USO ALIMENTARE...| Artemisia dracunculus L., comunemente nota come dragoncello, è una delle più importanti erbe aromatiche della cucina europea e asiatica. Le parti utilizzate sono principalmente le foglie e le giovani sommità raccolte poco prima della fioritura, quando l'aroma raggiunge la massima intensità.
Il dragoncello francese rappresenta la forma culinaria più apprezzata grazie al suo aroma delicato, complesso e persistente, caratterizzato da note dolci, speziate e leggermente anisate dovute soprattutto alla presenza di estragolo nell'olio essenziale.
Le foglie fresche vengono utilizzate come condimento per insalate, verdure cotte, patate, funghi, uova, frittate e preparazioni a base di formaggio fresco. L'impiego a crudo è generalmente preferito poiché la cottura prolungata può ridurre parte della componente aromatica.
È una delle erbe classiche della cucina francese e costituisce un ingrediente fondamentale delle miscele tradizionali denominate fines herbes insieme a prezzemolo, erba cipollina e cerfoglio.
Trova largo impiego nella preparazione di salse, in particolare nella salsa bernese, nella salsa tartara e in numerose salse a base di senape, panna o burro.
Il dragoncello viene frequentemente utilizzato per aromatizzare carni bianche, pollame, coniglio, pesce, crostacei e preparazioni a base di uova, ai quali conferisce una nota aromatica elegante senza coprire i sapori principali.
Le foglie possono essere impiegate nell'aromatizzazione di aceti alimentari. L'aceto al dragoncello rappresenta una preparazione tradizionale particolarmente diffusa nella gastronomia francese e viene utilizzato per condire insalate, salse e marinature.
In alcune tradizioni culinarie dell'Europa orientale, del Caucaso e dell'Asia centrale il dragoncello viene utilizzato anche per aromatizzare bevande analcoliche. La celebre bevanda georgiana nota come Tarkhun deve il proprio aroma caratteristico proprio a questa specie.
Le foglie fresche possono essere aggiunte a sottaceti, cetriolini, conserve vegetali e preparazioni in salamoia, contribuendo sia all'aroma sia alla complessità gustativa del prodotto finale.
L'essiccazione determina generalmente una perdita significativa della qualità aromatica rispetto alla droga fresca. Per questo motivo nelle preparazioni gastronomiche di pregio viene preferito il materiale fresco oppure congelato.
Dal punto di vista alimentare il dragoncello è considerato principalmente una spezia aromatica e un condimento piuttosto che una fonte nutrizionale significativa, sebbene apporti piccole quantità di polifenoli, flavonoidi e composti aromatici biologicamente attivi.
Le cultivar di dragoncello francese e dragoncello russo possiedono caratteristiche organolettiche differenti. Il dragoncello francese è generalmente preferito in cucina per il profilo aromatico più fine e intenso, mentre il dragoncello russo presenta aroma meno complesso e sapore più erbaceo. |
Vedi anche Ricette con erbe officinali e
Ricette vegetariane
APPROFONDIMENTO SU ESSENZE GERMICIDE MEDIE...
| ESSENZE GERMICIDE MEDIE
Le essenze il cui potere antisettico è improvviso e imprevedibile nei confronti di un certo agente patogeno vengono chiamate "essenze germicide medie"
Sono le seguenti: Pino, Cajeput, Eucalipto, Lavanda, Mirto, Geranio rosato, Petit grain, Estragone, Serpillo, Niaouli.
L'indice aromatico o I.A. di una essenza rappresenta il potere germicida riferito a un olio essenziale ideale (100%). Le essenze germicide medie hanno un I.A. medio che va dallo 0,126 del OE di Serpillo al 0,296 del OE di Eucalipto e Lavanda. Questo non vuol dire semplicemente che sono meno o poco efficaci rispetto alle "maggiori", ma che i risultati medi, ovvero calcolati su una sperimentazione allargata a molti batteri, hanno potere antisettico medio inferiore. Le essenze germicide medie sono quelle più utilizzate nelle specialità farmaceutiche.
