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| QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 12-05-2026 |
CHELIDONIA |
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| Dominio Eukaryota Regno Plantae Clade Viridiplantae Clade Streptophyta Clade Embryophyta Clade Tracheophyta Clade Euphyllophyta Clade Spermatophyta Clade Angiospermae Clade Mesangiospermae Clade Eudicotyledones Clade Superrosidae Clade Ranunculanae Ordine Ranunculales Famiglia Papaveraceae Sottofamiglia Chelidonioideae Genere Chelidonium Specie Chelidonium majus |
Famiglia: Papaveraceae |
| Celidonia, Erba Dei Porri, Erba Da Porri, Irundinaria, Cinerognola, Celandine, Chélidonie, Grande Chelidoine, Eclaire, Great Celandine, Keltamo, Schöllkraut, Skelört, Svalört, Svaleurt |
| Chelidonium Cavaleriei H.Lév., Chelidonium Dahuricum DC., Chelidonium Grandiflorum (DC.) DC., Chelidonium Haematodes Moench, Chelidonium Laciniatum Mill., Chelidonium Luteum Gilib., Chelidonium Majus F. Acutilobum Fast, Chelidonium Majus F. Claputiense Pamp., Chelidonium Majus F. Macropetalum Zapal., Chelidonium Majus F. Majus, Chelidonium Majus F. Plenifolium W.F.Christ., Chelidonium Majus F. Quercifolium (Willemet) Fast, Chelidonium Majus F. Serratum Fast, Chelidonium Majus Subsp. Grandiflorum (DC.) Printz, Chelidonium Majus Subsp. Laciniatum (Mill.) Arcang., Chelidonium Majus Subsp. Laciniatum (Mill.) Domin, Chelidonium Majus Subsp. Laciniatum (Mill.) Syme, Chelidonium Majus Var. Crenatum Fr., Chelidonium Majus Var. Fumariifolium (DC.) K.Koch, Chelidonium Majus Var. Fumariifolium DC., Chelidonium Majus Var. Grandiflorum DC., Chelidonium Majus Var. Grandiflorum Wein, Chelidonium Majus Var. Grandiflorum Wein Ex Zobel, Chelidonium Majus Var. Hexapetalum Murr, Chelidonium Majus Var. Laciniatum (Mill.) Gren., 1847, Chelidonium Majus Var. Laciniatum (Mill.) Lam. & DC., Chelidonium Majus Var. Laciniatum (Mill.) Martyn, Chelidonium Majus Var. Laciniatum (Mill.) Roth, Chelidonium Majus Var. Laciniatum (Mill.) Syme, Chelidonium Majus Var. Micranthum Zapal., Chelidonium Majus Var. Micropetalum Murr, Chelidonium Majus Var. Pleniflorum Lawalrée, Chelidonium Majus Var. Plenum H.R.Wehrh., Chelidonium Majus Var. Plenum Latourr., Chelidonium Majus Var. Quercifolium (Willemet) Mérat, Chelidonium Murale P.Renault, Chelidonium Quercifolium Thuill., Chelidonium Quercifolium Willemet, Chelidonium Ruderale Salisb., Chelidonium Umbelliferum Stokes, Chelidonium Vulgare P.Renault, 1804, Chlidonium Majus L. |
| ERBACEA PERENNE ALTA 30-80 CM, CON FUSTO ERETTO, RAMIFICATO, FRAGILE, CONTENENTE UN LATTICE ARANCIONE. FOGLIE ALTERNE, PENNATOSETTE CON 3-7 LOBI OVATI O INCISI, GLABRE O DEBOLMENTE PUBESCENTI, DI COLORE VERDE GLAUCO. FIORI ERMAFRODITI, GIALLI, TETRAMERI, RIUNITI IN PICCOLE OMBRELLE PAUCIFLORE ALL'ASCELLA DELLE FOGLIE SUPERIORI. CALICE CON 2 SEPALI CADUCHI, COROLLA CON 4 PETALI LIBERI. FRUTTO È UNA CAPSULA LINEARE ALLUNGATA CHE SI APRE DAL BASSO VERSO L'ALTO LIBERANDO NUMEROSI SEMI PICCOLI E NERI CON UN'APPENDICE CARNOSA (ELAIOSOMA) PER LA DISPERSIONE DA PARTE DELLE FORMICHE. TUTTA LA PIANTA È TOSSICA E PRODUCE UN LATTICE IRRITANTE. |
| APRILE, MAGGIO, GIUGNO, LUGLIO, AGOSTO, SETTEMBRE, PRIMAVERA, ESTATE |
| COLORI OSSERVATI NEI FIORI |
| ________ GIALLO |
| ________ GIALLO DORATO |
| ________ GIALLOGNOLO |
