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    Scheda completa della pianta medicinale

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QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 18-03-2026

FARFARA
Tussilago Farfara L.


TOSSICITÀ MEDIA


EFFICACIA BUONA


 ++ 


LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO


CLASSIFICAZIONE BOTANICA...
Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo)
Regno: Plantae
Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari)
Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi)
Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori)
Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni)
Sottoclasse: Asteridae
Ordine: Asterales
Famiglia: Asteraceae
Sottofamiglia: Asteroideae
Tribù: Senecioneae
Sottotribù: Tussilagininae

SINONIMI DEL NOME VOLGARE...
Tussilagine, Tossilaggine comune, Farfaro, Coltsfoot, Farfaria, Tussilagem, Casco de cavalo, Dove-dock, Dummy Weed, Fieldhove, Foalfloor, Foal´s foot, Hall foot, Hogweed, Asse´s foot, Bull-foot, Clatter-Clogs, Clay weed, Clayt, Colt, Coltsfoot herb, Unha-de-asno, Huflattich, Podbjal

SINONIMI DEL NOME BOTANICO...
Cineraria Farfara (L.) Bernh., Farfara Radiata Gilib., Petasites Farfara (L.) Baill., Tussilago Alpestris Hegetschw., Tussilago Farfara F. Pallida Hyl., Tussilago Farfara Var. Duplicatolobatum Murr, Tussilago Farfara Var. Spinulifolia Elías, Tussilago Farfara Var. Spinulifolia Elías Ex Sennen, Tussilago Farfara Var. Tubulosa Günther, Grab. & Wimm., Tussilago Generalis E.H.L.Krause, Tussilago Radiata Gilib., Tussilago Ruderalis Salisb., Tussilago Rupestris Wall., Tussilago Umbertina Borbás, Tussilago Vulgaris Hill, Tussilago Vulgaris Lam.

DESCRIZIONE BOTANICA...
PIANTA ERBACEA PERENNE CON UN RIZOMA STRISCIANTE E SQUAMOSO. LE FOGLIE BASALI COMPAIONO DOPO LA FIORITURA, SONO LUNGAMENTE PICCIOLATE, A FORMA DI CUORE O RENIFORMI, CON MARGINE DENTATO E PAGINA INFERIORE DENSAMENTE TOMENTOSA DI BIANCO. I FIORI SONO GIALLI, RIUNITI IN UN SINGOLO CAPOLINO SU UNO SCAPO ERETTO, SQUAMOSO E LANOSO, CHE COMPARE IN PRIMAVERA PRIMA DELLE FOGLIE. IL CAPOLINO È COMPOSTO DA FIORI LIGULATI ESTERNI FEMMINILI E FIORI TUBULOSI CENTRALI ERMAFRODITI. IL FRUTTO È UN ACHENIO CON UN PAPPO BIANCO E SETOSO CHE NE FAVORISCE LA DISPERSIONE ANEMOCORA.

FIORITURA O ANTESI...
FINE INVERNO-INIZIO PRIMAVERA (FEBBRAIO MARZO APRILE)

COLORI OSSERVATI NEI FIORI

________ GIALLO
________ GIALLO CHIARISSIMO
________ GIALLO DORATO

HABITAT...
Predilige habitat umidi e disturbati, come bordi di strade, scarpate, rive di corsi d'acqua, terreni argillosi umidi, siti di scavo e aree incolte. Si adatta a una vasta gamma di tipi di suolo, ma prospera particolarmente su quelli argillosi e limosi, spesso ricchi di minerali e con una buona ritenzione idrica. È una specie pioniera che colonizza rapidamente aree denudate. La sua distribuzione è ampia in Europa, Asia temperata e Nord Africa, ed è stata introdotta anche in Nord America. Cresce tipicamente dal livello del mare fino a quote montane, preferendo esposizioni soleggiate o parzialmente ombreggiate. La sua capacità di diffondersi tramite rizomi sotterranei contribuisce alla sua presenza in habitat eterogenei.

DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE
© OpenStreetMap contributors, © OpenMapTiles, GBIF (CC BY-SA 2.0)

ANNUNCIO PUBBLICITARIO



PERIODO BALSAMICO...
PRIMAVERA (MARZO-MAGGIO) PER I FIORI, ESTATE (GIUGNO-LUGLIO) PER LE FOGLIE

DROGA UTILIZZATA...
(Parti ricche in principi attivi)
FOGLIE (FARFARAE FOLIUM) E FIORI (FARFARAE FLOS) ESSICCATI

AROMI DELLA DROGA...
FIORI - MIELE VEGETALE; FOGLIE - ERBACEO CON NOTE AMARE

SAPORI DELLA DROGA...
MUCILLAGINOSO-DOLCE (FIORI), AMAROGNOLO-ASTRINGENTE (FOGLIE)

TOSSICITÀ:
MEDIA
Motivazione: Contiene alcaloidi pirrolizidinici epatotossici; l’uso corretto (dosi limitate, preparazioni depurate) riduce i rischi, ma l’assunzione prolungata o non controllata può causare danni al fegato e altri effetti avversi significativi.

EFFICACIA:
BUONA
Motivazione: Tussilago farfara presenta attività espettorante, emolliente e antinfiammatoria supportata da studi in vitro e su modelli animali, oltre a un uso fitoterapico consolidato nelle affezioni respiratorie, ma l’assenza di studi clinici robusti e le limitazioni legate alla sicurezza ne riducono il livello di evidenza

PRINCÍPI ATTIVI...
Mucillagini: polisaccaridi acidi eterogenei, arabinogalattani, rhamnogalatturonani, Flavonoidi: quercetina, kaempferolo, isoquercitrina, rutina, Iperoside, Acidi fenolici: acido caffeico, acido clorogenico, acido ferulico, acido gallico, Sesquiterpeni: tussilagone, isotussilagone, faradiolo, Triterpeni: beta amirina, alfa amirina, fitosteroli, Steroli: beta sitosterolo, stigmasterolo, Campesterolo, Alcaloidi pirrolizidinici: senkirkina, senecionina, tussilagina, Composti volatili: alcoli alifatici, aldeidi, chetoni, tannini

PROPRIETÀ E INDICAZIONI REGISTRATE
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.

  • Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
  • ookANTIOSSIDANTE (PER STRESS OSSIDATIVO)
    ookESPETTORANTE FLUIDIFICANTE DEL CATARRO MUCOLITICO
    ookINFIAMMAZIONI E IRRITAZIONI VIE RESPIRATORIE
    +++ANTINFIAMMATORIO
    +++INFEZIONI VIE RESPIRATORIE
    +++TUSSIFUGO E SEDATIVO DELLA TOSSE
    ++ANTIMICROBICO ANTIBATTERICO ANTISETTICO

  • Uso storico e nella tradizione
  • ++ANTITABAGICO TABAGISMO
    ++BRONCHITE O AFFEZIONI BRONCHIALI
    ++CICATRIZZANTE O VULNERARIO
    ++DERMOPURIFICANTE DERMOPROTETTIVO ANTI-AGING (USO ESTERNO)
    ++INFIAMMAZIONI CUTANEE E DERMATITI (USO TOPICO)
    ++IRRITAZIONI CUTANEE DA PIAGHE FERITE ABRASIONI E SCREPOLATURE (USO TOPICO)
    ++LESIONI CUTANEE - PIAGHE FERITE ABRASIONI E SCREPOLATURE (USO TOPICO)
    ++TRACHEITE
    +EMOLLIENTE IDRATANTE EDULCENTE
    +SEBORREA