[Tratto da: Paul Belaiche - "L'Aromatogramma"] |
NOTE VARIE E STORICHE...| Il nome specifico dracunculus deriva dal latino e significa "piccolo drago". L'origine di questa denominazione è generalmente collegata alla forma serpentina delle radici e all'antica dottrina delle segnature, secondo la quale la pianta sarebbe stata utile contro i morsi di serpente e altri animali velenosi.
La specie è originaria di un vasto areale che comprende l'Asia centrale e la Siberia meridionale. Da queste regioni si è diffusa progressivamente verso il Medio Oriente e successivamente in Europa attraverso rotte commerciali e scambi culturali.
Il dragoncello era già conosciuto nel mondo arabo medievale, dove veniva utilizzato sia come pianta aromatica sia come rimedio tradizionale. Furono probabilmente i medici e i botanici arabi a favorirne la diffusione nel bacino mediterraneo.
La pianta acquisì particolare prestigio nella gastronomia francese tra il XVII e il XIX secolo, diventando una delle erbe aromatiche più caratteristiche dell'alta cucina. Ancora oggi è considerata una delle spezie simbolo della tradizione culinaria francese.
Esistono differenze notevoli tra il dragoncello francese e il dragoncello russo. Il primo è generalmente sterile e viene propagato quasi esclusivamente per via vegetativa, mentre il secondo produce semi fertili. Questa peculiarità ha avuto importanti conseguenze storiche sulla diffusione delle cultivar coltivate.
L'aroma tipico del dragoncello è dovuto principalmente all'estragolo, composto che conferisce le caratteristiche note di anice e liquirizia. La concentrazione di questo costituente può variare considerevolmente in funzione del chemotipo, dell'origine geografica e delle condizioni di coltivazione.
Nella tradizione popolare europea il dragoncello veniva talvolta masticato prima dei pasti per stimolare l'appetito e migliorare la percezione dei sapori.
In alcune regioni dell'Europa orientale e del Caucaso la pianta è stata utilizzata per aromatizzare bevande fermentate e non fermentate molto prima della sua diffusione come spezia nella cucina occidentale.
Una delle bevande più celebri preparate con questa specie è il Tarkhun, bibita tradizionale georgiana di colore verde intenso sviluppata nel XIX secolo e ancora oggi molto popolare in diversi paesi dell'ex area sovietica.
A differenza di molte altre specie del genere Artemisia, il dragoncello non è apprezzato principalmente per il gusto amaro ma per le sue qualità aromatiche. Questa caratteristica lo rende una sorta di eccezione gastronomica all'interno di un genere botanico noto soprattutto per piante dal sapore fortemente amaricante.
Il dragoncello francese perde gran parte del proprio aroma durante l'essiccazione. Per questo motivo la cucina professionale privilegia tradizionalmente l'impiego delle foglie fresche oppure congelate.
La specie è una delle poche Artemisia che hanno raggiunto un'importanza culinaria globale superiore a quella fitoterapica, risultando oggi più conosciuta come erba aromatica che come pianta medicinale. |
Ricerche di articoli scientifici su Artemisia dracunculus L.
