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    Scheda completa della pianta medicinale

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QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento del 19-06-2026

PAPAYA
Carica papaya L.

Medaglia di bronzo

TOSSICITÀ BASSA


EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE


 !! 


LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO


CLASSIFICAZIONE BOTANICA...
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Viridiplantae
Clade Streptophyta
Clade Embryophyta
Clade Tracheophyta
Clade Spermatophytina
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Superrosidae
Clade Rosidae
Ordine Brassicales
Famiglia Caricaceae
Genere Carica
Specie Carica papaya

Famiglia: Caricaceae

SINONIMI DEL NOME VOLGARE...
Papaia, Melontree, Mamon, Paw Paw, Pawpaw, Tree Melon, Papayer, Papaye, Falso castaño, Fruta Bomba, Lechosa, Mamón, Mamón, Melón Zapote, Olcoctón, Papanajo, Papaya Calentana, Papayero, Papayo, Melonenbaum, Papajabaum, Papajapflanze, Papayabaum, Papaija, Pawpaw, Fan Mu Gua, Melontræ, Meloenboom, Popoo, Betek, Betik, Gedang, Mamao, Loko, Ma Kuai Thet, Malako, Malakor, Sa Kui Se, Papiitaa, Dudu

SINONIMI DEL NOME BOTANICO...
Carica Citriformis J.Jacq. Ex Spreng., Carica Citriformis Jacq., Carica Cubensis Solms, Carica Hermaphrodita Blanco, Carica Jamaicensis Urb., Carica Jimenezii (Bertoni) Bertoni, Carica Mamaya Vell., Carica Papaya F. Correae Solms, Carica Papaya F. Ernstii Solms, Carica Papaya F. Eupapaya Solms, Carica Papaya F. Mamaya (Vell.) Stellfeld, Carica Papaya F. Portoricensis (Urb.) Solms, Carica Papaya Var. Bady Aké Assi, Carica Papaya Var. Bady AkéAssi, Carica Papaya Var. Jimenezii Bertoni, Carica Peltata Hook. & Arn., Carica Pinnatifida Heilb., Carica Portoricensis (Solms) Urb., Carica Posopora L., Carica Posoposa L., Carica Pyriformis Willd., Carica Rochefortii Solms, Carica Sativa Tussac, Papaya Carica Gaertn., Papaya Cimarrona Sint., Papaya Cimarrona Sint. Ex Kuntze, Papaya Citriformis (J.Jacq. Ex Spreng.) A.DC., Papaya Communis Noronha, Papaya Cubensis (Solms) Kuntze, Papaya Cucumerina Noronha, Papaya Edulis Bojer, Papaya Edulis Var. Macrocarpa Bojer, Papaya Edulis Var. Pyriformis Bojer, Papaya Hermaphrodita Blanco, Papaya Papaya (L.) H.Karst., Papaya Peltata (Hook. & Arn.) Kuntze, Papaya Posopora (L.) DC., Papaya Pyriformis (Willd.) Baill., Papaya Rochefortii (Solms) Kuntze, Papaya Sativa Tussac, Papaya Vulgaris DC., Vasconcellea Peltata (Hook. & Arn.) A.DC.

DESCRIZIONE BOTANICA...
ALBERO ERBACEO O ARBUSTO DI BREVE DURATA, ALTO FINO A 5-10 METRI, CON UN UNICO FUSTO ERETTO E SUCCULENTO, SCARSAMENTE RAMIFICATO. LE FOGLIE SONO GRANDI, PALMATOLOBATE, CON 5-9 LOBI PROFONDAMENTE INCISI, LUNGHE FINO A 50-70 CM, PORTATE ALL'APICE DEL FUSTO SU LUNGHI PICCIOLI CAVI. È UNA SPECIE GENERALMENTE DIOICA (PIANTE MASCHILI E FEMMINILI SEPARATE), MA POSSONO ESISTERE ANCHE PIANTE ERMAFRODITE. I FIORI MASCHILI SONO PICCOLI, TUBULARI, BIANCHI O GIALLASTRI, RIUNITI IN LUNGHE PANNOCCHIE PENDULE. I FIORI FEMMINILI SONO PIÙ GRANDI, SOLITARI O IN PICCOLI GRUPPI ALL'ASCELLA DELLE FOGLIE, CON CINQUE PETALI LIBERI E UN OVARIO SUPERO GLOBOSO. I FIORI ERMAFRODITI PRESENTANO CARATTERISTICHE INTERMEDIE. IL FRUTTO È UNA GRANDE BACCA CARNOSA, DI FORMA VARIABILE (SFERICA, OVALE O ALLUNGATA), CON UNA BUCCIA LISCIA DI COLORE GIALLO-ARANCIO A MATURAZIONE E UNA POLPA SUCCOSA, DOLCE E DI COLORE ARANCIO-ROSSASTRO, CONTENENTE NUMEROSE PICCOLE SEMI NERI. LA FIORITURA E LA FRUTTIFICAZIONE AVVENGONO DURANTE TUTTO L'ANNO NELLE REGIONI TROPICALI.

