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| QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 10-03-2026 |
CHAPARRAL |
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| Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo) Regno: Plantae Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari) Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi) Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori) Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni) Sottoclasse: Rosidae Ordine: Sapindales Famiglia: Zygophyllaceae |
| Creosoto Bush, Greasewood, Hediondilla, Gobernadora, Guamis, Chaparral, Stinkweed, Gumis, Jarilla, Jarilla Hedionda, Hierba Del Buey, Hierba De La Alacran, Chaparro, Kreosotstrauch, Kreosotbusch, Chaparral Bush, Greasebush, Chaparro Prieto, Guamis Prieto, Jarilla Del Cerro, Jarilla Del Monte, Jarilla Del Desierto, Jarilla Del Llano, Jarilla Del Campo, Jarilla Del Camino, Jarilla Del Arroyo, Jarilla Del Sol, Jarilla Del Viento, Jarilla Del Diablo, Jarilla Del Mal, Jarilla Del Bien, Jarilla De La Vida, Jarilla De La Muerte, Jarilla De La Salud, Jarilla De La Enfermedad, Jarilla De La Cura, Jarilla De La Magia, Jarilla De La Brujería, Jarilla De La Hechicería, Jarilla De La Suerte, Jarilla De La Fortuna, Jarilla De La Riqueza, Jarilla De La Pobreza, Jarilla De La Abundancia, Jarilla De La Escasez, Jarilla De La Sequía, Jarilla De La Lluvia, Jarilla Del Agua, Jarilla Del Fuego, Jarilla Del Aire, Jarilla De La Tierra. |
| Larrea Mexicana Moric., Zygophyllum Tridentatum DC., Covillea Tridentata (DC.) Vail, Larrea Divaricata Subsp. Tridentata (DC.) Felger, Neoschroetera Tridentata (DC.) Briq., Schroeterella Tridentata (DC.) Briq. |
| ARBUSTO SEMPREVERDE CHE RAGGIUNGE UN'ALTEZZA DI 1-3 METRI, CON NUMEROSI FUSTI SOTTILI E RAMIFICATI CHE EMERGONO DA UNA BASE LEGNOSA. LE FOGLIE SONO PICCOLE, OPPOSTE, BIFOGLIATE, COMPOSTE DA DUE FOGLIOLINE SESSILI, FALCATE, DI COLORE VERDE SCURO E RESINOSE, CON UN ODORE CARATTERISTICO. I FIORI SONO PICCOLI, GIALLI, SOLITARI O RAGGRUPPATI IN CIME ASCELLARI. IL FRUTTO È UNA CAPSULA SFERICA, DENSAMENTE RICOPERTA DI PELI BIANCHI E LANOSI, CONTENENTE DA 1 A 3 SEMI. |
| APRILE, MAGGIO, PRIMAVERA |
| COLORI OSSERVATI NEI FIORI |
| ________ GIALLO DORATO |
| Prospera nei deserti caldi e secchi del Nord America, in particolare nel deserto di Mojave, nel deserto di Sonoran e nel deserto di Chihuahuan, che si estendono su parti degli Stati Uniti sud-occidentali e del Messico settentrionale. Predilige suoli ben drenati, sabbiosi o ghiaiosi, e si trova spesso su pianure desertiche, pendii rocciosi e dune. È una specie molto resistente alla siccità e alle alte temperature, caratteristiche tipiche degli ambienti desertici in cui cresce. |
| DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE |
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| PRIMAVERA-ESTATE, MARZO APRILE MAGGIO GIUGNO LUGLIO AGOSTO |
| (Parti ricche in principi attivi) |
| FOGLIE E RAMETTI GIOVANI ESSICCATI |
