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| QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 24-05-2026 |
COPAIBA |
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| Dominio Eukaryota Regno Plantae Clade Tracheophyta Clade Angiospermae Clade Eudicotyledones Clade Rosidae Ordine Fabales Famiglia Fabaceae Sottofamiglia Caesalpinioideae Tribù Detarieae Genere Copaifera Specie Copaifera officinalis |
Famiglia: Fabaceae |
| Balsamo Del Gesuita, Balsam Of Copaiba, Balsamo De Copaiba, Capaiva, Capivi, Copaibeira, Cabimo, Copale, Cabismo, Copaúva, Copaibeura-de-Minas, Kupa'y, Mal-dos-sete-dias, Aceite De Palo, Pau-de-oleo, Gurjun Balsam, Jesuit´s Balsam |
| Copaiva Officinalis, Copaiba Officinalis Jacq., Copaifera Bijuga Willd., Copaifera Bracteata Benth., Copaifera Cordifolia Benth., Copaifera Guyanensis Desf., Copaifera Jacquinii Desf., Copaifera Laxa Hayne, Copaifera Longifolia Poepp. Ex Benth., Copaifera Martii Hayne, Copaifera Nitida Mart. Ex Hayne, Copaifera Oleifera L., Copaifera Reticulata Ducke, Copaifera Sellowii Hayne, Copaifera Surinamensis Miq., Copaiva Officinalis (Jacq.) Kuntze. |
| ALBERI DI MEDIE O GRANDI DIMENSIONI CON FUSTI ERETTI E CHIOME RAMIFICATE. LE FOGLIE SONO COMPOSTE, PARIPENNATE, CON UN NUMERO VARIABILE DI FOGLIOLINE OPPOSTE O ALTERNATE, DI FORMA GENERALMENTE OVATA O LANCEOLATA, CON MARGINE INTERO. I FIORI SONO PICCOLI, APETALICI (SENZA PETALI), DI COLORE BIANCO-VERDASTRO O GIALLASTRO, RIUNITI IN INFIORESCENZE A PANNOCCHIA ASCELLARI O TERMINALI. IL CALICE È FORMATO DA QUATTRO SEPALI. GLI STAMI SONO NUMEROSI E SPORGENTI. IL FRUTTO È UN LEGUME CORTO, DEISCENTE, CONTENENTE DA UNO A POCHI SEMI SPESSO AVVOLTI DA UN ARILLO CARNOSO. QUESTI ALBERI SONO NOTI PER LA PRODUZIONE DI UN OLEORESINA AROMATICA, LA COPAIBA, CHE VIENE ESTRATTA DAL TRONCO. LE DIVERSE SPECIE DEL GENERE PRESENTANO VARIAZIONI NELLE DIMENSIONI DELLE FOGLIE, NELLA FORMA DEI FRUTTI E NELLA COMPOSIZIONE DELL'OLEORESINA. |
| STAGIONE UMIDA TROPICALE (VARIA PER SPECIE, GENERALMENTE APRILE MAGGIO GIUGNO LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE) |
| COLORI OSSERVATI NEI FIORI |
| ________ BIANCO |
| ________ BIANCO CREMA |
| ________ VERDE CHIARO |
| Il genere Copaifera comprende diverse specie di alberi tropicali originari principalmente delle regioni neotropicali del Sud America, con alcune specie presenti anche in Africa occidentale e Malesia. Copaifera officinalis e le specie affini crescono tipicamente nelle foreste pluviali tropicali e nelle foreste secche, prediligendo climi caldi e umidi con precipitazioni abbondanti. Si adattano a diversi tipi di terreno, ma generalmente preferiscono suoli ben drenati, anche se possono crescere in zone ripariali con maggiore umidità. La loro distribuzione è ampia nelle Americhe tropicali, dal Centro America fino al Sud America, e alcune specie sono state introdotte in altre regioni tropicali. Questi alberi sono spesso componenti importanti degli ecosistemi forestali in cui si trovano. |
| DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE |
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| RACCOLTA DELLA RESINA IN STAGIONE SECCA (NOVEMBRE-MARZO) |
| (Parti ricche in principi attivi) |
| OLEORESINA RACCOLTA IN CAVITÀ INTERNE DEL TRONCO [BALSAMO COPAIBA]; CORTECCIA |
| LEGGERMENTE BALSAMICO, CON NOTE LEGNOSE, TERPENICHE E LIEVE AROMA CANFORATO |
| AMAROGNOLO, LEGGERMENTE PICCANTE, CON RETROGUSTO RESINOSO PERSISTENTE |
| TOSSICITÀ: BASSA |
| Motivazione: alle dosi tradizionali corrette l’oleoresina di Copaifera officinalis (Jacq.) L. mostra generalmente buona tollerabilità nella pratica etnofarmacologica e negli studi tossicologici disponibili. Sono tuttavia documentati possibili effetti gastrointestinali dose-dipendenti come nausea, diarrea, irritazione gastrica e vomito, specialmente ad alte dosi o con uso prolungato. L’oleoresina concentrata può inoltre provocare irritazione cutanea o sensibilizzazione locale in soggetti predisposti. I dati tossicologici moderni sull’uso cronico umano restano relativamente limitati. |
