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QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 20-03-2026

GINKGO BILOBA
Ginkgo biloba L.

ARGENTO

TOSSICITÀ RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO


EFFICACIA CONFERMATA DA EVIDENZE SCIENTIFICHE


 ook 


LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO


CLASSIFICAZIONE BOTANICA...
Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo)
Regno: Plantae
Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari)
Superdivisione: ---
Divisione: Ginkgophyta
Classe: Ginkgoopsida
Ordine: Ginkgoales
Famiglia: Ginkgoaceae
Sottofamiglia: Potentilloideae
Tribù: Geeae

SINONIMI DEL NOME VOLGARE...
Ginko, Maidenhair tree, Ginkgo tree, Fossil Tree, Icho, Arvore de quarenta escudos, Arbol De Oro, Arbre Aux Mille écus, Arbre Aux Quarante écus, Arbre Fossile, Arbre Sacré Des Temples D´asie, Ginkgo Biloba, Noyer Du Japon, Nogueira-do-Japão, Ginkgobaum, Gingo, Vrekboom, Mabad Ag, Bai Guo, Yin Xing, Jinan Dvoulalocný, Tempeltræ, Japanse Notenboom, Tempelboom, Waaierboom, Chinesischer Tempelbaum, Elefantenohrbaum, Entenfußbaum, Fächerbaum, Fächerblattbaum, Frauenhaarbaum, Ginkgo, Ginkgobaum, Goethebaum, Goldfruchtbaum, Großvater-Enkel-Baum, Japanischer Nußbaum, Japanischer Tempelbaum, Mädchenhaarbaum, Silberaprikose, Silberpflaume, Tempelbaum, Weiße Frucht, Neidonhiuspuu, Temppelipuu, Gkingko, Balkuwari, Páfrányfenyõ, Musteristré, Musterisviður, Gin Kyo, Ginkyo, Icho, Ichou, Eun-Haeng-Na-Mu, Haeng-Ja-Mok, Miorzb Chiski, Miorzb Dwudzielny, Miorzb Dwuklapowy, Miorzb Japoski, árbol De Las Pagodas, Tempelträd

SINONIMI DEL NOME BOTANICO...
Ginkgo Biloba F. Adiantifolia Sprecher, Ginkgo Biloba F. Adiantifolia Sprecher Ex Tobler, Ginkgo Biloba F. Aurea (J.Nelson) Beissn., Ginkgo Biloba F. Fastigiata (A.Henry) Rehder, Ginkgo Biloba F. Laciniata (Carrière) Beissn., Ginkgo Biloba F. Macrophylla (Hartw. & Rümpler) Sprecher, Ginkgo Biloba F. Microsperma Sugim., Ginkgo Biloba F. Parvifolia Sugim., Ginkgo Biloba F. Pendula (Van Geert) Beissn., Ginkgo Biloba F. Variegata (Carrière) Beissn., Ginkgo Biloba Subsp. Aurea (J.Nelson) Beissn., Ginkgo Biloba Subsp. Aureovariegata Sénécl., Ginkgo Biloba Subsp. Epiphylla Makino, Ginkgo Biloba Subsp. Fastigiata A.Henry, Ginkgo Biloba Subsp. Laciniata (Carrière) Carrière, Ginkgo Biloba Subsp. Macrophylla-laciniata Sénécl., Ginkgo Biloba Subsp. Microsperma Sugim., Ginkgo Biloba Subsp. Parvifolia Sugim., Ginkgo Biloba Subsp. Pendula (Van Geert) Beissn., Ginkgo Biloba Subsp. Variegata (Carrière) Carrière, Ginkgo Biloba Var. Aurea (J.Nelson) A.Henry, Ginkgo Biloba Var. Epiphylla Makino, Ginkgo Biloba Var. Fastigiata A.Henry, Ginkgo Biloba Var. Laciniata (Carrière) Carrière, Ginkgo Biloba Var. Latifolia L.Henry, Ginkgo Biloba Var. Longifolia L.Henry, Ginkgo Biloba Var. Macrophylla Hartw. & Rümpler, Ginkgo Biloba Var. Pendula (Van Geert) Carrière, Ginkgo Biloba Var. Triloba A.Henry, Ginkgo Biloba Var. Variegata (Carrière) Carrière, Ginkgo Macrophylla K.Koch, Ginkgo Parvifolia Sugim., Pterophyllus Salisburgiensis J.Nelson, 1866, Pterophyllus Salisburiensis J.Nelson, Pterophyllus Salisburiensis Subsp. Aurea J.Nelson, Salisburia Adiantifolia Sm., Salisburia Adiantifolia Subsp. Laciniata Carrière, Salisburia Adiantifolia Subsp. Pendula Van Geert, Salisburia Adiantifolia Subsp. Variegata Carrière, Salisburia Adiantifolia Var. Laciniata Carrière, Salisburia Adiantifolia Var. Pendula Van Geert, Salisburia Adiantifolia Var. Pendula VanGeert, Salisburia Adiantifolia Var. Variegata Carrière, Salisburia Biloba (L.) Hoffmanns., Salisburia Ginkgo Rich., Salisburia Macrophylla Reyn.