| Originaria dell'Europa e dell'Asia occidentale, naturalizzata anche in Nord America. Cresce spontanea in luoghi ombrosi e umidi, come boschi, siepi, muri vecchi, ruderi, bordi stradali e giardini, prediligendo terreni ricchi di azoto, argillosi o limosi, e spesso calcarei. Si adatta a una vasta gamma di condizioni di luce, dalla piena ombra alla mezz'ombra. In Italia è diffusa in tutte le regioni, dal piano fino alla zona montana. La sua capacità di crescere in ambienti disturbati e la sua facile disseminazione tramite semi contribuiscono alla sua ampia distribuzione. È comune trovarla in prossimità di insediamenti umani. |
| DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE |
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| MAGGIO-LUGLIO, DURANTE LA PIENA FIORITURA |
| (Parti ricche in principi attivi) |
| PARTE AEREA ESSICCATA E LATTICE FRESCO |
| ERBACEO-ACRE, CON NOTE IRRITANTI (LATTICE) |
| AMARO-PUNGENTE, CON EFFETTO ANESTETICO LOCALE (LATTICE), DISGUSTOSO |
| TOSSICITÀ: MEDIO-ALTA |
| Motivazione: Sono documentati casi clinici di epatotossicità associati all’uso interno di preparazioni di Chelidonium majus L., inclusi episodi di epatite colestatica e danno epatico reversibile correlati soprattutto ad estratti sistemici contenenti alcaloidi isochinolinici. Studi tossicologici e farmacologici hanno inoltre evidenziato attività citotossica e neuroattiva di alcuni alcaloidi principali, in particolare sanguinarina e cheleritrina. La tossicità dipende significativamente dalla dose, dalla durata d’uso, dalla standardizzazione dell’estratto e dalla suscettibilità individuale. |
| EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE |
| Motivazione: Chelidonium majus L. dispone di dati farmacologici e clinici limitati ma specifici, soprattutto relativi ad alcuni estratti standardizzati impiegati tradizionalmente nei disturbi dispeptici e spasmodici epatobiliari. Sono disponibili studi clinici controllati di qualità metodologica variabile, dati in vivo coerenti e un uso fitoterapico consolidato in Europa, riconosciuto anche da monografie ufficiali tradizionali. Tuttavia le evidenze non risultano sufficientemente robuste, omogenee o prive di problematiche di sicurezza per definire un’attività terapeutica globalmente confermata. L’efficacia appare inoltre strettamente dipendente dal tipo di estratto, dal contenuto alcaloidico e dalla modalità d’impiego. |
| Alcaloidi isochinolinici: chelidonina, coptisina, sanguinarina, berberina, cheleritrina, allocriptoopina, protopina, sparteina, stylopina, chelidimerina, oxichelidonina, oxisanguinarina, diidrochelidonina Alcaloidi benzofenantridinici: sanguinarina, cheleritrina, sanguilutina, chelirubina, chelilutina Alcaloidi protopinici: protopina, allocriptoopina Alcaloidi protoberberinici: coptisina, berberina Flavonoidi: quercetina, rutina, kaempferolo, isoquercitrina Acidi fenolici: acido caffeico, acido ferulico, acido clorogenico, acido cumarico Carotenoidi: beta-carotene, luteina, violaxantina Saponine: saponine triterpeniche non completamente caratterizzate Tannini: tannini catechici, tannini gallici Acidi organici: acido malico, acido citrico, acido chelidonico, acido succinico Olio essenziale: limonene, pinene alfa, cariofillene beta Latice: complesso alcaloidico lattiginoso ricco in sanguinarina, cheleritrina e chelidonina Resine: resine amare isochinoliniche Polisaccaridi: mucillagini, pectine Fitosteroli: beta-sitosterolo, campesterolo, stigmasterolo Composti minerali: calcio, magnesio, potassio Vitamine: acido ascorbico |
