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rev. 04-07-2018

AGNOCASTO
Vitex agnus castus L.



LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO

CLASSIFICAZIONE

Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo)
Regno: Plantae
Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari)
Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi)
Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori)
Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni)
Sottoclasse: Asteridae
Ordine: Lamiales
Famiglia: Lamiaceae

NOMI POPOLARI E INTERNAZIONALI
Chaste Tree, Monk´s Pepper, Wild Lavender, Keuschlamm, Gattilier, Agneau Chaste, Arbre Chaste, Hemp Tree, Sage Tree, Lilac Chastetree, Indian Spice, Arvore Da Castidade, Mönchspfeffer, Agno-casto, Agni-casti Fructus, Kyskhetsträd

...altri nomi su Gernot Katzer's Spice pages

HABITAT
Nativo delle regioni mediterranee e dell'Asia occidentale, spesso si è naturalizzato. Preferisce un terriccio leggero e ben drenato in posizione calda e soleggiata. Cresce bene anche in terreni secchi ma non sopporta terreni con ristagno idrico.

DISTRIBUZIONE

DESCRIZIONE BOTANICA
ARBUSTO DECIDUO ALTO 6 M. CON FOGLIE PALMATO-COMPOSTE E FIORI DI COLORE DA BLU A ROSA IN INFIORESCENZE A SPIGA

FIORITURA O ANTESI
Maggio, Giugno, Luglio, Agosto, Primavera, Estate

COLORI OSSERVATI NEL FIORE
________ BLU
________ ROSA
________ ROSA-VIOLACEO


DROGA UTILIZZATA
SOMMITÀ FIORITE E FRUTTI (DRUPE NERO-ROSSASTRE)

PRINCIPI ATTIVI
Flavonoidi iridoidi glucosidi principi amari olio essenziale

SAPORE
ACRE-PICCANTE

TOSSICITÀ
BASSA

CONTROINDICAZIONI
NON UTILIZZARE IN GRAVIDANZA PER POSSIBILI EFFETTI ANDROGENIZZANTI.

AVVERTENZE
POSSIBILI REAZIONI ALLERGICHE, ABBONDANTI PERDITE MESTRUALI, CEFALEA. USARE CON CONTROLLO MEDICO DURANTE ALTRE TERAPIE ORMONALI E NELLA FASE DELLA PRE-MENOPAUSA.

INTERAZIONI O INCOMPATIBILITÀ
FARMACI DOPAMINA-ANTAGONISTI
FARMACI ESTROPROGESTINICI
TERAPIE ORMONALI

EFFICACIA TERAPEUTICA
NORMALE

ORGANI INTERESSATI DALL'AZIONE FITOTERAPICA
CERVELLO
ORGANI DIGESTIVI
ORGANI E-O TESSUTI DI VARI DISTRETTI CORPOREI
ORGANI EMUNTORI
ORGANI SESSUALI E RIPRODUTTIVI
SENO - GHIANDOLE MAMMARIE
SISTEMA ENDOCRINO
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (NEUROVEGETATIVO)
SISTEMA NERVOSO CENTRALE
SISTEMA NERVOSO ENTERICO
STOMACO
TESSUTO CUTANEO
TESTA
TUBO GASTRO-ENTERICO
TUTTO IL CORPO
UTERO
UTERO E OVAIE

PROPRIETÀ E INDICAZIONI
ooKMASTITE E MASTALGIA
ooKPROLATTINEMIA (IPERPROLATTINEMIA)
ooKSINDROME PREMESTRUALE
+++ALLATTAMENTO (GALATTOGOGO - GALATTOFORO)
++ACNE (DEPURATIVO)
++CICATRIZZANTE O VULNERARIO
++DIGESTIVO EUPEPTICO STOMACHICO
++DISPEPSIA O CATTIVA DIGESTIONE
++DOLORI MESTRUALI
++ESTROGENI (FITOESTROGENICO)
++LESIONI CUTANEE - PIAGHE FERITE ABRASIONI E SCREPOLATURE (USO TOPICO)
++MENOPAUSA E CLIMATERIO (TURBE E DISTURBI VARI)
++SPASMI E DOLORI SPASMODICI DI VARIA NATURA
++SPASMOLITICO ANTISPASMODICO
++TONICO GENERALE
+ANAFRODISIACO
+ASTENIA O ESAURIMENTO E STRESS
+EMMENAGOGO
+EMORRAGIE (MENORRAGIE)
+EMORRAGIE (METRORRAGIE)
+NEUROTONICO - TONICO NERVINO - TONICO CEREBRALE
+NEVROSI (DISTURBI)
+SEDATIVO O CALMANTE SISTEMA NERVOSO CENTRALE

