APPROFONDIMENTO SU PIANTE AD AZIONE FITOESTROGENICA E ANTIANDROGENA...
| PIANTE AD AZIONE FITOESTROGENICA E ANTIANDROGENA
In virtù della loro azione estrogenica alcune piante si dimostrano efficaci nell'impiego terapeutico per le turbe legate a un'insufficienza ovarica, per sindromi deficitarie dopo isterectomia e ovariectomia, per turbe mestruali della pubertà e per alcune manifestazioni fastidiose che caratterizzano la manifestazioni funzionali della menopausa come vampate di calore, turbe dell'umore, secchezza della mucosa vaginale, ecc. e per la sindrome premestruale.
Alcuni inconvenienti, come per es. le vampate, hanno una stretta relazione con l'ormone ipofisario; altri invece, come prurito, infiammazione pelvica e secchezza vaginale, sono relativi alla caduta del tasso ematico di estrogeni e possono migliorare con l'utilizzo di queste piante. In questi casi la fitoterapia rappresenta una terapia attiva e/o complementare alla terapia ormonale classica.
Le piante estrogeniche e progesterone-like sono: Angelica, Aletris, Erba medica, Salvia, Luppolo, Ginseng, Alchemilla, Verbena, Salsapariglia, Soia, Kudzu, Cimicifuga; l'Ortica ha azione antiandrogena e la Cimicifuga è attiva sulla secrezione dell'ormone ipofisario. L'Agnocasto aumenta la produzione dell'ormone luteinizzante, inibisce il rilascio dell'ormone che stimola il follicolo, portando ad uno spostamento del rapporto a favore degli estrogeni rispetto ai gestageni, producendo effetti ormonali utilizzati contro disturbi connessi alla menopausa; inoltre, sperimentalmente, inibisce la secrezione della prolattina, risultando efficace sia nella sindrome premestruale che nella iperprolattinemia.
Tratto da: Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"; A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"; Fabio Firenzuoli "Le 100 erbe della salute"
Fitoestrogeni e trattamenti ormonali: legami pericolosi
Il ricorso ai fitoestrogeni va evitato nelle donne con tumore della mammella e affette da deprivazione ormonale da ormonoterapia.
Le donne con carcinoma della mammella positivo per i recettori degli estrogeni devono evitare di ricorrere ai fitoestrogeni nel tentativo di ridurre gli effetti da deprivazione ormonale causati dalla ormonoterapia in atto. Il 70% circa dei carcinomi della mammella esprime recettori per gli estrogeni. Questo dato è alla base della terapia adiuvante con farmaci che riducono la stimolazione di questi recettori quali il tamoxifene e derivati e gli inibitori delle aromatasi. L'ormonoterapia di per sé causa però numerosi effetti collaterali da deprivazione ormonale. I sintomi meno tollerati sono la secchezza delle mucose e la sindrome vasomotoria (le cosiddette vampate), oltre alle manifestazioni legate al lungo trattamento (artralgie, tipicamente causate dagli inibitori delle aromatasi, osteoporosi, ipertensione, alterazioni del metabolismo lipidico). Nelle donne in menopausa, è diventata popolare l'assunzione di integratori alimentari, contenenti principalmente derivati della soia o del trifoglio rosso, nell'ipotesi che abbiano un'azione di contrasto sui sintomi della menopausa. Gli estratti di queste piante contengono infatti fitoestrogeni, e in particolare isoflavoni (genisteina, daidzeina e gliciteina dalla soia e biocanina A e formononetina dal trifoglio), sostanze che hanno una blanda azione sia estrogenica sia antiestrogenica. Queste caratteristiche hanno suggerito la loro indicazione anche alle donne in trattamento con tamoxifene o inibitori dell'aromatasi, suscitando allarme negli oncologi che ritengono tale pratica incongrua e rischiosa. Negli animali di laboratorio si è infatti dimostrato uno stimolo dose-dipendente da fitoestrogeni nella crescita di cellule tumorali umane della mammella estrogeno-sensibili (CMF-7) [1]. In modelli analoghi risulta anche abrogata la prevenzione del tamoxifene alla crescita tumorale [2]. A seguito della diffusione di