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    Scheda completa della pianta medicinale

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QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento del 29-06-2026

TABEBUIA
Handroanthus impetiginosus (Mart. ex DC.) Mattos


TOSSICITÀ MEDIA


EFFICACIA DUBBIA O NON CONFERMATA


 ? 


LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO


CLASSIFICAZIONE BOTANICA...
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Superrosidae
Clade Asteranae
Clade Lamiidae
Ordine Lamiales
Famiglia Bignoniaceae
Tribù Tecomeae
Genere Handroanthus
Specie Handroanthus impetiginosus

Famiglia: Bignoniaceae

SINONIMI DEL NOME VOLGARE...
Lapacho colorado, Purple Lapacho, Pau d’Arco, Tecoma curialis, Taheebo-tree, Pink Ipê, Lapacho morado, lpê Roxo

SINONIMI DEL NOME BOTANICO...
Tabebuia impetiginosa (Mart. Ex DC.) Standl, Bignonia Impetiginosa Mart. Ex DC., Gelseminum Avellanedae (Lorentz Ex Griseb.) Kuntze, Handroanthus Avellanedae (Lorentz Ex Griseb.) Mattos, Handroanthus Impetiginosus (Mart. Ex 1 DC.) Mattos, Tabebuia Avellanedae Lorentz Ex Griseb., Tabebuia Dugandii Standl., Tabebuia Impetiginosa (Mart. Ex DC.) Standl., Tabebuia Ipe Var. Integra (Sprague) Sandwith, Tabebuia Nicaraguensis S.F.Blake, Tabebuia Palmeri Rose, Tabebuia Schunkevigoi 2 D.R.Simpson, Tecoma Adenophylla Bureau & K.Schum., Tecoma Avellanedae (Lorentz Ex Griseb.) Speg., Tecoma 3 Avellanedae Var. Alba Lillo, Tecoma Impetiginosa Mart. Ex DC., Tecoma Integra (Sprague) Hassl., Tecoma Ipe 4 Var. Integra Sprague, Tecoma Ipe Var. Integrifolia Hassl., Tecoma Ipe F. Leucotricha Hassl.

DESCRIZIONE BOTANICA...
TABEBUIA IMPETIGINOSA È UN ALBERO DECIDUO ALTO FINO A 30-40 METRI, CON UN TRONCO ROBUSTO E UNA CHIOMA ESPANSA. LA CORTECCIA È GRIGIA E RUGOSA. LE FOGLIE SONO OPPOSTE, COMPOSTE E PALMATE, CON 5-7 FOGLIOLINE OBLANCEOLATE O ELLITTICHE, LUNGHE 5-15 CM, CON MARGINE SEGHETTATO E APICE ACUTO. I FIORI SONO GRANDI E VISTOSI, A FORMA DI TROMBETTA, DI COLORE ROSA-VIOLACEO, RIUNITI IN DENSE INFIORESCENZE TERMINALI CHE COMPAIONO PRIMA DELLE FOGLIE. IL CALICE È TUBOLARE E PENTALOBATO. LA COROLLA È GAMOPETALA CON CINQUE LOBI ARROTONDATI. GLI STAMI SONO QUATTRO, DIDINAMI, CON UN QUINTO STAMINOIDE. L'OVARIO È SUPERO E BILOCULARE. IL FRUTTO È UNA CAPSULA LINEARE, LUNGA FINO A 50 CM, DEISCENTE PER DUE VALVE E CONTENENTE NUMEROSI SEMI ALATI. LA FIORITURA AVVIENE DURANTE LA STAGIONE SECCA. IL LEGNO È DURO E RESISTENTE.

