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| QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 27-04-2026 |
GINKGO BILOBA |
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| Dominio Eukaryota Regno Plantae Clade Tracheofite Divisione Ginkgophyta Classe Ginkgoopsida Ordine Ginkgoales Famiglia Ginkgoaceae Genere Ginkgo Specie Ginkgo biloba |
Famiglia: Ginkgoaceae |
| Ginko, Maidenhair tree, Ginkgo tree, Fossil Tree, Icho, Arvore de quarenta escudos, Arbol De Oro, Arbre Aux Mille écus, Arbre Aux Quarante écus, Arbre Fossile, Arbre Sacré Des Temples D´asie, Ginkgo Biloba, Noyer Du Japon, Nogueira-do-Japão, Ginkgobaum, Gingo, Vrekboom, Mabad Ag, Bai Guo, Yin Xing, Jinan Dvoulalocný, Tempeltræ, Japanse Notenboom, Tempelboom, Waaierboom, Chinesischer Tempelbaum, Elefantenohrbaum, Entenfußbaum, Fächerbaum, Fächerblattbaum, Frauenhaarbaum, Ginkgo, Ginkgobaum, Goethebaum, Goldfruchtbaum, Großvater-Enkel-Baum, Japanischer Nußbaum, Japanischer Tempelbaum, Mädchenhaarbaum, Silberaprikose, Silberpflaume, Tempelbaum, Weiße Frucht, Neidonhiuspuu, Temppelipuu, Gkingko, Balkuwari, Páfrányfenyõ, Musteristré, Musterisviður, Gin Kyo, Ginkyo, Icho, Ichou, Eun-Haeng-Na-Mu, Haeng-Ja-Mok, Miorzb Chiski, Miorzb Dwudzielny, Miorzb Dwuklapowy, Miorzb Japoski, árbol De Las Pagodas, Tempelträd |
| Ginkgo Biloba F. Adiantifolia Sprecher, Ginkgo Biloba F. Adiantifolia Sprecher Ex Tobler, Ginkgo Biloba F. Aurea (J.Nelson) Beissn., Ginkgo Biloba F. Fastigiata (A.Henry) Rehder, Ginkgo Biloba F. Laciniata (Carrière) Beissn., Ginkgo Biloba F. Macrophylla (Hartw. & Rümpler) Sprecher, Ginkgo Biloba F. Microsperma Sugim., Ginkgo Biloba F. Parvifolia Sugim., Ginkgo Biloba F. Pendula (Van Geert) Beissn., Ginkgo Biloba F. Variegata (Carrière) Beissn., Ginkgo Biloba Subsp. Aurea (J.Nelson) Beissn., Ginkgo Biloba Subsp. Aureovariegata Sénécl., Ginkgo Biloba Subsp. Epiphylla Makino, Ginkgo Biloba Subsp. Fastigiata A.Henry, Ginkgo Biloba Subsp. Laciniata (Carrière) Carrière, Ginkgo Biloba Subsp. Macrophylla-laciniata Sénécl., Ginkgo Biloba Subsp. Microsperma Sugim., Ginkgo Biloba Subsp. Parvifolia Sugim., Ginkgo Biloba Subsp. Pendula (Van Geert) Beissn., Ginkgo Biloba Subsp. Variegata (Carrière) Carrière, Ginkgo Biloba Var. Aurea (J.Nelson) A.Henry, Ginkgo Biloba Var. Epiphylla Makino, Ginkgo Biloba Var. Fastigiata A.Henry, Ginkgo Biloba Var. Laciniata (Carrière) Carrière, Ginkgo Biloba Var. Latifolia L.Henry, Ginkgo Biloba Var. Longifolia L.Henry, Ginkgo Biloba Var. Macrophylla Hartw. & Rümpler, Ginkgo Biloba Var. Pendula (Van Geert) Carrière, Ginkgo Biloba Var. Triloba A.Henry, Ginkgo Biloba Var. Variegata (Carrière) Carrière, Ginkgo Macrophylla K.Koch, Ginkgo Parvifolia Sugim., Pterophyllus Salisburgiensis J.Nelson, 1866, Pterophyllus Salisburiensis J.Nelson, Pterophyllus Salisburiensis Subsp. Aurea J.Nelson, Salisburia Adiantifolia Sm., Salisburia Adiantifolia Subsp. Laciniata Carrière, Salisburia Adiantifolia Subsp. Pendula Van Geert, Salisburia Adiantifolia Subsp. Variegata Carrière, Salisburia Adiantifolia Var. Laciniata Carrière, Salisburia Adiantifolia Var. Pendula Van Geert, Salisburia Adiantifolia Var. Pendula VanGeert, Salisburia Adiantifolia Var. Variegata Carrière, Salisburia Biloba (L.) Hoffmanns., Salisburia Ginkgo Rich., Salisburia Macrophylla Reyn. |
