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| QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 20-03-2026 |
GINKGO BILOBA |
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| Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo) Regno: Plantae Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari) Superdivisione: --- Divisione: Ginkgophyta Classe: Ginkgoopsida Ordine: Ginkgoales Famiglia: Ginkgoaceae Sottofamiglia: Potentilloideae Tribù: Geeae |
| Ginko, Maidenhair tree, Ginkgo tree, Fossil Tree, Icho, Arvore de quarenta escudos, Arbol De Oro, Arbre Aux Mille écus, Arbre Aux Quarante écus, Arbre Fossile, Arbre Sacré Des Temples D´asie, Ginkgo Biloba, Noyer Du Japon, Nogueira-do-Japão, Ginkgobaum, Gingo, Vrekboom, Mabad Ag, Bai Guo, Yin Xing, Jinan Dvoulalocný, Tempeltræ, Japanse Notenboom, Tempelboom, Waaierboom, Chinesischer Tempelbaum, Elefantenohrbaum, Entenfußbaum, Fächerbaum, Fächerblattbaum, Frauenhaarbaum, Ginkgo, Ginkgobaum, Goethebaum, Goldfruchtbaum, Großvater-Enkel-Baum, Japanischer Nußbaum, Japanischer Tempelbaum, Mädchenhaarbaum, Silberaprikose, Silberpflaume, Tempelbaum, Weiße Frucht, Neidonhiuspuu, Temppelipuu, Gkingko, Balkuwari, Páfrányfenyõ, Musteristré, Musterisviður, Gin Kyo, Ginkyo, Icho, Ichou, Eun-Haeng-Na-Mu, Haeng-Ja-Mok, Miorzb Chiski, Miorzb Dwudzielny, Miorzb Dwuklapowy, Miorzb Japoski, árbol De Las Pagodas, Tempelträd |
| Ginkgo Biloba F. Adiantifolia Sprecher, Ginkgo Biloba F. Adiantifolia Sprecher Ex Tobler, Ginkgo Biloba F. Aurea (J.Nelson) Beissn., Ginkgo Biloba F. Fastigiata (A.Henry) Rehder, Ginkgo Biloba F. Laciniata (Carrière) Beissn., Ginkgo Biloba F. Macrophylla (Hartw. & Rümpler) Sprecher, Ginkgo Biloba F. Microsperma Sugim., Ginkgo Biloba F. Parvifolia Sugim., Ginkgo Biloba F. Pendula (Van Geert) Beissn., Ginkgo Biloba F. Variegata (Carrière) Beissn., Ginkgo Biloba Subsp. Aurea (J.Nelson) Beissn., Ginkgo Biloba Subsp. Aureovariegata Sénécl., Ginkgo Biloba Subsp. Epiphylla Makino, Ginkgo Biloba Subsp. Fastigiata A.Henry, Ginkgo Biloba Subsp. Laciniata (Carrière) Carrière, Ginkgo Biloba Subsp. Macrophylla-laciniata Sénécl., Ginkgo Biloba Subsp. Microsperma Sugim., Ginkgo Biloba Subsp. Parvifolia Sugim., Ginkgo Biloba Subsp. Pendula (Van Geert) Beissn., Ginkgo Biloba Subsp. Variegata (Carrière) Carrière, Ginkgo Biloba Var. Aurea (J.Nelson) A.Henry, Ginkgo Biloba Var. Epiphylla Makino, Ginkgo Biloba Var. Fastigiata A.Henry, Ginkgo Biloba Var. Laciniata (Carrière) Carrière, Ginkgo Biloba Var. Latifolia L.Henry, Ginkgo Biloba Var. Longifolia L.Henry, Ginkgo Biloba Var. Macrophylla Hartw. & Rümpler, Ginkgo Biloba Var. Pendula (Van Geert) Carrière, Ginkgo Biloba Var. Triloba A.Henry, Ginkgo Biloba Var. Variegata (Carrière) Carrière, Ginkgo Macrophylla K.Koch, Ginkgo Parvifolia Sugim., Pterophyllus Salisburgiensis J.Nelson, 1866, Pterophyllus Salisburiensis J.Nelson, Pterophyllus Salisburiensis Subsp. Aurea J.Nelson, Salisburia Adiantifolia Sm., Salisburia Adiantifolia Subsp. Laciniata Carrière, Salisburia Adiantifolia Subsp. Pendula Van Geert, Salisburia Adiantifolia Subsp. Variegata Carrière, Salisburia Adiantifolia Var. Laciniata Carrière, Salisburia Adiantifolia Var. Pendula Van Geert, Salisburia Adiantifolia Var. Pendula VanGeert, Salisburia Adiantifolia Var. Variegata Carrière, Salisburia Biloba (L.) Hoffmanns., Salisburia Ginkgo Rich., Salisburia Macrophylla Reyn. |
