PIANTA MELLIFERA PRIMARIA o MONOFLORALE...| Acacia farnesiana è considerata una specie mellifera visitata attivamente dalle api per il nettare e il polline, soprattutto nelle aree tropicali e subtropicali dove la specie è naturalizzata o coltivata. Tuttavia la produzione di un miele monoflora autenticamente riconosciuto e standardizzato risulta rara e scarsamente documentata nella letteratura melissopalinologica internazionale.
Nelle aree dell’America Latina, del Messico e di alcune regioni aride subtropicali la specie può contribuire in modo significativo alla produzione di mieli uniflorali o prevalenti, ma più frequentemente entra nella composizione di mieli multiflorali aromatici.
Il miele derivato prevalentemente da Acacia farnesiana viene descritto come mediamente aromatico, con note floreali dolci, balsamiche e leggermente speziate correlate alla ricca composizione volatile dei fiori. Alcune descrizioni sensoriali riportano sfumature che ricordano mimosa, violetta, fiori secchi, mandorla e leggere note resinose.
Il colore tende generalmente dal giallo dorato chiaro all’ambra chiara, con trasparenza variabile in funzione della composizione pollinica e delle condizioni ambientali. La cristallizzazione è mediamente lenta nei mieli con maggiore componente fruttosica. |
USO ALIMENTARE...ATTENZIONE: Utilizzare solo in piccole quantità
Dolci: I fiori di acacia possono essere utilizzati per decorare dolci come torte e crostate. Puoi anche prepararli in pastella e friggerli per ottenere dei deliziosi fiori fritti, che possono essere serviti con zucchero a velo.
Insalate: Aggiungi i fiori freschi a insalate per un tocco di colore e sapore. Si abbinano bene con verdure fresche e formaggi.
Sciroppo di Fiori di Acacia: Puoi preparare un siroppo dolce utilizzando i fiori, zucchero e acqua. Questo siroppo può essere usato per dolcificare bevande o come condimento per dessert.
Gelato o Sorbetto: I fiori possono essere utilizzati per aromatizzare gelati o sorbetti, creando un dessert fresco e profumato. |
Vedi anche Ricette con erbe officinali e
Ricette vegetariane
APPROFONDIMENTO SU GOMME E GEL NATURALI...
| GOMME E GEL NATURALI
Le gomme naturali sono dei polisaccaridi eterogenei. Pare che la formazione da parte delle piante abbia cause fitopatologiche. Le gomme formano soluzioni adesive con acqua calda.
Si suddividono in:
- solubili quando danno soluzioni colloidali sciogliendosi in acqua (gomma arabica);
- semisolubili quando si comportano come le insolubili e poi, per aggiunta di altra acqua diventano solubili;
- insolubili se in acqua rigonfiano e danno un gel (gomma adragante, gomma karaja, gomma guar, glucomannano).
L'impiego farmaceutico e cosmetico è molto vario: eccipienti, correttivi, viscosizzanti, emulsionanti ecc., in fitoterapia vengono usati anche direttamente come blandi lassativi, anoressanti, protettivi delle mucose e antiacidi.
Il gel naturale estratto dall'agar è insolubile in acqua fredda ma facilmente solubile in acqua bollente ; la soluzione ottenuta (sol) è un gel solido che non fonde al di sotto degli 85° C. Con l'essiccamento del gel viene prodotta una polvere priva di tossicità che può assorbire fino a 200 volte il peso in acqua e che viene utilizzata dall'industria alimentare come addensante, dall'industria farmaceutica per sospensioni, gel e supposte, nella ricerca di laboratorio come terreno di coltura e in odontoiatria. Nella fitoterapia è considerato un buon lassativo meccanico.
La gomma guar non è né solubile né dispersibile nei solventi organici. La viscosità dei sol di gomma guar non è modificata da cambiamenti di PH tra 4 e 10,5. è compatibile con la gelatina, l'amido e molte altre gomme insolubili.
