|
© I contenuti di questa pagina (escluse le immagini di pubblico dominio) sono di proprietà esclusiva dell'autore Alberto Tucci. Ne è vietata la copia, la riproduzione e l'utilizzo anche parziale in ogni forma. |
| QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 11-05-2026 |
MARRUBIO |
LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO
| Dominio Eukaryota Regno Plantae Clade Tracheophyta Clade Spermatophyta Clade Angiospermae Clade Mesangiospermae Clade Eudicotyledones Clade Superasteridae Clade Asteridae Ordine Lamiales Famiglia Lamiaceae Sottofamiglia Lamioideae Tribù Marrubieae Genere Marrubium Specie Marrubium vulgare |
Famiglia: Lamiaceae |
| Marrobio, Mal robbio, Trifoglione, Mentastrico, Mendastra, Mentastro, Robbio, Erba apiola, Jerva riccia, Erba siderita, Marrubiu, Marrigghiu, Marrujiu, White horehound, Marrube blanc, Weisser Andorn, Weisser Dorant |
| Marrubium Album Garsault, Marrubium Album St.-Lag., 1889, Marrubium Apulum Ten., Marrubium Ballotoides Boiss. & Balansa, Marrubium Germanicum Schrank Ex Steud., Marrubium Germanicum Schrank, 1789, Marrubium Hamatum Kunth, Marrubium Hyperleucum Candargy, Marrubium Hyperleucum Var. Brevidens Candargy, Marrubium Hyperleucum Var. Comosum Candargy, Marrubium Kusnetzowii N.P.Popov, 1916, Marrubium Lanatum Kunth, 1832, Marrubium Propinquum Benth., Marrubium Uncinatum Stokes, Marrubium Vaillantii Coss. & Germ., Marrubium Vulgare Subsp. Apulum (Ten.) H.Lindb., Marrubium Vulgare Subsp. Vulgare, Marrubium Vulgare Var. Apulum (Ten.) K.Koch, Marrubium Vulgare Var. Apulum (Ten.) Nyman, Marrubium Vulgare Var. Apulum (Ten.) Trevir., Marrubium Vulgare Var. Caucasicum K.Koch, Marrubium Vulgare Var. Gossypinum Nábelek, Marrubium Vulgare Var. Lanatum Benth., Marrubium Vulgare Var. Microphyllum Baguet, Marrubium Vulgare Var. Oligodon Barratte, Marrubium Vulgare Var. Oligodon Rech.f., Marrubium Vulgare Var. Vaillantii (Coss. & Germ.) P.Fourn., Prasium Marrubium E.H.L.Krause, Salvia Fulgens Subsp. Unranked (Kunth) Voss |
| ERBACEA PERENNE RIZOMATOSA ALTA FINO A 80 CM CON FUSTI ERETTI RAMIFICATI QUADRANGOLARI DENSAMENTE TOMENTOSI BIANCASTRI. FOGLIE OPPOSTE PICCIOLATE OVATO-ROTONDE RUGOSE CRENATO-DENTATE TOMENTOSE GRIGIO-VERDI. FIORI ERMAFRODITI ZIGOMORFI PICCOLI BIANCHI IN DENSI VERTICILLASTRI GLOBOSI ALL'ASCELLA DELLE FOGLIE SUPERIORI FORMANTI UNA SPIGA FOGLIOSA. CALICE GAMOSEPALO TUBOLARE CON 5-10 DENTI SPINESCENTI UNCINATI PERSISTENTI. COROLLA GAMOPETALA BILABIATA CON LABBRO SUPERIORE ERETTO BILOBO E LABBRO INFERIORE TRILOBO CON LOBO MEDIANO PIÙ GRANDE BILOBO. ANDROCEO CON QUATTRO STAMI DIDINAMI INCLUSI NEL TUBO COROLLINO. GINECEO SUPERO BICARPELLARE CON STILO FILIFORME E STIGMA BIFIDO. FRUTTO TETRACHENIO SECCO CHE SI DIVIDE IN QUATTRO NUCULE OVOIDI LISCE BRUNO-SCURE RACCHIUSE NEL CALICE PERSISTENTE. TUTTA LA PIANTA HA UN ODORE AROMATICO AMARO. |
| ESTATE (GIUGNO LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE), CON FIORI BIANCHI RIUNITI IN VERTICILLI ASCELLARI |
| COLORI OSSERVATI NEI FIORI |
| ________ BIANCO |
| Originaria dell'Europa, del Nord Africa e dell'Asia temperata, ma ampiamente naturalizzata in molte altre parti del mondo, inclusi Nord e Sud America e Australia. È una specie robusta e adattabile che si trova in una varietà di habitat disturbati e aperti, prediligendo terreni secchi e poveri, come bordi stradali, campi incolti, pascoli aridi, zone ruderali, discariche e macerie. Cresce bene in posizioni soleggiate e si adatta a diversi tipi di suolo, inclusi quelli calcarei, sassosi e argillosi, purché siano ben drenati. È comune trovarla dal livello del mare fino a circa 1500 metri di altitudine. La sua capacità di produrre numerosi semi e di propagarsi anche per via vegetativa tramite rizomi contribuisce alla sua ampia diffusione e alla sua persistenza in ambienti antropizzati. In Italia è una specie comune in tutte le regioni, specialmente in aree marginali e degradate. |
| DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE |
![]() |
| INIZIO FIORITURA (GIUGNO-LUGLIO), PERIODO OTTIMALE PER LA RACCOLTA DELLE SOMMITÀ FIORITE |
| (Parti ricche in principi attivi) |
| SOMMITÀ FIORITE E FOGLIE, RICCHE DI MARRUBINA, TANNINI E OLIO ESSENZIALE |
| AROMATICO-CANFORATO, CON NOTE BALSAMICHE E LIEVEMENTE FLOREALI |
| INTENSAMENTE AMARO (DOVUTO ALLA MARRUBINA), CON RETROGUSTO ASTRINGENTE E LEGGERMENTE TANNICO |
| TOSSICITÀ: BASSA |
| Motivazione: I dati tossicologici disponibili indicano una buona tollerabilità della pianta alle dosi fitoterapiche tradizionali. Gli effetti indesiderati documentati sono generalmente lievi e prevalentemente gastrointestinali. Studi sperimentali non mostrano tossicità acuta rilevante ai dosaggi terapeutici comuni, pur esistendo precauzioni relative all’uso prolungato, alla gravidanza e all’impiego ad alte dosi per possibile attività uterotonica osservata in modelli sperimentali. |
| EFFICACIA: BUONA |
| Motivazione: La specie presenta un uso fitoterapico tradizionale consolidato soprattutto come espettorante, eupeptico amaro e coleretico, supportato da studi farmacologici in vitro e in vivo coerenti, in particolare per attività antinfiammatoria, broncosecretolitica, ipoglicemizzante e antiossidante. Sono disponibili revisioni scientifiche e dati sperimentali pertinenti alla specie, ma le evidenze cliniche controllate sull’uomo risultano ancora limitate e insufficienti per classificare l’efficacia come confermata da evidenze scientifiche cliniche. |
| Diterpeni: marrubiina, premarrubiina, marrubenolo, marrubiolo, vulgarolo, peregrinolo, marrulibacetal, acido marrubico Flavonoidi: apigenina, luteolina, quercetina, rutina, vitexina, orientina, apigenina-7-glucoside, luteolina-7-glucoside Acidi fenolici e fenilpropanoidi: acido rosmarinico, acido caffeico, acido clorogenico, acido ferulico, verbascoside, acteoside Olio essenziale e monoterpeni: beta-cariofillene, germacrene D, alfa-pinene, beta-pinene, limonene, canfene, sabinene, terpinene Sesquiterpeni: beta-cariofillene, ossido di cariofillene, germacrene D, bisabolene Tannini: tannini condensati, tannini idrolizzabili Mucillagini e polisaccaridi: arabinogalattani, polisaccaridi mucillaginosi acidi Fitosteroli: beta-sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo Saponine: saponine triterpeniche Acidi grassi: acido linoleico, acido oleico, acido palmitico, acido stearico Alcaloidi: tracce di alcaloidi pirrolidinici Composti amari: marrubiina, premarrubiina Composti triterpenici: acido ursolico, acido oleanolico |
Bibliografia |
| AVVERTENZE
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati) L’USO PROLUNGATO O AD ALTE DOSI PUÒ CAUSARE DISTURBI GASTROINTESTINALI QUALI NAUSEA, IRRITAZIONE GASTRICA E DIARREA; EVIDENZA DERIVANTE DA OSSERVAZIONI FITOTERAPICHE E DATI FARMACOLOGICI SUI COMPOSTI AMARI DITERPENICI. POSSIBILE EFFETTO IPOGLICEMIZZANTE ADDITIVO IN SOGGETTI TRATTATI CON FARMACI ANTIDIABETICI; EVIDENZA SUPPORTATA DA STUDI SPERIMENTALI IN VIVO E DATI FARMACOLOGICI SULLA SPECIE. POSSIBILE EFFETTO IPOTENSIVO LIEVE O ADDITIVO IN ASSOCIAZIONE CON FARMACI ANTIPERTENSIVI; EVIDENZA DERIVANTE DA MODELLI SPERIMENTALI ANIMALI E ATTIVITÀ VASORILASSANTE DOCUMENTATA. L’ATTIVITÀ COLERETICA E STIMOLANTE LA SECREZIONE BILIARE SUGGERISCE CAUTELA IN SOGGETTI CON LITIASI BILIARE O OSTRUZIONE DELLE VIE BILIARI; EVIDENZA FARMACOLOGICA E FITOTERAPICA TRADIZIONALE COERENTE CON I PRINCIPI AMARI PRESENTI NELLA SPECIE. I DATI CLINICI CONTROLLATI SULLA SICUREZZA A LUNGO TERMINE RISULTANO LIMITATI E NON CONSENTONO UNA DEFINIZIONE COMPLETA DEL PROFILO DI SICUREZZA CRONICA. |
