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    Scheda completa della pianta medicinale

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QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 15-05-2026

RATANIA DEL PERÙ
Krameria lappacea (Dombey) H.M.Burdet & B.B.Simpson

Medaglia di bronzo

TOSSICITÀ BASSA


EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE


 !! 


LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO


CLASSIFICAZIONE BOTANICA...
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Spermatophytina
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Rosidae
Ordine Zygophyllales
Famiglia Krameriaceae
Genere Krameria
Specie Krameria lappacea

Famiglia: Krameriaceae

SINONIMI DEL NOME VOLGARE...
Rhatany Root, Raiz De Rhatany, Peruvian Rhatany, Ratanhia, Framer Con Tres Estambres, Raiz Para Los Dientes, Mapato

SINONIMI DEL NOME BOTANICO...
Krameria Canescens Willd., Krameria Canescens Willd. Ex Schult., Krameria Illuca Phil., Krameria Linearis Poir., Krameria Pentapetala Ruiz & Pav., Krameria Triandra Ruiz & Pav., Krameria Triandra Var. Humboldtiana Chodat, Landia Lappacea Dombey

DESCRIZIONE BOTANICA...
ARBUSTO BASSO E DENSO, SEMPREVERDE, ALTO FINO A 0.5-0.9 M. RADICE PRINCIPALE SPESSA E ROSSASTRA-NERASTRA. FUSTI RAMIFICATI, SPESSO PROSTRATI O ASCENDENTI. FOGLIE PICCOLE, SEMPLICI, ALTERNE, SESSILI O SUBSESSILI, LINEARI-LANCEOLATE O OBLANCEOLATE, INTERE, CORIACEE, SPESSO SERICEE. FIORI SOLITARI O IN PICCOLE INFIORESCENZE ASCELLARI, ZIGOMORFI, CON 4 SEPALI COLORATI SIMILI A PETALI, 2 PETALI SUPERIORI TRASFORMATI IN GHIANDOLE NETTARIFERE (ELAIOFORI), 3 PETALI INFERIORI RIDOTTI O ASSENTI, 4 STAMI LIBERI, OVARIO SUPERO UNILOCULARE. FRUTTO SPINOSO, GLOBOSO O OVOIDE, INDEISCENTE, CONTENENTE 1-2 SEMI. SEMI GLOBOSI, LISCI.

FIORITURA O ANTESI...
ESTATE, DICEMBRE GENNAIO FEBBRAIO MARZO (EMISFERO SUD)

COLORI OSSERVATI NEI FIORI

________ BIANCO ROSATO
________ FUCHSIA CHIARO
________ ROSA
________ ROSA VIOLACEO
________ ROSSO VIOLACEO

HABITAT...
Cresce spontaneamente nelle regioni semi-aride delle Ande, in Sud America, precisamente in Ecuador, Perù, Bolivia, Argentina nord-occidentale e Cile. Il suo habitat prediletto sono le pendici aride e le zone sassose, con precipitazioni scarse concentrate prevalentemente in inverno (100-300 mm) e lunghi periodi di siccità (6-10 mesi). Si adatta a diverse altitudini, dal medio all'alto livello montano, fino al limite degli alberi, generalmente tra i 900 e i 3000 metri. Predilige esposizioni soleggiate e terreni ben drenati, sabbiosi o pietrosi. È una specie emiparassita, ovvero dipende da altre piante per una parte dei nutrienti, e può attaccarsi alle radici di un'ampia varietà di specie vegetali.

DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE
© OpenStreetMap contributors, © OpenMapTiles, GBIF (CC BY-SA 2.0)

ANNUNCIO PUBBLICITARIO



PERIODO BALSAMICO...
TARDA ESTATE-AUTUNNO, FEBBRAIO-APRILE (RACCOLTA RADICI)

DROGA UTILIZZATA...
(Parti ricche in principi attivi)
RADICE (KRAMERIAE RADIX O "RHATANY ROOT")

AROMI DELLA DROGA...
LEGGERO, TERROSO, TANNICO, CON NOTE ASTRINGENTI

SAPORI DELLA DROGA...
FORTEMENTE ASTRINGENTE, AMARO, LEGGERMENTE AROMATICO

TOSSICITÀ:
BASSA
Motivazione: I dati tossicologici disponibili sulla specie indicano una buona tollerabilità alle dosi fitoterapiche tradizionali e negli impieghi topici o orali locali documentati. Gli effetti indesiderati riportati sono generalmente lievi e correlati principalmente all’elevato contenuto di tannini, con possibile irritazione gastrointestinale o stipsi in caso di uso eccessivo o prolungato. Non sono documentati effetti tossici gravi o letali nell’uso corretto della specie.

EFFICACIA:
DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Esistono monografie ufficiali e dati farmacologici coerenti relativi soprattutto all’uso topico e oromucosale della radice di Krameria lappacea come astringente e antinfiammatorio locale, supportati da studi in vitro, studi farmacologici sperimentali e uso fitoterapico consolidato. Le evidenze cliniche controllate risultano limitate e circoscritte a preparazioni specifiche, in particolare estratti tanninici impiegati in collutori, gel o formulazioni dermatologiche. Non sono disponibili prove cliniche robuste per un’efficacia sistemica generalizzata.

PRINCÍPI ATTIVI...
Tannini: procianidine oligomeriche, proantocianidine condensate, catechina, epicatechina, tannini catechici, tannini condensati polifenolici, acido tannico Lignani E Neolignani: ratanhiaphenol uno, ratanhiaphenol due, ratanhiaphenol tre, ratanhiaphenol quattro, ratanhiaphenol cinque, ratanhiaphenol sei, rataniaphenoli, derivati benzofuranici lignanici Acidi Fenolici: acido gallico, acido protocatecuico, acido caffeico, acido ferulico, acido clorogenico Flavonoidi: quercetina, kaempferolo, catechina, epicatechina, flavan-3-oli, flavonoidi polifenolici Proantocianidine: procianidina B1, procianidina B2, oligomeri flavanici condensati Fenoli Lipofili: acidi norneolignanici, derivati fenolici aromatici, composti fenolici resinosi Fitosteroli: beta-sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo Triterpeni: lupeolo, acido oleanolico, friedelina Resine: frazioni resinose fenoliche, resine astringenti vegetali Carboidrati E Polisaccaridi: amido, mucillagini minori, polisaccaridi strutturali Acidi Grassi: acido linoleico, acido oleico, acido palmitico Minerali E Oligoelementi: calcio, magnesio, potassio, ferro

Bibliografia
  • European Medicines Agency, Assessment Report on Krameria lappacea Root, 2013
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, Krameriae Radix, 2002
  • Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
  • Norman R. Farnsworth, Biological and Phytochemical Screening of Plants, 1966
  • M. Ganzera, I. Muhammad, Khan I. A., Quantitative HPLC Analysis of Major Polyphenols in Krameria lappacea, 2003
  • A. Schötz, M. Ganzera, Lignans and Neolignans from Krameria lappacea Roots, 2004
  • Sabine Glasl, Monika Kastner, Hans Stuppner, Comparative Metabolic Profiling of Krameria Species, 2007
  • Ute Wölfle, Christoph Seelinger, Jürgen Schempp, Topical Application of Krameria Root Extracts in Inflammatory Conditions, 2014
  • ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, Krameriae Radix, edizioni aggiornate
  • Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009

  • PROPRIETÀ E INDICAZIONI (NOTE IMPORTANTI)