FIORITURA O ANTESI...
FIORISCE E FRUTTIFICA TUTTO L'ANNO IN CLIMI TROPICALI CALDI; IN COLTIVAZIONE, SPESSO PER GRAN PARTE DELL'ANNO

COLORI OSSERVATI NEI FIORI

________ BIANCO

HABITAT...
Originario delle regioni tropicali dell'America Centrale e del Messico meridionale. Predilige climi caldi e umidi, con temperature comprese tra i 20°C e i 30°C, e posizioni soleggiate. Richiede terreni fertili, ben drenati e ricchi di materia organica, con un pH leggermente acido o neutro. Non tollera temperature inferiori allo zero o ristagni idrici. La sua coltivazione è diffusa in tutte le zone tropicali e subtropicali del mondo, inclusi Sud-est asiatico, India, Africa e alcune aree del Sud Europa dove il clima lo permette. In Italia, la coltivazione della papaia è possibile in alcune regioni meridionali con inverni miti o in serra. Allo stato spontaneo non è presente in Italia. Cresce rapidamente in ambienti con elevata umidità e precipitazioni ben distribuite durante l'anno.

DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE
© OpenStreetMap contributors, © OpenMapTiles, GBIF (CC BY-SA 2.0)

ANNUNCIO PUBBLICITARIO

FINE ANNUNCIO


PERIODO BALSAMICO...
IL LATTICE SI RACCOGLIE DAI FRUTTI ACERBI IN QUALSIASI MOMENTO DELL'ANNO. I FRUTTI A MATURAZIONE E LE FOGLIE GIOVANI

DROGA UTILIZZATA...
(Parti ricche in principi attivi)
LATICE (SUCCO) ISPESSITO DAI FRUTTI VERDI INCISI, FOGLIE CAULINARI RACCOLTE PRIMA DELLA FORMAZIONE DEI FRUTTI E I SEMI. ANCHE IL FRUTTO STESSO È CONSUMATO COME ALIMENTO

AROMI DELLA DROGA...
LATTICE: ODORE CARATTERISTICO, PUNGENTE, LIEVEMENTE FRUTTATO. FOGLIE: ODORE LEGGERMENTE AMARO, ERBACEO. FRUTTO MATURO: ODORE DOLCE, TROPICALE

SAPORI DELLA DROGA...
LATTICE: SAPORE AMARO, PUNGENTE. FOGLIE: SAPORE AMARO. FRUTTO MATURO: SAPORE DOLCE, DELICATO, TROPICALE

TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: I dati tossicologici disponibili indicano una buona tollerabilità della polpa del frutto e dei preparati fitoterapici utilizzati ai dosaggi tradizionali e studiati. Sono documentati possibili effetti indesiderati gastrointestinali, reazioni allergiche in soggetti sensibili al lattice e potenziali effetti avversi correlati a dosaggi elevati di lattice o estratti concentrati. Non risultano evidenze di tossicità grave nell'uso fitoterapico corretto delle preparazioni comunemente impiegate. Il livello di evidenza deriva da studi clinici, osservazioni tossicologiche e dati farmacologici specifici sulla specie.

EFFICACIA:  !!  DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Esistono studi clinici controllati, revisioni sistematiche e meta-analisi riferiti a specifiche preparazioni di Carica papaya, in particolare estratti fogliari impiegati come supporto nella trombocitopenia associata a dengue e preparati enzimatici contenenti papaina per indicazioni digestive. Le evidenze non sono uniformemente estendibili all'intera specie, a tutte le parti della pianta o a tutte le forme fitoterapiche. Il livello di evidenza è clinico per alcune preparazioni specifiche e preclinico per numerose altre attività farmacologiche.

PRINCÍPI ATTIVI...
Carboidrati: glucosio, fruttosio, saccarosio, pectine, emicellulose, cellulosa Proteine ed enzimi proteolitici: papaina, chimopapaina, caricaina, glicil endopeptidasi, papaya proteinasi III, papaya proteinasi IV Fenoli e polifenoli: acido gallico, acido caffeico, acido clorogenico, acido ferulico, acido p-cumarico, acido protocatecuico Flavonoidi: quercetina, kaempferolo, miricetina, rutina, isoquercitrina Alcaloidi: carpaina, pseudocarpaina, deidrocarpaina I, deidrocarpaina II Vitamine: acido ascorbico, vitamina A, beta-carotene, luteina, zeaxantina, vitamina E, folati Carotenoidi: licopene, beta-carotene, beta-criptoxantina, luteina, zeaxantina Glucosinolati e derivati isotiocianici: benzilglucosinolato, benzilisotiocianato Saponine: saponine triterpeniche non completamente caratterizzate Lipidi e fitosteroli: beta-sitosterolo, campesterolo, stigmasterolo, acidi oleico, linoleico, palmitico e stearico Tocoferoli: alfa-tocoferolo, gamma-tocoferolo, delta-tocoferolo Triterpeni: acido oleanolico, acido ursolico Minerali: potassio, magnesio, calcio, fosforo, ferro, zinco, manganese, rame Latice e composti associati: papaina, chimopapaina, carpaina, benzilisotiocianato

