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| QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 16-05-2026 |
ABROTANO |
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| Dominio Eukaryota Regno Plantae Clade Tracheophyta Clade Angiospermae Clade Eudicotyledones Clade Asteridae Ordine Asterales Famiglia Asteraceae Sottofamiglia Asteroideae Tribù Anthemideae Genere Artemisia Specie Artemisia abrotanum |
Famiglia: Asteraceae |
| Abrotano maschio, Limonina, Cedronella, Rovina della vergine, Southernwood, Lad´s love, Old-man, Brotan, Abrotanum, Flor de Diana, Erva lombrigueira |
| Annona Hexapetala, Annona Uncinata, Artabotrys Odoratissimus, Artemisia Abrotanifolia, Artemisia Angustifolia, Artemisia Herbacea, Artemisia Paniculata, Artemisia Proceriformis. |
| ARTEMISIA ABROTANUM È UNA PIANTA ERBACEA PERENNE O SUFFRUTICE ALTA 50-120 CM, CON FUSTI ERETTI, RAMIFICATI, LEGNOSI ALLA BASE E ERBACEI NELLA PARTE SUPERIORE, DI COLORE VERDE-GRIGIASTRO E FINEMENTE PUBESCENTI. LE FOGLIE SONO ALTERNE, BIPENNATOSETTE O TRIPENNATOSETTE, CON LACINIE FILIFORMI STRETTE, DI COLORE VERDE-GRIGIASTRO E AROMATICHE, LUNGHE 2-5 CM. I FIORI SONO PICCOLI, TUBULARI, DI COLORE GIALLO, RIUNITI IN NUMEROSI CAPOLINI GLOBOSI O OVOIDALI, A LORO VOLTA DISPOSTI IN PANNOCCHIE TERMINALI DENSE E ALLUNGATE. I FIORI DEL DISCO SONO ERMAFRODITI E FERTILI, MENTRE I FIORI ESTERNI SONO FEMMINILI E SPESSO STERILI. IL CALICE È FORMATO DA SQUAME INVOLUCRALI. LA COROLLA È TUBOLARE E PENTALOBATA. GLI STAMI SONO CINQUE. L'OVARIO È INFERO E UNILOCULARE. IL FRUTTO È UN ACHENIO PICCOLO E LISCIO. LA FIORITURA AVVIENE IN ESTATE, MA SPESSO I FIORI NON SI APRONO COMPLETAMENTE IN ALCUNE REGIONI. LA PIANTA HA UN FORTE ODORE AROMATICO CHE RICORDA IL LIMONE O LA COLA. |
| LUGLIO, AGOSTO, SETTEMBRE, OTTOBRE, ESTATE, AUTUNNO |
| COLORI OSSERVATI NEI FIORI |
| ________ GIALLO |
| ________ GIALLO OPACO |
| ________ GRIGIO GIALLASTRO |
| ________ VERDE FORTE |
Annotazione sui colori osservati |
| I suoi piccoli fiori, raccolti in capolini globosi, sono di un giallo tenue, che può tendere al verdolino o al grigiastro, e non sono particolarmente appariscenti. |
| Originaria probabilmente dell'Asia Minore e dell'Europa sudorientale. Predilige terreni ben drenati, anche poveri e sassosi, con esposizione al sole pieno. Si adatta a climi temperati caldi e mediterranei, tollerando la siccità. In Italia è coltivata come pianta ornamentale e aromatica in giardini e orti in diverse regioni, soprattutto in quelle con clima mite. Può inselvatichire in ambienti aridi e sassosi, bordi stradali e incolti, specialmente nel centro e nel sud. La sua resistenza alla siccità e la scarsa necessità di suoli fertili le permettono di prosperare in ambienti marginali. |
| DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE |
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| OTTOBRE, NOVEMBRE, DICEMBRE, AUTUNNO, INIZIO INVERNO |
| (Parti ricche in principi attivi) |
| SOMMITÀ FIORITE E LE FOGLIE |
| INTENSO, AROMATICO E CARATTERISTICO, CHE RICORDA IL LIMONE E LA CANFORA, CON NOTE RESINOSE |
| FORTEMENTE AMARO E AROMATICO, CON UNA NOTA PICCANTE E ASTRINGENTE. IL RETROGUSTO PUÒ RICORDARE LA MENTA |
| TOSSICITÀ: RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO |
| Motivazione: La tossicità dipende principalmente dalla concentrazione e dalla modalità d’uso dell’olio essenziale ricco in chetoni monoterpenici, inclusi derivati del tujone e della canfora. Alle dosi fitoterapiche tradizionali la pianta presenta generalmente tossicità limitata, mentre l’impiego concentrato dell’olio essenziale o dosaggi elevati può aumentare il rischio di neurotossicità, irritazione gastrointestinale e reazioni avverse correlate ai monoterpeni neuroattivi. I dati tossicologici diretti specifici sulla specie rimangono comunque limitati. |
| EFFICACIA: DUBBIA O NON CONFERMATA |
| Motivazione: Artemisia abrotanum presenta principalmente dati etnobotanici, studi fitochimici, in vitro e limitati studi farmacologici sperimentali relativi soprattutto all’olio essenziale e ai composti aromatici. Non sono disponibili studi clinici controllati robusti o revisioni sistematiche specifiche sulla specie che confermino efficacia terapeutica clinicamente rilevante. Gli usi tradizionali come digestivo aromatico, carminativo e vermifugo risultano storicamente documentati ma non adeguatamente confermati da evidenze cliniche moderne. |