tale pratica sono stati condotti due studi per verificare l'efficacia di integratori a base di soia (90-150 mg/die di isoflavoni) in pazienti sintomatiche per deprivazione ormonale (vampate diurne e notturne) [3,4]. Le pazienti, trattate per carcinoma della mammella e molte in trattamento con tamoxifene o raloxifene, sono state randomizzate in doppio cieco a ricevere il trattamento con isoflavoni o placebo. In nessuno dei due studi si sono rilevate differenze statisticamente significative nella sintomatologia, anche quando stratificate a ricevere tamoxifene. Per cui gli isoflavoni non sembrano ridurre la sintomatologia legata alla terapia ormonale e potrebbero invece avere un'attività di stimolo sulla crescita tumorale. Secondo alcuni lavori scientifici, le popolazioni asiatiche sarebbero meno esposte al rischio di carcinoma della mammella per l'elevata ingestione di derivati della soia: questa osservazione è di difficile interpretazione epidemiologica e non può essere trasferita alle popolazioni occidentali né ad altri effetti ormonali degli isoflavoni [5,6]. Tali sostanze, quindi, vanno utilizzate con molta cautela da parte delle donne con carcinoma della mammella e solo se con recettori ormonali negativi. I medici che hanno pazienti in trattamento con tamoxifene o inibitori delle aromatasi dovrebbero vigilare e sconsigliare l'uso di prodotti a elevato titolo di fitoestrogeni, anche perché molti degli integratori alimentari in commercio rimandano a siti Internet nei quali sono rivendicati effetti terapeutici non dimostrati, sostenuti con letteratura di parte o mal interpretata.
Bibliografia:
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Cancer Res 2005;65:879-86.
J Clin Oncol 2002;15:1449-55.
J Clin Oncol 2000;18:1068-74.
J Epidemiol 2010;20:83-9.
Nutr J 2008;7:17. CDI
Palozzo A.C., Falci C., Zovato S.
Istituto Oncologico Veneto IRCCS
Fitoestrogeni ed iperplasia dell'endometrio.
(Prescrire International 2006; 15: 62-3)
I fitoestrogeni sono estratti di piante medicinali capaci di interagire con i recettori per gli estrogeni (1).
Quattro trial clinici randomizzati di breve durata (in linea di massima di scarsa qualità metodologica) hanno valutato gli effetti di alte dosi di fitoestrogeni della soia (50-100 mg/die di isoflavoni) verso placebo in donne in post-menopausa. Pur in presenza di risultati contrastanti, questi trial sembrano suggerire un leggero effetto preventivo sulle vampate di calore (al meglio, circa 2 episodi evitati a settimana). Poche sono però le conoscenze sui rischi connessi con l'uso prolungato di alte dosi di fitoestrogeni, soprattutto per quanto riguarda il rischio di tromboembolismo e di neoplasie a carico della mammella e dell'endometrio (effetti noti degli estrogeni).
Un trial randomizzato in doppio-cieco, condotto in Italia, ha valutato l'impatto a lungo termine dei fitoestrogeni sull'endometrio (2). Questo è stato il primo trial volto a stabilire gli effetti a lungo termine dei fitoestrogeni. Sono state reclutate 376 donne in post-menopausa non isterectomizzate e randomizzate in un gruppo trattato con un prodotto a base di soia contenente 150 mg/die di isoflavone ed in un gruppo placebo. Le donne sono state sottoposte a biopsia dell'endometrio al momento dell'arruolamento, dopo 30 mesi e dopo 5 anni di trattamento. La biopsia dopo 5 anni è stata eseguita in 319 donne. È stata riscontrata iperplasia dell'endometrio nel 3.8% delle donne trattate con il prodotto a base di soia, ma in nessuna delle donne del gruppo placebo (p |
NOTE VARIE E STORICHE...| L'Erba Sacra (Herba Sacra): Questo è il nome storico più famoso. Per gli Antichi Romani, la Verbena era considerata un'erba sacra, usata dai sacerdoti (spesso chiamati verbenarii o fetiales) per purificare gli altari e le case e per sigillare patti e trattati di pace. I messaggeri di pace romani portavano spesso un ramoscello di verbena come simbolo di inviolabilità.
