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    Scheda completa della pianta medicinale

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QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 06-05-2026

SUMA
Pfaffia Paniculata (Martius) Kuntze

Medaglia d'argento

TOSSICITÀ BASSISSIMA


EFFICACIA BUONA


 ++ 


LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO


CLASSIFICAZIONE BOTANICA...
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Angiosperms
Clade Eudicots
Clade Core Eudicots
Ordine Caryophyllales
Famiglia Amaranthaceae
Sottofamiglia Amaranthoideae
Genere Pfaffia
Specie Pfaffia Paniculata

Famiglia: Amaranthaceae

SINONIMI DEL NOME VOLGARE...
Ginseng brasiliano, Martius, Brazilian ginseng, Para tudo, Todo de para

SINONIMI DEL NOME BOTANICO...
Hebanthe eriantha (Poir.) Pedersen, Gomphrena eriantha (Poir.) Moq., Gomphrena paniculata (Mart.) Moq., Hebanthe paniculata Mart., Iresine erianthos Poir., Iresine paniculata (Mart.) Spreng., Iresine tenuis Suess., Pfaffia eriantha (Poir.) Kuntze, Xeraea paniculata (Mart.) Kuntze, Celosia paniculata L.

DESCRIZIONE BOTANICA...
PIANTA ERBACEA PERENNE RAMPICANTE O STRISCIANTE, CON RADICI TUBEROSE RAMIFICATE E CARNOSE, DI COLORE MARRONE-ROSSASTRO. FUSTI CILINDRICI, SOTTILI E PUBESCENTI, LUNGHI FINO A 3 M. FOGLIE OPPOSTE, OVATO-LANCEOLATE (4-12 CM), APICE ACUMINATO, MARGINE INTERO, SUPERFICIE PUBESCENTE. INFIORESCENZE A PANNOCCHIA TERMINALE CON PICCOLI FIORI BIANCASTRI O VERDOGNOLI, PENTAMERI. FRUTTO PICCOLO, SECCO, INDEISCENTE, CONTENENTE UN UNICO SEME. RADICI EMETTONO UN CARATTERISTICO ODORE DOLCIASTRO. COLTIVATA PER LE PROPRIETÀ MEDICINALI DELLE RADICI, RICCHE DI FITOCOMPOSTI.

FIORITURA O ANTESI...
NELLE STAGIONI UMIDE (NOVEMBRE DICEMBRE GENNAIO FEBBRAIO MARZO NELLE REGIONI TROPICALI), CON PICCOLI FIORI BIANCHI O ROSATI RIUNITI IN PANNOCCHIE

COLORI OSSERVATI NEI FIORI

________ BIANCO
________ BIANCO GIALLASTRO
________ GIALLO CHIARISSIMO

HABITAT...
Originaria del Sud America, diffusa principalmente in Brasile (Amazzonia, Cerrado, Mata Atlântica), Paraguay e Bolivia. Cresce in zone tropicali e subtropicali, preferendo terreni umidi, ben drenati e ricchi di materia organica, spesso lungo fiumi, ai margini delle foreste o in aree parzialmente ombreggiate. Si adatta a diverse condizioni climatiche, ma prospera in ambienti con elevata umidità e temperature tra i 20°C e i 30°C. La pianta è comune in aree con piogge abbondanti e stagioni distinte, ma tollera brevi periodi di siccità. Viene spesso coltivata in suoli sabbiosi o argillosi, con pH leggermente acido. La sua presenza è tipica di ecosistemi biodiversi, spesso associati alla vegetazione secondaria o a zone di transizione tra foreste e savane.

DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE
© OpenStreetMap contributors, © OpenMapTiles, GBIF (CC BY-SA 2.0)

ANNUNCIO PUBBLICITARIO



PERIODO BALSAMICO...
RADICE (DROGA PRINCIPALE) RACCOLTA NELLA STAGIONE SECCA (GIUGNO-AGOSTO)

DROGA UTILIZZATA...
(Parti ricche in principi attivi)
RADICE ESSICCATA, RICCA DI SAPONINE (PFAFFOSIDI A-F), PFAFFIC ACIDI, ECDISTERONI E GLICOSIDI, UTILIZZATA COME ADATTOGENO E TONICO IN FITOTERAPIA

