PIANTA MELLIFERA PRIMARIA o MONOFLORALE...| Coriandrum sativum L. è considerata una specie mellifera, capace di fornire nettare e polline alle api, anche se la produzione di miele monoflora è relativamente rara e dipende da condizioni agronomiche favorevoli con coltivazioni estensive e fioriture sincrone.
Il miele di coriandolo, quando ottenuto in purezza o con prevalenza pollinica significativa, presenta generalmente colore chiaro allo stato liquido, variabile dal giallo paglierino all’ambrato tenue, con tendenza a cristallizzare abbastanza rapidamente assumendo una tonalità più opaca e una consistenza fine o mediamente granulosa.
L’aroma è caratteristico e distintivo, con note speziate, leggermente erbacee e talvolta percezioni aromatiche che ricordano il profilo del seme ma in forma più delicata e meno pungente. Il sapore è mediamente dolce con una componente aromatica persistente che può risultare leggermente balsamica o con sfumature agrumate. |
USO ALIMENTARE...| Coriandrum sativum L. è una pianta aromatica ampiamente utilizzata in ambito culinario sia per le foglie fresche sia per i frutti essiccati, comunemente chiamati semi. Le due parti presentano profili aromatici distinti e vengono impiegate in modo differenziato nelle diverse tradizioni gastronomiche.
Le foglie fresche, note come coriandolo o cilantro, hanno un aroma intenso, erbaceo e agrumato. Sono utilizzate prevalentemente a crudo per preservarne le componenti volatili, aggiunte a fine preparazione in insalate, salse, zuppe e piatti a base di carne o pesce. Sono caratteristiche della cucina latinoamericana, asiatica e mediorientale, dove entrano nella composizione di salse come guacamole, chutney e condimenti freschi.
I frutti essiccati hanno un aroma più caldo, dolce e speziato, con note leggermente agrumate. Vengono utilizzati interi o macinati come spezia, spesso tostati per esaltarne il profilo aromatico. Sono impiegati in miscele di spezie come curry, garam masala e ras el hanout, oltre che nella preparazione di pane, salumi, piatti di carne, legumi e verdure.
Il coriandolo è utilizzato anche nell’industria alimentare come aromatizzante naturale in prodotti da forno, liquori e bevande. I semi entrano nella formulazione di bevande tradizionali e distillati, contribuendo a conferire note aromatiche caratteristiche.
Dal punto di vista tecnologico culinario, il coriandolo svolge anche una funzione digestiva e carminativa, motivo per cui è spesso associato a piatti complessi o ricchi di grassi. L’uso combinato di foglie e semi consente di modulare il profilo sensoriale dei piatti, offrendo una gamma aromatica ampia e distintiva. |
Vedi anche Ricette con erbe officinali e
Ricette vegetariane
APPROFONDIMENTO SU ESSENZE GERMICIDE DEL TERRENO...
| ESSENZE GERMICIDE DEL TERRENO
Le essenze la cui azione è molto incostante e saltuaria nei confronti di un certo agente patogeno vengono chiamate "essenze germicide del terreno".
Tuttavia nella sperimentazione esse hanno manifestato anche la massima attività almeno in un caso, eguagliando le essenze maggiori, quindi hanno un comportamento altamente imprevedibile.
Quelle maggiormente studiate sono le seguenti: Alloro, Basilico, Bergamotto, Camomilla, Carvi, Cedro, Chenopodio, Cipresso, Citronella, Coriandolo, Cumino, Finocchio, Ginepro, Issopo, Limone, Menta, Neroli, Noce moscata, Prezzemolo, Rosmarino, Salvia, Sandalo, Verbena, Zenzero.
L'indice aromatico o I.A. di una essenza rappresenta il potere germicida riferito a un olio essenziale ideale (100%). Le essenze germicide del terreno hanno un I.A. medio che va da 0 a 0,125 circa.
[Tratto da: Paul Belaiche - "L'Aromatogramma"] |
NOTE VARIE E STORICHE...| Coriandrum sativum L. è una delle piante aromatiche più antiche documentate, con tracce archeobotaniche risalenti a oltre 3000 anni fa. Semi di coriandolo sono stati rinvenuti in tombe dell’antico Egitto, inclusa quella attribuita a Tutankhamon, suggerendo un valore simbolico oltre che alimentare e medicinale.
Nella cultura greca e romana il coriandolo era utilizzato sia come spezia sia come pianta medicinale. Autori come Ippocrate e Dioscoride ne descrivevano l’impiego per disturbi digestivi e come componente di preparazioni farmacologiche. I Romani lo diffusero in gran parte dell’Europa durante le loro espansioni.
Il nome del genere Coriandrum deriva dal greco “koris”, che significa cimice, probabilmente in riferimento all’odore intenso delle parti fresche della pianta, percepito da alcuni come sgradevole. Questo aspetto sensoriale è tuttora oggetto di variabilità genetica nella percezione umana, con una parte della popolazione che associa l’aroma delle foglie a note saponose.
