PIANTA MELLIFERA PRIMARIA o MONOFLORALE...| Coffea arabica L. e le sue varietà sono piante mellifere. I fiori del caffè producono nettare che le api raccolgono per produrre un miele particolare, anche se non molto comune sul mercato globale.
Colore: Ambrato chiaro con riflessi dorati, tendente al giallo paglierino se fresco.
Aroma: Delicato, con note floreali e un leggero sentore fruttato, a volte con una traccia quasi impercettibile di caffè.
Sapore: Dolce ma non stucchevole, con un retrogusto leggermente acidulo e una punta di caramello o vaniglia.
Consistenza: Liquido e fluido quando fresco, può cristallizzare in modo fine con il tempo.
Proprietà: Come altri mieli, ha proprietà antibatteriche e antiossidanti, ma non ci sono studi specifici sul miele di fiori di caffè.
Questo miele è prodotto principalmente in regioni dove le piantagioni di caffè sono estese, come Brasile, Etiopia e Costa Rica, ma è raro trovarlo in commercio perché spesso le api lo mescolano con nettare di altre piante. |
USO ALIMENTARE...| Coffea arabica L. trova un impiego culinario ampio e trasversale, principalmente attraverso i semi torrefatti e macinati, utilizzati sia come bevanda sia come ingrediente aromatico in preparazioni dolci e salate. La tostatura modifica profondamente il profilo chimico della droga, generando composti volatili aromatici e prodotti di reazione di Maillard che conferiscono note amare, tostate, caramellate e talvolta speziate.
Nel contesto delle preparazioni dolciarie, il caffè è impiegato come estratto liquido o in polvere per aromatizzare creme, mousse, gelati, tiramisù, biscotti e prodotti da forno. L’estratto può essere incorporato direttamente oppure utilizzato per l’idratazione di basi come savoiardi o pan di Spagna. La presenza di caffeina e composti fenolici contribuisce non solo al profilo organolettico ma anche a una leggera percezione astringente e persistente.
In ambito salato, il caffè viene utilizzato come spezia o componente di rub e marinature, in particolare per carni rosse e selvaggina. La polvere di caffè può essere miscelata con sale, zuccheri e spezie per creare croste aromatiche durante la cottura. I composti derivati dalla tostatura interagiscono con le proteine e i lipidi della carne, intensificando le note umami e tostate.
Il caffè trova applicazione anche nella preparazione di salse e riduzioni, spesso in combinazione con fondi bruni, vino rosso o aceto balsamico. In queste formulazioni, piccole quantità di estratto concentrato contribuiscono alla complessità gustativa, introducendo amarezza controllata e profondità aromatica.
Nel settore delle bevande, oltre al consumo tradizionale, Coffea arabica è utilizzata per preparazioni a freddo come cold brew, caratterizzate da estrazione prolungata in acqua a temperatura ambiente, con riduzione dell’acidità percepita e profilo aromatico più morbido. Il caffè è inoltre ingrediente di cocktail, bevande funzionali e miscele con latte o alternative vegetali.
La cascara, costituita dalla polpa essiccata del frutto, è utilizzata per infusi e bevande aromatiche con profilo fruttato e contenuto moderato di caffeina. In ambito culinario può essere impiegata anche per aromatizzare sciroppi, gelatine e dessert, sebbene il suo uso sia meno diffuso rispetto ai semi.
Le foglie di Coffea arabica sono utilizzate in alcune tradizioni per preparare infusi dal profilo aromatico più delicato rispetto ai semi torrefatti. In ambito gastronomico contemporaneo trovano impiego sperimentale in cucina per la preparazione di bevande leggere o come elemento aromatico secondario.
Dal punto di vista tecnologico, il caffè è utilizzato anche come colorante naturale e come agente aromatizzante in prodotti industriali, inclusi liquori, cioccolato e prodotti lattiero-caseari. La sua elevata complessità aromatica lo rende un ingrediente di interesse nella gastronomia molecolare e nella formulazione di alimenti funzionali. |
Vedi anche Ricette con erbe officinali e
Ricette vegetariane
APPROFONDIMENTO SU IL CAFFÈ QUESTO SCONOSCIUTO...
| IL CAFFÈ QUESTO SCONOSCIUTO
Vediamo come si arriva al chicco di caffè che conosciamo bene.
I frutti maturi appena raccolti sono essiccati al sole in 2-3 settimane e in seguito vengono sottoposti alla rimozione meccanica dell'involucro essiccato (tegumento, polpa e tegumento del seme), oppure vengono immersi in acqua e trattati con delle impastatrici per la rimozione dell'involucro; si procede quindi alla fermentazione, che dura diversi giorni e all'essiccamento. Il primo metodo detto 'metodo secco' produce il caffè 'naturale'; il secondo, detto 'metodo umido', produce il caffè 'lavato'. A questo punto i chicchi prendono il nome di 'caffè verde' e sono pronti per l'esportazione. Per sviluppare il caratteristico sapore e aroma i chicchi vengono miscelati e sottoposti a tostatura a temperature variabili superiori ai 220° a seconda del tipo di caffè da produrre. Il caffè decaffeinato viene prodotto intervenendo con solventi (clorurati) sul chicco ancora verde. Il caffè istantaneo viene prodotto mediante estrazione del caffè tostato macinato con acqua calda sotto pressione, l'estratto viene quindi essiccato per congelamento o nebulizzazione, ottenendo il prodotto granulare o in polvere.
