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    Scheda completa della pianta medicinale

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QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 02-05-2026

MAGGIORANA
Origanum Majorana L.

Medaglia di bronzo

TOSSICITÀ BASSA


EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE


 !! 


LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO


CLASSIFICAZIONE BOTANICA (APG)...
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiosperme
Clade Mesangiosperme
Clade Eudicotiledoni
Clade Asteridi
Clade Euasteridi I
Ordine Lamiales
Famiglia Lamiaceae
Sottofamiglia Nepetoideae
Tribù Mentheae
Genere Origanum
Specie Origanum majorana

Il nome accettato nelle classificazioni più recenti è spesso Origanum majorana, mentre Origanum majorana L. è talvolta trattato come sinonimo di Origanum dubium o Origanum onites in alcune revisioni, ma resta ampiamente valido in uso botanico e fitoterapico.

Famiglia: Lamiaceae

SINONIMI DEL NOME VOLGARE...
Maggiorana gentile, Majoran, Marjolaine, Grand origan, Amaraco, Ma-yueh-lan-hua, Manjerona, Orégano Europeo, Marjolaine, Marjolein, Marjoram, Marzanjush, Mayoran, Marjolaine, Mauran, Havemerian, Merian, Marjolein, Maustemeirami, Meirami, Blattmajoran, Französischer Majoran, Majoran, Wurstkraut, Mantzourana, Matzourana, Murwa, Maajoramu, Mghiran, Maioran Sadovyi, Majoran Sadovyj, Mejram, Alanya Kekigi, Beyaz Kekik

SINONIMI DEL NOME BOTANICO...
Majorana Hortensis Moench, Origanum Majorana Var. Hortensis (Moench) Merat, Origanum Majoranum L., Amaracus Majorana (L.) Schinz & Thell., Majorana Fragrans Raf., Majorana Vera Garsault (invalid), Majorana Cretica Benth.

DESCRIZIONE BOTANICA...
SUFFRUTICE O ARBUSTO PERENNE AROMATICO ALTO FINO A 60 CM CON FUSTI ERETTI RAMIFICATI LEGNOSI ALLA BASE E ERBACEI NELLA PARTE SUPERIORE PUBESCENTI. FOGLIE OPPOSTE BREVEMENTE PICCIOLATE OVATE O OBLANCEOLATE GRIGIO-VERDI TOMENTOSE INTERE. FIORI ERMAFRODITI ZIGOMORFI PICCOLI BIANCHI O ROSATI IN SPIGHE COMPATTE OVOIDALI ALL'APICE DEI RAMI. BRATTEE OVATE IMBRICATE VERDASTRE O ROSSASTRE. CALICE GAMOSEPALO TUBOLARE CON CINQUE DENTI BREVI. COROLLA GAMOPETALA TUBOLARE BILABIATA CON LABBRO SUPERIORE ERETTO BILOBO E LABBRO INFERIORE TRILOBO PATENTE. ANDROCEO CON QUATTRO STAMI DIDINAMI INCLUSI NEL TUBO COROLLINO. GINECEO SUPERO BICARPELLARE CON STILO FILIFORME E STIGMA BIFIDO. FRUTTO TETRACHENIO SECCO CHE SI DIVIDE IN QUATTRO NUCULE OVOIDI LISCE BRUNO-SCURE. TUTTA LA PIANTA È INTENSAMENTE AROMATICA.

