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| QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 03-05-2026 |
MALVAROSA |
LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO
| Dominio Eukaryota Regno Plantae Clade Angiosperme Clade Mesangiosperme Clade Eudicotiledoni Clade Rosidi Clade Malvidi Ordine Geraniales Famiglia Geraniaceae Genere Pelargonium Specie Pelargonium graveolens |
Famiglia: Geraniaceae |
| Pelargonio Odoroso, Geranio Odoroso, Geranio Rosa, Malvarosa, Sweet Scented Geranium, Old-fashioned Rose Geranium, Rose-scent Geranium, Rose Geranium, Geranium |
| Geraniospermum Terebintaceum (Cav.) Kuntze, Geranium Asperum Poir., Geranium Graveolens (L'Hér. Ex Aiton) Thunb., Geranium Radula Roth, Geranium Terebinthinaceum Cav., Hoarea Intermixta Sweet, Pelargonium Asperum Ehrh., Pelargonium Asperum Ehrh. Ex Spreng., Pelargonium Intermedium Kunth, Pelargonium Intermedium R.Knuth, Pelargonium Terebintaceum (Cav.) Harv. & Sond., Pelargonium Terebinthinaceum (Cav.) Desf., Pelargonium Terebinthinaceum Small |
| PIANTA ERBACEA SUFFRUTICOSA CON STELO ERETTO ALTA FINO A 1,5 M RICOPERTA DI PELI GHIANDOLARI RICCHI DI OLI ESSENZIALI CON FOGLIE PUBESCENTI VERDE-CHIARO 5-7 LOBATE A MARGINE SEGHETTATO, ATTACCATE AL FUSTO CON LUNGO PICCIOLO E PICCOLI FIORI ERMAFRODITI SESSILI BIANCHI O ROSATI RIUNITI IN OMBRELLE APICALI. I FRUTTI CONTENGONO SEMI NERI PICCOLI |
| MAGGIO GIUGNO LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE OTTOBRE (CON PICCO IN ESTATE: GIUGNO-AGOSTO), CON FIORI BIANCHI O ROSATI RIUNITI IN OMBRELLE APICALI |
| COLORI OSSERVATI NEI FIORI |
| ________ BIANCO |
| ________ MALVA |
| ________ ROSA |
| ________ ROSA VIOLACEO |
| Originario del Sud Africa, in particolare delle province del Capo e del KwaZulu-Natal, e si trova anche nello Zimbabwe e nel Mozambico. Nel suo habitat naturale, cresce sulle montagne, in posizioni riparate come gole, generalmente in ambienti relativamente umidi. Predilige posizioni soleggiate o semi-ombreggiate e si adatta a suoli sabbiosi o limosi ben drenati, con un pH da neutro ad alcalino. Grazie al suo apprezzato profumo di rosa, è ampiamente coltivato in molte regioni temperate e tropicali del mondo come pianta ornamentale e per la produzione di olio essenziale. Nelle coltivazioni, richiede pieno sole per una migliore produzione di olio, ma tollera anche la mezz'ombra. Il suolo ideale è ben drenato, e la pianta preferisce un'irrigazione moderata, tollerando una certa siccità ma non i ristagni idrici. Nelle zone con inverni freddi, viene spesso coltivato in vaso e riparato durante la stagione fredda poiché è sensibile al gelo. In alcune regioni dove è stato introdotto, può naturalizzarsi in aree con climi miti. |
| DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE |
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| PRIMA DELLA FIORITURA (FINE PRIMAVERA-INIZIO ESTATE) PER MASSIMA CONCENTRAZIONE DI OLI ESSENZIALI NELLE FOGLIE |
| (Parti ricche in principi attivi) |
| FOGLIE (FOLIA PELARGONII) E OLIO ESSENZIALE ESTRATTO DALLE PARTI AEREE, RICCO IN CITRONELLOLO, GERANIOLO E LINALOLO |
| INTENSO AROMA DI ROSA CON NOTE FRESCHE DI MENTA E AGRUMI (DOVUTO A CITRONELLOLO E GERANIOLO) |
| FOGLIE: DOLCE-FLOREALE CON RETROGUSTO LIEVEMENTE AMARO E PICCANTE; OLIO ESSENZIALE: CALDO, FLOREALE E ERBACEO |
| TOSSICITÀ: BASSISSIMA |
| Motivazione: dati tossicologici indicano buona sicurezza dell’olio essenziale a dosaggi appropriati con possibili effetti indesiderati lievi e rari, principalmente irritazione cutanea o sensibilizzazione; assenza di evidenze di tossicità sistemica significativa alle dosi terapeutiche usuali |
| EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE |
| Motivazione: le evidenze disponibili riguardano principalmente l’olio essenziale di Pelargonium graveolens L’Hér., con studi in vitro e in vivo animale che documentano attività antimicrobica, antinfiammatoria e antiossidante attribuibili a monoterpeni ossigenati quali citronellolo e geraniolo; mancano studi clinici controllati robusti sulla pianta o sui preparati standardizzati, e l’efficacia risulta strettamente legata alla composizione chemotipica e alla forma estrattiva utilizzata |