    *NOTE RELATIVE A PROPRIETÀ E INDICAZIONI
    GLI ALCALOIDI PIRROLIZZIDINICI HANNO ATTIVITÀ EPATOTOSSICA-GENOTOSSICA E CARCINOGENICA PERTANTO LA DURATA DI UTILIZZO NON DEVE SUPERARE LE 4-6 SETTIMANE L'ANNO Non sono disponibili studi clinici controllati, meta analisi o revisioni sistematiche di alta qualità che confermino in modo definitivo le proprietà terapeutiche di Tussilago farfara L.; le monografie ufficiali riconoscono l’uso tradizionale ma non una validazione clinica secondo standard moderni Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata Attività emolliente e demulcente con indicazione nella tosse secca e irritativa supportata da uso fitoterapico tradizionale consolidato e dalla presenza di mucillagini; evidenze indirette farmacologiche coerenti ma assenza di studi clinici controllati Attività antinfiammatoria con indicazione nelle infiammazioni delle vie respiratorie supportata da studi in vitro e in vivo su modelli animali che mostrano modulazione di mediatori infiammatori Attività antitussiva con indicazione nel controllo del riflesso della tosse supportata da studi sperimentali su modelli animali e da uso tradizionale documentato Attività antimicrobica con indicazione nelle infezioni respiratorie lievi supportata da studi in vitro su estratti della pianta contro diversi microrganismi Attività antiossidante con indicazione nello stress ossidativo supportata da studi in vitro su composti fenolici e flavonoidi presenti nella specie I dati disponibili sono principalmente preclinici o derivati da uso tradizionale documentato e non raggiungono il livello di evidenza clinica

    *Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni
  • European Medicines Agency, Assessment report on Tussilago farfara, 2014
  • EMA Committee on Herbal Medicinal Products, Public statement on pyrrolizidine alkaloids, 2016
  • Blumenthal M., The Complete German Commission E Monographs, 1998
  • Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
  • Heinrich M., Barnes J., Gibbons S., Williamson E., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
  • Van Wyk B., Wink M., Medicinal Plants of the World, 2017
  • ESCOP Monographs, Herbal Medicinal Products, 2019
  • Moreira R., Pereira D.M., Valentão P., Andrade P.B., Pyrrolizidine alkaloids chemistry pharmacology toxicology and food safety, 2018

  • SORVEGLIANZA ALLE REAZIONI AVVERSE
    QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.

    CONTROINDICAZIONI (Le controindicazioni richiedono evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)

    GRAVIDANZA, ALLATTAMENTO, EPATOPATIE, USO PROLUNGATO (>2 SETTIMANE), BAMBINI SOTTO I 12 ANNI, IPERSENSIBILITÀ ALLE ASTERACEAE

    AVVERTENZE (Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)

    USARE SOLO ESTRATTI CERTIFICATI PRIVI DI ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI, EVITARE PREPARAZIONI DOMESTICHE CON PIANTA GREZZA, LIMITARE L'USO A 7 GIORNI CONSECUTIVI, MONITORARE LA FUNZIONALITà EPATICA IN CASO DI TERAPIE PROLUNGATE, NON ASSOCIARE AD ALTRI EPATOTOSSICI (ES. PARACETAMOLO), PREFERIRE FORMULAZIONI IN SCIROPPO O ESTRATTI SECCHI STANDARDIZZATI


    INCOMPATIBILITÀ...
    (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
    ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI
    ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
    EPATOTOSSICI
    FARMACI EPATOMETABOLIZZATI (CYP450)

    ERBE SINERGICHE *...
    (Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
    ALTEA
    MALVA
    PIANTAGGINE LANCEOLATA
    TIGLIO OFFICINALE
    TIMO VOLGARE

    * Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento come per es. nel Tè (verde o nero).
    Consultare sempre un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni in base al quadro clinico individuale.

    ERBE ANTAGONISTE *...
    (Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
    SENECIONE

    ORGANI UMANI...