DESCRIZIONE BOTANICA...
ALBERO DECIDUO DI GRANDI DIMENSIONI CON UNA CHIOMA ESPANSA E IRREGOLARE E UN TRONCO ROBUSTO CON CORTECCIA GRIGIO-BRUNASTRA PROFONDAMENTE FESSURATA NEGLI ESEMPLARI MATURI. LE FOGLIE SONO UNICHE, A FORMA DI VENTAGLIO CON NERVATURE DICOTOMICHE, LUNGHE E STRETTE, SPESSO BILOBATE, DI COLORE VERDE BRILLANTE CHE VIRA AL GIALLO DORATO IN AUTUNNO. È UNA SPECIE DIOICA. I FIORI MASCHILI SONO AMENTI PENDULI CHE RILASCIANO POLLINE. GLI OVULI FEMMINILI SONO PORTATI SU BREVI PEDUNCOLI E DOPO LA FECONDAZIONE SI SVILUPPANO IN SEMI CARNOSI DI COLORE GIALLO-ARANCIO CON UN GUSCIO INTERNO DURO. I SEMI HANNO UN ODORE SGRADEVOLE A MATURAZIONE.

FIORITURA O ANTESI...
APRILE-MAGGIO (PRIMAVERA), CON IMPOLLINAZIONE ANEMOFILA (PIANTE DIOICHE)

COLORI OSSERVATI

________ GIALLO VERDASTRO
________ VERDE CHIARO

HABITAT...
In natura, la sua presenza è oggi limitata a piccole aree della Cina orientale, in particolare nelle province di Guizhou e Zhejiang, dove cresce in foreste miste decidue e su pendii montuosi umidi e ben drenati, spesso su suoli calcarei o sabbiosi. Tuttavia, a causa della sua lunga storia di coltivazione, è difficile determinare con precisione il suo habitat originario. Il Ginkgo biloba è ampiamente coltivato in tutto il mondo come albero ornamentale in parchi e giardini, e si adatta a una vasta gamma di condizioni climatiche e tipi di suolo, purché ben drenati. Tolera l'inquinamento atmosferico e lo stress urbano, il che lo rende una scelta popolare per l'arboricoltura urbana. La sua resilienza e la sua capacità di prosperare in ambienti diversi riflettono la sua lunga storia evolutiva.

DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE
© OpenStreetMap contributors, © OpenMapTiles, GBIF (CC BY-SA 2.0)





PERIODO BALSAMICO...
AUTUNNO (SETTEMBRE-OTTOBRE), RACCOLTA FOGLIE PRIMA DELLA CADUTA PER MASSIMO CONTENUTO IN GINKGOLIDI

DROGA UTILIZZATA...
(Parti ricche in principi attivi)
FOGLIE ESSICCATE STANDARDIZZATE (GINKGONIS FOLIUM), OCCASIONALMENTE SEMI (TOSSICI SE NON TRATTATI)

AROMI DELLA DROGA...
FOGLIE: ERBACEO-AMARO CON NOTE TERPENICHE; SEMI (TOSTATI): DOLCIASTRO-NOCCIOLATO

SAPORI DELLA DROGA...
FOGLIE: AMARO-ASTRINGENTE CON RETROGUSTO RESINOSO; SEMI: DOLCE-BUTTERATO (SOLO DOPO TRATTAMENTO TERMICO)