FIORITURA O ANTESI...
FIORISCE IN PRIMAVERA (MARZO APRILE MAGGIO), CON VISTOSI FIORI ROSA-VIOLACEI A FORMA DI TROMBA, CHE COMPAIONO PRIMA DELLE FOGLIE NELLE REGIONI TROPICALI E SUBTROPICALI

COLORI OSSERVATI

________ FUCHSIA
________ FUCHSIA CHIARO
________ FUCHSIA SCURO

HABITAT...
albero originario delle foreste tropicali e subtropicali dell'America Latina, in particolare del Brasile, Paraguay, Argentina e Bolivia. Predilige le foreste secche, le savane alberate e le aree aperte con suoli ben drenati, anche sabbiosi o argillosi, e con esposizione al sole pieno. Si adatta a climi caldi con una stagione secca pronunciata, durante la quale perde le foglie e fiorisce spettacolarmente. La sua distribuzione naturale si estende dalle pianure fino a quote moderate. In Italia non è una specie spontanea e la sua coltivazione è possibile solo in regioni con clima mite e in ambienti protetti, come parchi e giardini botanici, dove può sopravvivere ma raramente raggiunge le dimensioni tipiche del suo habitat originario. Richiede terreni ben drenati e una buona esposizione solare.

DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE
© OpenStreetMap contributors, © OpenMapTiles, GBIF (CC BY-SA 2.0)

ANNUNCIO PUBBLICITARIO


FINE ANNUNCIO

PERIODO BALSAMICO...
CORTECCIA INTERNA (DROGA) RACCOLTA NELLA STAGIONE SECCA (GIUGNO-AGOSTO), QUANDO LA CONCENTRAZIONE DI PRINCIPI ATTIVI (ES. NAFTOCHINONI) È MASSIMA

DROGA UTILIZZATA...
(Parti ricche in principi attivi)
CORTECCIA INTERNA ESSICCATA (TABEBUIAE CORTEX), RICCA DI NAFTOCHINONI (LAPACHOLO, BETA-LAPACHONE), FLAVONOIDI E ACIDI FENOLICI, USATA IN DECOTTI, TINTURE O ESTRATTI STANDARDIZZATI

AROMI DELLA DROGA...
LEGNOSO E TERROSO CON NOTE BALSAMICHE E LIEVEMENTE SPEZIATE, DOVUTE AGLI OLI ESSENZIALI (BETA-CARIOFILLENE) E AI COMPOSTI CHINONICI

SAPORI DELLA DROGA...
AMARO INTENSO E ASTRINGENTE, CON RETROGUSTO LEGGERMENTE METALLICO, CARATTERISTICO DEI NAFTOCHINONI E TANNINI PRESENTI

TOSSICITÀ: MEDIA
Motivazione: Sono documentati effetti tossicologici correlati soprattutto ai naftochinoni, in particolare al lapacholo, comprendenti tossicità gastrointestinale, aumento del rischio emorragico per attività anticoagulante, embriotossicità e fetotossicità osservate in modelli animali e tossicità dose-dipendente riportata negli studi clinici sperimentali sul lapacholo. L'uso corretto della droga tradizionale appare generalmente meno tossico rispetto ai principi attivi isolati, ma il profilo di sicurezza rimane incompletamente definito e richiede cautela.

EFFICACIA:  ?  DUBBIA O NON CONFERMATA
Motivazione: Non sono disponibili studi clinici controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche che dimostrino l'efficacia terapeutica di Handroanthus impetiginosus per specifiche indicazioni cliniche. Sono disponibili numerosi studi in vitro e in vivo, prevalentemente attribuibili ai naftochinoni lapacholo e beta lapachone, che documentano attività antimicrobiche, antinfiammatorie, antiossidanti e antitumorali sperimentali. Tuttavia tali risultati non sono stati confermati da evidenze cliniche sufficienti e non consentono di validarne l'impiego fitoterapico. Le preparazioni tradizionali a base di corteccia presentano inoltre elevata variabilità fitochimica.