Bibliografia |
Confermate da studi scientifici e clinici | !! | CRAMPI ADDOMINALI |
| !! | DISPEPSIA O CATTIVA DIGESTIONE |
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata | ? | ANTITUMORALE (ATTIVITÀ IN VITRO) |
| ? | ANTITUMORALE E CITOTOSSICO |
| ? | ANTIVIRALE |
| !! | ANTIMICROBICO ANTIBATTERICO ANTISETTICO |
| !! | ANTINFIAMMATORIO |
| !! | COLERETICO |
| !! | SPASMOLITICO ANTISPASMODICO |
| !! | SPASMOLITICO FIBRE MUSCOLARI LISCIE |
| !! | SPASMOLITICO GASTRO-ENTERICO |
Uso storico e nella tradizione | ? | CALCOLOSI URINARIA RENI E VESCICA |
| ? | CRAMPI MUSCOLARI |
| ? | DECONTRATTURANTE |
| ? | ECZEMA |
| ? | GASTROENTERITI |
| ? | NEVRALGIE |
| ? | PSORIASI O PSIORIASI |
| ? | SALIVAZIONE SCARSA (SCIALAGOGO) |
| ? | SPASMOLITICO VIE RENALI E FAVORENTE L´ESPULSIONE DI CALCOLI |
| !! | CHERATOLITICO |
| !! | DIGESTIVO |
| !! | DIGESTIVO EUPEPTICO STOMACHICO |
| !! | VERRUCHE E CALLOSITÀ (USO TOPICO) |
| SORVEGLIANZA ALLE REAZIONI AVVERSE ESTRATTO VEGETALE NON AMMESSO NEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI |
| AVVERTENZE
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati) SONO DOCUMENTATI CASI CLINICI DI EPATITE COLESTATICA, EPATOCELLULARE E MISTA ASSOCIATI ALL’ASSUNZIONE ORALE DI PREPARAZIONI CONTENENTI CHELIDONIUM MAJUS L. LE EVIDENZE DERIVANO DA CASE REPORT, STUDI OSSERVAZIONALI, REVISIONI FARMACOVIGILANZA E VALUTAZIONI REGOLATORIE EUROPEE. IL DANNO EPATICO È GENERALMENTE REVERSIBILE DOPO SOSPENSIONE, MA SONO STATI DESCRITTI CASI CLINICAMENTE SEVERI. L’IMPIEGO DEVE ESSERE INTERROTTO IMMEDIATAMENTE IN PRESENZA DI SINTOMI COMPATIBILI CON TOSSICITÀ EPATICA, INCLUSI ITTERO, URINE SCURE, DOLORE ADDOMINALE PERSISTENTE, NAUSEA, ASTENIA MARCATA O INCREMENTO DEGLI ENZIMI EPATICI. TALE AVVERTENZA È SUPPORTATA DA DATI CLINICI DIRETTI SULLA SPECIE. LA TOSSICITÀ APPARE CORRELATA SOPRATTUTTO AGLI ALCALOIDI BENZOFENANTRIDINICI E PROTOBERBERINICI PRESENTI NEL FITOCOMPLESSO, IN PARTICOLARE SANGUINARINA E CHELERITRINA, CHE HANNO MOSTRATO ATTIVITÀ CITOTOSSICA ED EPATOTOSSICA IN STUDI IN VITRO E MODELLI SPERIMENTALI. L’USO PROLUNGATO O AD ALTE DOSI NON È CONSIDERATO SICURO IN ASSENZA DI MONITORAGGIO CLINICO APPROPRIATO, SOPRATTUTTO PER PREPARAZIONI AD USO SISTEMICO NON STANDARDIZZATE. L’EVIDENZA DERIVA DA FARMACOVIGILANZA CLINICA E DATI TOSSICOLOGICI SPERIMENTALI. SONO POSSIBILI INTERAZIONI FARMACOLOGICHE TEORICAMENTE RILEVANTI CON MEDICINALI EPATOTOSSICI O METABOLIZZATI A LIVELLO EPATICO. LE EVIDENZE DIRETTE DI INTERAZIONE CLINICA SONO LIMITATE, MA LA PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA È DOCUMENTATA DALLA FARMACOCINETICA DEGLI ALCALOIDI ISOCHINOLINICI. L’APPLICAZIONE TOPICA DEL LATICE FRESCO PUÒ DETERMINARE IRRITAZIONE LOCALE, DERMATITE DA CONTATTO O FENOMENI IRRITATIVI DELLE MUCOSE IN SOGGETTI SENSIBILI. L’EVIDENZA DERIVA DA OSSERVAZIONI CLINICHE E DATI TOSSICOLOGICI LOCALI. LE PREPARAZIONI FITOTERAPICHE DI CHELIDONIUM MAJUS L. MOSTRANO SIGNIFICATIVA VARIABILITÀ FITOCHIMICA IN FUNZIONE DELLA PARTE UTILIZZATA, DEL METODO ESTRATTIVO E DEL CONTENUTO ALCALOIDICO; TALE ETEROGENEITÀ LIMITA LA PREVEDIBILITÀ DEL PROFILO BENEFICIO-RISCHIO. |
| CONTROINDICAZIONI