    Confermate da studi scientifici e clinici Sono disponibili evidenze cliniche limitate e dati derivanti da monografie ufficiali sull’impiego della radice di Krameria lappacea come astringente locale nelle infiammazioni del cavo orale e della mucosa orofaringea. Gli studi disponibili e l’esperienza clinica documentata supportano preparazioni topiche e collutori utilizzati nelle gengiviti, stomatiti e irritazioni delle mucose, soprattutto grazie all’elevato contenuto di tannini condensati. Non sono disponibili meta-analisi o studi clinici controllati robusti che confermino efficacia sistemica della specie in altre indicazioni terapeutiche. Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata Attività astringente documentata mediante studi farmacologici e fitochimici correlati all’elevato contenuto di proantocianidine e tannini condensati della radice. L’attività è coerente con l’uso fitoterapico tradizionale nelle irritazioni delle mucose e nelle secrezioni eccessive. Attività antinfiammatoria locale osservata in studi in vitro e in modelli sperimentali su estratti della radice, con riduzione di mediatori dell’infiammazione e attività protettiva sulle mucose. Attività antimicrobica documentata in vitro contro diversi microrganismi orali e cutanei. Le evidenze riguardano estratti tanninici della radice e preparazioni topiche; non esistono conferme cliniche robuste per uso sistemico antimicrobico. Attività antiossidante osservata in vitro attraverso saggi su polifenoli e proantocianidine isolate dalla droga vegetale. La rilevanza clinica sistemica rimane non definita. Attività cicatrizzante e protettiva delle mucose riportata in fitoterapia documentata e supportata da osservazioni farmacologiche sperimentali su preparati topici contenenti estratti della specie. Uso storico e nella tradizione Uso tradizionale come astringente intestinale nelle diarree e nelle enteriti leggere. Uso etnobotanico nelle infiammazioni gengivali e nel sanguinamento delle mucose del cavo orale. Uso tradizionale topico nelle fissurazioni cutanee, nelle irritazioni locali e nelle lesioni superficiali della pelle. Uso tradizionale nelle leucorree e nelle irritazioni delle mucose genitali femminili mediante applicazioni locali. Uso storico come componente di polveri dentifricie e collutori vegetali.


    Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.

    Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata

    ookINFIAMMAZIONI E IRRITAZIONI MUCOSE E CAVO ORALE
    ookSTOMATITE
    ++ANTIMICROBICO ANTIBATTERICO ANTISETTICO
    ++ANTINFIAMMATORIO
    ++GENGIVITE
    ++INFIAMMAZIONI E IRRITAZIONI INTESTINALI
    +ANTIOSSIDANTE (PER STRESS OSSIDATIVO)
    !!ANTITUMORALE (ATTIVITÀ IN VITRO)

    Uso storico e nella tradizione

    ookASTRINGENTE
    ++COLLUTTORIO ASTRINGENTE ORO-FARINGEO
    ++COLLUTTORIO BATTERIOSTATICO ORO-FARINGEO
    ++DIARREA (ANTIDIARROICO ASTRINGENTE)
    ++EMORRAGIE (ANTIEMORRAGICO TANNICO)
    ++FARINGITE E RINOFARINGITE
    ++INFEZIONI CAVO OROFARINGEO
    ++PIORREA ALVEOLARE
    ++RAGADI ANALI
    +EPISTASSI
    +FITOCOSMETICO
    +INFIAMMAZIONI E IRRITAZIONI APPARATO URO-GENITALE
    +LARINGITE E RAUCEDINE
    +RAGADI AL SENO
    +ULCERE DELLA PELLE
    +VULVITE

    Bibliografia (proprietà e indicazioni)
  • European Medicines Agency, Assessment Report on Krameria lappacea Root and Krameria triandra Root, 2012
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
  • Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
  • Norman Grainger Bisset, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals: A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 1994
  • Rudolf Fritz Weiss, Herbal Medicine, 1988
  • Kurt Hostettmann, Strategy for the Biological and Chemical Evaluation of Plant Extracts, 1998
  • Josef Hager, Hagers Enzyklopädie der Arzneistoffe und Drogen, 2006
  • Ivan M. Savickiene, Pharmacological Properties of Tannin-Containing Medicinal Plants, 2002


  • AVVERTENZE (Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)

