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| QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento del 19-06-2026 |
PAPAYA |
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| Dominio Eukaryota Regno Plantae Clade Viridiplantae Clade Streptophyta Clade Embryophyta Clade Tracheophyta Clade Spermatophytina Clade Angiospermae Clade Mesangiospermae Clade Eudicotyledones Clade Superrosidae Clade Rosidae Ordine Brassicales Famiglia Caricaceae Genere Carica Specie Carica papaya |
Famiglia: Caricaceae |
| Papaia, Melontree, Mamon, Paw Paw, Pawpaw, Tree Melon, Papayer, Papaye, Falso castaño, Fruta Bomba, Lechosa, Mamón, Mamón, Melón Zapote, Olcoctón, Papanajo, Papaya Calentana, Papayero, Papayo, Melonenbaum, Papajabaum, Papajapflanze, Papayabaum, Papaija, Pawpaw, Fan Mu Gua, Melontræ, Meloenboom, Popoo, Betek, Betik, Gedang, Mamao, Loko, Ma Kuai Thet, Malako, Malakor, Sa Kui Se, Papiitaa, Dudu |
| Carica Citriformis J.Jacq. Ex Spreng., Carica Citriformis Jacq., Carica Cubensis Solms, Carica Hermaphrodita Blanco, Carica Jamaicensis Urb., Carica Jimenezii (Bertoni) Bertoni, Carica Mamaya Vell., Carica Papaya F. Correae Solms, Carica Papaya F. Ernstii Solms, Carica Papaya F. Eupapaya Solms, Carica Papaya F. Mamaya (Vell.) Stellfeld, Carica Papaya F. Portoricensis (Urb.) Solms, Carica Papaya Var. Bady Aké Assi, Carica Papaya Var. Bady AkéAssi, Carica Papaya Var. Jimenezii Bertoni, Carica Peltata Hook. & Arn., Carica Pinnatifida Heilb., Carica Portoricensis (Solms) Urb., Carica Posopora L., Carica Posoposa L., Carica Pyriformis Willd., Carica Rochefortii Solms, Carica Sativa Tussac, Papaya Carica Gaertn., Papaya Cimarrona Sint., Papaya Cimarrona Sint. Ex Kuntze, Papaya Citriformis (J.Jacq. Ex Spreng.) A.DC., Papaya Communis Noronha, Papaya Cubensis (Solms) Kuntze, Papaya Cucumerina Noronha, Papaya Edulis Bojer, Papaya Edulis Var. Macrocarpa Bojer, Papaya Edulis Var. Pyriformis Bojer, Papaya Hermaphrodita Blanco, Papaya Papaya (L.) H.Karst., Papaya Peltata (Hook. & Arn.) Kuntze, Papaya Posopora (L.) DC., Papaya Pyriformis (Willd.) Baill., Papaya Rochefortii (Solms) Kuntze, Papaya Sativa Tussac, Papaya Vulgaris DC., Vasconcellea Peltata (Hook. & Arn.) A.DC. |
| ALBERO ERBACEO O ARBUSTO DI BREVE DURATA, ALTO FINO A 5-10 METRI, CON UN UNICO FUSTO ERETTO E SUCCULENTO, SCARSAMENTE RAMIFICATO. LE FOGLIE SONO GRANDI, PALMATOLOBATE, CON 5-9 LOBI PROFONDAMENTE INCISI, LUNGHE FINO A 50-70 CM, PORTATE ALL'APICE DEL FUSTO SU LUNGHI PICCIOLI CAVI. È UNA SPECIE GENERALMENTE DIOICA (PIANTE MASCHILI E FEMMINILI SEPARATE), MA POSSONO ESISTERE ANCHE PIANTE ERMAFRODITE. I FIORI MASCHILI SONO PICCOLI, TUBULARI, BIANCHI O GIALLASTRI, RIUNITI IN LUNGHE PANNOCCHIE PENDULE. I FIORI FEMMINILI SONO PIÙ GRANDI, SOLITARI O IN PICCOLI GRUPPI ALL'ASCELLA DELLE FOGLIE, CON CINQUE PETALI LIBERI E UN OVARIO SUPERO GLOBOSO. I FIORI ERMAFRODITI PRESENTANO CARATTERISTICHE INTERMEDIE. IL FRUTTO È UNA GRANDE BACCA CARNOSA, DI FORMA VARIABILE (SFERICA, OVALE O ALLUNGATA), CON UNA BUCCIA LISCIA DI COLORE GIALLO-ARANCIO A MATURAZIONE E UNA POLPA SUCCOSA, DOLCE E DI COLORE ARANCIO-ROSSASTRO, CONTENENTE NUMEROSE PICCOLE SEMI NERI. LA FIORITURA E LA FRUTTIFICAZIONE AVVENGONO DURANTE TUTTO L'ANNO NELLE REGIONI TROPICALI. |