| ALBERO DECIDUO DI GRANDI DIMENSIONI CON UNA CHIOMA ESPANSA E IRREGOLARE E UN TRONCO ROBUSTO CON CORTECCIA GRIGIO-BRUNASTRA PROFONDAMENTE FESSURATA NEGLI ESEMPLARI MATURI. LE FOGLIE SONO UNICHE, A FORMA DI VENTAGLIO CON NERVATURE DICOTOMICHE, LUNGHE E STRETTE, SPESSO BILOBATE, DI COLORE VERDE BRILLANTE CHE VIRA AL GIALLO DORATO IN AUTUNNO. È UNA SPECIE DIOICA. I FIORI MASCHILI SONO AMENTI PENDULI CHE RILASCIANO POLLINE. GLI OVULI FEMMINILI SONO PORTATI SU BREVI PEDUNCOLI E DOPO LA FECONDAZIONE SI SVILUPPANO IN SEMI CARNOSI DI COLORE GIALLO-ARANCIO CON UN GUSCIO INTERNO DURO. I SEMI HANNO UN ODORE SGRADEVOLE A MATURAZIONE. |
| APRILE-MAGGIO (PRIMAVERA), CON IMPOLLINAZIONE ANEMOFILA (PIANTE DIOICHE) |
| COLORI OSSERVATI |
| ________ GIALLO VERDASTRO |
| ________ VERDE CHIARO |
| In natura, la sua presenza è oggi limitata a piccole aree della Cina orientale, in particolare nelle province di Guizhou e Zhejiang, dove cresce in foreste miste decidue e su pendii montuosi umidi e ben drenati, spesso su suoli calcarei o sabbiosi. Tuttavia, a causa della sua lunga storia di coltivazione, è difficile determinare con precisione il suo habitat originario. Il Ginkgo biloba è ampiamente coltivato in tutto il mondo come albero ornamentale in parchi e giardini, e si adatta a una vasta gamma di condizioni climatiche e tipi di suolo, purché ben drenati. Tolera l'inquinamento atmosferico e lo stress urbano, il che lo rende una scelta popolare per l'arboricoltura urbana. La sua resilienza e la sua capacità di prosperare in ambienti diversi riflettono la sua lunga storia evolutiva. |
| DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE |
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| AUTUNNO (SETTEMBRE-OTTOBRE), RACCOLTA FOGLIE PRIMA DELLA CADUTA PER MASSIMO CONTENUTO IN GINKGOLIDI |
| (Parti ricche in principi attivi) |
| FOGLIE ESSICCATE STANDARDIZZATE (GINKGONIS FOLIUM), OCCASIONALMENTE SEMI (TOSSICI SE NON TRATTATI) |
| FOGLIE: ERBACEO-AMARO CON NOTE TERPENICHE; SEMI (TOSTATI): DOLCIASTRO-NOCCIOLATO |
| FOGLIE: AMARO-ASTRINGENTE CON RETROGUSTO RESINOSO; SEMI: DOLCE-BUTTERATO (SOLO DOPO TRATTAMENTO TERMICO) |
| TOSSICITÀ: RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO |
| Motivazione: gli estratti standardizzati di foglie presentano un profilo di sicurezza generalmente favorevole con dati clinici disponibili, mentre altre parti della pianta, in particolare i semi, contengono composti tossici come la ginkgotossina con evidenza tossicologica documentata; inoltre sono note interazioni farmacologiche e possibili effetti indesiderati dose dipendenti; la tossicità varia quindi in funzione della parte utilizzata, della preparazione e del dosaggio |
| EFFICACIA: CONFERMATA DA EVIDENZE SCIENTIFICHE |
| Motivazione: Estratti standardizzati di Ginkgo biloba (specialmente EGb 761) hanno dimostrato efficacia clinicamente significativa nel migliorare i sintomi cognitivi e funzionali in pazienti con demenza lieve e moderata, così come nella gestione di disturbi circolatori periferici e vertigini di origine vascolare, confermata da studi clinici randomizzati e meta-analisi. |