FIORITURA O ANTESI...
GIUGNO, LUGLIO, AGOSTO, SETTEMBRE, FINE PRIMAVERA, ESTATE

COLORI OSSERVATI NEI FIORI

________ BIANCO ROSATO
________ ROSATO

HABITAT...
ORIGINARIO DELLA REGIONE MEDITERRANEA ORIENTALE E DEL SUD-OVEST ASIATICO, IN PARTICOLARE DI CIPRO, TURCHIA MERIDIONALE E ARABIA SAUDITA. CRESCE SPONTANEAMENTE IN LUOGHI ARIDI E SOLEGGIATI, SU PENDII ROCCIOSI CALCAREI, GARIGHE E MACCHIE MEDITERRANEE, SPESSO IN PROSSIMITÀ DEL MARE O IN ZONE COLLINARI. PREDILIGE SUOLI BEN DRENATI, LEGGERI, CALCAREI O SABBIOSI-ARGILLOSI, DA NEUTRI AD ALCALINI, E TOLLERA LA SICCITÀ. RICHIEDE PIENO SOLE PER SVILUPPARE AL MEGLIO IL SUO AROMA. SI ADATTA A CLIMI TEMPERATI CALDI CON ESTATI SECCHE E SOLEGGIATE E INVERNI MITI, NON TOLLERANDO TEMPERATURE INFERIORI A -10°C. GRAZIE AL SUO AROMA E ALLE SUE PROPRIETÀ AROMATICHE, È AMPIAMENTE COLTIVATA IN TUTTO IL MONDO IN GIARDINI, ORTI E SU SCALA COMMERCIALE, MANTENENDO UNA PREFERENZA PER POSIZIONI SOLEGGIATE E TERRENI BEN DRENATI ANCHE NELLE COLTIVAZIONI. IN ALCUNE REGIONI, PUÒ NATURALIZZARSI IN AMBIENTI SIMILI AL SUO HABITAT ORIGINARIO.

DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE
© OpenStreetMap contributors, © OpenMapTiles, GBIF (CC BY-SA 2.0)

ANNUNCIO PUBBLICITARIO



PERIODO BALSAMICO...
ESTATE (LUGLIO-AGOSTO), DURANTE LA PIENA FIORITURA PER MASSIMA CONCENTRAZIONE DI OLI ESSENZIALI

DROGA UTILIZZATA...
(Parti ricche in principi attivi)
SOMMITÀ FIORITE (HERBA MAJORANAE) E FOGLIE ESSICCATE

AROMI DELLA DROGA...
AROMATICO FRESCO, CANFORATO, CON NOTE DOLCI-FLOREALI E LIEVEMENTE BALSAMICHE

SAPORI DELLA DROGA...
AMAROGNOLO DELICATO, PIÙ DOLCE DELL'ORIGANO, CON RETROGUSTO LEGGERMENTE PICCANTE

TOSSICITÀ:
BASSA
Motivazione: i dati tossicologici indicano una buona sicurezza d’uso alle dosi alimentari e fitoterapiche tradizionali con rari effetti indesiderati lievi; possibili irritazioni o effetti avversi sono associati principalmente all’olio essenziale ad alte dosi o uso improprio, evidenze basate su studi tossicologici e uso tradizionale consolidato

EFFICACIA:
DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: le evidenze disponibili sulla specie derivano prevalentemente da studi in vitro e in vivo animale che documentano attività antimicrobica, antiossidante e spasmolitica attribuibile soprattutto all’olio essenziale; mancano studi clinici controllati robusti sull’uomo e l’efficacia risulta strettamente dipendente dalla composizione chemotipica e dalla forma estrattiva utilizzata

PRINCÍPI ATTIVI...
Olio essenziale monoterpenico: terpinen-4-olo, gamma-terpinene, alfa-terpinene, sabinene, linalolo, carvacrolo, timolo, alfa-pinene, beta-pinene, limonene, borneolo, p-cimene Fenoli monoterpenici: carvacrolo, timolo Alcoli monoterpenici: terpinen-4-olo, linalolo, borneolo Idrocarburi monoterpenici: gamma-terpinene, alfa-terpinene, sabinene, alfa-pinene, beta-pinene, limonene, p-cimene Flavonoidi: luteolina, apigenina, diosmetina, quercetina, rutina Acidi fenolici: acido rosmarinico, acido caffeico, acido ferulico, acido clorogenico Triterpeni: acido ursolico, acido oleanolico Tannini: tannini idrolizzabili, tannini condensati Composti amari: lattoni sesquiterpenici in tracce Fitosteroli: beta-sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo Carboidrati e polisaccaridi: mucillagini, fibre solubili Vitamine: acido ascorbico, vitamina A, vitamina K Sali minerali: calcio, potassio, magnesio, ferro

