USO ALIMENTARE...| Manilkara zapota, comunemente nota come sapodilla, è utilizzata quasi esclusivamente a scopo alimentare, soprattutto per il suo frutto dolce e aromatico, ed è parte integrante della tradizione culinaria di molte regioni tropicali.
Il frutto fresco è l’impiego più comune. Viene consumato maturo, quando la polpa diventa morbida e bruno-ambrata. Ha un sapore dolce e complesso, spesso descritto come una combinazione di miele, zucchero di canna, pera e caramello. I frutti acerbi non sono commestibili per l’elevato contenuto di tannini astringenti.
La polpa è ampiamente utilizzata per la preparazione di dessert, come gelati, sorbetti, creme, budini, mousse e ripieni per dolci. In molti paesi viene frullata per ottenere frullati, smoothie e bevande dolci, talvolta miscelata con latte, yogurt o bevande vegetali.
In ambito domestico e artigianale, la sapodilla è impiegata per produrre confetture, marmellate, sciroppi e puree, sfruttando l’elevato contenuto zuccherino naturale che riduce la necessità di zuccheri aggiunti. La polpa cotta sviluppa note caramellate molto apprezzate.
Il frutto viene utilizzato anche in prodotti da forno, come torte, pane dolce, biscotti e crostate, sia sotto forma di polpa fresca sia essiccata. In alcune cucine tradizionali, la polpa viene disidratata o trasformata in dolci solidi simili a paste di frutta.
In diverse aree dell’Asia e dell’America Latina, il succo di sapodilla viene impiegato per la produzione di bevande fermentate a bassa gradazione alcolica o bevande funzionali fermentate, valorizzando il profilo aromatico del frutto.
Un uso storico indiretto, ma culturalmente rilevante, riguarda il lattice del tronco, da cui si ricava il chicle, utilizzato in passato come base naturale per la gomma da masticare; questo impiego non è culinario in senso stretto, ma rientra nell’uso alimentare non nutritivo.
Nel complesso, l’uso culinario di Manilkara zapota è centrato sulla valorizzazione del frutto maturo, sia fresco sia trasformato, ed è apprezzato per il suo profilo sensoriale ricco, la versatilità gastronomica e il contributo nutrizionale in termini di zuccheri naturali, fibre e composti antiossidanti. |
Vedi anche Ricette con erbe officinali e
Ricette vegetariane
APPROFONDIMENTO SU IL CHICLE, OVVERO GOMMA DA MASTICARE...
| IL CHICLE, OVVERO GOMMA DA MASTICARE
Il lattice secreto dall'albero viene raccolto praticando delle incisioni multiple sul tronco ed essiccato mediante un'attenta bollitura, per rimuovere l'eccesso di acqua. Il chicle grezzo viene quindi purificato mediante ripetuto lavaggio con una soluzione fortemente alcalina, seguito da neutralizzazione con fosfato acido di sodio; infine si procede ad essiccazione e polverizzazione. Il prodotto risultante è una polvere insolubile in acqua ed amorfa, che si rammollisce al calore. Il chicle raffinato che si usa per i chewingum non contiene i costituenti solubili in acqua presenti in quello grezzo; tuttavia i dati riguardanti la sua precisa composizione chimica sono piuttosto limitati. L'uso principale del chicle è quello di "gomma" base nei cewingum; il suo livello d'uso in tali prodotti è di circa il 20%. Il resto del cewingum è costituito da zucchero e sciroppo di granoturco, con piccole quantità di aromatizzanti. Questa "gomma" non è propriamente una gomma, ma si avvicina nelle sue caratteristiche chimiche e fisiche alla gomma naturale e alle resine; per questo è soffice e plastica quando si mastica e non è solubile nella saliva.
[Tratto da: A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"]. |
NOTE VARIE E STORICHE...| È una pianta originaria della Mesoamerica, già ampiamente conosciuta e utilizzata dalle civiltà maya e azteca, che ne apprezzavano sia il frutto sia il lattice. Proprio da questa specie si ricava il chicle, un lattice gommoso che veniva masticato come sostanza rinfrescante e igienica per la bocca molto prima dell’arrivo degli europei.
Nel XIX e all’inizio del XX secolo, il chicle di Manilkara zapota divenne una risorsa economica strategica: costituì la base naturale della gomma da masticare industriale negli Stati Uniti e in Europa, prima di essere progressivamente sostituito da polimeri sintetici. Questo portò a una vera e propria economia del chicle nelle foreste del Messico e dell’America Centrale, con figure specializzate chiamate chicleros.