La gomma di carrubo è compatibile con la gelatina, l'amido e altre gomme vegetali; ha usi simili a quelli della gomma guar e viene utilizzata anche al posto della adragante; può aumentare la forza dei gel d'agar e ritardare la loro sineresi. Essa viene idratata in acqua calda per poi essere conservata in soluzione fredda (sol). Non è digerita dagli animali e viene utilizzata soprattutto come additivo in formaggi, carni, salse di pesce, gelati, torte farcite, zuppe, prodotti da forno, ecc.
[Tratto da: F.Capasso-G.Grandolini "Fitofarmacia";]
[A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"] |
NOTE VARIE E STORICHE...| Acacia farnesiana è oggi correttamente classificata come Vachellia farnesiana in seguito alla revisione filogenetica del grande complesso Acacia sensu lato, ma il nome storico Acacia farnesiana continua a essere ampiamente utilizzato nella letteratura botanica, erboristica, profumiera e commerciale.
Il nome “farnesiana” deriva dalla famiglia Farnese, celebre casata italiana del Rinascimento. La pianta venne coltivata nei giardini Farnese di Roma già nel XVII secolo dopo la sua introduzione dalle Americhe, diventando una delle specie aromatiche esotiche più apprezzate dell’epoca.
I fiori estremamente profumati della specie hanno avuto grande importanza storica nella profumeria francese tradizionale, specialmente a Grasse, dove venivano utilizzati per ottenere l’assoluta aromatica nota commercialmente come “cassie”. Questa essenza era considerata una delle materie prime floreali più pregiate della profumeria classica.
L’aroma dei fiori è particolarmente complesso e intenso rispetto ad altre specie di Vachellia o Acacia, con sfumature floreali, mielate, speziate e leggermente poudré che hanno reso la specie importante anche nella storia della chimica aromatica naturale.
La specie è originaria probabilmente dell’America tropicale e subtropicale, ma si è diffusa ampiamente in Africa, India, Medio Oriente e area mediterranea, dove in molti casi si è naturalizzata spontaneamente.
Acacia farnesiana possiede una notevole tolleranza alla siccità e ai suoli poveri, caratteristica che ne ha favorito l’utilizzo tradizionale nei programmi di riforestazione e controllo dell’erosione nelle regioni aride.
In molte culture tradizionali i rami spinosi della pianta venivano impiegati come recinzioni vive naturali per proteggere colture e pascoli dagli animali.
La specie produce baccelli persistenti ricchi in tannini che storicamente venivano utilizzati localmente per concia tradizionale delle pelli e preparazioni astringenti popolari.
In alcune tradizioni etnobotaniche dell’America centrale i fiori aromatici erano utilizzati anche per profumare abiti, ambienti e preparazioni cosmetiche artigianali.
La pianta presenta una notevole variabilità morfologica e fitochimica legata alle differenti condizioni climatiche e geografiche, fattore che ha generato numerose confusioni tassonomiche storiche con altre specie del gruppo mimoseo. |
Ricerche di articoli scientifici su Vachellia farnesiana (L.) Wight & Arn.