Bibliografia
  • European Medicines Agency, Assessment report on Origanum majorana L., herba, 2016
  • Blumenthal M., Herbal Medicine Expanded Commission E Monographs, 2000
  • Sharopov F.S. et al., Composition and biological activity of essential oils of Origanum majorana L., Chemistry of Natural Compounds, 2015
  • Vági E. et al., Chemical composition and antimicrobial activity of essential oils from Origanum species, Food Chemistry, 2005
  • Busatta C. et al., Evaluation of Origanum majorana essential oil as antimicrobial agent, Journal of Food Engineering, 2008
  • Bozin B. et al., Antioxidant and antimicrobial properties of oregano species, Journal of Agricultural and Food Chemistry, 2006
  • Faleiro M.L. et al., Antimicrobial activity of essential oils isolated from Portuguese endemic species, Letters in Applied Microbiology, 2003
  • Skoula M., Harborne J.B., The taxonomy and chemistry of Origanum species, Phytochemistry, 2002
  • Kintzios S.E., Oregano The genera Origanum and Lippia, 2002
  • De Martino L. et al., Chemical composition and antimicrobial activity of essential oils from Origanum species, Molecules, 2009

  • PROPRIETÀ E INDICAZIONI REGISTRATE
    Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.

  • Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
  • ?ANTIPERTENSIVO (IPOTENSIVO)
    +ANTIMICROBICO (USO ESTERNO)
    +ANTINFIAMMATORIO
    +ANTIOSSIDANTE (PER STRESS OSSIDATIVO)
    +CARMINATIVO ANTIFERMENTATIVO
    +METEORISMO FLATULENZA E FERMENTAZIONI INTESTINALI
    +RILASSANTE MUSCOLATURA LISCIA
    +SEDATIVO O CALMANTE
    +SPASMI E DOLORI SPASMODICI DI VARIA NATURA
    +SPASMOLITICO ANTISPASMODICO

  • Uso storico e nella tradizione
  • ?COLLUTTORIO BATTERIOSTATICO ORO-FARINGEO
    ?FARINGITE E RINOFARINGITE
    ?INFEZIONI CAVO OROFARINGEO
    ?INFIAMMAZIONI E IRRITAZIONI MUCOSE E CAVO ORALE
    +++AROMATIZZANTE
    +++CONDIMENTO O SPEZIA
    +DIGESTIVO
    +DIGESTIVO EUPEPTICO STOMACHICO
    +DISPEPSIA O CATTIVA DIGESTIONE

    *NOTE RELATIVE A PROPRIETÀ E INDICAZIONI
    Confermate da studi scientifici e clinici Non sono disponibili evidenze cliniche controllate, meta analisi o revisioni sistematiche che dimostrino in modo conclusivo effetti terapeutici specifici di Origanum majorana L. come droga fitoterapica; gli studi clinici risultano assenti o non sufficientemente robusti per attribuire indicazioni terapeutiche validate Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata Attività antimicrobica e antibatterica dimostrata in vitro principalmente su estratti e olio essenziale con attività verso batteri Gram positivi e Gram negativi; evidenza di tipo in vitro coerente con il contenuto in monoterpeni e composti fenolici Attività antiossidante documentata in vitro e in modelli sperimentali attraverso saggi radical scavenging e modelli animali di stress ossidativo; evidenza in vitro e in vivo animale Attività antinfiammatoria osservata in modelli animali con riduzione di mediatori infiammatori; evidenza in vivo animale Attività spasmolitica e rilassante della muscolatura liscia documentata in modelli sperimentali su ileo isolato e preparati tissutali; evidenza in vitro su tessuti Attività sedativa lieve e modulazione del sistema nervoso centrale osservata in modelli animali; evidenza in vivo animale Attività ipotensiva e vasorilassante osservata in modelli animali e preparazioni vascolari isolate; evidenza in vivo animale e in vitro Attività ipoglicemizzante e modulante il metabolismo glucidico osservata in modelli animali; evidenza in vivo animale Attività gastroprotettiva e antiulcera osservata in modelli animali con riduzione del danno mucosale; evidenza in vivo animale Uso storico e nella tradizione Uso come digestivo e carminativo nelle dispepsie e nelle fermentazioni intestinali Uso come sedativo lieve e calmante in stati di tensione nervosa Uso come espettorante e balsamico nelle affezioni respiratorie lievi Uso come aromatizzante e tonico generale nell’alimentazione tradizionale

