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    Scheda completa della pianta medicinale

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QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 27-04-2026

GINKGO BILOBA
Ginkgo biloba L.

Medaglia di bronzo

TOSSICITÀ RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO


EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE


 !! 


LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO


CLASSIFICAZIONE BOTANICA (APG)...
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheofite
Divisione Ginkgophyta
Classe Ginkgoopsida
Ordine Ginkgoales
Famiglia Ginkgoaceae
Genere Ginkgo
Specie Ginkgo biloba

Famiglia: Ginkgoaceae

SINONIMI DEL NOME VOLGARE...
Ginko, Maidenhair tree, Ginkgo tree, Fossil Tree, Icho, Arvore de quarenta escudos, Arbol De Oro, Arbre Aux Mille écus, Arbre Aux Quarante écus, Arbre Fossile, Arbre Sacré Des Temples D´asie, Ginkgo Biloba, Noyer Du Japon, Nogueira-do-Japão, Ginkgobaum, Gingo, Vrekboom, Mabad Ag, Bai Guo, Yin Xing, Jinan Dvoulalocný, Tempeltræ, Japanse Notenboom, Tempelboom, Waaierboom, Chinesischer Tempelbaum, Elefantenohrbaum, Entenfußbaum, Fächerbaum, Fächerblattbaum, Frauenhaarbaum, Ginkgo, Ginkgobaum, Goethebaum, Goldfruchtbaum, Großvater-Enkel-Baum, Japanischer Nußbaum, Japanischer Tempelbaum, Mädchenhaarbaum, Silberaprikose, Silberpflaume, Tempelbaum, Weiße Frucht, Neidonhiuspuu, Temppelipuu, Gkingko, Balkuwari, Páfrányfenyõ, Musteristré, Musterisviður, Gin Kyo, Ginkyo, Icho, Ichou, Eun-Haeng-Na-Mu, Haeng-Ja-Mok, Miorzb Chiski, Miorzb Dwudzielny, Miorzb Dwuklapowy, Miorzb Japoski, árbol De Las Pagodas, Tempelträd

SINONIMI DEL NOME BOTANICO...
Ginkgo Biloba F. Adiantifolia Sprecher, Ginkgo Biloba F. Adiantifolia Sprecher Ex Tobler, Ginkgo Biloba F. Aurea (J.Nelson) Beissn., Ginkgo Biloba F. Fastigiata (A.Henry) Rehder, Ginkgo Biloba F. Laciniata (Carrière) Beissn., Ginkgo Biloba F. Macrophylla (Hartw. & Rümpler) Sprecher, Ginkgo Biloba F. Microsperma Sugim., Ginkgo Biloba F. Parvifolia Sugim., Ginkgo Biloba F. Pendula (Van Geert) Beissn., Ginkgo Biloba F. Variegata (Carrière) Beissn., Ginkgo Biloba Subsp. Aurea (J.Nelson) Beissn., Ginkgo Biloba Subsp. Aureovariegata Sénécl., Ginkgo Biloba Subsp. Epiphylla Makino, Ginkgo Biloba Subsp. Fastigiata A.Henry, Ginkgo Biloba Subsp. Laciniata (Carrière) Carrière, Ginkgo Biloba Subsp. Macrophylla-laciniata Sénécl., Ginkgo Biloba Subsp. Microsperma Sugim., Ginkgo Biloba Subsp. Parvifolia Sugim., Ginkgo Biloba Subsp. Pendula (Van Geert) Beissn., Ginkgo Biloba Subsp. Variegata (Carrière) Carrière, Ginkgo Biloba Var. Aurea (J.Nelson) A.Henry, Ginkgo Biloba Var. Epiphylla Makino, Ginkgo Biloba Var. Fastigiata A.Henry, Ginkgo Biloba Var. Laciniata (Carrière) Carrière, Ginkgo Biloba Var. Latifolia L.Henry, Ginkgo Biloba Var. Longifolia L.Henry, Ginkgo Biloba Var. Macrophylla Hartw. & Rümpler, Ginkgo Biloba Var. Pendula (Van Geert) Carrière, Ginkgo Biloba Var. Triloba A.Henry, Ginkgo Biloba Var. Variegata (Carrière) Carrière, Ginkgo Macrophylla K.Koch, Ginkgo Parvifolia Sugim., Pterophyllus Salisburgiensis J.Nelson, 1866, Pterophyllus Salisburiensis J.Nelson, Pterophyllus Salisburiensis Subsp. Aurea J.Nelson, Salisburia Adiantifolia Sm., Salisburia Adiantifolia Subsp. Laciniata Carrière, Salisburia Adiantifolia Subsp. Pendula Van Geert, Salisburia Adiantifolia Subsp. Variegata Carrière, Salisburia Adiantifolia Var. Laciniata Carrière, Salisburia Adiantifolia Var. Pendula Van Geert, Salisburia Adiantifolia Var. Pendula VanGeert, Salisburia Adiantifolia Var. Variegata Carrière, Salisburia Biloba (L.) Hoffmanns., Salisburia Ginkgo Rich., Salisburia Macrophylla Reyn.

