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    Scheda completa della pianta medicinale

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QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 06-06-2026

BELLADONNA
Atropa belladonna L.


TOSSICITÀ VELENOSA O LETALE *


NON UTILIZZABILE *

 Noo 


LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO


CLASSIFICAZIONE BOTANICA...
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Viridiplantae
Clade Streptophyta
Clade Embryophyta
Clade Tracheophyta
Clade Spermatophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Core Eudicotyledones
Clade Asteranae
Clade Lamiidae
Ordine Solanales
Famiglia Solanaceae
Sottofamiglia Solanoideae
Tribù Hyoscyameae
Genere Atropa
Specie Atropa belladonna

Famiglia: Solanaceae

SINONIMI DEL NOME VOLGARE...
Solatro maggiore, Dwale, Belladonne, Deadly nightshade, Poison Black Cherry, Morelle furieuse, Belladona, Beladama, Tollkirsche

SINONIMI DEL NOME BOTANICO...
Atropa Bella-donna L., Atropa Belladonna L. Var. Acuminata Royle Ex Lindl., Atropa Bella-donna Var. Lutea Döll, Belladonna Baccifera Lam., Belladonna Hortensis Link, Belladonna Vulgaris Scop.

DESCRIZIONE BOTANICA...
PIANTA ERBACEA PERENNE ALTA 50-150 CM, CON FUSTO ERETTO, RAMIFICATO, VERDE O VIOLACEO. FOGLIE ALTERNE, GRANDI, OVATE O ELLITTICHE, ACUMINATE, GLABRE O DEBOLMENTE PUBESCENTI. FIORI SOLITARI O A COPPIE ALL'ASCELLA DELLE FOGLIE, PENDULI, A FORMA DI CAMPANA, CON COROLLA GAMOPETALA A CINQUE LOBI DI COLORE BRUNO-VIOLACEO. FRUTTO È UNA BACCA GLOBOSA, LUCIDA, NERA A MATURAZIONE, CONTENENTE NUMEROSI PICCOLI SEMI RENIFORMI. TUTTA LA PIANTA È ALTAMENTE TOSSICA.

FIORITURA O ANTESI...
GIUGNO, LUGLIO, AGOSTO, SETTEMBRE, FINE PRIMAVERA, ESTATE

COLORI OSSERVATI NEI FIORI

________ VERDE LIME SCURO
________ VIOLETTO SCURO DESATURATO

HABITAT...
Originaria dell'Europa, del Nord Africa e dell'Asia occidentale. Cresce spontanea in boschi ombrosi e umidi, radure forestali, siepi, margini di sentieri e terreni calcarei, prediligendo suoli ricchi di humus e ben drenati. Si trova spesso in zone collinari e montane, fino a circa 1500 metri di altitudine. In Italia è presente in quasi tutte le regioni, soprattutto nelle zone montane e submontane con boschi di latifoglie. La sua capacità di propagarsi sia per seme che vegetativamente tramite rizomi contribuisce alla sua diffusione in habitat adatti. È una pianta tossica e la sua presenza può essere indicativa di terreni calcarei e ricchi di sostanza organica in ambienti boschivi.

DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE
© OpenStreetMap contributors, © OpenMapTiles, GBIF (CC BY-SA 2.0)

ANNUNCIO PUBBLICITARIO



PERIODO BALSAMICO...
MAGGIO, SETTEMBRE, PRIMAVERA, INIZIO AUTUNNO

DROGA UTILIZZATA...
(Parti ricche in principi attivi)
RADICI E FOGLIE [BELLADONNA FOLIA- BELLADONNA RADIX F.U.]

AROMI DELLA DROGA...
ODORE DEBOLE, ERBACEO-TERROSO, CON SOTTILI NOTE AMINE (SIMILI A PESCE MARCIO) E UN CARATTERISTICO SENTORE NARCOTICO-DOLCIASTRO.

SAPORI DELLA DROGA...
SAPORE INIZIALMENTE DOLCIASTRO, SEGUITO DA INTENSA AMAREZZA, CON RETROGUSTO METALLICO E PERSISTENTE EFFETTO ANESTETICO SULLA MUCOSA ORALE. NOTA: LA DROGA È ALTAMENTE TOSSICA PER LA PRESENZA DI ALCALOIDI TROPANICI (ATROPINA, SCOPOLAMINA). L'ASSAGGIO È SCONSIGLIATO PER RISCHIO DI AVVELENAMENTO.

