisane con lo Jiaogulan sono consumate regolarmente, pare goda di un'insolita longevità.



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