DESCRIZIONE BOTANICA...
ALBERO DECIDUO DI GRANDI DIMENSIONI CON UNA CHIOMA ESPANSA E IRREGOLARE E UN TRONCO ROBUSTO CON CORTECCIA GRIGIO-BRUNASTRA PROFONDAMENTE FESSURATA NEGLI ESEMPLARI MATURI. LE FOGLIE SONO UNICHE, A FORMA DI VENTAGLIO CON NERVATURE DICOTOMICHE, LUNGHE E STRETTE, SPESSO BILOBATE, DI COLORE VERDE BRILLANTE CHE VIRA AL GIALLO DORATO IN AUTUNNO. È UNA SPECIE DIOICA. I FIORI MASCHILI SONO AMENTI PENDULI CHE RILASCIANO POLLINE. GLI OVULI FEMMINILI SONO PORTATI SU BREVI PEDUNCOLI E DOPO LA FECONDAZIONE SI SVILUPPANO IN SEMI CARNOSI DI COLORE GIALLO-ARANCIO CON UN GUSCIO INTERNO DURO. I SEMI HANNO UN ODORE SGRADEVOLE A MATURAZIONE.

FIORITURA O ANTESI...
APRILE-MAGGIO (PRIMAVERA), CON IMPOLLINAZIONE ANEMOFILA (PIANTE DIOICHE)

COLORI OSSERVATI

________ GIALLO VERDASTRO
________ VERDE CHIARO

HABITAT...
In natura, la sua presenza è oggi limitata a piccole aree della Cina orientale, in particolare nelle province di Guizhou e Zhejiang, dove cresce in foreste miste decidue e su pendii montuosi umidi e ben drenati, spesso su suoli calcarei o sabbiosi. Tuttavia, a causa della sua lunga storia di coltivazione, è difficile determinare con precisione il suo habitat originario. Il Ginkgo biloba è ampiamente coltivato in tutto il mondo come albero ornamentale in parchi e giardini, e si adatta a una vasta gamma di condizioni climatiche e tipi di suolo, purché ben drenati. Tolera l'inquinamento atmosferico e lo stress urbano, il che lo rende una scelta popolare per l'arboricoltura urbana. La sua resilienza e la sua capacità di prosperare in ambienti diversi riflettono la sua lunga storia evolutiva.

DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE
© OpenStreetMap contributors, © OpenMapTiles, GBIF (CC BY-SA 2.0)

ANNUNCIO PUBBLICITARIO



PERIODO BALSAMICO...
AUTUNNO (SETTEMBRE-OTTOBRE), RACCOLTA FOGLIE PRIMA DELLA CADUTA PER MASSIMO CONTENUTO IN GINKGOLIDI

DROGA UTILIZZATA...
(Parti ricche in principi attivi)
FOGLIE ESSICCATE STANDARDIZZATE (GINKGONIS FOLIUM), OCCASIONALMENTE SEMI (TOSSICI SE NON TRATTATI)

AROMI DELLA DROGA...
FOGLIE: ERBACEO-AMARO CON NOTE TERPENICHE; SEMI (TOSTATI): DOLCIASTRO-NOCCIOLATO

SAPORI DELLA DROGA...
FOGLIE: AMARO-ASTRINGENTE CON RETROGUSTO RESINOSO; SEMI: DOLCE-BUTTERATO (SOLO DOPO TRATTAMENTO TERMICO)

TOSSICITÀ:
RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO
Motivazione: i dati tossicologici indicano una buona tollerabilità degli estratti standardizzati a dosi terapeutiche, ma è documentata la presenza di alchilfenoli potenzialmente tossici nelle preparazioni non purificate e un aumento del rischio emorragico associato all’attività antiaggregante, evidenziato in studi clinici e farmacologici; la sicurezza è quindi dipendente dalla standardizzazione dell’estratto e dalle condizioni d’uso

EFFICACIA:
DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: l’efficacia terapeutica è supportata da studi clinici controllati e revisioni sistematiche esclusivamente per estratti standardizzati di foglie, in particolare estratti titolati in flavonoidi e lattoni terpenici; tali evidenze non sono generalizzabili alla pianta tal quale o a preparazioni non standardizzate, rendendo l’attività strettamente dipendente dalla tipologia di estratto utilizzato