| ALBERO DECIDUO DI GRANDI DIMENSIONI CON UNA CHIOMA ESPANSA E IRREGOLARE E UN TRONCO ROBUSTO CON CORTECCIA GRIGIO-BRUNASTRA PROFONDAMENTE FESSURATA NEGLI ESEMPLARI MATURI. LE FOGLIE SONO UNICHE, A FORMA DI VENTAGLIO CON NERVATURE DICOTOMICHE, LUNGHE E STRETTE, SPESSO BILOBATE, DI COLORE VERDE BRILLANTE CHE VIRA AL GIALLO DORATO IN AUTUNNO. È UNA SPECIE DIOICA. I FIORI MASCHILI SONO AMENTI PENDULI CHE RILASCIANO POLLINE. GLI OVULI FEMMINILI SONO PORTATI SU BREVI PEDUNCOLI E DOPO LA FECONDAZIONE SI SVILUPPANO IN SEMI CARNOSI DI COLORE GIALLO-ARANCIO CON UN GUSCIO INTERNO DURO. I SEMI HANNO UN ODORE SGRADEVOLE A MATURAZIONE. |
| APRILE-MAGGIO (PRIMAVERA), CON IMPOLLINAZIONE ANEMOFILA (PIANTE DIOICHE) |
| COLORI OSSERVATI |
| ________ GIALLO VERDASTRO |
| ________ VERDE CHIARO |
| In natura, la sua presenza è oggi limitata a piccole aree della Cina orientale, in particolare nelle province di Guizhou e Zhejiang, dove cresce in foreste miste decidue e su pendii montuosi umidi e ben drenati, spesso su suoli calcarei o sabbiosi. Tuttavia, a causa della sua lunga storia di coltivazione, è difficile determinare con precisione il suo habitat originario. Il Ginkgo biloba è ampiamente coltivato in tutto il mondo come albero ornamentale in parchi e giardini, e si adatta a una vasta gamma di condizioni climatiche e tipi di suolo, purché ben drenati. Tolera l'inquinamento atmosferico e lo stress urbano, il che lo rende una scelta popolare per l'arboricoltura urbana. La sua resilienza e la sua capacità di prosperare in ambienti diversi riflettono la sua lunga storia evolutiva. |
| DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE |
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| AUTUNNO (SETTEMBRE-OTTOBRE), RACCOLTA FOGLIE PRIMA DELLA CADUTA PER MASSIMO CONTENUTO IN GINKGOLIDI |
| (Parti ricche in principi attivi) |
| FOGLIE ESSICCATE STANDARDIZZATE (GINKGONIS FOLIUM), OCCASIONALMENTE SEMI (TOSSICI SE NON TRATTATI) |
| FOGLIE: ERBACEO-AMARO CON NOTE TERPENICHE; SEMI (TOSTATI): DOLCIASTRO-NOCCIOLATO |
| FOGLIE: AMARO-ASTRINGENTE CON RETROGUSTO RESINOSO; SEMI: DOLCE-BUTTERATO (SOLO DOPO TRATTAMENTO TERMICO) |
| TOSSICITÀ: RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO |
| Motivazione: i dati tossicologici indicano una buona tollerabilità degli estratti standardizzati a dosi terapeutiche, ma è documentata la presenza di alchilfenoli potenzialmente tossici nelle preparazioni non purificate e un aumento del rischio emorragico associato all’attività antiaggregante, evidenziato in studi clinici e farmacologici; la sicurezza è quindi dipendente dalla standardizzazione dell’estratto e dalle condizioni d’uso |
| EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE |
| Motivazione: l’efficacia terapeutica è supportata da studi clinici controllati e revisioni sistematiche esclusivamente per estratti standardizzati di foglie, in particolare estratti titolati in flavonoidi e lattoni terpenici; tali evidenze non sono generalizzabili alla pianta tal quale o a preparazioni non standardizzate, rendendo l’attività strettamente dipendente dalla tipologia di estratto utilizzato |
| Flavonoidi: quercetina, kaempferolo, isoramnetina, rutina, isoquercitrina, quercitrina Lattoni terpenici: ginkgolide A, ginkgolide B, ginkgolide C, ginkgolide J, bilobalide Proantocianidine: procianidine, catechina, epicatechina Acidi fenolici: acido caffeico, acido clorogenico, acido p cumarico, acido ferulico, acido protocatechico Biflavoni: amentoflavone, bilobetina, ginkgetina, isoginkgetina, sciadopitisina Alchilfenoli: acido ginkgolico, cardanoli, cardoli Fitosteroli: beta sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo Polisaccaridi: arabinogalattani, pectine Lignani: pinoresinolo, medioresinolo Note: I ginkgolidi e il bilobalide sono composti esclusivi del Ginkgo. La composizione varia in base alla stagione di raccolta. Gli acidi ginkgolici sono considerati potenziali allergeni. |