TOSSICITÀ:
RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO
Motivazione: gli estratti standardizzati di foglie presentano un profilo di sicurezza generalmente favorevole con dati clinici disponibili, mentre altre parti della pianta, in particolare i semi, contengono composti tossici come la ginkgotossina con evidenza tossicologica documentata; inoltre sono note interazioni farmacologiche e possibili effetti indesiderati dose dipendenti; la tossicità varia quindi in funzione della parte utilizzata, della preparazione e del dosaggio

EFFICACIA:
CONFERMATA DA EVIDENZE SCIENTIFICHE
Motivazione: Estratti standardizzati di Ginkgo biloba (specialmente EGb 761) hanno dimostrato efficacia clinicamente significativa nel migliorare i sintomi cognitivi e funzionali in pazienti con demenza lieve e moderata, così come nella gestione di disturbi circolatori periferici e vertigini di origine vascolare, confermata da studi clinici randomizzati e meta-analisi.

PRINCÍPI ATTIVI...
Terpenoidi: ginkgolidi A, B, C, J (diterpeni), bilobalide (sesquiterpene). Flavonoidi: quercetina (flavonolo), kaempferolo (flavonolo), isoramnetina (flavonolo metilato), miricetina (flavonolo). Glicosidi flavonoidici: ginkgetina (biflavone), isoginkgetina (biflavone), bilobetina (biflavone). Acidi organici: acido ginkgolico (acido organico), acido shikimico (acido carbossilico ciclico). Alchilfenoli: ginkgoli (derivati fenolici). Proantocianidine: procianidine (tannini condensati). Altri composti: polisaccaridi, amminoacidi liberi (L-triptofano, L-glutammina), vitamine (E, C), oligoelementi (Mn, Cu, Se). Note: I ginkgolidi e il bilobalide sono composti esclusivi del Ginkgo. La composizione varia in base alla stagione di raccolta. Gli acidi ginkgolici sono considerati potenziali allergeni.

PROPRIETÀ E INDICAZIONI REGISTRATE
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.

  • Confermate da studi scientifici e clinici*
  • ookACUFENE
    ookCARDIOVASCOLARE CARDIOPROTETTORE
    ookCLAUDICATIO INTERMITTENS
    ookDECLINO E DEFICIT COGNITIVO
    ookMIGLIORATIVO MEMORIA E AMNESIE
    ookNOOTROPO (DISORDINI COGNITIVI)
    ookSTIMOLANTE CIRCOLAZIONE CEREBRALE
    ookVERTIGINI
    +++FRAGILITÀ CAPILLARE (APP.CIRCOLATORIO)

  • Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
  • ookANTIAGGREGANTE PIASTRINICO
    ookANTIOSSIDANTE (PER STRESS OSSIDATIVO)
    ookNEUROPROTETTIVO NEUROTROFICO E ANTI-AGING
    ookNEUROTONICO - TONICO NERVINO - TONICO CEREBRALE

  • Uso storico e nella tradizione
  • ookAFRODISIACO
    ookIMPOTENZA SESSUALE
    ookMENOPAUSA E CLIMATERIO (VAMPATE E DISTURBI VARI)
    ookNEVRALGIE
    +++ATEROSCLEROSI E ARTERIOSCLEROSI
    +++PARASIMPATICOMIMETICO
    +++STIMOLANTE CIRCOLAZIONE SANGUE
    +++VASOPROTETTORE CAPILLAROTROFO
    ++ALLERGIE
    ++ALZHEIMER-PERUSINI (MORBO)
    ++ANALGESICO ANTALGICO ANTINOCICETTIVO
    ++ANTIPERTENSIVO (IPOTENSIVO)
    ++ASMA ALLERGICA
    ++BRONCODILATATORE ANTIASMATICO
    ++CEFALEA O MAL DI TESTA - EMICRANIA
    ++DEPURATIVO DRENANTE
    ++EDEMI E VERSAMENTI (ANCHE POST-OPERATORIO)
    ++EMORROIDI
    ++FLEBITE E VENE VARICOSE
    ++ICTUS CEREBRALE
    ++RAYNAUD (MORBO)
    ++SPASMOLITICO ANTISPASMODICO
    ++TROMBOSI E OSTRUZIONE VASCOLARE
    +ALOPECIA O AREA E DEBOLEZZA DEI CAPELLI
    +ANTICOAGULANTE FIBRINOLITICO
    +ASMA BRONCHIALE E BRONCOSPASMO
    +FLEBOTONICO
    +SPASMOLITICO VIE RESPIRATORIE
    +TRICOFILO