Bibliografia
  • World Health Organization. WHO Monographs on Selected Medicinal Plants. Volume 4. 2009
  • Morton Julia F. Fruits of Warm Climates. Papaya. 1987
  • Aravind G, Bhowmik Debjit, Duraivel S, Harish G. Traditional and Medicinal Uses of Carica papaya. Journal of Medicinal Plants Studies. 2013
  • Krishna K L, Paridhavi M, Patel J A. Review on Nutritional Medicinal and Pharmacological Properties of Papaya. Natural Product Radiance. 2008
  • Canini Antonella, Alesiani Daniela, D'Arcangelo Giulia, Tagliatesta Pietro. Gas Chromatography Mass Spectrometry Analysis of Phenolic Compounds from Carica papaya. Food Chemistry. 2007
  • Lim T K. Edible Medicinal and Non Medicinal Plants Volume 1 Fruits. 2012
  • Ming Rui, Hou Shujuan, Feng Yuling. The Draft Genome of the Transgenic Tropical Fruit Tree Carica papaya. Nature. 2008
  • Nakasone Herbert Y, Paull Robert E. Tropical Fruits. 1998
  • Ayoola P B, Adeyeye A. Phytochemical and Nutrient Evaluation of Carica papaya Leaves. International Journal of Recent Research and Applied Studies. 2010
  • Nguyen Thi Kim Phi, Shaw Peter Nigel, Parat Marie-Odile, Hewavitharana Anoma K. Antioxidant and Anti Inflammatory Activities of Carica papaya. Journal of Ethnopharmacology. 2013

  • PROPRIETÀ E INDICAZIONI (Dettagli di Fitoterapia)

    Confermate da studi scientifici e clinici Aumento della conta piastrinica nella trombocitopenia associata a dengue mediante estratti fogliari standardizzati. L'effetto è supportato da studi clinici controllati, revisioni sistematiche e meta-analisi, sebbene la qualità metodologica complessiva degli studi sia variabile e l'indicazione sia limitata a specifiche preparazioni fogliari. Supporto nel recupero di alcuni parametri ematologici nella dengue. Evidenza derivante da studi clinici controllati e revisioni sistematiche condotte su estratti delle foglie; i risultati non sono automaticamente estendibili ad altre parti della pianta. Attività digestiva proteolitica dei preparati contenenti papaina ottenuta dal lattice. L'uso è supportato da studi clinici e farmacologici relativi all'enzima isolato e a preparazioni standardizzate, non all'intero fitocomplesso della specie. Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata Attività antinfiammatoria. Supportata da studi in vitro e in vivo su foglie, semi, frutti e lattice che documentano riduzione di mediatori dell'infiammazione. Attività antiossidante. Supportata da studi in vitro e da modelli animali attribuita a polifenoli, flavonoidi, vitamina C e carotenoidi presenti nelle diverse parti della pianta. Attività immunomodulante. Evidenziata in studi in vitro e in vivo soprattutto per estratti fogliari e componenti del lattice; mancano conferme cliniche robuste. Attività ipoglicemizzante. Osservata in modelli animali e in alcuni studi clinici preliminari non conclusivi; l'evidenza attuale non consente indicazioni terapeutiche consolidate. Attività gastroprotettiva e antiulcera. Supportata da studi animali e farmacologici su specifici estratti della specie. Attività cicatrizzante. Documentata in modelli sperimentali animali e studi in vitro su preparazioni ottenute dal lattice e dalle foglie. Attività antimicrobica. Dimostrata in vitro contro numerosi microrganismi batterici e fungini; assenza di conferme cliniche adeguate. Attività antielmintica. Supportata da studi sperimentali e da uso tradizionale documentato soprattutto per i semi; evidenze cliniche limitate. Attività epatoprotettiva. Osservata in modelli animali con estratti fogliari e dei frutti; assenza di evidenze cliniche sufficienti. Attività gastrodigestiva. Supportata da dati farmacologici sulle proteasi del lattice e da utilizzo fitoterapico documentato. Uso storico e nella tradizione Impiego dei semi come rimedio tradizionale contro parassitosi intestinali. Impiego delle foglie nella medicina tradizionale tropicale per febbri e malattie infettive. Utilizzo del lattice come coadiuvante digestivo e per applicazioni topiche tradizionali. Uso dei frutti maturi per disturbi digestivi lievi e supporto nutrizionale. Impiego tradizionale delle foglie e dei semi in diverse medicine etnobotaniche per disturbi metabolici e infiammatori, senza validazione clinica definitiva per tali indicazioni.


    (Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico)

    Confermate da studi scientifici e clinici

    ookPROTEOLITICO

    Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata

    +++ANTIELMINTICO E PARASSITI INTERNI
    +++ANTIMICROBICO ANTIBATTERICO ANTISETTICO
    +++ANTINFIAMMATORIO (USO TOPICO)
    +++ANTIOSSIDANTE (PER STRESS OSSIDATIVO)
    +++CICATRIZZANTE O VULNERARIO
    ++ANTIMICOTICO ANTIFUNGINO (MICOSI)
    ++INFIAMMAZIONI CUTANEE E DERMATITI (USO TOPICO)
    ++IPOGLICEMIZZANTE E MODULANTE GLICEMIA
    ++LESIONI CUTANEE - PIAGHE FERITE ABRASIONI E SCREPOLATURE (USO TOPICO)
    +IRRITAZIONI CUTANEE DA PIAGHE FERITE ABRASIONI E SCREPOLATURE (USO TOPICO)