Bibliografia relativa a principi attivi| Seigler David S., Phytochemistry of Acacia sensu lato, Biochemical Systematics and Ecology, 2003Orwa C., Mutua A., Kindt R., Jamnadass R., Simons A., Agroforestree Database A Tree Reference and Selection Guide Version 4.0, 2009Duke James A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002Kirtikar K. R., Basu B. D., Indian Medicinal Plants Volume II, 1999 editionBurkill H. M., The Useful Plants of West Tropical Africa Volume 3, 1995Marles Richard J., Farnsworth Norman R., Antidiabetic Plants and Their Active Constituents, Phytomedicine, 1995Aliyu Musa, Oladipo Olatunde T., Phytochemical and Antimicrobial Studies of Acacia farnesiana, African Journal of Traditional Complementary and Alternative Medicines, 2011Chaudhary Gyanendra, Goyal Sandeep, Poonia Poonam, Lawsonia inermis Linnaeus A Phytopharmacological Review, although comparative references include Acacia farnesiana phytochemistry, International Journal of Pharmaceutical Sciences and Drug Research, 2010Kalaivani T., Mathew Lazar, Free Radical Scavenging Activity from Leaves of Acacia Species, Journal of Herbs Spices and Medicinal Plants, 2010Mahmood Ahmad, Mahmood Aftab, Shaheen Humaira, Qureshi Riaz Ahmed, Sangi Yasmeen, Gilani Syed Akhtar Hussain, Ethnomedicinal Survey of Plants from District Bhimber Azad Jammu and Kashmir Pakistan, Journal of Medicinal Plants Research, 2011 |
Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni| Seigler David S., Phytochemistry of Acacia sensu lato, Biochemical Systematics and Ecology, 2003Duke James A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002Kirtikar K. R., Basu B. D., Indian Medicinal Plants Volume II, 1999 editionBurkill H. M., The Useful Plants of West Tropical Africa Volume 3, 1995Aliyu Musa, Oladipo Olatunde T., Phytochemical and Antimicrobial Studies of Acacia farnesiana, African Journal of Traditional Complementary and Alternative Medicines, 2011Marles Richard J., Farnsworth Norman R., Antidiabetic Plants and Their Active Constituents, Phytomedicine, 1995Kalaivani T., Mathew Lazar, Free Radical Scavenging Activity from Leaves of Acacia Species, Journal of Herbs Spices and Medicinal Plants, 2010Orwa C., Mutua A., Kindt R., Jamnadass R., Simons A., Agroforestree Database A Tree Reference and Selection Guide Version 4.0, 2009Mahmood Ahmad, Mahmood Aftab, Shaheen Humaira, Qureshi Riaz Ahmed, Sangi Yasmeen, Gilani Syed Akhtar Hussain, Ethnomedicinal Survey of Plants from District Bhimber Azad Jammu and Kashmir Pakistan, Journal of Medicinal Plants Research, 2011 |
Bibliografia relativa a estratti e integratori| Seigler David S., Phytochemistry of Acacia sensu lato, Biochemical Systematics and Ecology, 2003Duke James A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002Kirtikar K. R., Basu B. D., Indian Medicinal Plants Volume II, 1999 editionBurkill H. M., The Useful Plants of West Tropical Africa Volume 3, 1995Aliyu Musa, Oladipo Olatunde T., Phytochemical and Antimicrobial Studies of Acacia farnesiana, African Journal of Traditional Complementary and Alternative Medicines, 2011Kalaivani T., Mathew Lazar, Free Radical Scavenging Activity from Leaves of Acacia Species, Journal of Herbs Spices and Medicinal Plants, 2010Orwa C., Mutua A., Kindt R., Jamnadass R., Simons A., Agroforestree Database A Tree Reference and Selection Guide Version 4.0, 2009Evans William Charles, Trease and Evans Pharmacognosy, 2009Bruneton Jean, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999 |
Bibliografia relativa a tisane e composizioni| Seigler David S., Phytochemistry of Acacia sensu lato, Biochemical Systematics and Ecology, 2003Duke James A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002Kirtikar K. R., Basu B. D., Indian Medicinal Plants Volume II, 1999 editionBurkill H. M., The Useful Plants of West Tropical Africa Volume 3, 1995Aliyu Musa, Oladipo Olatunde T., Phytochemical and Antimicrobial Studies of Acacia farnesiana, African Journal of Traditional Complementary and Alternative Medicines, 2011Kalaivani T., Mathew Lazar, Free Radical Scavenging Activity from Leaves of Acacia Species, Journal of Herbs Spices and Medicinal Plants, 2010Evans William Charles, Trease and Evans Pharmacognosy, 2009Bruneton Jean, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999 |
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