| EFFICACIA: BUONA |
| Motivazione: Copaifera officinalis (Jacq.) L. possiede un uso fitoterapico tradizionale consolidato soprattutto come antinfiammatorio, cicatrizzante, antisettico urinario e dermatologico. Sono disponibili numerosi studi sperimentali in vitro e in vivo sull’oleoresina che documentano attività antinfiammatorie, antimicrobiche, gastroprotettive e cicatrizzanti attribuite principalmente ai sesquiterpeni e diterpeni resinici. Tuttavia gli studi clinici controllati moderni specifici sulla specie risultano limitati e insufficienti per classificare l’attività come confermata da evidenze cliniche definitive. Parte della letteratura disponibile riguarda inoltre oleoresine commerciali di diverse specie del genere Copaifera e non esclusivamente Copaifera officinalis (Jacq.) L. |
| Sesquiterpeni: beta-cariofillene, alfa-copaene, beta-bisabolene, alfa-umulene, beta-elemene, gamma-cadinene, delta-cadinene, beta-selinene, alfa-selinene, beta-farnesene, germacrene D, beta-cubebene, alfa-bergamotene, beta-bourbonene, alfa-cadinolo Diterpeni resinici: acido copalico, acido caurenoico, acido hardwickiico, acido polialtico, acido kolavenico, acido daniellico, acido agatico, acido ent-agatico, acido ent-copalicico, acido acetossicopalico Oleoresine terpeniche: copaiba balsamo, resine diterpeniche, frazioni oleoresinose sesquiterpeniche Acidi diterpenici: acido copalico, acido hardwickiico, acido caurenoico, acido polialtico Composti volatili aromatici: cariofillene ossido, cadinolo, humulene epossido, bisabololo Fitosteroli: beta-sitosterolo, stigmasterolo Polifenoli: composti fenolici minori, flavonoidi triterpenici in tracce Resine acide: copali, resine diterpeniche ossidate Triterpeni: lupeolo, beta-amirina Acidi grassi: acido oleico, acido linoleico, acido palmitico |
Bibliografia |
| AVVERTENZE
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati) L’OLEORESINA CONTIENE ELEVATE CONCENTRAZIONI DI SESQUITERPENI E DITERPENI BIOLOGICAMENTE ATTIVI CHE POSSONO PROVOCARE NAUSEA, VOMITO, DIARREA E IRRITAZIONE GASTROINTESTINALE A DOSI ELEVATE. EVIDENZA DERIVANTE DA OSSERVAZIONI TOSSICOLOGICHE E FARMACOLOGICHE SPERIMENTALI. L’APPLICAZIONE TOPICA PROLUNGATA O CONCENTRATA PUÒ DETERMINARE IRRITAZIONE CUTANEA, DERMATITE DA CONTATTO O SENSIBILIZZAZIONE LOCALE IN SOGGETTI PREDISPOSTI. EVIDENZA CLINICO-OSSERVAZIONALE E DERMATOLOGICA. LA COMPOSIZIONE FITOCHIMICA DELL’OLEORESINA PUÒ VARIARE SIGNIFICATIVAMENTE IN FUNZIONE DELLA SPECIE BOTANICA, DELL’ORIGINE GEOGRAFICA E DELLE MODALITÀ ESTRATTIVE. EVIDENZA FARMACOGNOSTICA E FITOCHIMICA DOCUMENTATA. UNA PARTE RILEVANTE DELLA LETTERATURA SPERIMENTALE DISPONIBILE RIGUARDA OLEORESINE COMMERCIALI ATTRIBUITE GENERICAMENTE AL GENERE COPAIFERA E NON ESCLUSIVAMENTE A COPAIFERA OFFICINALIS (JACQ.) L.; CIÒ LIMITA L’ESTRAPOLAZIONE DIRETTA DELLE EVIDENZE FARMACOLOGICHE SPECIFICHE ALLA SPECIE. EVIDENZA METODOLOGICA DERIVANTE DA REVISIONI FITOCHIMICHE. NON SONO DISPONIBILI STUDI CLINICI MODERNI ADEGUATI SULLA SICUREZZA DELL’USO PROLUNGATO DURANTE GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO. EVIDENZA LIMITATA PER ASSENZA DI DATI CLINICI SPECIFICI. L’USO CONCOMITANTE CON SOSTANZE FORTEMENTE IRRITANTI PER LA MUCOSA GASTRICA RICHIEDE CAUTELA PER POSSIBILE AUMENTO DELLA TOLLERABILITÀ GASTROINTESTINALE SFAVOREVOLE. EVIDENZA FARMACOLOGICA PLAUSIBILE BASATA SULLA NATURA RESINOSA E TERPENICA DELLA DROGA. GLI STUDI FARMACOLOGICI DISPONIBILI MOSTRANO ATTIVITÀ ANTINFIAMMATORIE, ANTIMICROBICHE E CICATRIZZANTI PREVALENTEMENTE IN VITRO O IN MODELLI ANIMALI; LE CONFERME CLINICHE CONTROLLATE NELL’UOMO RIMANGONO LIMITATE. |
