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| QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 25-04-2026 |
ARTEMISIA ANNUA |
LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO
| Dominio Eukaryota Regno Plantae Clade Angiosperme Clade Eudicotiledoni Clade Asteridi Ordine Asterales Famiglia Asteraceae Genere Artemisia Specie Artemisia annua L. |
Famiglia: Asteraceae |
| Sweet Wormwood, Sweet Annie, Sweet Sagewort, Annual Mugwort, Annual Wormwood |
| Artemisia chamomilla C. Winkler |
| PIANTA ERBACEA ANNUA ALTA DA 50CM A 1,5M, GLABRA, CON ASSE FIORALE ERETTO E FUSTI CHE DIVENTANO BRUNO-ROSSASTRI VERSO LE INFIORESCENZE, RADICE FITTONANTE, FOGLIE OVATE 2-3 PENNATOSETTE, INFIORESCENZA A PANNOCCHIA TERMINALE COMPOSTA DA MOLTISSIMI CAPOLINI CON FIORI TUBULARI, FEMMINILI QUELLI PERIFERICI ED ERMAFRODITI QUELLI CENTRALI. I FRUTTI SONO ACHENI MARRONCINI DI CIRCA 5MM LE SPECIE DELLE ARTEMISIE DIFFUSE NELLE ZONE ALPINE POSSONO ESSERE FACILMENTE CONFUSE DATA LA LORO SOMIGLIANZA. ANCHE L'A.ANNUA, COME LE ALTRE, PRODUCE UN OLIO ESSENZIALE UTILIZZATO COME AROMATIZZANTE, IN GENERE IN APERITIVI E DIGESTIVI. |
| LUGLIO, AGOSTO, SETTEMBRE, OTTOBRE, ESTATE, AUTUNNO |
| COLORI OSSERVATI NEI FIORI |
| ________ BIANCO GIALLASTRO |
| ________ GIALLO |
| ________ GIALLO CHIARISSIMO |
| Originaria della zona Eurasiatica. Presente ma quasi rara in Italia. Popola anche l'Europa alpina, i Balcani, i Carpazi e soprattutto la Cina fino a 500m di altezza. Abita ruderi, terreni incolti ghiaiosi e sabbiosi, sentieri, bordi delle strade e scarpate su terreni abbastanza umidi con substrato calcareo e/o siliceo e pH neutro. |
| DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE |
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| PIENA FIORITURA (LUGLIO-SETTEMBRE), QUANDO I PRINCIPI ATTIVI (ES. ARTEMISININA) RAGGIUNGONO LA MASSIMA CONCENTRAZIONE. |
| (Parti ricche in principi attivi) |
| FOGLIE E SOMMITÀ FIORITE, RACCOLTE DURANTE LA FIORITURA |
| INTENSAMENTE AROMATICO, ERBACEO E CANFORATO, CON NOTE TERPENICHE FRESCHE E UN CARATTERISTICO RETROGUSTO AMARO-DOLCE. |
| INTENSAMENTE AMARO E PUNGENTE, CON NOTE CANFORATE, TERPENICHE E UN RETROGUSTO ERBACEO-ASTRINGENTE. |
| TOSSICITÀ: RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO |
| Motivazione: i dati tossicologici indicano che la pianta e i suoi estratti possono essere generalmente ben tollerati a dosi appropriate, ma la sicurezza dipende dalla composizione dell’estratto e dal contenuto in artemisinina e altri composti; studi in vivo e dati clinici sui derivati mostrano possibili effetti epatotossici e neurotossici a dosi elevate o uso prolungato, mentre per la pianta intera le evidenze sono limitate e non completamente definite. |
| EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE |
| Motivazione: l’efficacia terapeutica è documentata esclusivamente per derivati purificati dell’artemisinina in studi clinici controllati e revisioni sistematiche nel trattamento della malaria, mentre l’uso fitoterapico diretto della pianta intera o degli estratti non standardizzati non è supportato da evidenze cliniche equivalenti; i dati disponibili sulla pianta riguardano principalmente studi in vitro e in vivo animale e uso tradizionale, con efficacia non generalizzabile. |
| Sesquiterpeni lattoni: artemisinina, diidroartemisinina, artemisinina acido, arteannuina B, arteannuina A Oli essenziali monoterpenici e sesquiterpenici: canfora, 1,8 cineolo, artemisia chetone, borneolo, alfa pinene, beta pinene Flavonoidi: artemetina, casticina, crisosplenolo D, eupatorina, luteolina, quercetina Acidi fenolici e derivati: acido clorogenico, acido caffeico, acido ferulico, acido cumarico Cumarine: scopoletina, umbelliferone Poliacetileni: capillene, derivati poliacetilenici ossigenati Steroli e triterpeni: beta sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo |
Bibliografia |
| PROPRIETÀ E INDICAZIONI REGISTRATE Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico. | |
