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| QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 06-05-2026 |
SUMA |
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| Dominio Eukaryota Regno Plantae Clade Tracheophyta Clade Angiosperms Clade Eudicots Clade Core Eudicots Ordine Caryophyllales Famiglia Amaranthaceae Sottofamiglia Amaranthoideae Genere Pfaffia Specie Pfaffia Paniculata |
Famiglia: Amaranthaceae |
| Ginseng brasiliano, Martius, Brazilian ginseng, Para tudo, Todo de para |
| Hebanthe eriantha (Poir.) Pedersen, Gomphrena eriantha (Poir.) Moq., Gomphrena paniculata (Mart.) Moq., Hebanthe paniculata Mart., Iresine erianthos Poir., Iresine paniculata (Mart.) Spreng., Iresine tenuis Suess., Pfaffia eriantha (Poir.) Kuntze, Xeraea paniculata (Mart.) Kuntze, Celosia paniculata L. |
| PIANTA ERBACEA PERENNE RAMPICANTE O STRISCIANTE, CON RADICI TUBEROSE RAMIFICATE E CARNOSE, DI COLORE MARRONE-ROSSASTRO. FUSTI CILINDRICI, SOTTILI E PUBESCENTI, LUNGHI FINO A 3 M. FOGLIE OPPOSTE, OVATO-LANCEOLATE (4-12 CM), APICE ACUMINATO, MARGINE INTERO, SUPERFICIE PUBESCENTE. INFIORESCENZE A PANNOCCHIA TERMINALE CON PICCOLI FIORI BIANCASTRI O VERDOGNOLI, PENTAMERI. FRUTTO PICCOLO, SECCO, INDEISCENTE, CONTENENTE UN UNICO SEME. RADICI EMETTONO UN CARATTERISTICO ODORE DOLCIASTRO. COLTIVATA PER LE PROPRIETÀ MEDICINALI DELLE RADICI, RICCHE DI FITOCOMPOSTI. |
| NELLE STAGIONI UMIDE (NOVEMBRE DICEMBRE GENNAIO FEBBRAIO MARZO NELLE REGIONI TROPICALI), CON PICCOLI FIORI BIANCHI O ROSATI RIUNITI IN PANNOCCHIE |
| COLORI OSSERVATI NEI FIORI |
| ________ BIANCO |
| ________ BIANCO GIALLASTRO |
| ________ GIALLO CHIARISSIMO |
| Originaria del Sud America, diffusa principalmente in Brasile (Amazzonia, Cerrado, Mata Atlântica), Paraguay e Bolivia. Cresce in zone tropicali e subtropicali, preferendo terreni umidi, ben drenati e ricchi di materia organica, spesso lungo fiumi, ai margini delle foreste o in aree parzialmente ombreggiate. Si adatta a diverse condizioni climatiche, ma prospera in ambienti con elevata umidità e temperature tra i 20°C e i 30°C. La pianta è comune in aree con piogge abbondanti e stagioni distinte, ma tollera brevi periodi di siccità. Viene spesso coltivata in suoli sabbiosi o argillosi, con pH leggermente acido. La sua presenza è tipica di ecosistemi biodiversi, spesso associati alla vegetazione secondaria o a zone di transizione tra foreste e savane. |
| DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE |
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| RADICE (DROGA PRINCIPALE) RACCOLTA NELLA STAGIONE SECCA (GIUGNO-AGOSTO) |
| (Parti ricche in principi attivi) |
| RADICE ESSICCATA, RICCA DI SAPONINE (PFAFFOSIDI A-F), PFAFFIC ACIDI, ECDISTERONI E GLICOSIDI, UTILIZZATA COME ADATTOGENO E TONICO IN FITOTERAPIA |
| TERROSO E LEGNOSO CON LIEVI NOTE DOLCIASTRE, DOVUTO AI COMPOSTI VOLATILI E ALLE SAPONINE |
| AMAROGNOLO E TERROSO, CON NOTE LEGGERMENTE DOLCI E UN RETROGUSTO LEGNOSO PERSISTENTE, DOVUTO ALLA PRESENZA DI SAPONINE E COMPOSTI ECDISTEROIDI |
| TOSSICITÀ: BASSISSIMA |
| Motivazione: I dati tossicologici disponibili sulla specie indicano una bassa tossicità acuta e subcronica alle dosi fitoterapiche tradizionali, con assenza di effetti avversi rilevanti documentati negli studi sperimentali disponibili. Le evidenze cliniche umane restano limitate, ma non sono emersi segnali consistenti di tossicità significativa nell’uso corretto. |
| EFFICACIA: BUONA |