PRINCÍPI ATTIVI...
Flavonoidi: quercetina, kaempferolo, isoramnetina, rutina, isoquercitrina, quercitrina Lattoni terpenici: ginkgolide A, ginkgolide B, ginkgolide C, ginkgolide J, bilobalide Proantocianidine: procianidine, catechina, epicatechina Acidi fenolici: acido caffeico, acido clorogenico, acido p cumarico, acido ferulico, acido protocatechico Biflavoni: amentoflavone, bilobetina, ginkgetina, isoginkgetina, sciadopitisina Alchilfenoli: acido ginkgolico, cardanoli, cardoli Fitosteroli: beta sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo Polisaccaridi: arabinogalattani, pectine Lignani: pinoresinolo, medioresinolo Note: I ginkgolidi e il bilobalide sono composti esclusivi del Ginkgo. La composizione varia in base alla stagione di raccolta. Gli acidi ginkgolici sono considerati potenziali allergeni.

Bibliografia
  • European Medicines Agency, Assessment report on Ginkgo biloba L., 2015
  • World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants, 2007
  • van Beek T A, Montoro P, Chemical analysis and quality control of Ginkgo biloba leaves, extracts and phytopharmaceuticals, 2009
  • DeFeudis F V, Drieu K, Ginkgo biloba extract EGb 761 and its pharmacological activities and therapeutic applications, 2000
  • Smith J V, Luo Y, Studies on molecular mechanisms of Ginkgo biloba extract, 2004
  • Kleijnen J, Knipschild P, Ginkgo biloba for cerebral insufficiency, 1992

  • PROPRIETÀ E INDICAZIONI REGISTRATE
    Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.

  • Confermate da studi scientifici e clinici*
  • ?ACUFENE
    !!CLAUDICATIO INTERMITTENS
    !!DECLINO E DEFICIT COGNITIVO
    !!DEMENZA SENILE
    !!VERTIGINI

  • Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
  • ++ANTIAGGREGANTE PIASTRINICO
    ++ANTIOSSIDANTE (PER STRESS OSSIDATIVO)
    ++NEUROPROTETTIVO NEUROTROFICO E ANTI-AGING
    ++STIMOLANTE CIRCOLAZIONE CEREBRALE
    ++VASOPROTETTORE CAPILLAROTROFO

  • Uso storico e nella tradizione
  • ?AFRODISIACO
    ?ALLERGIE
    ?ATEROSCLEROSI E ARTERIOSCLEROSI
    ?CEFALEA O MAL DI TESTA - EMICRANIA
    ?FLEBITE E VENE VARICOSE
    ?IMPOTENZA SESSUALE
    ?MENOPAUSA E CLIMATERIO (VAMPATE E DISTURBI VARI)
    ?NEVRALGIE
    ?RAYNAUD (MORBO)
    ?TROMBOSI E OSTRUZIONE VASCOLARE