| ND | NON STUDIATA O NON DISPONIBILE |
| ++ | ANTIOSSIDANTE (PER STRESS OSSIDATIVO) |
| + | ANTIMICROBICO ANTIBATTERICO ANTISETTICO |
| + | ANTINFIAMMATORIO |
| + | ANTIPARASSITARIO VEGETALE (USO TOPICO) |
| + | ANTITUMORALE (ATTIVITÀ IN VITRO) |
| + | PARASSITI INTESTINALI (PROTOZOI, GIARDIA, ECC.) |
| ? | INFEZIONI BATTERICHE |
| +++ | FEBBRE E STATI FEBBRILI |
| +++ | MALARIA E FEBBRI MALARICHE |
| ++ | CARMINATIVO ANTIFERMENTATIVO |
| ++ | DIGESTIVO |
| ++ | DIGESTIVO EUPEPTICO AROMATICO |
| ++ | DISPEPSIA O CATTIVA DIGESTIONE |
| ++ | METEORISMO FLATULENZA E FERMENTAZIONI INTESTINALI |
| + | DEPURATIVO DRENANTE |
| Confermate da studi scientifici e clinici Non sono disponibili evidenze cliniche controllate, meta-analisi o revisioni sistematiche che confermino l’efficacia fitoterapica della droga vegetale Artemisia annua L. nel suo complesso come preparato fitoterapico standardizzato. Le evidenze cliniche robuste riguardano esclusivamente derivati semisintetici dell’artemisinina isolata, utilizzati come farmaci antimalarici, e non sono direttamente trasferibili alla pianta intera o ai preparati erboristici non standardizzati. Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata Attività antiplasmodiale osservata in vitro e in modelli animali, attribuita principalmente all’artemisinina e ad altri sesquiterpeni lattone presenti nella specie; studi sperimentali indicano attività significativa contro Plasmodium spp., ma con elevata variabilità nei preparati vegetali non standardizzati. Attività antivirale evidenziata in vitro nei confronti di diversi virus, inclusi virus a RNA, con risultati eterogenei e non confermati in ambito clinico; alcuni studi suggeriscono effetti su SARS-CoV-2 in modelli cellulari, senza validazione clinica. Attività antinfiammatoria documentata in modelli in vitro e in vivo animale, con modulazione di mediatori infiammatori e citochine; evidenze non confermate da studi clinici. Attività antiossidante dimostrata in vitro attraverso capacità scavenger e modulazione dello stress ossidativo; rilevanza clinica non dimostrata. Attività antiproliferativa e citotossica su linee cellulari tumorali documentata in vitro; studi preclinici suggeriscono potenziale attività antitumorale, ma i dati sono preliminari e non trasferibili alla pratica clinica. Attività antiparassitaria su protozoi diversi da Plasmodium documentata in vitro; evidenze limitate e non validate in vivo nell’uomo. Uso storico e nella tradizione Impiego nella medicina tradizionale cinese per febbri intermittenti e condizioni assimilabili alla malaria, documentato in testi classici; uso empirico consolidato ma non validato secondo criteri clinici moderni. Impiego come digestivo e carminativo nella tradizione asiatica e africana, senza evidenze sperimentali specifiche sulla specie che ne confermino l’efficacia. Uso come rimedio per infezioni e stati febbrili in medicina popolare, senza supporto da studi clinici o farmacologici specifici sulla droga vegetale intera. 13 febbraio 2015 In merito all'utilizzo dell'Artemisia Annua come farmaco antitumorale, si può dire con certezza che, in esperimenti in vitro, uno dei suoi principi attivi, l'artemisinina e i suoi derivati, hanno dimostrato un effetto tossico sulle cellule tumorali e che questa classe di farmaci è utilizzata come trattamento della malaria con un profilo di tossicità estremamente favorevole. Alcuni ricercatori dell'Istituto Nazionale dei Tumori sono direttamente coinvolti nella valutazione di un altro principio attivo dell'Artemisia Annua, la diidroartemisinina, e del suo ruolo antineoplastico valutato per ora sempre su modelli preclinici: i risultati sono convincenti ed è in corso di preparazione una pubblicazione scientifica. In merito all'uso clinico i dati disponibili in letteratura sono limitati a un solo studio cinese in pazienti affetti da tumore del polmone "non a piccole cellule" che ha confrontato