| FIORISCE E FRUTTIFICA TUTTO L'ANNO IN CLIMI TROPICALI CALDI; IN COLTIVAZIONE, SPESSO PER GRAN PARTE DELL'ANNO |
| COLORI OSSERVATI NEI FIORI |
| ________ BIANCO |
| Originario delle regioni tropicali dell'America Centrale e del Messico meridionale. Predilige climi caldi e umidi, con temperature comprese tra i 20°C e i 30°C, e posizioni soleggiate. Richiede terreni fertili, ben drenati e ricchi di materia organica, con un pH leggermente acido o neutro. Non tollera temperature inferiori allo zero o ristagni idrici. La sua coltivazione è diffusa in tutte le zone tropicali e subtropicali del mondo, inclusi Sud-est asiatico, India, Africa e alcune aree del Sud Europa dove il clima lo permette. In Italia, la coltivazione della papaia è possibile in alcune regioni meridionali con inverni miti o in serra. Allo stato spontaneo non è presente in Italia. Cresce rapidamente in ambienti con elevata umidità e precipitazioni ben distribuite durante l'anno. |
| DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE |
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| IL LATTICE SI RACCOGLIE DAI FRUTTI ACERBI IN QUALSIASI MOMENTO DELL'ANNO. I FRUTTI A MATURAZIONE E LE FOGLIE GIOVANI |
| (Parti ricche in principi attivi) |
| LATICE (SUCCO) ISPESSITO DAI FRUTTI VERDI INCISI, FOGLIE CAULINARI RACCOLTE PRIMA DELLA FORMAZIONE DEI FRUTTI E I SEMI. ANCHE IL FRUTTO STESSO È CONSUMATO COME ALIMENTO |
| LATTICE: ODORE CARATTERISTICO, PUNGENTE, LIEVEMENTE FRUTTATO. FOGLIE: ODORE LEGGERMENTE AMARO, ERBACEO. FRUTTO MATURO: ODORE DOLCE, TROPICALE |
| LATTICE: SAPORE AMARO, PUNGENTE. FOGLIE: SAPORE AMARO. FRUTTO MATURO: SAPORE DOLCE, DELICATO, TROPICALE |
TOSSICITÀ: BASSA |
| Motivazione: I dati tossicologici disponibili indicano una buona tollerabilità della polpa del frutto e dei preparati fitoterapici utilizzati ai dosaggi tradizionali e studiati. Sono documentati possibili effetti indesiderati gastrointestinali, reazioni allergiche in soggetti sensibili al lattice e potenziali effetti avversi correlati a dosaggi elevati di lattice o estratti concentrati. Non risultano evidenze di tossicità grave nell'uso fitoterapico corretto delle preparazioni comunemente impiegate. Il livello di evidenza deriva da studi clinici, osservazioni tossicologiche e dati farmacologici specifici sulla specie. |
| EFFICACIA: !! DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE |
| Motivazione: Esistono studi clinici controllati, revisioni sistematiche e meta-analisi riferiti a specifiche preparazioni di Carica papaya, in particolare estratti fogliari impiegati come supporto nella trombocitopenia associata a dengue e preparati enzimatici contenenti papaina per indicazioni digestive. Le evidenze non sono uniformemente estendibili all'intera specie, a tutte le parti della pianta o a tutte le forme fitoterapiche. Il livello di evidenza è clinico per alcune preparazioni specifiche e preclinico per numerose altre attività farmacologiche. |