ERBE SINERGICHE
ALCHEMILLA
ENULA CAMPANA
GINSENG
LATTUGA VIROSA
LUPPOLO
MENTA PIPERITA
ROSMARINO
SALICE

ESTRATTI
  • Agnocasto Estratto Fluido
    1-2 g al giorno
  • Agnocasto Tisana
    Infuso al 10%
  • Agnocasto Tintura Madre
    Preparata dai frutti essiccati tit.alcol.65° XL gtt 3 volte al giorno
  • Agnocasto estratto secco
    Titolato e standardizzato in contenuto di agnuside è la forma più corretta disponibile per uso fitoterapico.


  • Sorveglianza alle reazioni avverse
    PIANTA SEGNALATA



    UTILE DA SAPERE
    PIANTE AD AZIONE FITOESTROGENICA E ANTIANDROGENA
    In virtù della loro azione estrogenica alcune piante si dimostrano efficaci nell'impiego terapeutico per le turbe legate a un'insufficienza ovarica, per sindromi deficitarie dopo isterectomia e ovariectomia, per turbe mestruali della pubertà e per alcune manifestazioni fastidiose che caratterizzano la manifestazioni funzionali della menopausa come vampate di calore, turbe dell'umore, secchezza della mucosa vaginale, ecc. e per la sindrome premestruale.
    Alcuni inconvenienti, come per es. le vampate, hanno una stretta relazione con l'ormone ipofisario; altri invece, come prurito, infiammazione pelvica e secchezza vaginale, sono relativi alla caduta del tasso ematico di estrogeni e possono migliorare con l'utilizzo di queste piante. In questi casi la fitoterapia rappresenta una terapia attiva e/o complementare alla terapia ormonale classica.
    Le piante estrogeniche e progesterone-like sono: Angelica, Aletris, Erba medica, Salvia, Luppolo, Ginseng, Alchemilla, Verbena, Salsapariglia, Soia, Kudzu, Cimicifuga; l'Ortica ha azione antiandrogena e la Cimicifuga è attiva sulla secrezione dell'ormone ipofisario. L'Agnocasto aumenta la produzione dell'ormone luteinizzante, inibisce il rilascio dell'ormone che stimola il follicolo, portando ad uno spostamento del rapporto a favore degli estrogeni rispetto ai gestageni, producendo effetti ormonali utilizzati contro disturbi connessi alla menopausa; inoltre, sperimentalmente, inibisce la secrezione della prolattina, risultando efficace sia nella sindrome premestruale che nella iperprolattinemia.
    Tratto da: Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"; A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"; Fabio Firenzuoli "Le 100 erbe della salute"