TOSSICITÀ:
VELENOSA O LETALE
Motivazione: Tutte le parti della pianta contengono alcaloidi tossici che possono causare gravi alterazioni cardiache, neurologiche e gastrointestinali; dosi anche minime possono essere letali, rendendo indispensabile evitare l’uso diretto in fitoterapia.

EFFICACIA:
NON UTILIZZABILE
Motivazione: Atropa belladonna L. contiene alcaloidi tropanici (atropina, scopolamina, iosciamina) con azione farmacologica potente; l’uso fitoterapico diretto è sconsigliato a causa dell’elevato rischio di effetti tossici, mentre eventuali impieghi terapeutici sono limitati a preparazioni omeopatiche altamente diluite.

PRINCÍPI ATTIVI...
Alcaloidi tropanici: L-iosciamina, atropina, scopolamina, apoatropina, belladonina, noriosciamina, norscopolamina, meteloidina, tropina, pseudotropina Alcaloidi minori: cuscoigrina, atropamina, tigloidina, apoiosciamina, bellaradina, pirrolidina derivati Flavonoidi: quercetina, kaempferolo, rutina, isoquercitrina, derivati flavonolici Cumarine: scopoletina, scopolina, umbelliferone Acidi fenolici: acido clorogenico, acido caffeico, acido p-cumarico, acido ferulico Steroli: beta-sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo Tannini: tannini condensati, tannini idrolizzabili Polisaccaridi: pectine, mucillagini, polisaccaridi strutturali Acidi organici: acido malico, acido citrico, acido ossalico Carotenoidi: beta-carotene, luteina Sostanze lipidiche: acidi grassi, cere vegetali, fosfolipidi

Bibliografia
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 1, 1999
  • European Medicines Agency, Community Herbal Monograph on Atropa belladonna L. Folium, 2017
  • Bruneton Jean, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 2009
  • Evans William Charles, Trease and Evans Pharmacognosy, 2009
  • Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
  • Duke James A, Handbook of Medicinal Herbs, 2002
  • Hunziker Armando T., The Genera of Solanaceae, 2001
  • Griffin William J., Lin George D., Chemotaxonomy and Geographical Distribution of Tropane Alkaloids, Phytochemistry, 2000
  • Wink Michael, Annual Plant Reviews Biochemistry of Plant Secondary Metabolism, 2010
  • Bertrand Matthieu, Polyphenols and Secondary Metabolites in Atropa belladonna, Journal of Ethnopharmacology, 2018

  • PROPRIETÀ E INDICAZIONI (NOTE IMPORTANTI)

    PROTOCOLLO DI EMERGENZA PER SOSPETTO AVVELENAMENTO DA Atropa belladonna L. Allarme: Tutte le parti della pianta sono estremamente tossiche per la presenza di alcaloidi tropanici (atropina, scopolamina). 1. PRONTO INTERVENTO Contatto con la pelle: Lavare immediatamente con acqua e sapone Rimuovere gli indumenti contaminati Ingestione: Non indurre il vomito (pericolo di aspirazione) Sciacquare la bocca con acqua Assolutamente no latte o sostanze grasse 2. CHIAMATA D'EMERGENZA IMMEDIATA Numeri utili: Centro Antiveleni: 02-66101029 (Milano) Emergenza: 112/118 Informazioni essenziali: Nome pianta (Atropa belladonna) Parte interessata (bacche molto pericolose) Quantità stimata ingerita Ora dell'esposizione 3. SINTOMI GRAVI (comparsa rapida) Anticolinergici: Midriasi (pupille dilatate) Tachicardia estrema Allucinazioni Pelle secca e arrossata Ritenzione urinaria 4. TERAPIA OSPEDALIERA URGENTE Antidoto: Fisostigmina (solo in ambiente ospedaliero) Monitoraggio: ECG continuo Controllo pressione Bilancia idrica Supporto vitale (se necessario) 5. CAMPIONI DA PORTARE Fotografie della pianta Residui vegetali Eventuale materiale vomitato Attenzione: L'ingestione di 2-5 bacche può essere letale nei bambini La tossicità persiste nelle piante essiccate Chiamare il CAV ANCHE SENZA SINTOMI Prognosi dipende dalla rapidità d'intervento
  • Clinical Toxicology, 2018 EMA Guidelines on Anticholinergic Poisoning


  • Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.

