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| QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 09-04-2026 |
SASSAFRASSO |
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| Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo) Regno: Plantae Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari) Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi) Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori) Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni) Sottoclasse: Magnoliidae Ordine: Laurales Famiglia: Lauraceae |
| Sassafrasso d´America, Lauro Degl'irocchesi, Sassafrax, Cinnamonwood, Filè Powder, Gumbo Filé, Mitten Tree, Saxifras, Tea Tree, White Sassafras, Ague tree bark, Laurier des Iroquois, Fenchelholzbaum, Sassefras, Sasafrasa, Szasszafrász Babérfa, Sassafurasu, Sasapareosu, Sasafras Lekarski, Lavr Amerikanskij, Sassafrasové Listy, |
| Euosmus Albida Nutt., Euosmus Sassafras (L.) Nutt., Laurus Albida Loudon, Laurus Albida Loudon Ex Meisn., Laurus Albida Nutt., Laurus Diversifolia Stokes, Laurus Salsafraz Noronha, Laurus Sassafras L., Laurus Variifolia Salisb., Persea Sassafras (L.) Spreng., Sassafras Albidum F. Moldenkei Oswald, Sassafras Albidum Var. Albidum, Sassafras Albidum Var. Molle (Raf.) Fernald, Sassafras Laurus Macloskie, Sassafras Officinale T.Nees & C.H.Eberm., Sassafras Officinale Var. Albidum (Nutt.) S.F.Blake, Sassafras Officinalis T.Nees & C.H.Eberm., Sassafras Officinarum J.Presl, Sassafras Rubrum Raf., Sassafras Sassafras (L.) H.Karst., Sassafras Triloba Raf., Sassafras Triloba Var. Mollis Raf., Sassafras Variifolium (Salisb.) Kuntze, Sassafras Variifolium Var. Albidum (Nutt.) Fernald, Tetranthera Albida (Nutt.) Spreng. |
| ALBERO DECIDUO DI MEDIE DIMENSIONI CON CORTECCIA PROFONDAMENTE SOLCATA NEGLI ESEMPLARI MATURI. LE FOGLIE SONO ALTERNE, SEMPLICI, DI FORMA VARIABILE (OVALE INTERA, BILOBATA O TRILOBATA SULLA STESSA PIANTA), DI COLORE VERDE BRILLANTE CHE VIRA AL GIALLO, ARANCIO E ROSSO IN AUTUNNO. È UNA SPECIE DIOICA CON FIORI PICCOLI, GIALLASTRI-VERDI, RIUNITI IN RACEMI PENDULI CHE COMPAIONO PRIMA DELLE FOGLIE. I FIORI MASCHILI HANNO NOVE STAMI, QUELLI FEMMINILI UN OVARIO SUPERO UNILOCULARE CHE MATURA IN UNA DRUPA BLU SCURO O NERASTRA, PORTATA SU UN PEDICELLO ROSSO INGROSSATO, CONTENENTE UN SINGOLO SEME. TUTTE LE PARTI DELLA PIANTA SONO AROMATICHE. |
| MARZO-APRILE (INIZIO PRIMAVERA), CON PICCOLI FIORI GIALLO-VERDASTRI RIUNITI IN RACEMI PRIMA DELLA COMPARSA DELLE FOGLIE |
| COLORI OSSERVATI NEI FIORI |
| ________ GIALLO CHIARISSIMO |
| ________ GIALLO VERDASTRO |
| Si trova comunemente ai margini dei boschi, nei campi, lungo i bordi delle strade e nelle recinzioni. Predilige suoli ben drenati, umidi e leggermente acidi, ma può tollerare una varietà di tipi di terreno, inclusi quelli poveri e secchi una volta stabilito. È una specie eliofila che cresce meglio in pieno sole o in leggera ombra. Il sassofrasso è nativo del Nord America orientale, dalle regioni meridionali del Maine e dell'Ontario fino alla Florida centrale e al Texas orientale. Si adatta a diversi habitat forestali, dalle foreste di latifoglie decidue ai boschi misti, e può essere una specie pioniera in aree disturbate o in vecchi campi in fase di successione. La sua capacità di formare thickets tramite polloni radicali gli permette di colonizzare rapidamente nuove aree. |
| DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE |
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| AUTUNNO (SETTEMBRE-OTTOBRE) PER LA CORTECCIA DELLE RADICI (MASSIMA CONCENTRAZIONE DI SAFROLO), PRIMAVERA PER LE FOGLIE GIOVANI |
