PIANTA MELLIFERA...| Ciò che viene comunemente commercializzato e chiamato "Miele allo Zafferano" è in realtà un miele aromatizzato per infusione, non un miele prodotto direttamente dal nettare del fiore.
Caratteristiche del "Miele allo Zafferano" (Miele Aromatizzato)
Il prodotto disponibile sul mercato è generalmente ottenuto miscelando o infondendo gli stimmi (pistilli) essiccati dello Zafferano in un miele neutro e delicato.
1. Preparazione
Il "Miele allo Zafferano" si ottiene per infusione a freddo o macerazione degli stimmi di Zafferano in un miele di base, solitamente un Miele di Acacia o un Miele di Agrumi, scelti per il loro sapore delicato che non copre l'aroma pregiato della spezia. Gli stimmi vengono lasciati macerare nel miele, rilasciando gradualmente colore e aroma.
2. Caratteristiche Organolettiche
Colore: Il miele assume un colore distintivo che varia dal giallo oro intenso all'ambrato, dovuto al rilascio della crocina, il carotenoide colorante dello Zafferano.
Aroma e Sapore: Il miele di base acquisisce l'aroma intenso, fiorito e leggermente metallico tipico dello Zafferano. Il sapore è dolce e corposo con un retrogusto speziato e complesso. |
USO ALIMENTARE...| Crocus sativus L., noto come zafferano, è una spezia ottenuta dagli stimmi essiccati del fiore ed è utilizzata in quantità molto ridotte per il suo elevato potere colorante, aromatico e gustativo. Il profilo sensoriale è caratterizzato da note amaricanti, leggermente metalliche e aromatiche dovute principalmente a crocine, picrocrocina e safranale.
In cucina viene impiegato prevalentemente come agente colorante naturale e aromatizzante in piatti a base di riso, tra cui il risotto allo zafferano, dove gli stimmi vengono preventivamente messi in infusione in acqua calda per favorire l’estrazione dei carotenoidi idrosolubili. L’aggiunta avviene generalmente a fine cottura per preservare i composti volatili.
È utilizzato anche in preparazioni di pasta, zuppe e brodi, in cui conferisce una colorazione giallo-arancio intensa e un aroma distintivo. In ambito ittico e nella cucina mediterranea viene impiegato per aromatizzare piatti a base di pesce e crostacei, come bouillabaisse e paella, dove contribuisce sia al profilo aromatico sia alla colorazione.
Nel settore dolciario trova impiego in creme, biscotti, lievitati e dessert tradizionali, spesso associato a latte, miele o zucchero, dove il suo aroma viene modulato da componenti lipidiche che ne facilitano la dispersione.
Può essere utilizzato anche nella preparazione di bevande, liquori e infusioni aromatiche, inclusi alcuni distillati e aperitivi, dove viene sfruttata la componente volatile del safranale.
Dal punto di vista tecnologico, l’uso degli stimmi interi è preferibile rispetto alla polvere per garantire maggiore stabilità e autenticità, mentre la polvere presenta maggiore superficie di ossidazione e rischio di adulterazione.
Le quantità utilizzate sono estremamente basse, generalmente comprese tra 0,1 e 0,3 grammi per preparazioni per più porzioni, in quanto dosi superiori possono alterare il gusto rendendolo eccessivamente amaro e potenzialmente indesiderato dal punto di vista organolettico. |
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Ricette vegetariane
APPROFONDIMENTO SU PIANTE PER LE DISFUNZIONI SESSUALI...
| PIANTE PER LE DISFUNZIONI SESSUALI
Ma cos'è un afrodisiaco?...
A questa domanda, secondo una ricerca condotta in Francia nel 1990, la maggior parte degli uomini ha risposto che le sostanze afrodisiache servono ad aumentare la perfomance sessuale, mentre per la maggior parte delle donne servono ad aumentare il desiderio. Qualcuno infine pensa che aumentino il piacere. Anche se differenti, ciò che accomuna queste risposte è la ricerca del plus jouir. La pianta ideale per il suo potere afrodisiaco sarebbe quindi quella in grado di favorire il ciclo dell'amore: desiderio, seduzione e realizzazione del piacere. Il desiderio, ad esempio, è risvegliato in noi attraverso i sensi, e l'olfatto indubbiamente gioca un ruolo molto importante. Molte sostanze, da sempre considerate come afrodisiache, lo sono innanzitutto per il loro odore: pepe, tabacco, vaniglia, ylang-ylang, zenzero, zafferano, vetiver, cannella, geranio.
Fra le piante che sono considerate afrodisiache per eccellenza meritano di essere segnalate: Eleuterococco, Damiana, Ginseng, Catuaba, Suma, Epimedium, Salvia, Rosmarino, Santoreggia, Menta, Guaranà, Tribolo, Zenzero, ecc.