| RESINOSO-BALSAMICO INTENSO (SIMILE A CREOSOTO), CON NOTE TERROSE E SFUMATURE CANFORATE. SE FRESCA AROMA PUNGENTE ED ERBACEO; L'ESSICCAZIONE SVILUPPA TONI PIÙ CALDI E AFFUMICATI. ODORE PERSISTENTE CORRELATO AL CONTENUTO DI NDGA (LIGNANI). EVITARE INALAZIONE PROLUNGATA. |
| AMARO-CATRAMOSO INTENSO CON RETROGUSTO ASTRINGENTE E LIEVEMENTE CANFORATO. LE FOGLIE FRESCHE HANNO NOTE RESINOSE PUNGENTI, MENTRE L'ESSICCATO RISULTA PIÙ TERROSO. IL GUSTO PERSISTENTE È LEGATO AI LIGNANI (NDGA). L'AMAREZZA ESTREMA SEGNALA LA TOSSICITÀ POTENZIALE. NON INGERIRE SENZA SUPERVISIONE SPECIALISTICA |
| TOSSICITÀ: ALTA |
| Motivazione: La pianta contiene composti, in particolare l’acido nordiidroguaiaretico, associati a epatotossicità e nefrotossicità documentate anche a dosi non elevate e in soggetti senza patologie pregresse. Sono riportati casi di danno epatico clinicamente rilevante legati all’uso interno. Anche considerando il corretto utilizzo, il margine di sicurezza è ristretto e il rischio rimane significativo, motivo per cui l’uso fitoterapico interno è generalmente sconsigliato. |
| EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE |
| Motivazione: Gli studi scientifici disponibili mostrano attività biologiche documentate soprattutto in vitro e in modelli animali, in particolare antiossidante, antimicrobica e modulatrice di alcuni processi metabolici. Tuttavia non esistono evidenze cliniche solide che ne confermino un uso fitoterapico interno sicuro ed efficace in modo generale. L’eventuale utilità è limitata a forme di utilizzo molto specifiche, a dosaggi estremamente controllati o ad applicazioni esterne, mentre l’uso interno standardizzato non è riconosciuto come appropriato nella fitoterapia moderna. |
| Lignani: nordihydroguaiaretico acido (NDGA), idrossi-NDGA, larreatricina, diidroguaiaretico acido Flavonoidi: quercetina, kaempferolo, apigenina, luteolina Triterpeni: acido oleanolico, acido ursolico Composti volatili: canfene, limonene, alfa-pinene, beta-pinene Resine: larreantina, acido larreatrico |
| PROPRIETÀ E INDICAZIONI REGISTRATE Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico. | |
| !! | ANTIMICROBICO (USO ESTERNO) |
| !! | ANTINFIAMMATORIO (USO TOPICO) |
| !! | ANTITUMORALE ( ANTIPROLIFERATIVO O RITARDANTE) |
| !! | TUMORE |
| Noo | ACNE (DEPURATIVO) |
| Noo | CARMINATIVO ANTIFERMENTATIVO |
| Noo | CATARRO VIE RESPIRATORIE (ANCHE CON TOSSE) |
| Noo | CHERATOLITICO |
| Noo | DEPURATIVO DRENANTE |
| Noo | DERMOPURIFICANTE DERMOPROTETTIVO ANTI-AGING (USO ESTERNO) |
| Noo | DIARREA (ANTIDIARROICO ASTRINGENTE) |
| Noo | DIARREA E DISSENTERIA |
| Noo | DIURETICO (OLIGURIA O RITENZIONE IDRICA) |
| Noo | EMETICO |
| Noo | ESPETTORANTE FLUIDIFICANTE DEL CATARRO MUCOLITICO |
| Noo | INFIAMMAZIONI CUTANEE E DERMATITI (USO TOPICO) |
| Noo | METEORISMO FLATULENZA E FERMENTAZIONI INTESTINALI |
| Noo | RIEPITELIZZANTE |
| Noo | USTIONI E SCOTTATURE (ANCHE SOLARI O DA FREDDO) |
| Noo | VERRUCHE E CALLOSITÀ (USO TOPICO) |