    *NOTE RELATIVE A PROPRIETÀ E INDICAZIONI
    Confermate da studi scientifici e clinici Miglioramento dei sintomi cognitivi nella demenza lieve e moderata e nei disturbi neurocognitivi associati a insufficienza cerebrovascolare, supportato da studi clinici randomizzati controllati e meta-analisi su estratti standardizzati di foglie con contenuto definito in ginkgoflavonglicosidi e lattoni terpenici; l’effetto riguarda memoria, funzioni esecutive e attività della vita quotidiana con entità moderata e dipendente dalla qualità dell’estratto Miglioramento della claudicatio intermittens in arteriopatia periferica, supportato da studi clinici controllati e revisioni sistematiche che evidenziano un incremento della distanza di marcia, con variabilità nei risultati e rilevanza clinica moderata Riduzione di vertigini e instabilità di origine vascolare o multifattoriale, supportata da studi clinici randomizzati e revisioni sistematiche con efficacia significativa ma eterogenea in funzione della popolazione e dei protocolli Riduzione degli acufeni in sottogruppi selezionati, supportata da studi clinici controllati e meta-analisi con risultati contrastanti e beneficio non uniforme, limitato a specifiche condizioni eziologiche Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata Attività antiossidante e scavenger dei radicali liberi a livello neuronale e vascolare, documentata in studi in vitro e in vivo animale su flavonoidi e lattoni terpenici con effetti sulla perossidazione lipidica e sullo stress ossidativo Attività vasoregolatrice e miglioramento della microcircolazione, documentata in studi in vivo animale e studi osservazionali attraverso modulazione del tono vascolare e dell’aggregazione piastrinica Effetto neuroprotettivo e antiapoptotico, evidenziato in modelli sperimentali animali e cellulari con coinvolgimento di pathway mitocondriali e riduzione del danno ischemico Attività antiaggregante piastrinica, documentata in vitro e in modelli animali con inibizione del fattore attivante le piastrine e modulazione della viscosità ematica Possibile modulazione dei sintomi ansioso depressivi associati a disturbi cognitivi, supportata da studi clinici osservazionali e dati preclinici con evidenza non conclusiva Effetti su parametri metabolici e glicemici, documentati in modelli animali con risultati non trasferibili direttamente alla pratica clinica Uso storico e nella tradizione Impiego come tonico cerebrale e migliorativo della memoria nelle medicine tradizionali dell’Asia orientale Utilizzo per disturbi respiratori quali asma e tosse in preparazioni tradizionali Uso per migliorare la circolazione periferica e trattare disturbi vascolari secondo tradizione fitoterapica asiatica I glucosidi flavonoidici e i derivati terpenici del Ginkgo hanno proprietà microvascolari e nootrope che agiscono con meccanismi complessi: riduzione degli spasmi arteriolari e miglioramento della microcircolazione - miglioramento dello scambio ossigeno/glucosio con i tessuti, effetto antiossidante, inibizione del PAF - fattore di aggregazione piastrinica, antagonismo con reazioni da malattie allergiche, infiammatorie ed immunologiche. "La Ginkgo biloba è una delle piante medicinali più utilizzate nel mondo, sia per disturbi cardio e cerebrovascolari sia per la cefalea. Nota da sempre è l'attività antiaggregante dei suoi derivati terpenici presenti nelle foglie. Da questo la raccomandazione di non associare le due sostanze per il rischio di emorragie, e tali avvertenze sono pure obbligatorie sulle confezioni dei prodotti a base di Ginkgo.
    Ebbene i ricercatori giapponesi hanno condotto questo lavoro per studiare invece gli effetti della Ginkgo sul metabolismo del warfarin e, nei test condotti su topi l'estratto di Ginkgo ha invece dimostrato di aumentare l'attività del Citocromo P450 che metabolizza il farmaco, con la conseguente riduzione della attività del warfarin, cui consegue un aumento del rischio di trombosi. Esattamente il contrario di quanto ritenuto fin ora. Conclusioni pratiche: la complessità delle interazioni erbe-farmaci rimane tale e quale, se non forse amplificata, ma il rischio clinico di emorragie dalla associazione tra Ginkgo e warfarin viene con questo lavoro messo in seria discussione, anche se si tratta di una ricerca condotta su animali. Del resto, salvo eccezioni, molte delle interazioni tra erbe e farmaci, tanto paventate, sono in realtà solo teoriche o ipotetiche, o vere solo nei modelli sperimentali, senza rilevanza clinica. Rimane peraltro l'avviso di estrema cautela quando si debba necessariamente associare un fitoterapico ad una terapia farmacologica, per la imprevedibilità delle risposte. E mai senza il consiglio o la prescrizione di un medico." [Fabio Firenzuoli - Centro di Medicina Integrativa, Careggi - Dipartimento di Farmacologia Università di Firenze]

    *Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni
  • European Medicines Agency, Assessment report on Ginkgo biloba L. folium, 2015
  • European Medicines Agency, Community herbal monograph on Ginkgo biloba L. folium, 2015
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 1, 1999
  • Cochrane Collaboration, Ginkgo biloba for cognitive impairment and dementia, 2009
  • Gauthier S, Schlaefke S, Efficacy and tolerability of Ginkgo biloba extract EGb 761 in dementia: a systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials, 2014
  • Yang G, Wang Y, Tian J, Liu JP, Ginkgo biloba for mild cognitive impairment and Alzheimer’s disease: systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials, 2016
  • Diamond BJ, Bailey MR, Ginkgo biloba: indications, mechanisms, and safety, 2013
  • Ude C, Schubert-Zsilavecz M, Wurglics M, Ginkgo biloba extracts: a review of pharmacokinetics and pharmacodynamics, 2013

  • SORVEGLIANZA ALLE REAZIONI AVVERSE
    PIANTA SEGNALATA

    CONTROINDICAZIONI (Le controindicazioni richiedono evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)

    IPERSENSIBILITÀ NOTA A GINKGO BILOBA L. O AI SUOI COMPONENTI, DOCUMENTATA IN SEGNALAZIONI CLINICHE E FARMACOVIGILANZA RELATIVE A ESTRATTI STANDARDIZZATI. DISTURBI EMORRAGICI O COAGULOPATIE, SULLA BASE DI EVIDENZE CLINICHE E OSSERVAZIONALI CHE INDICANO UN AUMENTO DEL RISCHIO DI SANGUINAMENTO ASSOCIATO ALL’ATTIVITÀ ANTIAGGREGANTE PIASTRINICA DEGLI ESTRATTI DELLA SPECIE.