l'utilizzo di chemioterapia (cisplatino e vinorelbina) in combinazione o meno con artesunato (un derivato semisintetico dell'artemisinina) e qualche "case report" con diversi preparati e vari dosaggi, in combinazione con differenti trattamenti chemioterapici in neoplasie con varia eziologia. Lo studio cinese, purtroppo, non ha dimostrato che l'aggiunta di artesunato modifichi la durata della sopravvivenza dei malati e i "case report" sono molto difficili da interpretare e hanno scarso valore per la generalizzazione di una cura. In pratica, a oggi non esistono studi clinici che possano darci informazioni di quello che l'Artemisia Annua e i suoi derivati producono nell'uomo, sia come tossicità sia come efficacia antineoplastica. [Tratto da Fonfazione IRCCS - Istituto Nazionale dei Tumori] L’artemisina e i suoi derivati, estratti da Artemisia annua L., sono efficaci nel trattamento della malaria resistente ai farmaci convenzionali, con studi clinici in vivo che ne confermano l’efficacia. Studi clinici preliminari e trial su pazienti indicano effetti promettenti dell’artemisina in alcuni tumori e infezioni virali specifiche. Studi in vitro e su modelli animali mostrano riduzione di marcatori infiammatori e aumento della capacità antiossidante. Evidenze da studi in vitro indicano efficacia contro alcuni protozoi oltre Plasmodium, confermata in parte dalla pratica fitoterapica tradizionale. |
| CONTROINDICAZIONI
(Le controindicazioni richiedono evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni) NON SONO DISPONIBILI CONTROINDICAZIONI FORMALMENTE STABILITE E SUPPORTATE DA DATI CLINICI DIRETTI RELATIVI ALL’USO FITOTERAPICO DELLA PIANTA INTERA DI ARTEMISIA ANNUA L. |
| AVVERTENZE
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati) USO NON SOSTITUTIVO DELLA TERAPIA ANTIMALARICA STANDARD. EVIDENZA CLINICA INDIRETTA: STUDI CLINICI CONTROLLATI DIMOSTRANO L’EFFICACIA DEI DERIVATI PURIFICATI DELL’ARTEMISININA, MENTRE L’IMPIEGO DELLA PIANTA O DI INFUSI NON STANDARDIZZATI NON RAGGIUNGE CONCENTRAZIONI TERAPEUTICHE ADEGUATE E PUÒ FAVORIRE FALLIMENTO TERAPEUTICO E SVILUPPO DI RESISTENZE. VARIABILITÀ DEL CONTENUTO IN PRINCIPI ATTIVI. EVIDENZA FARMACOGNOSTICA E ANALITICA: STUDI QUANTITATIVI DIMOSTRANO AMPIA VARIABILITÀ DEL CONTENUTO IN ARTEMISININA E ALTRI METABOLITI SECONDARI IN FUNZIONE DI CHEMOTIPO, CONDIZIONI DI COLTIVAZIONE E METODO ESTRATTIVO, CON CONSEGUENTE IMPREVEDIBILITÀ DELL’EFFETTO FARMACOLOGICO. POTENZIALE EPATOTOSSICITÀ A DOSI ELEVATE O USO PROLUNGATO. EVIDENZA CLINICA E IN VIVO: SEGNALAZIONI SU DERIVATI DELL’ARTEMISININA E STUDI SPERIMENTALI INDICANO POSSIBILI ALTERAZIONI DEGLI ENZIMI EPATICI; PER LA PIANTA INTERA I DATI SONO LIMITATI MA SUGGERISCONO CAUTELA NELL’USO CONTINUATIVO. POSSIBILI EFFETTI NEUROTOSSICI A DOSI ELEVATE. EVIDENZA IN VIVO ANIMALE: STUDI SPERIMENTALI SU DERIVATI DELL’ARTEMISININA EVIDENZIANO EFFETTI NEUROTOSSICI DOSE DIPENDENTI; L’ESTENSIONE ALLA PIANTA INTERA NON È COMPLETAMENTE DEFINITA MA È FARMACOLOGICAMENTE PLAUSIBILE. INTERAZIONI CON ENZIMI DEL METABOLISMO EPATICO. EVIDENZA IN VITRO: DATI SPERIMENTALI INDICANO MODULAZIONE DEL SISTEMA CITOCROMO P450 DA PARTE DI COMPONENTI DELLA PIANTA, CON POTENZIALE ALTERAZIONE DEL METABOLISMO DI FARMACI CONCOMITANTI; MANCANO CONFERME CLINICHE SPECIFICHE. LIMITATA STANDARDIZZAZIONE DEI PREPARATI FITOTERAPICI. EVIDENZA REGOLATORIA E FARMACOGNOSTICA: L’ASSENZA DI STANDARDIZZAZIONE UNIFORME NEGLI ESTRATTI FITOTERAPICI COMPORTA VARIABILITÀ DI EFFICACIA E SICUREZZA, CON DATI CLINICI INSUFFICIENTI PER DEFINIRE UN PROFILO RISCHIO BENEFICIO CONSOLIDATO. |
| (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche) |
| ANTIMALARICI |
| EPATOTOSSICI |
| FARMACI EPATOMETABOLIZZATI (CYP450) |
| FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP2B6 |
| FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP2C9 |
| FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP3A4 |
| Estratto secco standardizzato di Artemisia annua L.