| Nota importante: l’evidenza clinica umana è rara e la maggior parte delle proprietà terapeutiche è valutata in vitro o in modelli sperimentali animali, non in trial controllati di qualità elevata. Estratti di Larrea tridentata mostrano capacità inibitorie su ceppi batterici di interesse clinico, con attività simile ad antibiotici in test sperimentali. Le analisi includono l’inibizione di crescita batterica e fungina in modelli di laboratorio. In modelli animali (hamster), estratto etanolico ha inibito completamente la formazione di calcoli biliari e ridotto colesterolo nella bile, suggerendo possibile effetto sulla gestione delle malattie biliari in contesti sperimentali. In hamsters con dieta ad alto contenuto di grassi, estratto ha migliorato sensibilità all’insulina, ridotto livelli di lipidi plasmatici e epatici e aumentato colesterolo HDL. Estratti di L. tridentata mostrano forte capacità di scavenging dei radicali liberi in più saggi biochimici (DPPH, ABTS, superossido e altri), correlate al contenuto fenolico e a composti come nordihydroguaiaretic acid. In cellule umane SH-SY5Y, estratti mitigano il danno cellulare da stress ossidativo indotto da H₂O₂, riducendo ROS, depolarizzazione mitocondriale e apoptosi. Diversi studi indicano che L. tridentata ha attività antimicrobica contro batteri e funghi in colture di laboratorio, attribuita a flavonoidi e altri metaboliti secondari. Studi chimici evidenziano che composti isolati dalla pianta, come NDGA, possono modulare risposte infiammatorie e sequestrare specie reattive dell’ossigeno (NRF2). Le foglie del Chaparral sono usate in Messico come contraccettivo. Negli USA erano un rimedio popolare per curare tumori al viso, allo stomaco, al fegato, alla pelle, contro melanomi e leucemia. Nei paesi che non sono sotto la giurisdizione FDA l´acido nordiidroguaiaretico [NDGA] è usato come antiossidante in prodotti tipo lardo e grasso di origine animale. |
| SORVEGLIANZA ALLE REAZIONI AVVERSE QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI. |
| CONTROINDICAZIONI
(Le controindicazioni richiedono evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni) EPATOPATIE PREESISTENTI, GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO, USO PROLUNGATO OLTRE 2 SETTIMANE, TERAPIE CON FARMACI EPATOTOSSICI, IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA AI COMPONENTI, ETÀ PEDIATRICA, TERAPIE ANTICOAGULANTI, INSUFFICIENZA RENALE, MALATTIE AUTOIMMUNI, INTERAZIONI CON CYP450, DIABETE MELLITO SCOMPENSATO, CHIRURGIA PROGRAMMATA, DISTURBI DELLA COAGULAZIONE, USO CONCOMITANTE CON ALCOL, PATOLOGIE TIROIDEE NON CONTROLLATE, IPERTENSIONE ARTERIOSA GRAVE, SINDROME METABOLICA, MALATTIE CARDIOVASCOLARI AVANZATE, DISTURBI GASTROINTESTINALI CRONICI, DEPRESSIONE MAGGIORE IN TRATTAMENTO FARMACOLOGICO, TERAPIE IMMUNOSOPPRESSIVE, MALATTIE NEUROLOGICHE DEGENERATIVE, CONDIZIONI DI IMMUNODEPRESSIONE, TERAPIE ORMONALI SOSTITUTIVE, CHEMIOTERAPIA IN CORSO, RADIOTERAPIA RECENTE, TRAPIANTI D'ORGANO, MALATTIE POLMONARI CRONICHE OSTRUTTIVE, DISLIPIDEMIE SEVERE, OSTEOPOROSI AVANZATA, DISTURBI ELETTROLITICI, CACHESSIA, ANORESSIA, BULIMIA, DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE, SINDROMI