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| QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 11-04-2026 |
TABEBUIA |
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| Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo) Regno: Plantae Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari) Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi) Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori) Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni) Sottoclasse: Asteridae Ordine: Lamiales Famiglia: Bignoniaceae Tribù: Tecomeae |
| Lapacho colorado, Purple Lapacho, Pau d’Arco, Tecoma curialis, Taheebo-tree, Pink Ipê, Lapacho morado, lpê Roxo |
| Bignonia Impetiginosa Mart. Ex DC., Gelseminum Avellanedae (Lorentz Ex Griseb.) Kuntze, Handroanthus Avellanedae (Lorentz Ex Griseb.) Mattos, Handroanthus Impetiginosus (Mart. Ex 1 DC.) Mattos, Tabebuia Avellanedae Lorentz Ex Griseb., Tabebuia Dugandii Standl., Tabebuia Impetiginosa (Mart. Ex DC.) Standl., Tabebuia Ipe Var. Integra (Sprague) Sandwith, Tabebuia Nicaraguensis S.F.Blake, Tabebuia Palmeri Rose, Tabebuia Schunkevigoi 2 D.R.Simpson, Tecoma Adenophylla Bureau & K.Schum., Tecoma Avellanedae (Lorentz Ex Griseb.) Speg., Tecoma 3 Avellanedae Var. Alba Lillo, Tecoma Impetiginosa Mart. Ex DC., Tecoma Integra (Sprague) Hassl., Tecoma Ipe 4 Var. Integra Sprague, Tecoma Ipe Var. Integrifolia Hassl., Tecoma Ipe F. Leucotricha Hassl. |
| TABEBUIA IMPETIGINOSA È UN ALBERO DECIDUO ALTO FINO A 30-40 METRI, CON UN TRONCO ROBUSTO E UNA CHIOMA ESPANSA. LA CORTECCIA È GRIGIA E RUGOSA. LE FOGLIE SONO OPPOSTE, COMPOSTE E PALMATE, CON 5-7 FOGLIOLINE OBLANCEOLATE O ELLITTICHE, LUNGHE 5-15 CM, CON MARGINE SEGHETTATO E APICE ACUTO. I FIORI SONO GRANDI E VISTOSI, A FORMA DI TROMBETTA, DI COLORE ROSA-VIOLACEO, RIUNITI IN DENSE INFIORESCENZE TERMINALI CHE COMPAIONO PRIMA DELLE FOGLIE. IL CALICE È TUBOLARE E PENTALOBATO. LA COROLLA È GAMOPETALA CON CINQUE LOBI ARROTONDATI. GLI STAMI SONO QUATTRO, DIDINAMI, CON UN QUINTO STAMINOIDE. L'OVARIO È SUPERO E BILOCULARE. IL FRUTTO È UNA CAPSULA LINEARE, LUNGA FINO A 50 CM, DEISCENTE PER DUE VALVE E CONTENENTE NUMEROSI SEMI ALATI. LA FIORITURA AVVIENE DURANTE LA STAGIONE SECCA. IL LEGNO È DURO E RESISTENTE. |
| FIORISCE IN PRIMAVERA (MARZO APRILE MAGGIO), CON VISTOSI FIORI ROSA-VIOLACEI A FORMA DI TROMBA, CHE COMPAIONO PRIMA DELLE FOGLIE NELLE REGIONI TROPICALI E SUBTROPICALI |
| COLORI OSSERVATI NEI FIORI |
| ________ FUCHSIA |
| ________ FUCHSIA CHIARO |
| ________ FUCHSIA SCURO |
| albero originario delle foreste tropicali e subtropicali dell'America Latina, in particolare del Brasile, Paraguay, Argentina e Bolivia. Predilige le foreste secche, le savane alberate e le aree aperte con suoli ben drenati, anche sabbiosi o argillosi, e con esposizione al sole pieno. Si adatta a climi caldi con una stagione secca pronunciata, durante la quale perde le foglie e fiorisce spettacolarmente. La sua distribuzione naturale si estende dalle pianure fino a quote moderate. In Italia non è una specie spontanea e la sua coltivazione è possibile solo in regioni con clima mite e in ambienti protetti, come parchi e giardini botanici, dove può sopravvivere ma raramente raggiunge le dimensioni tipiche del suo habitat originario. Richiede terreni ben drenati e una buona esposizione solare. |
| DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE |
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| CORTECCIA INTERNA (DROGA) RACCOLTA NELLA STAGIONE SECCA (GIUGNO-AGOSTO), QUANDO LA CONCENTRAZIONE DI PRINCIPI ATTIVI (ES. NAFTOCHINONI) È MASSIMA |
| (Parti ricche in principi attivi) |
| CORTECCIA INTERNA ESSICCATA (TABEBUIAE CORTEX), RICCA DI NAFTOCHINONI (LAPACHOLO, BETA-LAPACHONE), FLAVONOIDI E ACIDI FENOLICI, USATA IN DECOTTI, TINTURE O ESTRATTI STANDARDIZZATI |
| LEGNOSO E TERROSO CON NOTE BALSAMICHE E LIEVEMENTE SPEZIATE, DOVUTE AGLI OLI ESSENZIALI (BETA-CARIOFILLENE) E AI COMPOSTI CHINONICI |
| AMARO INTENSO E ASTRINGENTE, CON RETROGUSTO LEGGERMENTE METALLICO, CARATTERISTICO DEI NAFTOCHINONI E TANNINI PRESENTI |
| TOSSICITÀ: MEDIA |
| Motivazione: dati tossicologici sperimentali e osservazionali indicano effetti avversi dose-dipendenti associati ai naftochinoni, in particolare lapacholo, tra cui tossicità ematologica e potenziale attività anticoagulante; sono documentati effetti indesiderati gastrointestinali e rischio di tossicità a dosi elevate, con evidenze precliniche e segnalazioni cliniche limitate ma coerenti con un profilo di rischio non trascurabile |
| EFFICACIA: DUBBIA O NON CONFERMATA |
| Motivazione: Tabebuia impetiginosa (Mart. Ex DC.) Standl, nota come pau d’arco, è utilizzata tradizionalmente per le sue presunte proprietà antimicrobiche e antinfiammatorie, ma le evidenze scientifiche cliniche o in vivo che ne confermino l’efficacia terapeutica sono insufficienti e contrastanti. |
| Naftochinoni: lapacholo, beta-lapachone, alfa-lapachone, deidro-alfa-lapachone, deidroiso-alfa-lapachone Furano-naftochinoni: derivati furano-naftochinonici correlati al lapacholo Chinoni: chinoni aromatici vari, derivati ossidati fenolici Antrachinoni: acido antrachinonico-2-carbossilico, derivati antrachinonici Glicosidi fenolici: glicosidi fenolici vari, glicosidi feniletanoidi Iridoidi: glicosidi iridoidici Flavonoidi: flavoni, flavonoli, flavanoni, catechine Cumarine: cumarine semplici Derivati ciclopentenici: esteri ciclopentenici avallaneine A–H, dialdeidi ciclopentenici Acidi fenolici e benzoici: acido benzoico e derivati metossilati Composti volatili aromatici: 4-metossibenzaldeide, 4-metossifenolo, 5-allil-1,2,3-trimetossibenzene, 1-metossi-4-(1-propenil)benzene, alcol 4-metossibenzilico Acidi grassi: acido oleico, acido linoleico, acido palmitico Tocoferoli: alfa-tocoferolo, gamma-tocoferolo Zuccheri: glucosio, fruttosio, saccarosio Acidi organici: acido ossalico Steroli: beta-sitosterolo Saponine: saponine triterpeniche Triterpeni: triterpeni pentaciclici Alcaloidi: alcaloidi non specificati |
Bibliografia |
| AVVERTENZE
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati) POSSIBILE EFFETTO ANTICOAGULANTE. STUDI FARMACOLOGICI E IN VITRO SU COMPOSTI DELLA SPECIE, IN PARTICOLARE NAFTOCHINONI COME LAPACHOLO E BETA LAPACHONE, INDICANO POTENZIALE INTERFERENZA CON LA COAGULAZIONE; EVIDENZA IN VITRO E FARMACOLOGICA SU COMPOSTI ISOLATI. POTENZIALE CITOTOSSICITÀ. I NAFTOCHINONI PRESENTI MOSTRANO ATTIVITÀ CITOTOSSICA E ANTIPROLIFERATIVA IN MODELLI CELLULARI; TALI EFFETTI SUGGERISCONO UNA POSSIBILE TOSSICITÀ SISTEMICA A DOSI ELEVATE; EVIDENZA IN VITRO. EFFETTI GASTROINTESTINALI. STUDI SPERIMENTALI E OSSERVAZIONI RIPORTANO IRRITAZIONE GASTROINTESTINALE ASSOCIATA ALL’ASSUNZIONE DI PREPARATI DELLA CORTECCIA; EVIDENZA FARMACOLOGICA E OSSERVAZIONALE LIMITATA. VARIABILITÀ DELLA COMPOSIZIONE FITOCHIMICA. IL CONTENUTO IN NAFTOCHINONI E ALTRI COMPOSTI BIOATTIVI VARIA IN FUNZIONE DELLA PARTE DELLA PIANTA E DELLE CONDIZIONI DI ESTRAZIONE, CON CONSEGUENTE IMPREVEDIBILITÀ DEGLI EFFETTI BIOLOGICI; EVIDENZA FARMACOGNOSTICA. ASSENZA DI DATI CLINICI SULL’USO UMANO. LA MANCANZA DI STUDI CLINICI CONTROLLATI LIMITA LA DEFINIZIONE DEL PROFILO DI SICUREZZA, DELLE DOSI TERAPEUTICHE E DELLE POSSIBILI INTERAZIONI FARMACOLOGICHE; EVIDENZA DERIVANTE DA LACUNA DI DATI. |