    AVVERTENZE (Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)

    RISCHIO AUMENTATO DI SANGUINAMENTO IN ASSOCIAZIONE CON FARMACI ANTICOAGULANTI O ANTIAGGREGANTI, SUPPORTATO DA STUDI CLINICI, SEGNALAZIONI DI FARMACOVIGILANZA E PLAUSIBILITÀ FARMACODINAMICA LEGATA ALL’INIBIZIONE DEL FATTORE ATTIVANTE LE PIASTRINE. POSSIBILI INTERAZIONI FARMACOCINETICHE CON FARMACI METABOLIZZATI DA ENZIMI EPATICI, BASATE SU STUDI IN VITRO E IN VIVO CHE INDICANO MODULAZIONE DEL CITOCROMO P450, CON EVIDENZE CLINICHE LIMITATE E NON SEMPRE CONCORDANTI. RISCHIO DI EFFETTI NEUROLOGICI COME CEFALEA, VERTIGINI O DISTURBI GASTROINTESTINALI, DOCUMENTATO IN STUDI CLINICI CONTROLLATI SU ESTRATTI STANDARDIZZATI. POTENZIALE RISCHIO CONVULSIVANTE ASSOCIATO ALLA PRESENZA DI GINKGOTOSSINA NEI SEMI E IN PREPARAZIONI NON STANDARDIZZATE, SUPPORTATO DA DATI TOSSICOLOGICI E OSSERVAZIONI CLINICHE, CON EVIDENZA LIMITATA PER ESTRATTI PURIFICATI DI FOGLIE. LIMITAZIONI DELLE EVIDENZE: MOLTE INFORMAZIONI DERIVANO DA ESTRATTI STANDARDIZZATI SPECIFICI E NON SONO DIRETTAMENTE ESTENDIBILI A TUTTE LE PREPARAZIONI DELLA SPECIE.


    INCOMPATIBILITÀ...
    (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
    ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
    ANTICOAGULANTI
    ANTICOAGULANTI CUMARINICI
    ANTICONVULSIVANTI
    ANTIDEPRESSIVI
    ANTIDEPRESSIVI I-MAO
    ASPIRINA
    CLOPIDOGREL
    FANS (FARMACI ANTINFIAMMATORI NON STEROIDEI)
    FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP2C9
    FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP3A4
    FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP3A4/CYP2C9
    SEROTONINERGICI
    TROMBOLITICI

    ERBE SINERGICHE *...
    (Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
    AGLIO
    BACOPA
    GINSENG
    TÈ (VERDE)
    VITE ROSSA

    * Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento come per es. nel Tè (verde o nero).
    Consultare sempre un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni in base al quadro clinico individuale.

    ERBE ANTAGONISTE *...
    (Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
    AGLIO
    GINSENG
    IPERICO
    SALICE
    TRIFOGLIO DEI PRATI

    ORGANI UMANI...

    ESTRATTI STANDARDIZZATI E INTEGRATORI...
    Estratto secco standardizzato da foglie di Ginkgo biloba titolato al 22–27 percento in glicosidi flavonici e al 5–7 percento in lattoni terpenici (ginkgolidi e bilobalide), con contenuto di acidi ginkgolici inferiore a 5 ppm. Rappresenta la forma farmacologicamente validata e utilizzata negli studi clinici, in particolare nella forma EGb 761 o equivalenti. Posologia tipica compresa tra 120 e 240 mg al giorno, suddivisa in due o tre somministrazioni, fino a 240–360 mg al giorno nei protocolli clinici per disturbi cognitivi e vascolari Estratto secco standardizzato tipo EGb 761 o Li 1370 con titolo definito al 24–25 percento di glicosidi flavonici e circa 6 percento di lattoni terpenici. Questa standardizzazione è essenziale per garantire efficacia clinica e riproducibilità farmacologica. Posologia generalmente compresa tra 120 e 240 mg al giorno, con possibilità di incremento fino a 360 mg in contesti clinici specifici sotto supervisione Estratto fluido o idroalcolico non standardizzato da foglie di Ginkgo biloba con contenuto variabile di flavonoidi e lattoni terpenici. L’assenza di standardizzazione rende questa forma non sovrapponibile agli estratti clinicamente validati. Posologia generalmente equivalente a 1–2 ml due o tre volte al giorno, ma con limitata evidenza clinica diretta rispetto agli estratti standardizzati Estratto secco nebulizzato o micronizzato da foglie di Ginkgo biloba con titolo non sempre definito in lattoni terpenici. Utilizzato in integratori alimentari, presenta variabilità significativa nella composizione. Posologia generalmente compresa tra 120 e 240 mg al giorno, ma con efficacia dipendente dalla qualità e standardizzazione dell’estratto Gemmoterapico da Ginkgo biloba (gemme o giovani tessuti embrionali) in soluzione idrogliceroalcolica. Preparazione non sovrapponibile agli estratti fogliari standardizzati e con evidenze cliniche limitate. Posologia tipica di 30–50 gocce una o due volte al giorno Preparazioni omeopatiche di Ginkgo biloba in diluizioni variabili (generalmente da D3 a D30 o superiori). Utilizzate secondo principi omeopatici per disturbi cognitivi o circolatori, ma prive di evidenza scientifica clinica farmacologica diretta sulla specie alle diluizioni elevate. Posologia dipendente dalla diluizione e dalla prescrizione omeopatica individuale
  • European Medicines Agency, Assessment report on Ginkgo biloba L., folium, 2015
  • World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants Volume 1 Ginkgo folium, 1999
  • Birks J., Grimley Evans J., Ginkgo biloba for cognitive impairment and dementia, 2009
  • Gauthier S., Schlaefke S., Efficacy and tolerability of Ginkgo biloba extract EGb 761 in dementia, 2014
  • Diamond B.J., Bailey M.R., Ginkgo biloba extract mechanisms and clinical indications, 2013