    L’ELEVATO CONTENUTO DI TANNINI CONDENSATI PUÒ RIDURRE L’ASSORBIMENTO GASTROINTESTINALE DI FARMACI E MINERALI SE ASSUNTI CONTEMPORANEAMENTE. L’AVVERTENZA DERIVA DA EVIDENZE FARMACOLOGICHE NOTE SUI TANNINI PRESENTI NELLA SPECIE E DA OSSERVAZIONI FITOTERAPICHE DOCUMENTATE. L’USO ORALE PROLUNGATO AD ALTE DOSI PUÒ FAVORIRE IRRITAZIONE GASTRICA, NAUSEA O STIPSI. L’EVIDENZA DERIVA DA DATI FARMACOLOGICI E OSSERVAZIONALI RELATIVI A PREPARAZIONI TANNINICHE DELLA SPECIE. LE PREPARAZIONI TOPICHE CONCENTRATE POSSONO PROVOCARE IRRITAZIONE LOCALE O SECCHEZZA DELLE MUCOSE IN SOGGETTI SENSIBILI. EVIDENZA BASATA SU OSSERVAZIONI CLINICO-FARMACOLOGICHE RELATIVE ALL’AZIONE ASTRINGENTE INTENSA DEGLI ESTRATTI DELLA RADICE. NON SONO DISPONIBILI DATI CLINICI ADEGUATI SULLA SICUREZZA IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO PER PREPARAZIONI FITOTERAPICHE SISTEMICHE DELLA SPECIE; L’IMPIEGO RICHIEDE PRUDENZA. EVIDENZA LIMITATA DERIVANTE DALL’ASSENZA DI STUDI CLINICI SPECIFICI. LE EVIDENZE CLINICHE DIRETTE SULLA SPECIE RISULTANO COMPLESSIVAMENTE LIMITATE E GRAN PARTE DEI DATI DISPONIBILI RIGUARDA USO TOPICO, ATTIVITÀ ASTRINGENTE LOCALE E STUDI FARMACOLOGICI SPERIMENTALI SU ESTRATTI STANDARDIZZATI.

    CONTROINDICAZIONI (Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)

    IPERSENSIBILITÀ DOCUMENTATA ALLA DROGA VEGETALE O AI PREPARATI CONTENENTI KRAMERIA LAPPACEA È CONSIDERATA UNA CONTROINDICAZIONE SULLA BASE DI SEGNALAZIONI FARMACOLOGICHE E DELL’USO FITOTERAPICO CONSOLIDATO DI PREPARAZIONI RICCHE IN TANNINI CONDENSATI. L’USO ORALE PROLUNGATO IN SOGGETTI CON STIPSI CRONICA O PREDISPOSIZIONE A RALLENTATO TRANSITO INTESTINALE È CONTROINDICATO NELLA PRATICA FITOTERAPICA TRADIZIONALE DOCUMENTATA, PER POSSIBILE AGGRAVAMENTO DOVUTO ALL’ELEVATO CONTENUTO TANNICO.


    INCOMPATIBILITÀ...
    (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
    ALCALOIDI
    ASSUNZIONE CONTEMPORANEA DI ALTRI FARMACI
    FARMACI E INTEGRATORI ORALI (MALASSORBIMENTO)
    FERRO (INTEGRATORI)
    INTEGRATORI DI MINERALI (ASSUNTI CONTEMPORANEAMENTE)
    SALI DI FERRO
    SALI DI METALLI

    ORGANI UMANI...