| Oli essenziali: cineolo, canfora, borneolo, tujone, acetato di bornile, canfene, pinene, limonene, sabinene, mircene, terpineolo, cariofillene Monoterpeni: cineolo, canfora, borneolo, pinene, limonene, sabinene, mircene, terpineolo, canfene Sesquiterpeni: cariofillene, germacrene, bisabolene Lattoni sesquiterpenici: absintina, anabsintina, matricina Flavonoidi: quercetina, rutina, kaempferolo, luteolina, apigenina Acidi fenolici: acido clorogenico, acido caffeico, acido rosmarinico Composti amari: absintina, anabsintina Cumarine: scopoletina, umbelliferone Tannini: tannini condensati, tannini idrolizzabili Fitosteroli: beta-sitosterolo, stigmasterolo Resine: resine aromatiche terpeniche Poliacetileni: derivati poliacetilenici aromatici Acidi organici: acido malico, acido succinico Vitamine: vitamina C Minerali: potassio, calcio, magnesio |
Bibliografia |
| AVVERTENZE
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati) L’OLIO ESSENZIALE DI ARTEMISIA ABROTANUM PUÒ CONTENERE QUANTITÀ VARIABILI DI TUJONE E CHETONI MONOTERPENICI NEUROATTIVI. STUDI FITOCHIMICI E FARMACOLOGICI INDICANO POTENZIALE RISCHIO NEUROTOSSICO A DOSAGGI ELEVATI O IN CASO DI USO PROLUNGATO. LE COMPOSIZIONI CHIMICHE DELL’OLIO ESSENZIALE RISULTANO ALTAMENTE VARIABILI IN FUNZIONE DI CHEMOTIPO, ORIGINE GEOGRAFICA E PARTE UTILIZZATA DELLA PIANTA; LA STANDARDIZZAZIONE FARMACOLOGICA DELLA SPECIE RISULTA LIMITATA. EVIDENZA FITOCHIMICA E FARMACOGNOSTICA. POSSIBILI IRRITAZIONI GASTROINTESTINALI E NAUSEA SONO RIPORTATE NELLA PRATICA FITOTERAPICA TRADIZIONALE SOPRATTUTTO CON PREPARAZIONI CONCENTRATE O AD ALTO CONTENUTO DI OLIO ESSENZIALE. EVIDENZA ETNOFARMACOLOGICA E OSSERVAZIONALE. L’USO PROLUNGATO DI PREPARAZIONI CONCENTRATE CONTENENTI DERIVATI DEL TUJONE RICHIEDE CAUTELA PER POSSIBILE ACCUMULO NEUROATTIVO TEORICAMENTE PLAUSIBILE SULLA BASE DEI DATI FARMACOLOGICI RELATIVI AI CHETONI MONOTERPENICI. LE EVIDENZE CLINICHE SPECIFICHE SULLA SPECIE RIMANGONO LIMITATE. L’IMPIEGO IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO NON DISPONE DI ADEGUATI DATI CLINICI SPECIFICI SULLA SICUREZZA. LA CAUTELA DERIVA DALLA PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA CORRELATA AI COMPOSTI AROMATICI NEUROATTIVI PRESENTI NELL’OLIO ESSENZIALE. |
| CONTROINDICAZIONI
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni) IPERSENSIBILITÀ DOCUMENTATA O ALLERGIA VERSO ARTEMISIA ABROTANUM O ALTRE SPECIE DELLA FAMIGLIA ASTERACEAE CON POSSIBILI REAZIONI ALLERGICHE CROCIATE RIPORTATE NELLA PRATICA FITOTERAPICA E FARMACOLOGICA. CONTROINDICAZIONE ALL’USO DELL’OLIO ESSENZIALE CONCENTRATO IN SOGGETTI CON ANAMNESI DI DISTURBI CONVULSIVI O EPILESSIA PER LA PRESENZA DI COMPOSTI MONOTERPENICI NEUROATTIVI INCLUSI DERIVATI DEL TUJONE E DELLA CANFORA. |
| (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche) |
| ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE |
| ANTICONVULSIVANTI |
| ANTIEPILETTICI |
| BARBITURICI |
| BENZODIAZEPINE |
| DEPRESSIVI DEL SNC |
| EPATOTOSSICI |
| FARMACI EPATOMETABOLIZZATI (CYP450) |
| FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP2C9 |
| FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP3A4 |
| INIBITORI DEL CYP |
| MIORILASSANTI |
| NEUROLETTICI |
| NEUROTOSSICI |
| OLI ESSENZIALI AD ALTO CONTENUTO DI CHETONI O FENOLI |
| OLI ESSENZIALI CONTENENTI TUJONE (ASSENZIO, SALVIA) |
| PSICOFARMACI |
| PSICOTROPI |
| SEDATIVI DEL SNC |
| STIMOLANTI DEL SNC |
| TINTURA DI ASSENZIO |
| TINTURE ALCOOLICHE |
| Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di ABROTANO basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Estratto secco idroalcolico di Artemisia abrotanum L. Preparazione ottenuta dalle parti aeree fiorite o dalle foglie mediante estrazione idroalcolica. Utilizzata tradizionalmente come amaro aromatico, digestivo e carminativo. Non risultano standardizzazioni farmacopoeiche universalmente accettate specifiche per la specie. I preparati fitoterapici disponibili riportano generalmente rapporti droga/estratto compresi fra 4:1 e 8:1. Le dosi tradizionalmente utilizzate negli integratori risultano generalmente comprese fra 200 mg e 800 mg/die suddivisi in due somministrazioni. Tintura madre di Artemisia abrotanum L. Preparazione idroalcolica ottenuta da pianta fresca o essiccata, impiegata soprattutto nella tradizione fitoterapica europea come stomachico aromatico e coadiuvante digestivo. Le posologie tradizionali riportate nelle preparazioni commerciali risultano generalmente comprese fra 10 e 30 gocce diluite in acqua fino a tre volte al giorno. La composizione fitochimica può risultare variabile in funzione del chemotipo e del contenuto di olio essenziale. Estratto fluido Preparazione concentrata idroalcolica ottenuta dalle sommità aeree. L’impiego tradizionale riguarda soprattutto formulazioni digestive e aromatiche. Le dosi tradizionali documentate risultano generalmente comprese fra 0,5 ml e 2 ml al giorno suddivisi in più assunzioni. Olio essenziale di Artemisia abrotanum L. Ottenuto per distillazione in corrente di vapore delle parti aeree. Contiene principalmente cineolo, canfora, borneolo e derivati del tujone con notevole variabilità fitochimica. Non esistono standardizzazioni terapeutiche clinicamente validate per il contenuto ottimale dei principi attivi. L’uso fitoterapico orale dell’olio essenziale risulta limitato dalla potenziale neurotossicità dei chetoni monoterpenici; le preparazioni aromatiche impiegano quantità molto basse e controllate. Capsule o compresse fitoterapiche Preparazioni contenenti polvere micronizzata o estratto secco di Artemisia abrotanum. Utilizzate soprattutto come coadiuvanti digestivi aromatici. I dosaggi presenti nei prodotti commerciali risultano generalmente compresi fra 250 mg e 500 mg per unità posologica. Preparazioni omeopatiche Sono documentate preparazioni omeopatiche di Artemisia abrotanum generalmente ottenute dalla pianta fresca. Le diluizioni maggiormente riportate comprendono D3-D12 e CH4-CH30. Non sono disponibili evidenze cliniche robuste specifiche che confermino efficacia terapeutica delle preparazioni omeopatiche della specie. |
| Tisane, composizioni e preparazioni di ABROTANO basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Infuso digestivo aromatico tradizionale Preparare un infuso con 1 g di Artemisia abrotanum, 1 g di Foeniculum vulgare e 1 g di Melissa officinalis in 200 ml di acqua calda per circa 8-10 minuti. Assumere dopo i pasti principali come preparazione tradizionalmente impiegata per dispepsia, fermentazioni intestinali e digestione lenta. Tisana amaro-tonica stomachica Utilizzare 0,5 g di Artemisia abrotanum associati a 1 g di Matricaria chamomilla e 0,5 g di Mentha × piperita in 200 ml di acqua calda. Lasciare in infusione per circa 10 minuti. Assumere una volta al giorno prima del pasto principale come preparazione aromatica digestiva. Infuso carminativo e antiflatulento Preparare una miscela con 0,5 g di Artemisia abrotanum, 1 g di Pimpinella anisum e 1 g di Carum carvi in 250 ml di acqua calda. Filtrare dopo 10 minuti. Utilizzato tradizionalmente per meteorismo e tensione addominale. Formulazione epatobiliare tradizionale Preparare un infuso con 0,5 g di Artemisia abrotanum, 1 g di Cynara scolymus e 1 g di Taraxacum officinale in 250 ml di acqua calda. Assumere dopo filtrazione una volta al giorno dopo il pasto principale. Impiego tradizionale come supporto digestivo amaro e coleretico. Infuso aromatico balsamico Preparare un infuso con 0,5 g di Artemisia abrotanum, 1 g di Thymus vulgaris e 1 g di Althaea officinalis in 200 ml di acqua calda. Lasciare riposare per circa 10 minuti e assumere tiepido. Preparazione tradizionalmente utilizzata nelle affezioni respiratorie lievi e nelle irritazioni delle vie aeree superiori. Preparazione tricologica tradizionale per uso esterno Preparare un decotto leggero con 2 g di Artemisia abrotanum e 2 g di Rosmarinus officinalis in 250 ml di acqua per circa 5 minuti. Dopo raffreddamento utilizzare per frizioni locali del cuoio capelluto nella tradizione erboristica cosmetica. |
NOTE VARIE E STORICHE...
Ricerche di articoli scientifici su Artemisia Abrotanum L. |