PRINCÍPI ATTIVI...
Naftochinoni: lapacholo, beta lapachone, alfa lapachone, deossilapacholo, deidroalfa lapachone, xiloidone, menadione naturale Benzochinoni: tecomina, deidrotecomina, derivati chinonici ossigenati Furanonaftochinoni: avellanedaechinone, derivati furanonaftochinonici Antrachinoni: emodina, crisofanolo Flavonoidi: quercetina, kaempferolo, luteolina, apigenina, isoramnetina Acidi fenolici: acido caffeico, acido ferulico, acido p-cumarico, acido protocatecuico, acido vanillico Iridoidi: aucubina, catalpolo Glicosidi iridoidi: aucuboside, catalpoloside Feniletanoidi glicosidici: verbascoside, isoverbascoside Cumarine: scopoletina, umbelliferone Triterpeni: acido ursolico, acido oleanolico Fitosteroli: beta sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo Saponine: saponine triterpeniche Polisaccaridi: arabinogalattani, galattani, glucani Tannini: tannini condensati, tannini idrolizzabili

PROPRIETÀ E INDICAZIONI (Dettagli di Fitoterapia)

Confermate da studi scientifici e clinici Non sono disponibili studi clinici controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche che dimostrino l'efficacia terapeutica di Handroanthus impetiginosus (Mart. ex DC.) Mattos per specifiche indicazioni cliniche. I pochi studi clinici disponibili hanno riguardato prevalentemente il lapacholo isolato e non la droga fitoterapica, senza fornire prove sufficienti di efficacia e con limitazioni dovute alla tossicità osservata. Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata Attività antimicrobica con potenziale impiego nelle infezioni batteriche e fungine. Evidenza: numerosi studi in vitro su estratti della corteccia e su naftochinoni isolati, in particolare lapacholo e beta lapachone; assenza di conferma clinica. Attività antinfiammatoria con potenziale impiego nei processi infiammatori. Evidenza: studi in vitro e in vivo su modelli animali che documentano riduzione di mediatori dell'infiammazione mediante estratti e costituenti naftochinonici. Attività antiossidante con potenziale impiego nella protezione dallo stress ossidativo. Evidenza: studi in vitro e modelli animali attribuibili principalmente ai composti fenolici e ai naftochinoni della corteccia. Attività antitumorale e citotossica sperimentale. Evidenza: numerosi studi in vitro su linee cellulari tumorali e studi in vivo su modelli animali, prevalentemente riferiti al beta lapachone e al lapacholo. I risultati non consentono un impiego terapeutico clinico della droga. Attività immunomodulante. Evidenza: studi in vitro e in vivo che mostrano modulazione della risposta immunitaria da parte degli estratti della corteccia; mancano conferme cliniche. Attività cicatrizzante. Evidenza: studi sperimentali su modelli animali che documentano un'accelerazione della riparazione tissutale mediante preparazioni topiche; assenza di studi clinici. Uso storico e nella tradizione Uso tradizionale come antinfiammatorio nelle affezioni osteoarticolari e reumatiche. Uso tradizionale come febbrifugo. Uso tradizionale come antimicrobico nelle infezioni batteriche e fungine. Uso tradizionale come coadiuvante nelle infezioni delle vie respiratorie. Uso tradizionale come depurativo. Uso tradizionale come cicatrizzante per uso esterno. Uso tradizionale come coadiuvante nelle affezioni cutanee croniche. Uso tradizionale come rimedio popolare nelle neoplasie, senza validazione clinica.


(Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico)

Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata

ookANTIMICROBICO (USO ESTERNO)
ookANTIMICROBICO ANTIBATTERICO ANTISETTICO
ookANTINFIAMMATORIO
+++ANTIOSSIDANTE (PER STRESS OSSIDATIVO)
++ANTIMICOTICO ANTIFUNGINO (MICOSI)
++CICATRIZZANTE O VULNERARIO
++IMMUNOMODULANTE (SQUILIBRI IMMUNITARI)
!!ANTITUMORALE E CITOTOSSICO

