NOTE VARIE E STORICHE...| Senecio vulgaris L. è una delle piante infestanti più diffuse al mondo e accompagna da secoli le attività agricole e gli insediamenti umani.
Il nome del genere Senecio deriva dal latino senex, cioè "vecchio", in riferimento al caratteristico pappo bianco e piumoso dei frutti maturi che ricorda una chioma canuta.
La specie è in grado di completare il proprio ciclo biologico in tempi molto rapidi e può produrre diverse generazioni nello stesso anno.
Ogni pianta può generare migliaia di semi leggeri che vengono facilmente dispersi dal vento grazie al pappo.
Il senecione comune è considerato una delle erbe spontanee più adattabili e riesce a colonizzare terreni agricoli, orti, giardini, aree urbane, ruderi e margini stradali.
La specie è originaria dell'Eurasia ma oggi è naturalizzata in gran parte del pianeta.
Nella medicina popolare europea era impiegata soprattutto nei disturbi mestruali e ginecologici.
Per molti secoli fu considerata una pianta utile alle donne e comparve in numerosi erbari medievali e rinascimentali.
In alcune tradizioni rurali veniva raccolta durante la fioritura e utilizzata in preparazioni casalinghe oggi abbandonate.
La pianta possiede la particolarità di poter fiorire quasi tutto l'anno nelle regioni a clima mite.
I capolini spesso non mostrano vistosi fiori ligulati come molte altre Asteraceae, caratteristica che la rende facilmente riconoscibile ai botanici.
Nonostante l'aspetto modesto, la specie è stata oggetto di numerosi studi ecologici come modello per la biologia delle infestanti.
Senecio vulgaris è una delle piante che hanno contribuito alla comprensione dell'evoluzione della resistenza agli erbicidi nelle popolazioni vegetali spontanee.
Nel corso del XX secolo la scoperta degli alcaloidi pirrolizidinici presenti nella specie ha modificato profondamente la valutazione del suo impiego medicinale.
Oggi il principale interesse scientifico della pianta riguarda gli aspetti tossicologici, ecologici, agronomici ed evolutivi più che l'utilizzo terapeutico.
La specie rappresenta uno degli esempi classici di pianta medicinalmente utilizzata in passato ma successivamente rivalutata alla luce delle moderne conoscenze tossicologiche.
Nonostante la sua enorme diffusione geografica, il senecione comune continua a essere studiato per comprendere i meccanismi di adattamento delle piante agli ambienti antropizzati. |
Ricerche di articoli scientifici su Senecio vulgaris L.
Bibliografia relativa a principi attivi| European Medicines Agency, Public Statement on the Use of Herbal Medicinal Products Containing Toxic Unsaturated Pyrrolizidine Alkaloids, 2016World Health Organization, WHO Guidelines for Assessing Quality of Herbal Medicines with Reference to Contaminants and Residues, 2007Peter P Fu, Pyrrolizidine Alkaloids Genotoxicity Metabolism Enzymes Metabolic Activation and Mechanisms, 2004Matthew T Lee, Pyrrolizidine Alkaloids Structure and Toxicity Relationships, 2015Monika Wink, Annual Plant Reviews Biochemistry of Plant Secondary Metabolism, 2010Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004Ben Erik Van Wyk, Medicinal Plants of the World, 2017Reinhard Hänsel, Pharmacognosy Phytopharmacy, 2004James A Duke, Handbook of Medicinal Herbs, 2002 |
Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni| European Medicines Agency (EMA) - Committee on Herbal Medicinal Products (HMPC). (2014). Reflection paper on the use of herbal medicinal products containing toxic, for example, pyrrolizidine alkaloids (PAs). EMA/HMPC/893108/2011 Rev.1.
Bruneton, J. (1999). Pharmacognosy, Phytochemistry, Medicinal Plants. Lavoisier Publishing.
Wichtl, M. (Ed.). (2004). Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals: A Handbook for Practice on a Scientific Basis. Medpharm Scientific Publishers.
Duke, J. A. (2002). Handbook of Medicinal Herbs. 2nd Edition. CRC Press.
Linee guida di agenzie di regolamentazione nazionali e internazionali sulla sicurezza alimentare e dei prodotti erboristici (es. FDA, EFSA, BfR) che hanno emesso avvisi sulla pericolosità delle piante contenenti alcaloidi pirrolizidinici.
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Bibliografia relativa a estratti e integratori| European Medicines Agency, Public Statement on the Use of Herbal Medicinal Products Containing Toxic Unsaturated Pyrrolizidine Alkaloids, 2016World Health Organization, WHO Guidelines for Assessing Quality of Herbal Medicines with Reference to Contaminants and Residues, 2007Peter P Fu, Pyrrolizidine Alkaloids Genotoxicity Metabolism Enzymes Metabolic Activation and Mechanisms, 2004Matthew T Lee, Pyrrolizidine Alkaloids Structure and Toxicity Relationships, 2015Monika Wink, Annual Plant Reviews Biochemistry of Plant Secondary Metabolism, 2010Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004Ben Erik Van Wyk, Medicinal Plants of the World, 2017Reinhard Hänsel, Pharmacognosy Phytopharmacy, 2004James A Duke, Handbook of Medicinal Herbs, 2002 |
Bibliografia relativa a tisane e composizioni| European Medicines Agency, Public Statement on the Use of Herbal Medicinal Products Containing Toxic Unsaturated Pyrrolizidine Alkaloids, 2016World Health Organization, WHO Guidelines for Assessing Quality of Herbal Medicines with Reference to Contaminants and Residues, 2007Peter P Fu, Pyrrolizidine Alkaloids Genotoxicity Metabolism Enzymes Metabolic Activation and Mechanisms, 2004Matthew T Lee, Pyrrolizidine Alkaloids Structure and Toxicity Relationships, 2015Monika Wink, Annual Plant Reviews Biochemistry of Plant Secondary Metabolism, 2010Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004Ben Erik Van Wyk, Medicinal Plants of the World, 2017Reinhard Hänsel, Pharmacognosy Phytopharmacy, 2004James A Duke, Handbook of Medicinal Herbs, 2002 |
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