AROMI DELLA DROGA...
TERROSO E LEGNOSO CON LIEVI NOTE DOLCIASTRE, DOVUTO AI COMPOSTI VOLATILI E ALLE SAPONINE

SAPORI DELLA DROGA...
AMAROGNOLO E TERROSO, CON NOTE LEGGERMENTE DOLCI E UN RETROGUSTO LEGNOSO PERSISTENTE, DOVUTO ALLA PRESENZA DI SAPONINE E COMPOSTI ECDISTEROIDI

TOSSICITÀ:
BASSISSIMA
Motivazione: I dati tossicologici disponibili sulla specie indicano una bassa tossicità acuta e subcronica alle dosi fitoterapiche tradizionali, con assenza di effetti avversi rilevanti documentati negli studi sperimentali disponibili. Le evidenze cliniche umane restano limitate, ma non sono emersi segnali consistenti di tossicità significativa nell’uso corretto.

EFFICACIA:
BUONA
Motivazione: Sono disponibili numerosi studi sperimentali diretti sulla specie Pfaffia paniculata con evidenze in vivo e in vitro riguardanti attività adattogena, antinfiammatoria, immunomodulante, antiossidante e antiproliferativa. Esiste inoltre un uso fitoterapico tradizionale consolidato in Sud America supportato da dati farmacologici coerenti. Tuttavia mancano studi clinici controllati robusti e revisioni sistematiche sufficienti per classificare l’efficacia come confermata da evidenze scientifiche cliniche.

PRINCÍPI ATTIVI...
Saponine triterpeniche: pfaffosidi A, pfaffosidi B, pfaffosidi C, pfaffosidi D, pfaffosidi E, acido pfaffico, derivati dell’acido oleanolico, glicosidi triterpenici nortriterpenici Ecdisteroidi: beta-ecdysone, inokosterone, rubrosterone, ecdisterone, turkesterone in tracce Fitosteroli: sitosterolo beta, stigmasterolo, campesterolo Acidi triterpenici: acido oleanolico, acido pfaffico, acido ecdisteronico Polisaccaridi: arabinogalattani, glucani, etero-polisaccaridi immunomodulanti Flavonoidi: quercetina, kaempferolo, rutina, isoramnetina Fenoli e polifenoli: acido ferulico, acido caffeico, acido p-cumarico, acido vanillico Aminoacidi: arginina, lisina, leucina, valina, glicina Minerali e oligoelementi: ferro, zinco, magnesio, manganese, silicio, germanio organico in tracce Triterpeni: derivati dell’acido oleanolico, fitolaccagenina Glicosidi: glicosidi ecdisteroidici, glicosidi triterpenici Peptidi e composti azotati: peptidi a basso peso molecolare, composti ammidici vegetali Composti volatili: alcoli terpenici, aldeidi aromatiche, derivati sesquiterpenici

Bibliografia
  • Takemoto T., Nishimoto N., Shiobara Y., Matsuura H., Constituents of Pfaffia paniculata: Isolation of Nortriterpenoid Saponins Pfaffosides and Related Compounds, 1983
  • Nishimoto N., Nakai S., Takagi N., Hayashi S., Takemoto T., Pfaffosides and Nortriterpenoid Saponins from Pfaffia paniculata, 1984
  • Vigo C.L.S., Narita E., Marques L.C., Validation of the Biological Activity of Pfaffia paniculata Experimental Models, 2004
  • Montanari T., Carvalho J.E., Dolder H., Antiproliferative Activity of Pfaffia paniculata Extracts on Cultured Tumor Cells, 1999
  • Flores R., Dias I., Ribeiro M., Chemical Composition and Pharmacological Properties of Brazilian Ginseng Pfaffia paniculata, 2020
  • de Oliveira F., Akisue G., Akisue M.K., Farmacognosia da Planta Medicinal Pfaffia paniculata, 1991
  • Herz W., Kirby G.W., Moore R.E., Steglich W., Tamm C., Progress in the Chemistry of Organic Natural Products: Ecdysteroids and Triterpenoid Saponins, 1977
  • Brazilian Pharmacopoeia Commission, Monograph of Pfaffia paniculata Root, ultima edizione disponibile

  • PROPRIETÀ E INDICAZIONI REGISTRATE
    Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.

  • Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
  • ++ADATTOGENO (ENERGETICO E SUPPORTO A STRESS)
    ++ANTINFIAMMATORIO
    ++ANTIOSSIDANTE (PER STRESS OSSIDATIVO)
    ++IMMUNOSTIMOLANTE IMMUNOMODULANTE
    +ASTENIA O ESAURIMENTO E STRESS
    +IPOGLICEMIZZANTE E MODULANTE GLICEMIA
    +MODULATORE METABOLISMO LIPIDICO E GLICEMICO
    +NEUROTONICO - TONICO NERVINO - TONICO CEREBRALE
    +SUPPORTO METABOLICO
    !!ANTITUMORALE ( ANTIPROLIFERATIVO O RITARDANTE)
    !!ANTITUMORALE (ATTIVITÀ IN VITRO)

  • Uso storico e nella tradizione
  • ?ALLERGIE
    ?ANEMIA E CLOROSI
    ?DIABETE MELLITO
    ?ECCITANTE LE FIBRE MUSCOLARI STRIATE
    ?IPOLIPIDEMIZZANTE (IPERCOLESTEROLEMIA, IPERTRIGLICERIDEMIA, IPERLIPIDEMIA)
    ?MELANCONIA
    ?MIGLIORATIVO MEMORIA E AMNESIE
    ++CONVALESCENZA (ASTENIA E STANCHEZZA)
    ++TONICO GENERALE RINVIGORENTE
    +AFRODISIACO
    +IMPOTENZA SESSUALE
    +INAPPETENZA E ANORESSIA
    +MENOPAUSA E CLIMATERIO (VAMPATE E DISTURBI VARI)

    *NOTE RELATIVE A PROPRIETÀ E INDICAZIONI
    Confermate da studi scientifici e clinici Non sono disponibili studi clinici controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche di qualità adeguata che confermino in modo conclusivo indicazioni terapeutiche specifiche di Pfaffia paniculata nell’uomo. La letteratura clinica disponibile è limitata, eterogenea, spesso osservazionale o riferita a formulazioni multi-componente, e non consente attribuzioni terapeutiche validate secondo criteri evidence based rigorosi. Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata Attività immunomodulante e immunostimolante. Diversi studi in vitro e in vivo animale su estratti radicali hanno mostrato modulazione della risposta macrofagica, incremento dell’attività fagocitaria e modulazione di citochine proinfiammatorie. L’evidenza è preclinica e non confermata clinicamente. Attività adattogena e anti-stress. Studi animali e farmacologici preliminari hanno evidenziato miglioramento della resistenza allo stress fisico e riduzione di alterazioni neuroendocrine correlate allo stress sperimentale. L’uso tradizionale brasiliano come “ginseng brasiliano” è coerente con tali osservazioni, ma non esistono conferme cliniche robuste. Attività antinfiammatoria. Estratti contenenti pfaffosidi, saponine triterpeniche ed ecdisteroidi hanno mostrato riduzione sperimentale di mediatori infiammatori e edema in modelli animali. Evidenza limitata a studi preclinici. Attività antiossidante. Studi in vitro e in vivo hanno documentato capacità scavenger verso specie reattive dell’ossigeno e riduzione di biomarcatori ossidativi. I dati derivano prevalentemente da estratti idroalcolici delle radici. Attività antinocicettiva. Alcuni modelli animali hanno mostrato riduzione della risposta dolorifica con estratti di radice. Mancano conferme cliniche e dati farmacodinamici conclusivi. Attività antitumorale sperimentale. Studi in vitro e alcuni modelli animali hanno riportato attività antiproliferativa e citotossica verso linee cellulari tumorali, attribuita principalmente a saponine triterpeniche e acido pfaffico. I dati sono preliminari e non trasferibili direttamente all’uso clinico oncologico. Attività ipoglicemizzante e modulante metabolica. Alcuni studi animali hanno osservato riduzione della glicemia e miglioramento di parametri metabolici dopo somministrazione di estratti radicali. Le evidenze sono limitate e non standardizzate. Attività gastroprotettiva. Studi sperimentali su roditori hanno mostrato riduzione di lesioni gastriche indotte sperimentalmente. L’evidenza è esclusivamente preclinica. Attività neuroprotettiva preliminare. Alcuni dati in vitro e in vivo suggeriscono effetti protettivi nei confronti di stress ossidativo neuronale e alterazioni cognitive sperimentali. Evidenza insufficiente per indicazioni terapeutiche. Uso storico e nella tradizione Nella medicina tradizionale brasiliana e amazzonica la radice di Pfaffia paniculata è stata utilizzata come tonico generale, ricostituente e adattogeno. Uso tradizionale come supporto durante affaticamento fisico, debolezza, convalescenza e riduzione della resistenza allo stress. Impiego etnobotanico tradizionale come afrodisiaco e tonico sessuale. Uso tradizionale in disturbi reumatici e dolori osteoarticolari. Impiego tradizionale come coadiuvante in disturbi gastrointestinali e gastrici. Uso popolare tradizionale in formulazioni depurative e riequilibranti metaboliche. Nella fitoterapia popolare brasiliana è stata impiegata come supporto complementare in condizioni croniche debilitanti e nel recupero energetico.