| CONTROINDICAZIONI
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni) NON SONO DISPONIBILI STUDI CLINICI CONTROLLATI O OSSERVAZIONALI SULL’UOMO SPECIFICI PER TABEBUIA IMPETIGINOSA CHE DEFINISCANO CONTROINDICAZIONI FORMALMENTE VALIDATE; PERTANTO NON È POSSIBILE STABILIRE CONTROINDICAZIONI BASATE SU EVIDENZE CLINICHE DIRETTE. |
| (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche) |
| ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI |
| ANTICOAGULANTI |
| CITOTOSSICI |
| EPATOTOSSICI |
| FARMACI EPATOMETABOLIZZATI (CYP450) |
| VITAMINA K3 [MENADIONE] |
| Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di TABEBUIA basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Estratto secco in capsule o compresse titolate in naftochinoni (lapacholo e derivati). Disponibile come integratore alimentare a base di corteccia interna polverizzata o estratto secco standardizzato. Le formulazioni presenti sul mercato non sono uniformemente standardizzate e spesso prive di titolazione ufficiale validata. Posologia generalmente riportata negli integratori commerciali compresa tra 300 mg e 1000 mg al giorno suddivisi in due o tre somministrazioni, con ampia variabilità legata alla concentrazione dell’estratto. Evidenza basata su uso commerciale e dati osservazionali, senza validazione clinica strutturata. Estratto liquido idroglicerico o acquoso concentrato della corteccia. Preparazioni liquide ottenute mediante estrazione acquosa o idroglicerica, talvolta tramite tecnologie a freddo o ultrasuoni. Posologia generalmente indicata tra 10 ml una o più volte al giorno oppure in forma di gocce con dosaggi intorno a 20 gocce tre volte al giorno, equivalenti a circa 1500 mg di estratto giornaliero nelle formulazioni concentrate. La variabilità della concentrazione e della qualità estrattiva rappresenta un limite rilevante. Evidenza basata su prodotti commerciali e tradizione d’uso. Estratto metanolico o etanolico (uso sperimentale e non standardizzato clinicamente). Utilizzato prevalentemente in ambito di ricerca farmacologica per studiare attività biologiche come citotossicità e attività antiossidante. Non esistono posologie cliniche validate per uso umano e tali preparazioni non sono impiegate in fitoterapia pratica. Evidenza limitata a studi in vitro e modelli sperimentali. Sciroppi e formulazioni liquide fitoterapiche composte. Preparazioni liquide contenenti estratti della corteccia associate talvolta ad altri fitocomplessi. Posologia generalmente indicata in dosi fra 5 e 15 ml una o due volte al giorno. La composizione è altamente variabile e spesso non standardizzata in principi attivi. Evidenza basata su uso tradizionale e prodotti fitoterapici disponibili, senza studi clinici controllati specifici. Preparazioni omeopatiche derivate dalla corteccia di Tabebuia impetiginosa. Disponibili in diluizioni centesimali o decimali secondo la farmacopea omeopatica. Posologia dipendente dalla diluizione e dalla prescrizione omeopatica individuale, generalmente da 5 a 10 granuli una o più volte al giorno. Non esistono evidenze scientifiche farmacologiche o cliniche a supporto dell’efficacia secondo criteri della fitoterapia evidence based. Bibliografia |