    *Note e Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni

  • European Medicines Agency, Assessment report on Ginkgo biloba L. folium, 2015
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 2007
  • Gauthier S., Schlaefke S., Efficacy and tolerability of Ginkgo biloba extract EGb 761 in dementia, Pharmacopsychiatry, 2014
  • Weinmann S., Roll S., Schwarzbach C., Vauth C., Willich S.N., Effects of Ginkgo biloba in dementia, BMC Geriatrics, 2010
  • Diamond B.J., Shiflett S.C., Feiwel N., Matheis R.J., Noskin O., Richards J.A., Schoenberger N.E., Ginkgo biloba extract in cognitive function, Human Psychopharmacology, 2000


  • *NOTE DI FITOTERAPIA...
    Miglioramento dei disturbi cognitivi lievi e della demenza di tipo degenerativo e vascolare associato all’uso di estratti standardizzati di foglie di Ginkgo biloba, supportato da studi clinici controllati e revisioni sistematiche che evidenziano effetti su memoria, attenzione e attività della vita quotidiana; miglioramento dei sintomi dell’insufficienza vascolare periferica, in particolare claudicatio intermittens, documentato da studi clinici randomizzati con incremento della distanza di marcia; possibile beneficio nei disturbi vascolari cerebrali e nei sintomi associati come vertigini e acufeni, con evidenza clinica disponibile ma variabile tra studi e dipendente da estratti standardizzati Attività antiossidante e scavenger di radicali liberi dimostrata in studi in vitro su estratti di foglie, con evidenza sperimentale coerente con la presenza di flavonoidi; attività vasomodulatrice e miglioramento della microcircolazione documentati in modelli animali e studi farmacologici, con evidenza in vivo animale; attività antiaggregante piastrinica correlata ai lattoni terpenici dimostrata in vitro e in modelli sperimentali; attività neuroprotettiva osservata in modelli animali di danno neuronale, con evidenza preclinica; tali effetti, pur coerenti con i risultati clinici, non sono generalizzabili al di fuori degli estratti standardizzati utilizzati negli studi I glucosidi flavonoidici e i derivati terpenici del Ginkgo hanno proprietà microvascolari e nootrope che agiscono con meccanismi complessi: riduzione degli spasmi arteriolari e miglioramento della microcircolazione - miglioramento dello scambio ossigeno/glucosio con i tessuti, effetto antiossidante, inibizione del PAF - fattore di aggregazione piastrinica, antagonismo con reazioni da malattie allergiche, infiammatorie ed immunologiche. "La Ginkgo biloba è una delle piante medicinali più utilizzate nel mondo, sia per disturbi cardio e cerebrovascolari sia per la cefalea. Nota da sempre è l'attività antiaggregante dei suoi derivati terpenici presenti nelle foglie. Da questo la raccomandazione di non associare le due sostanze per il rischio di emorragie, e tali avvertenze sono pure obbligatorie sulle confezioni dei prodotti a base di Ginkgo.
    Ebbene i ricercatori giapponesi hanno condotto questo lavoro per studiare invece gli effetti della Ginkgo sul metabolismo del warfarin e, nei test condotti su topi l'estratto di Ginkgo ha invece dimostrato di aumentare l'attività del Citocromo P450 che metabolizza il farmaco, con la conseguente riduzione della attività del warfarin, cui consegue un aumento del rischio di trombosi. Esattamente il contrario di quanto ritenuto fin ora. Conclusioni pratiche: la complessità delle interazioni erbe-farmaci rimane tale e quale, se non forse amplificata, ma il rischio clinico di emorragie dalla associazione tra Ginkgo e warfarin viene con questo lavoro messo in seria discussione, anche se si tratta di una ricerca condotta su animali. Del resto, salvo eccezioni, molte delle interazioni tra erbe e farmaci, tanto paventate, sono in realtà solo teoriche o ipotetiche, o vere solo nei modelli sperimentali, senza rilevanza clinica. Rimane peraltro l'avviso di estrema cautela quando si debba necessariamente associare un fitoterapico ad una terapia farmacologica, per la imprevedibilità delle risposte. E mai senza il consiglio o la prescrizione di un medico." [Fabio Firenzuoli - Centro di Medicina Integrativa, Careggi - Dipartimento di Farmacologia Università di Firenze]
    SORVEGLIANZA ALLE REAZIONI AVVERSE
    PIANTA SEGNALATA

