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    Scheda completa della pianta medicinale

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QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 30-03-2026

PARTENIO
Tanacetum parthenium (L.) Sch. Bip.

BRONZO

TOSSICITÀ BASSA


EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE


 !! 


LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO


CLASSIFICAZIONE BOTANICA...
Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo)
Regno: Plantae
Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari)
Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi)
Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori)
Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni)
Sottoclasse: Asteridae
Ordine: Asterales
Famiglia: Asteraceae
Sottofamiglia: Asteroideae
Tribù: Anthemideae
Sottotribù: Tanacetinae

SINONIMI DEL NOME VOLGARE...
Tanaceto, Camomilla Bastarda, Erba-amara Vera, Amarella, Matricaria, Erba Di Santa Maria, Feverfew, Bachelor's Buttons, Featherfew, Mutterkraut, Fausse Camomille, Grande Camomille, Pyrethrum Parthenium, Feverfew, Grande Camomille, Altamisa, Maresina

SINONIMI DEL NOME BOTANICO...
Chamaemelum Parthenium (L.) E.H.L.Krause, Chrysanthemum Parthenium (L.) Bernh., Chrysanthemum Parthenium (L.) Cav., 1803, Chrysanthemum Parthenium (L.) Pers., Chrysanthemum Parthenium F. Brachyglossum Wirtg., Chrysanthemum Parthenium F. Macroglossum Wirtg., Chrysanthemum Parthenium Var. Discoideum Lej., Chrysanthemum Persicum (Boiss.) Nábelek, Chrysanthemum Persicum (Boiss.) Náblek, 1925, Chrysanthemum Praealtum Vent., Dendranthema Parthenium (L.) Des Moul., Dendranthema Parthenium (L.) DesMoul., Leucanthemum Odoratum Dulac, Leucanthemum Parthenium (L.) Godr. & Gren., Leucanthemum Parthenium Var. Flosculosum St.-Lag., Matricaria Alba Voss, Matricaria Eximia Voss, Matricaria Florida Salisb., Matricaria Latifolia Gilib., Matricaria Odorata Lam., Matricaria Parthenium L., Matricaria Praealta (Vent.) Poir., Matricaria Vulgaris Gray, Parthenium Matricaria Gesn., Parthenium Matricaria Gesn. Ex Rupr., Parthenium Matricaria Gueldenst., Parthenium Matricaria Subsp. Gesn, Pontia Matricaria (Gueldenst.) Bubani, Pyrethrum Demetrii Manden., Pyrethrum Eximium Voss, Pyrethrum Glanduliferum Sommier & Levier, Pyrethrum Grossheimii Sosn., Pyrethrum Matricaria Vill., 1807, Pyrethrum Matricaria Subsp. Gesn, Pyrethrum Niveum Var. Divaricatum (Sosn.) Sosn., Pyrethrum Niveum Var. Divaricatum (Sosn.) Sosn. Ex Grossh., Pyrethrum Partheniifolium Subsp. Aureum Jacob-Makoy, Pyrethrum Partheniifolium Var. Canescens Boiss., Pyrethrum Parthenium (L.) Sm., Pyrethrum Parthenium Subsp. Eximium T.Moore, Pyrethrum Parthenium Var. Discoideum Wender., Pyrethrum Parthenium Var. Multiplex N.H.F.Desp., Pyrethrum Persicum Boiss., Pyrethrum Praealtum (Vent.) Tzvelev, Pyrethrum Sericeum Var. Divaricatum (Sosn.) Sosn., 1934, Pyrethrum Sevanense Sosn., Pyrethrum Sevanense Sosn. Ex Grossh., Tanacetum Demetrii (Manden.) K.Bremer & Humphries, Tanacetum Glanduliferum (Sommier & Levier) K.Bremer & Humphries, Tanacetum Grossheimii (Sosn.) Muradyan, Tanacetum Parthenium F. Breviradiatum Sch.Bip., Tanacetum Parthenium F. Discoideum Sch.Bip., Tanacetum Parthenium F. Longiradiatum Sch.Bip., Tanacetum Parthenium Var. Praealtum (Vent.) B.Bock, Tanacetum Pathenium (L.) Sch.Bip., Tanacetum Persicum (Boiss.) Mozaff., Tanacetum Sevanense (Sosn. Ex Grossh.) K.Bremer & Humphries