| Carboidrati: glucosio, fruttosio, saccarosio, pectine, emicellulose, cellulosa Proteine ed enzimi proteolitici: papaina, chimopapaina, caricaina, glicil endopeptidasi, papaya proteinasi III, papaya proteinasi IV Fenoli e polifenoli: acido gallico, acido caffeico, acido clorogenico, acido ferulico, acido p-cumarico, acido protocatecuico Flavonoidi: quercetina, kaempferolo, miricetina, rutina, isoquercitrina Alcaloidi: carpaina, pseudocarpaina, deidrocarpaina I, deidrocarpaina II Vitamine: acido ascorbico, vitamina A, beta-carotene, luteina, zeaxantina, vitamina E, folati Carotenoidi: licopene, beta-carotene, beta-criptoxantina, luteina, zeaxantina Glucosinolati e derivati isotiocianici: benzilglucosinolato, benzilisotiocianato Saponine: saponine triterpeniche non completamente caratterizzate Lipidi e fitosteroli: beta-sitosterolo, campesterolo, stigmasterolo, acidi oleico, linoleico, palmitico e stearico Tocoferoli: alfa-tocoferolo, gamma-tocoferolo, delta-tocoferolo Triterpeni: acido oleanolico, acido ursolico Minerali: potassio, magnesio, calcio, fosforo, ferro, zinco, manganese, rame Latice e composti associati: papaina, chimopapaina, carpaina, benzilisotiocianato |
Bibliografia |
| AVVERTENZE
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati) POSSIBILI REAZIONI ALLERGICHE CROCIATE IN SOGGETTI SENSIBILIZZATI AL LATTICE NATURALE; EVIDENZA CLINICA E IMMUNOLOGICA DERIVATA DA STUDI SU ALLERGIA ALLA PAPAINA E AL LATTICE DI CARICA PAPAYA. MONITORARE L'ASSOCIAZIONE CON FARMACI ANTICOAGULANTI O ANTIAGGREGANTI POICHÉ ALCUNI STUDI CLINICI E OSSERVAZIONALI SU ESTRATTI FOGLIARI HANNO SEGNALATO POSSIBILI MODIFICAZIONI DEI PARAMETRI EMOCOAGULATIVI; L'ENTITÀ DELL'INTERAZIONE RIMANE NON COMPLETAMENTE DEFINITA. POSSIBILE POTENZIAMENTO DELL'EFFETTO IPOGLICEMIZZANTE IN ASSOCIAZIONE A FARMACI ANTIDIABETICI; EVIDENZA DERIVATA PRINCIPALMENTE DA STUDI IN VIVO E DATI FARMACOLOGICI SPECIFICI SULLA SPECIE. L'IMPIEGO DI ESTRATTI FOGLIARI CONCENTRATI RICHIEDE CAUTELA NEI SOGGETTI CON PATOLOGIE EPATICHE PREESISTENTI; EVIDENZA DERIVATA DA SEGNALAZIONI CLINICHE ISOLATE E VALUTAZIONI FARMACOVIGILANZA CHE SUGGERISCONO RARI CASI DI ALTERAZIONI DELLA FUNZIONALITÀ EPATICA. PER LE PREPARAZIONI OTTENUTE DAL LATTICE O AD ALTO CONTENUTO DI PAPAINA, L'USO PROLUNGATO PUÒ AUMENTARE IL RISCHIO DI IRRITAZIONE GASTROINTESTINALE E MUCOSALE; EVIDENZA FARMACOLOGICA E OSSERVAZIONALE. LE EVIDENZE DISPONIBILI DIFFERISCONO SIGNIFICATIVAMENTE TRA FRUTTO, SEMI, FOGLIE E LATTICE; I DATI DI SICUREZZA E DI EFFICACIA NON SONO AUTOMATICAMENTE TRASFERIBILI DA UNA PARTE DELLA PIANTA ALL'ALTRA. |
| CONTROINDICAZIONI
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni) IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA A CARICA PAPAYA, ALLA PAPAINA O AL LATTICE DI PAPAYA, DOCUMENTATA DA SEGNALAZIONI CLINICHE DI REAZIONI ALLERGICHE E ANAFILATTICHE. GRAVIDANZA PER L'IMPIEGO DI LATTICE DI PAPAYA E PREPARAZIONI RICCHE DI LATTICE, SULLA BASE DI EVIDENZE FARMACOLOGICHE E TOSSICOLOGICHE SPECIFICHE CHE DOCUMENTANO ATTIVITÀ UTEROTONICA ED EFFETTI EMBRIOTOSSICI IN MODELLI SPERIMENTALI PERTINENTI ALLA SPECIE. |
| ANTIAGGREGANTI NATURALI |
| ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI |
| ANTICOAGULANTI |
| ANTICOAGULANTI CUMARINICI |
| ANTIDIABETICI ORALI (POTENZIAMENTO) |