    ESTRATTI...
    Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di RATANIA DEL PERÙ
    basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Droga polverizzata di radice essiccata di Krameria lappacea (Dombey) H.M.Burdet & B.B.Simpson con titolo naturale elevato in tannini condensati, generalmente compreso tra 10% e 20% secondo origine e metodo estrattivo. Utilizzata soprattutto come astringente del cavo orale e gastrointestinale. Posologia tradizionale documentata: 0,5–1,5 g fino a tre volte al giorno per uso interno a breve termine oppure per preparazioni galeniche orali e topiche. Estratto secco idroalcolico di radice titolato in tannini totali espressi come catechina o pirogallolo, con standardizzazioni generalmente comprese tra 15% e 25% di tannini. Impiegato prevalentemente in compresse, capsule, collutori e gel orali per stomatiti, gengiviti e irritazioni mucose. Posologia usuale negli integratori fitoterapici: 100–300 mg di estratto secco da una a tre volte al giorno, equivalenti a circa 20–75 mg di tannini totali per dose. Estratto fluido idroalcolico di radice con rapporto droga:estratto generalmente 1:1 oppure 1:2 in etanolo al 45–70%. Utilizzato soprattutto in preparazioni magistrali ad azione astringente orale o gastrointestinale. Posologia tradizionale documentata: 0,5–2 mL fino a tre volte al giorno diluiti in acqua oppure incorporati in formulazioni topiche. Tintura madre fitoterapica di radice fresca o essiccata con rapporto droga:solvente generalmente 1:5 o 1:10 in etanolo al 45–70%. Utilizzata principalmente per collutori, pennellature gengivali e preparazioni topiche astringenti. Posologia orale tradizionale: 1–4 mL fino a tre volte al giorno per periodi brevi. Per uso esterno viene normalmente diluita. Estratto molle o estratto morbido ricco in tannini condensati, utilizzato in paste gengivali, gel orali, ovuli vaginali e pomate astringenti. Le concentrazioni fitoterapiche nelle formulazioni topiche risultano generalmente comprese tra 2% e 10%. Estratti combinati per uso oro-faringeo associati a Commiphora myrrha, Salvia officinalis, Matricaria chamomilla o Hamamelis virginiana in collutori e gel mucosali. La quota di estratto di Krameria lappacea nelle formulazioni commerciali documentate è generalmente compresa tra 0,5% e 5%, con finalità astringente e lenitiva locale. Preparazioni omeopatiche denominate Krameria ottenute dalla radice, disponibili soprattutto in diluizioni D1–D6, TM, CH5–CH30 e formulate in granuli, gocce o compresse. Utilizzate tradizionalmente in omeopatia per irritazioni mucose, emorroidi e ragadi. Le posologie variano secondo la scuola omeopatica e non esistono evidenze cliniche robuste di efficacia specifica.
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 2, 2002
  • European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2019
  • Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
  • Norman R. Farnsworth, NAPRALERT Database and Ethnomedical Information on Krameria Species, vari anni
  • Hildebert Wagner, Plant Drug Analysis A Thin Layer Chromatography Atlas, 1996
  • Lisa Ganora, Herbal Constituents Foundations of Phytochemistry, 2009
  • M. Heinrich, J. Barnes, S. Gibbons, E. Williamson, Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
  • Claudia Gallo, Herbal Medicines for Oral Mucosal and Periodontal Conditions, Journal of Ethnopharmacology, 2008
  • R. Hänsel, K. Keller, H. Rimpler, G. Schneider, Hagers Handbuch der Pharmazeutischen Praxis, 1992
  • Bernd Mayer, Medicinal Plants in Oral Health and Periodontal Therapy, Phytotherapy Research, 2013