| Monoterpeni alcolici: citronellolo, geraniolo, nerolo, linalolo Monoterpeni esteri: formiato di citronellile, acetato di geranile, formiato di geranile, acetato di citronellile Monoterpeni aldeidici: citronellale, geraniale, nerale Monoterpeni chetonici: isomentone, mentone Sesquiterpeni: germacrene D, beta cariofillene, guaiadiene Sesquiterpeni ossigenati: ossido di cariofillene, nerolidolo Alcoli sesquiterpenici: farnesolo Fenoli e derivati fenolici: eugenolo, metileugenolo Flavonoidi: quercetina, kaempferolo, rutina Acidi fenolici: acido gallico, acido caffeico Tannini: gallotannini, ellagitannini |
Bibliografia |
| PROPRIETÀ E INDICAZIONI REGISTRATE Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico. | |
| ? | ANSIOLITICO (ANSIA E AGITAZIONE NERVOSA) |
| ++ | REPELLENTE INSETTI |
| + | ANALGESICO ANTALGICO ANTINOCICETTIVO |
| + | ANTIMICOTICO ANTIFUNGINO (MICOSI) |
| + | ANTIMICROBICO ANTIBATTERICO ANTISETTICO |
| + | ANTINFIAMMATORIO |
| + | ANTIOSSIDANTE (PER STRESS OSSIDATIVO) |
| + | SPASMOLITICO FIBRE MUSCOLARI LISCIE |
| ND | EMORRAGIE (EMOSTATICO) |
| ND | IPOGLICEMIZZANTE E MODULANTE GLICEMIA |
| ? | CANDIDOSI O MONILIASI |
| ? | CICATRIZZANTE O VULNERARIO |
| ? | ECZEMA |
| ? | HERPES SIMPLEX 1 (LABIALE) |
| ? | INFIAMMAZIONI CUTANEE E DERMATITI (USO TOPICO) |
| ? | TONICO GENERALE RINVIGORENTE |
| ++ | AROMATIZZANTE |
| Confermate da studi scientifici e clinici Ad oggi non sono disponibili evidenze cliniche robuste e riproducibili (trial randomizzati controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche specifiche sulla specie) che dimostrino in modo conclusivo efficacia terapeutica di Pelargonium graveolens L’Hér. in indicazioni definite. La letteratura clinica è scarsa, eterogenea e spesso non standardizzata per chemotipo, preparazione (olio essenziale vs estratto) e dosaggio; pertanto non consente inferenze affidabili né raccomandazioni terapeutiche basate su prove di alto livello. Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata Attività antimicrobica. Studi in vitro su olio essenziale e frazioni ricche in monoterpeni (citronellolo, geraniolo) mostrano attività antibatterica e antifungina verso ceppi Gram-positivi e Gram-negativi e lieviti; i risultati sono variabili in funzione del chemotipo e del metodo di estrazione. Evidenza: in vitro; assenza di conferma clinica. Attività antinfiammatoria. Modelli in vitro (cellule immunitarie) e in vivo animale indicano riduzione di mediatori pro-infiammatori e modulazione di pathway come NF-κB; gli effetti sono attribuiti a componenti terpenici dell’olio essenziale. Evidenza: in vitro e in vivo animale; trasferibilità clinica non dimostrata. Attività antiossidante. Saggi chimici e cellulari (DPPH, ABTS, modelli cellulari) evidenziano capacità scavenger e riduzione dello stress ossidativo per estratti e olio essenziale. Evidenza: in vitro; rilevanza clinica non stabilita. Attività spasmolitica e modulazione della motilità. Studi su preparati di muscolo liscio isolato e modelli animali suggeriscono effetti rilassanti dose-dipendenti, verosimilmente mediati da interazioni con canali del calcio e modulazione colinergica. Evidenza: in vitro/ex vivo e in vivo animale; assenza di dati clinici. Attività analgesica. Modelli animali (test della piastra calda, writhing) riportano riduzione del dolore con somministrazione di olio essenziale o estratti. Evidenza: in vivo animale; nessuna conferma clinica. Attività ansiolitica e sul sistema nervoso centrale. Studi preclinici (modelli comportamentali in roditori) indicano effetti ansiolitici e sedativi lievi, talora in associazione all’inalazione dell’olio essenziale; possibili interazioni con sistemi GABAergici. Evidenza: in vivo animale; studi clinici controllati non disponibili. Attività repellente per insetti. Evidenze in vitro e in vivo (modelli su insetti e test di campo) mostrano efficacia repellente dell’olio essenziale ricco in citronellolo/geraniolo contro zanzare e altri artropodi. Evidenza: in vitro e in vivo; indicazione pratica non medica. Uso storico e nella tradizione Impiego tradizionale come antisettico cutaneo lieve, cicatrizzante e deodorante, nonché come rimedio aromatico per disturbi dell’umore e come repellente per insetti; tali usi derivano da pratiche etnobotaniche e dall’aromaterapia, senza validazione clinica specifica per la specie. |
| CONTROINDICAZIONI
(Le controindicazioni richiedono evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni) NON SONO DOCUMENTATE CONTROINDICAZIONI CLINICHE SPECIFICHE E CONSOLIDATE PER PELARGONIUM GRAVEOLENS L’HÉR. NELL’USO FITOTERAPICO ALLE DOSI APPROPRIATE; LE EVIDENZE DISPONIBILI NON RIPORTANO CONDIZIONI PATOLOGICHE O FISIOLOGICHE IN CUI L’USO SIA FORMALMENTE CONTROINDICATO SULLA BASE DI STUDI CLINICI O OSSERVAZIONALI DIRETTI SULLA SPECIE. |
| AVVERTENZE
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati) POSSIBILE SENSIBILIZZAZIONE CUTANEA O DERMATITE DA CONTATTO IN SEGUITO ALL’APPLICAZIONE TOPICA DELL’OLIO ESSENZIALE, ATTRIBUIBILE ALLA PRESENZA DI MONOTERPENI OSSIGENATI QUALI CITRONELLOLO E GERANIOLO; EVIDENZA DERIVATA DA STUDI IN VITRO SU IRRITAZIONE CUTANEA E DA SEGNALAZIONI OSSERVAZIONALI IN AMBITO DERMATOLOGICO. POTENZIALE EFFETTO IRRITANTE SU CUTE E MUCOSE IN CASO DI UTILIZZO NON DILUITO DELL’OLIO ESSENZIALE; EVIDENZA DI TIPO SPERIMENTALE BASATA SU PROPRIETÀ CHIMICO-FISICHE DEI COMPONENTI VOLATILI E TEST DI IRRITAZIONE CUTANEA. VARIABILITÀ CHEMOTIPICA DELL’OLIO ESSENZIALE CON POSSIBILE VARIAZIONE DEL PROFILO DI SICUREZZA E TOLLERABILITÀ; EVIDENZA FITOCHIMICA E FARMACOLOGICA DOCUMENTATA IN STUDI ANALITICI SULLA COMPOSIZIONE DELL’OLIO ESSENZIALE DELLA SPECIE. ASSENZA DI DATI CLINICI CONTROLLATI SU USO SISTEMICO PROLUNGATO; EVIDENZA LIMITATA CON NECESSITÀ DI CAUTELA NELL’USO INTERNO, IN PARTICOLARE PER PREPARAZIONI CONCENTRATE, PER MANCANZA DI STUDI FARMACOCINETICI E TOSSICOLOGICI A LUNGO TERMINE SPECIFICI SULLA SPECIE. |
| Interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche non rilevate o non ancora ampiamente documentate |
| Olio essenziale ottenuto per distillazione in corrente di vapore dalle parti aeree fresche con resa variabile e composizione standardizzata secondo parametri internazionali con prevalenza di citronellolo e geraniolo; la standardizzazione qualitativa è definita da range di monoterpeni ossigenati e parametri fisico chimici codificati, senza titolazione farmacologica clinicamente validata; impiego prevalentemente topico o aromaterapico in diluizione allo 0,5–2 percento in veicolo lipidico, con applicazioni su cute integra o in diffusione ambientale; la posologia sistemica non è definita per assenza di indicazioni terapeutiche validate
Estratto fluido o idroalcolico delle parti aeree con contenuto variabile in composti fenolici e flavonoidi, non standardizzato a marker specifici per uso terapeutico; utilizzato principalmente in ambito cosmetico o fitoterapico tradizionale come componente di formulazioni complesse; dosaggio non definito in farmacoterapia evidence based per assenza di studi clinici; eventuale impiego orale limitato e non supportato da evidenze cliniche dirette
Estratto secco non titolato ottenuto da foglie o sommità, con contenuto in polifenoli e frazione aromatica residua; non esistono standard di titolazione farmacologica riconosciuti né indicazioni posologiche validate; utilizzo limitato a formulazioni nutraceutiche o cosmetiche senza definizione di dose terapeutica
Idrolato o acqua aromatica di Pelargonium graveolens ottenuto come sottoprodotto della distillazione, contenente tracce di composti volatili idrosolubili e frazione fenolica; impiego principalmente topico o cosmetico come tonico cutaneo; assenza di standardizzazione e posologia terapeutica definita