DA MALASSORBIMENTO, MALATTIE INFIAMMATORIE CRONICHE INTESTINALI, PATOLOGIE PSICHIATRICHE IN TRATTAMENTO, EPILESSIA, PARKINSONISMO, MIASTENIA GRAVE, LUPUS ERITEMATOSO SISTEMICO, ARTRITE REUMATOIDE ATTIVA, SCLEROSI MULTIPLA IN FASE ACUTA, VASCULITI SISTEMICHE, MALATTIE LINFOPROLIFERATIVE, NEOPLASIE EMATOLOGICHE, METASTASI EPATICHE, CIRROSI EPATICA SCOMPENSATA, ENCEFALOPATIA EPATICA, SINDROME DI GILBERT, EMOCROMATOSI, MALATTIA DI WILSON, DEFICIT DI ALFA-1-ANTITRIPSINA, PORFIRIE, MALATTIE MITOCONDRIALI, DISTURBI DEL METABOLISMO DEL RAME, PATOLOGIE DELLE GHIANDOLE SURRENALI, IPERPARATIROIDISMO, IPOPITUITARISMO, ACROMEGALIA, SINDROME DI CUSHING, MALATTIA DI ADDISON, FEOCROMOCITOMA, CARCINOIDOSI, MASTOCITOSI, ISTIOCITOSI, SARCOIDOSI ATTIVA, AMILOIDOSI, MALATTIE DA ACCUMULO LISOSOMIALE, DEFICIT ENZIMATICI CONGENITI, ERRORI CONGENITI DEL METABOLISMO, MALATTIE RARE DEL FEGATO, SINDROME DI BUDD-CHIARI, TROMBOSI DELLA VENA PORTA, IPERTENSIONE PORTALE, SHUNT PORTO-SISTEMICI, TRAPIANTO DI FEGATO, EPATITI AUTOIMMUNI, COLANGITE SCLEROSANTE PRIMARIA, CIRROSI BILIARE PRIMITIVA, STEATOEPATITE NON ALCOLICA, EPATITE ALCOLICA ACUTA, EPATITE FULMINANTE, SINDROME DI REYE, MALATTIA DI WILSON, EMOCROMATOSI, DEFICIT DI ALFA-1-ANTITRIPSINA, PORFIRIE, MALATTIE MITOCONDRIALI, DISTURBI DEL METABOLISMO DEL RAME. |
| AVVERTENZE
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati) MONITORARE ENZIMI EPATICI PRIMA E DURANTE L'USO, LIMITARE L'USO A 14 GIORNI CONSECUTIVI, EVITARE ASSUNZIONE A DIGIUNO, BERE ABBONDANTE ACQUA, NON SUPERARE I 250 MG/DIE DI ESTRATTO SECCO, SOSPENDERE IN CASO DI NAUSEA O AFFATICAMENTO, EVITARE ASSUNZIONE CON ALCOL, PREFERIRE FORMULAZIONI STANDARDIZZATE IN NDGA, NON UTILIZZARE IN CASO DI TERAPIE FARMACOLOGICHE EPATOTOSSICHE, CONSULTARE MEDICO PRIMA DELL'USO. |
| (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche) |
| ANTIDEPRESSIVI I-MAO |
| (Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica) |
| BARDANA |
| TARASSACO |
| TRIFOGLIO DEI PRATI |
| * Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento come per es. nel Tè (verde o nero). Consultare sempre un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni in base al quadro clinico individuale. |
| (Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse) |
| ARTIGLIO DEL DIAVOLO |
| IPERICO |
| LIQUIRIZIA |
| VALERIANA OFFICINALE |
| È importante sottolineare che in Italia e in molti Paesi l’uso interno di Larrea tridentata non è ammesso in fitoterapia per motivi di sicurezza e che la pianta è associata a potenziale epatotossicità e nefrotossicità, quindi qualsiasi uso deve essere valutato con cautela da un professionista sanitario esperto.
Estratti alcolici (tinture / macerati)
Questi estratti si ottengono attraverso la macerazione delle parti aeree (foglie e rami) della pianta in una miscela di alcol e acqua. In fitoterapia tradizionale si usano per sfruttare la ricchezza di composti attivi, in particolare lignani, flavonoidi e NDGA (acido nordiidroguaiaretico).