| Tisane, composizioni e preparazioni di TABEBUIA basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Decotto semplice di corteccia interna di Tabebuia impetiginosa. Si utilizza la corteccia essiccata in quantità di circa 2–3 g per 200–250 ml di acqua, posta in acqua fredda e portata a ebollizione, quindi mantenuta a lieve ebollizione per 5–10 minuti e lasciata in infusione per ulteriori 10–15 minuti. Assunzione fino a 1–2 volte al giorno. Questa modalità è quella storicamente documentata nelle popolazioni sudamericane ed è la più coerente con l’estrazione dei naftochinoni e dei composti fenolici presenti nella droga vegetale Infuso leggero di corteccia micronizzata di Tabebuia impetiginosa. Preparazione mediante acqua a circa 90–95 °C versata su 1–2 g di droga finemente tagliata, lasciata in infusione per 10–15 minuti. Questa modalità estrattiva è meno efficiente rispetto al decotto per i principi meno idrosolubili ma viene talvolta utilizzata per migliorare la tollerabilità gastrica. Assunzione fino a due tazze al giorno. Evidenza limitata a uso tradizionale e dati farmacognostici sulla solubilità dei composti attivi Decotto composto con Uncaria tomentosa e Tabebuia impetiginosa. Miscela di corteccia di Tabebuia impetiginosa 2 g e corteccia di Uncaria tomentosa 1 g in 250 ml di acqua, bollita per 10 minuti e lasciata in infusione per altri 10 minuti. Assunzione una volta al giorno. Razionale basato su uso fitoterapico tradizionale amazzonico e su evidenze in vitro e in vivo che documentano attività immunomodulante e antimicrobica delle due specie, senza studi clinici diretti sulla combinazione Decotto composto con Smilax officinalis e Tabebuia impetiginosa. Preparazione con 2 g di corteccia di Tabebuia e 1–2 g di radice di Smilax in 250 ml di acqua, portata a ebollizione per 10 minuti e lasciata riposare per 10 minuti. Assunzione una volta al giorno. L’associazione deriva dall’uso tradizionale sudamericano come coadiuvante depurativo e dermatologico, con supporto da studi sperimentali sui singoli componenti ma assenza di evidenze cliniche sulla miscela Infuso composto con Zingiber officinale e Tabebuia impetiginosa. Utilizzo di 2 g di corteccia di Tabebuia e circa 0,5–1 g di rizoma di Zingiber officinale in infusione in acqua calda per 10–15 minuti. Assunzione fino a una volta al giorno. La presenza di Zingiber officinale è giustificata da evidenze farmacologiche in vivo e cliniche sul miglioramento della tollerabilità gastrointestinale e dell’attività antinfiammatoria, mentre per Tabebuia impetiginosa le evidenze restano prevalentemente precliniche Formulazione erboristica combinata con Glycyrrhiza glabra e Tabebuia impetiginosa. Preparazione in infuso con 1,5–2 g di Tabebuia e 0,5–1 g di radice di Glycyrrhiza in 250 ml di acqua calda, lasciata in infusione per 10 minuti. Assunzione una volta al giorno per brevi periodi. La combinazione è basata su plausibilità farmacologica documentata, in particolare attività antinfiammatoria e mucoprotettiva della Glycyrrhiza glabra supportata da studi clinici, mentre per Tabebuia impetiginosa l’evidenza è limitata a studi sperimentali e uso tradizionale |
APPROFONDIMENTO SU PIANTE ADATTOGENE ED IMMUNOSTIMOLANTI...
NOTE VARIE E STORICHE...
Ricerche di articoli scientifici su Tabebuia impetiginosa (Mart. Ex DC.) Standl |