Assoluto aromatico ottenuto per estrazione con solvente, ricco in composti odorosi lipofili tra cui geraniolo e derivati; utilizzato quasi esclusivamente in profumeria e cosmetica; non esistono indicazioni fitoterapiche validate né dosaggi terapeutici
Preparazioni omeopatiche derivate dalla pianta fresca o da tintura madre, utilizzate secondo principi omeopatici senza correlazione con contenuto fitochimico o titolazione; diluizioni variabili (generalmente da D3 a D30 o superiori) senza evidenze scientifiche cliniche di efficacia farmacologica specifica per la specie
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| (Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso) |
| Infuso aromatico semplice di foglie e fiori di Pelargonium graveolens L’Hér. preparato con 5–10 grammi di droga fresca o essiccata per 200–250 ml di acqua calda non bollente, lasciando in infusione per 10–15 minuti in recipiente coperto per limitare la dispersione dei composti volatili; indicato come bevanda aromatica con lieve attività digestiva e carminativa legata alla presenza di flavonoidi e tannini idrosolubili; consumo fino a 1–2 volte al giorno in quantità alimentari considerato sicuro
Infuso combinato con Melissa officinalis L. e Mentha × piperita L. in parti uguali (circa 2–3 grammi per ciascuna droga per tazza) per supporto digestivo e riduzione della tensione viscerale; la presenza di Pelargonium graveolens contribuisce con componente aromatica e astringente, mentre le altre specie apportano attività spasmolitica documentata; utilizzo 1–2 volte al giorno dopo i pasti; evidenza indiretta basata su farmacologia delle componenti e uso tradizionale coerente
Infuso sinergico con Matricaria chamomilla L. e Tilia cordata Mill. in proporzione 1:1:1 (circa 2 grammi ciascuna per tazza) per effetto lenitivo generale e supporto delle mucose; Pelargonium graveolens apporta flavonoidi e tannini con attività antiossidante e lievemente astringente, mentre le altre droghe sono supportate da evidenze più solide per azione calmante; assunzione serale una volta al giorno; evidenza di tipo tradizionale e farmacologico combinato
Decotto leggero delle parti aeree (non delle radici) con 5 grammi di droga in 250 ml di acqua, portato a ebollizione per 5 minuti e lasciato riposare altri 10 minuti; preparazione meno comune rispetto all’infuso ma utilizzata in alcune tradizioni per aumentare l’estrazione di polisaccaridi idrosolubili con attività antiossidante documentata sperimentalmente; uso limitato a una somministrazione giornaliera per brevi periodi
Decotto tradizionale delle radici, impiegato in alcune medicine etnobotaniche africane con circa 5–10 grammi di droga in 300 ml di acqua, bollito per 10–15 minuti; utilizzato storicamente per disturbi gastrointestinali e respiratori, ma con evidenze farmacologiche limitate e non standardizzate; uso prudenziale e non continuativo
Formulazione erboristica digestiva con Pelargonium graveolens, Foeniculum vulgare Mill. e Pimpinella anisum L. in proporzione 1:2:1 per infusione (totale 5–6 grammi per tazza); indicata nella tradizione fitoterapica per meteorismo e dispepsia funzionale; l’azione è sostenuta da dati farmacologici delle specie aromatiche associate, mentre Pelargonium graveolens contribuisce principalmente con componente aromatica e astringente
Formulazione topica in forma di infuso concentrato (10 grammi in 200 ml) utilizzato come impacco o lavaggio cutaneo per irritazioni lievi o dermatosi superficiali; attività plausibile su base antimicrobica e antinfiammatoria dimostrata in vitro per i composti polifenolici e terpenici, ma priva di conferma clinica diretta
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PIANTA MELLIFERA...
USO ALIMENTARE...
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Ricerche di articoli scientifici su Pelargonium graveolens L'Hér. |