    CONTROINDICAZIONI
    IPERSENSIBILITÀ NOTA A GINKGO BILOBA L. O AI SUOI COSTITUENTI DOCUMENTATA IN STUDI CLINICI E SEGNALAZIONI POST MARKETING, DISTURBI DELLA COAGULAZIONE E TERAPIA ANTICOAGULANTE O ANTIAGGREGANTE IN ATTO PER AUMENTO DEL RISCHIO EMORRAGICO DOCUMENTATO DA STUDI CLINICI E OSSERVAZIONALI, INTERVENTI CHIRURGICI PROGRAMMATI PER RISCHIO DI SANGUINAMENTO CON EVIDENZA CLINICA E RACCOMANDAZIONI FARMACOLOGICHE, GRAVIDANZA PER INSUFFICIENZA DI DATI DI SICUREZZA E POSSIBILE RISCHIO EMORRAGICO CON EVIDENZA CLINICA LIMITATA MA SUPPORTATA DA PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA

    AVVERTENZE
    POSSIBILE AUMENTO DEL RISCHIO DI SANGUINAMENTO PER EFFETTO ANTIAGGREGANTE PIASTRINICO ASSOCIATO AI LATTONI TERPENICI CON EVIDENZA DA STUDI CLINICI E IN VITRO, INTERAZIONI FARMACOLOGICHE CON ANTICOAGULANTI, ANTIAGGREGANTI, FARMACI SEROTONINERGICI E ANTIEPILETTICI DOCUMENTATE DA STUDI CLINICI, OSSERVAZIONALI E CASE REPORT, POSSIBILE RIDUZIONE DELLA SOGLIA CONVULSIVA CORRELATA ALLA PRESENZA DI GINKGOTOSSINA CON EVIDENZA FARMACOLOGICA E TOSSICOLOGICA SUI SEMI E PLAUSIBILITÀ PER ESTRATTI NON PURIFICATI, VARIABILITÀ TRA PREPARAZIONI CON EVIDENZA CLINICA CHE LIMITA L’EFFICACIA E LA SICUREZZA AGLI ESTRATTI STANDARDIZZATI TITOLATI IN FLAVONOIDI E LATTONI TERPENICI, POSSIBILI EFFETTI INDESIDERATI QUALI DISTURBI GASTROINTESTINALI, CEFALEA E REAZIONI ALLERGICHE DOCUMENTATI IN STUDI CLINICI CONTROLLATI, ASSENZA DI DATI SUFFICIENTI SULLA SICUREZZA A LUNGO TERMINE IN POPOLAZIONI SPECIFICHE CON EVIDENZA CLINICA PARZIALE

    INCOMPATIBILITÀ...
    (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
    ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
    ANTICOAGULANTI
    ANTIDEPRESSIVI
    ANTIEPILETTICI
    ASPIRINA
    FANS (FARMACI ANTINFIAMMATORI NON STEROIDEI)
    PAPAVERINA

    ERBE SINERGICHE *...
    (Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
    BACOPA
    GINSENG
    VITE ROSSA

    * Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento come per es. nel Tè (verde o nero).
    Consultare sempre un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni in base al quadro clinico individuale.

    ERBE ANTAGONISTE *...
    (Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
    AGLIO
    IPPOCASTANO
    SALICE

    ORGANI UMANI...