Uso storico e nella tradizione

++ARTRITE
++FEBBRE E STATI FEBBRILI
++INFEZIONI BATTERICHE
++INFEZIONI VIE RESPIRATORIE
++INFLUENZA E SINDROME INFLUENZALE
++REUMATISMI E DOLORI REUMATICI
+DEPURATIVO DRENANTE
+LESIONI CUTANEE - PIAGHE FERITE ABRASIONI E SCREPOLATURE (USO TOPICO)
!!TUMORE

Bibliografia (proprietà e indicazioni)


AVVERTENZE (Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)

L'IMPIEGO CONCOMITANTE CON FARMACI ANTICOAGULANTI O ANTIAGGREGANTI RICHIEDE CAUTELA PER IL POTENZIALE INCREMENTO DEL RISCHIO EMORRAGICO. EVIDENZA: STUDI FARMACOLOGICI E OSSERVAZIONI CLINICHE SUL LAPACHOLO. L'IMPIEGO DEVE ESSERE EVITATO PRIMA DI INTERVENTI CHIRURGICI PROGRAMMATI PER IL POSSIBILE PROLUNGAMENTO DEL TEMPO DI COAGULAZIONE. EVIDENZA: PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DOCUMENTATA DALL'ATTIVITÀ ANTICOAGULANTE DEI NAFTOCHINONI. L'USO PROLUNGATO O AD ALTE DOSI PUÒ DETERMINARE EFFETTI GASTROINTESTINALI QUALI NAUSEA, VOMITO E DIARREA. EVIDENZA: STUDI CLINICI E TOSSICOLOGICI SUL LAPACHOLO. GLI ESTRATTI AD ELEVATO CONTENUTO DI LAPACHOLO O BETA LAPACHONE NON SONO SOVRAPPONIBILI ALLA CORTECCIA TRADIZIONALE E PRESENTANO UN PROFILO BENEFICIO-RISCHIO DIFFERENTE. EVIDENZA: STUDI FITOCHIMICI, FARMACOLOGICI E TOSSICOLOGICI. LE EVIDENZE DI EFFICACIA TERAPEUTICA NELL'UOMO RIMANGONO INSUFFICIENTI E LA MAGGIOR PARTE DEI DATI DERIVA DA STUDI IN VITRO, MODELLI ANIMALI O DA SPERIMENTAZIONI SUI SINGOLI NAFTOCHINONI PIUTTOSTO CHE SULLA DROGA FITOTERAPICA NEL SUO COMPLESSO. EVIDENZA: REVISIONI SISTEMATICHE DELLA LETTERATURA FITOCHIMICA E FARMACOLOGICA.

CONTROINDICAZIONI (Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)

GRAVIDANZA. CONTROINDICATA SULLA BASE DI EVIDENZE TOSSICOLOGICHE SPERIMENTALI CHE DOCUMENTANO EFFETTI EMBRIOTOSSICI E FETOTOSSICI ATTRIBUITI AI NAFTOCHINONI, IN PARTICOLARE AL LAPACHOLO. ALLATTAMENTO. CONTROINDICATA PER ASSENZA DI DATI CLINICI DI SICUREZZA E PER LA DOCUMENTATA TOSSICITÀ SPERIMENTALE DEI PRINCIPALI COSTITUENTI NAFTOCHINONICI. DIATESI EMORRAGICA E DISTURBI DELLA COAGULAZIONE. CONTROINDICATA PER LA DOCUMENTATA ATTIVITÀ ANTICOAGULANTE E L'AUMENTO DEL RISCHIO DI SANGUINAMENTO OSSERVATI NEGLI STUDI FARMACOLOGICI E CLINICI SUL LAPACHOLO. IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA ALLA DROGA O AI SUOI COSTITUENTI. CONTROINDICAZIONE BASATA SULLA PRATICA FITOTERAPICA GENERALE E SULLA POSSIBILITÀ DI REAZIONI ALLERGICHE INDIVIDUALI.