    ESTRATTI STANDARDIZZATI E INTEGRATORI...
    Estratti fluidi sono disponibili con rapporto droga estratto generalmente 1:1. La posologia tipica varia tra 1 e 2 ml per dose, fino a due somministrazioni al giorno, diluiti in acqua, con attenzione alla qualità dell’estratto e al contenuto di alcaloidi Tinture madri idroalcoliche rappresentano una forma concentrata con buona estrazione dei principi attivi. La posologia abituale è di 20–30 gocce per dose, una o due volte al giorno, preferibilmente per cicli brevi e sotto controllo, data la presenza di composti potenzialmente epatotossici Estratti secchi titolati sono disponibili in preparazioni controllate, spesso standardizzate per contenuto in mucillagini o flavonoidi e con livelli ridotti o assenti di alcaloidi pirrolizidinici. I dosaggi si collocano generalmente tra 200 e 400 mg al giorno, suddivisi in una o due somministrazioni Capsule e compresse contenenti polvere di foglia essiccata vengono utilizzate come integratori, con dosaggi indicativi di 300–600 mg al giorno, suddivisi in una o due assunzioni, sempre per periodi limitati Sciroppi fitoterapici rappresentano una forma particolarmente adatta per l’uso nelle affezioni respiratorie, spesso in associazione con altre piante emollienti. Il dosaggio varia generalmente da 5 a 10 ml due volte al giorno, in funzione della concentrazione del preparato Preparazioni omeopatiche a base di Tussilago farfara sono utilizzate sotto forma di tintura madre o diluizioni come D4, D6, D12 o equivalenti centesimali. La posologia segue i criteri omeopatici, con somministrazioni ripetute nella fase acuta e riduzione progressiva con il miglioramento dei sintomi Bibliografia
  • European Medicines Agency, Assessment report on Tussilago farfara, 2014
  • EMA Committee on Herbal Medicinal Products, Public statement on pyrrolizidine alkaloids, 2016
  • ESCOP Monographs, Herbal Medicinal Products, 2019
  • Heinrich M., Barnes J., Gibbons S., Williamson E., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
  • Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
  • Blumenthal M., The Complete German Commission E Monographs, 1998
  • Van Wyk B., Wink M., Medicinal Plants of the World, 2017
  • Moreira R., Pereira D.M., Valentão P., Andrade P.B., Pyrrolizidine alkaloids chemistry pharmacology toxicology and food safety, 2018

  • TISANE E FORMULAZIONI CASALINGHE...
    (Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
    Tisana emolliente e antitussiva con Tussilago farfara, Althaea officinalis e Malva sylvestris. Questa combinazione è indicata per tosse secca e irritativa grazie all’elevato contenuto in mucillagini. Si utilizzano 1 g di tussilago, 1 g di altea e 1 g di malva in 200 ml di acqua calda, con infusione di 10 minuti e assunzione una o due volte al giorno per periodi brevi Tisana espettorante e balsamica con Tussilago farfara, Thymus vulgaris e Plantago lanceolata. L’associazione è indicata nelle affezioni delle vie respiratorie con muco e tosse produttiva. Si impiegano 1 g di tussilago, 1 g di timo e 1 g di piantaggine in 200 ml di acqua, con infusione di 10 minuti e assunzione fino a due volte al giorno Tisana lenitiva per gola irritata con Tussilago farfara, Glycyrrhiza glabra e Tilia cordata. Questa formulazione è adatta per raucedine e irritazione delle mucose. Si utilizzano 1 g di tussilago, 0,5 g di liquirizia e 1 g di tiglio in 200 ml di acqua calda, con infusione di 10 minuti, una o due volte al giorno Tisana antinfiammatoria respiratoria con Tussilago farfara, Verbascum thapsus e Sambucus nigra. L’associazione è impiegata nelle bronchiti lievi e nelle infezioni delle vie aeree superiori. Si utilizzano 1 g di tussilago, 1 g di verbasco e 1 g di sambuco in 200 ml di acqua, con infusione di 10–15 minuti e assunzione una o due volte al giorno Tisana semplice di Tussilago farfara come monocomponente viene preparata con 1–1,5 g di foglie essiccate in 200 ml di acqua calda, con infusione di circa 10 minuti, fino a una o due somministrazioni giornaliere per periodi limitati, preferendo preparazioni certificate a basso contenuto di alcaloidi pirrolizidinici Formulazione per uso topico con Tussilago farfara e Calendula officinalis viene preparata con 3 g di tussilago e 2 g di calendula in 250 ml di acqua, lasciata raffreddare e utilizzata per impacchi su cute integra per effetti lenitivi e calmanti Bibliografia
  • European Medicines Agency, Assessment report on Tussilago farfara, 2014
  • EMA Committee on Herbal Medicinal Products, Public statement on pyrrolizidine alkaloids, 2016
  • ESCOP Monographs, Herbal Medicinal Products, 2019
  • Heinrich M., Barnes J., Gibbons S., Williamson E., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
  • Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
  • Blumenthal M., The Complete German Commission E Monographs, 1998
  • Van Wyk B., Wink M., Medicinal Plants of the World, 2017
  • Moreira R., Pereira D.M., Valentão P., Andrade P.B., Pyrrolizidine alkaloids chemistry pharmacology toxicology and food safety, 2018