| ASPIRINA |
| CLOPIDOGREL |
| CONTRACCETTIVI ORALI |
| ESTROGENICI ED ESTROPROGESTINICI |
| FARMACI ORMONALI (TAMOXIFENE, TERAPIE ESTROGENICHE) |
| FARMACI PER DIABETICI |
| IMMUNOMODULANTI |
| IMMUNOSTIMOLANTI |
| INSULINA |
| INSULINA (POTENZIAMENTO) |
| IPOGLICEMIZZANTI (POTENZIAMENTO) |
| IPOGLICEMIZZANTI E ANTIDIABETICI |
| METFORMINA |
| SULFONILUREE |
| WARFARIN |
| Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di PAPAYA basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Estratti di Carica papaya L. (PAPAYA) Polvere del frutto essiccato Preparazione ottenuta dal frutto maturo essiccato e micronizzato. Utilizzata come integratore alimentare e nutraceutico per l'apporto di carotenoidi, vitamina C e composti fenolici. Non esiste una titolazione universalmente riconosciuta necessaria per uno specifico effetto terapeutico. Posologia comunemente impiegata negli integratori: 1–10 g al giorno. Estratto secco del frutto Estratto ottenuto prevalentemente dal frutto maturo. I prodotti commerciali sono generalmente standardizzati in polifenoli totali o vitamina C, ma non esiste una monografia ufficiale che definisca un titolo terapeutico minimo universalmente accettato. Posologia abituale: 200–1000 mg al giorno di estratto secco. Estratto delle foglie Preparazione ottenuta dalle foglie di Carica papaya. Gli studi clinici e osservazionali più consistenti hanno impiegato estratti fogliari standardizzati ma senza un titolo universalmente validato. Gli estratti utilizzati nella ricerca contengono generalmente flavonoidi, composti fenolici e alcaloidi in quantità standardizzate dal produttore. Posologia comunemente utilizzata negli studi: 300–1100 mg al giorno di estratto secco, suddivisi in una o più somministrazioni. Estratto fluido delle foglie Preparazione idroalcolica o glicerinata ottenuta dalle foglie. Utilizzata principalmente nella fitoterapia tradizionale e in protocolli integrativi sperimentali. Non esistono titoli terapeutici ufficialmente riconosciuti. Posologia orientativa: equivalente a 2–8 ml al giorno di estratto fluido. Succo concentrato delle foglie Preparato ottenuto dalla spremitura delle foglie fresche successivamente concentrata o stabilizzata. Utilizzato soprattutto negli studi osservazionali riguardanti il supporto ematologico in alcune infezioni virali. Non esiste una standardizzazione internazionale condivisa. Le quantità impiegate negli studi clinici sono risultate molto variabili. Papaina purificata Preparazione enzimatica ottenuta principalmente dal lattice del frutto immaturo. Rappresenta la forma meglio caratterizzata farmacologicamente. I prodotti sono generalmente standardizzati per attività enzimatica proteolitica espressa in unità internazionali o unità di attività enzimatica specificate dal produttore. Per supporto digestivo vengono comunemente impiegate dosi di 50–500 mg al giorno di papaina standardizzata, suddivise durante i pasti. Complessi enzimatici a base di papaina Preparazioni contenenti papaina associata ad altre proteasi vegetali quali bromelina. La standardizzazione è basata sull'attività enzimatica complessiva. Le dosi dipendono dal