Magia e Druidi: I Druidi gallici e britannici ritenevano la Verbena un'erba fondamentale e magica, usandola in rituali di purificazione, per predire il futuro e per preparare pozioni d'amore o per attirare la fortuna.
La "Lacrima di Iside": Nella mitologia egizia, la pianta era associata alla dea Iside, che si diceva avesse pianto lacrime per la morte del marito Osiride, e da cui sarebbe nata la Verbena.
L'Erba della Croce: Nella tradizione cristiana popolare, si credeva che la Verbena fosse stata usata per medicare le ferite di Cristo sulla Croce. Da qui derivava la credenza che avesse il potere di fermare le emorragie e curare ogni male, legandola indissolubilmente alla sfera del sacro e del miracoloso.
L'Erba del Voodoo: Nelle tradizioni popolari afro-caraibiche (come il Voodoo haitiano e la Hoodoo), la Verbena (spesso confusa con l'Erba Luigia) è un ingrediente essenziale nei rituali di protezione, purificazione e per allontanare gli spiriti maligni.
Curiosità e Usi Popolari
Rimedio Contro il Malocchio: In molte culture europee, portare con sé o appendere la Verbena in casa era un popolare rimedio contro il malocchio, le stregonerie e gli incantesimi.
Rimedio per l'Ispirazione: Veniva creduta un'erba di ispirazione. Si pensava che portasse fortuna e arguzia, tanto da essere spesso consigliata a poeti e scrittori per migliorare la creatività.
Contro l'Emicrania e i Morsi: Nella medicina popolare era un antico rimedio sia per curare l'emicrania (se portata intorno alla testa) sia come antidoto per morsi velenosi, sebbene oggi quest'ultima proprietà non sia supportata dalla scienza.
Differenza con l'Erba Luigia: È importante notare che, a causa della somiglianza dei nomi, la Verbena officinalis viene spesso confusa in cucina e nei liquori con la Verbena Odorosa (Aloysia citrodora o Erba Luigia), che è molto più aromatica (sentore di limone) e dolce. La V. officinalis ha un sapore più amaro e marcato.
Talismano d'Amore: Nel folklore, si diceva che se una donna strofinava le mani con succo di Verbena, poteva usarle per incantare e conquistare un uomo al primo tocco. |
Ricerche di articoli scientifici su Verbena officinalis L.