DESCRIZIONE BOTANICA...
PIANTA ERBACEA PERENNE CON FUSTI ERETTI, RAMIFICATI, PUBESCENTI. FOGLIE ALTERNE, PENNATOSETTE, CON SEGMENTI OVATI O OBOVATI, INCISI O DENTATI, DI COLORE VERDE CHIARO E SPESSO AROMATICHE. FIORI ERMAFRODITI, NUMEROSI, RIUNITI IN CAPOLINI DISCOIDI E RADIATI, CON FIORI DEL DISCO GIALLI E FIORI DEL RAGGIO BIANCHI, SIMILI A PICCOLE MARGHERITE, CHE FORMANO CORIMBI O PANNOCCHIE TERMINALI. INVOLUCRO EMISFERICO CON BRATTEE DISPOSTE SU PIÙ SERIE. RICETTACOLO CONICO E SQUAMOSO. FRUTTO È UN ACHENIO PICCOLO, OBLUNGO, CON 5-10 COSTE LONGITUDINALI E UNA CORONA APICALE RIDOTTA O ASSENTE.

FIORITURA O ANTESI...
GIUGNO LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE (ESTATE-INIZIO AUTUNNO), CON PICCHI TRA LUGLIO E AGOSTO

COLORI OSSERVATI NEI FIORI

________ BIANCO
________ GIALLO DORATO

HABITAT...
Originaria dei Balcani, ma ampiamente naturalizzata in Europa, Nord America e altre regioni temperate. Il suo habitat tipico comprende praterie aride e sassose, pendii rocciosi, bordi stradali, muri antichi, aree ruderali, giardini e talvolta anche boschi aperti e margini forestali. Predilige suoli ben drenati, anche poveri e calcarei, e esposizioni soleggiate o parzialmente ombreggiate. È una specie resistente che tollera una certa siccità e si adatta a una varietà di condizioni climatiche temperate. La sua diffusione è favorita dalla produzione di numerosi semi che vengono facilmente dispersi dal vento e dagli animali. Spesso si trova in ambienti disturbati dall'attività umana, indicando una certa capacità di colonizzare nuovi territori. In alcune regioni è coltivata come pianta ornamentale e medicinale, contribuendo alla sua naturalizzazione al di fuori dell'areale originario.

DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE
© OpenStreetMap contributors, © OpenMapTiles, GBIF (CC BY-SA 2.0)

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PERIODO BALSAMICO...
GIUGNO-LUGLIO PER LE FOGLIE, LUGLIO-SETTEMBRE PER I CAPOLINI (FIORI)

DROGA UTILIZZATA...
(Parti ricche in principi attivi)
PARTI AEREE (FOGLIE E FIORI), FRESCHE O ESSICCATE, E ESTRATTI STANDARDIZZATI IN PARTENOLIDE

AROMI DELLA DROGA...
AROMA INTENSO, AROMATICO-PUNGENTE SIMILE AL PIRETRO, CON NOTE AMARE E BALSAMICHE

SAPORI DELLA DROGA...
AMARO-PICCANTE, CON RETROGUSTO PERSISTENTE E LIEVEMENTE CANFORATO

TOSSICITÀ:
BASSA
Motivazione: dati clinici e tossicologici indicano buona tollerabilità alle dosi terapeutiche; effetti indesiderati documentati includono disturbi gastrointestinali e reazioni orali; segnalata dermatite da contatto e potenziale allergenicità nei soggetti sensibili, senza evidenze di tossicità sistemica significativa con uso corretto

EFFICACIA:
DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: studi clinici controllati e revisioni sistematiche mostrano efficacia nella profilassi dell’emicrania limitata a estratti standardizzati in partenolide con composizione definita; risultati eterogenei e non generalizzabili alla droga o a preparazioni non standardizzate

PRINCÍPI ATTIVI...
Lattoni sesquiterpenici: partenolide, costunolide, artecanina, santamarina Flavonoidi: apigenina, luteolina, quercetina, kaempferolo, crisina Olio essenziale: canfora, borneolo, acetato di bornile, canfene, p-cimene Acidi fenolici: acido caffeico, acido clorogenico, acido ferulico Triterpeni: taraxasterolo, beta amirina Fitosteroli: beta sitosterolo, stigmasterolo Tannini: tannini condensati non specificati

PROPRIETÀ E INDICAZIONI REGISTRATE
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.