  • TISANE E FORMULAZIONI CASALINGHE...
    (Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
    Infuso semplice di foglie essiccate di Ginkgo biloba ottenuto con 1–2 grammi di droga vegetale per 150–200 ml di acqua a 90–100 gradi, lasciato in infusione per 10–15 minuti. Questa modalità consente l’estrazione di flavonoidi e composti fenolici con attività antiossidante documentata in vitro, sebbene i livelli di lattoni terpenici risultino molto inferiori rispetto agli estratti standardizzati e quindi con efficacia clinica non sovrapponibile Infuso composto per supporto circolatorio periferico con Ginkgo biloba 1 parte, Crataegus monogyna foglie e fiori 1 parte, Vitis vinifera foglie 1 parte. Preparazione con 2–3 grammi della miscela per tazza, infusione 10–15 minuti, assunzione fino a due volte al giorno. La combinazione è basata su sinergia farmacologica documentata tra flavonoidi vasoprotettivi e attività antiossidante, con evidenze principalmente in vitro e in vivo animale Infuso composto per supporto cognitivo con Ginkgo biloba 1 parte, Salvia officinalis foglie 1 parte, Rosmarinus officinalis foglie 1 parte. Preparazione con 2 grammi per tazza, infusione 10 minuti, fino a due somministrazioni giornaliere. L’associazione si basa su dati sperimentali relativi ad attività antiossidante e neuromodulante, senza evidenze cliniche dirette per la combinazione ma con plausibilità farmacologica Infuso composto ad azione antiossidante generale con Ginkgo biloba 1 parte, Camellia sinensis foglie 1 parte, Curcuma longa rizoma 0,5 parti. Preparazione con 2–3 grammi per tazza, infusione 10 minuti. Studi sperimentali indicano un potenziale effetto sinergico sullo stress ossidativo, ma i dati clinici sono limitati e riferiti prevalentemente a estratti standardizzati Decotto leggero non tradizionale ma utilizzato per estrazione più completa con 1–2 grammi di foglie in 200 ml di acqua, portato a ebollizione e mantenuto per 5 minuti, quindi lasciato riposare 10 minuti. L’efficacia farmacologica resta inferiore rispetto agli estratti standardizzati per la ridotta concentrazione di lattoni terpenici Preparazione fermentata tipo bevanda funzionale ottenuta da foglie di Ginkgo biloba essiccate sottoposte a fermentazione controllata, utilizzata in analogia con bevande tipo tè fermentato. Studi sperimentali indicano modificazioni del profilo fitochimico con incremento relativo di alcuni composti bioattivi, ma con evidenza limitata e non standardizzata Infuso combinato per supporto microcircolatorio con Ginkgo biloba 1 parte, Ruscus aculeatus radice 1 parte, Melilotus officinalis sommità 0,5 parti. Preparazione con 2–3 grammi per tazza, infusione 10–15 minuti, una o due volte al giorno. L’associazione è basata su complementarità farmacologica sul tono venoso e sulla microcircolazione, con evidenze prevalentemente farmacologiche e cliniche indirette sulle singole piante Infuso blando ad azione ansiolitica tradizionale con Ginkgo biloba 1 parte, Melissa officinalis foglie 1 parte, Tilia cordata fiori 1 parte. Preparazione con 2 grammi per tazza, infusione 10 minuti, fino a due somministrazioni giornaliere. L’uso è basato su tradizione e dati sperimentali su singole specie, senza evidenze cliniche dirette sulla combinazione
  • European Medicines Agency, Assessment report on Ginkgo biloba L., folium, 2015
  • World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants Volume 1 Ginkgo folium, 1999
  • Biernacka P., Effect of Brewing Conditions on Antioxidant Properties of Ginkgo biloba Leaf Infusions, 2023
  • Liu H., An Updated Review of Randomized Clinical Trials Testing the Efficacy of Ginkgo biloba Extract, 2020
  • Das R., Ginkgo biloba A Treasure of Functional Phytochemicals with Therapeutic Applications, 2022
  • Nguyen T., Ginkgo Biloba StatPearls, 2023