Bibliografia relativa a principi attivi| Eisenman Stephen W., Zaurov Dmitry E., Struwe Lena, Medicinal Plants of Central Asia: Uzbekistan and Kyrgyzstan, 2013Obolskiy Dmitriy, Pischel Ilya, Feistel Bernd, Glotov Nikolay, Heinrich Michael, Artemisia dracunculus L.: Chemistry and Biological Activity, Planta Medica, 2011Aglarova Aida M., Zilfikarov Ildar N., Severtseva Olga V., Biological Characteristics and Useful Properties of Tarragon (Artemisia dracunculus L.), Pharmaceutical Chemistry Journal, 2008Ribnicky David M., Poulev Anatoliy, O'Neal John, Wnorowski Grzegorz, Malek David E., Jäger Ralf, Raskin Ilya, Toxicological Evaluation of Artemisia dracunculus and Its Application in Metabolic Disorders, International Journal of Toxicology, 2004Tak Ildikó, Jurenka Julie S., Bendiak Beata, Brudzyńska Paulina, Brown Paul N., Arnason John T., Bioactive Constituents of Artemisia dracunculus L. and Their Biological Activities, Journal of Agricultural and Food Chemistry, 2014Zheljazkov Valtcho D., Cantrell Charles L., Astatkie Tesfaye, Hristov Andrey, Yield, Content and Composition of Tarragon Essential Oil as a Function of Harvest Stage, Industrial Crops and Products, 2010Kordali Şaban, Kotan Ramazan, Mavi Aydın, Cakir Ahmet, Ala Ahmet, Yildirim Ali, Determination of the Chemical Composition and Antioxidant Activity of the Essential Oil of Artemisia dracunculus, Journal of Agricultural and Food Chemistry, 2005Bilia Anna Rita, Santomauro Francesca, Sacco Carla, Bergonzi Maria Cristina, Donato Roberta, Essential Oil of Artemisia dracunculus L.: Composition, Biological Activity and Safety, Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, 2014Bruneton Jean, Pharmacognosy, Phytochemistry, Medicinal Plants, 2009Duke James A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002 |
Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni| Obolskiy Dmitriy, Pischel Ilya, Feistel Bernd, Glotov Nikolay, Heinrich Michael, Artemisia dracunculus L.: Chemistry and Biological Activity, Planta Medica, 2011Aglarova Aida M., Zilfikarov Ildar N., Severtseva Olga V., Biological Characteristics and Useful Properties of Tarragon (Artemisia dracunculus L.), Pharmaceutical Chemistry Journal, 2008Ribnicky David M., Poulev Anatoliy, O'Neal John, Wnorowski Grzegorz, Malek David E., Jäger Ralf, Raskin Ilya, Toxicological Evaluation of Artemisia dracunculus and Its Application in Metabolic Disorders, International Journal of Toxicology, 2004Tak Ildikó, Jurenka Julie S., Bendiak Beata, Brudzyńska Paulina, Brown Paul N., Arnason John T., Bioactive Constituents of Artemisia dracunculus L. and Their Biological Activities, Journal of Agricultural and Food Chemistry, 2014Bilia Anna Rita, Santomauro Francesca, Sacco Carla, Bergonzi Maria Cristina, Donato Roberta, Essential Oil of Artemisia dracunculus L.: Composition, Biological Activity and Safety, Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, 2014Zheljazkov Valtcho D., Cantrell Charles L., Astatkie Tesfaye, Hristov Andrey, Yield, Content and Composition of Tarragon Essential Oil as a Function of Harvest Stage, Industrial Crops and Products, 2010Kordali Şaban, Kotan Ramazan, Mavi Aydın, Cakir Ahmet, Ala Ahmet, Yildirim Ali, Determination of the Chemical Composition and Antioxidant Activity of the Essential Oil of Artemisia dracunculus, Journal of Agricultural and Food Chemistry, 2005Eisenman Stephen W., Zaurov Dmitry E., Struwe Lena, Medicinal Plants of Central Asia: Uzbekistan and Kyrgyzstan, 2013Bruneton Jean, Pharmacognosy, Phytochemistry, Medicinal Plants, 2009Duke James A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002 |