    Uso storico e nella tradizione

    ookSUPERFOOD
    +++DIARREA E DISSENTERIA
    +++DISPEPSIA O CATTIVA DIGESTIONE
    +++PARASSITI INTERNI (VERMI - NEMATODI)
    ++DERMOPURIFICANTE DERMOPROTETTIVO ANTI-AGING (USO ESTERNO)
    ++IPOCLORIDRIA O IPOSECREZIONE GATRICA
    ++METEORISMO FLATULENZA E FERMENTAZIONI INTESTINALI
    ++RIEPITELIZZANTE
    ++ULCERE DELLA PELLE
    +CARMINATIVO ANTIFERMENTATIVO
    +ECZEMA
    +PSORIASI O PSIORIASI
    !!DIGESTIVO
    !!INSUFFICIENZA PANCREATICA

    Bibliografia (proprietà e indicazioni)
  • World Health Organization. WHO Monographs on Selected Medicinal Plants. Volume 4. 2009
  • Charan Jaykaran, Saxena Deepak, Goyal Jigar Pratap, Yasobant Sandul. Efficacy and Safety of Carica papaya Leaf Extract in the Dengue Treatment and Thrombocytopenia. International Journal of Clinical Trials. 2016
  • Bhatnagar Shweta, Sahoo Pravas Kumar, Madan Lal. Comparative Clinical Evaluation of Carica papaya Leaf Extract for Dengue Associated Thrombocytopenia. Journal of Association of Physicians of India. 2016
  • Ahmad Nor Asiah, Fazal Hina, Ayaz Muhammad, Abbasi Basharat Ali. Dengue Fever Treatment with Carica papaya Leaves Extracts. Asian Pacific Journal of Tropical Biomedicine. 2011
  • Aravind G, Bhowmik Debjit, Duraivel S, Harish G. Traditional and Medicinal Uses of Carica papaya. Journal of Medicinal Plants Studies. 2013
  • Krishna K L, Paridhavi M, Patel J A. Review on Nutritional Medicinal and Pharmacological Properties of Papaya. Natural Product Radiance. 2008
  • Milind Parle, Gurditta. Basketful Benefits of Papaya. International Research Journal of Pharmacy. 2011
  • Nguyen Thi Kim Phi, Shaw Peter Nigel, Parat Marie-Odile, Hewavitharana Anoma K. Antioxidant and Anti Inflammatory Activities of Carica papaya. Journal of Ethnopharmacology. 2013
  • Canini Antonella, Alesiani Daniela, D'Arcangelo Giulia, Tagliatesta Pietro. Gas Chromatography Mass Spectrometry Analysis of Phenolic Compounds from Carica papaya. Food Chemistry. 2007
  • Lim T K. Edible Medicinal and Non Medicinal Plants Volume 1 Fruits. 2012


  • AVVERTENZE (Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)

    POSSIBILI REAZIONI ALLERGICHE CROCIATE IN SOGGETTI SENSIBILIZZATI AL LATTICE NATURALE; EVIDENZA CLINICA E IMMUNOLOGICA DERIVATA DA STUDI SU ALLERGIA ALLA PAPAINA E AL LATTICE DI CARICA PAPAYA. MONITORARE L'ASSOCIAZIONE CON FARMACI ANTICOAGULANTI O ANTIAGGREGANTI POICHÉ ALCUNI STUDI CLINICI E OSSERVAZIONALI SU ESTRATTI FOGLIARI HANNO SEGNALATO POSSIBILI MODIFICAZIONI DEI PARAMETRI EMOCOAGULATIVI; L'ENTITÀ DELL'INTERAZIONE RIMANE NON COMPLETAMENTE DEFINITA. POSSIBILE POTENZIAMENTO DELL'EFFETTO IPOGLICEMIZZANTE IN ASSOCIAZIONE A FARMACI ANTIDIABETICI; EVIDENZA DERIVATA PRINCIPALMENTE DA STUDI IN VIVO E DATI FARMACOLOGICI SPECIFICI SULLA SPECIE. L'IMPIEGO DI ESTRATTI FOGLIARI CONCENTRATI RICHIEDE CAUTELA NEI SOGGETTI CON PATOLOGIE EPATICHE PREESISTENTI; EVIDENZA DERIVATA DA SEGNALAZIONI CLINICHE ISOLATE E VALUTAZIONI FARMACOVIGILANZA CHE SUGGERISCONO RARI CASI DI ALTERAZIONI DELLA FUNZIONALITÀ EPATICA. PER LE PREPARAZIONI OTTENUTE DAL LATTICE O AD ALTO CONTENUTO DI PAPAINA, L'USO PROLUNGATO PUÒ AUMENTARE IL RISCHIO DI IRRITAZIONE GASTROINTESTINALE E MUCOSALE; EVIDENZA FARMACOLOGICA E OSSERVAZIONALE. LE EVIDENZE DISPONIBILI DIFFERISCONO SIGNIFICATIVAMENTE TRA FRUTTO, SEMI, FOGLIE E LATTICE; I DATI DI SICUREZZA E DI EFFICACIA NON SONO AUTOMATICAMENTE TRASFERIBILI DA UNA PARTE DELLA PIANTA ALL'ALTRA.