    *Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni
  • European Medicines Agency, Assessment report on Origanum majorana L herba, 2016
  • World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants Volume 2, 2002
  • Dhifi W, Bellili S, Jazi S, Bahloul N, Mnif W, Essential oils chemical composition and potential health benefits, 2016
  • Miguel M G, Antioxidant and anti inflammatory activities of essential oils a review, 2010
  • Vági E, Rapavi E, Hadolin M, Vásárhelyiné Perédi K, Balázs A, Blázovics A, Simándi B, Phenolic and triterpenoid antioxidants from Origanum majorana L, 2005
  • Busatta C, Vidal R S, Popiolski A S, Mossi A J, Dariva C, Rodrigues M R A, Corazza F C, Corazza M L, Oliveira J V, Cansian R L, Application of Origanum majorana L essential oil as an antimicrobial agent, 2008
  • Baser K H C, Buchbauer G, Handbook of Essential Oils Science Technology and Applications, 2010


  • CONTROINDICAZIONI (Le controindicazioni richiedono evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)

    NON SONO DISPONIBILI CONTROINDICAZIONI SUPPORTATE DA DATI CLINICI, OSSERVAZIONALI O FARMACOLOGICI DIRETTI SULLA SPECIE ORIGANUM MAJORANA L.

    AVVERTENZE (Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)

    LIMITARE L'USO DELL'OLIO ESSENZIALE A DOSAGGI <= 2 GOCCE/DIE PER VIA ORALE (RISCHIO DI IRRITAZIONE GASTROINTESTINALE), EVITARE L'ESPOSIZIONE AL SOLE DOPO APPLICAZIONE TOPICA (FOTOSENSIBILIZZAZIONE DA TERPENI), MONITORARE LA PRESSIONE ARTERIOSA IN SOGGETTI IPOTESI (EFFETTO IPOTENSIVO DOCUMENTATO), CAUTELA IN CASO DI ASSUNZIONE CONCOMITANTE CON SEDATIVI O IPOGLICEMIZZANTI (SINERGIA FARMACOLOGICA), PREFERIRE ESTRATTI STANDARDIZZATI IN TERPINEN-4-OLO PER USO INTERNO, SOSPENDERE 2 SETTIMANE PRIMA DI INTERVENTI CHIRURGICI


    INCOMPATIBILITÀ...
    (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
    ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
    ANSIOLITICI
    ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
    ANTICOAGULANTI
    ANTIPERTENSIVI
    BENZODIAZEPINE
    DEPRESSIVI DEL SNC
    FARMACI EPATOMETABOLIZZATI (CYP450)
    INDUTTORI ENZIMATICI (ES. CARBAMAZEPINA, RIFAMPICINA)
    INIBITORI DEL CYP
    IRRITANTI GASTROINTESTINALI
    OLI ESSENZIALI AD ALTO CONTENUTO DI CHETONI O FENOLI
    SEDATIVI DEL SNC
    SOSTANZE IRRITANTI CUTANEE (ES. PEPERONCINO)

    ORGANI UMANI...