| (Parti ricche in principi attivi) |
| CORTECCIA DELLE RADICI ESSICCATA (PRINCIPALE FONTE DI OLIO ESSENZIALE E SAFROLO), OCCASIONALMENTE FOGLIE ESSICCATE PER PREPARAZIONI ALIMENTARI (ES. FILÉ POWDER) |
| INTENSO, DOLCE-SPEZIATO CON NOTE DI CANNELLA, ANICE E LEGNO FRESCO, DOVUTO AL SAFROLO (80% DELL'OLIO ESSENZIALE) |
| RADICE AMARA E PUNGENTE, CON RETROGUSTO CALDO E LEGGERMENTE PICCANTE; FOGLIE PIÙ DELICATE, SIMILI A LIQUIRIZIA E AGRUMI |
| TOSSICITÀ: ALTA |
| Motivazione: Il contenuto di safrolo è epatotossico e potenzialmente cancerogeno; l’ingestione prolungata o in dosi elevate può provocare gravi effetti epatici e tossici, rendendo necessaria cautela nell’uso. |
| EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE |
| Motivazione: l’uso fitoterapico storico di Sassafras albidum è documentato per preparazioni prive di safrolo, con effetti carminativi e diaforetici supportati da dati etnobotanici e limitati studi farmacologici; tuttavia la presenza del safrolo, composto epatotossico e cancerogeno dimostrato in studi in vivo e classificato da autorità regolatorie, limita fortemente l’impiego terapeutico alle sole forme prive di tale sostanza, senza evidenze cliniche controllate sulla specie. |
| Fenilpropanoidi: safrolo, eugenolo, metileugenolo, miristicina, elemina Oli essenziali (monoterpeni e sesquiterpeni): alfa-pinene, beta-pinene, limonene, linalolo, cineolo, germacrene D Lignani: sesamina, asarinin, pinoresinolo Tannini: tannini condensati, tannini idrolizzabili Flavonoidi: quercetina, kaempferolo, isoramnetina Acidi fenolici: acido caffeico, acido ferulico, acido p-cumarico Alcaloidi: derivati benzilisochinolinici Resine e composti aromatici: sassafrassolo, composti aromatici volatili minori Lipidi e acidi grassi: acido linoleico, acido oleico, acido palmitico |
Bibliografia Safrolo e tossicità: |
| PROPRIETÀ E INDICAZIONI REGISTRATE Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico. | |
| ? | DIAFORETICO O SUDORIFERO |
| ? | FEBBRE E STATI FEBBRILI |
| ++ | ANALGESICO ANTALGICO ANTINOCICETTIVO |
| ++ | ANTIMICROBICO (USO ESTERNO) |
| ++ | CARMINATIVO ANTIFERMENTATIVO |
| ++ | DIGESTIVO |
| ++ | DISPEPSIA O CATTIVA DIGESTIONE |
| ++ | INFIAMMAZIONI CUTANEE E DERMATITI (USO TOPICO) |
| ++ | ACNE (DEPURATIVO) |
| ++ | BALSAMICO RESPIRATORIO |
| ++ | DEPURATIVO DRENANTE |
| ++ | DIURETICO (OLIGURIA O RITENZIONE IDRICA) |
| ++ | FORUNCOLOSI |
| ++ | INFEZIONI VIE RESPIRATORIE |
| ++ | INFIAMMAZIONI E IRRITAZIONI APPARATO URO-GENITALE |
| ++ | INFIAMMAZIONI E IRRITAZIONI MUCOSE E CAVO ORALE |
| ++ | IPOLIPIDEMIZZANTE (IPERCOLESTEROLEMIA, IPERTRIGLICERIDEMIA, IPERLIPIDEMIA) |
| + | ANTIPERTENSIVO (IPOTENSIVO) |
| + | AROMATIZZANTE |
| + | GOTTA |
| + | INFEZIONI CAVO OROFARINGEO |
| + | INTOSSICAZIONI E AVVELENAMENTI ANCHE DA ALCOL |
| + | REUMATISMI E DOLORI REUMATICI |
| Non sono disponibili evidenze cliniche controllate, meta-analisi o revisioni sistematiche con dati clinici primari che confermino proprietà terapeutiche di Sassafras albidum (Nutt.) Nees; la letteratura scientifica è dominata da studi tossicologici sul safrolo piuttosto che da valutazioni cliniche di efficacia. Attività carminativa e digestiva con indicazione tradizionale nei disturbi gastrointestinali lievi, supportata da uso etnobotanico e plausibilità farmacologica dei composti aromatici volatili, ma con assenza di studi sperimentali specifici sulla specie Attività diaforetica con indicazione tradizionale negli stati febbrili, documentata in fonti etnobotaniche e coerente con l’azione di oli essenziali