    *Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni
  • Almeida E.R., Plantas Medicinais Brasileiras: Conhecimentos Populares e Científicos, 1993
  • Montanari T. et al., Chemical Composition and Pharmacological Effects of Pfaffia paniculata, Journal of Ethnopharmacology, 1999
  • Neto A.G. et al., Evaluation of Anti-inflammatory Activity of Pfaffia paniculata Roots, Phytotherapy Research, 2005
  • Oshima-Franco Y. et al., Pharmacological and Toxicological Evaluation of Pfaffia paniculata, Journal of Ethnopharmacology, 2008
  • de Oliveira F.Q. et al., Brazilian Adaptogenic Plants and Their Pharmacological Activity, Revista Brasileira de Farmacognosia, 2011
  • Vigo C.L.S. et al., Antioxidant and Biological Activities of Pfaffia paniculata Extracts, Molecules, 2014
  • Ribeiro A.Q. et al., Traditional Uses and Pharmacological Potential of Pfaffia Species, Journal of Medicinal Plants Research, 2015
  • Silva M.E. et al., Immunomodulatory Activity of Pfaffia paniculata Extracts in Experimental Models, International Immunopharmacology, 2017
  • Souza J.C. et al., Bioactive Compounds from Pfaffia paniculata and Their Pharmacological Relevance, Phytochemistry Reviews, 2019
  • Lorenzi H., Matos F.J.A., Plantas Medicinais no Brasil: Nativas e Exóticas, 2021


  • AVVERTENZE (Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)

    POSSIBILE CAUTELA IN SOGGETTI CON PATOLOGIE ORMONO-SENSIBILI SULLA BASE DI EVIDENZE FARMACOLOGICHE SPERIMENTALI E IN VITRO CHE SUGGERISCONO ATTIVITÀ MODULANTI ENDOCRINE E PRESENZA DI ECDISTEROIDI E FITOSTEROLI BIOLOGICAMENTE ATTIVI. NON ESISTONO TUTTAVIA CONFERME CLINICHE DIRETTE NELL’UOMO. POSSIBILE CAUTELA IN ASSOCIAZIONE CON FARMACI IPOGLICEMIZZANTI O INSULINA SULLA BASE DI STUDI IN VIVO ANIMALI CHE MOSTRANO EFFETTI MODULANTI SUL METABOLISMO GLUCIDICO E POTENZIALE RIDUZIONE DELLA GLICEMIA. POSSIBILE CAUTELA IN SOGGETTI CON PATOLOGIE IMMUNITARIE O IN TRATTAMENTO IMMUNOMODULANTE A CAUSA DI ATTIVITÀ IMMUNOMODULANTI DOCUMENTATE IN MODELLI SPERIMENTALI IN VITRO E IN VIVO. L’USO IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO NON DISPONE DI ADEGUATI DATI CLINICI DI SICUREZZA SPECIFICI PER LA SPECIE; L’ASSENZA DI DATI SUFFICIENTI RAPPRESENTA IL PRINCIPALE LIMITE DOCUMENTALE. SONO STATI RIPORTATI OCCASIONALMENTE LIEVI DISTURBI GASTROINTESTINALI ASPECIFICI NELLA PRATICA FITOTERAPICA EMPIRICA CON PREPARAZIONI CONCENTRATE O AD ALTO DOSAGGIO, MA LE EVIDENZE CLINICHE SISTEMATICHE RISULTANO LIMITATE. LE EVIDENZE DISPONIBILI DERIVANO PREVALENTEMENTE DA STUDI SPERIMENTALI, FARMACOLOGICI E FITOCHIMICI; GLI STUDI CLINICI CONTROLLATI SULL’UOMO RESTANO INSUFFICIENTI PER DEFINIRE UN PROFILO DI SICUREZZA COMPLETO.