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni) CHELIDONIUM MAJUS L. È CONTROINDICATO NEI SOGGETTI CON PATOLOGIE EPATICHE PREESISTENTI, ANAMNESI DI EPATITE, COLESTASI, INSUFFICIENZA EPATICA O ALTERAZIONI DELLA FUNZIONALITÀ EPATICA DOCUMENTATE, SULLA BASE DI NUMEROSI CASI CLINICI E SEGNALAZIONI FARMACOVIGILANZA DI EPATOTOSSICITÀ ASSOCIATA ALLA SPECIE. L’USO INTERNO È CONTROINDICATO IN CASO DI IPERSENSIBILITÀ NOTA A CHELIDONIUM MAJUS L. O AD UNO DEI SUOI ALCALOIDI ISOCHINOLINICI. L’IMPIEGO DURANTE GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO È CONTROINDICATO PER ASSENZA DI DATI CLINICI DI SICUREZZA ADEGUATI E PER LA PRESENZA DOCUMENTATA DI ALCALOIDI FARMACOLOGICAMENTE ATTIVI CON POTENZIALE TOSSICOLOGICO. L’USO NEI BAMBINI NON È RACCOMANDATO NÉ ADEGUATAMENTE DOCUMENTATO DA STUDI CLINICI SPECIFICI SULLA SICUREZZA. LA PIANTA RISULTA EPATOTOSSICA DAGLI ULTIMI STUDI. SCONSIGLIATO ASSOLUTAMENTE L'USO E SOPRATTUTTO IN GRAVIDANZA, ALLATTAMENTO E INFANZIA. COMUNQUE IL CONTENUTO DI ALCALOIDI POTENZIALMENTE TOSSICI DECADE RAPIDAMENTE CON L´ESSICCAMENTO E LA CONSERVAZIONE DELLA PIANTA. |
| (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche) |
| ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE |
| ANTIMICOTICI |
| BARBITURICI |
| BENZODIAZEPINE |
| CARDIOTOSSICI |
| COLERETICI E COLECISTOCINETICI |
| DEPRESSIVI DEL SNC |
| EPATOTOSSICI |
| FARMACI CON PROLUNGAMENTO QT |
| FARMACI EPATOMETABOLIZZATI (CYP450) |
| FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP2C9 |
| FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP2D6 |
| FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP3A4 |
| FARMACI PER LA TUBERCOLOSI (ES. ISONIAZIDE) |
| INDUTTORI ENZIMATICI (ES. CARBAMAZEPINA, RIFAMPICINA) |
| INIBITORI DEL CYP |
| METOTREXATE |
| NEUROLETTICI |
| PARACETAMOLO |
| PSICOFARMACI |
| SEDATIVI DEL SNC |
| Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di CHELIDONIA basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Estratto secco nebulizzato titolato di parti aeree fiorite Estratti secchi utilizzati in formulazioni fitoterapiche digestive ed epatobiliari. La standardizzazione viene generalmente riferita al contenuto totale di alcaloidi isoquinolinici espresso come chelidonina, coptisina, sanguinarina e cheleritrina. Per limitare il rischio epatotossico le preparazioni moderne tendono a mantenere un apporto giornaliero totale inferiore a 2,5 mg di alcaloidi totali. Posologia tipica negli integratori: 50-200 mg di estratto secco da una a tre volte al giorno per brevi periodi sotto controllo professionale. Estratto idroalcolico o tintura madre fitoterapica Preparazione ottenuta da parte aerea fresca o essiccata con rapporti droga:estratto variabili tra 1:5 e 1:10 in etanolo 45-70%. Tradizionalmente impiegata come coadiuvante digestivo, coleretico e antispastico biliare. Posologia tradizionale: 10-30 gocce diluite in acqua fino a tre volte al giorno prima dei pasti. L’uso prolungato è sconsigliato per il rischio di epatotossicità documentata. Estratto fluido standardizzato Preparazione liquida concentrata con controllo quantitativo degli alcaloidi totali. Utilizzata soprattutto in associazioni fitoterapiche per dispepsia e spasmi gastrointestinali. Posologia generalmente equivalente a 0,2-1 g di droga secca al giorno, evitando trattamenti superiori a due settimane senza monitoraggio clinico. Estratto molle o semisolido per uso topico Preparazioni concentrate del lattice o dell’estratto della pianta impiegate tradizionalmente per verruche e callosità. La