    ESTRATTI STANDARDIZZATI E INTEGRATORI...
    Gli estratti fitoterapici di Ginkgo biloba L. utilizzati in ambito clinico sono ottenuti dalle foglie e standardizzati in modo rigoroso. La forma più studiata è l’estratto secco titolato, tipicamente contenente circa il 24 per cento di flavonoidi totali e il 6 per cento di lattoni terpenici, con un contenuto molto basso di acidi ginkgolici. Questo tipo di estratto rappresenta la base dei prodotti medicinali registrati e degli integratori con evidenze cliniche. La posologia comunemente utilizzata negli studi clinici è compresa tra 120 e 240 milligrammi al giorno, suddivisi in una o due somministrazioni. Sono disponibili anche estratti fluidi e tinture ottenute per macerazione idroalcolica delle foglie, ma queste preparazioni non sono standardizzate secondo i parametri utilizzati negli studi clinici e presentano una maggiore variabilità nella composizione. Di conseguenza non esistono posologie evidence based comparabili a quelle degli estratti secchi standardizzati, e il loro uso è meno supportato da dati clinici. Gli integratori alimentari a base di Ginkgo biloba sono generalmente formulati a partire da estratti secchi standardizzati analoghi a quelli utilizzati nei medicinali fitoterapici, anche se la qualità e la titolazione possono variare tra i prodotti. Le dosi consigliate nei prodotti commerciali si collocano generalmente nello stesso intervallo utilizzato negli studi clinici, ma l’efficacia e la sicurezza dipendono strettamente dalla standardizzazione dell’estratto. Per quanto riguarda le preparazioni omeopatiche, Ginkgo biloba è utilizzato sotto forma di diluizioni variabili, ma tali preparazioni non sono supportate da evidenze scientifiche secondo i criteri della fitoterapia evidence based. Le posologie seguono i principi dell’omeopatia e non sono comparabili con i dosaggi farmacologici degli estratti standardizzati. In sintesi, l’efficacia clinica di Ginkgo biloba è strettamente legata all’impiego di estratti secchi standardizzati delle foglie, mentre le altre forme estrattive non standardizzate e le preparazioni omeopatiche non dispongono di evidenze comparabili.
  • European Medicines Agency, Assessment report on Ginkgo biloba L. folium, 2015
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 2007
  • Gauthier S., Schlaefke S., Efficacy and tolerability of Ginkgo biloba extract EGb 761 in dementia, 2014
  • Weinmann S., Roll S., Schwarzbach C., Vauth C., Willich S.N., Effects of Ginkgo biloba in dementia, 2010
  • Diamond B.J., Shiflett S.C., Feiwel N., Matheis R.J., Noskin O., Richards J.A., Schoenberger N.E., Ginkgo biloba extract in cognitive function, 2000

  • TISANE E FORMULAZIONI CASALINGHE...
    (Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
    L’impiego di Ginkgo biloba L. in tisana non è supportato da evidenze scientifiche comparabili a quelle degli estratti standardizzati, poiché i principi attivi responsabili dell’efficacia clinica, in particolare i lattoni terpenici, non sono estratti in modo efficiente in acqua calda. Di conseguenza le preparazioni in infuso non possono essere considerate equivalenti alle forme fitoterapiche validate e non esistono dosaggi evidence based per questa modalità d’uso. Una tisana tradizionale può essere preparata utilizzando foglie essiccate in quantità moderate in infusione per tempi brevi, ma tale utilizzo deve essere considerato esclusivamente come bevanda aromatica e non come trattamento fitoterapico efficace. L’assenza di standardizzazione e di dati farmacocinetici non consente di definire una dose terapeutica né di prevedere l’effetto clinico. Le formulazioni erboristiche efficaci sono basate su estratti secchi standardizzati e non su tisane. In questo contesto, Ginkgo biloba può essere associato ad altre piante con evidenze cliniche o farmacologiche coerenti per il supporto cognitivo e circolatorio. Tra queste, Bacopa monnieri è utilizzata per il supporto delle funzioni cognitive con evidenze cliniche, Panax ginseng per il miglioramento della performance mentale e della resistenza con dati clinici e preclinici, e Vitis vinifera per il supporto del microcircolo con evidenze farmacologiche e cliniche. In tali formulazioni, Ginkgo biloba viene utilizzato sotto forma di estratto standardizzato a dosaggi compresi tra 120 e 240 milligrammi al giorno, mentre le altre piante sono impiegate secondo i rispettivi dosaggi validati. L’efficacia della combinazione dipende dalla qualità degli estratti e dalla standardizzazione dei principi attivi, e non può essere ottenuta mediante semplici infusioni. È necessario considerare le possibili interazioni farmacologiche e il rischio di effetti indesiderati, in particolare l’aumento del rischio di sanguinamento quando associato ad altre sostanze con attività antiaggregante. Pertanto le formulazioni devono essere valutate con attenzione in ambito clinico. In sintesi, non esistono tisane di Ginkgo biloba L. supportate da evidenze scientifiche per uso terapeutico, mentre le formulazioni efficaci richiedono l’impiego di estratti standardizzati e possono includere altre piante con evidenze documentate, sempre nel rispetto dei limiti di sicurezza e delle interazioni farmacologiche.
  • European Medicines Agency, Assessment report on Ginkgo biloba L. folium, 2015
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 2007
  • Gauthier S., Schlaefke S., Efficacy and tolerability of Ginkgo biloba extract EGb 761 in dementia, 2014
  • Weinmann S., Roll S., Schwarzbach C., Vauth C., Willich S.N., Effects of Ginkgo biloba in dementia, 2010
  • Diamond B.J., Shiflett S.C., Feiwel N., Matheis R.J., Noskin O., Richards J.A., Schoenberger N.E., Ginkgo biloba extract in cognitive function, 2000