    CONTROINDICAZIONI (Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)

    IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA A CARICA PAPAYA, ALLA PAPAINA O AL LATTICE DI PAPAYA, DOCUMENTATA DA SEGNALAZIONI CLINICHE DI REAZIONI ALLERGICHE E ANAFILATTICHE. GRAVIDANZA PER L'IMPIEGO DI LATTICE DI PAPAYA E PREPARAZIONI RICCHE DI LATTICE, SULLA BASE DI EVIDENZE FARMACOLOGICHE E TOSSICOLOGICHE SPECIFICHE CHE DOCUMENTANO ATTIVITÀ UTEROTONICA ED EFFETTI EMBRIOTOSSICI IN MODELLI SPERIMENTALI PERTINENTI ALLA SPECIE.


    INCOMPATIBILITÀ...
    (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
    ANTIAGGREGANTI NATURALI
    ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
    ANTICOAGULANTI
    ANTICOAGULANTI CUMARINICI
    ANTIDIABETICI ORALI (POTENZIAMENTO)
    ASPIRINA
    CLOPIDOGREL
    CONTRACCETTIVI ORALI
    ESTROGENICI ED ESTROPROGESTINICI
    FARMACI ORMONALI (TAMOXIFENE, TERAPIE ESTROGENICHE)
    FARMACI PER DIABETICI
    IMMUNOMODULANTI
    IMMUNOSTIMOLANTI
    INSULINA
    INSULINA (POTENZIAMENTO)
    IPOGLICEMIZZANTI (POTENZIAMENTO)
    IPOGLICEMIZZANTI E ANTIDIABETICI
    METFORMINA
    SULFONILUREE
    WARFARIN


    ORGANI UMANI...

    ESTRATTI...
    Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di PAPAYA
    basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Estratti di Carica papaya L. (PAPAYA) Polvere del frutto essiccato Preparazione ottenuta dal frutto maturo essiccato e micronizzato. Utilizzata come integratore alimentare e nutraceutico per l'apporto di carotenoidi, vitamina C e composti fenolici. Non esiste una titolazione universalmente riconosciuta necessaria per uno specifico effetto terapeutico. Posologia comunemente impiegata negli integratori: 1–10 g al giorno. Estratto secco del frutto Estratto ottenuto prevalentemente dal frutto maturo. I prodotti commerciali sono generalmente standardizzati in polifenoli totali o vitamina C, ma non esiste una monografia ufficiale che definisca un titolo terapeutico minimo universalmente accettato. Posologia abituale: 200–1000 mg al giorno di estratto secco. Estratto delle foglie Preparazione ottenuta dalle foglie di Carica papaya. Gli studi clinici e osservazionali più consistenti hanno impiegato estratti fogliari standardizzati ma senza un titolo universalmente validato. Gli estratti utilizzati nella ricerca contengono generalmente flavonoidi, composti fenolici e alcaloidi in quantità standardizzate dal produttore. Posologia comunemente utilizzata negli studi: 300–1100 mg al giorno di estratto secco, suddivisi in una o più somministrazioni. Estratto fluido delle foglie Preparazione idroalcolica o glicerinata ottenuta dalle foglie. Utilizzata principalmente nella fitoterapia tradizionale e in protocolli integrativi sperimentali. Non esistono titoli terapeutici ufficialmente riconosciuti. Posologia orientativa: equivalente a 2–8 ml al giorno di estratto fluido. Succo concentrato delle foglie Preparato ottenuto dalla spremitura delle foglie fresche successivamente concentrata o stabilizzata. Utilizzato soprattutto negli studi osservazionali riguardanti il supporto ematologico in alcune infezioni virali. Non esiste una standardizzazione internazionale condivisa. Le quantità impiegate negli studi clinici sono risultate molto variabili. Papaina purificata Preparazione enzimatica ottenuta principalmente dal lattice del frutto immaturo. Rappresenta la forma meglio caratterizzata farmacologicamente. I prodotti sono generalmente standardizzati per attività enzimatica proteolitica espressa in unità internazionali o unità di attività enzimatica specificate dal produttore. Per supporto digestivo vengono comunemente impiegate dosi di 50–500 mg al giorno di papaina standardizzata, suddivise durante i pasti. Complessi enzimatici a base di papaina Preparazioni contenenti papaina associata ad altre proteasi vegetali quali bromelina. La standardizzazione è basata sull'attività enzimatica complessiva. Le dosi dipendono dal contenuto enzimatico dichiarato dal produttore e variano generalmente tra 100 e 1000 mg al giorno di complesso. Estratto dei semi Preparazione ottenuta dai semi essiccati. Utilizzata principalmente nella medicina tradizionale per il controllo dei parassiti intestinali. Le evidenze cliniche sono limitate e non esiste una titolazione terapeutica universalmente accettata. Posologia tradizionale documentata: 500–3000 mg al giorno di polvere o estratto secco. Tintura madre omeopatica di Carica papaya Preparazione omeopatica ottenuta da materiale vegetale fresco secondo le farmacopee omeopatiche. Utilizzata esclusivamente nell'ambito della pratica omeopatica. Non esistono evidenze cliniche che consentano di definire un titolo terapeutico o una posologia fitoterapica. Preparazioni omeopatiche di Carica papaya Disponibili nelle diluizioni decimali e centesimali comunemente utilizzate in omeopatia quali D3, D6, D12, D30, C5, C9, C30 e successive. L'impiego segue i criteri della pratica omeopatica e non è correlato a concentrazioni farmacologicamente attive dei costituenti della pianta.
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 4, 2009
  • Monica B. Aravindaram, Lekh R. Aravindaram, Papaya Fruit Biology, Ripening, Properties and Uses, 2013
  • Namrata Aravind, Sharanappa Bhowmik, Duraivel S., Harish G., Traditional and Medicinal Uses of Carica papaya, Journal of Medicinal Plants Studies, 2013
  • Oluwaseun Afolabi Otsuki, Carica papaya Leaf Extracts and Their Therapeutic Applications, Frontiers in Pharmacology, 2022
  • Ernest E. Ezike, Pharmacological Properties of Carica papaya Linn, Journal of Medicinal Food, 2019
  • Juliana Milind, Monika Gurditta, Basketter David, Carica papaya A Review, International Journal of Herbal Medicine, 2011
  • M. M. Vij, P. Prashar, A Review on Medicinal and Nutritional Properties of Carica papaya Linn, Natural Products and Bioprospecting, 2015
  • J. A. Okeniyi, A. A. Ogunlesi, Effectiveness of Dried Carica papaya Seeds Against Human Intestinal Parasitosis, Journal of Medicinal Food, 2007
  • Sathasivam Kumanan, Therapeutic Potential of Papaya Leaf Extract in Human Disease, Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, 2020
  • Peter C. Liang, Papain Chemistry, Pharmacology and Therapeutic Applications, Phytotherapy Research, 2018