Per l'azione antiastenica, infine, si ricordano: alghe (Fucus, Laminarie), bevande eccitanti (Caffè, Tè, Mate), bevande toniche come la Rosa cherokee, cereali, frutta fresca, frutta secca, verdure (Carota, Cicoria, Crescione, Spinaci) ecc. La fitoterapia pertanto, anche se non in chiave miracolistica, può offrire un valido ausilio, con un miglioramento notevole dei sintomi, soprattutto se inserita in una strategia di trattamento più generale. Le piante da sole infatti non sono in grado di migliorare la sessualità di una coppia che ha occultato la propria seduzione o che, comunque, non riesce più a comunicare: per entrare nel ciclo del piacere, infatti, bisogna poter comunicare".
Ma ora classifichiamo le piante afrodisiache in:
a) afrodisiaci spinali sacrali, quando stimolano il centro parasimpatico sacrale che controlla il meccanismo dell'erezione (Damiana, Ginseng, Yohimbehe, Noce vomica);
b) afrodisiaci riflessogeni genito-urinari, quando agiscono con azione irritante delle vie urinarie e genitali che, per riflesso, esercitano una esaltazione del centro dell'erezione (Echinacea);
c) afrodisiaci encefalici o psicogeni, quando agiscono sui centri nervosi encafalici provocando lo stimolo dell'appetito sessuale (gli eccitanti del sistema nervoso centrale).
Gli anafrodisiaci che, invece, calmano un appetito sessuale troppo intenso ed eccessivo, sintomo anch'esso di squilibrio della sfera sessuale, sono: Salice bianco, Ninfea, Luppolo e Lattuga virosa.
[Tratto da:
[Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"]
[A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"]
[Marzio Pedretti "L'erborista moderno"] |
NOTE VARIE E STORICHE...| Lo Zafferano ha parecchie varietà. In commercio se ne indica la provenienza. Per fare un chilo di Zafferano occorrono da 100.000 a 140.000 fiori. Il colore dello Z. non è solubile in olio, in alcool o in benzina ma solamente in acqua.
La Spezia più Costosa del Mondo
"Oro Rosso": Lo Zafferano è noto per essere la spezia più costosa al mondo. Questo prezzo elevato è dovuto al processo di raccolta estremamente laborioso: ogni fiore di Croco produce solo tre stimmi (i filamenti rossi), e ogni stimma deve essere raccolto a mano e con delicatezza. Servono circa 150.000 fiori per ottenere 1 kg di Zafferano essiccato.
Nessuna Macchina: A causa della fragilità del fiore e della necessità di estrarre solo gli stimmi, non esistono macchine efficienti per la raccolta.
Antichità e Usi Extraculinari
Origini: Si ritiene che lo Zafferano sia originario della Grecia o dell'Asia Minore, e la sua coltivazione risale a oltre 3.500 anni fa.
Pitture Rupestri: Tracce di Zafferano sono state trovate in pigmenti utilizzati nelle pitture rupestri in Iraq, risalenti a oltre 50.000 anni fa.
Colorante e Cosmetico: Nell'antichità, non era usato solo in cucina. Era un pregiato pigmento giallo-oro per tingere tessuti (in particolare le vesti reali e monastiche) e veniva mescolato a grassi animali per creare cosmetici e profumi.
Afrodisiaco e Rimedio: Gli Egizi e i Romani lo usavano come profumo e come rimedio popolare. Si credeva che avesse proprietà afrodisiache e fosse usato come "euforizzante".
La Leggenda e la Sterilità
Origine Ibrida: Lo Crocus sativus è un ibrido triploide sterile, il che significa che non è in grado di produrre semi e quindi non esiste in natura allo stato selvatico. La sua sopravvivenza e riproduzione dipendono interamente dall'uomo, che deve piantare i bulbi (cormi) ogni anno o ogni ciclo di coltivazione.
Il Mito Greco: Una leggenda narra che lo Zafferano sia nato dall'amore sfortunato tra Croco, un giovane innamorato della ninfa Smilace. Il dio Ermes, geloso o irritato, trasformò Croco nel fiore che porta il suo nome, e i suoi stimmi rossi sono come il sangue versato o la sua passione.
Il Ruolo di Baratto e Adulterazione
Unità di Scambio: Nel Medioevo, lo Zafferano era così prezioso da essere utilizzato a volte come merce di scambio o valuta.
Guerra dello Zafferano: La sua importanza economica portò anche a conflitti. Nel 1374, in Svizzera (Basilea), scoppiò la "Guerra dello Zafferano" quando un carico di spezia fu rubato, portando a sanzioni e guerre minori per il controllo del commercio.
Adulterazione: Data la sua rarità e il suo costo, lo Zafferano è sempre stato un bersaglio per l'adulterazione. Storicamente si usavano piante o sostanze meno costose e di colore simile, come la Curcuma (Curcuma longa) o i petali di Cartamo (Carthamus tinctorius, noto anche come "zafferanone"). |
Ricerche di articoli scientifici su Crocus sativus L.
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