    ESTRATTI STANDARDIZZATI E INTEGRATORI...
    Olio essenziale ottenuto per distillazione in corrente di vapore delle sommità fiorite, con contenuto minimo in olio volatile non inferiore a circa 5 ml/kg della droga secca secondo monografia europea. I componenti marcatori rilevanti per attività terapeutica sono terpinen-4-olo, gamma-terpinene, sabinene e in minor misura composti fenolici come timolo e carvacrolo. Per uso aromaterapico o topico si impiegano diluizioni allo 0,5–2% in veicolo lipidico, mentre per uso orale in preparazioni autorizzate le dosi sono generalmente comprese tra 1 e 3 gocce equivalenti a circa 20–60 mg al giorno, sempre sotto controllo professionale. L’effetto è dipendente dalla chemotipizzazione e dalla titolazione in monoterpenoli. Estratto secco idroalcolico titolato derivato dalle parti aeree con rapporto droga estratto variabile generalmente tra 4:1 e 7:1, standardizzato in acido rosmarinico o flavonoidi totali. Il titolo efficace per attività antiossidante e spasmolitica è correlato a contenuti significativi di acidi fenolici e flavonoidi. La posologia negli integratori è comunemente compresa tra 200 e 600 mg al giorno suddivisa in due o tre somministrazioni, in relazione al titolo e alla concentrazione. L’impiego è coerente con dati sperimentali in vitro e uso tradizionale per disturbi digestivi. Estratto fluido (tintura madre o estratto idroalcolico liquido) con rapporto droga estratto tipico 1:1 o 1:5 in etanolo. Non esistono standardizzazioni universalmente validate, ma la qualità è riferita al contenuto di frazione polifenolica e volatile. La posologia tradizionale si colloca tra 2 e 4 ml fino a tre volte al giorno, diluiti in acqua. L’effetto è principalmente digestivo e carminativo secondo monografie di uso tradizionale. Preparazioni galeniche topiche contenenti estratto o olio essenziale in basi semisolide, con concentrazioni variabili tra 1% e 5% di estratto o inferiori per l’olio essenziale. Utilizzate per applicazioni locali su mucose o cute con finalità lenitiva o antimicrobica. L’efficacia è correlata alla presenza di monoterpenoli e composti fenolici volatili. Integratori alimentari non standardizzati a base di polvere micronizzata di foglie e sommità fiorite, con contenuto naturale di olio essenziale generalmente compreso tra 1% e 3%. Le dosi comunemente impiegate variano tra 1 e 2 grammi al giorno. L’effetto è limitato e meno prevedibile rispetto agli estratti titolati per variabilità del contenuto fitochimico. Preparazioni omeopatiche ottenute dalla pianta fresca o dalle parti aeree, generalmente in diluizioni centesimali o decimali. Non esistono dati farmacologici o clinici specifici sulla specie che definiscano un titolo o una posologia terapeutica in senso fitoterapico, essendo l’uso basato esclusivamente su principi omeopatici non correlati alla concentrazione di principi attivi.
  • European Medicines Agency, European Union herbal monograph on Origanum majorana L., herba, 2016
  • European Medicines Agency, Assessment report on Origanum majorana L., herba, 2016
  • Tripathy B, Satyanarayana S, Khan K, Raja K, An Updated Review on Traditional Uses, Taxonomy, Phytochemistry, Pharmacology and Toxicology of Origanum majorana, 2017
  • Makrane H et al., Myorelaxant Activity of Essential Oil from Origanum majorana, 2019
  • Bourgou S et al., Medicinal and Cosmetic Potential of Plants Including Origanum majorana, 2021