Il nome comune “sapodilla” deriva dallo spagnolo zapote, a sua volta di origine nahuatl (tzapotl), termine che indicava diversi frutti dolci e polposi. Il nome botanico riflette invece la consistenza del legno e del lattice, ricchi di sostanze resinose.
Il legno della pianta è estremamente duro, compatto e resistente all’umidità e agli insetti. Per questo è stato storicamente utilizzato per costruzioni, traverse ferroviarie, attrezzi e parti meccaniche soggette a forte usura, rendendo Manilkara zapota una delle specie legnose più dure delle regioni tropicali.
Il frutto ha una particolarità poco nota: se consumato immaturo, risulta fortemente astringente per l’elevato contenuto di tannini, tanto da essere quasi immangiabile. Questa caratteristica ha portato, nella tradizione popolare, all’uso dei frutti acerbi come rimedi antidiarroici.
In alcune culture tradizionali, il lattice e le parti della pianta sono stati impiegati in rituali simbolici legati alla resistenza, alla longevità e alla fertilità, probabilmente per la straordinaria longevità dell’albero, che può vivere e fruttificare per oltre un secolo.
Dal punto di vista botanico, Manilkara zapota è curiosa anche per la sua lentezza di crescita: gli alberi impiegano diversi anni prima di entrare in piena produzione, ma una volta maturi sono estremamente longevi e produttivi, qualità che ne hanno favorito la coltivazione tradizionale piuttosto che intensiva. |
Ricerche di articoli scientifici su Manilkara zapota (L.) P. Royen
Bibliografia relativa a principi attivi| Baliga M. S., Bhat H. P., Baliga B. R. V., Wilson R., Palatty P. L., Phytochemistry traditional uses and pharmacology of Manilkara zapota a review, 2011Chanda S., Nagani K., Parekh J., Phytochemical screening and biological activities of Manilkara zapota a review, 2013Gami B., Pathak S., Parabia M., Ethnobotanical phytochemical and pharmacological review of Manilkara zapota, 2012Kothari V., Seshadri S., Mehta N., Antioxidant and antibacterial activity of Manilkara zapota leaves, 2010Lim T. K., Edible Medicinal and Non Medicinal Plants Volume 6 Fruits, 2012Morton J. F., Sapodilla Manilkara zapota in Fruits of Warm Climates, 1987 |
Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni| Baliga M. S., Bhat H. P., Baliga B. R. V., Wilson R., Palatty P. L., Phytochemistry traditional uses and pharmacology of Manilkara zapota a review, 2011Chanda S., Nagani K., Parekh J., Phytochemical and pharmacological profile of Manilkara zapota a review, 2013Gami B., Pathak S., Parabia M., Ethnobotanical phytochemical and pharmacological review of Manilkara zapota, 2012Kothari V., Seshadri S., Mehta N., Antioxidant and antibacterial activity of Manilkara zapota leaves, 2010Lim T. K., Edible Medicinal and Non Medicinal Plants Volume 6 Fruits, 2012 |
Bibliografia relativa a estratti e integratori| Gami B., Pathak S., Parabia M., Ethnobotanical, phytochemical and pharmacological review of Manilkara zapota, 2012Khan M.E., et al., Antidiabetic potential of Manilkara zapota leaf extracts in experimental models, 2012Baliga M.S., et al., Phytochemistry, traditional uses and pharmacology of Manilkara zapota, 2011Ribeiro S.M.R., et al., Nutritional and functional properties of sapodilla fruit, 2007World Health Organization, WHO guidelines on good agricultural and collection practices for medicinal plants, 2003 |
Bibliografia relativa a tisane e composizioni| Baliga M.S., et al., Phytochemistry, traditional uses and pharmacology of Manilkara zapota, 2011Gami B., Pathak S., Parabia M., Ethnobotanical, phytochemical and pharmacological review of Manilkara zapota, 2012Khan M.E., et al., Antidiabetic potential of Manilkara zapota leaf extracts in experimental models, 2012Evans W.C., Trease and Evans Pharmacognosy, 2009World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants, 2002 |
Bibliografia relativa a preparazioni alcoliche| Fermentation of sapodilla (*Manilkara zapota* L.) juice with *Lactobacillus acidophilus*: fermentation kinetics and evaluation of functional properties. Chapter 6: In-Depth Study of Sapodilla (*Manilkara zapota* L.) — uses, food products and traditional preparations. |
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