presenza di alcaloidi benzofenantridinici e composti cheratolitici richiede applicazione esclusivamente locale e circoscritta. Applicazione una o due volte al giorno per periodi brevi evitando cute lesa e mucose. Lattice fresco stabilizzato Preparazione topica derivata dal succo arancio-giallo della pianta fresca. Utilizzata storicamente per verruche volgari e ipercheratosi localizzate. Applicazione puntuale quotidiana con cautela per possibile irritazione cutanea e dermatite da contatto. Preparazioni omeopatiche Chelidonium majus è presente in diluizioni omeopatiche D1-D30, TM, CH e MK principalmente per disturbi epatobiliari, dispepsia e sintomatologie riferite al quadrante epatico destro secondo l’impostazione omeopatica. Le formulazioni comprendono gocce, granuli, compresse e soluzioni iniettabili omeopatiche. I dosaggi dipendono dalla diluizione e dall’indirizzo terapeutico omeopatico adottato. |
| Tisane, composizioni e preparazioni di CHELIDONIA basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Tisana digestiva leggera Una tisana combinata per supportare la funzione digestiva può essere preparata con foglie essiccate di Chelidonium majus in piccola quantità insieme a foglie di Mentha piperita e fiori di Matricaria chamomilla. Questa formulazione è pensata per favorire un’azione equilibrata sulle secrezioni digestive e alleviare sensazioni di pesantezza dopo i pasti. Preparare con acqua calda, lasciare in infusione breve e consumare una tazza una volta al giorno, preferibilmente dopo il pasto principale. Tisana biliare delicata Per un effetto di supporto alle vie biliari in modo più moderato e tradizionale, si possono combinare foglie o parti aeree di Chelidonium majus (dosaggio molto ridotto) con foglie di Taraxacum officinale e foglie di Cynara scolymus. L’infusione di questa miscela, preparata con acqua calda e consumata una volta al giorno lontano da pasti pesanti, mira a stimolare la funzione biliare in modo più bilanciato grazie ai componenti sinergici delle altre piante. Tisana armonizzante per il benessere gastro-epatico Una miscela che affianca estratto leggero di Chelidonium majus a foglie di Silybum marianum e fiori di Taraxacum officinale può essere utilizzata come tisana una volta al giorno per sostenere il benessere del sistema epatobiliare e della digestione. Le quantità di Chelidonium devono essere mantenute basse e integrate con piante epatoprotettive note per favorire tollerabilità e sicurezza generale. Tisana calmante e digestiva Una combinazione di estratto leggero di Chelidonium majus con foglie di Melissa officinalis e foglie di Foeniculum vulgare produce una tisana con profilo aromatico e un effetto lenitivo sulla motilità digestiva, utile per sensazioni di tensione dopo i pasti. Preparare l’infuso con acqua calda e consumare una tazza al giorno. Formulazione depurativa moderata Per un effetto depurativo tradizionale, si può utilizzare una miscela con quantità molto ridotte di Chelidonium majus affiancate a radice di Angelica archangelica e foglie di Mentha piperita. L’infusione leggera di questa combinazione, consumata una volta al giorno, viene usata nella pratica erboristica per sostenere una depurazione generale dell’organismo con gusto più gradevole rispetto alle formulazioni con sola Chelidonium. Bibliografia |
NOTE VARIE E STORICHE...
Ricerche di articoli scientifici su Chelidonium majus L. |