    Fitoestrogeni e trattamenti ormonali: legami pericolosi Il ricorso ai fitoestrogeni va evitato nelle donne con tumore della mammella e affette da deprivazione ormonale da ormonoterapia
    Le donne con carcinoma della mammella positivo per i recettori degli estrogeni devono evitare di ricorrere ai fitoestrogeni nel tentativo di ridurre gli effetti da deprivazione ormonale causati dalla ormonoterapia in atto. Il 70% circa dei carcinomi della mammella esprime recettori per gli estrogeni. Questo dato è alla base della terapia adiuvante con farmaci che riducono la stimolazione di questi recettori quali il tamoxifene e derivati e gli inibitori delle aromatasi. L'ormonoterapia di per sé causa però numerosi effetti collaterali da deprivazione ormonale. I sintomi meno tollerati sono la secchezza delle mucose e la sindrome vasomotoria (le cosiddette vampate), oltre alle manifestazioni legate al lungo trattamento (artralgie, tipicamente causate dagli inibitori delle aromatasi, osteoporosi, ipertensione, alterazioni del metabolismo lipidico). Nelle donne in menopausa, è diventata popolare l'assunzione di integratori alimentari, contenenti principalmente derivati della soia o del trifoglio rosso, nell'ipotesi che abbiano un'azione di contrasto sui sintomi della menopausa. Gli estratti di queste piante contengono infatti fitoestrogeni, e in particolare isoflavoni (genisteina, daidzeina e gliciteina dalla soia e biocanina A e formononetina dal trifoglio), sostanze che hanno una blanda azione sia estrogenica sia antiestrogenica. Queste caratteristiche hanno suggerito la loro indicazione anche alle donne in trattamento con tamoxifene o inibitori dell'aromatasi, suscitando allarme negli oncologi che ritengono tale pratica incongrua e rischiosa. Negli animali di laboratorio si è infatti dimostrato uno stimolo dose-dipendente da fitoestrogeni nella crescita di cellule tumorali umane della mammella estrogeno-sensibili (CMF-7) [1]. In modelli analoghi risulta anche abrogata la prevenzione del tamoxifene alla crescita tumorale [2]. A seguito della diffusione di tale pratica sono stati condotti due studi per verificare l'efficacia di integratori a base di soia (90-150 mg/die di isoflavoni) in pazienti sintomatiche per deprivazione ormonale (vampate diurne e notturne) [3,4]. Le pazienti, trattate per carcinoma della mammella e molte in trattamento con tamoxifene o raloxifene, sono state randomizzate in doppio cieco a ricevere il trattamento con isoflavoni o placebo. In nessuno dei due studi si sono rilevate differenze statisticamente significative nella sintomatologia, anche quando stratificate a ricevere tamoxifene. Per cui gli isoflavoni non sembrano ridurre la sintomatologia legata alla terapia ormonale e potrebbero invece avere un'attività di stimolo sulla crescita tumorale. Secondo alcuni lavori scientifici, le popolazioni asiatiche sarebbero meno esposte al rischio di carcinoma della mammella per l'elevata ingestione di derivati della soia: questa osservazione è di difficile interpretazione epidemiologica e non può essere trasferita alle popolazioni occidentali né ad altri effetti ormonali degli isoflavoni [5,6]. Tali sostanze, quindi, vanno utilizzate con molta cautela da parte delle donne con carcinoma della mammella e solo se con recettori ormonali negativi. I medici che hanno pazienti in trattamento con tamoxifene o inibitori delle aromatasi dovrebbero vigilare e sconsigliare l'uso di prodotti a elevato titolo di fitoestrogeni, anche perché molti degli integratori alimentari in commercio rimandano a siti Internet nei quali sono rivendicati effetti terapeutici non dimostrati, sostenuti con letteratura di parte o mal interpretata.
    Bibliografia: ? J Nutr 2001;131:2957-62. ? Cancer Res 2005;65:879-86. ? J Clin Oncol 2002;15:1449-55. ? J Clin Oncol 2000;18:1068-74. ? J Epidemiol 2010;20:83-9. ? Nutr J 2008;7:17. CDI #nnn# ? Palozzo A.C., Falci C., Zovato S. Istituto Oncologico Veneto IRCCS

    ANNOTAZIONI
    L'Agnocasto era considerato dai Greci una pianta utile a coloro che fanno voto di castità (del resto il nome è significativo) - mentre le sacerdotesse di Ceres dormivano su sacchi fatti con le foglie della pianta in modo da scacciare le idee 'impure'.



    BIBLIOGRAFIA E ARTICOLI SCIENTIFICI SUL WEB

       

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    Foto o Immagine modificata per uso didattico

    Foto modificata per uso didattico. Dipartimento Botanico Università di Catania

    Foto modificata per uso didattico. Dipartimento Botanico Università di Catania

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    Low resolution image for educational use. Courtesy Dr. Luigi Rignanese (Berkeley.edu)

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