Nel Medioevo il coriandolo era coltivato nei giardini monastici europei e utilizzato sia in cucina sia nella preparazione di rimedi erboristici. Era anche ingrediente di bevande fermentate e preparazioni speziate destinate alla conservazione degli alimenti.
In Algeria viene cosparso sulle carni da conservare insieme a sale e pepe. Aggiunto al pane lo mantiene fresco più a lungo. Ecco un filtro d'amore: macinare sette semi di coriandolo pronunciando il nome della persona desiderata con le parole "Seme caldo, cuore caldo, mai siano separati". Far macerare la polvere ottenuta in acqua di sorgente, filtrare e somministrare alla persona amata il liquido mischiato a cibi o bevande.
In ambito culturale e simbolico il coriandolo è stato associato a proprietà afrodisiache in diverse tradizioni, inclusa quella araba e indiana, dove veniva impiegato in preparazioni rituali e alimentari.
Dal punto di vista agronomico, è una pianta rustica e adattabile, coltivata oggi in numerose regioni del mondo sia per uso alimentare sia per la produzione di olio essenziale. La sua diffusione globale ha portato a una grande varietà di usi culinari e culturali, rendendola una delle spezie più versatili e riconoscibili.
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Ricerche di articoli scientifici su Coriandrum sativum L.
Bibliografia relativa a principi attivi| European Medicines Agency, Assessment report on Coriandrum sativum L. fructus, 2013World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 1 Coriandri fructus, 1999Laribi B., Kouki K., M’Hamdi M., Bettaieb T., Coriander Coriandrum sativum L. and its bioactive constituents, 2015Sahib N.G., Anwar F., Gilani A.H., Hamid A.A., Saari N., Alkharfy K.M., Coriander Coriandrum sativum L. a potential source of high value components for functional foods and nutraceuticals, 2013Msaada K., Hosni K., Ben Taarit M., Chahed T., Kchouk M.E., Marzouk B., Changes on essential oil composition of coriander Coriandrum sativum L. fruits during three stages of maturity, 2012Diederichsen A., Hammer K., The infraspecific taxa of coriander Coriandrum sativum L., 2003Lo Cantore P., Iacobellis N.S., De Marco A., Capasso F., Senatore F., Antibacterial activity of Coriandrum sativum L. and Foeniculum vulgare Miller var. vulgare essential oils, 2004 |
Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni| European Medicines Agency, Assessment report on Coriandrum sativum L. fructus, 2013World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 1 Coriandri fructus, 1999Sahib N.G., Anwar F., Gilani A.H., Hamid A.A., Saari N., Alkharfy K.M., Coriander Coriandrum sativum L. a potential source of high value components for functional foods and nutraceuticals, 2013Laribi B., Kouki K., M’Hamdi M., Bettaieb T., Coriander Coriandrum sativum L. and its bioactive constituents, 2015Asgarpanah J., Kazemivash N., Phytochemistry, pharmacology and medicinal properties of Coriandrum sativum L., 2012Eidi M., Eidi A., Saeidi A., Effect of coriander seed Coriandrum sativum L. extract on glycemic control in experimental models, 2009Chithra V., Leelamma S., Coriandrum sativum changes lipid metabolism in experimental animals, 1997 |
Bibliografia relativa a estratti e integratori| Scandar S, Albasher G, Alkahtani S, et al., Coriandrum sativum L. Polyphenols and Their Biological Activities, 2023Deepa B, Anuradha C, Antioxidant potential of Coriandrum sativum L seed extract, 2010EMA Committee on Herbal Medicinal Products, Assessment report on Coriandrum sativum L., 2013WHO, Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 2, 2002European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs Coriandrum sativum, 2003 |
Bibliografia relativa a tisane e composizioni| EMA Committee on Herbal Medicinal Products, Assessment report on Coriandrum sativum L., 2013WHO, Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002ESCOP, Monographs on the Medicinal Uses of Plant Drugs Coriandrum sativum, 2003Asgarpanah J, Kazemivash N, Phytochemistry, pharmacology and medicinal properties of Coriandrum sativum L., 2012Laribi B, Kouki K, M’Hamdi M, Bettaieb T, Coriander Coriandrum sativum L and its bioactive constituents, 2015 |
Bibliografia relativa a preparazioni alcoliche| EMA Committee on Herbal Medicinal Products, Assessment report on Coriandrum sativum L., 2013WHO, Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002ESCOP, Monographs on the Medicinal Uses of Plant Drugs Coriandrum sativum, 2003Blumenthal M, Goldberg A, Brinckmann J, Herbal Medicine Expanded Commission E Monographs, 2000Gruenwald J, Brendler T, Jaenicke C, PDR for Herbal Medicines, 2007 |
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