    Confermate da studi scientifici e clinici

    ookNON UTILIZZABILE IN AUTOTERAPIA

    Uso storico e nella tradizione

    NooALLUCINOGENO
    NooANALGESICO ANTALGICO ANTINOCICETTIVO
    NooANESTETICO LOCALE ODONTOIATRICO, ORL, OFTALMICO
    NooANTIACIDO (ANTISECRETIVO GASTRICO PARASIMPATICOLITICO)
    NooASMA BRONCHIALE E BRONCOSPASMO
    NooBRONCODILATATORE ANTIASMATICO
    NooCOLICHE E CRAMPI INTESTINALI
    NooDELIRIO
    NooDIGESTIVO EUPEPTICO ALCALOIDEO
    NooECCITO-STUPEFACENTE
    NooEMMENAGOGO
    NooGASTRALGIA O MAL DI STOMACO
    NooGLAUCOMA
    NooIPNOTICO
    NooMIDRIATICO
    NooNARCOTICO
    NooNEVRALGIE
    NooODONTALGIA
    NooPARASIMPATICOLITICO
    NooPSICOSTIMOLANTE O PSICODISLETTICO
    NooSPASMOLITICO ANTISPASMODICO
    NooSPASMOLITICO FIBRE MUSCOLARI LISCIE
    NooSPASMOLITICO GASTRO-ENTERICO
    NooSPASMOLITICO INTESTINALE
    NooSPASMOLITICO NEUROTROPO PARASIMPATICOLITICO
    NooSTUPEFACENTE
    NooTACHICARDIA DA NEVROSI
    NooTREMORI E VERTIGINI PSICOTICHE
    NooTURBE DELLA VISIONE
    NooUSO OMEOPATICO
    NooVESCICA IPERATTIVA

    Bibliografia (proprietà e indicazioni)
    EVENTUALI FUNZIONI TERAPEUTICHE SONO INDICATE SOLO PER INFORMAZIONE STORICO-CULTURALE MA NON APPLICABILI NELLA PRATICA FITOTERAPICA.

    SORVEGLIANZA ALLE REAZIONI AVVERSE
    QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.

    AVVERTENZE (Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)

    L'ATROPINA SOSTITUISCE L'ACETILCOLINA E INFLUENZA TUTTI GLI ORGANI SOTTO IL DOMINIO DEL PARASIMPATICO.
    PREPARATI CON ATROPINA SONO USATI IN ALCUNE FORME GRAVI DI ARITMIE E IN COLLIRI MIDRIATICI, LA SCOPOLAMINA INVECE NELLE VERTIGINI PERIFERICHE E NELLA CINETOSI, I DERIVATI DELLA IOSCIAMINA NEGLI COLICHE ADDOMINALI. GLI ESTRATTI TITOLATI E STANDARDIZZATI, DA SOLI O IN ASSOCIAZIONE A PAPAVERINA, POSSONO ESSERE UTILIZZATI COME ANTICOLINERGICI ED ANTISPASTICI GASTROINTESTINALI E NELLE COLICHE ADDOMINALI. INDISPENSABILE LA PRESCRIZIONE E IL CONTROLLO MEDICO. TUTTE LE PARTI DELLA PIANTA SONO ALTAMENTE TOSSICHE PER LA PRESENZA DI ALCALOIDI TROPANICI.

    CONTROINDICAZIONI (Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)

    VIETATO L'USO ATTENZIONE AI BAMBINI CHE POTREBBERO INGERIRE LA BACCHE SCAMBIANDOLE PER FRUTTI DI BOSCO

    INCOMPATIBILITÀ CON FARMACI O SOSTANZE
    Interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche non rilevate o non ancora ampiamente documentate

    ORGANI UMANI...

    ESTRATTI...
    Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di BELLADONNA
    basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Preparazioni omeopatiche Atropa belladonna è una delle specie più frequentemente utilizzate nella farmacopea omeopatica internazionale. Tintura madre omeopatica Preparazione ottenuta dalla pianta fresca secondo le metodiche previste dalle farmacopee omeopatiche. Diluizioni omeopatiche basse D3, D4, D6. Diluizioni omeopatiche intermedie CH5, CH7, CH9. Diluizioni omeopatiche elevate CH12, CH15, CH30, CH200 e superiori. Granuli, globuli e gocce omeopatiche Disponibili in numerose diluizioni secondo le diverse farmacopee omeopatiche nazionali. Le posologie omeopatiche dipendono dalla scuola omeopatica adottata e non corrispondono a dosaggi farmacologici fondati su evidenze cliniche. In conclusione, Atropa belladonna L. non dispone attualmente di preparazioni fitoterapiche moderne utilizzabili in sicurezza come estratti o integratori. L'impiego terapeutico riconosciuto riguarda esclusivamente alcaloidi purificati utilizzati come farmaci oppure preparazioni omeopatiche altamente diluite.
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 1, 1999
  • European Medicines Agency, Community Herbal Monograph on Atropa belladonna L. Folium, 2017
  • European Pharmacopoeia Commission, European Pharmacopoeia Monograph Belladonna Leaf, edizioni più recenti
  • United States Pharmacopeial Convention, United States Pharmacopeia and National Formulary Belladonna Preparations, edizioni più recenti
  • Bruneton Jean, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 2009
  • Evans William Charles, Trease and Evans Pharmacognosy, 2009
  • Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
  • Duke James A, Handbook of Medicinal Herbs, 2002
  • Griffin William J., Lin George D., Chemotaxonomy and Geographical Distribution of Tropane Alkaloids, Phytochemistry, 2000
  • Wink Michael, Annual Plant Reviews Biochemistry of Plant Secondary Metabolism, 2010