INCOMPATIBILITÀ...
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
ANTICOAGULANTI
TROMBOLITICI

ORGANI UMANI...
(Organi coinvolti nell'azione fitoterapica)

ESTRATTI...
Estratti standardizzati, integratori e omeopatici basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso

Estratti di Handroanthus impetiginosus (Mart. ex DC.) Mattos (TABEBUIA) Droga essiccata della corteccia interna È la forma fitoterapica tradizionale maggiormente documentata e costituisce la materia prima impiegata nella maggior parte degli studi fitochimici e farmacologici. Non esistono preparazioni standardizzate riconosciute né un titolo minimo di principi attivi correlato a un effetto terapeutico clinicamente validato. Non sono disponibili posologie evidence-based supportate da studi clinici controllati. Estratto secco della corteccia Disponibile come integratore alimentare in diversi Paesi, generalmente ottenuto mediante estrazione idroalcolica o acquosa della corteccia interna. Non esistono standard internazionali di titolazione e non è stato definito alcun contenuto minimo di lapacholo, beta lapachone o altri naftochinoni necessario all'effetto terapeutico. I dosaggi commerciali risultano eterogenei e non supportati da evidenze cliniche sufficienti. Estratto idroalcolico È la forma maggiormente utilizzata nella ricerca sperimentale per l'isolamento dei naftochinoni e di altri metaboliti secondari. Gli studi disponibili impiegano estratti con caratteristiche differenti e non confrontabili. Non esistono titoli standardizzati né posologie validate per uso fitoterapico. Estratto acquoso Impiegato prevalentemente negli studi farmacologici sperimentali e nella preparazione tradizionale della droga. L'estrazione acquosa contiene concentrazioni variabili di composti fenolici e naftochinoni, senza standardizzazione riconosciuta. Non sono disponibili dosaggi evidence-based. Estratto nebulizzato Commercializzato in alcuni integratori alimentari come estratto secco da corteccia, ma senza standardizzazione farmacognostica universalmente accettata. Non è stato definito alcun titolo minimo di principi attivi associato all'efficacia terapeutica e non sono disponibili posologie validate. Tintura madre fitoterapica Sono reperibili preparazioni ottenute dalla corteccia secondo metodiche erboristiche tradizionali. Non esistono monografie ufficiali che ne definiscano standard qualitativi, titolazione o indicazioni terapeutiche validate. Non sono disponibili posologie evidence-based. Preparazioni omeopatiche Sono reperibili preparazioni omeopatiche ottenute dalla corteccia con denominazione Tabebuia o Tabebuia impetiginosa secondo le farmacopee omeopatiche dei rispettivi produttori. Le diluizioni più comunemente disponibili comprendono D3–D12, CH5–CH30 e diluizioni superiori. Non esistono titoli di principi attivi né posologie riconducibili alla fitoterapia evidence-based.


TISANE...
Tisane, composizioni e preparazioni basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso

La documentazione scientifica disponibile non consente di definire formulazioni erboristiche evidence-based contenenti Handroanthus impetiginosus (Mart. ex DC.) Mattos né di identificare associazioni sinergiche validate con altre droghe vegetali. Inoltre, l'assenza di studi clinici e il profilo tossicologico dei naftochinoni (in particolare lapacholo) non permettono di proporre dosaggi sicuri per preparazioni magistrali o tradizionali. Infuso Non può essere raccomandato. Pur essendo riportato nella medicina tradizionale sudamericana, non sono disponibili studi clinici che ne dimostrino efficacia e sicurezza né esistono dosaggi evidence-based. L'impiego fitoterapico moderno non è supportato da monografie ufficiali. Decotto Non può essere raccomandato. Il decotto della corteccia interna rappresenta una preparazione etnobotanica tradizionale, ma non dispone di validazione clinica, standardizzazione della droga o definizione di un rapporto beneficio-rischio favorevole. Tisana semplice Non sono disponibili formulazioni erboristiche validate con Handroanthus impetiginosus né dosaggi sicuri definiti dalla letteratura scientifica o da monografie ufficiali. Formulazioni con altre erbe Non esistono associazioni con altre piante medicinali supportate da evidenze scientifiche dirette o da monografie ufficiali che consentano di proporre miscele erboristiche sinergiche contenenti Handroanthus impetiginosus. Qualsiasi formulazione composita deriverebbe esclusivamente dalla pratica tradizionale e non soddisferebbe i criteri della fitoterapia evidence-based richiesti.