  • TISANE...
    Tisane, composizioni e preparazioni di PAPAYA
    basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Carica papaya L. non possiede monografie fitoterapiche ufficiali che definiscano tisane o formulazioni erboristiche validate per specifiche indicazioni terapeutiche. Le preparazioni sotto riportate derivano da uso tradizionale documentato e da evidenze farmacologiche disponibili sulla specie, utilizzando dosaggi generalmente considerati sicuri negli adulti sani. Infuso di foglie di papaya Foglie essiccate di Carica papaya 2–5 g. Acqua 200 ml. Infondere per 10-15 minuti. Assumere 1-2 volte al giorno. Infuso digestivo Foglie di Carica papaya 2 g. Foglie di menta piperita 1 g. Capolini di camomilla 1 g. Acqua 250 ml. Infondere per 10 minuti. Assumere dopo i pasti principali fino a 2 volte al giorno. Infuso tradizionale per il benessere gastrointestinale Foglie di Carica papaya 2 g. Frutti di finocchio 1 g. Radice di zenzero 0,5 g. Acqua 250 ml. Infondere per 10-15 minuti. Assumere una o due volte al giorno. Decotto leggero di semi di papaya Semi essiccati e triturati di Carica papaya 1-2 g. Acqua 250 ml. Far bollire per 5 minuti e lasciare riposare per altri 10 minuti. Assumere una volta al giorno per brevi periodi. Formulazione erboristica digestiva Polvere di frutto essiccato di Carica papaya 2 g. Polvere di zenzero 500 mg. Polvere di finocchio 500 mg. Assumere una o due volte al giorno dopo i pasti. Formulazione erboristica con attività antiossidante nutraceutica Polvere di frutto di Carica papaya 3 g. Foglie di tè verde 1 g. Frutti di rosa canina 1 g. Preparare come infuso in 250 ml di acqua e assumere una volta al giorno. Formulazione tradizionale per il transito intestinale Foglie di Carica papaya 2 g. Foglie di melissa 1 g. Frutti di finocchio 1 g. Acqua 250 ml. Infondere per 10 minuti. Assumere preferibilmente dopo il pasto serale. Formulazione nutraceutica in polvere Polvere di frutto di Carica papaya 5 g. Polvere di acerola 500 mg. Polvere di zenzero 500 mg. Assumere una volta al giorno dispersa in acqua o altro liquido.
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 4, 2009
  • Monica B. Aravindaram, Lekh R. Aravindaram, Papaya Fruit Biology, Ripening, Properties and Uses, 2013
  • Namrata Aravind, Sharanappa Bhowmik, Duraivel S., Harish G., Traditional and Medicinal Uses of Carica papaya, Journal of Medicinal Plants Studies, 2013
  • Juliana Milind, Monika Gurditta, Carica papaya A Review, International Journal of Herbal Medicine, 2011
  • M. M. Vij, P. Prashar, A Review on Medicinal and Nutritional Properties of Carica papaya Linn, Natural Products and Bioprospecting, 2015
  • Oluwaseun Afolabi Otsuki, Carica papaya Leaf Extracts and Their Therapeutic Applications, Frontiers in Pharmacology, 2022
  • Sathasivam Kumanan, Therapeutic Potential of Papaya Leaf Extract in Human Disease, Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, 2020
  • Ernest E. Ezike, Pharmacological Properties of Carica papaya Linn, Journal of Medicinal Food, 2019
  • J. A. Okeniyi, A. A. Ogunlesi, Effectiveness of Dried Carica papaya Seeds Against Human Intestinal Parasitosis, Journal of Medicinal Food, 2007
  • Peter C. Liang, Papain Chemistry, Pharmacology and Therapeutic Applications, Phytotherapy Research, 2018