| CONTROINDICAZIONI
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni) COPAIFERA OFFICINALIS (JACQ.) L. È CONTROINDICATA NEI SOGGETTI CON IPERSENSIBILITÀ NOTA ALL’OLEORESINA DI COPAIBA O AI SUOI COMPONENTI TERPENICI, SULLA BASE DI SEGNALAZIONI DI IRRITAZIONE E SENSIBILIZZAZIONE DOCUMENTATE NELL’USO TRADIZIONALE E TOPICO. L’USO ORALE È CONTROINDICATO IN PRESENZA DI GASTRITE IRRITATIVA, ULCERA GASTRICA ATTIVA O GRAVI DISTURBI GASTROINTESTINALI INFIAMMATORI, IN RELAZIONE AGLI EFFETTI IRRITANTI GASTROINTESTINALI OSSERVATI CON DOSI ELEVATE DI OLEORESINA. |
| (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche) |
| ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI |
| ANTICOAGULANTI |
| ASPIRINA |
| CORTISONICI |
| FANS (FARMACI ANTINFIAMMATORI NON STEROIDEI) |
| FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP3A4/CYP2C9 |
| GASTROLESIVI |
| IMMUNOSOPPRESSORI |
| IRRITANTI GASTROINTESTINALI |
| * Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento come per es. nel Tè (verde o nero). Consultare sempre un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni in base al quadro clinico individuale. |
| (Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse) |
| ASSENZIO ROMANO |
| SENNA |
| Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di COPAIBA basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Oleoresina naturale di copaiba ottenuta per incisione del tronco, contenente prevalentemente sesquiterpeni e diterpeni resinici. Gli estratti commerciali maggiormente utilizzati in fitoterapia vengono standardizzati soprattutto in beta-cariofillene, generalmente compreso tra 30% e 55% secondo provenienza botanica e geografica. L’impiego tradizionale orale prevede dosaggi medi di 0,5–2 mL al giorno suddivisi in più somministrazioni, generalmente in capsule molli gastroresistenti o emulsioni oleose. Per uso topico l’oleoresina viene incorporata in unguenti, pomate o gel a concentrazioni variabili tra 1% e 20% come coadiuvante dermatologico antinfiammatorio e cicatrizzante. Estratto oleoso titolato in beta-cariofillene utilizzato come integratore standardizzato antinfiammatorio e dermoprotettivo. I preparati standardizzati con contenuto elevato di beta-cariofillene risultano quelli maggiormente studiati dal punto di vista farmacologico. I dosaggi comunemente impiegati nei prodotti nutraceutici moderni variano indicativamente tra 100 mg e 500 mg al giorno di oleoresina standardizzata, con significativa eterogeneità tra formulazioni e assenza di protocolli clinici ufficialmente validati. Capsule molli contenenti oleoresina purificata o microfiltrata di Copaifera officinalis (Jacq.) L. utilizzate tradizionalmente come supporto nelle infiammazioni uro-genitali, nelle affezioni respiratorie catarrali e nei disturbi articolari. Le formulazioni disponibili impiegano generalmente 250–500 mg per capsula, assunte una-due volte al giorno. La standardizzazione fitochimica rimane tuttavia variabile e non universalmente regolamentata. Preparazioni dermatologiche fitoterapiche semisolide comprendenti balsami, unguenti e gel contenenti oleoresina di copaiba associata o meno a calendula, aloe o altri fitocomplessi cicatrizzanti. Le concentrazioni di oleoresina normalmente utilizzate oscillano tra 2% e 15% per applicazioni locali su cute integra o lievemente lesa. Le evidenze disponibili derivano prevalentemente da studi sperimentali e uso tradizionale amazzonico. Estratti supercritici lipofili ottenuti mediante anidride carbonica supercritica, caratterizzati da maggiore concentrazione di sesquiterpeni volatili e minore presenza di impurità resinose ossidate. Tali preparazioni