| CONTROINDICAZIONI
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni) CONTROINDICATO IN GRAVIDANZA PER LA PRESENZA DI ATTIVITÀ UTEROTONICA ED EMMENAGOGA DOCUMENTATA IN STUDI FARMACOLOGICI SPERIMENTALI SULLA SPECIE. CONTROINDICATO IN SOGGETTI CON IPERSENSIBILITÀ NOTA A MARRUBIUM VULGARE L. O AI SUOI PREPARATI FITOTERAPICI. CONTROINDICATO IN PRESENZA DI GASTRITE EROSIVA O ULCERA PEPTICA ATTIVA NELLA PRATICA FITOTERAPICA TRADIZIONALE E PER PLAUSIBILE EFFETTO IRRITATIVO DOVUTO AI PRINCIPI AMARI. |
| (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche) |
| AMARI |
| ANTICOAGULANTI (POTENZIAMENTO) |
| ANTIDIABETICI ORALI (POTENZIAMENTO) |
| ANTIPERTENSIVI |
| CARDIOVASCOLARI (ANCHE IPOTENSIVI) |
| COLERETICI E COLECISTOCINETICI |
| FARMACI PER DIABETICI |
| GASTROLESIVI |
| INSULINA (POTENZIAMENTO) |
| IPOGLICEMIZZANTI E ANTIDIABETICI |
| OSSITOCICI E UTEROTONICI SINTETICI |
| SAPONINE (QUANTITÀ ELEVATE) |
| SEROTONINERGICI |
| UTEROTONICI |
| Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di MARRUBIO basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Estratto secco nebulizzato e titolato di sommità fiorite di Marrubium vulgare L. standardizzato in marrubiina. I preparati fitoterapici maggiormente documentati utilizzano estratti con contenuto di marrubiina compreso indicativamente tra 0,7% e 1,5%, considerato coerente con l’attività amaro-tonica, digestiva, coleretica ed espettorante. Le dosi comunemente impiegate negli integratori standardizzati corrispondono a 300-900 mg al giorno di estratto secco suddivisi in 2-3 somministrazioni, equivalenti a circa 1,5-6 g di droga secca. Estratto idroalcolico fluido di Marrubium vulgare L. ottenuto dalle parti aeree fiorite con rapporti droga/estratto generalmente compresi tra 1:1 e 1:3. Utilizzato soprattutto come amaro digestivo, eupeptico e coadiuvante nelle affezioni catarrali respiratorie. La posologia tradizionale documentata nelle monografie europee corrisponde a circa 1,5-4 ml fino a tre volte al giorno, preferibilmente prima dei pasti per l’attività stomachica ed eupeptica. Estratto molle o estratto acquoso concentrato di Marrubium vulgare L. impiegato in formulazioni sciroppose o pastiglie balsamiche. Il contenuto di marrubiina raramente viene standardizzato in modo rigoroso nei prodotti commerciali, ma l’effetto terapeutico tradizionale risulta associato alla presenza della frazione diterpenica amara e dei fenilpropanoidi. Le quantità giornaliere equivalgono generalmente a 1-3 g di estratto molle o a preparazioni equivalenti contenenti 3-6 g di pianta essiccata. Polvere micronizzata o criomacinata di sommità fiorite di Marrubium vulgare L. utilizzata in capsule o compresse. I preparati più coerenti con le monografie EMA impiegano dosaggi compresi tra 225 mg e 450 mg per singola somministrazione, fino a tre volte al giorno. La standardizzazione in marrubiina non è sempre riportata, ma è considerata preferibile nei prodotti destinati a supporto digestivo e respiratorio. Succo espresso stabilizzato di Marrubium