Preparati ottenuti per estrazione idroalcolica e successiva essiccazione, titolati in artemisinina con titoli variabili generalmente compresi tra 0,5 e 1,5 percento. Non esiste un titolo universalmente riconosciuto per un effetto terapeutico fitoterapico validato, poiché l’efficacia clinica è documentata per derivati purificati e non per l’estratto vegetale. In ambito sperimentale e tradizionale, dosaggi giornalieri compresi tra 200 e 1000 mg di estratto secco sono riportati, con ampia variabilità e assenza di standardizzazione clinica.
Estratto idroalcolico fluido o tintura madre di Artemisia annua L.
Preparazioni liquide ottenute per macerazione in etanolo a diverse gradazioni, contenenti artemisinina e flavonoidi. Non esistono titoli standardizzati riconosciuti per indicazioni terapeutiche validate. Posologia tradizionale e osservazionale generalmente compresa tra 2 e 5 ml fino a tre volte al giorno, senza conferme da studi clinici controllati.
Estratti lipofili arricchiti in artemisinina
Preparati ottenuti mediante solventi organici o tecniche avanzate per concentrare la frazione sesquiterpenica. Titoli in artemisinina superiori al 2 percento sono riportati in ambito sperimentale. L’utilizzo è limitato alla ricerca e non esistono posologie fitoterapiche validate per uso umano, né indicazioni cliniche riconosciute.
Polvere micronizzata standardizzata della droga
Preparazioni contenenti la polvere della pianta essiccata, talvolta standardizzate per contenuto in artemisinina o flavonoidi. L’assenza di standardizzazione farmacologica e clinica limita la definizione di un titolo efficace. Posologia empirica riportata tra 1 e 3 grammi al giorno, con ampia variabilità e mancanza di evidenze cliniche.
Preparazioni omeopatiche di Artemisia annua L.
Utilizzo della droga vegetale in diluizioni omeopatiche variabili, generalmente dalla bassa alla alta diluizione. Non esistono evidenze scientifiche validate sull’efficacia terapeutica secondo criteri farmacologici o clinici. La posologia segue i principi dell’omeopatia e non è correlata a contenuti misurabili di principi attivi.
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| (Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso) |
| Tisana antiossidante e di supporto immunitario
Ingredienti:
Foglie essiccate di Artemisia annua, foglie di Urtica dioica (ortica), fiori di Calendula officinalis (calendula).
Preparazione e uso:
Versare acqua bollente su un cucchiaino di ciascun ingrediente, lasciare in infusione alcuni minuti, filtrare. Bere una tazza al giorno, preferibilmente dopo i pasti. Questa tisana unisce i composti fenolici e flavonoidi dell’Artemisia annua con il profilo minerale dell’ortica e la componente lenitiva della calendula, per un effetto antiossidante e di sostegno generale. Le informazioni fitochimiche indicano che i composti fenolici e flavonoidi presenti nella pianta possono contribuire alle attività biologiche in vitro degli estratti, incluse le infusione vegetali.
Tisana digestiva con erbe amare
Ingredienti:
Parti aeree essiccate di Artemisia annua, radice di Taraxacum officinale (tarassaco), foglie di Mentha × piperita (menta piperita).
Preparazione e uso:
Preparare l’infuso con un cucchiaino di ogni erba in acqua bollente, lasciare in infusione 8–10 minuti, filtrare e bere una tazza al giorno, dopo il pasto principale. Questa combinazione sfrutta l’amaro caratteristico di Artemisia annua insieme alle qualità digestive del tarassaco e alla freschezza aromatica della menta, favorendo la funzione digestiva e il confort gastrointestinale.