  • TISANE E FORMULAZIONI CASALINGHE...
    (Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
    Infuso digestivo carminativo con Origanum majorana L. costituito da 1–2 g di sommità fiorite essiccate in 150 ml di acqua bollente, in associazione con Foeniculum vulgare Mill. semi 1 g e Matricaria chamomilla L. capolini 1 g. Tempo di infusione 10 minuti. Assunzione fino a 2–3 volte al giorno dopo i pasti. La combinazione è coerente con dati farmacologici su attività spasmolitica e carminativa dei monoterpeni e flavonoidi. Infuso per meteorismo e dispepsia con Origanum majorana L. 1,5 g, Mentha × piperita L. foglie 1 g e Carum carvi L. semi 0,5–1 g in 150 ml di acqua bollente. Infusione 10 minuti. Assunzione due volte al giorno. L’associazione sfrutta l’effetto combinato su motilità gastrointestinale e riduzione della fermentazione. Infuso rilassante e spasmolitico con Origanum majorana L. 1 g, Melissa officinalis L. foglie 1,5 g e Tilia cordata Mill. fiori 1 g in 150 ml di acqua bollente. Infusione 10–15 minuti. Assunzione serale una o due volte al giorno. La formulazione è supportata da evidenze sperimentali su attività sedativa lieve e rilassante della muscolatura liscia. Decotto leggero per disturbi digestivi con Origanum majorana L. 1 g e Glycyrrhiza glabra L. radice 1 g in 200 ml di acqua. Bollitura 5 minuti e successiva infusione 10 minuti. Assunzione una o due volte al giorno. L’aggiunta di liquirizia è coerente con effetti gastroprotettivi e modulazione dell’irritazione mucosale. Infuso per irritazioni del cavo orale e gargarismi con Origanum majorana L. 2 g e Salvia officinalis L. foglie 1 g in 150 ml di acqua bollente. Infusione 10 minuti. Utilizzo per risciacqui 2–3 volte al giorno. L’uso topico è supportato da attività antimicrobica e astringente dei composti fenolici. Tisana per spasmi gastrointestinali con Origanum majorana L. 1–1,5 g, Pimpinella anisum L. semi 1 g e Coriandrum sativum L. semi 0,5 g in 150 ml di acqua bollente. Infusione 10 minuti. Assunzione dopo i pasti principali. L’associazione è coerente con evidenze in vitro e uso tradizionale su effetto antispasmodico e carminativo. Infuso per supporto digestivo epatico con Origanum majorana L. 1 g, Cynara scolymus L. foglie 1 g e Taraxacum officinale F.H.Wigg. radice 1 g in 150 ml di acqua bollente. Infusione 10–12 minuti. Assunzione prima dei pasti principali. La combinazione è coerente con attività coleretica e digestiva documentata nelle monografie.
  • European Medicines Agency, Assessment report on Origanum majorana L., herba, 2016
  • European Medicines Agency, Community herbal monograph on Foeniculum vulgare Mill., fructus, 2012
  • European Medicines Agency, Community herbal monograph on Matricaria chamomilla L., flos, 2015
  • European Medicines Agency, Community herbal monograph on Mentha × piperita L., folium, 2013
  • European Medicines Agency, Community herbal monograph on Melissa officinalis L., folium, 2013
  • European Medicines Agency, Community herbal monograph on Tilia cordata Mill., flos, 2012
  • European Medicines Agency, Community herbal monograph on Glycyrrhiza glabra L., radix, 2012
  • European Medicines Agency, Community herbal monograph on Salvia officinalis L., folium, 2016
  • European Medicines Agency, Community herbal monograph on Pimpinella anisum L., fructus, 2013
  • European Medicines Agency, Community herbal monograph on Coriandrum sativum L., fructus, 2014
  • European Medicines Agency, Community herbal monograph on Cynara scolymus L., folium, 2012
  • European Medicines Agency, Community herbal monograph on Taraxacum officinale F.H.Wigg., radix, 2012
  • Baser K.H.C., Buchbauer G., Handbook of Essential Oils Science Technology and Applications, 2015
  • Dhifi W et al., Essential oils chemical composition and biological activities, 2016
  • Makrane H et al., Myorelaxant activity of essential oil from Origanum majorana, 2019