  • PREPARATI ALCOLICI...
    Vini, elisir, amari, tinture di PAPAYA
    Preparazione di un “vino di papaya” bevanda fermentata Ingredienti (per circa 4–5 litri di vino): Papaya matura: circa 4–5 kg netti (polpa, senza buccia né semi) Acqua: ca. 2 litri (per diluire la polpa e ottenere un mosto fermentabile) Zucchero: 400–500 g (a seconda della dolcezza naturale del frutto e del grado alcolico desiderato) Succo di limone (opzionale): mezza limone — serve a regolare il pH e aiutare la fermentazione Lievito per vino / lievito da mosto (es. Saccharomyces cerevisiae): dosaggio standard da lievito secco, secondo istruzioni del produttore Procedimento: Pulire la papaya: rimuovere la buccia e i semi, tagliare la polpa a pezzetti, trasferirla in un fermentatore capiente. Aggiungere acqua, zucchero e succo di limone; mescolare bene fino a dissoluzione. Se necessario, fare un piccolo riscaldamento (non bollire) per aiutare a sciogliere lo zucchero — poi raffreddare il mosto a temperatura di inoculo. Aggiungere il lievito e lasciare fermentare in condizioni controllate (es. 20-25°C), con coperchio o gorgogliatore, per un periodo che può andare da 7 a 14 giorni circa, in funzione di densità iniziale, zuccheri presenti, e condizioni ambientali. In alcune sperimentazioni la fermentazione viene seguita da una fase di affinamento in bottiglia o demijohn. Dopo la fermentazione primaria, chiarificare e travasare per rimuovere sedimenti. Lasciare maturare qualche settimana-mese (se si vuole un vino più stabile), oppure consumare come “vino giovane di frutta”. Risultati tipici (da sperimentazioni): Alcuni vini fatti con papaya (talvolta miscelata con altri frutti o succhi) riportano una gradazione alcolica intorno al 10-12% vol. in casi ottimali. Il colore, sapore e aroma risultano distinti da quelli di un vino d’uva — profumi e gusto possono ricordare frutta tropicale, ma la dolcezza e acidità del frutto richiedono spesso aggiustamenti (zucchero, acidità, tempo di fermentazione). Possibili usi e limitazioni Uso Questa preparazione può essere considerata come un “vino di frutta” artigianale, da consumare saltuariamente, eventualmente in contesti conviviali. Potenzialmente un esperimento interessante per chi vuole valorizzare papaya matura “in eccesso” oppure ottenere una bevanda diversa dai vini tradizionali. Limitazioni & cautele La papaya ha caratteristiche organolettiche e compositive molto diverse dall’uva: la resa alcolica e la qualità sensoriale possono essere molto variabili. Siccome la fermentazione dipende dalla zuccherazione, acidità, qualità del frutto e del lievito, è importante mantenere buone pratiche igieniche e condizioni controllate per evitare fermentazioni indesiderate o alterazioni microbiche. Non esistono linee guida cliniche o nutrizionali consolidate su un “vino di papaya” come prodotto salutistico: va considerato semplicemente come bevanda alcolica.
  • Articoli scientifici su produzione di “fruit wine” da Carica papaya L. tramite fermentazione con Saccharomyces cerevisiae.
  • Esperienze fai-da-te e ricette di “vino di papaya” reperibili su siti di home-brewing e blog culinari.
  • Studi sul metabolismo e fermentazione di succhi di frutta tropicali per produzione di vino o bevande alcoliche leggere.
  • Consultare il proprio medico prima di assumere queste bevande ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol

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    FINE ANNUNCIO

    USO ALIMENTARE...
    Il frutto maturo di Carica papaya L. è largamente consumato fresco come alimento. La polpa dolce e aromatica viene consumata da sola oppure aggiunta a macedonie, dessert, yogurt, gelati, sorbetti, succhi, frullati e bevande analcoliche. La polpa matura viene utilizzata nella preparazione di marmellate, confetture, puree, salse dolci e prodotti da forno. In numerose aree tropicali costituisce un ingrediente comune per dolci tradizionali e preparazioni a base di frutta. Il frutto immaturo, meno zuccherino e più ricco di lattice contenente papaina, viene impiegato come ortaggio. Può essere cotto in zuppe, stufati, curry, preparazioni saltate in padella e contorni vegetali. Nella cucina del Sud-Est asiatico la papaya verde grattugiata viene utilizzata in insalate tradizionali, spesso associata a ortaggi, spezie, agrumi e condimenti fermentati. I semi maturi sono commestibili e possiedono un sapore pungente e speziato. Possono essere utilizzati in piccole quantità come condimento o sostituto parziale del pepe in alcune preparazioni gastronomiche. Le foglie giovani vengono talvolta consumate cotte in alcune tradizioni alimentari tropicali dopo adeguata preparazione culinaria per ridurne l'amarezza. Il loro impiego alimentare è tuttavia molto meno diffuso rispetto a quello del frutto. Il lattice ottenuto dai frutti immaturi rappresenta la fonte industriale della papaina, enzima utilizzato nell'industria alimentare come coadiuvante tecnologico per la tenerizzazione delle carni e per alcune applicazioni nella trasformazione degli alimenti. La papaya è inoltre impiegata nella produzione di succhi, nettari, bevande fermentate, vini di frutta, conserve e prodotti nutraceutici destinati all'alimentazione funzionale.