Bibliografia relativa a estratti e integratori| Obolskiy Dmitriy, Pischel Ilya, Feistel Bernd, Glotov Nikolay, Heinrich Michael, Artemisia dracunculus L.: Chemistry and Biological Activity, Planta Medica, 2011Aglarova Aida M., Zilfikarov Ildar N., Severtseva Olga V., Biological Characteristics and Useful Properties of Tarragon (Artemisia dracunculus L.), Pharmaceutical Chemistry Journal, 2008Ribnicky David M., Poulev Anatoliy, O'Neal John, Wnorowski Grzegorz, Malek David E., Jäger Ralf, Raskin Ilya, Toxicological Evaluation of Artemisia dracunculus and Its Application in Metabolic Disorders, International Journal of Toxicology, 2004Tak Ildikó, Jurenka Julie S., Bendiak Beata, Brudzyńska Paulina, Brown Paul N., Arnason John T., Bioactive Constituents of Artemisia dracunculus L. and Their Biological Activities, Journal of Agricultural and Food Chemistry, 2014Bilia Anna Rita, Santomauro Francesca, Sacco Carla, Bergonzi Maria Cristina, Donato Roberta, Essential Oil of Artemisia dracunculus L.: Composition, Biological Activity and Safety, Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, 2014Zheljazkov Valtcho D., Cantrell Charles L., Astatkie Tesfaye, Hristov Andrey, Yield, Content and Composition of Tarragon Essential Oil as a Function of Harvest Stage, Industrial Crops and Products, 2010Kordali Şaban, Kotan Ramazan, Mavi Aydın, Cakir Ahmet, Ala Ahmet, Yildirim Ali, Determination of the Chemical Composition and Antioxidant Activity of the Essential Oil of Artemisia dracunculus, Journal of Agricultural and Food Chemistry, 2005Eisenman Stephen W., Zaurov Dmitry E., Struwe Lena, Medicinal Plants of Central Asia: Uzbekistan and Kyrgyzstan, Springer, 2013Bruneton Jean, Pharmacognosy, Phytochemistry, Medicinal Plants, Lavoisier Publishing, 2009Duke James A., Handbook of Medicinal Herbs, CRC Press, 2002Ribnicky David M., Kuhn Patricia, Poulev Anatoliy, Logendra Sreedharan, Zuberi Amir, Cefalu William T., Raskin Ilya, Improved Glycemic Control and Plasma Lipid Profile by an Ethanolic Extract of Artemisia dracunculus L. in Animal Models of Metabolic Disorders, Journal of Agricultural and Food Chemistry, 2006Wang Zhenhua, Ribnicky David M., Zhang Xiangrong, Raskin Ilya, Yu Yefei, Bioactivity-Guided Identification of Botanical Constituents from Artemisia dracunculus L. with Metabolic Regulatory Activity, Phytochemistry, 2011 |
Bibliografia relativa a tisane e composizioni| Obolskiy Dmitriy, Pischel Ilya, Feistel Bernd, Glotov Nikolay, Heinrich Michael, Artemisia dracunculus L.: Chemistry and Biological Activity, Planta Medica, 2011Aglarova Aida M., Zilfikarov Ildar N., Severtseva Olga V., Biological Characteristics and Useful Properties of Tarragon (Artemisia dracunculus L.), Pharmaceutical Chemistry Journal, 2008Tak Ildikó, Jurenka Julie S., Bendiak Beata, Brudzyńska Paulina, Brown Paul N., Arnason John T., Bioactive Constituents of Artemisia dracunculus L. and Their Biological Activities, Journal of Agricultural and Food Chemistry, 2014Ribnicky David M., Poulev Anatoliy, O'Neal John, Wnorowski Grzegorz, Malek David E., Jäger Ralf, Raskin Ilya, Toxicological Evaluation of Artemisia dracunculus and Its Application in Metabolic Disorders, International Journal of Toxicology, 2004Bilia Anna Rita, Santomauro Francesca, Sacco Carla, Bergonzi Maria Cristina, Donato Roberta, Essential Oil of Artemisia dracunculus L.: Composition, Biological Activity and Safety, Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, 2014Bruneton Jean, Pharmacognosy, Phytochemistry, Medicinal Plants, Lavoisier Publishing, 2009Duke James A., Handbook of Medicinal Herbs, CRC Press, 2002EMA Committee on Herbal Medicinal Products, European Union Herbal Monographs and Community Herbal Compendium, varie monografie fitoterapiche di riferimento metodologicoWichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, Medpharm Scientific Publishers, 2004Barnes Joanne, Anderson Linda A., Phillipson J. David, Herbal Medicines, Pharmaceutical Press, 2007 |
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