[Tratto da: A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"]
Tra le principali specie di caffè abbiamo:
Arabica (Coffea arabica) - originaria dell'Etiopia, con contenuto di caffeina inferiore alle altre specie;
Robusta (Coffea canephora) - originaria dell'Africa tropicale occidentale ma abbondantemente coltivata tra i due tropici, quindi più economica;
Excelsa (Coffea liberica var. dewevrei) - poco diffusa e scoperta nel 1903, sembra essere una varietà della specie Liberica;
Liberica (Coffea liberica) - poco diffusa, originaria della Liberia ma coltivata anche in Indonesia e Filippine.
Altre specie minori sono Coffea stenophylla (Costa d'Avorio e Sierra Leone), Coffea mauritiana (Isole Mauritius) e Coffea racemosa (Mozambico). |
NOTE VARIE E STORICHE...| Coffea arabica L. è considerata la specie di caffè più antica coltivata sistematicamente e ha origine negli altopiani dell’Etiopia, in particolare nella regione di Kaffa, da cui deriva il nome “caffè”. La diffusione iniziale avvenne attraverso la Penisola Arabica, dove la pianta fu coltivata nello Yemen già nel XV secolo e il porto di Mocha divenne uno dei primi centri commerciali globali del caffè.
Una delle narrazioni più note riguarda la leggenda del pastore etiope Kaldi, che avrebbe osservato l’effetto stimolante delle bacche sui propri animali. Sebbene priva di valore storico documentato, questa tradizione riflette la percezione empirica precoce delle proprietà psicoattive della pianta.
Nel mondo islamico medievale il caffè assunse un ruolo culturale e religioso significativo, venendo consumato nei contesti sufi per favorire la vigilanza durante le pratiche spirituali notturne. Le prime “case del caffè” documentate sorsero in città come La Mecca e Il Cairo, diventando centri di scambio culturale e intellettuale.
L’introduzione in Europa avvenne tra il XVI e il XVII secolo, inizialmente attraverso Venezia. Il caffè suscitò controversie religiose prima di essere accettato, fino a essere definito in alcune fonti come “vino dell’Islam”. Successivamente si diffuse rapidamente nei caffè europei, che divennero luoghi centrali della vita sociale e politica, influenzando dibattiti scientifici, letterari e filosofici.
Dal punto di vista botanico, Coffea arabica L. è una specie allotetraploide, risultato di un evento di ibridazione naturale tra Coffea canephora e Coffea eugenioides. Questa caratteristica genetica contribuisce al suo profilo aromatico più complesso ma anche alla maggiore sensibilità a patogeni e condizioni ambientali rispetto ad altre specie coltivate.
Le varietà di Coffea arabica, come Typica e Bourbon, hanno dato origine a numerosi cultivar selezionati per qualità organolettiche, resa e adattabilità climatica. La diversità varietale è un elemento chiave nella specializzazione del caffè di alta qualità, con differenze sensoriali marcate legate a genetica, altitudine e metodi di lavorazione.
Durante il periodo coloniale, la coltivazione del caffè si diffuse in America Latina, Africa e Asia, spesso attraverso sistemi agricoli intensivi e monocolturali. In alcune regioni, il caffè ha avuto un impatto economico e sociale rilevante, diventando una delle principali commodities agricole globali.
Un aspetto curioso riguarda il ruolo del caffè nella storia della scienza e della politica. I caffè europei del XVII e XVIII secolo sono stati definiti “penny universities” per il loro ruolo nella diffusione del sapere accessibile, frequentati da scienziati, filosofi e imprenditori.
Dal punto di vista chimico, il caffè è una delle matrici vegetali più studiate, con centinaia di composti identificati, tra cui alcaloidi, polifenoli, diterpeni e composti volatili. La trasformazione indotta dalla tostatura rappresenta uno dei casi più complessi di modifica chimica di un alimento di origine vegetale.
Un’altra peculiarità riguarda la cosiddetta “cascara”, la polpa essiccata del frutto, che storicamente veniva utilizzata nelle regioni produttrici per preparare bevande fermentate o infusi, anticipando di fatto l’attuale interesse per il recupero dei sottoprodotti agroalimentari.
Infine, il caffè ha avuto un ruolo rilevante anche nella farmacologia storica, essendo incluso in diverse farmacopee come sostanza stimolante. Tuttavia, il suo utilizzo si è progressivamente spostato dall’ambito medicinale a quello alimentare e culturale, mantenendo comunque un interesse scientifico continuo per i suoi effetti fisiologici. |
Ricerche di articoli scientifici su Coffea arabica L.