  • Confermate da studi scientifici e clinici*
  • ookCEFALEA O MAL DI TESTA - EMICRANIA

  • Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
  • ookANALGESICO ANTALGICO ANTINOCICETTIVO
    ookANTIAGGREGANTE PIASTRINICO
    ookANTINFIAMMATORIO
    ookSPASMOLITICO FIBRE MUSCOLARI LISCIE
    ookVASOMODULANTE

  • Uso storico e nella tradizione
  • ?DIGESTIVO
    ?DIGESTIVO EUPEPTICO STOMACHICO
    ?DISPEPSIA O CATTIVA DIGESTIONE
    +++ANTIMICROBICO ANTIBATTERICO ANTISETTICO
    ++AMENORREA E IPOMENORREA
    ++EMMENAGOGO
    ++INSONNIA
    ++SEDATIVO O CALMANTE
    ++SPASMI E DOLORI SPASMODICI DI VARIA NATURA
    ++SPASMOLITICO ANTISPASMODICO
    +FEBBRE E STATI FEBBRILI
    +REUMATISMI E DOLORI REUMATICI
    +STIMOLANTE CIRCOLAZIONE CEREBRALE


    *Note e Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni

  • European Medicines Agency, Community herbal monograph on Tanacetum parthenium, 2011
  • EMA HMPC, Assessment report on Tanacetum parthenium (feverfew), 2011
  • Pareek A., Suthar M., Rathore G.S., Bansal V., Feverfew (Tanacetum parthenium): A Systematic Review, 2011
  • Diener H.C., Pfaffenrath V., Schnitker J., Friede M., Henneicke-von Zepelin H.H., Efficacy and safety of a feverfew CO2 extract in migraine prevention, 2005
  • Johnson E.S., Kadam N.P., Hylands D.M., Hylands P.J., Efficacy of feverfew as prophylactic treatment of migraine, 1985
  • Heptinstall S., Groenewegen W.A., Spangenberg P., Losche W., Extracts of feverfew inhibit platelet behaviour via inhibition of phospholipase A2, 1987


  • *NOTE DI FITOTERAPIA...
    Profilassi dell’emicrania con indicazione nella riduzione della frequenza e dell’intensità degli attacchi emicranici, supportata da studi clinici controllati randomizzati e revisioni sistematiche, con efficacia dimostrata esclusivamente per estratti standardizzati in partenolide o preparazioni definite; i risultati risultano eterogenei tra studi e dipendenti dalla qualità e standardizzazione dell’estratto, con evidenza clinica moderata e non universalmente conclusiva. Attività antiinfiammatoria con potenziale indicazione in condizioni infiammatorie, dimostrata in vitro e in modelli animali attraverso inibizione di mediatori infiammatori; evidenza preclinica coerente ma non confermata clinicamente. Attività antiaggregante piastrinica con possibile rilevanza nella modulazione dell’aggregazione, documentata in vitro e in studi farmacologici su preparati cellulari; evidenza sperimentale senza applicazione clinica diretta. Attività spasmolitica su muscolatura liscia, osservata in modelli in vitro; rilevanza clinica non definita. Attività antinocicettiva con possibile implicazione nel dolore, supportata da modelli animali; evidenza limitata e non traslabile direttamente all’uomo. Attività vasomodulante con possibile ruolo nella regolazione del tono vascolare, suggerita da studi in vitro e in vivo animale; dati non confermati clinicamente. Nel complesso, le evidenze precliniche risultano solide e coerenti con l’indicazione nell’emicrania, ma non sufficienti per estendere l’uso ad altre condizioni cliniche. La proprietà terapeutica eletta per il Partenio è quella di calmare il peggior mal di testa per inibizione della cicloossigenasi e delle fosfolipasi, riduzione della sintesi delle prostaglandine e inibizione del rilascio di serotonina. L´uso delle foglie fresche va abbandonato perché può indurre ulcerazioni delle mucose, vomito, diarrea e manifestazioni allergiche. Non è dimostrata l´efficacia come antiipertensivo e digestivo.
    SORVEGLIANZA ALLE REAZIONI AVVERSE
    PIANTA SEGNALATA

    CONTROINDICAZIONI (Le controindicazioni richiedono evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)