stimolanti la sudorazione, senza conferme sperimentali dirette Attività antisettica e antimicrobica con indicazione sperimentale in infezioni superficiali, supportata da studi in vitro su componenti dell’olio essenziale, ma con dati limitati e non standardizzati sulla specie Attività analgesica lieve con indicazione tradizionale in dolori minori, supportata esclusivamente da uso storico e plausibilità farmacologica, senza evidenze sperimentali dirette robuste Le evidenze disponibili risultano limitate, non standardizzate e in gran parte indirette; inoltre l’interesse scientifico è fortemente condizionato dalla tossicità del safrolo, che limita lo sviluppo terapeutico. |
| CONTROINDICAZIONI
(Le controindicazioni richiedono evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni) USO DI PREPARAZIONI CONTENENTI SAFROLO PER DOCUMENTATA EPATOTOSSICITÀ E CANCEROGENICITÀ EVIDENZIATA IN STUDI IN VIVO SU ANIMALI E RICONOSCIUTA DA AUTORITÀ REGOLATORIE, GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO PER RISCHIO TOSSICOLOGICO DOCUMENTATO DEL SAFROLO CON EVIDENZE SPERIMENTALI, ETÀ PEDIATRICA PER MAGGIORE SUSCETTIBILITÀ AGLI EFFETTI TOSSICI OSSERVATA IN DATI FARMACOLOGICI E TOSSICOLOGICI, PATOLOGIE EPATICHE PER RISCHIO DI AGGRAVAMENTO DOCUMENTATO DA STUDI IN VIVO SU EPATOTOSSICITÀ |
| AVVERTENZE
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati) USO LIMITATO ESCLUSIVAMENTE A PREPARAZIONI PRIVE DI SAFROLO PER PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA E INDICAZIONI REGOLATORIE INTERNAZIONALI, POTENZIALE INTERAZIONE CON FARMACI EPATOTOSSICI PER EVIDENZA IN VIVO DI DANNO EPATICO INDOTTO DA SAFROLO, POSSIBILE INDUZIONE ENZIMATICA EPATICA CON INTERFERENZA SUL METABOLISMO DI FARMACI PER EVIDENZE SPERIMENTALI SU MODELLI ANIMALI, RISCHIO GENOTOSSICO E CANCEROGENO ASSOCIATO ALL’ESPOSIZIONE CRONICA A SAFROLO DOCUMENTATO IN STUDI IN VIVO E VALUTAZIONI TOSSICOLOGICHE UFFICIALI, VARIABILITÀ DEL CONTENUTO IN SAFROLO NELLE PREPARAZIONI VEGETALI CON NECESSITÀ DI STANDARDIZZAZIONE PER EVIDENZA FITOCHIMICA, ASSENZA DI STUDI CLINICI CONTROLLATI SULLA SICUREZZA DELLE PREPARAZIONI PRIVE DI SAFROLO CON CONSEGUENTE INCERTEZZA SUL PROFILO RISCHIO BENEFICIO NELL’UOMO L'OLIO ESSENZIALE HA UNA FORTE TOSSICITÀ: PARE CHE VI SIANO STATI AVVELENAMENTI DI BAMBINI PER INGESTIONE DI POCHI GRAMMI. IL SAFROLO-A DOSI ELEVATE PUÒ PROVOCARE MORTE PER DEGENERAZIONE DEL CUORE-FEGATO E RENI. |
| (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche) |
| EPATOTOSSICI |
| FARMACI EPATOMETABOLIZZATI (CYP450) |
| Le preparazioni fitoterapiche di Sassafras albidum (Nutt.) Nees risultano fortemente limitate dal profilo tossicologico del safrolo, composto principale dell’olio essenziale, riconosciuto come epatotossico e cancerogeno. Di conseguenza, molte forme estrattive tradizionali non sono più utilizzate in ambito fitoterapico moderno o sono consentite esclusivamente se prive di safrolo. I dati disponibili sono prevalentemente storici, regolatori e farmacologici, con assenza di posologie validate da studi clinici controllati.
Estratto secco privo di safrolo
Estratti secchi ottenuti dalla corteccia della radice sottoposti a processi di rimozione del safrolo sono stati proposti in ambito nutraceutico. Non esistono standard internazionali consolidati per la titolazione né studi clinici che definiscano una posologia validata. In letteratura tecnica e in prodotti storici si riportano dosaggi indicativi compresi tra 100 e 300 mg al giorno, ma tali valori non sono supportati da evidenze cliniche e devono essere considerati non standardizzati.