Modalità d’uso tradizionale / indicazioni di posologia
Uso interno (quando praticato in contesti tradizionali): poche gocce diluite in acqua 1–3 volte al giorno, generalmente in dosi molto basse. La quantità specifica può variare ampiamente, ma negli usi popolari si evitano dosi elevate e usi prolungati proprio per ridurre il rischio di effetti avversi.
Uso esterno: applicazioni locali per problemi della pelle (lesioni, abrasioni) o infiammazioni cutanee, diluito in oli vettori o preparazioni topiche, ripetute secondo necessità.
2. Estratti acquosi e misti (decotti / infusioni)
Questi si ottengono immergendo foglie essiccate in acqua bollente o in miscela acqua–alcol. L’estratto acquoso diluisce alcuni composti più solubili in acqua, ma spesso ha attività antiossidante o antibatterica in vitro.
Indicazioni di posologia tradizionale / uso storico
Infusione: foglie essiccate (quantità molto bassa, es. 1–2 g in 150 mL di acqua bollente) bevuta 1–3 volte al giorno per sollievo temporaneo di disturbi respiratori o digestivi (uso tradizionale nativo).
L’uso interno è sconsigliato in contesti moderni senza supervisione medico–clinica a causa della potenziale tossicità.
3. Polveri di pianta essiccata
Si fa essiccare e polverizzare la pianta per preparazioni fitoterapiche generiche, usate talvolta nei decotti o come base per preparazioni topiche (impacchi). L’uso interno è estremamente limitato per i rischi associati ai composti attivi.
Indicazioni di uso tradizionale / posologia
Polvere per infusi o decotti: quantità molto ridotte (piccole dosi) in acqua bollente, bevute occasionalmente per supporto temporaneo di funzioni depurative secondo le tradizioni erboristiche native.
Preparazioni omeopatiche
In omeopatia, Larrea tridentata può essere utilizzata in forma di diluzioni omeopatiche (es. 6C, 12C, 30C, ecc.). In queste diluizioni la quantità di principio attivo botanico è estremamente bassa o nulla in termini chimici, secondo la metodologia omeopatica. Tali preparazioni sono utilizzate secondo i principi dell’omeopatia classica per condizioni specifiche scelte dal prescrittore omeopatico.
Indicazioni di posologia omeopatica (generale)
Le diluizioni omeopatiche sono tipicamente assunte in piccole quantità (alcune gocce o granuli) più volte al giorno in base alla prescrizione del terapeuta omeopatico.
Non corrispondono a dosi fitoterapiche di estratti ed il loro uso non si basa sui principi fitoterapici chimici della pianta, ma su paradigmi omeopatici di similia.
Considerazioni di sicurezza e normative
In diversi Paesi, tra cui l’Italia, l’uso interno della pianta Larrea tridentata non è ammesso in fitoterapia tradizionale a causa della documentata presenza di composti con potenziale epato- e nefrotossico, come NDGA, e per gli avvertimenti delle autorità sanitarie.
L’uso esterno (locale) può essere considerato con cautela da professionisti esperti, ma anche in questo caso è consigliabile evitarne l’applicazione prolungata o in aree estese di cute lesa.
Bibliografia
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| (Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso) |
| 1) Infuso “depurativo tradizionale” a base di Larrea tridentata
Nella medicina popolare delle popolazioni native del Nord America e del Messico, Larrea tridentata è stata impiegata in tè molto deboli come coadiuvante di funzioni depurative generali, spesso associata ad altre erbe dalle proprietà depurative o lenitive.
Composizione tipica tradizionale
Larrea tridentata (quantità molto bassa, ad es. una piccolissima quantità di foglie frantumate)
Taraxacum officinale (tarassaco)
Arctium lappa (bardana)
Plantago major (lattuga maggiore)
Modalità di preparazione e uso
Le erbe vengono combinate in un infuso leggero dove Larrea rappresenta una porzione minima della miscela, mentre le altre piante costituiscono la maggior parte dell’estratto. L’infusione si prepara con acqua non bollente versata sulle erbe e lasciata in infusione per un breve tempo, poi filtrata. La bevanda viene consumata tiepida, tipicamente non più di una tazza al giorno e solo per periodi di tempo molto limitati, per minimizzare l’esposizione ai composti più attivi di Larrea.