    CONTROINDICAZIONI (Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)

    NON SONO DISPONIBILI CONTROINDICAZIONI CLINICAMENTE VALIDATE E SPECIFICHE PER PFAFFIA PANICULATA SUPPORTATE DA STUDI CLINICI CONTROLLATI O CASISTICHE OSSERVAZIONALI ROBUSTE DIRETTAMENTE RIFERIBILI ALLA SPECIE.


    INCOMPATIBILITÀ...
    (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
    ADATTOGENI (AD AZIONE MARCATA)
    ANTIPERTENSIVI
    CAFFEINA, TAURINA, SINEFRINA AD ALTE DOSI
    FARMACI ORMONALI (TAMOXIFENE, TERAPIE ESTROGENICHE)
    IMMUNOMODULANTI
    IMMUNOSOPPRESSORI
    INSULINA
    INSULINA (POTENZIAMENTO)
    INTEGRATORI STIMOLANTI O ECCITANTI
    IPOGLICEMIZZANTI (POTENZIAMENTO)
    IPOGLICEMIZZANTI E ANTIDIABETICI
    SIMPATICOMIMETICI
    STIMOLANTI DEL SNC
    TERAPIE ORMONALI

    ERBE SINERGICHE *...

    * Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento come per es. nel Tè (verde o nero).
    Consultare sempre un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni in base al quadro clinico individuale.

    ERBE ANTAGONISTE *...
    (Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
    CAFFÈ
    EFEDRA
    GINSENG
    GUARANÀ
    IPERICO
    MATE

    ORGANI UMANI...

    ESTRATTI...
    Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di SUMA
    basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Estratto secco standardizzato di radice È la forma più comune nei prodotti titolati in pfaffosidi (saponine), ovvero gli attivi maggiormente associati agli effetti adattogeni e tonici della pianta. Tipicamente la titolazione è ≥20 % in pfaffosidi o equivalenti. Le capsule o polveri derivano da estratto secco della radice. Indicazioni di assunzione tipiche: 300 – 600 mg al giorno di estratto secco standardizzato, preferibilmente suddivisi in 1 – 2 dosi con i pasti. Alcuni produttori consigliano cicli di utilizzo di 4 – 8 settimane con pause intermedie per evitare affaticamento fisiologico. Questa formulazione è usata come supporto tonico generale, adattogeno contro stress e affaticamento, e per sostenere la resistenza fisica e mentale. Polvere di radice essiccata La radice secca macinata è usata in integratori “pianta intera” e può essere assunta in capsule o come polvere da miscelare in acqua, tè o succo. Indicazioni di assunzione tipiche: 1 – 3 g al giorno di polvere di radice. La dose può essere divisa in 2 – 3 somministrazioni nell’arco della giornata. Questa forma è più vicina alla tradizionale preparazione erboristica e può essere proposta per sostenere energia, tono generale, resistenza allo stress e supporto immunitario. Estratto liquido o tintura Gli estratti liquidi idro-alcolici o gliceritici derivano da radice di Pfaffia paniculata e sono usati in fitoterapia come tinture o gocce. Indicazioni di assunzione tipiche: 20 – 30 gocce (circa 1 ml) in acqua o succo fino a 3 – 4 volte al giorno, secondo istruzioni del prodotto. Questa forma è utile per chi desidera un estratto più concentrato e facile da assumere rispetto alla polvere. Formule combinate con altre piante In commercio esistono integratori che combinano estratto di Pfaffia paniculata con altre piante o nutrienti (es. Uncaria tomentosa, Tabebuia avellanedae, broccoli, piperina) allo scopo di supportare immunità, ridurre stress ossidativo o migliorare l’equilibrio fisiologico. Le dosi di Pfaffia si mantengono spesso nella gamma di 200 – 400 mg per dose all’interno di formule multi-ingrediente. Principali suggerimenti per uso e posologia (orientativi) Con estratto standardizzato (titolo ≥20 % in pfaffosidi): 300 – 600 mg/die. Con polvere di radice: 1 – 3 g/die, suddivisi. Con tintura o estratto liquido: 20 – 30 gocce, 2 – 4 volte al giorno. Formule combinate: attenersi alle indicazioni del produttore riportate sull’etichetta; tipicamente Pfaffia è presente come parte di un complesso tonico. Avvertenze generali: evitare l’uso in gravidanza, allattamento o in presenza di condizioni ormonali sensibili senza supervisione medica. Interrompere in caso di reazioni allergiche o disturbi digestivi. Consultare un professionista sanitario prima di assunzioni prolungate o con terapia farmacologica concomitante. Bibliografia
  • Jing Li, Atul N. Jadhav, Ikhlas A. Khan. *Triterpenoids from Brazilian Ginseng, Pfaffia paniculata.* Planta Medica.
  • C. S. Carneiro et al. *Pfaffia paniculata extract modulates MAPK and mucin pathways in intestinal inflammation.* International Immunopharmacology.
  • PubMed. *Hydration of sickle erythrocytes using a herbal extract (Pfaffia paniculata) in vitro.*
  • PubMed. *Pfaffia paniculata extract as a potential antimicrobial agent against Candida spp., Pseudomonas aeruginosa, and Streptococcus mutans biofilms.*
  • Planetary Herbals. *Pfaffia Paniculata Suma Brazilian Tonifier Supplement Information.*
  • Swiss Herbal Shop. *Brazilian ginseng extract 20% Pfaffia paniculata product specification.*
  • Herbal Terra. *Suma (Pfaffia paniculata) tincture, dried roots liquid extract product information.*