| Terpenoidi: ginkgolidi A, B, C, J (diterpeni), bilobalide (sesquiterpene). Flavonoidi: quercetina (flavonolo), kaempferolo (flavonolo), isoramnetina (flavonolo metilato), miricetina (flavonolo). Glicosidi flavonoidici: ginkgetina (biflavone), isoginkgetina (biflavone), bilobetina (biflavone). Acidi organici: acido ginkgolico (acido organico), acido shikimico (acido carbossilico ciclico). Alchilfenoli: ginkgoli (derivati fenolici). Proantocianidine: procianidine (tannini condensati). Altri composti: polisaccaridi, amminoacidi liberi (L-triptofano, L-glutammina), vitamine (E, C), oligoelementi (Mn, Cu, Se). Note: I ginkgolidi e il bilobalide sono composti esclusivi del Ginkgo. La composizione varia in base alla stagione di raccolta. Gli acidi ginkgolici sono considerati potenziali allergeni. |
| *Note e Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni |
| Miglioramento dei disturbi cognitivi lievi e della demenza di tipo degenerativo e vascolare associato all’uso di estratti standardizzati di foglie di Ginkgo biloba, supportato da studi clinici controllati e revisioni sistematiche che evidenziano effetti su memoria, attenzione e attività della vita quotidiana; miglioramento dei sintomi dell’insufficienza vascolare periferica, in particolare claudicatio intermittens, documentato da studi clinici randomizzati con incremento della distanza di marcia; possibile beneficio nei disturbi vascolari cerebrali e nei sintomi associati come vertigini e acufeni, con evidenza clinica disponibile ma variabile tra studi e dipendente da estratti standardizzati
Attività antiossidante e scavenger di radicali liberi dimostrata in studi in vitro su estratti di foglie, con evidenza sperimentale coerente con la presenza di flavonoidi; attività vasomodulatrice e miglioramento della microcircolazione documentati in modelli animali e studi farmacologici, con evidenza in vivo animale; attività antiaggregante piastrinica correlata ai lattoni terpenici dimostrata in vitro e in modelli sperimentali; attività neuroprotettiva osservata in modelli animali di danno neuronale, con evidenza preclinica; tali effetti, pur coerenti con i risultati clinici, non sono generalizzabili al di fuori degli estratti standardizzati utilizzati negli studi
I glucosidi flavonoidici e i derivati terpenici del Ginkgo hanno proprietà microvascolari e nootrope che agiscono con meccanismi complessi: riduzione degli spasmi arteriolari e miglioramento della microcircolazione - miglioramento dello scambio ossigeno/glucosio con i tessuti, effetto antiossidante, inibizione del PAF - fattore di aggregazione piastrinica, antagonismo con reazioni da malattie allergiche, infiammatorie ed immunologiche.
"La Ginkgo biloba è una delle piante medicinali più utilizzate nel mondo, sia per disturbi cardio e cerebrovascolari sia per la cefalea. Nota da sempre è l'attività antiaggregante dei suoi derivati terpenici presenti nelle foglie. Da questo la raccomandazione di non associare le due sostanze per il rischio di emorragie, e tali avvertenze sono pure obbligatorie sulle confezioni dei prodotti a base di Ginkgo. Ebbene i ricercatori giapponesi hanno condotto questo lavoro per studiare invece gli effetti della Ginkgo sul metabolismo del warfarin e, nei test condotti su topi l'estratto di Ginkgo ha invece dimostrato di aumentare l'attività del Citocromo P450 che metabolizza il farmaco, con la conseguente riduzione della attività del warfarin, cui consegue un aumento del rischio di trombosi. Esattamente il contrario di quanto ritenuto fin ora. Conclusioni pratiche: la complessità delle interazioni erbe-farmaci rimane tale e quale, se non forse amplificata, ma il rischio clinico di emorragie dalla associazione tra Ginkgo e warfarin viene con questo lavoro messo in seria discussione, anche se si tratta di una ricerca