La presenza di erbe come tarassaco e bardana tende a dare un profilo più “depurativo” e meno concentrato di Larrea, attenuando potenziali effetti indesiderati e ponendo l’accento sulle piante più documentate per supporto biliare, linfatico e cutaneo in uso tradizionale.
2) Decotto “lenitivo” con ridotto contenuto di Larrea
In alcune preparazioni tradizionali, Larrea tridentata è stata associata a piante con proprietà antinfiammatorie e calmanti per uso esterno o per uso interno molto diluito.
Composizione tradizionale
Larrea tridentata (quantità minima)
Matricaria chamomilla (camomilla)
Salvia officinalis (salvia)
Boswellia serrata (incenso, per uso esterno o in microdosi nella tisana)
Preparazione e uso
Le piante vengono fatte bollire per breve tempo per ottenere un decotto molto leggero. La bevanda può essere consumata una volta al giorno o utilizzata tiepida per impacchi esterni su zone infiammate della pelle o articolazioni, secondo tradizione popolare. L’uso di piante antinfiammatorie come camomilla e salvia tende a bilanciare la formulazione e a ridurre la quantità di Larrea nella miscela.
3) Infuso “armonizzante” con erbe antiossidanti
In contesti di fitoterapia popolare (non clinica), Larrea tridentata è stata talvolta combinata con erbe ricche in composti antiossidanti per creare tisane “armonizzanti” e di supporto alle funzioni generali dell’organismo.
Composizione tradizionale
Larrea tridentata (quota minima)
Camellia sinensis (tè verde)
Rosmarinus officinalis (rosmarino)
Melissa officinalis (melissa)
Uso tradizionale
L’infusione leggera di queste erbe viene consumata in piccole quantità, per esempio mezza tazza al giorno. La presenza di tè verde, rosmarino e melissa offre un profilo antiossidante/lenitivo che, nella visione popolare, “armonizza” l’azione di Larrea e riduce l’intensità dei suoi componenti biologici più attivi.
Indicazioni generali di dosaggio tradizionale
In tutte queste formulazioni la componente Larrea tridentata è sempre estremamente ridotta rispetto alle altre erbe. Le indicazioni di dosaggio che emergono dalla tradizione erboristica sono improntate a:
Quantità minime di Larrea nella miscela, spesso non più di una piccola frazione dell’intera combinazione di erbe.
Una sola tazza al giorno (o mezza tazza in formulazioni più concentrate) come uso tradizionale, mai uso ripetuto più volte al giorno.
Periodi di uso molto brevi (giorni o pochi cicli di trattamento), non prolungati nel tempo.
In molte tradizioni la preferenza è per uso esterno (impacchi, bagni localizzati) piuttosto che uso interno prolungato.
Avvertenze di sicurezza
Le formulazioni qui descritte sono ricostruzioni di usi popolari o tradizionali e non costituiscono indicazioni terapeutiche ufficiali né protocolli clinici raccomandati. Larrea tridentata contiene composti come l’acido nordiidroguaiaretico che sono stati associati a danni epatici e renali in alcune segnalazioni di tossicità. Pertanto:
L’uso interno deve essere evitato nella maggior parte dei casi, salvo stretto controllo medico.
In occidente, Larrea tridentata non è riconosciuta come erba sicura per uso interno continuo in fitoterapia standard.
In tutti i casi, l’uso di tisane contenenti Larrea va considerato con estrema cautela, preferendo formulazioni in cui la pianta rappresenta solo una minima frazione della miscela.
Bibliografia
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| Vedi sul web gli studi sulle proprietà antitumorali per Larrea tridentata (DC) Cov. |
NOTE VARIE E STORICHE...
BIBLIOGRAFIA, WEBLIOGRAFIA E ARTICOLI SCIENTIFICI SUL WEB (Vedi anche i riferimenti nelle singole sezioni) Prova le ricerche di articoli scientifici su Larrea tridentata (DC) Cov. |