    LE CONTROINDICAZIONI DI TANACETUM PARTHENIUM (L.) SCH. BIP. SONO SUPPORTATE DA DATI CLINICI, OSSERVAZIONALI E DA MONOGRAFIE UFFICIALI, CON UN LIVELLO DI EVIDENZA SUPERIORE RISPETTO A MOLTE ALTRE SPECIE FITOTERAPICHE. STUDI CLINICI CONTROLLATI E SEGNALAZIONI POST-MARKETING HANNO CONTRIBUITO ALLA DEFINIZIONE DEL PROFILO DI SICUREZZA. GRAVIDANZA DOCUMENTATA SU BASE FARMACOLOGICA E CLINICA PER POSSIBILE ATTIVITÀ UTEROTONICA, ALLATTAMENTO IN ASSENZA DI DATI CLINICI DI SICUREZZA ADEGUATI, IPERSENSIBILITÀ NOTA ALLA PIANTA O AD ALTRE ASTERACEAE DOCUMENTATA CLINICAMENTE, ALLERGIA DA CONTATTO O ORALE DOCUMENTATA CON STOMATITE AFTOSA E DERMATITE, USO IN SOGGETTI CON DISTURBI EMORRAGICI DOCUMENTATO SU BASE FARMACOLOGICA E OSSERVAZIONALE

    AVVERTENZE (Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)

    LE AVVERTENZE DERIVANO DA EVIDENZE CLINICHE, STUDI SPERIMENTALI E PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA BEN DOCUMENTATA. STUDI CLINICI E FARMACOLOGICI INDICANO UN EFFETTO ANTIAGGREGANTE PIASTRINICO ATTRIBUITO AI LATTONI SESQUITERPENICI, SUGGERENDO CAUTELA IN ASSOCIAZIONE CON FARMACI ANTICOAGULANTI O ANTIAGGREGANTI E PRIMA DI INTERVENTI CHIRURGICI; SEGNALAZIONI CLINICHE DOCUMENTANO LA COSIDDETTA SINDROME DA SOSPENSIONE CON COMPARSA DI CEFALEA REBOUND, IRRITABILITÀ E DISTURBI DEL SONNO DOPO INTERRUZIONE BRUSCA, SUGGERENDO SOSPENSIONE GRADUALE; L’ASSUNZIONE DI FOGLIE FRESCHE È ASSOCIATA A ULCERAZIONI DELLA MUCOSA ORALE E IRRITAZIONE GASTROINTESTINALE, DOCUMENTATA IN STUDI OSSERVAZIONALI E CLINICI; STUDI CLINICI EVIDENZIANO VARIABILITÀ NELLA RISPOSTA TERAPEUTICA LEGATA ALLA STANDARDIZZAZIONE IN PARTENOLIDE, INDICANDO LA NECESSITÀ DI UTILIZZARE ESTRATTI TITOLATI; LA PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA SUGGERISCE CAUTELA IN SOGGETTI CON PATOLOGIE GASTROINTESTINALI PER POSSIBILE IRRITAZIONE MUCOSALE; LA PRESENZA DI REAZIONI ALLERGICHE CROCIATE CON ALTRE ASTERACEAE È SUPPORTATA DA EVIDENZE CLINICHE ALLERGOLOGICHE; L’ASSENZA DI DATI CLINICI DI LUNGO TERMINE LIMITA LA VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA CRONICA


    INCOMPATIBILITÀ...
    (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
    ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
    ANTICOAGULANTI
    FANS (FARMACI ANTINFIAMMATORI NON STEROIDEI)
    SEROTONINERGICI

    ORGANI UMANI...