  • TISANE...
    Tisane, composizioni e preparazioni di SUMA
    basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Infuso tonico-adattogeno tradizionale con suma Radice essiccata di Pfaffia paniculata 2-4 g Acqua 200 ml Infondere per 10-15 minuti in acqua prossima all’ebollizione. Assumere una o due volte al giorno per periodi limitati di 4-6 settimane. Preparazione utilizzata tradizionalmente come supporto adattogeno e ricostituente. I dati disponibili sono prevalentemente etnofarmacologici e preclinici. Decotto adattogeno con suma e liquirizia Radice di Pfaffia paniculata 3 g Radice di Glycyrrhiza glabra 1 g Acqua 250 ml Far sobbollire per circa 10 minuti e lasciare riposare altri 10 minuti. Utilizzato tradizionalmente come supporto nei periodi di astenia e stress fisico. Evitare uso prolungato in soggetti ipertesi per la presenza di liquirizia. Infuso metabolico con suma e cannella Radice di Pfaffia paniculata 2 g Corteccia di Cinnamomum verum 1 g Foglie di Gymnema sylvestre 1 g Acqua 250 ml Infondere per 10 minuti. Assunzione fino a due volte al giorno lontano dai pasti principali. Formula tradizionale orientata al supporto metabolico e glicemico. Le evidenze sono limitate a studi sperimentali e dati fitoterapici documentati. Tisana immunomodulante con suma ed echinacea Radice di Pfaffia paniculata 2 g Radice di Echinacea purpurea 1,5 g Foglie di Melissa officinalis 1 g Acqua 250 ml Infondere per 10-12 minuti. Utilizzata come supporto generale durante affaticamento e stress fisiologico. Non impiegare continuativamente per periodi prolungati senza supervisione professionale. Decotto antiossidante con suma e tè verde Radice di Pfaffia paniculata 2 g Foglie di Camellia sinensis 1,5 g Frutti di Rosa canina 1 g Acqua 250 ml Far sobbollire la suma per 5 minuti, aggiungere successivamente le altre droghe e lasciare in infusione 8 minuti. Formula ricca in composti fenolici e saponine utilizzata come supporto antiossidante. Infuso neurotonico tradizionale con suma e gotu kola Radice di Pfaffia paniculata 2 g Parte aerea di Centella asiatica 1,5 g Foglie di Bacopa monnieri 1 g Acqua 250 ml Infondere per 10 minuti. Preparazione tradizionale orientata al supporto cognitivo e alla resistenza allo stress mentale. Evidenze cliniche dirette insufficienti. Tisana rivitalizzante con suma e zenzero Radice di Pfaffia paniculata 2 g Rizoma di Zingiber officinale 1 g Frutti di Schisandra chinensis 1 g Acqua 250 ml Infondere per 12 minuti. Tradizionalmente utilizzata come tonico generale e supporto durante convalescenza e riduzione della vitalità fisica. Formulazione erboristica in polvere Polvere micronizzata di radice di Pfaffia paniculata 1-3 g Polvere di Eleutherococcus senticosus 500 mg Polvere di Lepidium meyenii 500 mg Assumere una o due volte al giorno dispersa in acqua o altro veicolo non alcolico. Utilizzo tradizionale come supporto adattogeno e tonico generale. Evitare associazioni con stimolanti ad alte dosi.
  • Almeida E.R., Plantas Medicinais Brasileiras: Conhecimentos Populares e Científicos, 1993
  • Montanari T. et al., Chemical Composition and Pharmacological Effects of Pfaffia paniculata, Journal of Ethnopharmacology, 1999
  • Oshima-Franco Y. et al., Pharmacological and Toxicological Evaluation of Pfaffia paniculata, Journal of Ethnopharmacology, 2008
  • de Oliveira F.Q. et al., Brazilian Adaptogenic Plants and Their Pharmacological Activity, Revista Brasileira de Farmacognosia, 2011
  • Vigo C.L.S. et al., Antioxidant and Biological Activities of Pfaffia paniculata Extracts, Molecules, 2014
  • Souza J.C. et al., Bioactive Compounds from Pfaffia paniculata and Their Pharmacological Relevance, Phytochemistry Reviews, 2019
  • Lorenzi H., Matos F.J.A., Plantas Medicinais no Brasil: Nativas e Exóticas, 2021
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 2007
  • EMA Committee on Herbal Medicinal Products, Reflection Paper on Adaptogenic Herbal Substances, 2020
  • Wagner H., Nörr H., Winterhoff H., Plant Adaptogens, Phytomedicine, 1994

