NOTE VARIE E STORICHE...| Helleborus niger è una delle piante medicinali e tossiche più celebri della storia europea e mediterranea, conosciuta fin dall'antichità greca e romana.
Il nome comune Rosa di Natale deriva dalla caratteristica fioritura invernale, spesso tra dicembre e febbraio, quando gran parte della vegetazione circostante è in riposo vegetativo.
Nonostante il nome comune, la specie non appartiene alla famiglia delle rose ma alle Ranunculaceae, la stessa famiglia di anemoni, aconiti e ranuncoli.
Nella medicina dell'antica Grecia l'elleboro nero era considerato uno dei rimedi più potenti disponibili e veniva utilizzato per numerose malattie fisiche e mentali.
Autori come Ippocrate, Teofrasto, Dioscoride e Galeno descrissero ampiamente la pianta nei loro trattati medici e botanici.
Per molti secoli l'elleboro fu considerato il rimedio per eccellenza contro la malinconia, termine con cui venivano indicate varie forme di depressione, disturbi dell'umore e malattie mentali.
Una delle leggende più note racconta che il celebre medico Melampo avrebbe curato la follia delle figlie del re Preto mediante l'impiego di elleboro.
Nell'antichità e nel Medioevo l'espressione "aver bisogno di elleboro" divenne un modo di dire per indicare una persona ritenuta folle o mentalmente instabile.
La radice della pianta era considerata così potente che il suo utilizzo era spesso riservato a medici particolarmente esperti.
A causa della tossicità, i preparati a base di Helleborus niger causarono numerosi casi di avvelenamento nel corso della storia, contribuendo gradualmente all'abbandono del loro impiego terapeutico.
Durante il Rinascimento la specie continuò a comparire nelle principali farmacopee europee come purgante drastico e rimedio per varie patologie croniche.
In alcune tradizioni popolari alpine la pianta veniva utilizzata anche in pratiche veterinarie, soprattutto per stimolare reazioni locali negli animali domestici.
La specie è originaria delle regioni montane dell'Europa centrale e meridionale, dove cresce spontaneamente in boschi e pendii calcarei.
I fiori sono inizialmente bianchi ma possono assumere sfumature rosate o verdastre con l'invecchiamento.
Dal punto di vista ornamentale è oggi una delle specie più apprezzate nei giardini invernali grazie alla sua eccezionale capacità di fiorire durante la stagione fredda.
Nella tradizione cristiana europea la Rosa di Natale è stata associata a numerose leggende religiose e simboli di purezza, rinascita e speranza.
La specie occupa una posizione particolare nella storia della farmacognosia perché rappresenta uno dei casi più emblematici di pianta considerata per secoli un rimedio universale e successivamente abbandonata dalla medicina scientifica moderna a causa della tossicità e della mancanza di prove cliniche adeguate. |
Ricerche di articoli scientifici su Helleborus niger L.
Bibliografia relativa a principi attivi| Bruneton Jean, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 2009Trease George Edward, Evans William Charles, Trease and Evans Pharmacognosy, 2009Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004Frohne Dietrich, Pfänder Hans Jürgen, Poisonous Plants A Handbook for Doctors Pharmacists Toxicologists Biologists and Veterinarians, 2005Hegnauer Robert, Chemotaxonomie der Pflanzen Band 3 Ranunculaceae, 1964Bisset Norman G, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 1994Hagers Handbuch der Pharmazeutischen Praxis Drogen Helleborus niger, 1998Blaschek Wolfgang, Ebel Sabine, Hilgenfeldt Ulf, Holzgrabe Ulrike, Reichling Jürgen, Schulz Volker, Hagers Enzyklopädie der Arzneistoffe und Drogen, 2007Gruenwald Joerg, Brendler Thomas, Jaenicke Christof, PDR for Herbal Medicines, 2007Seidel Rainer, Helleborus niger Chemistry Pharmacology and Toxicology, Scientia Pharmaceutica, 2004 |
Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni| Bruneton Jean, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 2009Trease George Edward, Evans William Charles, Trease and Evans Pharmacognosy, 2009Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004Frohne Dietrich, Pfänder Hans Jürgen, Poisonous Plants A Handbook for Doctors Pharmacists Toxicologists Biologists and Veterinarians, 2005Hegnauer Robert, Chemotaxonomie der Pflanzen Band 3 Ranunculaceae, 1964Bisset Norman G, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 1994Hagers Handbuch der Pharmazeutischen Praxis Drogen Helleborus niger, 1998Blaschek Wolfgang, Ebel Sabine, Hilgenfeldt Ulf, Holzgrabe Ulrike, Reichling Jürgen, Schulz Volker, Hagers Enzyklopädie der Arzneistoffe und Drogen, 2007Gruenwald Joerg, Brendler Thomas, Jaenicke Christof, PDR for Herbal Medicines, 2007Seidel Rainer, Helleborus niger Chemistry Pharmacology and Toxicology, Scientia Pharmaceutica, 2004 |
Bibliografia relativa a estratti e integratori| Bruneton Jean, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 2009Trease George Edward, Evans William Charles, Trease and Evans Pharmacognosy, 2009Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004Frohne Dietrich, Pfänder Hans Jürgen, Poisonous Plants A Handbook for Doctors Pharmacists Toxicologists Biologists and Veterinarians, 2005Hegnauer Robert, Chemotaxonomie der Pflanzen Band 3 Ranunculaceae, 1964Bisset Norman G, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 1994Hagers Handbuch der Pharmazeutischen Praxis Drogen Helleborus niger, 1998Blaschek Wolfgang, Ebel Sabine, Hilgenfeldt Ulf, Holzgrabe Ulrike, Reichling Jürgen, Schulz Volker, Hagers Enzyklopädie der Arzneistoffe und Drogen, 2007Gruenwald Joerg, Brendler Thomas, Jaenicke Christof, PDR for Herbal Medicines, 2007Seidel Rainer, Helleborus niger Chemistry Pharmacology and Toxicology, Scientia Pharmaceutica, 2004 |
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