  • ELISIR AMARI VINI (alcolici)...
    Vino aromatizzato alla maggiorana Si prepara per macerazione di sommità fiorite fresche o essiccate in vino bianco a media gradazione alcolica. Il rapporto tradizionale empirico, coerente con le pratiche enolitiche officinali, è di circa 20–40 g di droga secca per litro di vino. La macerazione avviene in recipiente chiuso, al riparo dalla luce, per un periodo variabile da 5 a 10 giorni con agitazione periodica. Segue filtrazione e breve maturazione. L’uso è quello di vino medicato digestivo e carminativo, assunto in piccole quantità dopo i pasti. L’indicazione deriva dalla tradizione fitoterapica coerente con le proprietà stomachiche e antispasmodiche della pianta, ma non supportata da evidenze cliniche specifiche. Liquore o tintura alcolica di maggiorana Si ottiene per macerazione idroalcolica delle sommità fiorite in alcool etilico alimentare diluito tra 40 e 70 gradi. Il rapporto usuale nelle preparazioni erboristiche tradizionali è di circa 1:5 tra droga e solvente. La macerazione dura 10–20 giorni in ambiente oscuro, seguita da filtrazione. Può essere addizionato uno sciroppo zuccherino per ottenere un liquore digestivo. L’uso è come amaro aromatico e digestivo, talvolta impiegato anche per blande azioni sedative e antispasmodiche gastrointestinali secondo la tradizione. L’impiego è limitato a dosi ridotte per la presenza di olio essenziale. Liquore aromatico tipo vermouth con maggiorana La maggiorana rientra tra le specie utilizzate nella composizione di vermouth e liquori composti insieme ad altre droghe amare e aromatiche. La preparazione prevede una miscela di piante officinali macerate in soluzione idroalcolica, successivamente addizionata a vino e zucchero secondo tecnologia liquoristica. L’uso è esclusivamente aromatico e digestivo. In questo contesto la maggiorana contribuisce al profilo organolettico e all’attività stomachica complessiva del preparato.
  • European Medicines Agency, Assessment report on Origanum majorana L herba, 2013
  • European Medicines Agency, Community herbal monograph on Origanum majorana L herba, 2013
  • Bruneton J, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
  • Wichtl M, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
  • Gruenwald J, Brendler T, Jaenicke C, PDR for Herbal Medicines, 2007
  • Consultare il proprio medico prima di assumere queste bevande ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol

    Vedi sul web gli studi sulle proprietà antitumorali per Origanum Majorana L.

    ANNUNCIO PUBBLICITARIO


    PIANTA MELLIFERA...
    Origanum majorana L. è considerata una specie mellifera, ma raramente dà origine a un miele monoflora stabile e riconosciuto commercialmente, poiché la produzione nettarifera è generalmente limitata e spesso integrata con altre essenze aromatiche presenti nello stesso areale. In contesti specifici, soprattutto in ambienti mediterranei ricchi di Lamiaceae, può contribuire in modo significativo a mieli uniflorali o più frequentemente a mieli multiflorali aromatici. Il miele derivato prevalentemente da Origanum majorana L., quando ottenibile in condizioni favorevoli, presenta colore da chiaro ambrato a giallo dorato, con possibile variazione verso tonalità più scure in funzione della presenza di altre specie nettarifere. La cristallizzazione è generalmente medio rapida, con formazione di cristalli fini o medi.