  • PIANTA DOPANTE
    Contiene saponine con possibili effetti stimolanti.

    ANNUNCIO PUBBLICITARIO


    APPROFONDIMENTO SU PIANTE ADATTOGENE ED IMMUNOSTIMOLANTI...
    PIANTE ADATTOGENE ED IMMUNOSTIMOLANTI Presso tutte le culture e nelle medicine tradizionali di ogni angolo del globo troviamo delle piante adattogene, cioè delle specie vegetali in grado di aumentare la resistenza dell'organismo a stress endogeni ed esogeni, migliorando la performance fisica e mentale, in risposta a stimoli di natura fisica, chimica e biologica. Il termine adattogeno viene infatti dal vocabolo latino adaptare e da quello greco genes (prodotto da) e fu coniato nel 1947 dallo scienziato russo N.V. Lazarev; nel 1969 Brekhman e Dardymov stabilirono dei criteri specifici affinché una droga vegetale possa definirsi adattogena. L'effetto di queste piante si affianca alla risposta fisiologica che già di per sé l'organismo mette in opera quando soggetto ad uno stimolo che ne turbi l'equilibrio biologico, al fine di ristabilire prontamente l'omeostasi; tali risposte sono di carattere prevalentemente ormonale, cioè con effetti transitori, ma esistono anche vere e proprie modificazioni funzionali o morfologiche che si generano nelle persone sottoposte frequentemente a stress (per es. negli atleti sottoposti a molte ore di allenamento quotidiano) o che si sono evolute in alcune etnie nel corso di milioni di anni in risposta all'ambiente (per es.: la variazione del colore della pelle in funzione dell'esposizione ai raggi solari o le maggiori dimensioni della gabbia toracica delle popolazioni andine, costrette a vivere sopra i 4000 mt, dove l'ossigeno scarseggia). Le piante adattogene non corrispondono a nessuna categoria della farmacologia classica e meno ancora hanno corrispettivi nei farmaci di sintesi: nella maggior parte dei casi, infatti, esse sono aspecifiche, agendo su differenti organi o tessuti bersaglio e provocando, nell'insieme, una risposta adattogena; ciò è dovuto al fatto che il fitocomplesso spesso si compone di principi attivi di svariata natura chimica, che sono però sinergici. Il meccanismo d'azione delle droghe adattogene è generalmente assai complicato e non sempre ancor ben compreso. Molte droghe adattogene hanno anche azione antimicrobica ed immunostimolante, in tal modo contribuendo a migliorare le difese dell'organismo contro agenti eziologici esterni; altre hanno dimostrato di avere interessanti e promettenti effetti antitumorali, su cui la ricerca sta ora indagando. Altre ancora hanno azione prevalentemente nootropa (dal Greco noos=mente, e tropein=sorvegliare), cioè migliorano la performance mentale e l'umore; alla classe delle droghe nootrope appartengono tutte le piante contenenti metilxantine (caffeina e derivati), che sono più propriamente degli stimolanti e che saranno oggetto di una scheda a parte. Infine sono state incluse in questa scheda delle piante meramente immunostimolanti dato che, funzionalmente, sono simili a quelle adattogene, ovvero servono ad aiutare l'organismo a sviluppare una linea difensiva contro gli attacchi esterni. Proprio per la loro caratteristica di migliorare le risposte dell'organismo, l'utilizzo di droghe adattogene non è necessariamente circoscritto a stati patologici, ma rientra piuttosto nel campo del benessere e della prevenzione (alcune risultano per esempio assai utili per aiutare a prevenire, durante la stagione invernale, le malattie da raffreddamento). Naturalmente sono anche molto utili negli stati di convalescenza ed in generale di astenia. [Tratto da EPO S.r.l. ISTITUTO FARMOCHIMICO FITOTERAPICO http://www.eposrl.com/eposrl/]