    ESTRATTI STANDARDIZZATI E INTEGRATORI...
    Estratto secco standardizzato di Tanacetum parthenium Disponibile in capsule o compresse, standardizzato generalmente in partenolide con titolazioni variabili, spesso comprese tra 0,2% e 0,7%. È la forma più studiata clinicamente per la profilassi dell’emicrania. La posologia utilizzata negli studi clinici varia tra 50 e 150 mg al giorno di estratto secco standardizzato, in somministrazione unica o suddivisa. Estratto CO2 supercritico standardizzato Preparazione ottenuta mediante estrazione con anidride carbonica supercritica, con elevata concentrazione e standardizzazione in partenolide. Utilizzata in studi clinici controllati. La posologia tipica è compresa tra 6,25 e 18,75 mg al giorno di estratto, corrispondenti a un contenuto definito di partenolide. Estratto fluido idroalcolico (rapporto tipico 1:1) Preparazione liquida da parti aeree essiccate. La posologia tradizionale varia tra 2 e 4 ml al giorno, suddivisi in due somministrazioni. La variabilità del contenuto in partenolide è elevata in assenza di standardizzazione. Tintura madre (Tanacetum parthenium TM) Preparazione con rapporto generalmente 1:10 in etanolo a gradazione variabile. Utilizzata in fitoterapia tradizionale e in ambito omeopatico a basse diluizioni. La posologia tradizionale è compresa tra 20 e 40 gocce una o due volte al giorno. Polvere di foglie essiccate Forma tradizionale non standardizzata, utilizzata in capsule. La dose giornaliera riportata varia tra 50 e 125 mg di foglie essiccate, spesso riferita a preparazioni storiche per la profilassi dell’emicrania. La variabilità del contenuto in principi attivi è significativa. Estratti combinati standardizzati Formulazioni contenenti Tanacetum parthenium in associazione con altre sostanze o piante, utilizzate principalmente nella prevenzione dell’emicrania. La posologia dipende dal prodotto complessivo e dalla titolazione in partenolide, che rimane il parametro principale di riferimento. Preparazioni omeopatiche (Tanacetum parthenium) Disponibili in diluizioni decimali e centesimali a partire dalla tintura madre. Le diluizioni più comuni variano da D3 a D30 o equivalenti. La posologia tipica prevede 3–5 granuli una o più volte al giorno secondo prescrizione omeopatica. Non esistono evidenze cliniche secondo criteri evidence-based.
  • European Medicines Agency, Community herbal monograph on Tanacetum parthenium, 2011
  • EMA HMPC, Assessment report on Tanacetum parthenium (feverfew), 2011
  • Diener H.C., Pfaffenrath V., Schnitker J., Friede M., Henneicke-von Zepelin H.H., Efficacy and safety of a feverfew CO2 extract in migraine prevention, 2005
  • Pareek A., Suthar M., Rathore G.S., Bansal V., Feverfew (Tanacetum parthenium): A Systematic Review, 2011
  • Heptinstall S., Groenewegen W.A., Spangenberg P., Losche W., Extracts of feverfew inhibit platelet behaviour via inhibition of phospholipase A2, 1987
  • Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004

  • TISANE E FORMULAZIONI CASALINGHE...
    (Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
    Infuso di Tanacetum parthenium Si utilizzano 0,5–1 grammo di parti aeree essiccate in 150–200 ml di acqua calda, lasciando in infusione per 10 minuti. Assunzione una volta al giorno. L’impiego è limitato dalla scarsa standardizzazione e dalla possibile irritazione orale; l’efficacia clinica non è documentata per questa forma rispetto agli estratti titolati. Infuso composto per profilassi dell’emicrania Formulazione con Tanacetum parthenium 0,5–1 g, Salix alba corteccia 1 g, Zingiber officinale rizoma 0,5 g. Infusione in 200 ml di acqua per 10 minuti. Assunzione una volta al giorno. L’associazione è basata su coerenza farmacologica e dati clinici indiretti sulle singole piante; non esistono studi clinici sulla miscela. Infuso composto per cefalea tensiva Formulazione con Tanacetum parthenium 0,5 g, Melissa officinalis foglie 1,5 g, Lavandula angustifolia fiori 1 g. Infusione in 200 ml di acqua per 10–15 minuti. Assunzione una volta al giorno, preferibilmente la sera. Le evidenze cliniche riguardano principalmente le piante associate; per Tanacetum parthenium i dati sono limitati a forme standardizzate. Decotto composto ad azione antinfiammatoria Formulazione con Tanacetum parthenium 0,5 g, Curcuma longa rizoma 1 g, Glycyrrhiza glabra radice 1 g. Preparazione mediante ebollizione per 10 minuti in 250 ml di acqua. Assunzione una volta al giorno. L’associazione è supportata da evidenze farmacologiche precliniche; mancano dati clinici sulla combinazione. Infuso composto per disturbi mestruali Formulazione con Tanacetum parthenium 0,5 g, Achillea millefolium sommità fiorite 1,5 g, Matricaria chamomilla capolini 1,5 g. Infusione in 200 ml di acqua per 10–15 minuti. Assunzione una volta al giorno nei periodi sintomatici. L’uso è coerente con tradizione e dati farmacologici indiretti; non validato clinicamente. Infuso composto digestivo Formulazione con Tanacetum parthenium 0,5 g, Foeniculum vulgare frutti 1 g, Mentha piperita foglie 1,5 g. Infusione in 200 ml di acqua per 10 minuti. Assunzione dopo i pasti. L’efficacia è attribuibile principalmente alle specie associate; dati specifici sulla combinazione non disponibili.
  • European Medicines Agency, Community herbal monograph on Tanacetum parthenium, 2011
  • EMA HMPC, Assessment report on Tanacetum parthenium (feverfew), 2011
  • Pareek A., Suthar M., Rathore G.S., Bansal V., Feverfew (Tanacetum parthenium): A Systematic Review, 2011
  • Diener H.C., Pfaffenrath V., Schnitker J., Friede M., Henneicke-von Zepelin H.H., Efficacy and safety of a feverfew CO2 extract in migraine prevention, 2005
  • Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004