vulgare L. ottenuto dalla pianta fresca. Tradizionalmente utilizzato come preparato fluido per attività amaro-tonica ed espettorante. Le monografie fitoterapiche europee riportano dosaggi indicativi compresi tra 10 e 20 ml fino a tre volte al giorno. Sciroppo fitoterapico composto contenente Marrubium vulgare L. associato a droghe demulcenti ed espettoranti come Glycyrrhiza glabra L., Althaea officinalis L. o Tussilago farfara L. Le formulazioni tradizionali impiegano estratti fluidi o acquosi equivalenti a circa 2-5 g al giorno di Marrubium vulgare L. per il trattamento sintomatico della tosse produttiva e delle irritazioni delle vie respiratorie superiori. Pastiglie balsamiche e compresse orosolubili contenenti estratti secchi di Marrubium vulgare L. spesso associati a mentolo, propoli o liquirizia. L’impiego tradizionale documentato riguarda il sollievo della raucedine, del catarro e della tosse irritativa. I dosaggi medi giornalieri equivalgono generalmente a 0,5-2 g di droga. Tintura madre fitoterapica di Marrubium vulgare L. preparata generalmente in rapporto 1:10 in etanolo a gradazione variabile. L’impiego tradizionale riguarda dispepsia, perdita di appetito e disturbi catarrali respiratori. Le dosi comunemente utilizzate nella pratica erboristica europea sono di 2-5 ml fino a tre volte al giorno diluiti in acqua. Preparazioni omeopatiche di Marrubium vulgare L. disponibili principalmente come tintura madre omeopatica, granuli e diluizioni hahnemanniane. Le diluizioni più utilizzate comprendono D3, D4, D6, CH5 e CH7, tradizionalmente impiegate nell’ambito omeopatico per tosse spasmodica, catarro bronchiale e disturbi digestivi funzionali. Non esistono evidenze cliniche robuste di efficacia specifica delle preparazioni omeopatiche della specie. |
| Tisane, composizioni e preparazioni di MARRUBIO basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Infuso digestivo amaro-tonico con Marrubium vulgare L. e Foeniculum vulgare Mill. Preparare con 1,5 g di sommità fiorite essiccate di Marrubium vulgare L. e 1 g di semi di finocchio in 200 ml di acqua a circa 90-95 °C. Lasciare in infusione 10 minuti. Assumere fino a due volte al giorno dopo i pasti principali. La combinazione è tradizionalmente impiegata per dispepsia, digestione lenta e meteorismo, con supporto farmacologico documentato per l’attività stomachica e carminativa. Infuso balsamico per catarro e tosse produttiva con Marrubium vulgare L., Althaea officinalis L. e Glycyrrhiza glabra L. Utilizzare 1,5 g di Marrubium vulgare L., 1 g di altea radice e 0,5 g di liquirizia radice per 250 ml di acqua calda. Infondere per circa 10-15 minuti. Assumere una o due tazze al giorno. La formulazione unisce l’azione espettorante amara del marrubio a quella demulcente e lenitiva delle mucillagini. Decotto leggero epatobiliare con Marrubium vulgare L. e Cynara scolymus L. Preparare con 1 g di Marrubium vulgare L. e 2 g di foglie di carciofo in 250 ml di acqua. Portare a lieve ebollizione per 5 minuti e lasciare riposare altri 10 minuti. Utilizzare una volta al giorno prima del pasto principale. La formulazione è coerente con l’uso tradizionale coleretico e digestivo documentato nelle monografie europee. Tisana per dispepsia funzionale con Marrubium vulgare L., Melissa officinalis L. e Matricaria chamomilla L. Utilizzare 1 g di marrubio, 1 g di melissa e 1 g di camomilla per 200 ml di acqua. Infondere 10 minuti. Assumere fino a due volte al giorno dopo i pasti. L’associazione mira al supporto digestivo e alla riduzione