  • ELISIR AMARI VINI (alcolici)...
    Enolito a base di Ginkgo biloba ottenuto per macerazione idroalcolica delle foglie essiccate in vino bianco. Si impiegano generalmente 20–30 grammi di foglie essiccate per litro di vino bianco a gradazione media, lasciando macerare in recipiente chiuso per 5–7 giorni al riparo dalla luce, con agitazione quotidiana, quindi filtrazione. Questa preparazione rientra nella categoria degli enoliti medicinali tradizionali, nei quali il vino agisce come solvente idroalcolico per l’estrazione dei flavonoidi e di parte dei lattoni terpenici, pur con resa inferiore rispetto agli estratti standardizzati. L’assunzione tradizionale è limitata a piccoli quantitativi, generalmente 20–30 ml una o due volte al giorno dopo i pasti, ma l’efficacia clinica non è documentata e l’uso resta di tipo tradizionale Tintura vinosa aromatizzata con Ginkgo biloba e piante sinergiche ad azione vasoprotettiva come Crataegus monogyna e Vitis vinifera. La preparazione segue lo schema degli enoliti composti con macerazione di 10–20 grammi per litro di ciascuna droga vegetale in vino bianco per circa una settimana, seguita da filtrazione. L’impiego è tradizionalmente orientato al supporto della circolazione periferica e cerebrale, ma si basa su plausibilità farmacologica e non su evidenze cliniche dirette per questa forma farmaceutica. La posologia empirica resta analoga agli enoliti semplici, con assunzione moderata in piccoli bicchieri dopo i pasti Preparazione alcolica tipo tintura madre di Ginkgo biloba ottenuta per macerazione delle foglie fresche in soluzione idroalcolica a titolo variabile tra 45 e 70 percento. Pur non essendo un vino, rappresenta la forma alcolica più utilizzata in fitoterapia. La macerazione avviene generalmente per 2–3 settimane con rapporto droga solvente standardizzato, seguita da filtrazione. L’uso è limitato a poche decine di gocce al giorno diluite in acqua, ma anche in questo caso l’efficacia clinica documentata riguarda esclusivamente estratti secchi standardizzati e non le preparazioni tradizionali non titolate Idromele funzionale con Ginkgo biloba ottenuto mediante fermentazione di miele, acqua e foglie fresche o essiccate della pianta. Questa preparazione combina estrazione idroalcolica e fermentazione, con modificazione del profilo fitochimico e possibile incremento della biodisponibilità di alcuni composti. Tuttavia i dati disponibili sono limitati e non esistono evidenze cliniche dirette sull’efficacia terapeutica di questa forma, che rimane un preparato tradizionale o nutraceutico sperimentale
  • European Medicines Agency, Assessment report on Ginkgo biloba L., folium, 2015
  • World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants Volume 1 Ginkgo folium, 1999
  • Upton R., Ginkgo leaf Ginkgo biloba Analytical Quality Control and Therapeutic Monograph, 2003
  • Birks J., Grimley Evans J., Ginkgo biloba for cognitive impairment and dementia, 2009
  • Gauthier S., Schlaefke S., Efficacy and tolerability of Ginkgo biloba extract EGb 761 in dementia, 2014
  • Consultare il proprio medico prima di assumere queste bevande ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol

    Vedi sul web gli studi sulle proprietà antitumorali per Ginkgo biloba L.