  • Vedi sul web gli studi sulle proprietà antitumorali per Tanacetum parthenium (L.) Sch. Bip.

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    NOTE VARIE E STORICHE...
    Il Partenio appare morfologicamente come un incrocio tra Camomilla e Crisantemo. Non va confuso con il tossico Tanaceto (Tanacetum vulgare L., sin. Chrysanthemum vulgare Bernhardi), con il Piretro o col Crisantemo americano. Tanacetum parthenium (L.) Sch. Bip., noto come partenio o feverfew, ha una lunga storia d’uso nella medicina europea già in epoca antica; il nome “parthenium” è spesso collegato a un episodio riportato da fonti classiche in cui la pianta sarebbe stata utilizzata per curare un lavoratore ferito durante la costruzione del Partenone. Nel Medioevo e nel Rinascimento era ampiamente coltivata negli orti medicinali dei monasteri come rimedio per febbre e cefalea, da cui deriva il nome inglese feverfew, letteralmente “piccola febbre”. La riscoperta moderna della pianta in ambito scientifico è avvenuta nel XX secolo nel Regno Unito, quando osservazioni empiriche sull’uso popolare nella prevenzione dell’emicrania hanno stimolato studi clinici e farmacologici, portando alla sua diffusione come integratore. Dal punto di vista fitochimico, il partenolide è diventato un composto di riferimento non solo in fitoterapia ma anche nella ricerca farmacologica, per il suo ruolo nei meccanismi infiammatori e cellulari, rendendo la pianta un modello di studio per i lattoni sesquiterpenici. La specie è anche utilizzata come pianta ornamentale per i suoi piccoli capolini simili a margherite, ed è stata selezionata in diverse varietà da giardino, contribuendo alla sua diffusione al di fuori del contesto strettamente medicinale. Nonostante la tradizione d’uso, il consumo diretto delle foglie fresche è stato progressivamente abbandonato a causa degli effetti irritativi sulla mucosa orale, sostituito da preparazioni standardizzate più sicure e controllate.



    BIBLIOGRAFIA, WEBLIOGRAFIA E ARTICOLI SCIENTIFICI SUL WEB
    (Vedi anche i riferimenti nelle singole sezioni)


  • EMA HMPC, Assessment report on Tanacetum parthenium (feverfew), 2011
  • European Medicines Agency, Community herbal monograph on Tanacetum parthenium, 2011
  • Heptinstall S., Groenewegen W.A., Spangenberg P., Losche W., Extracts of feverfew inhibit platelet behaviour via inhibition of phospholipase A2, 1987
  • Pareek A., Suthar M., Rathore G.S., Bansal V., Feverfew (Tanacetum parthenium): A Systematic Review, 2011
  • Williamson E.M., Major Herbs of Ayurveda, 2002


  • Prova le ricerche di articoli scientifici su Tanacetum parthenium (L.) Sch. Bip.



    Img AI realizzata da erbeofficinali.org con ChatGPT
    Autore: erbeofficinali.org

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    Autore: erbeofficinali.org

    Hermann Adolph Köhler (1834-1879)
    Hermann Adolph Köhler (1834-1879)

    Immagine modificata per uso didattico
Attribution-ShareAlike 3.0 Unported (CC BY-SA 3.0)
    Immagine modificata per uso didattico Attribution-ShareAlike 3.0 Unported (CC BY-SA 3.0)

    Per gentile concessione dell
    Autore: Maurizio Trenchi


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