    NOTE VARIE E STORICHE...
    È una specie originaria dell’Amazzonia e delle regioni centrali del Brasile, appartenente alla famiglia Amaranthaceae. Il nome Pfaffia è dedicato al botanico tedesco Christian Pfaff, mentre paniculata si riferisce alla disposizione a pannocchia delle infiorescenze. Il termine popolare “suma” deriva probabilmente da lingue indigene amazzoniche e viene spesso interpretato come “per tutto” o “buona per ogni cosa”, a indicare il suo ruolo di rimedio universale nella medicina tradizionale. Storia d’uso tradizionale Le popolazioni indigene brasiliane utilizzavano la radice come tonico generale, per recuperare energia dopo malattie o sforzi prolungati. Era considerata una pianta capace di rafforzare il corpo e lo spirito, usata in decotti durante periodi di stress fisico, carestia o cambiamenti stagionali. Il Suma è usato come "rimedio per tutto" ovvero come panacea dalle popolazioni dell'America centrale e meridionale dove ne crescono oltre 50 specie. La sua capacità di incrementare il tono muscolare, aumentare la resistenza agli stress e fatica, avere un'azione immunostimolante, producono un effetto benefico generalizzato sull'intero organismo. In alcune tradizioni locali veniva impiegata come afrodisiaco e come rimedio per aumentare la fertilità e la vitalità sessuale. Curiosità etnobotaniche È soprannominata “ginseng brasiliano”, pur non avendo alcuna parentela botanica con il vero ginseng asiatico o americano; il nome deriva esclusivamente dalla somiglianza funzionale percepita negli effetti tonici e adattogeni. A differenza del ginseng asiatico, Pfaffia paniculata è priva di caffeina e alcaloidi stimolanti, caratteristica che la rende tradizionalmente più adatta a un uso prolungato. In alcune comunità rurali la radice veniva masticata fresca o aggiunta a bevande fermentate locali come rinforzante. Introduzione nella fitoterapia moderna È entrata nella fitoterapia occidentale soprattutto a partire dagli anni ’60–’70, quando ricercatori brasiliani e giapponesi iniziarono a studiarne i costituenti chimici. Ha attirato interesse scientifico durante ricerche su piante amazzoniche con potenziale attività adattogena, antiossidante e immunomodulante. In Giappone e negli Stati Uniti è stata commercializzata come integratore alimentare già negli anni ’80, spesso in formulazioni toniche. Aspetti botanici e agricoli È una pianta erbacea perenne che può raggiungere anche 1–2 metri di altezza. La parte utilizzata è quasi esclusivamente la radice tuberosa, che può impiegare diversi anni per raggiungere una dimensione ottimale. La raccolta tradizionale avveniva a mano; oggi è coltivata anche in sistemi agricoli controllati per evitare il sovrasfruttamento delle popolazioni spontanee. Curiosità scientifiche I principali composti studiati sono saponine triterpeniche, spesso chiamate pfaffosidi, che hanno contribuito alla reputazione adattogena della pianta. Alcuni studi preliminari hanno attirato attenzione per il possibile ruolo della pianta in ricerche oncologiche e immunologiche, aumentando l’interesse internazionale verso questa specie. Nonostante la fama popolare di “panacea”, la ricerca moderna tende a ridimensionare tali affermazioni, distinguendo chiaramente tra uso tradizionale e evidenze sperimentali. Aspetti culturali In Brasile, Pfaffia paniculata è considerata parte del patrimonio etnobotanico amazzonico, spesso citata insieme ad altre piante simbolo come guaranà e catuaba. È spesso menzionata in testi divulgativi come esempio di conoscenza indigena successivamente studiata dalla scienza moderna.


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