Consulta studi scientifici disponibili online sulle proprietà antitumorali di Handroanthus impetiginosus (Mart. ex DC.) Mattos

ANNUNCIO PUBBLICITARIO


FINE ANNUNCIO
APPROFONDIMENTO SU PIANTE ADATTOGENE ED IMMUNOSTIMOLANTI...
PIANTE ADATTOGENE ED IMMUNOSTIMOLANTI Presso tutte le culture e nelle medicine tradizionali di ogni angolo del globo troviamo delle piante adattogene, cioè delle specie vegetali in grado di aumentare la resistenza dell'organismo a stress endogeni ed esogeni, migliorando la performance fisica e mentale, in risposta a stimoli di natura fisica, chimica e biologica. Il termine adattogeno viene infatti dal vocabolo latino adaptare e da quello greco genes (prodotto da) e fu coniato nel 1947 dallo scienziato russo N.V. Lazarev; nel 1969 Brekhman e Dardymov stabilirono dei criteri specifici affinché una droga vegetale possa definirsi adattogena. L'effetto di queste piante si affianca alla risposta fisiologica che già di per sé l'organismo mette in opera quando soggetto ad uno stimolo che ne turbi l'equilibrio biologico, al fine di ristabilire prontamente l'omeostasi; tali risposte sono di carattere prevalentemente ormonale, cioè con effetti transitori, ma esistono anche vere e proprie modificazioni funzionali o morfologiche che si generano nelle persone sottoposte frequentemente a stress (per es. negli atleti sottoposti a molte ore di allenamento quotidiano) o che si sono evolute in alcune etnie nel corso di milioni di anni in risposta all'ambiente (per es.: la variazione del colore della pelle in funzione dell'esposizione ai raggi solari o le maggiori dimensioni della gabbia toracica delle popolazioni andine, costrette a vivere sopra i 4000 mt, dove l'ossigeno scarseggia). Le piante adattogene non corrispondono a nessuna categoria della farmacologia classica e meno ancora hanno corrispettivi nei farmaci di sintesi: nella maggior parte dei casi, infatti, esse sono aspecifiche, agendo su differenti organi o tessuti bersaglio e provocando, nell'insieme, una risposta adattogena; ciò è dovuto al fatto che il fitocomplesso spesso si compone di principi attivi di svariata natura chimica, che sono però sinergici. Il meccanismo d'azione delle droghe adattogene è generalmente assai complicato e non sempre ancor ben compreso. Molte droghe adattogene hanno anche azione antimicrobica ed immunostimolante, in tal modo contribuendo a migliorare le difese dell'organismo contro agenti eziologici esterni; altre hanno dimostrato di avere interessanti e promettenti effetti antitumorali, su cui la ricerca sta ora indagando. Altre ancora hanno azione prevalentemente nootropa (dal Greco noos=mente, e tropein=sorvegliare), cioè migliorano la performance mentale e l'umore; alla classe delle droghe nootrope appartengono tutte le piante contenenti metilxantine (caffeina e derivati), che sono più propriamente degli stimolanti e che saranno oggetto di una scheda a parte. Infine sono state incluse in questa scheda delle piante meramente immunostimolanti dato che, funzionalmente, sono simili a quelle adattogene, ovvero servono ad aiutare l'organismo a sviluppare una linea difensiva contro gli attacchi esterni. Proprio per la loro caratteristica di migliorare le risposte dell'organismo, l'utilizzo di droghe adattogene non è necessariamente circoscritto a stati patologici, ma rientra piuttosto nel campo del benessere e della prevenzione (alcune risultano per esempio assai utili per aiutare a prevenire, durante la stagione invernale, le malattie da raffreddamento). Naturalmente sono anche molto utili negli stati di convalescenza ed in generale di astenia. [Tratto da EPO S.r.l. ISTITUTO FARMOCHIMICO FITOTERAPICO http://www.eposrl.com/eposrl/]


