USO ALIMENTARE...| L’olmaria, nota anche come regina dei prati, è una pianta aromatica ricca di composti profumati (in particolare derivati salicilici e vanillati). Per questo è utilizzata più come aroma che come ingrediente principale.
Parti utilizzate
Fiori: la parte più usata in cucina grazie alla fragranza dolce, mandorlata e vanigliata.
Foglie giovani: meno utilizzate, hanno note erbacee più marcate.
Radici: uso raro, solamente in alcune tradizioni locali.
Preparazioni tradizionali e moderne
Aromatizzazione di bevande e infusi culinari
I fiori vengono impiegati per aromatizzare:
tisane ed infusi a freddo,
limonate floreali,
latte o panna destinati a dolci.
Dolci e dessert
L’aroma simile alla vaniglia rende l’olma ria molto apprezzata per:
budini, panna cotta, creme e custard;
gelati e semifreddi aromatizzati ai fiori di olmaria;
biscotti e frolle profumate;
miele aromatizzato ai fiori (per infusione a freddo).
Confetture, gelatine e sciroppi
I fiori possono:
aromatizzare marmellate di frutti rossi o di sambuco;
diventare base per uno sciroppo floreale usato su gelati o yogurt;
essere aggiunti durante la cottura delle confetture per una nota mandorlata.
Preparazioni salate
Uso meno comune ma possibile:
fiori in piccole quantità per aromatizzare salse leggere;
aggiunta ai formaggi freschi aromatizzati;
condimenti floreali per insalate di erbe spontanee.
Vini aromatici e idromeli
Tradizionalmente l’olma ria veniva utilizzata per:
aromatizzare vino bianco o idromele, conferendo nota dolce e balsamica;
arricchire bevande fermentate leggere a base di erbe.
Modalità di utilizzo e dosaggi culinari
Fiori freschi: usare 1–2 cucchiaini per porzione in infusione breve.
Fiori essiccati: dose ridotta (mezzo cucchiaino per porzione).
Nei dolci: infusione dei fiori nel latte/panna per 10–20 minuti.
Nelle confetture: aggiungere un piccolo mazzetto durante la cottura e rimuoverlo prima dell'invaso.
Note importanti
Non consumare in quantità elevate: la pianta contiene derivati salicilici, quindi è da usare come aroma e non come ingrediente principale.
Sconsigliata a chi ha allergia ai salicilati o è in terapia con anticoagulanti specifici. |
Vedi anche Ricette con erbe officinali e
Ricette vegetariane
APPROFONDIMENTO SU PIANTE DEPURATIVE E DRENANTI...
| PIANTE DEPURATIVE E DRENANTI
Per combattere disordini biologici e metabolici che accompagnano certe affezioni cutanee è estremamente importante favorire l'eliminazione delle tossine da parte dell'organismo, attraverso quelli che possono essere considerati gli emuntori naturali: fegato, reni, intestino, pelle in quanto il loro funzionamento difettoso ostacola l'eliminazione delle tossine prodotte dall'organismo.
Con l'attività generalizzata sulle ghiandole emuntorie o elettiva su alcuni organi come la pelle, certe piante sono in grado di potenziarne il loro potere filtrante aumentando quindi l'eliminazione degli elementi tossici dal sangue. Non a caso la medicina popolare prescrive "cure depurative primaverili" o "depurativi del sangue" per quelle persone che soffrono di foruncolosi, acne, sfoghi della pelle, disordini epatobiliari, infiammazioni, ecc.
Le piante depurative sono associabili e sinergiche tra loro. Viola tricolore, Bardana, Dulcamara, Olivo, Carciofo, Ribes nero, Fumaria, Tarassaco, Frassino spinoso, per esempio, rinforzano a vicenda la loro azione terapeutica e sono efficaci in tutte le forme di eruzioni cutanee.
[Tratto da: Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"] |
NOTE VARIE E STORICHE...| Il nome Filipendula deriva dal latino filum (filo) e pendulus (pendere), in riferimento ai tubercoli radicali che “pendono” da sottili filamenti radicali nelle specie affini.
“Regina dei prati” richiama l’aspetto elegante e la crescita tipica nei prati umidi.
Il nome “aspirina” fu scelto in riferimento al nome botanico originario: Spiraea ulmaria (sinonimo storico della specie).
Il nome inglese meadowsweet deriva dal fatto che era tradizionalmente usata per aromatizzare mead (idromele).
Nell’Europa medievale era una delle tre erbe sacre dei Druidi, insieme a verbena e menta.
Era considerata un’erba portafortuna e veniva sparsa sul pavimento durante nozze e banchetti per profumare gli ambienti.
Da costumi popolari si apprende che i fiori venivano aggiunti anche a birra e vino.
La pianta è celebre perché dalla sua salicina venne isolato in epoca moderna l’acido salicilico, precursore dell’aspirina.
I fiori essiccati venivano posti nei materassi per profumarli.
Era usata per deodorare stanze, cassepanche e biancheria.
In Scandinavia la si spargeva nei pavimenti dei magazzini dove si conservavano abiti di lana per allontanare insetti e muffe.
L’aroma dei fiori è naturalmente ammandorlato e vanigliato, per la presenza di derivati aromatici come l’anisaldeide.
Nei paesi nordici è ancora usata per aromatizzare birra artigianale, sidro e idromele.
Era così apprezzata nel Medioevo che Elisabetta I d’Inghilterra la preferiva a tutte le altre erbe da spargere sui pavimenti dei saloni reali.
Considerata pianta di gioia e benessere, veniva intrecciata nelle corone delle giovani spose per simboleggiare serenità coniugale.