  • TISANE...
    Tisane, composizioni e preparazioni di BELLADONNA
    basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Per Atropa belladonna L. non esistono tisane, infusi, decotti o formulazioni erboristiche supportati da dosaggi sicuri e da evidenze scientifiche che ne consentano l'utilizzo fitoterapico. La specie contiene elevate concentrazioni di alcaloidi tropanici farmacologicamente attivi, principalmente L-iosciamina, atropina e scopolamina, caratterizzati da una stretta finestra terapeutica e da un rischio documentato di avvelenamento grave o mortale. Non sono disponibili dosaggi sicuri e validati per preparazioni acquose ottenute dalla droga vegetale. La concentrazione degli alcaloidi può variare considerevolmente in funzione della parte utilizzata, dello stadio vegetativo, delle condizioni ambientali e delle modalità di preparazione. Non esistono formulazioni erboristiche moderne riconosciute che associno Atropa belladonna ad altre piante medicinali in preparazioni destinate all'automedicazione o alla fitoterapia clinica. Le tradizionali associazioni storiche con specie antispasmodiche, sedative o analgesiche riportate nella letteratura medica dei secoli passati sono considerate obsolete e incompatibili con gli attuali standard di sicurezza farmacologica e tossicologica. In un approccio fitoterapico evidence-based rigoroso non possono pertanto essere raccomandati infusi, decotti, tisane o miscele erboristiche contenenti Atropa belladonna L., né in monocomponente né in associazione con altre specie vegetali.
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 1, 1999
  • European Medicines Agency, Community Herbal Monograph on Atropa belladonna L. Folium, 2017
  • European Pharmacopoeia Commission, European Pharmacopoeia Monograph Belladonna Leaf, edizioni più recenti
  • Bruneton Jean, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 2009
  • Evans William Charles, Trease and Evans Pharmacognosy, 2009
  • Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
  • Duke James A, Handbook of Medicinal Herbs, 2002
  • Griffin William J., Lin George D., Chemotaxonomy and Geographical Distribution of Tropane Alkaloids, Phytochemistry, 2000
  • Wink Michael, Annual Plant Reviews Biochemistry of Plant Secondary Metabolism, 2010
  • Chan Thomas Y. K., Worldwide Occurrence and Investigations of Contamination of Herbal Medicines by Tropane Alkaloids, Toxicology Reports, 2017