Tisana lenitiva e calmante per il benessere generale
Ingredienti:
Foglie di Artemisia annua, fiori di Matricaria chamomilla (camomilla), foglie di Melissa officinalis (melissa).
Preparazione e uso:
Infondere un cucchiaino di ciascun ingrediente in acqua bollente per 8–10 minuti, filtrare e bere una tazza la sera, lontano dai pasti. L’effetto lenitivo di camomilla e melissa si unisce ai profili fitochimici aromatici dell’Artemisia annua per una tisana calmante, utile per favorire relax e benessere serale.
Tisana tradizionale con più erbe aromatiche
Ingredienti:
Parti aeree di Artemisia annua, radice di Zingiber officinale (zenzero), scorza di Citrus sinensis (arancia).
Preparazione e uso:
In acqua bollente versare la miscela di erbe e lasciare in infusione 8–10 minuti, filtrare e consumare una tazza al giorno come bevanda aromatica funzionale. Lo zenzero apporta un effetto riscaldante e digestivo alla tisana, mentre la scorza d’arancia offre componenti aromatici e contributi di flavonoidi naturali.
Indicazioni generali di sicurezza e uso
Le tisane qui descritte utilizzano Artemisia annua in quantità tipiche per l’infusione di erbe, insieme ad altre piante tradizionalmente impiegate per supportare digestione, equilibrio generale e attività antiossidante.
Le evidenze fitochimiche e sperimentali suggeriscono che i composti presenti nelle foglie e nelle parti aeree possono contribuire ad attività biologiche, incluse interazioni con enzimi epatici e potenziale sinergismo con altri fitochimici presenti nella miscela.
L’uso di tisane deve essere moderato e non protratto senza supervisione in gravidanza, allattamento o in presenza di condizioni mediche specifiche o terapie concomitanti.
Bibliografia
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| 1. Tinture idro‑alcoliche di Artemisia annua (non vini)
La preparazione più diffusa di Artemisia annua in ambito erboristico è una tintura idro‑alcolica, ossia un estratto alcolico concentrato delle parti aeree essiccate della pianta.
Preparazione tipica (tintura):
Si utilizzano le parti aeree fiorite e foglie essiccate di Artemisia annua.
La pianta viene macerata in alcool etilico (spesso tra 38–96% vol.) per diverse settimane (tradizionalmente 4–6 settimane).
Si filtra il macerato per ottenere la tintura, eventualmente diluita con acqua o altri solventi.
Uso della tintura:
La tintura di A. annua è comunemente assunta in gocce diluite in acqua o succo, non come bevanda sociale.
In fitoterapia è proposta per supportare il benessere gastrointestinale e altre funzioni fisiologiche, sempre seguendo indicazioni di professionisti sanitari, dato che la pianta contiene composti bioattivi (es. artemisinina).
2. Preparazioni tradizionali miste (con altre specie di Artemisia)
Esistono bevande alcoliche storiche e geografiche dove Artemisia è usata per aromatizzare vini o spiriti, ma queste generalmente non usano A. annua come ingrediente preponderante.
Esempi tradizionali:
Vermut: vino arricchito con varie piante aromatiche, tra cui Artemisia spp.; la legge italiana richiede la presenza di artemisia (non specificata in specie), ma il riferimento è tradizionalmente a specie come A. absinthium o A. pontica.
Genepì (liquore alpino): preparato mediante macerazione in alcool di varie specie di Artemisia alpine; qui di nuovo, A. annua non è la specie storica impiegata.
Uso e considerazioni
Uso clinico/tradizionale:
Le tinture di A. annua si utilizzano internamente in poca quantità diluita per scopi erboristici (ad es. supporto digestivo), non per consumo come bevanda alcolica.
Alcune preparazioni idro‑alcoliche artigianali sono impiegate tradizionalmente (gliceriti o estratti combinati) per ampliare il profilo fitochimico, ma sempre come medicamenti o integratori, non come prodotti per il semplice consumo sociale.
Nota normativa e di sicurezza:
Preparazioni alcoliche a base di Artemisia (specialmente absinthe o vermouth) sono soggette a limiti legali sul contenuto di composti come il thujone, che non è un costituente primario di A. annua, ma di altre specie di Artemisia usate per bevande.
Bibliografia
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| Consultare il proprio medico prima di assumere queste bevande ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol |
| Vedi sul web gli studi sulle proprietà antitumorali per Artemisia annua L. |
PIANTA MELLIFERA...
NOTE VARIE E STORICHE...
Ricerche di articoli scientifici su Artemisia annua L. |