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| QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 30-05-2026 |
FICO COMUNE |
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| Dominio Eukaryota Regno Plantae Clade Tracheophyta Clade Angiospermae Clade Mesangiospermae Clade Eudicotyledones Clade Rosidae Ordine Rosales Famiglia Moraceae Sottofamiglia Ficoideae Tribù Ficeae Genere Ficus Specie Ficus carica |
Famiglia: Moracee |
| Adriatic fig, Arbre, Black mission fig, Brown turkey fig, Valimyrna fig, Common fig, Edible fig, Etse-beles, Feg, Feige, Krabu |
| Ficus Carica Var. Caprificus Risso, Ficus Vulgaris, Ficus Carica Domestica (L.) Risso, Ficus Carica Var. Hortensis Vilm., Ficus Carica Sativa Gasparr., Ficus Domestica Risso, Ficus Hortensis Mill., Ficus Sativa L. |
| ALBERO DECIDUO O GRANDE ARBUSTO CON CORTECCIA LISCIA E GRIGIA. LE FOGLIE SONO GRANDI, ALTERNE, PALMATOLOBATE CON 3-5 LOBI IRREGOLARI, RUVIDE SULLA PAGINA SUPERIORE E PUBESCENTI SU QUELLA INFERIORE. I FIORI SONO UNISESSUALI E MOLTO PICCOLI, RACCHIUSI ALL'INTERNO DI UN RICETTACOLO CARNOSO PIRIFORME CHIAMATO SICONIO (IL "FRUTTO"). I FIORI FEMMINILI PRODUCONO I VERI FRUTTI, CHE SONO PICCOLI ACHENI ALL'INTERNO DEL SICONIO MATURO E DOLCE. I FIORI MASCHILI, SE PRESENTI (IN ALCUNE VARIETÀ), SI TROVANO NELLA PARTE SUPERIORE DEL SICONIO. LA PROPAGAZIONE AVVIENE PRINCIPALMENTE PER TALEA O INNESTO. |
| ESTATE (GIUGNO LUGLIO AGOSTO) |
| COLORI OSSERVATI NEI FIORI |
| ________ BIANCO |
| ________ BIANCO GIALLASTRO |
| ________ BIANCO VERDASTRO |
| Originaria del Medio Oriente e del bacino del Mediterraneo, ma grazie alla sua coltivazione millenaria si è ampiamente diffusa in molte regioni temperate e subtropicali del mondo. Predilige climi caldi e secchi con inverni miti, e cresce bene in una varietà di tipi di suolo, inclusi quelli poveri, rocciosi e calcarei, purché ben drenati. Si adatta a pieno sole e tollera periodi di siccità. È comunemente coltivato in frutteti, giardini domestici e talvolta si naturalizza in aree abbandonate, scarpate e lungo i muri a secco, soprattutto nelle regioni con clima mediterraneo. La sua resistenza e adattabilità lo rendono una pianta coltivata in diverse condizioni ambientali, pur preferendo le zone calde e assolate. |
| DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE |
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| ESTATE, RACCOLTA FRUTTI (LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE) |
| (Parti ricche in principi attivi) |
| FRUTTI FRESCHI O ESSICCATI (FICHI), FOGLIE E LATTICE (IN USO TRADIZIONALE) |
| DOLCE, FRUTTATO, MIELATO (FICHI MATURI); ERBACEO (FOGLIE) |
| DOLCE, ZUCCHERINO (FICHI); AMARO-LATTIGINOSO (LATTICE) |
| TOSSICITÀ: RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO |
| Motivazione: I frutti maturi consumati nelle quantità normalmente utilizzate in ambito alimentare e fitoterapico presentano un profilo di sicurezza generalmente favorevole. Tuttavia il lattice della pianta contiene ficina e furanocumarine, tra cui psoralene e bergaptene, associate a dermatiti da contatto e reazioni fototossiche documentate. Sono inoltre possibili effetti gastrointestinali correlati all'elevato contenuto di fibre e zuccheri dei frutti. La tossicità dipende quindi dalla parte vegetale utilizzata, dalla preparazione e dalla modalità di impiego. Evidenza disponibile: osservazioni cliniche, dati tossicologici, studi farmacologici e documentazione dermatologica. |
| EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE |
| Motivazione: Le evidenze disponibili riguardano parti differenti della specie quali frutti, foglie e lattice, con attività biologiche non sovrapponibili. Esistono alcuni studi clinici controllati su preparazioni specifiche, soprattutto per l'impiego lassativo del frutto e per alcune applicazioni dermatologiche, mentre gran parte delle altre attività deriva da studi in vitro, studi in vivo o uso tradizionale documentato. Le evidenze non consentono di attribuire un'efficacia terapeutica generale uniforme all'intera specie. Evidenza disponibile: studi clinici controllati limitati, studi in vivo, studi in vitro ed evidenze etnobotaniche. |
| Zuccheri e carboidrati: Fruttosio, Glucosio, Saccarosio, Maltosio, Raffinosio Fibre alimentari e polisaccaridi: Pectine, Cellulosa, Emicellulose, Lignina, Mucillagini Composti fenolici: Acido clorogenico, Acido gallico, Acido caffeico, Acido ferulico, Acido protocatecuico, Acido siringico, Acido cumarico Flavonoidi: Rutina, Quercetina, Luteolina, Apigenina, Kaempferolo, Catechina, Epicatechina Antociani: Cianidina-3-rutinoside, Cianidina-3-glucoside, Pelargonidina derivati Furanocumarine: Psoralene, Bergaptene Triterpeni: Acido ursolico, Acido oleanolico, Lupeolo, Alfa-amirina, Beta-amirina Fitosteroli: Beta-sitosterolo, Campesterolo, Stigmasterolo Carotenoidi: Luteina, Beta-carotene, Zeaxantina, Criptoxantina Tannini: Tannini condensati, Proantocianidine Enzimi proteolitici: Ficina Lattoni e composti volatili: Benzaldeide, Linalolo, Geraniolo, Eugenolo Acidi organici: Acido malico, Acido citrico, Acido chinico, Acido ossalico Aminoacidi: Acido glutammico, Acido aspartico, Alanina, Arginina, Leucina, Valina Acidi grassi: Acido linoleico, Acido oleico, Acido palmitico, Acido stearico Minerali e oligoelementi: Potassio, Calcio, Magnesio, Fosforo, Ferro, Zinco, Manganese, Rame Vitamine: Acido ascorbico, Tocoferoli, Fillochinone, Tiamina, Riboflavina, Piridossina, Folati |
Bibliografia |
| AVVERTENZE
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati) IL LATTICE FRESCO CONTIENE FURANOCUMARINE, TRA CUI PSORALENE E BERGAPTENE, ASSOCIATE A FOTOTOSSICITÀ CUTANEA. L'ESPOSIZIONE SOLARE SUCCESSIVA AL CONTATTO CON IL LATTICE PUÒ PROVOCARE FITOFOTODERMATITI. EVIDENZA DISPONIBILE: OSSERVAZIONI CLINICHE, CASISTICHE DERMATOLOGICHE E STUDI FITOCHIMICI. IL LATTICE CONTIENE L'ENZIMA PROTEOLITICO FICINA, CHE PUÒ CAUSARE IRRITAZIONE CUTANEA E MUCOSALE NEI SOGGETTI SENSIBILI. EVIDENZA DISPONIBILE: OSSERVAZIONI CLINICHE, STUDI FARMACOLOGICI E DATI TOSSICOLOGICI. L'IMPIEGO DI ELEVATE QUANTITÀ DI FRUTTI O PREPARAZIONI RICCHE IN FIBRE PUÒ AUMENTARE LA FREQUENZA DELLE EVACUAZIONI E FAVORIRE DISTURBI GASTROINTESTINALI QUALI METEORISMO, CRAMPI ADDOMINALI E DIARREA. EVIDENZA DISPONIBILE: DATI CLINICI, OSSERVAZIONI NUTRIZIONALI E COMPOSIZIONE FARMACOGNOSTICA DOCUMENTATA. I PREPARATI OTTENUTI DA DIFFERENTI PARTI DELLA PIANTA PRESENTANO PROFILI FITOCHIMICI E TOSSICOLOGICI DIFFERENTI. LE EVIDENZE DISPONIBILI SUI FRUTTI NON SONO AUTOMATICAMENTE TRASFERIBILI ALLE FOGLIE, AL LATTICE O AD ALTRE PREPARAZIONI VEGETALI. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI FITOCHIMICI E FARMACOGNOSTICI. LE EVIDENZE CLINICHE DISPONIBILI RISULTANO LIMITATE E RIGUARDANO PREVALENTEMENTE L'IMPIEGO DEI FRUTTI E DI SPECIFICHE PREPARAZIONI TRADIZIONALI; PER NUMEROSE APPLICAZIONI FITOTERAPICHE LE INFORMAZIONI DERIVANO PRINCIPALMENTE DA STUDI SPERIMENTALI O DALL'USO TRADIZIONALE. EVIDENZA DISPONIBILE: REVISIONI DELLA LETTERATURA E STUDI FARMACOLOGICI. |