  • APPROFONDIMENTO SU PIANTE PER LE DISFUNZIONI SESSUALI...
    PIANTE PER LE DISFUNZIONI SESSUALI Ma cos'è un afrodisiaco?... A questa domanda, secondo una ricerca condotta in Francia nel 1990, la maggior parte degli uomini ha risposto che le sostanze afrodisiache servono ad aumentare la perfomance sessuale, mentre per la maggior parte delle donne servono ad aumentare il desiderio. Qualcuno infine pensa che aumentino il piacere. Anche se differenti, ciò che accomuna queste risposte è la ricerca del plus jouir. La pianta ideale per il suo potere afrodisiaco sarebbe quindi quella in grado di favorire il ciclo dell'amore: desiderio, seduzione e realizzazione del piacere. Il desiderio, ad esempio, è risvegliato in noi attraverso i sensi, e l'olfatto indubbiamente gioca un ruolo molto importante. Molte sostanze, da sempre considerate come afrodisiache, lo sono innanzitutto per il loro odore: pepe, tabacco, vaniglia, ylang-ylang, zenzero, zafferano, vetiver, cannella, geranio. Fra le piante che sono considerate afrodisiache per eccellenza meritano di essere segnalate: Eleuterococco, Damiana, Ginseng, Catuaba, Suma, Epimedium, Salvia, Rosmarino, Santoreggia, Menta, Guaranà, Zenzero, ecc. Per l'azione antiastenica, infine, si ricordano: alghe (Fucus, Laminarie), bevande eccitanti (Caffè, Tè, Mate), bevande toniche come la Rosa cherokee, cereali, frutta fresca, frutta secca, verdure (Carota, Cicoria, Crescione, Spinaci) ecc. La fitoterapia pertanto, anche se non in chiave miracolistica, può offrire un valido ausilio, con un miglioramento notevole dei sintomi, soprattutto se inserita in una strategia di trattamento più generale. Le piante da sole infatti non sono in grado di migliorare la sessualità di una coppia che ha occultato la propria seduzione o che, comunque, non riesce più a comunicare: per entrare nel ciclo del piacere, infatti, bisogna poter comunicare". Ma ora classifichiamo le piante afrodisiache in: a) afrodisiaci spinali sacrali, quando stimolano il centro parasimpatico sacrale che controlla il meccanismo dell'erezione (Damiana, Ginseng, Yohimbehe, Noce vomica); b) afrodisiaci riflessogeni genito-urinari, quando agiscono con azione irritante delle vie urinarie e genitali che, per riflesso, esercitano una esaltazione del centro dell'erezione (Echinacea); c) afrodisiaci encefalici o psicogeni, quando agiscono sui centri nervosi encafalici provocando lo stimolo dell'appetito sessuale (gli eccitanti del sistema nervoso centrale). Gli anafrodisiaci che, invece, calmano un appetito sessuale troppo intenso ed eccessivo, sintomo anch'esso di squilibrio della sfera sessuale, sono: Salice bianco, Ninfea, Luppolo e Lattuga virosa. [Tratto da: [Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"] [A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"] [Marzio Pedretti "L'erborista moderno"]