Bibliografia |
| PROPRIETÀ E INDICAZIONI REGISTRATE Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico. | |
| ? | ACUFENE |
| !! | CLAUDICATIO INTERMITTENS |
| !! | DECLINO E DEFICIT COGNITIVO |
| !! | DEMENZA SENILE |
| !! | VERTIGINI |
| ++ | ANTIAGGREGANTE PIASTRINICO |
| ++ | ANTIOSSIDANTE (PER STRESS OSSIDATIVO) |
| ++ | NEUROPROTETTIVO NEUROTROFICO E ANTI-AGING |
| ++ | STIMOLANTE CIRCOLAZIONE CEREBRALE |
| ++ | VASOPROTETTORE CAPILLAROTROFO |
| ? | AFRODISIACO |
| ? | ALLERGIE |
| ? | ATEROSCLEROSI E ARTERIOSCLEROSI |
| ? | CEFALEA O MAL DI TESTA - EMICRANIA |
| ? | FLEBITE E VENE VARICOSE |
| ? | IMPOTENZA SESSUALE |
| ? | MENOPAUSA E CLIMATERIO (VAMPATE E DISTURBI VARI) |
| ? | NEVRALGIE |
| ? | RAYNAUD (MORBO) |
| ? | TROMBOSI E OSTRUZIONE VASCOLARE |
| Confermate da studi scientifici e clinici
Miglioramento dei sintomi cognitivi nella demenza lieve e moderata e nei disturbi neurocognitivi associati a insufficienza cerebrovascolare, supportato da studi clinici randomizzati controllati e meta-analisi su estratti standardizzati di foglie con contenuto definito in ginkgoflavonglicosidi e lattoni terpenici; l’effetto riguarda memoria, funzioni esecutive e attività della vita quotidiana con entità moderata e dipendente dalla qualità dell’estratto
Miglioramento della claudicatio intermittens in arteriopatia periferica, supportato da studi clinici controllati e revisioni sistematiche che evidenziano un incremento della distanza di marcia, con variabilità nei risultati e rilevanza clinica moderata
Riduzione di vertigini e instabilità di origine vascolare o multifattoriale, supportata da studi clinici randomizzati e revisioni sistematiche con efficacia significativa ma eterogenea in funzione della popolazione e dei protocolli
Riduzione degli acufeni in sottogruppi selezionati, supportata da studi clinici controllati e meta-analisi con risultati contrastanti e beneficio non uniforme, limitato a specifiche condizioni eziologiche
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antiossidante e scavenger dei radicali liberi a livello neuronale e vascolare, documentata in studi in vitro e in vivo animale su flavonoidi e lattoni terpenici con effetti sulla perossidazione lipidica e sullo stress ossidativo
Attività vasoregolatrice e miglioramento della microcircolazione, documentata in studi in vivo animale e studi osservazionali attraverso modulazione del tono vascolare e dell’aggregazione piastrinica
Effetto neuroprotettivo e antiapoptotico, evidenziato in modelli sperimentali animali e cellulari con coinvolgimento di pathway mitocondriali e riduzione del danno ischemico
Attività antiaggregante piastrinica, documentata in vitro e in modelli animali con inibizione del fattore attivante le piastrine e modulazione della viscosità ematica
Possibile modulazione dei sintomi ansioso depressivi associati a disturbi cognitivi, supportata da studi clinici osservazionali e dati preclinici con evidenza non conclusiva
Effetti su parametri metabolici e glicemici, documentati in modelli animali con risultati non trasferibili direttamente alla pratica clinica