    ANNUNCIO PUBBLICITARIO


    APPROFONDIMENTO SU PIANTE PER LE DISFUNZIONI SESSUALI...
    PIANTE PER LE DISFUNZIONI SESSUALI Ma cos'è un afrodisiaco?... A questa domanda, secondo una ricerca condotta in Francia nel 1990, la maggior parte degli uomini ha risposto che le sostanze afrodisiache servono ad aumentare la perfomance sessuale, mentre per la maggior parte delle donne servono ad aumentare il desiderio. Qualcuno infine pensa che aumentino il piacere. Anche se differenti, ciò che accomuna queste risposte è la ricerca del plus jouir. La pianta ideale per il suo potere afrodisiaco sarebbe quindi quella in grado di favorire il ciclo dell'amore: desiderio, seduzione e realizzazione del piacere. Il desiderio, ad esempio, è risvegliato in noi attraverso i sensi, e l'olfatto indubbiamente gioca un ruolo molto importante. Molte sostanze, da sempre considerate come afrodisiache, lo sono innanzitutto per il loro odore: pepe, tabacco, vaniglia, ylang-ylang, zenzero, zafferano, vetiver, cannella, geranio. Fra le piante che sono considerate afrodisiache per eccellenza meritano di essere segnalate: Eleuterococco, Damiana, Ginseng, Catuaba, Suma, Epimedium, Salvia, Rosmarino, Santoreggia, Menta, Guaranà, Tribolo, Zenzero, ecc. Per l'azione antiastenica, infine, si ricordano: alghe (Fucus, Laminarie), bevande eccitanti (Caffè, Tè, Mate), bevande toniche come la Rosa cherokee, cereali, frutta fresca, frutta secca, verdure (Carota, Cicoria, Crescione, Spinaci) ecc. La fitoterapia pertanto, anche se non in chiave miracolistica, può offrire un valido ausilio, con un miglioramento notevole dei sintomi, soprattutto se inserita in una strategia di trattamento più generale. Le piante da sole infatti non sono in grado di migliorare la sessualità di una coppia che ha occultato la propria seduzione o che, comunque, non riesce più a comunicare: per entrare nel ciclo del piacere, infatti, bisogna poter comunicare". Ma ora classifichiamo le piante afrodisiache in: a) afrodisiaci spinali sacrali, quando stimolano il centro parasimpatico sacrale che controlla il meccanismo dell'erezione (Damiana, Ginseng, Yohimbehe, Noce vomica); b) afrodisiaci riflessogeni genito-urinari, quando agiscono con azione irritante delle vie urinarie e genitali che, per riflesso, esercitano una esaltazione del centro dell'erezione (Echinacea); c) afrodisiaci encefalici o psicogeni, quando agiscono sui centri nervosi encafalici provocando lo stimolo dell'appetito sessuale (gli eccitanti del sistema nervoso centrale). Gli anafrodisiaci che, invece, calmano un appetito sessuale troppo intenso ed eccessivo, sintomo anch'esso di squilibrio della sfera sessuale, sono: Salice bianco, Ninfea, Luppolo e Lattuga virosa. [Tratto da: [Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"] [A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"] [Marzio Pedretti "L'erborista moderno"]


    NOTE VARIE E STORICHE...
    Ginkgo biloba L. è considerato un vero e proprio fossile vivente, poiché rappresenta l’unica specie sopravvissuta di un gruppo di piante antichissime risalenti a oltre duecento milioni di anni fa. I suoi antenati erano diffusi già nel periodo dei dinosauri, e la morfologia attuale è rimasta sorprendentemente stabile nel tempo. La specie è originaria della Cina, dove è stata coltivata e protetta nei templi buddisti per secoli. Questa conservazione intenzionale ha probabilmente contribuito alla sopravvivenza della pianta, che in natura era diventata rara o localmente estinta in molte aree. Un aspetto curioso riguarda la straordinaria resistenza del Ginkgo biloba. Alcuni esemplari sono sopravvissuti all’esplosione atomica di Hiroshima nel 1945, mostrando una capacità di rigenerazione eccezionale. Questo ha rafforzato la reputazione della pianta come simbolo di resilienza e longevità. Dal punto di vista botanico, il Ginkgo è una gimnosperma, ma presenta caratteristiche uniche che lo distinguono sia dalle conifere sia dalle piante a fiore. Le foglie a forma di ventaglio con nervature dicotomiche sono tra i tratti più riconoscibili e rappresentano un elemento distintivo nel panorama vegetale. La specie è dioica, con individui maschili e femminili separati. I semi prodotti dalle piante femminili sono noti per l’odore sgradevole dovuto alla presenza di acidi organici volatili, caratteristica che ha portato alla preferenza per la coltivazione di esemplari maschili in ambito urbano. Nella cultura asiatica il Ginkgo è associato a longevità, memoria e resistenza. È spesso piantato nei pressi di templi e luoghi sacri, assumendo un valore simbolico oltre che ornamentale. Un’ulteriore curiosità riguarda l’uso alimentare dei semi nella cucina tradizionale asiatica, soprattutto in Cina e Giappone, dove vengono consumati previa cottura. Tuttavia il loro consumo è limitato a piccole quantità a causa della presenza di composti potenzialmente tossici.


    Ricerche di articoli scientifici su Ginkgo biloba L.

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    Autore: erbeofficinali.org

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    Low resolution image for educational use by Botaniske undervisningstavler - BIOLOGISK INSTITUT - KØBENHAVNS UNIVERSITET
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    Foto o Immagine modificata per uso didattico
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    Foto modificata per uso didattico. Dipartimento Botanico Università di Catania
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    Foto modificata per uso didattico. Originale dell'Università di Lione

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    Autore: Angelo Ferrando


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