| Motivazione: Sono disponibili numerosi studi sperimentali diretti sulla specie Pfaffia paniculata con evidenze in vivo e in vitro riguardanti attività adattogena, antinfiammatoria, immunomodulante, antiossidante e antiproliferativa. Esiste inoltre un uso fitoterapico tradizionale consolidato in Sud America supportato da dati farmacologici coerenti. Tuttavia mancano studi clinici controllati robusti e revisioni sistematiche sufficienti per classificare l’efficacia come confermata da evidenze scientifiche cliniche. |
| Saponine triterpeniche: pfaffosidi A, pfaffosidi B, pfaffosidi C, pfaffosidi D, pfaffosidi E, acido pfaffico, derivati dell’acido oleanolico, glicosidi triterpenici nortriterpenici Ecdisteroidi: beta-ecdysone, inokosterone, rubrosterone, ecdisterone, turkesterone in tracce Fitosteroli: sitosterolo beta, stigmasterolo, campesterolo Acidi triterpenici: acido oleanolico, acido pfaffico, acido ecdisteronico Polisaccaridi: arabinogalattani, glucani, etero-polisaccaridi immunomodulanti Flavonoidi: quercetina, kaempferolo, rutina, isoramnetina Fenoli e polifenoli: acido ferulico, acido caffeico, acido p-cumarico, acido vanillico Aminoacidi: arginina, lisina, leucina, valina, glicina Minerali e oligoelementi: ferro, zinco, magnesio, manganese, silicio, germanio organico in tracce Triterpeni: derivati dell’acido oleanolico, fitolaccagenina Glicosidi: glicosidi ecdisteroidici, glicosidi triterpenici Peptidi e composti azotati: peptidi a basso peso molecolare, composti ammidici vegetali Composti volatili: alcoli terpenici, aldeidi aromatiche, derivati sesquiterpenici |
Bibliografia |
| Confermate da studi scientifici e clinici Non sono disponibili studi clinici controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche di qualità adeguata che confermino in modo conclusivo indicazioni terapeutiche specifiche di Pfaffia paniculata nell’uomo. La letteratura clinica disponibile è limitata, eterogenea, spesso osservazionale o riferita a formulazioni multi-componente, e non consente attribuzioni terapeutiche validate secondo criteri evidence based rigorosi. Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata Attività immunomodulante e immunostimolante. Diversi studi in vitro e in vivo animale su estratti radicali hanno mostrato modulazione della risposta macrofagica, incremento dell’attività fagocitaria e modulazione di citochine proinfiammatorie. L’evidenza è preclinica e non confermata clinicamente. Attività adattogena e anti-stress. Studi animali e farmacologici preliminari hanno evidenziato miglioramento della resistenza allo stress fisico e riduzione di alterazioni neuroendocrine correlate allo stress sperimentale. L’uso tradizionale brasiliano come “ginseng brasiliano” è coerente con tali osservazioni, ma non esistono conferme cliniche robuste. Attività antinfiammatoria. Estratti contenenti pfaffosidi, saponine triterpeniche ed ecdisteroidi hanno mostrato riduzione sperimentale di mediatori infiammatori e edema in modelli animali. Evidenza limitata a studi preclinici. Attività antiossidante. Studi in vitro e in vivo hanno documentato capacità scavenger verso specie reattive dell’ossigeno e riduzione di biomarcatori ossidativi. I dati derivano prevalentemente da estratti idroalcolici delle radici. Attività antinocicettiva. Alcuni modelli animali hanno mostrato riduzione della risposta dolorifica con estratti di radice. Mancano conferme cliniche e dati farmacodinamici