Uso storico e nella tradizione
Impiego come tonico cerebrale e migliorativo della memoria nelle medicine tradizionali dell’Asia orientale
Utilizzo per disturbi respiratori quali asma e tosse in preparazioni tradizionali
Uso per migliorare la circolazione periferica e trattare disturbi vascolari secondo tradizione fitoterapica asiatica
I glucosidi flavonoidici e i derivati terpenici del Ginkgo hanno proprietà microvascolari e nootrope che agiscono con meccanismi complessi: riduzione degli spasmi arteriolari e miglioramento della microcircolazione - miglioramento dello scambio ossigeno/glucosio con i tessuti, effetto antiossidante, inibizione del PAF - fattore di aggregazione piastrinica, antagonismo con reazioni da malattie allergiche, infiammatorie ed immunologiche.
"La Ginkgo biloba è una delle piante medicinali più utilizzate nel mondo, sia per disturbi cardio e cerebrovascolari sia per la cefalea. Nota da sempre è l'attività antiaggregante dei suoi derivati terpenici presenti nelle foglie. Da questo la raccomandazione di non associare le due sostanze per il rischio di emorragie, e tali avvertenze sono pure obbligatorie sulle confezioni dei prodotti a base di Ginkgo. Ebbene i ricercatori giapponesi hanno condotto questo lavoro per studiare invece gli effetti della Ginkgo sul metabolismo del warfarin e, nei test condotti su topi l'estratto di Ginkgo ha invece dimostrato di aumentare l'attività del Citocromo P450 che metabolizza il farmaco, con la conseguente riduzione della attività del warfarin, cui consegue un aumento del rischio di trombosi. Esattamente il contrario di quanto ritenuto fin ora. Conclusioni pratiche: la complessità delle interazioni erbe-farmaci rimane tale e quale, se non forse amplificata, ma il rischio clinico di emorragie dalla associazione tra Ginkgo e warfarin viene con questo lavoro messo in seria discussione, anche se si tratta di una ricerca condotta su animali. Del resto, salvo eccezioni, molte delle interazioni tra erbe e farmaci, tanto paventate, sono in realtà solo teoriche o ipotetiche, o vere solo nei modelli sperimentali, senza rilevanza clinica. Rimane peraltro l'avviso di estrema cautela quando si debba necessariamente associare un fitoterapico ad una terapia farmacologica, per la imprevedibilità delle risposte. E mai senza il consiglio o la prescrizione di un medico." [Fabio Firenzuoli - Centro di Medicina Integrativa, Careggi - Dipartimento di Farmacologia Università di Firenze] |
| SORVEGLIANZA ALLE REAZIONI AVVERSE PIANTA SEGNALATA |
| CONTROINDICAZIONI
(Le controindicazioni richiedono evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni) IPERSENSIBILITÀ NOTA A GINKGO BILOBA L. O AI SUOI COMPONENTI, DOCUMENTATA IN SEGNALAZIONI CLINICHE E FARMACOVIGILANZA RELATIVE A ESTRATTI STANDARDIZZATI. DISTURBI EMORRAGICI O COAGULOPATIE, SULLA BASE DI EVIDENZE CLINICHE E OSSERVAZIONALI CHE INDICANO UN AUMENTO DEL RISCHIO DI SANGUINAMENTO ASSOCIATO ALL’ATTIVITÀ ANTIAGGREGANTE PIASTRINICA DEGLI ESTRATTI DELLA SPECIE. |
| AVVERTENZE