  • TISANE...
    Tisane, composizioni e preparazioni di RATANIA DEL PERÙ
    basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Decotto astringente gastrointestinale con Krameria lappacea radice 1–2 g, Agrimonia eupatoria sommità 2 g e Matricaria chamomilla capolini 1,5 g in 250 mL di acqua. Bollire la Krameria per circa 10 minuti, aggiungere le altre droghe a fine ebollizione e lasciare in infusione ulteriori 5–7 minuti. Assunzione tradizionale documentata: 1 tazza fino a due volte al giorno per brevi periodi in caso di diarrea lieve o irritazione intestinale. Infuso per mucose orali e gengivali con Krameria lappacea radice polverizzata 1 g, Salvia officinalis foglie 1,5 g e Calendula officinalis fiori 1 g in 200 mL di acqua calda. Infondere 10 minuti e utilizzare tiepido come collutorio o gargarismo fino a tre volte al giorno. Formulazione coerente con uso fitoterapico e attività astringente e lenitiva locale. Decotto oro-faringeo con Krameria lappacea radice 1,5 g e Commiphora myrrha resina 0,5 g in 200 mL di acqua. Far sobbollire 8–10 minuti e filtrare accuratamente. Utilizzare esclusivamente per sciacqui e gargarismi una o due volte al giorno. Preparazione tradizionalmente impiegata per stomatiti e irritazioni del cavo orale. Infuso lenitivo per irritazioni intestinali con Krameria lappacea 0,5–1 g, Althaea officinalis radice 2 g e Melissa officinalis foglie 1,5 g in 250 mL di acqua. Infondere 10 minuti. Assumere una tazza fino a due volte al giorno per brevi periodi. La combinazione riduce l’effetto irritante dei tannini grazie alla presenza di mucillagini. Preparazione topica per ragadi ed emorroidi con Krameria lappacea 2 g, Hamamelis virginiana foglie 2 g e Malva sylvestris foglie 2 g in 300 mL di acqua. Bollire per circa 10 minuti e lasciare intiepidire. Utilizzare per lavaggi locali o impacchi esterni una o due volte al giorno. Formulazione erboristica in polvere per uso orale astringente con Krameria lappacea estratto secco titolato in tannini 100 mg, Vaccinium myrtillus estratto secco 80 mg e Matricaria chamomilla estratto secco 100 mg. Utilizzata tradizionalmente in fitoterapia gastrointestinale a breve termine. Posologia usuale: una capsula fino a due volte al giorno dopo i pasti. Collutorio fitoterapico con Krameria lappacea estratto fluido 2 mL, Salvia officinalis estratto fluido 2 mL e tintura di Calendula officinalis 1 mL diluiti in circa 100 mL di acqua. Utilizzare per risciacqui del cavo orale due o tre volte al giorno senza deglutire. Preparazione combinata tradizionale per diarrea lieve con Krameria lappacea 1 g, Potentilla erecta rizoma 1 g e Mentha × piperita foglie 1 g in 250 mL di acqua. Decotto leggero di 8 minuti. Assumere una tazza fino a due volte al giorno per periodi brevi evitando uso protratto per l’elevato contenuto tannico.
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 2, 2002
  • European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2019
  • Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
  • M. Heinrich, J. Barnes, S. Gibbons, E. Williamson, Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
  • R. Hänsel, K. Keller, H. Rimpler, G. Schneider, Hagers Handbuch der Pharmazeutischen Praxis, 1992
  • Lisa Ganora, Herbal Constituents Foundations of Phytochemistry, 2009
  • Bernd Mayer, Medicinal Plants in Oral Health and Periodontal Therapy, Phytotherapy Research, 2013
  • Claudia Gallo, Herbal Medicines for Oral Mucosal and Periodontal Conditions, Journal of Ethnopharmacology, 2008
  • Norman R. Farnsworth, NAPRALERT Database and Ethnomedical Information on Krameria Species, vari anni
  • Kerry Bone, Simon Mills, Principles and Practice of Phytotherapy Modern Herbal Medicine, 2013

  • PREPARATI ALCOLICI...
    Vini, elisir, amari, tinture di RATANIA DEL PERÙ
    Vino o alcool di ratania In alcune tradizioni locali europee, soprattutto in Portogallo, una forte tintura di radice di ratania in brandy o vino fortificato veniva aggiunta a vini (ad esempio i vini port) per conferire austerità, struttura e colore rosso intenso. Questo uso non era tanto terapeutico quanto culinario e tradizionale, sfruttando l’estrazione dei pigmenti rossi e dei tannini in alcool. Precauzioni Poiché Krameria lappacea contiene tannini, l’uso prolungato o a dosi elevate può risultare irritante per le mucose. È consigliabile utilizzare la tintura solo per brevi cicli, soprattutto per uso interno, e diluirla adeguatamente prima dell’uso. La somministrazione interna non è raccomandata in gravidanza, allattamento o nei bambini senza supervisione professionale. Bibliografia
  • Tinctura Krameriae (U.S.P.) — preparazione e uso tradizionale della tintura di ratania.
  • Preparazioni erboristiche con Krameria lappacea e loro applicazioni tradizionali.
  • Analisi fitochimica e attività dei composti della radice di ratania.
  • Uso di infuso e tintura di Krameria lappacea in fitoterapia orale.
  • Proprietà dei tannini della radice di ratania e loro applicazioni nella medicina popolare.
  • Storia dell’impiego di Krameria lappacea nei vini portoghesi e uso culinario tradizionale.
  • Linee guida sulle tinture alcoliche di piante astringenti in erboristeria classica.
  • Consultare il proprio medico prima di assumere queste bevande ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol

    ANNUNCIO PUBBLICITARIO


    APPROFONDIMENTO SU PIANTE RICCHE IN TANNINI...
    PIANTE RICCHE IN TANNINI Le piante con alto contenuto in tannini come Bistorta, Ratania, Tormentilla, Amamelide, Pungitopo, Quercia, Myrica, ecc. hanno proprietà antisettiche, antivirale, vasocostrittrice e analgesica locale. Una fonte ricca di tannini da cui si estrae l'acido tannico sono le "galle" formate da alcune specie di insetti (Cynips gallae-tinctoriae Olivier) su rametti di alcune querce del Medio oriente. I tannini in genere svolgono un'attività antiinfiammatoria sulle mucose e sono indicate in modo particolare per l'uso topico in gargarismi, sciacqui, semicupi e lavande contro forme diarroiche, ragadi, emorroidi, fistole e flogosi del cavo orofaringeo. Tuttavia in alte dosi o per periodi prolungati possono determinare infiammazioni gastrointestinali, nausee e vomito. Gli effetti tossici dell'acido tannico comprendono il danno letale al fegato (causato dall'acido digallico presente come impurità) quando è usato in clisteri o su scottature. [Tratto da: Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"; A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"]


    NOTE VARIE E STORICHE...
    Krameria lappacea è originaria del Sud America, in particolare del Perù e della Bolivia, dove cresce in zone semi-aride e coste montane. La radice di ratania è stata raccolta e utilizzata tradizionalmente dagli indigeni sudamericani per le sue proprietà astringenti, emostatiche e digestive. Il nome “ratania” deriva da “rata”, termine andino che indica la radice astringente. Appartiene alla famiglia Krameriaceae, un piccolo gruppo di piante con radici ricche di tannini e lignani. La radice era utilizzata come medicinale orale: masticata o in decotti per trattare sanguinamento gengivale, infiammazioni della bocca, diarrea e disturbi gastrointestinali lievi. In Europa, la ratania fu introdotta nel XVIII secolo come pianta medicinale officinale, impiegata soprattutto come astringente per la bocca e per uso gastrointestinale. La ratania era considerata una “radice da nobili”, spesso inclusa in preparazioni farmaceutiche classiche e in tinture alcoliche, data la sua efficacia astringente e la facilità di conservazione. La radice di ratania è ricca di tannini (fino al 16–20% del peso secco) e lignani con attività antibatterica e astringente. La radice secca si presenta di colore rossastro o bruno-rossiccio, caratterizzata da odore aromatico e sapore fortemente astringente. Il suo alto contenuto di tannini la rendeva preziosa anche per la concia e la colorazione dei tessuti in alcune applicazioni storiche. La pianta ha fiori piccoli e poco appariscenti, con un meccanismo di impollinazione specializzato: produce oli floreali raccolti da api specializzate (non nettare zuccherino), e non genera un miele monofloreale per le api da miele tradizionali. La pianta è perenne e legnosa, con portamento cespuglioso e adattata a suoli poveri e aridi. La ratania ha una lunga tradizione medicinale e simbolica: simboleggiava integrità e forza delle mucose in ambito erboristico. La radice è stata talvolta utilizzata anche come colorante naturale, grazie al suo pigmento rosso intenso estratto in tinture o macerazioni in alcool o vino. Studi moderni hanno confermato attività antibatterica, antinfiammatoria e astringente degli estratti di ratania. Viene impiegata in tisane, tinture, integratori e preparazioni topiche per gengive e mucose irritate. La ricerca scientifica esplora anche la presenza di composti lignanici con potenziale citotossico e antinfiammatorio.


    Ricerche di articoli scientifici su Krameria lappacea (Dombey) H.M.Burdet & B.B.Simpson

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    Autore: erbeofficinali.org

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    Hermann Adolph Köhler (1834-1879)
    Hermann Adolph Köhler (1834-1879)


    Altre Foto e Immagini di RATANIA DEL PERÙ