conclusivi. Attività antitumorale sperimentale. Studi in vitro e alcuni modelli animali hanno riportato attività antiproliferativa e citotossica verso linee cellulari tumorali, attribuita principalmente a saponine triterpeniche e acido pfaffico. I dati sono preliminari e non trasferibili direttamente all’uso clinico oncologico. Attività ipoglicemizzante e modulante metabolica. Alcuni studi animali hanno osservato riduzione della glicemia e miglioramento di parametri metabolici dopo somministrazione di estratti radicali. Le evidenze sono limitate e non standardizzate. Attività gastroprotettiva. Studi sperimentali su roditori hanno mostrato riduzione di lesioni gastriche indotte sperimentalmente. L’evidenza è esclusivamente preclinica. Attività neuroprotettiva preliminare. Alcuni dati in vitro e in vivo suggeriscono effetti protettivi nei confronti di stress ossidativo neuronale e alterazioni cognitive sperimentali. Evidenza insufficiente per indicazioni terapeutiche. Uso storico e nella tradizione Nella medicina tradizionale brasiliana e amazzonica la radice di Pfaffia paniculata è stata utilizzata come tonico generale, ricostituente e adattogeno. Uso tradizionale come supporto durante affaticamento fisico, debolezza, convalescenza e riduzione della resistenza allo stress. Impiego etnobotanico tradizionale come afrodisiaco e tonico sessuale. Uso tradizionale in disturbi reumatici e dolori osteoarticolari. Impiego tradizionale come coadiuvante in disturbi gastrointestinali e gastrici. Uso popolare tradizionale in formulazioni depurative e riequilibranti metaboliche. Nella fitoterapia popolare brasiliana è stata impiegata come supporto complementare in condizioni croniche debilitanti e nel recupero energetico. |
| AVVERTENZE
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati) POSSIBILE CAUTELA IN SOGGETTI CON PATOLOGIE ORMONO-SENSIBILI SULLA BASE DI EVIDENZE FARMACOLOGICHE SPERIMENTALI E IN VITRO CHE SUGGERISCONO ATTIVITÀ MODULANTI ENDOCRINE E PRESENZA DI ECDISTEROIDI E FITOSTEROLI BIOLOGICAMENTE ATTIVI. NON ESISTONO TUTTAVIA CONFERME CLINICHE DIRETTE NELL’UOMO. POSSIBILE CAUTELA IN ASSOCIAZIONE CON FARMACI IPOGLICEMIZZANTI O INSULINA SULLA BASE DI STUDI IN VIVO ANIMALI CHE MOSTRANO EFFETTI MODULANTI SUL METABOLISMO GLUCIDICO E POTENZIALE RIDUZIONE DELLA GLICEMIA. POSSIBILE CAUTELA IN SOGGETTI CON PATOLOGIE IMMUNITARIE O IN TRATTAMENTO IMMUNOMODULANTE A CAUSA DI ATTIVITÀ IMMUNOMODULANTI DOCUMENTATE IN MODELLI SPERIMENTALI IN VITRO E IN VIVO. L’USO IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO NON DISPONE DI ADEGUATI DATI CLINICI DI SICUREZZA SPECIFICI PER LA SPECIE; L’ASSENZA DI DATI SUFFICIENTI RAPPRESENTA IL PRINCIPALE LIMITE DOCUMENTALE. SONO STATI RIPORTATI OCCASIONALMENTE LIEVI DISTURBI GASTROINTESTINALI ASPECIFICI NELLA PRATICA FITOTERAPICA EMPIRICA CON PREPARAZIONI CONCENTRATE O AD ALTO DOSAGGIO, MA LE EVIDENZE CLINICHE SISTEMATICHE RISULTANO LIMITATE. LE EVIDENZE DISPONIBILI DERIVANO PREVALENTEMENTE DA STUDI SPERIMENTALI, FARMACOLOGICI E FITOCHIMICI; GLI STUDI CLINICI CONTROLLATI SULL’UOMO RESTANO INSUFFICIENTI PER DEFINIRE UN PROFILO DI SICUREZZA COMPLETO. |
| CONTROINDICAZIONI
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni) NON SONO DISPONIBILI CONTROINDICAZIONI CLINICAMENTE VALIDATE E SPECIFICHE PER PFAFFIA PANICULATA SUPPORTATE DA STUDI CLINICI CONTROLLATI O CASISTICHE OSSERVAZIONALI ROBUSTE DIRETTAMENTE RIFERIBILI ALLA SPECIE. |