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati) RISCHIO AUMENTATO DI SANGUINAMENTO IN ASSOCIAZIONE CON FARMACI ANTICOAGULANTI O ANTIAGGREGANTI, SUPPORTATO DA STUDI CLINICI, SEGNALAZIONI DI FARMACOVIGILANZA E PLAUSIBILITÀ FARMACODINAMICA LEGATA ALL’INIBIZIONE DEL FATTORE ATTIVANTE LE PIASTRINE. POSSIBILI INTERAZIONI FARMACOCINETICHE CON FARMACI METABOLIZZATI DA ENZIMI EPATICI, BASATE SU STUDI IN VITRO E IN VIVO CHE INDICANO MODULAZIONE DEL CITOCROMO P450, CON EVIDENZE CLINICHE LIMITATE E NON SEMPRE CONCORDANTI. RISCHIO DI EFFETTI NEUROLOGICI COME CEFALEA, VERTIGINI O DISTURBI GASTROINTESTINALI, DOCUMENTATO IN STUDI CLINICI CONTROLLATI SU ESTRATTI STANDARDIZZATI. POTENZIALE RISCHIO CONVULSIVANTE ASSOCIATO ALLA PRESENZA DI GINKGOTOSSINA NEI SEMI E IN PREPARAZIONI NON STANDARDIZZATE, SUPPORTATO DA DATI TOSSICOLOGICI E OSSERVAZIONI CLINICHE, CON EVIDENZA LIMITATA PER ESTRATTI PURIFICATI DI FOGLIE. LIMITAZIONI DELLE EVIDENZE: MOLTE INFORMAZIONI DERIVANO DA ESTRATTI STANDARDIZZATI SPECIFICI E NON SONO DIRETTAMENTE ESTENDIBILI A TUTTE LE PREPARAZIONI DELLA SPECIE. |
| (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche) |
| ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI |
| ANTICOAGULANTI |
| ANTICOAGULANTI CUMARINICI |
| ANTICONVULSIVANTI |
| ANTIDEPRESSIVI |
| ANTIDEPRESSIVI I-MAO |
| ASPIRINA |
| CLOPIDOGREL |
| FANS (FARMACI ANTINFIAMMATORI NON STEROIDEI) |
| FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP2C9 |
| FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP3A4 |
| FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP3A4/CYP2C9 |
| SEROTONINERGICI |
| TROMBOLITICI |
| (Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica) |
| AGLIO |
| BACOPA |
| GINSENG |
| TÈ (VERDE) |
| VITE ROSSA |
| * Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento come per es. nel Tè (verde o nero). Consultare sempre un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni in base al quadro clinico individuale. |
| (Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse) |
| AGLIO |
| GINSENG |
| IPERICO |
| SALICE |
| TRIFOGLIO DEI PRATI |
| Estratto secco standardizzato da foglie di Ginkgo biloba titolato al 22–27 percento in glicosidi flavonici e al 5–7 percento in lattoni terpenici (ginkgolidi e bilobalide), con contenuto di acidi ginkgolici inferiore a 5 ppm. Rappresenta la forma farmacologicamente validata e utilizzata negli studi clinici, in particolare nella forma EGb 761 o equivalenti. Posologia tipica compresa tra 120 e 240 mg al giorno, suddivisa in due o tre somministrazioni, fino a 240–360 mg al giorno nei protocolli clinici per disturbi cognitivi e vascolari
Estratto secco standardizzato tipo EGb 761 o Li 1370 con titolo definito al 24–25 percento di glicosidi flavonici e circa 6 percento di lattoni terpenici. Questa standardizzazione è essenziale per garantire efficacia clinica e riproducibilità farmacologica. Posologia generalmente compresa tra 120 e 240 mg al giorno, con possibilità di incremento fino a 360 mg in contesti clinici specifici sotto supervisione
Estratto fluido o idroalcolico non standardizzato da foglie di Ginkgo biloba con contenuto variabile di flavonoidi e lattoni terpenici. L’assenza di standardizzazione rende questa forma non sovrapponibile agli estratti clinicamente validati. Posologia generalmente equivalente a 1–2 ml due o tre volte al giorno, ma con limitata evidenza clinica diretta rispetto agli estratti standardizzati
Estratto secco nebulizzato o micronizzato da foglie di Ginkgo biloba con titolo non sempre definito in lattoni terpenici. Utilizzato in integratori alimentari, presenta variabilità significativa nella composizione. Posologia generalmente compresa tra 120 e 240 mg al giorno, ma con efficacia dipendente dalla qualità e standardizzazione dell’estratto