della componente spastica gastroenterica. Infuso respiratorio con Marrubium vulgare L., Thymus vulgaris L. e Plantago lanceolata L. Preparare con 1 g di marrubio, 1 g di timo e 1,5 g di piantaggine in 250 ml di acqua calda. Infondere 10-12 minuti. Utilizzare fino a due volte al giorno per brevi periodi. L’associazione è tradizionalmente impiegata per tosse catarrale e irritazione delle vie respiratorie superiori. Decotto tradizionale amaro-tonico con Marrubium vulgare L. da solo. Utilizzare 2-4 g di droga essiccata in 250 ml di acqua. Bollire delicatamente per circa 5 minuti e lasciare riposare 10 minuti. L’assunzione tradizionale prevede una tazza fino a due volte al giorno prima dei pasti. Dosaggi superiori possono aumentare il rischio di irritazione gastrica e nausea per l’elevato contenuto di principi amari. Tisana combinata per meteorismo e coliche digestive con Marrubium vulgare L., Mentha × piperita L. e Pimpinella anisum L. Preparare con 1 g di marrubio, 1 g di menta piperita e 1 g di anice verde per 200 ml di acqua. Infondere 8-10 minuti. Utilizzare dopo i pasti principali. La formulazione è coerente con dati farmacologici relativi all’attività carminativa e spasmolitica gastroenterica. Formulazione erboristica liquida tradizionale con estratto fluido di Marrubium vulgare L. associato a Hedera helix L. e Thymus vulgaris L. per uso respiratorio. Le formulazioni commerciali equivalgono generalmente a 1-3 g al giorno di Marrubium vulgare L. suddivisi in più somministrazioni. L’associazione è utilizzata come coadiuvante nelle secrezioni bronchiali dense e nella tosse produttiva. Infuso tradizionale per inappetenza con Marrubium vulgare L. e Gentiana lutea L. Utilizzare 1 g di marrubio e 0,3-0,5 g di genziana per 200 ml di acqua. Infondere 5-8 minuti e assumere circa 20 minuti prima dei pasti. La presenza della genziana richiede prudenza nei soggetti con gastrite o ulcera peptica. |
| Vini, elisir, amari, tinture di MARRUBIO
Vino medicinale o infuso alcolico Preparazione: Prendere 30–50 g di foglie e fiori secchi di Marrubium vulgare L. Mettere in 500 ml di vino rosso o bianco a temperatura ambiente. Lasciare in macerazione per 10–14 giorni in luogo fresco e buio, agitando ogni giorno. Filtrare e conservare in bottiglia chiusa. Uso: Assumere 1–2 bicchierini (20–30 ml) al giorno, preferibilmente prima dei pasti. Indicazioni: supporto alla digestione, stimolo della secrezione biliare, coadiuvante in disturbi gastrointestinali lievi. Note di sicurezza: Non superare le dosi consigliate; evitare in gravidanza, allattamento e in caso di patologie epatiche o abuso di alcol. Macerato alcolico standardizzato (tintura) Preparazione: Foglie e fiori freschi o secchi di Marrubium vulgare L. Alcol etilico 40–50% v/v in rapporto 1:5 (pianta:alcol). Macerazione per 2–3 settimane in luogo fresco e buio, agitando regolarmente. Filtrare e imbottigliare. Uso: 20–30 gocce in poca acqua, 2–3 volte al giorno. Indicazioni: digestiva, coleretica, coadiuvante per disturbi gastrointestinali. Note di sicurezza: Evitare in bambini, gravidanza e patologie epatiche senza indicazione medica. Bibliografia |
| Consultare il proprio medico prima di assumere queste bevande ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol |
PIANTA MELLIFERA PRIMARIA o MONOFLORALE...
USO ALIMENTARE...
Vedi anche Ricette con erbe officinali e Ricette vegetariane APPROFONDIMENTO SU DROGHE ATTIVE SULLO STOMACO (EUPEPTICHE)...
NOTE VARIE E STORICHE...
Ricerche di articoli scientifici su Marrubium vulgare L. |