| (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche) |
| ADATTOGENI (AD AZIONE MARCATA) |
| ANTIPERTENSIVI |
| CAFFEINA, TAURINA, SINEFRINA AD ALTE DOSI |
| FARMACI ORMONALI (TAMOXIFENE, TERAPIE ESTROGENICHE) |
| IMMUNOMODULANTI |
| IMMUNOSOPPRESSORI |
| INSULINA |
| INSULINA (POTENZIAMENTO) |
| INTEGRATORI STIMOLANTI O ECCITANTI |
| IPOGLICEMIZZANTI (POTENZIAMENTO) |
| IPOGLICEMIZZANTI E ANTIDIABETICI |
| SIMPATICOMIMETICI |
| STIMOLANTI DEL SNC |
| TERAPIE ORMONALI |
| (Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica) |
| ASTRAGALO |
| ELEUTEROCOCCO |
| GINSENG |
| GUARANÀ |
| LIQUIRIZIA |
| MACA |
| RHODIOLA |
| SCHISANDRA |
| UNCARIA |
| WITHANIA |
| * Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento come per es. nel Tè (verde o nero). Consultare sempre un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni in base al quadro clinico individuale. |
| Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di SUMA basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Estratto secco standardizzato di radice È la forma più comune nei prodotti titolati in pfaffosidi (saponine), ovvero gli attivi maggiormente associati agli effetti adattogeni e tonici della pianta. Tipicamente la titolazione è ≥20 % in pfaffosidi o equivalenti. Le capsule o polveri derivano da estratto secco della radice. Indicazioni di assunzione tipiche: 300 – 600 mg al giorno di estratto secco standardizzato, preferibilmente suddivisi in 1 – 2 dosi con i pasti. Alcuni produttori consigliano cicli di utilizzo di 4 – 8 settimane con pause intermedie per evitare affaticamento fisiologico. Questa formulazione è usata come supporto tonico generale, adattogeno contro stress e affaticamento, e per sostenere la resistenza fisica e mentale. Polvere di radice essiccata La radice secca macinata è usata in integratori “pianta intera” e può essere assunta in capsule o come polvere da miscelare in acqua, tè o succo. Indicazioni di assunzione tipiche: 1 – 3 g al giorno di polvere di radice. La dose può essere divisa in 2 – 3 somministrazioni nell’arco della giornata. Questa forma è più vicina alla tradizionale preparazione erboristica e può essere proposta per sostenere energia, tono generale, resistenza allo stress e supporto immunitario. Estratto liquido o tintura Gli estratti liquidi idro-alcolici o gliceritici derivano da radice di Pfaffia paniculata e sono usati in fitoterapia come tinture o gocce. Indicazioni di assunzione tipiche: 20 – 30 gocce (circa 1 ml) in acqua o succo fino a 3 – 4 volte al giorno, secondo istruzioni del prodotto. Questa forma è utile per chi desidera un estratto più concentrato e facile da assumere rispetto alla polvere. Formule combinate con altre piante In commercio esistono integratori che combinano estratto di Pfaffia paniculata con altre piante o nutrienti (es. Uncaria tomentosa, Tabebuia avellanedae, broccoli, piperina) allo scopo di supportare immunità, ridurre stress ossidativo o migliorare l’equilibrio fisiologico. Le dosi di Pfaffia si mantengono spesso nella gamma di 200 – 400 mg per dose all’interno di formule multi-ingrediente. Principali suggerimenti per uso e posologia (orientativi) Con estratto standardizzato (titolo ≥20 % in pfaffosidi): 300 – 600 mg/die. Con polvere di radice: 1 – 3 g/die, suddivisi. Con tintura o estratto liquido: 20 – 30 gocce, 2 – 4 volte al giorno. Formule combinate: attenersi alle indicazioni del produttore riportate sull’etichetta; tipicamente Pfaffia è presente come parte di un complesso tonico. Avvertenze generali: evitare l’uso in gravidanza, allattamento o in presenza di condizioni ormonali sensibili senza supervisione medica. Interrompere in caso di reazioni allergiche o disturbi digestivi. Consultare un professionista sanitario prima di assunzioni prolungate o con terapia farmacologica concomitante. Bibliografia |