vengono impiegate soprattutto in formulazioni dermatologiche e cosmetico-funzionali ad attività antinfiammatoria e dermoprotettiva. Non esistono ancora standard terapeutici ufficiali consolidati per il dosaggio. Preparazioni omeopatiche di Copaiva o Copaifera officinalis (Jacq.) L. disponibili principalmente in diluizioni dalla D3 alla D30 o equivalenti centesimali hahnemanniane. L’impiego omeopatico tradizionale riguarda soprattutto apparato uro-genitale, irritazioni mucose e disturbi catarrali cronici. Non sono disponibili evidenze cliniche moderne robuste che ne confermino l’efficacia secondo criteri evidence-based. Tintura oleoresinosa idroalcolica ottenuta dalla resina naturale e utilizzata storicamente nella farmacognosia europea come preparazione balsamica e antisettica. Le formulazioni storiche prevedevano somministrazioni orali molto basse, generalmente comprese tra 5 e 20 gocce diluite, a causa della possibile irritazione gastrointestinale della resina concentrata. |
| Tisane, composizioni e preparazioni di COPAIBA basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Infuso balsamico amazzonico con 1–2 gocce di oleoresina di Copaifera officinalis (Jacq.) L. emulsionate in acqua calda insieme a Matricaria chamomilla L. 2 g e Althaea officinalis L. 1,5 g. L’infusione viene lasciata riposare circa 10 minuti e utilizzata tradizionalmente come preparazione lenitiva delle mucose irritate e coadiuvante nelle affezioni catarrali leggere. L’oleoresina non deve essere utilizzata in quantità elevate per evitare irritazione gastrica. Decotto fitoterapico dermatologico con Calendula officinalis L. 2 g, Malva sylvestris L. 2 g e aggiunta finale di 2–3 gocce di oleoresina di Copaifera officinalis (Jacq.) L. dopo filtrazione. Utilizzato tradizionalmente come impacco topico o lavaggio lenitivo e cicatrizzante per cute irritata, piccole abrasioni e arrossamenti superficiali. Infuso digestivo-resinoso con Foeniculum vulgare Mill. 1,5 g, Mentha × piperita L. 1 g e 1 goccia di oleoresina di Copaifera officinalis (Jacq.) L. dispersa in miele o veicolo lipidico prima dell’aggiunta all’infuso tiepido. Preparazione tradizionalmente impiegata in ambito etnobotanico sudamericano come coadiuvante digestivo e balsamico. L’uso orale deve restare limitato e prudente per la possibile irritazione gastrointestinale dell’oleoresina. Formulazione erboristica topica con gel di Aloe vera (L.) Burm.f., estratto di Calendula officinalis L. e oleoresina di Copaifera officinalis (Jacq.) L. al 2–5%. Utilizzata nella tradizione amazzonica e fitocosmetica come preparazione lenitiva, emolliente e protettiva della cute irritata o soggetta a infiammazione lieve. Preparazione balsamica tradizionale con miele, succo di Citrus limon (L.) Osbeck, infuso di Thymus vulgaris L. 1,5 g e 1–2 gocce di oleoresina di Copaifera officinalis (Jacq.) L. impiegata storicamente come formulazione empirica nelle affezioni respiratorie catarrali. Le evidenze moderne restano prevalentemente etnofarmacologiche e sperimentali. Oleolito fitoterapico da uso esterno con oleoresina di Copaifera officinalis (Jacq.) L. diluita al 3–10% in olio vegetale di Calendula officinalis L. o Prunus amygdalus dulcis (Mill.) D.A.Webb. Utilizzato tradizionalmente come coadiuvante emolliente e protettivo nelle irritazioni cutanee e nelle zone soggette a secchezza o desquamazione. L’impiego orale dell’oleoresina deve avvenire a dosaggi molto contenuti e per periodi limitati, evitando associazioni con sostanze gastrolesive o in presenza di gastrite erosiva e ulcera peptica. La composizione fitochimica della copaiba varia significativamente secondo origine botanica e geografica. |
NOTE VARIE E STORICHE...
Ricerche di articoli scientifici su Copaifera officinalis (Jacq.) L. |