  • ANNUNCIO PUBBLICITARIO


    PIANTA MELLIFERA...
    Tussilago farfara L. è una specie mellifera di interesse secondario ma significativo in ambito apistico, soprattutto perché fiorisce molto precocemente alla fine dell’inverno e all’inizio della primavera, quando le risorse nettarifere sono ancora limitate. In questo periodo rappresenta una fonte importante di nettare e polline per le api, contribuendo alla ripresa delle colonie Nonostante ciò, la produzione di miele monoflorale puro di Tussilago farfara è rara. La fioritura precoce e la contemporanea presenza di altre specie primaverili rendono difficile ottenere un miele uniflorale stabile e riconosciuto commercialmente

    APPROFONDIMENTO SU ALCALOIDI...
    PROPRIETÀ DEGLI ALCALOIDI NELLE PIANTE OFFICINALI: Meccanismi di difesa: Le piante producono alcaloidi come meccanismo di difesa contro erbivori e patogeni. Il loro sapore amaro e la potenziale tossicità dissuadono gli animali dal mangiarle. Attività biologica: Gli alcaloidi possono interagire con diversi sistemi fisiologici negli animali e nell'uomo, producendo una vasta gamma di effetti. Questi effetti dipendono dalla struttura chimica specifica dell'alcaloide e dal dosaggio. Usi terapeutici: Molti alcaloidi hanno importanti applicazioni terapeutiche. Alcuni esempi includono: Analgesici: Morfina e codeina (dal papavero da oppio) Antimalarici: Chinina (dalla corteccia di china) Stimolanti: Caffeina (da caffè e tè), nicotina (dal tabacco) Anticolinergici: Atropina e scopolamina (dalla belladonna e dallo stramonio) Antitumorali: Vinblastina e vincristina (dalla pervinca del Madagascar) Antibatterici e antispasmodici: Berberina (dal crespino) Tossicità: Molte piante contenenti alcaloidi sono potenzialmente tossiche e devono essere usate con cautela e sotto controllo medico. La dose terapeutica di alcuni alcaloidi è molto vicina alla dose tossica. Esempi di piante officinali contenenti alcaloidi: Papavero da oppio (Papaver somniferum): Contiene morfina, codeina e altri alcaloidi con proprietà analgesiche e sedative. China (Cinchona officinalis): Contiene chinina e chinidina, usate come antimalarici e antiaritmici. Belladonna (Atropa belladonna): Contiene atropina e scopolamina, con effetti anticolinergici. Stramonio (Datura stramonium): Contiene scopolamina e atropina, potenti allucinogeni e anticolinergici. L'uso è estremamente pericoloso. Caffè (Coffea arabica) e Tè (Camellia sinensis): Contengono caffeina, uno stimolante del sistema nervoso centrale. Tabacco (Nicotiana tabacum): Contiene nicotina, uno stimolante e sostanza che crea forte dipendenza. Crespino (Berberis vulgaris): Contiene berberina, con proprietà antibatteriche, antinfiammatorie e antispasmodiche. Pervinca del Madagascar (Catharanthus roseus): Contiene vinblastina e vincristina, usate nella chemioterapia contro alcuni tipi di cancro. Cicuta maggiore (Conium maculatum): Contiene coniina, un alcaloide molto tossico che agisce sul sistema nervoso. Aconito (Aconitum napellus): Contiene alcaloidi tossici che possono causare arresto respiratorio. Importanza e cautele: Gli alcaloidi rappresentano una vasta e importante classe di composti presenti nelle piante officinali, con una vasta gamma di attività farmacologiche. Tuttavia, è fondamentale ricordare che molte piante contenenti alcaloidi sono tossiche e il loro uso deve essere fatto con grande cautela e preferibilmente sotto la supervisione di esperti in fitoterapia o medici. L'automedicazione con piante ad alto contenuto di alcaloidi può essere pericolosa.