Bibliografia relativa a principi attivi| Farah A., Coffee constituents, 2012Clarke R.J., Macrae R., Coffee Chemistry, 1985Vignoli J.A., Bassoli D.G., Benassi M.T., Antioxidant activity, polyphenols, caffeine and melanoidins in soluble coffee, 2011Mussatto S.I., Machado E.M.S., Martins S., Teixeira J.A., Production, composition, and application of coffee and its industrial residues, 2011Ky C.L., Louarn J., Guyot B., Hamon S., Noirot M., Trigonelline inheritance in coffee, 2001Patay É.B., Sali N., Kőszegi T., Caffeine content of beverages, 2016 |
Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni| Nehlig A., Effects of coffee and caffeine on brain health and disease: What should I tell my patients?, 2016 McLellan T.M., Caldwell J.A., Lieberman H.R., A review of caffeine’s effects on cognitive, physical and occupational performance, 2016 Grosso G., Godos J., Galvano F., Giovannucci E.L., Coffee, caffeine, and health outcomes: an umbrella review, 2017 Poole R., Kennedy O.J., Roderick P., Fallowfield J.A., Hayes P.C., Parkes J., Coffee consumption and health: umbrella review of meta-analyses of multiple health outcomes, 2017 Cano-Marquina A., Tarín J.J., Cano A., The impact of coffee on health, 2013 Farah A., Coffee: Emerging Health Effects and Disease Prevention, 2012 Upadhyay R., Mohan Rao L.J., An outlook on chlorogenic acids—occurrence, chemistry, technology, and biological activities, 2013 Clifford M.N., Chlorogenic acids and other cinnamates – nature, occurrence and dietary burden, 2000 Jeszka-Skowron M., Sentkowska A., Pyrzynska K., De Peña M.P., Chlorogenic acids, caffeine content and antioxidant properties of green coffee extracts: influence of green coffee bean preparation, 2016 Butt M.S., Sultan M.T., Coffee and its consumption: benefits and risks, 2011 |
Bibliografia relativa a estratti e integratori| Nehlig A., Effects of coffee and caffeine on brain health and disease: What should I tell my patients?, 2016 Grosso G., Godos J., Galvano F., Giovannucci E.L., Coffee, caffeine, and health outcomes: an umbrella review, 2017 Poole R., Kennedy O.J., Roderick P., Fallowfield J.A., Hayes P.C., Parkes J., Coffee consumption and health: umbrella review of meta-analyses of multiple health outcomes, 2017 McLellan T.M., Caldwell J.A., Lieberman H.R., A review of caffeine’s effects on cognitive, physical and occupational performance, 2016 Upadhyay R., Mohan Rao L.J., An outlook on chlorogenic acids—occurrence, chemistry, technology, and biological activities, 2013 Clifford M.N., Chlorogenic acids and other cinnamates – nature, occurrence and dietary burden, 2000 Farah A., Coffee: Emerging Health Effects and Disease Prevention, 2012 Cano-Marquina A., Tarín J.J., Cano A., The impact of coffee on health, 2013 Jeszka-Skowron M., Sentkowska A., Pyrzynska K., De Peña M.P., Chlorogenic acids, caffeine content and antioxidant properties of green coffee extracts: influence of green coffee bean preparation, 2016 |
Bibliografia relativa a tisane e composizioni| Nehlig A., Effects of coffee and caffeine on brain health and disease: What should I tell my patients?, 2016 McLellan T.M., Caldwell J.A., Lieberman H.R., A review of caffeine’s effects on cognitive, physical and occupational performance, 2016 Grosso G., Godos J., Galvano F., Giovannucci E.L., Coffee, caffeine, and health outcomes: an umbrella review, 2017 Poole R., Kennedy O.J., Roderick P., Fallowfield J.A., Hayes P.C., Parkes J., Coffee consumption and health: umbrella review of meta-analyses of multiple health outcomes, 2017 Clifford M.N., Chlorogenic acids and other cinnamates – nature, occurrence and dietary burden, 2000 Upadhyay R., Mohan Rao L.J., An outlook on chlorogenic acids—occurrence, chemistry, technology, and biological activities, 2013 Camellia sinensis monograph ESCOP, 2018 Zingiber officinale monograph EMA, 2014 Cynara scolymus monograph ESCOP, 2003 Taraxacum officinale monograph ESCOP, 2009 |
Bibliografia relativa a preparazioni alcoliche| Oh C.H., Optimization of Coffee Liqueur Manufacturing Process using Caffeine Content, 2019 Blumenthal P., Steger M.C., Quintanilla Bellucci A., Segatz V., Rieke-Zapp J., Sommerfeld K., Schwarz S., Einfalt D., Lachenmeier D.W., Production of Coffee Cherry Spirits from Coffea arabica Varieties, 2022 Clifford M.N., Chlorogenic acids and other cinnamates – nature, occurrence and dietary burden, 2000 Upadhyay R., Mohan Rao L.J., An outlook on chlorogenic acids—occurrence, chemistry, technology, and biological activities, 2013 Farah A., Coffee: Emerging Health Effects and Disease Prevention, 2012 Nehlig A., Effects of coffee and caffeine on brain health and disease: What should I tell my patients?, 2016 |
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