Bibliografia relativa a principi attivi| European Medicines Agency, Assessment Report on Verbena officinalis L. herba, 2010European Medicines Agency, Community Herbal Monograph on Verbena officinalis L. herba, 2010ESCOP, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products Verbenae Herba, 2003Blumenthal Mark, Busse William R., Goldberg Andrew et al., The Complete German Commission E Monographs Therapeutic Guide to Herbal Medicines, 1998Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004Kubica Paweł, Szopa Agnieszka, Ekiert Halina, Verbena officinalis L. Common Vervain A Review on the Investigations of This Medicinally Important Plant Species, Molecules, 2020Deepak M., Handa S. S., Antiinflammatory Activity and Chemical Composition of Extracts of Verbena officinalis, Phytotherapy Research, 2000Calvo M. I., Cavero R. Y., Medicinal Plants Used for Neurological and Mental Disorders in Navarra and Their Validation from Official Sources, Journal of Ethnopharmacology, 2015Duke James A., Handbook of Medicinal Herbs Second Edition, 2002Petrova Anna, Kozuharova Emilia, Ionkova Iliana, Verbena officinalis L. Phytochemical Profile and Biological Activity Review, Pharmacognosy Reviews, 2019 |
Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni| European Medicines Agency, Assessment Report on Verbena officinalis L., herba, 2016World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 2, 2002Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004Blumenthal Mark, The Complete German Commission E Monographs, 1998Newall Carol A., Anderson Lorne A., Phillipson J. David, Herbal Medicines: A Guide for Health-Care Professionals, 1996Duke James A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002PDR for Herbal Medicines, 4th Edition, 2007ESCOP Monographs, The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, Second Edition, 2003Calvo M. I., Cavero R. Y., Medicinal plants used for neurological and mental disorders in Navarra and their validation from official sources, Journal of Ethnopharmacology, 2015Deepak M., Handa S. S., Antiinflammatory activity and chemical composition of extracts of Verbena officinalis, Phytotherapy Research, 2000Makris D. P., Kallithraka S., Kefalas P., Flavonols in Verbena officinalis and antioxidant activity, Food Chemistry, 2007Speroni E., Cervellati R., Govoni P., Guizzardi S., Renzulli C., Guerra M. C., Efficacy of different extracts of Verbena officinalis as anti-inflammatory, cicatrizing and antioxidant agents, Fitoterapia, 2007Shinomiya K., Inoue T., Utsu Y., Tokunaga S., Masuoka T., Ohmori A., Kamei C., Effects of Verbena officinalis extracts on exploratory behavior and anxiety-related responses in mice, Pharmacology Biochemistry and Behavior, 2004Pastorino G., Cornara L., Soares S., Rodrigues F., Oliveira M. B. P. P., Liquorice and verbena extracts: phytochemical composition and biological activities, Molecules, 2018 |
Bibliografia relativa a estratti e integratori| European Medicines Agency, Assessment Report on Verbena officinalis L., herba, 2010World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002Mundkinajeddu Deepak, Sukhdev Swami Handa, Antiinflammatory Activity and Chemical Composition of Extracts of Verbena officinalis, 2000Yasuko Makino, Shigeru Kondo, Yoshihiro Nishimura, Yoshinori Tsukamoto, Zhi-Li Huang, Hastatoside and Verbenalin are Sleep-Promoting Components in Verbena officinalis, 2009Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004Kurt Hostettmann, Andrew Marston, Saponins and Other Glycosides of Medicinal Plants, 2005American Herbal Pharmacopoeia, Botanical Pharmacognosy Microscopic Characterization of Botanical Medicines, 2011Lisa Ganora, Herbal Constituents Foundations of Phytochemistry, 2009Simon Mills, Kerry Bone, Principles and Practice of Phytotherapy Modern Herbal Medicine, 2013Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999 |
Bibliografia relativa a tisane e composizioni| European Medicines Agency, Assessment Report on Verbena officinalis L., herba, 2010World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002Simon Mills, Kerry Bone, Principles and Practice of Phytotherapy Modern Herbal Medicine, 2013Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999Kerry Bone, Simon Mills, Principles and Practice of Phytotherapy, 2013Rudolf Fritz Weiss, Herbal Medicine, 1988Lisa Ganora, Herbal Constituents Foundations of Phytochemistry, 2009Yasuko Makino, Shigeru Kondo, Yoshihiro Nishimura, Yoshinori Tsukamoto, Zhi-Li Huang, Hastatoside and Verbenalin are Sleep-Promoting Components in Verbena officinalis, 2009Mundkinajeddu Deepak, Sukhdev Swami Handa, Antiinflammatory Activity and Chemical Composition of Extracts of Verbena officinalis, 2000 |
Bibliografia relativa a preparazioni alcoliche| F. Capasso, G. Grandolini, A. A. Izzo. Farmacognosia: Farmaci Naturali, Loro Preparazioni e Impiego Terapeutico.Riferimenti di farmacopee e testi di erboristeria tradizionale italiana e francese.P. L. Bettiol, M. B. Cioni. Curarsi con le Erbe e le Piante. |
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