Gemmoterapico da Ginkgo biloba (gemme o giovani tessuti embrionali) in soluzione idrogliceroalcolica. Preparazione non sovrapponibile agli estratti fogliari standardizzati e con evidenze cliniche limitate. Posologia tipica di 30–50 gocce una o due volte al giorno
Preparazioni omeopatiche di Ginkgo biloba in diluizioni variabili (generalmente da D3 a D30 o superiori). Utilizzate secondo principi omeopatici per disturbi cognitivi o circolatori, ma prive di evidenza scientifica clinica farmacologica diretta sulla specie alle diluizioni elevate. Posologia dipendente dalla diluizione e dalla prescrizione omeopatica individuale
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| (Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso) |
| Infuso semplice di foglie essiccate di Ginkgo biloba ottenuto con 1–2 grammi di droga vegetale per 150–200 ml di acqua a 90–100 gradi, lasciato in infusione per 10–15 minuti. Questa modalità consente l’estrazione di flavonoidi e composti fenolici con attività antiossidante documentata in vitro, sebbene i livelli di lattoni terpenici risultino molto inferiori rispetto agli estratti standardizzati e quindi con efficacia clinica non sovrapponibile
Infuso composto per supporto circolatorio periferico con Ginkgo biloba 1 parte, Crataegus monogyna foglie e fiori 1 parte, Vitis vinifera foglie 1 parte. Preparazione con 2–3 grammi della miscela per tazza, infusione 10–15 minuti, assunzione fino a due volte al giorno. La combinazione è basata su sinergia farmacologica documentata tra flavonoidi vasoprotettivi e attività antiossidante, con evidenze principalmente in vitro e in vivo animale
Infuso composto per supporto cognitivo con Ginkgo biloba 1 parte, Salvia officinalis foglie 1 parte, Rosmarinus officinalis foglie 1 parte. Preparazione con 2 grammi per tazza, infusione 10 minuti, fino a due somministrazioni giornaliere. L’associazione si basa su dati sperimentali relativi ad attività antiossidante e neuromodulante, senza evidenze cliniche dirette per la combinazione ma con plausibilità farmacologica
Infuso composto ad azione antiossidante generale con Ginkgo biloba 1 parte, Camellia sinensis foglie 1 parte, Curcuma longa rizoma 0,5 parti. Preparazione con 2–3 grammi per tazza, infusione 10 minuti. Studi sperimentali indicano un potenziale effetto sinergico sullo stress ossidativo, ma i dati clinici sono limitati e riferiti prevalentemente a estratti standardizzati
Decotto leggero non tradizionale ma utilizzato per estrazione più completa con 1–2 grammi di foglie in 200 ml di acqua, portato a ebollizione e mantenuto per 5 minuti, quindi lasciato riposare 10 minuti. L’efficacia farmacologica resta inferiore rispetto agli estratti standardizzati per la ridotta concentrazione di lattoni terpenici
Preparazione fermentata tipo bevanda funzionale ottenuta da foglie di Ginkgo biloba essiccate sottoposte a fermentazione controllata, utilizzata in analogia con bevande tipo tè fermentato. Studi sperimentali indicano modificazioni del profilo fitochimico con incremento relativo di alcuni composti bioattivi, ma con evidenza limitata e non standardizzata
Infuso combinato per supporto microcircolatorio con Ginkgo biloba 1 parte, Ruscus aculeatus radice 1 parte, Melilotus officinalis sommità 0,5 parti. Preparazione con 2–3 grammi per tazza, infusione 10–15 minuti, una o due volte al giorno. L’associazione è basata su complementarità farmacologica sul tono venoso e sulla microcircolazione, con evidenze prevalentemente farmacologiche e cliniche indirette sulle singole piante