    USO ALIMENTARE...
    Origanum majorana L., comunemente noto come maggiorana, è una delle specie aromatiche più utilizzate nella tradizione culinaria mediterranea ed europea per il suo profilo organolettico delicato, dolce e leggermente balsamico, meno intenso rispetto all’origano comune. Le foglie e le sommità fiorite rappresentano la parte edule, impiegata sia fresca sia essiccata. In cucina viene utilizzata prevalentemente come condimento aromatico per piatti a base di carne, in particolare carni bianche e macinate, dove contribuisce a migliorare la digeribilità e ad arricchire il profilo aromatico senza coprire gli altri ingredienti. È frequente anche l’impiego in preparazioni a base di fegato e frattaglie nella tradizione centro-europea. Trova ampio impiego nei piatti a base di verdure, legumi e zuppe, dove esercita una funzione aromatica equilibrante e carminativa sul piano sensoriale. È utilizzata in minestre, passati di verdura e piatti a base di patate, cavoli e legumi, contribuendo a modulare gli odori e migliorare la palatabilità. È ingrediente tipico di salse e condimenti, inclusi sughi di pomodoro, farce, ripieni e preparazioni a base di uova. In alcune cucine regionali viene aggiunta a burri aromatizzati e oli condimentati, nei quali i composti volatili lipofili dell’olio essenziale si solubilizzano efficacemente. Viene impiegata anche nella preparazione di insaccati e prodotti da forno salati, dove agisce sia come aromatizzante sia come modulatore sensoriale. Nella cucina tradizionale italiana è presente in pizze, focacce e ripieni, spesso in associazione con altre Lamiaceae. La maggiorana è utilizzata anche per aromatizzare bevande e preparazioni liquide, come brodi, infusi culinari e talvolta vini aromatizzati o liquori, contribuendo con note erbacee e leggermente dolci. L’aggiunta avviene preferibilmente a fine cottura per preservare i composti volatili dell’olio essenziale. Dal punto di vista tecnologico culinario, l’essiccazione ne concentra l’aroma ma può ridurre alcune note fresche e verdi, mentre l’uso della droga fresca consente una maggiore complessità aromatica. La scelta tra forma fresca ed essiccata dipende dal tipo di preparazione e dal tempo di cottura previsto.

    Vedi anche Ricette con erbe officinali e Ricette vegetariane


    NOTE VARIE E STORICHE...
    Origanum majorana L. è una specie originaria probabilmente dell’area mediterranea orientale e del Medio Oriente, ma la sua diffusione in Europa è legata soprattutto alla coltivazione e alla selezione antropica, al punto che in molte regioni temperate non si trova più allo stato spontaneo stabile ma esclusivamente come pianta coltivata. Nell’antichità classica era considerata una pianta sacra e simbolica. Nella cultura greca era associata ad Afrodite e ritenuta simbolo di felicità e armonia coniugale, tanto che veniva utilizzata nelle corone nuziali. I Romani ne adottarono l’uso sia culinario sia medicinale, attribuendole proprietà toniche e digestive. Nel Medioevo la maggiorana era coltivata negli orti monastici come pianta officinale e aromatica. I testi erboristici medievali la descrivono come utile per “riscaldare” l’organismo secondo la teoria umorale, e veniva impiegata anche in preparazioni aromatiche per ambienti e per il corpo. Una curiosità etnobotanica riguarda l’uso ornamentale e simbolico della pianta. In alcune tradizioni europee era piantata nei giardini domestici come simbolo di protezione e prosperità, e talvolta utilizzata nei rituali legati al matrimonio e alla fertilità. Dal punto di vista linguistico, il nome maggiorana deriva dal latino maiorana o amaracus, termine già presente nella letteratura classica. Il nome greco amarakos compare in diversi testi antichi e testimonia la lunga storia di utilizzo della pianta. Una distinzione spesso fonte di confusione riguarda la differenza tra Origanum majorana e Origanum vulgare. Sebbene appartenenti allo stesso genere, presentano profili aromatici e composizioni chimiche differenti, con la maggiorana caratterizzata da un aroma più dolce e meno pungente, dovuto a una diversa composizione dell’olio essenziale. In epoca moderna la maggiorana ha mantenuto un ruolo principalmente culinario e aromatico, mentre il suo impiego fitoterapico è rimasto secondario rispetto ad altre Lamiaceae, anche per la limitata disponibilità di studi clinici specifici sulla specie.


    Ricerche di articoli scientifici su Origanum Majorana L.

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