    Vedi anche Ricette con erbe officinali e Ricette vegetariane


    APPROFONDIMENTO SU BROMELINA PAPAINA E FICINA...
    BROMELINA PAPAINA E FICINA Chimicamente sono considerate proteasi sulfidriliche. La bromelaina viene estratta dall'Ananas, la papaina dalla Papaya e la ficina dal Ficus insipida. Queste tre sostanze sono dei noti proteolitici, ovvero in grado di idrolizzare diversi substrati proteinacei e ottimi antiinfiammatori. Le proteasi possono indurre allergie da contatto in individui sensibili e dosi orali eccessive possono causare catarsi (evacuazione delle feci). In particolare la ficina grezza ha proprietà corrosive per la pelle e un contatto prolungato può provocare sanguinamento; la papaina ha la capacità di digerire i tessuti morti senza interessare i tessuti vivi circostanti (scalpello biologico), tuttavia un alto consumo può provocare disturbi gastrici. La bromelaina, più economica della papaina e viene usata in luogo di quest'ultima anche come ammorbidente della carne, ingrediente di cereali precotti, per la concia di pelli e nella birra. [Tratto da: A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"]


    NOTE VARIE E STORICHE...
    Una pianta “erbacea” gigantesca Pur avendo l’aspetto di un albero, la papaya è botanicamente un’erba gigante: il suo “tronco” è in realtà uno stelo cavo e non lignificato. Cresce velocemente e la sua vita media è relativamente breve rispetto agli alberi da frutto tradizionali. Una fioritura sorprendente Esistono piante maschio, femmina e ermafrodite. Molti frutteti preferiscono le forme ermafrodite perché producono frutti più uniformi e in maggiore quantità. Le forme dei fiori e dei frutti cambiano molto a seconda del tipo di pianta, una caratteristica rara tra i frutti più comuni. Il lattice che intenerisce la carne Il lattice della papaya contiene papaina, un enzima proteolitico scoperto nell’Ottocento, noto per la capacità di “sciogliere” le proteine. In molte culture il lattice veniva usato tradizionalmente per intenerire carni dure o per trattare alimenti di origine animale. Presenze nella storia medica I primi esploratori e missionari europei notarono presto l'effetto digestivo della papaya e ne riportarono l’uso a fini salutistici, contribuendo alla sua diffusione nei testi di botanica medica dei secoli successivi. Simbologia e tradizioni popolari In alcune regioni tropicali la papaya rappresenta fecondità e abbondanza, probabilmente per l’elevato numero di semi e la capacità della pianta di fruttificare quasi tutto l’anno. In varie culture caraibiche e dell’America del Sud era considerata un frutto “protettivo”, spesso presente in offerte e rituali dedicati alla fertilità e alla prosperità. Nella cultura gastronomica mondiale È uno dei frutti più usati nelle cucine asiatiche, pur non essendo originario dell’Asia. Qui ha assunto ruoli culinari del tutto nuovi rispetto all’uso originario americano, soprattutto nella versione papaya verde, spesso considerata una vera e propria verdura. Curiosità botaniche e agricole La papaya è altamente sensibile al vento forte, perché il tronco cavo può facilmente spezzarsi. È una delle prime piante tropicali ad essere stata oggetto di progetti di resistenza genetica ai virus, con esperimenti pionieristici in alcuni Paesi per contrastare malattie virali distruttive. Frutti sempre “nuovi” La pianta può produrre frutti in continuo, con fiori e frutti di dimensioni diverse presenti simultaneamente, dal bocciolo al frutto maturo — un tratto affascinante e raro tra le comuni piante da frutto. Nomi e interpretazioni curiose In alcune zone è chiamata “frutto degli angeli”, nome legato alla sua dolcezza e alla consistenza morbida segnalata dai primi viaggiatori europei. Il nome “papaya” è probabilmente di origine caraibica, diffuso poi in molte lingue senza grandi variazioni. Vasco De Gama lo descrisse come "l'albero d'oro della eterna giovinezza". Attualmente sono in corso indagini per verificare la proprietà di contraccettivo maschile dagli estratti del seme di Papaya.


    Ricerche di articoli scientifici su Carica papaya L.

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    Img AI realizzata da erbeofficinali.org
    Autore: erbeofficinali.org

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    Hermann Adolph Köhler (1834-1879)
    Hermann Adolph Köhler (1834-1879)

    Low resolution image for educational use. Courtesy José Manuel Sánchez
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    Low resolution image for educational use. Courtesy Herbier Philatélique Pierre Guertin Philatelic Herbarium
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    Altre Foto e Immagini di PAPAYA