    NOTE VARIE E STORICHE...
    Tussilago farfara L. è una delle piante medicinali più antiche della tradizione europea, citata già da autori classici come Ippocrate e Plinio il Vecchio per il trattamento della tosse e delle affezioni respiratorie, da cui deriva anche il nome del genere, legato al termine latino tussis, cioè tosse Nel Medioevo la pianta era considerata un rimedio quasi universale per i disturbi polmonari e veniva spesso essiccata e fumata come sostituto del tabacco o come preparato medicinale inalatorio, pratica oggi abbandonata per motivi di sicurezza Un elemento iconografico curioso è che il fiore di Tussilago farfara veniva utilizzato come simbolo di alcune farmacie tradizionali europee, proprio per la sua forte associazione con la cura della tosse, diventando una sorta di emblema della fitoterapia respiratoria Dal punto di vista botanico, la pianta presenta una caratteristica peculiare: i fiori compaiono prima delle foglie, un fenomeno chiamato antesi precoce, che la rende facilmente riconoscibile nei paesaggi di fine inverno quando spuntano i capolini gialli su steli ancora privi di fogliame Il nome farfara deriva probabilmente dal latino medievale farfarus, riferito alla farina o alla polvere, per l’aspetto tomentoso e biancastro della pagina inferiore delle foglie, ricoperta da una fitta peluria Nel XIX secolo la pianta era ampiamente utilizzata nella medicina popolare e anche nella farmacopea ufficiale, ma il suo impiego è stato progressivamente ridimensionato con la scoperta della presenza di alcaloidi pirrolizidinici, che ne hanno modificato il profilo di sicurezza Un aspetto interessante è il suo ruolo ecologico come pianta pioniera, capace di colonizzare terreni disturbati, scarpate e suoli poveri, contribuendo alla stabilizzazione del terreno e alla successione vegetale In ambito etnobotanico, Tussilago farfara rappresenta un esempio emblematico di pianta il cui uso tradizionale è stato ampiamente confermato nelle sue proprietà di base, ma allo stesso tempo rivalutato criticamente alla luce delle conoscenze tossicologiche moderne, mostrando il passaggio dalla medicina empirica a quella basata su evidenze scientifiche



    BIBLIOGRAFIA, WEBLIOGRAFIA E ARTICOLI SCIENTIFICI SUL WEB
    (Vedi anche i riferimenti nelle singole sezioni)


  • European Medicines Agency, Assessment report on Tussilago farfara, 2014
  • EMA Committee on Herbal Medicinal Products, Public statement on pyrrolizidine alkaloids, 2016
  • Blumenthal M., The Complete German Commission E Monographs, 1998
  • Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
  • Heinrich M., Barnes J., Gibbons S., Williamson E., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
  • Van Wyk B., Wink M., Medicinal Plants of the World, 2017
  • EMA HMPC, Herbal monograph Tussilago farfara updated data, 2022
  • Moreira R., Pereira D.M., Valentão P., Andrade P.B., Pyrrolizidine alkaloids chemistry pharmacology toxicology and food safety, 2018


  • Prova le ricerche di articoli scientifici su Tussilago Farfara L.



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    Autore: erbeofficinali.org

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    Hermann Adolph Köhler (1834-1879)
    Tussilago farfara

    Foto modificata per uso didattico. Originale da ITIS di Tecnica Agraria Arrigo Serpieri - Bologna
    Foto modificata per uso didattico. Originale da ITIS di Tecnica Agraria Arrigo Serpieri - Bologna

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