Infuso blando ad azione ansiolitica tradizionale con Ginkgo biloba 1 parte, Melissa officinalis foglie 1 parte, Tilia cordata fiori 1 parte. Preparazione con 2 grammi per tazza, infusione 10 minuti, fino a due somministrazioni giornaliere. L’uso è basato su tradizione e dati sperimentali su singole specie, senza evidenze cliniche dirette sulla combinazione
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| Enolito a base di Ginkgo biloba ottenuto per macerazione idroalcolica delle foglie essiccate in vino bianco. Si impiegano generalmente 20–30 grammi di foglie essiccate per litro di vino bianco a gradazione media, lasciando macerare in recipiente chiuso per 5–7 giorni al riparo dalla luce, con agitazione quotidiana, quindi filtrazione. Questa preparazione rientra nella categoria degli enoliti medicinali tradizionali, nei quali il vino agisce come solvente idroalcolico per l’estrazione dei flavonoidi e di parte dei lattoni terpenici, pur con resa inferiore rispetto agli estratti standardizzati. L’assunzione tradizionale è limitata a piccoli quantitativi, generalmente 20–30 ml una o due volte al giorno dopo i pasti, ma l’efficacia clinica non è documentata e l’uso resta di tipo tradizionale
Tintura vinosa aromatizzata con Ginkgo biloba e piante sinergiche ad azione vasoprotettiva come Crataegus monogyna e Vitis vinifera. La preparazione segue lo schema degli enoliti composti con macerazione di 10–20 grammi per litro di ciascuna droga vegetale in vino bianco per circa una settimana, seguita da filtrazione. L’impiego è tradizionalmente orientato al supporto della circolazione periferica e cerebrale, ma si basa su plausibilità farmacologica e non su evidenze cliniche dirette per questa forma farmaceutica. La posologia empirica resta analoga agli enoliti semplici, con assunzione moderata in piccoli bicchieri dopo i pasti
Preparazione alcolica tipo tintura madre di Ginkgo biloba ottenuta per macerazione delle foglie fresche in soluzione idroalcolica a titolo variabile tra 45 e 70 percento. Pur non essendo un vino, rappresenta la forma alcolica più utilizzata in fitoterapia. La macerazione avviene generalmente per 2–3 settimane con rapporto droga solvente standardizzato, seguita da filtrazione. L’uso è limitato a poche decine di gocce al giorno diluite in acqua, ma anche in questo caso l’efficacia clinica documentata riguarda esclusivamente estratti secchi standardizzati e non le preparazioni tradizionali non titolate
Idromele funzionale con Ginkgo biloba ottenuto mediante fermentazione di miele, acqua e foglie fresche o essiccate della pianta. Questa preparazione combina estrazione idroalcolica e fermentazione, con modificazione del profilo fitochimico e possibile incremento della biodisponibilità di alcuni composti. Tuttavia i dati disponibili sono limitati e non esistono evidenze cliniche dirette sull’efficacia terapeutica di questa forma, che rimane un preparato tradizionale o nutraceutico sperimentale
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| Consultare il proprio medico prima di assumere queste bevande ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol |
| Vedi sul web gli studi sulle proprietà antitumorali per Ginkgo biloba L. |
APPROFONDIMENTO SU PIANTE PER LE DISFUNZIONI SESSUALI...
NOTE VARIE E STORICHE...
Ricerche di articoli scientifici su Ginkgo biloba L. |