| CONTROINDICAZIONI
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni) IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA A FICUS CARICA L. O AI PREPARATI OTTENUTI DALLA SPECIE. ALLERGIA DOCUMENTATA AL FICO O AL LATTICE DI FICO CON PRECEDENTI REAZIONI ALLERGICHE CLINICAMENTE ACCERTATE. DERMATITE ALLERGICA DA CONTATTO O PRECEDENTI REAZIONI FOTOTOSSICHE CORRELATE ALL'ESPOSIZIONE AL LATTICE DELLA PIANTA. |
| (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche) |
| IPOGLICEMIZZANTI E ANTIDIABETICI |
| LASSATIVI FORTI O PURGANTI |
| Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di FICO COMUNE basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Estratto secco dei frutti. Disponibile come polvere concentrata o estratto ottenuto dai frutti maturi essiccati. Non esistono standardizzazioni internazionalmente accettate riferite a specifici marcatori fitochimici né titoli terapeutici universalmente riconosciuti. Le posologie utilizzate negli integratori alimentari variano generalmente da 300 mg a 3000 mg al giorno di estratto o polvere equivalente. Estratto secco delle foglie. Preparazione ottenuta dalle foglie essiccate, impiegata soprattutto nella ricerca riguardante il metabolismo glucidico e lipidico. Non esistono titolazioni farmacognostiche ufficialmente validate né contenuti minimi universalmente riconosciuti per i principali composti attivi. Negli studi sperimentali sono stati utilizzati dosaggi molto variabili; non è possibile definire una posologia terapeutica standard evidence-based. Estratto idroalcolico delle foglie. Preparazione tradizionale e sperimentale utilizzata principalmente in studi farmacologici. L'estratto contiene flavonoidi, acidi fenolici e altri composti polifenolici. Attualmente non sono disponibili standardizzazioni ufficiali associate a specifiche indicazioni terapeutiche. Estratto idroalcolico dei frutti. Preparazione ricca in polifenoli, flavonoidi e composti antiossidanti. Non risultano disponibili monografie fitoterapiche ufficiali che stabiliscano un titolo minimo necessario all'effetto terapeutico o una posologia clinicamente validata. Estratto glicolico del frutto. Utilizzato soprattutto in preparazioni cosmetiche e dermofunzionali. La standardizzazione è generalmente riferita alla qualità dell'estratto piuttosto che a specifici marcatori farmacologici. Estratto del lattice. Preparazione ottenuta dal lattice fresco contenente ficina e furanocumarine. L'utilizzo tradizionale riguarda prevalentemente applicazioni topiche localizzate. Non esistono preparati fitoterapici standardizzati ampiamente riconosciuti né posologie terapeutiche validate. Preparati titolati in ficina. Sono disponibili materie prime enzimatiche ottenute dal lattice o da altre parti della pianta con standardizzazione dell'attività proteolitica. L'impiego è prevalentemente industriale, tecnologico o nutraceutico. Non esistono dosaggi terapeutici ufficialmente riconosciuti per indicazioni fitoterapiche