Estratto fluido privo di safrolo
Preparazioni idroalcoliche private del safrolo mediante processi industriali sono state utilizzate come aromatizzanti e, storicamente, come digestivi. La posologia riportata in fonti non cliniche è generalmente di 0,5–1 ml fino a due volte al giorno. Tuttavia, l’assenza di studi clinici e la variabilità dei processi di detossificazione rendono questi dati indicativi e non validati.
Olio essenziale di Sassafras albidum
L’olio essenziale ricco in safrolo è storicamente documentato ma attualmente non utilizzabile in fitoterapia per uso interno a causa della tossicità documentata. Non esiste una posologia sicura per uso interno supportata da evidenze scientifiche; l’uso è limitato o vietato in molte giurisdizioni. L’impiego esterno è raramente considerato e comunque non standardizzato.
Preparazioni aromatizzanti derivate (estratti senza safrolo per uso alimentare)
Estratti ottenuti per rimozione del safrolo sono stati utilizzati come aromatizzanti in bevande tradizionali. Non rappresentano preparazioni fitoterapiche in senso stretto e non esiste una posologia terapeutica definita. L’uso è regolato da normative alimentari piuttosto che da linee guida fitoterapiche.
Preparazioni omeopatiche
Non risultano preparazioni omeopatiche standardizzate e riconosciute nelle principali farmacopee omeopatiche basate su Sassafras albidum (Nutt.) Nees con indicazioni posologiche definite. Eventuali utilizzi sono marginali e non supportati da dati scientifici verificabili.
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| (Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso) |
| Le preparazioni erboristiche a base di Sassafras albidum (Nutt.) Nees sono oggi fortemente limitate dal contenuto di safrolo, composto con documentata tossicità epatica e cancerogenicità. Le uniche formulazioni considerate accettabili in ambito moderno sono quelle ottenute da materiale vegetale trattato per la rimozione del safrolo oppure preparazioni tradizionali estremamente diluite e non destinate a uso prolungato. Le evidenze scientifiche sull’efficacia derivano quasi esclusivamente da uso etnobotanico e da plausibilità farmacologica, senza validazione clinica.
Infuso di corteccia di radice priva di safrolo
Preparazione con 1–2 g di droga essiccata trattata per la rimozione del safrolo in 150–200 ml di acqua calda, lasciando in infusione per 10 minuti. Assunzione non superiore a una volta al giorno e per periodi brevi. Tradizionalmente utilizzato come digestivo leggero. L’uso è basato su dati etnobotanici e regolatori più che su evidenze sperimentali dirette.
Decotto leggero tradizionale (uso storico non raccomandato)
Preparazione con 2–4 g di corteccia di radice in 250 ml di acqua, bollitura per 10–15 minuti. Storicamente impiegato come diaforetico e depurativo. Attualmente non raccomandato se non in forme prive di safrolo, in quanto le preparazioni acquose tradizionali possono contenere quantità variabili del composto tossico. Evidenza limitata a uso tradizionale senza supporto clinico.
Infuso combinato con Mentha piperita L. e Matricaria chamomilla L. (solo con Sassafras privo di safrolo)
Preparazione con 1 g di Sassafras trattato, 2 g di foglie di Mentha piperita e 2 g di fiori di Matricaria chamomilla in 200 ml di acqua calda per 10 minuti. Assunzione una volta al giorno per brevi periodi. Utilizzato come supporto digestivo. L’associazione è basata su coerenza fitoterapica e uso tradizionale delle specie associate, senza studi specifici sulla combinazione.
Infuso combinato con Zingiber officinale Roscoe
Preparazione con 1 g di Sassafras privo di safrolo e 1–2 g di rizoma di Zingiber officinale in 200 ml di acqua calda per 10 minuti. Assunzione occasionale. Tradizionalmente utilizzato per disturbi gastrointestinali e stati febbrili lievi. Evidenza limitata a uso tradizionale e dati farmacologici sulle singole specie.
Decotto combinato con Arctium lappa L. (uso storico)
Preparazione con 1–2 g di Sassafras e 5 g di radice di Arctium lappa in 300 ml di acqua, bollitura per 15 minuti. Tradizionalmente utilizzato come depurativo primaverile. Non supportato da evidenze cliniche e non raccomandato in assenza di rimozione del safrolo.
Le formulazioni sopra descritte devono essere considerate con estrema cautela; la letteratura scientifica e le autorità regolatorie scoraggiano l’uso fitoterapico di Sassafras albidum non detossificato. L’assenza di standardizzazione e di studi clinici rende impossibile definire un profilo di sicurezza ed efficacia affidabile.
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