| Tisane, composizioni e preparazioni di SUMA basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Infuso tonico-adattogeno tradizionale con suma Radice essiccata di Pfaffia paniculata 2-4 g Acqua 200 ml Infondere per 10-15 minuti in acqua prossima all’ebollizione. Assumere una o due volte al giorno per periodi limitati di 4-6 settimane. Preparazione utilizzata tradizionalmente come supporto adattogeno e ricostituente. I dati disponibili sono prevalentemente etnofarmacologici e preclinici. Decotto adattogeno con suma e liquirizia Radice di Pfaffia paniculata 3 g Radice di Glycyrrhiza glabra 1 g Acqua 250 ml Far sobbollire per circa 10 minuti e lasciare riposare altri 10 minuti. Utilizzato tradizionalmente come supporto nei periodi di astenia e stress fisico. Evitare uso prolungato in soggetti ipertesi per la presenza di liquirizia. Infuso metabolico con suma e cannella Radice di Pfaffia paniculata 2 g Corteccia di Cinnamomum verum 1 g Foglie di Gymnema sylvestre 1 g Acqua 250 ml Infondere per 10 minuti. Assunzione fino a due volte al giorno lontano dai pasti principali. Formula tradizionale orientata al supporto metabolico e glicemico. Le evidenze sono limitate a studi sperimentali e dati fitoterapici documentati. Tisana immunomodulante con suma ed echinacea Radice di Pfaffia paniculata 2 g Radice di Echinacea purpurea 1,5 g Foglie di Melissa officinalis 1 g Acqua 250 ml Infondere per 10-12 minuti. Utilizzata come supporto generale durante affaticamento e stress fisiologico. Non impiegare continuativamente per periodi prolungati senza supervisione professionale. Decotto antiossidante con suma e tè verde Radice di Pfaffia paniculata 2 g Foglie di Camellia sinensis 1,5 g Frutti di Rosa canina 1 g Acqua 250 ml Far sobbollire la suma per 5 minuti, aggiungere successivamente le altre droghe e lasciare in infusione 8 minuti. Formula ricca in composti fenolici e saponine utilizzata come supporto antiossidante. Infuso neurotonico tradizionale con suma e gotu kola Radice di Pfaffia paniculata 2 g Parte aerea di Centella asiatica 1,5 g Foglie di Bacopa monnieri 1 g Acqua 250 ml Infondere per 10 minuti. Preparazione tradizionale orientata al supporto cognitivo e alla resistenza allo stress mentale. Evidenze cliniche dirette insufficienti. Tisana rivitalizzante con suma e zenzero Radice di Pfaffia paniculata 2 g Rizoma di Zingiber officinale 1 g Frutti di Schisandra chinensis 1 g Acqua 250 ml Infondere per 12 minuti. Tradizionalmente utilizzata come tonico generale e supporto durante convalescenza e riduzione della vitalità fisica. Formulazione erboristica in polvere Polvere micronizzata di radice di Pfaffia paniculata 1-3 g Polvere di Eleutherococcus senticosus 500 mg Polvere di Lepidium meyenii 500 mg Assumere una o due volte al giorno dispersa in acqua o altro veicolo non alcolico. Utilizzo tradizionale come supporto adattogeno e tonico generale. Evitare associazioni con stimolanti ad alte dosi. |
| Contiene saponine con possibili effetti stimolanti. |
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