NOTE VARIE E STORICHE...
Tabebuia impetiginosa, nota comunemente come lapacho o pau d’arco, è una specie arborea originaria delle foreste tropicali e subtropicali dell’America meridionale, particolarmente diffusa in Brasile, Paraguay e Argentina, dove rappresenta una delle piante medicinali più emblematiche della tradizione etnobotanica indigena. Il nome “lapacho” deriva da termini di origine guaraní e veniva utilizzato dalle popolazioni native per indicare alberi dalla corteccia dura e resistente, spesso associati a proprietà terapeutiche rilevanti. La corteccia interna, denominata anche “taheebo” o “ipe roxo”, è stata tradizionalmente impiegata sotto forma di decotto dalle popolazioni indigene sudamericane, in particolare dai gruppi Tupi e Guaraní, come rimedio generale per stati febbrili, infezioni e disturbi cronici, in un contesto di medicina empirica complessa e ritualizzata. Nel corso del XX secolo la pianta ha acquisito notorietà internazionale, soprattutto negli anni Sessanta e Settanta, quando venne promossa come rimedio naturale ad ampio spettro, anche in ambiti non supportati da evidenze scientifiche, contribuendo alla sua diffusione nei mercati occidentali della fitoterapia. Dal punto di vista botanico, l’albero è apprezzato anche per il valore ornamentale, grazie alla fioritura vistosa di colore rosa o viola intenso che avviene spesso prima dell’emissione delle foglie, rendendolo una specie distintiva nei paesaggi urbani e naturali del Sud America. Il legno, estremamente duro e resistente, è stato storicamente utilizzato per costruzioni, utensili e infrastrutture esposte a condizioni ambientali difficili, contribuendo alla sovrasfruttamento della specie in alcune aree e alla necessità di programmi di gestione sostenibile. I principali composti bioattivi identificati nella corteccia, come lapacholo e beta-lapachone, hanno attirato interesse nella ricerca farmacologica moderna, soprattutto per le loro attività biologiche in vitro, ma senza tradursi in applicazioni cliniche consolidate. La crescente domanda commerciale di lapacho ha sollevato negli ultimi decenni questioni etiche e ambientali legate alla raccolta della corteccia, che può compromettere la sopravvivenza dell’albero se effettuata in modo non sostenibile, evidenziando l’importanza della conservazione delle risorse fitoterapiche.


Ricerche di articoli scientifici su Handroanthus impetiginosus (Mart. ex DC.) Mattos

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Bibliografia relativa a principi attivi
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 2, 2002
  • James A. Duke, Handbook of Medicinal Herbs, Second Edition, 2002
  • Norman Grainger Bisset, Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals: A Handbook for Practice on a Scientific Basis, Third Edition, 2004
  • José Fernando de Abreu Matos, Farmacognosia da Aroeira ao Ipê-Roxo, 2002
  • Cláudia M. Oliveira, Maria Helena Sarragiotto, Lapachol and Beta-Lapachone: Quinonoid Constituents of Handroanthus impetiginosus and Their Biological Activities, Química Nova, 2010
  • Maira S. Barbosa, Phytochemical Profile and Biological Activities of Handroanthus impetiginosus: A Review, Journal of Ethnopharmacology, 2022
  • Monica M. Fonseca, Natural Naphthoquinones from Bignoniaceae: Chemistry, Biological Activities and Pharmacological Potential, Phytochemistry Reviews, 2021

  • Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 2, 2002
  • European Medicines Agency, Assessment Report on Tabebuia avellanedae Cortex, 2013 (ritirato ma rilevante come valutazione critica delle evidenze disponibili)
  • James A. Duke, Handbook of Medicinal Herbs, Second Edition, 2002
  • Norman Grainger Bisset, Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals: A Handbook for Practice on a Scientific Basis, Third Edition, 2004
  • Ivan P. Cavalcante, Silvana M. Z. de Almeida, Handroanthus impetiginosus (Mart. ex DC.) Mattos: Phytochemistry, Ethnopharmacology and Biological Activities, Journal of Ethnopharmacology, 2020
  • Monica M. Fonseca, Natural Naphthoquinones from Bignoniaceae: Chemistry, Biological Activities and Pharmacological Potential, Phytochemistry Reviews, 2021
  • Cláudia M. Oliveira, Maria Helena Sarragiotto, Lapachol and Beta-Lapachone: Chemistry, Biological Activities, Toxicity and Therapeutic Potential, Química Nova, 2010
  • Eun Ji Kim, Sung Hoon Kim, Beta-Lapachone, a NQO1-Directed Bioactivatable Drug, for Cancer Therapy: Review of Preclinical and Clinical Studies, Pharmacology and Therapeutics, 2022
  • David J. Newman, Gordon M. Cragg, Natural Products as Sources of New Drugs over Nearly Four Decades from 1981 to 2019, Journal of Natural Products, 2020

  • Bibliografia relativa a estratti e integratori
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 2, 2002
  • European Medicines Agency, Assessment Report on Tabebuia avellanedae Cortex, 2013 (ritirato ma rilevante come valutazione critica delle evidenze disponibili)
  • Norman Grainger Bisset, Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals: A Handbook for Practice on a Scientific Basis, Third Edition, 2004
  • James A. Duke, Handbook of Medicinal Herbs, Second Edition, 2002
  • Cláudia M. Oliveira, Maria Helena Sarragiotto, Lapachol and Beta-Lapachone: Chemistry, Biological Activities, Toxicity and Therapeutic Potential, Química Nova, 2010
  • Monica M. Fonseca, Natural Naphthoquinones from Bignoniaceae: Chemistry, Biological Activities and Pharmacological Potential, Phytochemistry Reviews, 2021
  • David J. Newman, Gordon M. Cragg, Natural Products as Sources of New Drugs over Nearly Four Decades from 1981 to 2019, Journal of Natural Products, 2020
  • Ivan P. Cavalcante, Silvana M. Z. de Almeida, Handroanthus impetiginosus (Mart. ex DC.) Mattos: Phytochemistry, Ethnopharmacology and Biological Activities, Journal of Ethnopharmacology, 2020

  • Bibliografia relativa a tisane e composizioni
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 2, 2002
  • European Medicines Agency, Assessment Report on Tabebuia avellanedae Cortex, 2013 (ritirato ma rilevante come valutazione critica delle evidenze disponibili)
  • Norman Grainger Bisset, Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals: A Handbook for Practice on a Scientific Basis, Third Edition, 2004
  • James A. Duke, Handbook of Medicinal Herbs, Second Edition, 2002
  • Cláudia M. Oliveira, Maria Helena Sarragiotto, Lapachol and Beta-Lapachone: Chemistry, Biological Activities, Toxicity and Therapeutic Potential, Química Nova, 2010
  • Monica M. Fonseca, Natural Naphthoquinones from Bignoniaceae: Chemistry, Biological Activities and Pharmacological Potential, Phytochemistry Reviews, 2021
  • David J. Newman, Gordon M. Cragg, Natural Products as Sources of New Drugs over Nearly Four Decades from 1981 to 2019, Journal of Natural Products, 2020
  • Ivan P. Cavalcante, Silvana M. Z. de Almeida, Handroanthus impetiginosus (Mart. ex DC.) Mattos: Phytochemistry, Ethnopharmacology and Biological Activities, Journal of Ethnopharmacology, 2020

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    Autore: erbeofficinali.org

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