condotta su animali. Del resto, salvo eccezioni, molte delle interazioni tra erbe e farmaci, tanto paventate, sono in realtà solo teoriche o ipotetiche, o vere solo nei modelli sperimentali, senza rilevanza clinica. Rimane peraltro l'avviso di estrema cautela quando si debba necessariamente associare un fitoterapico ad una terapia farmacologica, per la imprevedibilità delle risposte. E mai senza il consiglio o la prescrizione di un medico." [Fabio Firenzuoli - Centro di Medicina Integrativa, Careggi - Dipartimento di Farmacologia Università di Firenze] |
| SORVEGLIANZA ALLE REAZIONI AVVERSE PIANTA SEGNALATA |
| CONTROINDICAZIONI IPERSENSIBILITÀ NOTA A GINKGO BILOBA L. O AI SUOI COSTITUENTI DOCUMENTATA IN STUDI CLINICI E SEGNALAZIONI POST MARKETING, DISTURBI DELLA COAGULAZIONE E TERAPIA ANTICOAGULANTE O ANTIAGGREGANTE IN ATTO PER AUMENTO DEL RISCHIO EMORRAGICO DOCUMENTATO DA STUDI CLINICI E OSSERVAZIONALI, INTERVENTI CHIRURGICI PROGRAMMATI PER RISCHIO DI SANGUINAMENTO CON EVIDENZA CLINICA E RACCOMANDAZIONI FARMACOLOGICHE, GRAVIDANZA PER INSUFFICIENZA DI DATI DI SICUREZZA E POSSIBILE RISCHIO EMORRAGICO CON EVIDENZA CLINICA LIMITATA MA SUPPORTATA DA PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA |
| AVVERTENZE POSSIBILE AUMENTO DEL RISCHIO DI SANGUINAMENTO PER EFFETTO ANTIAGGREGANTE PIASTRINICO ASSOCIATO AI LATTONI TERPENICI CON EVIDENZA DA STUDI CLINICI E IN VITRO, INTERAZIONI FARMACOLOGICHE CON ANTICOAGULANTI, ANTIAGGREGANTI, FARMACI SEROTONINERGICI E ANTIEPILETTICI DOCUMENTATE DA STUDI CLINICI, OSSERVAZIONALI E CASE REPORT, POSSIBILE RIDUZIONE DELLA SOGLIA CONVULSIVA CORRELATA ALLA PRESENZA DI GINKGOTOSSINA CON EVIDENZA FARMACOLOGICA E TOSSICOLOGICA SUI SEMI E PLAUSIBILITÀ PER ESTRATTI NON PURIFICATI, VARIABILITÀ TRA PREPARAZIONI CON EVIDENZA CLINICA CHE LIMITA L’EFFICACIA E LA SICUREZZA AGLI ESTRATTI STANDARDIZZATI TITOLATI IN FLAVONOIDI E LATTONI TERPENICI, POSSIBILI EFFETTI INDESIDERATI QUALI DISTURBI GASTROINTESTINALI, CEFALEA E REAZIONI ALLERGICHE DOCUMENTATI IN STUDI CLINICI CONTROLLATI, ASSENZA DI DATI SUFFICIENTI SULLA SICUREZZA A LUNGO TERMINE IN POPOLAZIONI SPECIFICHE CON EVIDENZA CLINICA PARZIALE |
| (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche) |
| ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI |
| ANTICOAGULANTI |
| ANTIDEPRESSIVI |
| ANTIEPILETTICI |
| ASPIRINA |
| FANS (FARMACI ANTINFIAMMATORI NON STEROIDEI) |
| PAPAVERINA |
| (Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica) |
| BACOPA |
| GINSENG |
| VITE ROSSA |
| * Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento come per es. nel Tè (verde o nero). Consultare sempre un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni in base al quadro clinico individuale. |
| (Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse) |
| AGLIO |
| IPPOCASTANO |
| SALICE |
| Gli estratti fitoterapici di Ginkgo biloba L. utilizzati in ambito clinico sono ottenuti dalle foglie e standardizzati in modo rigoroso. La forma più studiata è l’estratto secco titolato, tipicamente contenente circa il 24 per cento di flavonoidi totali e il 6 per cento di lattoni terpenici, con un contenuto molto basso di acidi ginkgolici. Questo tipo di estratto rappresenta la base dei prodotti medicinali registrati e degli integratori con evidenze cliniche. La posologia comunemente utilizzata negli studi clinici è compresa tra 120 e 240 milligrammi al giorno, suddivisi in una o due somministrazioni.