contenuto enzimatico dichiarato dal produttore e variano generalmente tra 100 e 1000 mg al giorno di complesso. Estratto dei semi Preparazione ottenuta dai semi essiccati. Utilizzata principalmente nella medicina tradizionale per il controllo dei parassiti intestinali. Le evidenze cliniche sono limitate e non esiste una titolazione terapeutica universalmente accettata. Posologia tradizionale documentata: 500–3000 mg al giorno di polvere o estratto secco. Tintura madre omeopatica di Carica papaya Preparazione omeopatica ottenuta da materiale vegetale fresco secondo le farmacopee omeopatiche. Utilizzata esclusivamente nell'ambito della pratica omeopatica. Non esistono evidenze cliniche che consentano di definire un titolo terapeutico o una posologia fitoterapica. Preparazioni omeopatiche di Carica papaya Disponibili nelle diluizioni decimali e centesimali comunemente utilizzate in omeopatia quali D3, D6, D12, D30, C5, C9, C30 e successive. L'impiego segue i criteri della pratica omeopatica e non è correlato a concentrazioni farmacologicamente attive dei costituenti della pianta. |
| Tisane, composizioni e preparazioni di PAPAYA basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Carica papaya L. non possiede monografie fitoterapiche ufficiali che definiscano tisane o formulazioni erboristiche validate per specifiche indicazioni terapeutiche. Le preparazioni sotto riportate derivano da uso tradizionale documentato e da evidenze farmacologiche disponibili sulla specie, utilizzando dosaggi generalmente considerati sicuri negli adulti sani. Infuso di foglie di papaya Foglie essiccate di Carica papaya 2–5 g. Acqua 200 ml. Infondere per 10-15 minuti. Assumere 1-2 volte al giorno. Infuso digestivo Foglie di Carica papaya 2 g. Foglie di menta piperita 1 g. Capolini di camomilla 1 g. Acqua 250 ml. Infondere per 10 minuti. Assumere dopo i pasti principali fino a 2 volte al giorno. Infuso tradizionale per il benessere gastrointestinale Foglie di Carica papaya 2 g. Frutti di finocchio 1 g. Radice di zenzero 0,5 g. Acqua 250 ml. Infondere per 10-15 minuti. Assumere una o due volte al giorno. Decotto leggero di semi di papaya Semi essiccati e triturati di Carica papaya 1-2 g. Acqua 250 ml. Far bollire per 5 minuti e lasciare riposare per altri 10 minuti. Assumere una volta al giorno per brevi periodi. Formulazione erboristica digestiva Polvere di frutto essiccato di Carica papaya 2 g. Polvere di zenzero 500 mg. Polvere di finocchio 500 mg. Assumere una o due volte al giorno dopo i pasti. Formulazione erboristica con attività antiossidante nutraceutica Polvere di frutto di Carica papaya 3 g. Foglie di tè verde 1 g. Frutti di rosa canina 1 g. Preparare come infuso in 250 ml di acqua e assumere una volta al giorno. Formulazione tradizionale per il transito intestinale Foglie di Carica papaya 2 g. Foglie di melissa 1 g. Frutti di finocchio 1 g. Acqua 250 ml. Infondere per 10 minuti. Assumere preferibilmente dopo il pasto serale. Formulazione nutraceutica in polvere Polvere di frutto di Carica papaya 5 g. Polvere di acerola 500 mg. Polvere di zenzero 500 mg. Assumere una volta al giorno dispersa in acqua o altro liquido. |