    NOTE VARIE E STORICHE...
    Ginkgo biloba L. è considerato un vero e proprio fossile vivente, poiché rappresenta l’unica specie sopravvissuta di un gruppo di piante antichissime risalenti a oltre duecento milioni di anni fa. I suoi antenati erano diffusi già nel periodo dei dinosauri, e la morfologia attuale è rimasta sorprendentemente stabile nel tempo. La specie è originaria della Cina, dove è stata coltivata e protetta nei templi buddisti per secoli. Questa conservazione intenzionale ha probabilmente contribuito alla sopravvivenza della pianta, che in natura era diventata rara o localmente estinta in molte aree. Un aspetto curioso riguarda la straordinaria resistenza del Ginkgo biloba. Alcuni esemplari sono sopravvissuti all’esplosione atomica di Hiroshima nel 1945, mostrando una capacità di rigenerazione eccezionale. Questo ha rafforzato la reputazione della pianta come simbolo di resilienza e longevità. Dal punto di vista botanico, il Ginkgo è una gimnosperma, ma presenta caratteristiche uniche che lo distinguono sia dalle conifere sia dalle piante a fiore. Le foglie a forma di ventaglio con nervature dicotomiche sono tra i tratti più riconoscibili e rappresentano un elemento distintivo nel panorama vegetale. La specie è dioica, con individui maschili e femminili separati. I semi prodotti dalle piante femminili sono noti per l’odore sgradevole dovuto alla presenza di acidi organici volatili, caratteristica che ha portato alla preferenza per la coltivazione di esemplari maschili in ambito urbano. Nella cultura asiatica il Ginkgo è associato a longevità, memoria e resistenza. È spesso piantato nei pressi di templi e luoghi sacri, assumendo un valore simbolico oltre che ornamentale. Un’ulteriore curiosità riguarda l’uso alimentare dei semi nella cucina tradizionale asiatica, soprattutto in Cina e Giappone, dove vengono consumati previa cottura. Tuttavia il loro consumo è limitato a piccole quantità a causa della presenza di composti potenzialmente tossici.



    BIBLIOGRAFIA, WEBLIOGRAFIA E ARTICOLI SCIENTIFICI SUL WEB
    (Vedi anche i riferimenti nelle singole sezioni)


  • van Beek, T.A. (2002). Chemical analysis of Ginkgo biloba leaves and extracts. Journal of Chromatography A, 967(1), 21-55.
  • Singh, B., Kaur, P., Gopichand, et al. (2008). Biology and chemistry of Ginkgo biloba. Fitoterapia, 79(6), 401-418.
  • Sticher, O. (1993). Quality of Ginkgo preparations. Planta Medica, 59(1), 2-11.
  • Drieu, K. (1986). Preparation and definition of Ginkgo biloba extract. Presse Medicale, 15(31), 1455-7.
  • Mahadevan, S., Park, Y. (2008). Multifaceted therapeutic benefits of Ginkgo biloba L. Journal of Food Science, 73(9), R114-9.


  • Prova le ricerche di articoli scientifici su Ginkgo biloba L.



    Img AI realizzata da erbeofficinali.org con ChatGPT
    Autore: erbeofficinali.org

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    Foto o Immagine modificata per uso didattico
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    © erbeofficinali.org (CC BY-SA 3.0)
    Autore: A.Tucci

    Foto modificata per uso didattico. Dipartimento Botanico Università di Catania
    Foto modificata per uso didattico. Dipartimento Botanico Università di Catania

    © erbeofficinali.org (CC BY-SA 3.0) - Orto botanico di Roma
    © erbeofficinali.org (CC BY-SA 3.0) - Orto botanico di Roma

    Foto modificata per uso didattico gentilmente concessa da Angelo Ferrando - https://www.piante-e-arbusti.it/
    Autore: Angelo Ferrando

    Foto modificata per uso didattico. Originale  dell
    Foto modificata per uso didattico. Originale dell'Università di Lione

    Foto modificata per uso didattico gentilmente concessa da Angelo Ferrando - https://www.piante-e-arbusti.it/
    Autore: Angelo Ferrando


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