In medicina popolare era associata all’elemento “acqua”, quindi impiegata per placare “calore” interno, febbre e infiammazione secondo la visione umorale antica.
I fiori sono molto visitati da insetti, ma non è una mellifera primaria: produce più polline che nettare.
Le infiorescenze molto ramificate erano considerate nella simbologia rurale un segno di “estate abbondante”.
Talvolta i fiori vengono falsificati con quelli del Sambuco. |
Ricerche di articoli scientifici su Filipendula ulmaria (L.) Maxim. subsp. denudata (Presl) Hayek
Bibliografia relativa a principi attivi| European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, various editionsBlumenthal Mark, Goldberg Alan, Brinckmann Josef, Herbal Medicine Expanded Commission E Monographs, 2000EMA Committee on Herbal Medicinal Products, Assessment Report on Filipendula ulmaria, various yearsOlennikov Daniil N., Kruglova Marina Yu., Chemical Composition of Meadowsweet Filipendula ulmaria and Its Biological Activity, 2013Harbourne Jeffrey B., Williams Christine A., Advances in Flavonoid Research Since 1992, 2000Nugroho Agung, Lim Suk Ki, Lee Kyung Tae, Potent Aldose Reductase Inhibitors from the Flowering Parts of Filipendula ulmaria, 2013Katanić Jelena, Boroja Tamara, Mihailović Vesna, Bioactivity Chemical Profiling and Protection Potential of Meadowsweet Filipendula ulmaria against Oxidative Stress, 2015Duke James A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004Bilia Anna Rita, Bergonzi Maria Cristina, Gallori Sonia, Vincieri Franco F., Stabile Andrea Maria, Characterization of Meadowsweet Filipendula ulmaria Extracts and Their Anti-inflammatory Activity, 2009 |
Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni| EMA Committee on Herbal Medicinal Products, Assessment Report on Filipendula ulmaria, 2011European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2003Blumenthal Mark, Goldberg Alan, Brinckmann Josef, Herbal Medicine Expanded Commission E Monographs, 2000Mills Simon, Bone Kerry, Principles and Practice of Phytotherapy Modern Herbal Medicine, 2013Barnes Joanne, Anderson Linda A., Phillipson J. David, Herbal Medicines, 2007Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004Newall Carol A., Anderson Linda A., Phillipson J. David, Herbal Medicines A Guide for Health Care Professionals, 1996Olennikov Daniil N., Kruglova Marina Yu., Chemical Composition and Biological Activity of Filipendula ulmaria, 2013Katanić Jelena, Mihailović Vesna, Bioactivity Profiling of Filipendula ulmaria Extracts, 2015Nugroho Agung, Lim Suk Ki, Lee Kyung Tae, Potent Biological Activities of Filipendula ulmaria Constituents, 2013 |
Bibliografia relativa a estratti e integratori| European Medicines Agency, Assessment Report on Filipendula ulmaria Herb, 2011World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 2, 2002ESCOP, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, Filipendula ulmaria, 2019R. Hänsel, O. Sticher, Pharmakognosie Phytopharmazie, 2015Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004Ivan A. Ross, Medicinal Plants of the World Chemical Constituents Traditional and Modern Medicinal Uses, 2003Katarzyna Kowalska, Anna Nowak, Filipendula ulmaria Traditional Uses Phytochemistry and Pharmacology, Phytotherapy Research, 2021Joanna Granica, Anna Kiss, Biological and Pharmacological Activity of Filipendula Species, Molecules, 2013Sabine Glasl, Ethnopharmacology and Clinical Application of Filipendula ulmaria, Journal of Herbal Medicine, 2015Thomas Brendler, Lisa Anderson, Natural Salicylates in Filipendula ulmaria and Their Therapeutic Relevance, Journal of Ethnopharmacology, 2019 |
Bibliografia relativa a tisane e composizioni| European Medicines Agency, Assessment Report on Filipendula ulmaria Herb, 2011ESCOP, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, Filipendula ulmaria, 2019World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 2, 2002Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004R. Hänsel, O. Sticher, Pharmakognosie Phytopharmazie, 2015Joanna Granica, Anna Kiss, Biological and Pharmacological Activity of Filipendula Species, Molecules, 2013Katarzyna Kowalska, Anna Nowak, Filipendula ulmaria Traditional Uses Phytochemistry and Pharmacology, Phytotherapy Research, 2021Thomas Brendler, Lisa Anderson, Natural Salicylates in Filipendula ulmaria and Their Therapeutic Relevance, Journal of Ethnopharmacology, 2019Simon Mills, Kerry Bone, Principles and Practice of Phytotherapy Modern Herbal Medicine, 2013Commission E, Herbal Medicines Monographs, Filipendula ulmaria, 1998 |
Bibliografia relativa a preparazioni alcoliche| European Medicines Agency, Community Herbal Monograph on Filipendula ulmaria ESCOP Monographs, Filipendula ulmaria Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, Marcello Wichtl Trease and Evans, Pharmacognosy, W.C. Evans Medicinal Plants of the World, Ben-Erik van Wyk
Vino di Olmaria
Mettere a macerare grammi 40 di fiori essiccati di Olmaria in un litro di buon vino bianco di buona gradazione alcolica. Dopo cinque giorni di macerazione, filtrare il vino accuratamente e conservarlo in luogo fresco. Se ne prenda un bicchierino da liquore durante i pasti principali.
Nota che è indicato anche per adiposità di organi specifici come cuore o fegato.
[Tratto da: I Vini Medicinali - Eraclio Fiorani, Roberto Fedecostante - Edizioni CHI-NI Macerata] |
|
|