  • ANNUNCIO PUBBLICITARIO


    APPROFONDIMENTO SU ALCALOIDI...
    PROPRIETÀ DEGLI ALCALOIDI NELLE PIANTE OFFICINALI: Meccanismi di difesa: Le piante producono alcaloidi come meccanismo di difesa contro erbivori e patogeni. Il loro sapore amaro e la potenziale tossicità dissuadono gli animali dal mangiarle. Attività biologica: Gli alcaloidi possono interagire con diversi sistemi fisiologici negli animali e nell'uomo, producendo una vasta gamma di effetti. Questi effetti dipendono dalla struttura chimica specifica dell'alcaloide e dal dosaggio. Usi terapeutici: Molti alcaloidi hanno importanti applicazioni terapeutiche. Alcuni esempi includono: Analgesici: Morfina e codeina (dal papavero da oppio) Antimalarici: Chinina (dalla corteccia di china) Stimolanti: Caffeina (da caffè e tè), nicotina (dal tabacco) Anticolinergici: Atropina e scopolamina (dalla belladonna e dallo stramonio) Antitumorali: Vinblastina e vincristina (dalla pervinca del Madagascar) Antibatterici e antispasmodici: Berberina (dal crespino) Tossicità: Molte piante contenenti alcaloidi sono potenzialmente tossiche e devono essere usate con cautela e sotto controllo medico. La dose terapeutica di alcuni alcaloidi è molto vicina alla dose tossica. Esempi di piante officinali contenenti alcaloidi: Papavero da oppio (Papaver somniferum): Contiene morfina, codeina e altri alcaloidi con proprietà analgesiche e sedative. China (Cinchona officinalis): Contiene chinina e chinidina, usate come antimalarici e antiaritmici. Belladonna (Atropa belladonna): Contiene atropina e scopolamina, con effetti anticolinergici. Stramonio (Datura stramonium): Contiene scopolamina e atropina, potenti allucinogeni e anticolinergici. L'uso è estremamente pericoloso. Caffè (Coffea arabica) e Tè (Camellia sinensis): Contengono caffeina, uno stimolante del sistema nervoso centrale. Tabacco (Nicotiana tabacum): Contiene nicotina, uno stimolante e sostanza che crea forte dipendenza. Crespino (Berberis vulgaris): Contiene berberina, con proprietà antibatteriche, antinfiammatorie e antispasmodiche. Pervinca del Madagascar (Catharanthus roseus): Contiene vinblastina e vincristina, usate nella chemioterapia contro alcuni tipi di cancro. Cicuta maggiore (Conium maculatum): Contiene coniina, un alcaloide molto tossico che agisce sul sistema nervoso. Aconito (Aconitum napellus): Contiene alcaloidi tossici che possono causare arresto respiratorio. Importanza e cautele: Gli alcaloidi rappresentano una vasta e importante classe di composti presenti nelle piante officinali, con una vasta gamma di attività farmacologiche. Tuttavia, è fondamentale ricordare che molte piante contenenti alcaloidi sono tossiche e il loro uso deve essere fatto con grande cautela e preferibilmente sotto la supervisione di esperti in fitoterapia o medici. L'automedicazione con piante ad alto contenuto di alcaloidi può essere pericolosa.


    NOTE VARIE E STORICHE...
    Atropa belladonna deve il proprio nome al destino Atropa della mitologia greca, una delle tre Moire incaricata di recidere il filo della vita. Il riferimento richiama direttamente la notevole tossicità della pianta. L'epiteto specifico belladonna deriva da una pratica cosmetica rinascimentale italiana. Le donne instillavano preparati ottenuti dalla pianta negli occhi per provocare una marcata dilatazione pupillare, considerata all'epoca un segno di bellezza. La specie è una delle più celebri piante velenose europee ed è stata associata per secoli a pratiche magiche, stregoneria, filtri amorosi e unguenti rituali. Nel Medioevo e nel Rinascimento entrò nella composizione di numerosi preparati utilizzati da guaritori, alchimisti e stregoni, soprattutto per gli effetti psicotropi provocati dagli alcaloidi tropanici. Le bacche mature hanno un aspetto lucido e gradevole e possono essere facilmente confuse con frutti commestibili, circostanza che ha causato numerosi avvelenamenti accidentali soprattutto nei bambini. Le foglie e le radici furono impiegate nella medicina europea tradizionale come antispasmodici, sedativi e analgesici molto prima dell'isolamento dei principi attivi responsabili. L'atropina, isolata dalla belladonna nel XIX secolo, rappresentò uno dei primi alcaloidi vegetali purificati ad avere una grande importanza nello sviluppo della farmacologia moderna. La pianta ebbe un ruolo rilevante nella nascita dell'oftalmologia moderna grazie all'impiego dell'atropina come agente midriatico per l'esame del fondo oculare. Durante il XIX e l'inizio del XX secolo preparazioni di belladonna vennero utilizzate contro asma, coliche, spasmi gastrointestinali e alcune affezioni neurologiche, prima di essere progressivamente sostituite da farmaci più sicuri e standardizzati. Atropa belladonna appartiene alla stessa famiglia botanica di pomodoro, patata e melanzana, ma si distingue per la presenza di elevate concentrazioni di alcaloidi tropanici tossici. La distribuzione naturale della specie interessa gran parte dell'Europa, l'Asia occidentale e alcune regioni del Nord Africa, con preferenza per boschi ombrosi e terreni ricchi di sostanza organica. La belladonna continua a essere coltivata in alcuni paesi come pianta farmaceutica per l'estrazione industriale di atropina e altri alcaloidi utilizzati nella medicina convenzionale.


    Ricerche di articoli scientifici su Atropa belladonna L.

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    Img AI realizzata da erbeofficinali.org con ChatGPT
    Autore: erbeofficinali.org

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    Autore: erbeofficinali.org

    Per gentile concessione dell
    Autore: Maurizio Trenchi

    Public domain image for educational use. Courtesy ecoport.org
    Photo by Arnoldo Mondadori Editore SpA

    Foto o Immagine modificata per uso didattico
    Photo by
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