specifiche. Polvere micronizzata del frutto essiccato. Forma frequentemente utilizzata negli integratori alimentari e nutraceutici. Le quantità comunemente impiegate sono comprese tra 1 e 10 g al giorno, in funzione della formulazione e delle finalità nutrizionali. Preparazioni omeopatiche. Sono reperibili tintura madre omeopatica e successive diluizioni ottenute da differenti parti della pianta, principalmente foglie, frutti o lattice. L'impiego appartiene esclusivamente all'ambito omeopatico. Non sono disponibili evidenze cliniche che ne confermino l'efficacia secondo i criteri della fitoterapia evidence-based. |
| Tisane, composizioni e preparazioni di FICO COMUNE basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Infuso di frutti essiccati di Ficus carica Preparare con 10-20 g di frutti essiccati tagliati in pezzi e 250 ml di acqua bollente. Lasciare in infusione per 15-20 minuti e filtrare. Tradizionalmente impiegato come blando regolatore intestinale e demulcente delle mucose digestive. Decotto di frutti essiccati di Ficus carica Preparare con 20-30 g di frutti essiccati in 500 ml di acqua. Far sobbollire per 15-20 minuti e filtrare. Utilizzato tradizionalmente come coadiuvante nella stipsi lieve e nelle irritazioni delle vie respiratorie superiori. Infuso di Ficus carica e Malva sylvestris Ficus carica frutti essiccati 15 g, Malva sylvestris foglie e fiori 5 g. Versare 300 ml di acqua bollente sulla miscela e lasciare in infusione per circa 15 minuti. La combinazione è tradizionalmente utilizzata per il supporto della funzionalità intestinale e delle mucose gastroenteriche. Decotto di Ficus carica e Althaea officinalis Ficus carica frutti essiccati 20 g, Althaea officinalis radice 5 g. Bollire in 500 ml di acqua per 15 minuti e filtrare. Utilizzato nella tradizione erboristica per le proprietà emollienti e lenitive a livello gastrointestinale. Infuso di Ficus carica e Foeniculum vulgare Ficus carica frutti essiccati 15 g, Foeniculum vulgare frutti 3 g. Lasciare in infusione in 250 ml di acqua bollente per circa 10-15 minuti. Impiegato tradizionalmente come preparazione digestiva e per il comfort intestinale. Decotto di Ficus carica e Glycyrrhiza glabra Ficus carica frutti essiccati 20 g, Glycyrrhiza glabra radice 3-5 g. Bollire in 500 ml di acqua per 15 minuti. Utilizzato tradizionalmente come preparazione emolliente e lenitiva delle mucose orofaringee e gastriche. Infuso di Ficus carica e Matricaria chamomilla Ficus carica frutti essiccati 15 g, Matricaria chamomilla capolini 3 g. Lasciare in infusione in 250 ml di acqua bollente per 10 minuti. Preparazione tradizionale destinata al benessere digestivo. Formulazione erboristica tradizionale per la regolarità intestinale Ficus carica frutti essiccati 50%, Malva sylvestris 25%, Foeniculum vulgare 25%. Utilizzare 5-10 g della miscela in 300 ml di acqua come infuso per circa 15 minuti. La formulazione è basata sull'uso tradizionale documentato delle singole droghe. Formulazione erboristica tradizionale per il benessere delle mucose digestive Ficus carica frutti essiccati 50%, Althaea officinalis radice 25%, Matricaria chamomilla 25%. Preparare come infuso o lieve decotto utilizzando 5-8 g della miscela per 250-300 ml di acqua. Formulazione erboristica tradizionale per il supporto delle vie respiratorie superiori Ficus carica frutti essiccati 60%, Glycyrrhiza glabra radice 20%, Althaea officinalis radice 20%. Preparare come decotto con 8-10 g della miscela in 400 ml di acqua per circa 15 minuti. |