| Vini, elisir, amari, tinture di PAPAYA
Preparazione di un “vino di papaya” bevanda fermentata Ingredienti (per circa 4–5 litri di vino): Papaya matura: circa 4–5 kg netti (polpa, senza buccia né semi) Acqua: ca. 2 litri (per diluire la polpa e ottenere un mosto fermentabile) Zucchero: 400–500 g (a seconda della dolcezza naturale del frutto e del grado alcolico desiderato) Succo di limone (opzionale): mezza limone — serve a regolare il pH e aiutare la fermentazione Lievito per vino / lievito da mosto (es. Saccharomyces cerevisiae): dosaggio standard da lievito secco, secondo istruzioni del produttore Procedimento: Pulire la papaya: rimuovere la buccia e i semi, tagliare la polpa a pezzetti, trasferirla in un fermentatore capiente. Aggiungere acqua, zucchero e succo di limone; mescolare bene fino a dissoluzione. Se necessario, fare un piccolo riscaldamento (non bollire) per aiutare a sciogliere lo zucchero — poi raffreddare il mosto a temperatura di inoculo. Aggiungere il lievito e lasciare fermentare in condizioni controllate (es. 20-25°C), con coperchio o gorgogliatore, per un periodo che può andare da 7 a 14 giorni circa, in funzione di densità iniziale, zuccheri presenti, e condizioni ambientali. In alcune sperimentazioni la fermentazione viene seguita da una fase di affinamento in bottiglia o demijohn. Dopo la fermentazione primaria, chiarificare e travasare per rimuovere sedimenti. Lasciare maturare qualche settimana-mese (se si vuole un vino più stabile), oppure consumare come “vino giovane di frutta”. Risultati tipici (da sperimentazioni): Alcuni vini fatti con papaya (talvolta miscelata con altri frutti o succhi) riportano una gradazione alcolica intorno al 10-12% vol. in casi ottimali. Il colore, sapore e aroma risultano distinti da quelli di un vino d’uva — profumi e gusto possono ricordare frutta tropicale, ma la dolcezza e acidità del frutto richiedono spesso aggiustamenti (zucchero, acidità, tempo di fermentazione). Possibili usi e limitazioni Uso Questa preparazione può essere considerata come un “vino di frutta” artigianale, da consumare saltuariamente, eventualmente in contesti conviviali. Potenzialmente un esperimento interessante per chi vuole valorizzare papaya matura “in eccesso” oppure ottenere una bevanda diversa dai vini tradizionali. Limitazioni & cautele La papaya ha caratteristiche organolettiche e compositive molto diverse dall’uva: la resa alcolica e la qualità sensoriale possono essere molto variabili. Siccome la fermentazione dipende dalla zuccherazione, acidità, qualità del frutto e del lievito, è importante mantenere buone pratiche igieniche e condizioni controllate per evitare fermentazioni indesiderate o alterazioni microbiche. Non esistono linee guida cliniche o nutrizionali consolidate su un “vino di papaya” come prodotto salutistico: va considerato semplicemente come bevanda alcolica. |
| Consultare il proprio medico prima di assumere queste bevande ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol |
USO ALIMENTARE...
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NOTE VARIE E STORICHE...
Ricerche di articoli scientifici su Carica papaya L. |