Sono disponibili anche estratti fluidi e tinture ottenute per macerazione idroalcolica delle foglie, ma queste preparazioni non sono standardizzate secondo i parametri utilizzati negli studi clinici e presentano una maggiore variabilità nella composizione. Di conseguenza non esistono posologie evidence based comparabili a quelle degli estratti secchi standardizzati, e il loro uso è meno supportato da dati clinici.
Gli integratori alimentari a base di Ginkgo biloba sono generalmente formulati a partire da estratti secchi standardizzati analoghi a quelli utilizzati nei medicinali fitoterapici, anche se la qualità e la titolazione possono variare tra i prodotti. Le dosi consigliate nei prodotti commerciali si collocano generalmente nello stesso intervallo utilizzato negli studi clinici, ma l’efficacia e la sicurezza dipendono strettamente dalla standardizzazione dell’estratto.
Per quanto riguarda le preparazioni omeopatiche, Ginkgo biloba è utilizzato sotto forma di diluizioni variabili, ma tali preparazioni non sono supportate da evidenze scientifiche secondo i criteri della fitoterapia evidence based. Le posologie seguono i principi dell’omeopatia e non sono comparabili con i dosaggi farmacologici degli estratti standardizzati.
In sintesi, l’efficacia clinica di Ginkgo biloba è strettamente legata all’impiego di estratti secchi standardizzati delle foglie, mentre le altre forme estrattive non standardizzate e le preparazioni omeopatiche non dispongono di evidenze comparabili.
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| (Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso) |
| L’impiego di Ginkgo biloba L. in tisana non è supportato da evidenze scientifiche comparabili a quelle degli estratti standardizzati, poiché i principi attivi responsabili dell’efficacia clinica, in particolare i lattoni terpenici, non sono estratti in modo efficiente in acqua calda. Di conseguenza le preparazioni in infuso non possono essere considerate equivalenti alle forme fitoterapiche validate e non esistono dosaggi evidence based per questa modalità d’uso.
Una tisana tradizionale può essere preparata utilizzando foglie essiccate in quantità moderate in infusione per tempi brevi, ma tale utilizzo deve essere considerato esclusivamente come bevanda aromatica e non come trattamento fitoterapico efficace. L’assenza di standardizzazione e di dati farmacocinetici non consente di definire una dose terapeutica né di prevedere l’effetto clinico.
Le formulazioni erboristiche efficaci sono basate su estratti secchi standardizzati e non su tisane. In questo contesto, Ginkgo biloba può essere associato ad altre piante con evidenze cliniche o farmacologiche coerenti per il supporto cognitivo e circolatorio. Tra queste, Bacopa monnieri è utilizzata per il supporto delle funzioni cognitive con evidenze cliniche, Panax ginseng per il miglioramento della performance mentale e della resistenza con dati clinici e preclinici, e Vitis vinifera per il supporto del microcircolo con evidenze farmacologiche e cliniche.
In tali formulazioni, Ginkgo biloba viene utilizzato sotto forma di estratto standardizzato a dosaggi compresi tra 120 e 240 milligrammi al giorno, mentre le altre piante sono impiegate secondo i rispettivi dosaggi validati. L’efficacia della combinazione dipende dalla qualità degli estratti e dalla standardizzazione dei principi attivi, e non può essere ottenuta mediante semplici infusioni.
È necessario considerare le possibili interazioni farmacologiche e il rischio di effetti indesiderati, in particolare l’aumento del rischio di sanguinamento quando associato ad altre sostanze con attività antiaggregante. Pertanto le formulazioni devono essere valutate con attenzione in ambito clinico.
In sintesi, non esistono tisane di Ginkgo biloba L. supportate da evidenze scientifiche per uso terapeutico, mentre le formulazioni efficaci richiedono l’impiego di estratti standardizzati e possono includere altre piante con evidenze documentate, sempre nel rispetto dei limiti di sicurezza e delle interazioni farmacologiche.
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APPROFONDIMENTO SU PIANTE PER LE DISFUNZIONI SESSUALI...
NOTE VARIE E STORICHE...
BIBLIOGRAFIA, WEBLIOGRAFIA E ARTICOLI SCIENTIFICI SUL WEB (Vedi anche i riferimenti nelle singole sezioni) Prova le ricerche di articoli scientifici su Ginkgo biloba L. |