| Vini, elisir, amari, tinture di FICO COMUNE
Vino di fichi Ingredienti Fichi maturi (freschi e ben maturi) Zucchero Acqua Lievito per vino (o lievito da vino bianco) Eventuale acidificante naturale (succo di limone o tartaro) per equilibrio Preparazione Preparazione dei frutti: Lavare e tagliare a pezzi i fichi, includendo parte della buccia. Macerazione: Mettere i fichi in un fermentatore pulito, aggiungere acqua (circa 3–4litri per ogni kg di frutta) e zucchero (in proporzione alla dolcezza desiderata; ad esempio 1–1,5kg di zucchero per 4–5litri d’acqua). Aggiunta di lievito: Aggiungere lievito da vino bianco e, se necessario, un poco di succo di limone per acidità. Prima fermentazione: Coprire con garza o tappo airlock e lasciare fermentare a temperatura ambiente per 7–14 giorni, mescolando ogni giorno. La fermentazione iniziale convertirà gli zuccheri in alcol. Separazione del mosto: Filtrare il liquido per separare le bucce e i semi. Seconda fermentazione e affinamento: Spostare il liquido in un contenitore pulito con tappo airlock e lasciare maturare diverse settimane o mesi fino a che la fermentazione è terminata e il vino si chiarifica. Imbottigliamento: Una volta stabile e limpido, imbottigliare il vino di fichi e conservarlo in luogo fresco. Uso Vino da dessert: servire tiepido o a temperatura ambiente dopo i pasti. Aperitivo aromatico: può essere consumato fresco come bevanda dolce e profumata. Accompagnamento gastronomico: accompagna formaggi stagionati o dolci a base di frutta. Infusione alcolica di fichi (Liquore di fichi) Ingredienti Fichi maturi Alcol neutro alimentare (40–50% vol) Zucchero o miele Spezie aromatiche (opzionale: vaniglia, cannella) Preparazione Tagliare i fichi: affettare fichi maturi e porli in un vaso di vetro. Aggiungere l’alcol: coprire completamente i fichi con alcol neutro. Macerazione: Chiudere ermeticamente e lasciare in macerazione 4–8 settimane in un luogo fresco e al riparo dalla luce, agitare ogni pochi giorni. Filtrazione: Filtrare il contenuto. Dolcificazione: Preparare uno sciroppo con acqua e zucchero/miele, lasciare raffreddare e aggiungerlo gradualmente alla macerazione alcolica fino a ottenere il grado di dolcezza desiderato. Riposo: Imbottigliare e lasciare riposare ulteriori 1–2 settimane prima dell’uso. Uso Liquore da dessert: servire in piccoli bicchierini dopo i pasti. Aromatizzante per cocktail: aggiungere poche gocce in bevande miscelate per un aroma di fico. Digestivo leggero: piccolo bicchierino a fine pasto. Consigli generali Utilizzare frutti non trattati con pesticidi e puliti accuratamente. Consumare con moderazione, soprattutto trattandosi di bevande alcoliche. Le preparazioni artigianali devono essere realizzate con attrezzature e pratiche igieniche adeguate per evitare fermentazioni indesiderate. Bibliografia |
| Consultare il proprio medico prima di assumere queste bevande ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol |
PIANTA MELLIFERA PRIMARIA o MONOFLORALE...
USO ALIMENTARE...
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NOTE VARIE E STORICHE...
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